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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 11 Settembre 2013 |
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NITRATI, LOMBARDIA: ORA AZIONI CONCRETE
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Milano - LŽassessore allŽAgricoltura della Lombardia
Gianni Fava scrive al ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo,
sollecitando azioni concrete a tutela degli allevatori nella delicata fase di
adeguamento ai vincoli imposti dalla direttiva nitrati. La Lombardia, in
pratica, è ancora una volta ostaggio della burocrazia ministeriale.
LŽadeguamento alla direttiva nitrati è un percorso imperniato su tre elementi,
sui quali, sottolinea però lŽassessore Fava, "si sta da tempo lavorando
come Regioni insieme col ministero delle Politiche agricole, senza che ancora
si veda una conclusione positiva dei percorsi avviati".
Peso Dei Diversi Comparti - La Regione Lombardia,
anche per il peso che la zootecnia rappresenta sul totale nazionale (1.579.500
bovini, pari al 26,8% dei capi allevati in Italia; 4.164.000 suini, pari al
44,5% del totale nazionale; 26.500.000 avicoli; 160.000 ovicaprini, 10.000
bufalini, 51.600 equini), chiede risposte rapide e un aiuto dal ministero delle
Politiche agricole. La revisione delle zone vulnerabili ai nitrati, prevista
dalla legge 221/2012, vede la Regione Lombardia impegnata nel difficile
compito. "Il progetto affidato a Ispra (Istituto superiore per la
protezione e la ricerca ambientale, nda) - ricorda Fava - per determinare il
peso dei diversi comparti (civile, industriale e agricolo) nel concorrere alla
presenza di nitrati nelle acque al momento non sembra poter dare ancora alcun
contributo al lavoro che stiamo realizzando, anche se dovrebbe essere un
elemento fondamentale di cui tener conto nellŽattività di revisione delle
zone". Si rende quanto mai necessario lŽintervento del Mipaaf. "Il
presidio di questa attività - scrive lŽassessore lombardo - non può unicamente
essere lasciato ad Ispra medesima in quanto i risultati ad oggi maturati non
lasciano sperare che in tempi brevi si possa avere a disposizione i dati
necessari".
Linee Di Coordinamento - Secondo elemento da
risolvere. Sul fronte della revisione del decreto ministeriale 7 aprile 2006,
lŽassessore Fava insiste nel sottolineare che "da tale decreto discendono
le linee di coordinamento dei programmi di azione regionali".Se difatti
bisogna armonizzare gli aspetti tecnici legati allŽevoluzione tecnologica,
"è impensabile che le modifiche siano ostaggio del parere favorevole del
ministero dellŽAmbiente, come sta succedendo ormai da troppo tempo".
Semplificazione Procedure - Infine, terzo punto sul
quale lŽassessore allŽAgricoltura della prima Regione agricola dŽItalia chiede
"una forte iniziativa politica" del ministro dellŽAgricoltura per
ottenere "un intervento normativo di semplificazione delle procedure di
approvazione dei decreti che prevedono il concerto di altri ministeri".
Tutto ciò dal momento che "ancora non si conoscono i tempi di trasmissione
al ministero dellŽAmbiente per lŽespressione del parere di competenza". LŽassessore
Fava si dichiara "a disposizione per le iniziative che il ministro De
Girolamo vorrà attivare, nello spirito della massima collaborazione".
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