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Notiziario Marketpress di
Lunedì 09 Settembre 2013 |
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FVG, RIFORME: GIUNTA DEFINISCE LINEE GUIDA PER ELEZIONI COMUNALI
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Palmanova, 9 settembre 2013 - Reintroduzione in tutti
i Comuni del limite
di due mandati consecutivi per la carica di sindaco,
previsione
delle quote di genere e della doppia preferenza di
genere,
votazioni in un´unica giornata, di domenica.
In linea con gli obiettivi programmatici indicati
dalla
presidente Debora Serracchiani, la Giunta regionale
del Friuli
Venezia Giulia, su proposta dell´assessore alle
Autonomie locali
Paolo Panontin, ha discusso ed approvato il 6 settembre
le linee guida di
una riforma in
materia di elezioni degli organi delle
Amministrazioni comunali, che si concretizzerà già
nelle prossime
settimane in uno specifico disegno di legge. Anche
nell´ottica di
razionalizzare e semplificare la disciplina vigente,
esso
raccoglierà in un unico "corpus" normativo
tutte le disposizioni
in materia, attualmente contenute in diverse fonti
regionali e
statali.
"Abbiamo voluto dotare la Regione Friuli Venezia
Giulia di una
disciplina compiuta e organica - ha spiegato la presidente
Serracchiani - approvando un unico testo in cui
saranno indicati
le modalità di elezione e la trasformazione dei voti
in seggi, le
disposizioni sul procedimento elettorale, sulla
propaganda
elettorale e sul regime delle spese".
"Anche in vista dell´appuntamento elettorale
della prossima
primavera, che vedrà coinvolti 129 Comuni, vogliamo
ottenere un
testo normativo chiaro, semplice e pratico - ha
sottolineato
Panontin - per facilitare l´attività di tutti i
soggetti
coinvolti: uffici regionali e comunali, partiti e
movimenti
politici".
"Frutto del susseguirsi e sovrapporsi negli anni
di una trentina
di diversi interventi legislativi statali e regionali,
le norme
sulle elezioni amministrative applicate nella nostra
regione - ha
concluso Panontin - appaiono ormai disorganiche e
frammentate".
Il nuovo testo normativo che andrà a
disciplinare l´elezione degli organi delle
Amministrazioni
comunali, del quale oggi la Giunta regionale ha
approvato le
linee guida, consentirà di riformare la disciplina dei mandati
consecutivi alla carica di sindaco, di introdurre le
quote di
genere e la doppia di preferenza di genere, di
limitare il voto
alla sola domenica.
"Già nel 1999 - chiarisce l´assessore alle Autonomie locali,
Paolo Panontin - il legislatore regionale aveva
previsto per
tutti i Comuni, così come per le Province, il divieto
di un terzo
mandato consecutivo alla carica di sindaco. Questo
limite era
stato poi cancellato con una legge dello scorso anno,
ma solo per
i Comuni non capoluogo. Con il disegno di legge che
presenteremo
a breve, intendiamo reintrodurre in tutti i Comuni il
divieto di
terzo mandato, come previsto in origine dal
legislatore
regionale, del resto in analogia a quanto avviene a
livello
statale, con l´obiettivo di favorire il ricambio dei
vertici
delle amministrazioni locali".
Per quanto riguarda il sistema elettorale, si punterà
al
riequilibrio della rappresentanza di genere nelle
cariche
elettive . "Le liste - commenta Panontin -
dovranno comprendere
candidati donne e uomini, ma nessuno dei due generi
potrà essere
rappresentato in misura superiore ai due terzi.
Ciascun elettore
potrà esprimere uno o due voti di preferenza alla
carica di
consigliere comunale, ma se le preferenze saranno due,
esse
dovranno riguardare candidati di genere diverso".
Il ddl modificherà infine la durata delle votazioni, non
solo per
le elezioni comunali ma anche per quelle regionali e i
referendum
regionali. Le urne rimarranno aperte solo la domenica,
in quanto
"la scelta di votare su due giornate non ha
portato ad un aumento
dei votanti", precisa Panontin, aggiungendo che
"i dati
sull´affluenza che abbiamo esaminato dimostrano
infatti che il
livello di partecipazione al voto dipende da fattori
del tutto
estranei alla durata delle elezioni, mentre al
contrario gli
effetti negativi sono evidenti: aumento della spesa,
maggiore
interruzione dell´attività scolastica, allungamento
dei tempi del
procedimento elettorale, più difficoltà a trovare
persone
disposte ad operare nei seggi".
E le Province? "La scelta di fondo - conclude Panontin
- è quella
di non inserire nel disegno di legge la disciplina
relativa alle
elezioni provinciali, considerata l´attuale incertezza
sul
destino di questi enti".
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