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Notiziario Marketpress di
Lunedì 09 Settembre 2013 |
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"ALPI LEDRENSI E JUDICARIA: DALLE DOLOMITI AL GARDA": LA CANDIDATURA A RISERVA DELLA BIOSFERA
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Trento, 9 settembre 2013 - Sottoscritto il 6 settembre,
fra i 20 soggetti coinvolti, il Protocollo di intesa per la candidatura a
Riserva della Biosfera dell´Unesco del territorio "Alpi ledrensi e
Judicaria: dalle Dolomiti al Garda". Stamane in Giunta provinciale, su
proposta del presidente Alberto Pacher, è stato approvato il documento, che
sancisce un ulteriore passaggio di questo percorso condiviso, a cui è seguita
la firma fra le parti. Entro la fine di settembre verrà consegnato il dossier
per la candidatura, il pronunciamento è atteso a maggio del 2014. "Le
Riserve della Biosfera sono una rete funzionale di laboratori all´aria aperta,
secondo la definizione utilizzata dalla direttrice generale dell´Unesco, Irina
Bokova - commenta il presidente Pacher -. In esse infatti le parole d´ordine devono
essere partecipazione e sviluppo, perché le Riserve devono promuovere una
relazione equilibrata fra la comunità umana e gli ecosistemi, devono essere
siti privilegiati per la ricerca, la formazione e l´educazione ambientale, il
tutto senza creare nuovi vincoli o tutele. In queste oasi l´uomo deve essere
ricompreso, non escluso - prosegue il presidente Alberto Pacher -, tant´è che
lo stesso percorso di certificazione è un riconoscimento proprio ai territori
gestiti responsabilmente nel passato, dove già esiste un legame forte ma
armonico fra territori e persone. Entrare in questa rete internazionale è
davvero una grande opportunità".
I territori che si propongono come Riserva della
Biosfera "Alpi ledrensi e Judicaria: dalle Dolomiti al Garda", sono un
unicum a livello nazionale ed internazionale, un´area dove si sono stratificati
processi sociali, economici, storici, naturalistici, gestioni collettive e
pianificazioni territoriali. Non a caso la proposta riguarda un territorio
interessato, sia in passato che in tempi più recenti, da numerosi processi di
sviluppo con un approccio dal basso, come l’Ecomuseo della Judicaria, la Carta
europea del Turismo sostenibile nel Parco naturale Adamello Brenta, la Rete di
Riserve delle Alpi ledrensi, con cui questo progetto dovrà entrare in stretta
sinergia.
Si tratta di una superficie di circa 47.000 ettari
compresa tra il lago di Garda e la vetta culminante delle Dolomiti di Brenta,
all´interno della quale in meno di 30 chilometri in linea d´aria si coprono
oltre 3100 metri di dislivello, con una grande variabilità climatica, di
ecosistemi, di paesaggi, di insediamenti e di attività umane. 14.600 sono gli
abitanti, 1,8% il suolo urbano, 8,6% quello agricolo e 89,6% i boschi, i prati
e i pascoli, 34% le aree protette.
Venti i soggetti che la compongono: accanto alla
Provincia autonoma di Trento, vi sono i comuni di Comano Terme (Comune
capofila), Bleggio Superiore, Dorsino, Fiavè, Ledro, San Lorenzo in Banale,
Stenico, Tenno, Riva del Garda, Storo, Bondone; partecipano anche le Comunità
Alto Garda e Ledro e delle Giudicarie, il Parco naturale Adamello Brenta, il
Consorzio dei Comuni Bim del Sarca, il Consorzio dei Comuni Bim del Chiese,
l´Apt di Comano, Dolomiti di Brenta e l´Apt Ingarda Trentino spa, il Consorzio per
il Turismo della Valle di Ledro.
Il percorso della Riserva della Biosfera "Alpi
ledrensi e Judicaria: dalle Dolomiti al Garda" è piuttosto recente: l´idea
è partita lo scorso febbraio dall´Ecomuseo della Judicaria, a marzo 2013 vi è
stato un ordine del giorno approvato dal Consiglio provinciale per promuovere
il processo di candidatura a "Riserva della Biosfera". Ad aprile sono
stati invitati a visitare il territorio alcuni esperti Unesco; sono seguiti
incontri al Ministero dell´Ambiente e alla sede Unesco di Parigi. In queste
settimane si sta lavorando alla stesura del dossier per la candidatura, che
andrà presentato entro la fine di settembre, il pronunciamento è atteso a
maggio del 2014.
Se la candidatura andrà a buon fine, i soggetti che
hanno sottoscritto oggi il Protocollo costituiranno un gruppo di lavoro che
avrà il compito di redigere il Piano di gestione da sottoporre alle
amministrazioni e alle Comunità e che verrà quindi tradotto in progetti
operativi sul territorio. Nel Piano saranno previste tutte quelle misure
rivolte alla valorizzazione del territorio e dei prodotti locali, alla
formazione e all’educazione permanente, allo sviluppo sostenibile rivolto
soprattutto alle giovani generazioni; nel programma anche azioni per migliorare
la compatibilità tra le attività agricole-zootecniche e quelle turistiche,
sviluppare un turismo a basso impatto ambientale, gestire correttamente il
patrimonio idrico, cercare soluzione per la produzione di energia e contribuire
così alla lotta contro i cambiamenti climatici, estendere a tutta l´area le
buone pratiche gestionali sviluppate dal Parco Adamello-brenta e dai Comuni più
virtuosi, come la certificazione Emas. Ancora un ruolo importante lo avrà la
Comunità locale che verrà coinvolta nei processi decisionali, attraverso la
costituzione di uno o più forum territoriali permanenti.
La governance della Riserva della Biosferà è leggera e
flessibile e si basa su un ente capofila, un tavolo di indirizzo, un gruppo di
lavoro, un presidente e un coordinatore tecnico.
Coordinate -
Il Programma Mab (Man and the Biosphere) è stato avviato dall’Unesco negli anni ’70
allo scopo di migliorare il rapporto tra uomo e ambiente e ridurre la perdita
di biodiversità attraverso programmi di ricerca, questo ha portato al
riconoscimento, da parte dell’Unesco, delle Riserve della Biosfera e di un
network mondiale per promuovere studi, ricerche e percorsi internazionali: nel
mondo vi sono 621 Riserve, in Europa sono 166 concentrate soprattutto in
Spagna, Germania, Polonia e Regno Unito. In Italia sono 9, l´ultima arrivata è
quella del Monviso, ed è in corso di candidatura quella del Delta del Po.
In Trentino vi sono due aree riconosciute come
Patrimonio dell´Umanità - le palafitte e le Dolomiti -, ma nessuna
"Riserva della Biosfera". Nel giugno del 2009 le Dolomiti sono state
infatti iscritte nella lista dei Beni ambientali del Patrimonio Mondiale: i
nove gruppi dolomitici (Pelmo-croda da Lago, Marmolada, Pale di San Martino-san
Lucano, Dolomiti Bellunesi, Dolomiti Friulane e d´Oltre Piave, Dolomiti
Settentrionali, Puez-odle, Sciliar-catinaccio- Latemar, Bletterbach, Dolomiti
di Brenta), estesi su un territorio di 231 mila ettari, si elevano su 5 diverse
province (Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone e Udine) e sono iscritte nella
Lista Unesco come Bene naturale e Bene seriale. Due anni dopo, nel giugno del
2011, anche gli insediamenti palafitticoli di Fiavè e Molina di Ledro sono
stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità nella lista dei Beni culturali, parte
di una candidatura che comprende altri 109 antichi insediamenti delle Alpi,
giudicati di elevato valore scientifico tra gli oltre mille conosciuti.
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