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Notiziario Marketpress di Lunedì 22 Aprile 2013
 
   
  EUROPA: IL MOMENTO DEL RILANCIO E´ OGGI

 
   
  Trento, 22 aprile 2013 - L´europa che abbiamo non basta, è insufficiente. Abbiamo bisogno di più Europa, anche se si moltiplicano le spinte antieuropeiste. E il momento per il rilancio, nonostante tutto, è adesso. Questo in estrema sintesi il messaggio lanciato il 19 aprile dai tre eurodeputati intervenuti alla Tavola rotonda organizzata alla Facoltà di Sociologia di Trento nell´ambito dell´evento "L´italia in Europa, l´Europa in Italia", organizzato dalla Provincia autonoma di Trento - Servizio Europa, dal Centro Jean Monnet e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento politica europea. Sul palco gli onorevoli Pier Antonio Panzeri e Antonio Cancian, entrambi in forze al Parlamento europeo, e l´ex eurodeputato Giorgio Rossetti, oggi presidente dell´associazione Dialoghi europei. Tre esponenti politici dell´Italia del Nord e Nord Est, impegnati in vari ambiti e all´interno di diverse Commissioni, che hanno dialogato con il pubblico - fra cui molti studenti - su un ampio ventaglio di temi, da quelli legati allo sviluppo, anche superando l´attuale politica di austerità, a quelli dell´allargamento della Ue e della cessione di sovranità. A monte del dibattito, un paradosso è emerso nel corso di una tavola rotonda durata quasi tre ore (da cui si ricava la "fame" di informazione e di confronti sui temi dell´Europa, anche al di là dei temi usualmente veicolati dai media): la globalizzazione, la delocalizzazione delle imprese, le migrazioni internazionali sono fenomeni irreversibili a cui si può rispondere solo con un "più Europa", ma il clima culturale di fondo è dominato dall´indifferenza o dall´ostilità nei confronti del processo di unificazione. Non solo: contraddizioni emergono anche in sede comunitaria, come evidenziato dalla recente bocciatura, da parte del Parlamento (organo eletto dai cittadini), del bilancio dell´Unione 2014-2020 predisposto dal Consiglio europeo. A fronte di ciò, anche la cessione di quote crescenti di sovranità dagli Stati membri all´Europa avviene spesso in maniera non chiara, inadeguata, non negoziata: il risultato è ad esempio la crescente sfiducia nei confronti della moneta unica e le spinte per il ritorno alle monete nazionali. Molto insomma, va fatto fuori e dentro gli Stati membri, dove gli stessi eurodeputati sono di fatto più legati ai collegi di provenienza, stretti nella morsa della pressione dovuta al loro lavoro in sede comunitaria e dalla necessità, propria di ogni politico eletto, di tenere i contatti con i suoi elettori. A farne le spese è la cultura europea del Paese nel suo complesso, come lamentano i giovani: partecipare agli Erasmus, studiare all´estero, è sì importante, ma non basta a formare una coscienza delle problematiche relative all´integrazione europea. Ci vuole anche un salto di qualità dell´Europa, rispondendo nell´immediato alle urgenze poste dalla crisi economica con il rilancio di una politica espansiva ma avendo anche di fronte un orizzonte ampio e di lungo periodo. L´evento "L´italia in Europa, l´Europa in Italia" - apertosi ieri con l´inaugurazione, sempre a Sociologia, di una mostra fotografica sull´Europa, dal Dopoguerra ad oggi - prosegue lunedì 22 con un workshop dalle ore 16 alle 18, sul tema. Il diritto di petizione e di iniziativa dei cittadini europei.  
   
 

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