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Notiziario Marketpress di
Lunedì 09 Settembre 2013 |
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NUOVO STUDIO PER SAPERNE DI PIÙ SULLE SCELTE DEI GIOVANI EUROPEI IN FATTO DI DIETA E STILE DI VITA CORRELATE ALLA SALUTE
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Bruxelles,
9 settembre 2013 - Perché alcuni bambini seguono una dieta a base di fast food
mentre altri mangiano in modo sano? Cosa porta un adolescente a preferire un
hamburger piuttosto che un´insalata? Perché alcuni decidono di fare attività
fisica mentre altri non lo fanno? Quali sono le conseguenze per la salute di
una cattiva dieta, mancanza di attività fisica e altri fattori di rischio? E
infine, è possibile indirizzare i bambini e le loro famiglie verso scelte più
sane relative agli stili di vita? Queste domande e molte altre sono ora
esaminate da una vasta ricerca sul comportamento dei giovani europei rispetto
alla dieta e allo stile di vita.
Circa 22
milioni di bambini nell´Unione europea sono considerati obesi o in sovrappeso,
e queste cifre aumentano di 400 000 unità ogni anno. Essi affrontano gravi
rischi di salute e sociali, che comprendono malattie cardiovascolari, diabete
di tipo 2, problemi ortopedici, scarso rendimento a scuola e una scarsa
autostima, e hanno una possibilità pari al 60 per cento di diventare adulti
obesi o in sovrappeso. Persino molti adolescenti che non sono in sovrappeso
sono esposti al rischio di queste malattie, a causa di diete malsane e bassi
livelli di attività fisica.
Per affrontare
queste scelte malsane relative allo stile di vita si devono comprendere i
fattori di fondo che sono la causa per cui i giovani europei mangiano male e
fanno poca attività fisica. Questo è l´obbiettivo di uno studio di cinque anni
attualmente portato avanti da un consorzio paneuropeo di università e istituti
di ricerca nel progetto I.family ("Determinants of eating behaviour in
European children, adolescents and their parents"), finanziato dall´Ue.
Partendo
dai risultati del progetto Idefics, che ha studiato circa 16 000
preadolescenti, lo studio I.family invita questi bambini, e i loro fratelli e
genitori, a partecipare a una ricerca successiva, che si concentra sui
preadolescenti, e in particolare sui soggetti di 11 e 12 anni che si trovano in
una fase cruciale del proprio sviluppo.
Questo
gruppo di bambini con le loro famiglie vengono studiati in otto centri sparsi
in tutta Europa (Belgio, Cipro, Estonia, Germania, Ungheria, Italia, Spagna e
Svezia) in un tentativo di svelare l´interazione tra fattori complessi di stile
di vita, comportamentali e genetici e il loro impatto sulle abitudini alimentari
e gli esiti per la salute.
Attraverso
questionari, interviste su relazioni e salute, test psicologici ed esami
fisici, associati a campioni biologici e misurazioni dell´attività fisica, i
ricercatori intendono mettere a confronto i bambini e le famiglie che hanno
sviluppato o seguito una dieta e uno stile di vita sani, con quelli la cui
dieta e stile di vita hanno preso una direzione sfavorevole.
Poiché i
bambini oggetti della ricerca erano già stati esaminati nello studio Idefics, i
ricercatori saranno in grado di compilare un profilo relativo a molti anni dei
fattori che determinano scelte dietetiche buone o cattive.
Possono
determinare, ad esempio, se il fatto di avere due genitori che lavorano porta
al consumo di più cibo da fast food, o se le preoccupazioni relative alla
sicurezza per le strade nelle aree urbane porta i bambini che vivono nelle
città a fare meno attività fisica e a condurre vite più sedentarie.
Raccogliendo
informazioni sulla salute attuale dei bambini, e sfruttando le informazioni
dettagliate di cui già dispongono relative ai soggetti nei loro primi anni di
vita, il team I.family sarà in grado di studiare i percorsi che conducono a
diversi esiti per la salute quali obesità e disturbi metabolici e i loro
precursori nei bambini mentre crescono.
Tra gruppi
socio-economici simili con comportamenti opposti, il progetto intende misurare
fattori quali l´attivazione del cervello, l´espressione di geni collegati alle
scelte alimentari, la base biologica e genetica per le soglie del gusto, il
ruolo del sonno e del tempo sedentario, l´attività fisica e l´impatto dell´ambiente
che li circonda.
Armati di
questa conoscenza, i ricercatori sperano quindi di essere in grado di suggerire
nuovi approcci per promuovere un´alimentazione sana e l´attività fisica per
supportare lo sviluppo di politiche a livello europeo, nazionale e locale,
consentendo a un maggior numero di famiglie di fare scelte più salutari.
Il
progetto è gestito dal professor Wolfgang Ahrens dell´Università di Brema, in
Germania, con finanziamenti per oltre 11,5 milioni di euro, di cui 9 milioni di
euro provenienti dall´Ue.
I.family
coinvolge un consorzio di 17 istituzioni partner provenienti da 12 paesi Ue. Il
progetto si concluderà a febbraio 2017.
Per maggiori
informazioni, visitare:
I.family
http://www.Ifamilystudy.eu/
Scheda
informativa del progetto
http://cordis.Europa.eu/projects/rcn/97996_it.html
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