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Notiziario Marketpress di Lunedì 09 Settembre 2013
 
   
  TRENTO: VOLONTA´ DEL CITTADINO SUI TRATTAMENTI SANITARI IN FINE VITA: ARRIVA LA BANCA DATI

 
   
  Trento, 9 settembre 2013 - "Sono sempre situazioni delicate, dove l´equilibrio tra rispetto e doveri è fragile, ma credo che questo strumento potrà dare un contributo importante". Con queste parole l´assessore Ugo Rossi ha commentato la decisione della Giunta provinciale di trento di istituire, tramite l´Azienda sanitaria, la banca dati delle dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari in fine vita. La delibera dà mandato all´Apss di elaborare, sulla base delle raccomandazioni del Comitato etico, le modalità di raccolta e di registrazione in un´apposita banca dati delle dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario dei soggetti interessati, relative alla volontà di sottoporsi o non sottoporsi a trattamento sanitario, in caso di malattia o lesione cerebrale che cagioni una perdita di coscienza irreversibile. "Con questo provvedimento – ci ha detto l´assessore Rossi, – nel pieno rispetto della disciplina esistente, si vuole consentire al cittadino innanzitutto di essere informato e poi di formulare in piena libertà una decisione in merito alla volontà di essere o di non essere sottoposto a trattamenti sanitari, che verrà raccolta e conservata nella sua cartella personale. Vogliamo insomma migliorare la relazione di cura laddove essa limiti i diritti e l´autonomia della persona, ma anche l´autonomia del medico". Qualora il paziente si trovasse in una situazione di incapacità palese di esprimere la propria volontà in ordine al fatto di essere sottoposto o meno a un trattamento medico, le dichiarazioni anticipate sono un elemento importante del processo complessivo di comunicazione nell´ambito del piano preventivo di assistenza sanitaria, in cui il diretto interessato dialoga con i familiari e fruisce di una consulenza medica professionale. Bisogna infatti considerare che le dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario sono uno strumento per esprimere la propria volontà relativamente alla fase terminale della vita e permettono, anche quando le persone non sono più in grado di esprimere la propria volontà, di contribuire nel rispetto della propria autonomia alle decisioni che riguardano i trattamenti sanitari che lo riguardano.  
   
 

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