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Notiziario Marketpress di
Lunedì 09 Settembre 2013 |
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ANCORA ATTACCHI ALLA PRIVACY: YAHOO! COMUNICA DI AVER RICEVUTO 29.000 RICHIESTE DI DATI DAGLI STATI, TRA CUI L´ITALIA. IL GOVERNO CHIARISCA. 16 PAESI, STATI UNITI IN PRIMIS, HANNO CHIESTO A YAHOO! TRA I PRINCIPALI PORTALI INTERNET GLOBALI, DI FORNIRE INFORMAZIONI SUI PROPRI UTENTI NEI PRIMI SEI MESI DEL 2013.
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Lecce, 10 settembre 2013 - Nessun dubbio, che queste richieste ci siano
state perché Yahoo! lo ha comunicato ufficialmente.
Venerdì: sono, infatti, ben 29 mila le richieste di
informazioni sui suoi utenti provenienti da 16 paesi ricevute sin dall´inizio dell´anno, ma la
stragrande maggioranza dall´amministrazione americana. Nella sua prima relazione denominata
"trasparenza", il motore di ricerca ha detto di aver ricevuto 12.444
richieste da parte delle autorità statunitensi nei primi sei mesi del
2013. Si tratta di tutti i tipi di
richieste di dati, ha sottolineato Yahoo!, sia da autorità giudiziarie o dalle
autorità degli Stati Uniti di sicurezza nazionale in virtù della legge Fisa
(Foreign Intelligence Surveillance Act) e Nsl (nazionali Lettere di
sicurezza). Ma il governo degli Stati
Uniti, ha sottolineato la società, "ci proibisce di rivelare ulteriori
dettagli sul numero di applicazioni".
Ron Bell, il principale membro dell´ufficio legale di Yahoo! ha tentato
comunque di rassicurare il pubblico dichiarando che "che le richieste dei
governi sono fatte legalmente e agli effetti di legge." Se é pur vero che, per quanto dichiarato da
Yahoo! nel 55% dei casi sono state fornite informazioni "senza
contenuto", come nomi o la geolocalizzazione, e per il 6% non si riescono
a fornirne, resta circa un 40 % di dati per così dire più significativi o
meglio invasivi che, comunque, per Giovanni D´agata, fondatore dello “Sportello
dei Diritti” vanno a ledere la sfera della riservatezza degli utenti.Tra i 16
paesi e territori
richiedenti Yahoo! ci sono in Australia , Hong Kong,
l´ India , Nuova Zelanda, Taiwan, Francia, Germania, Irlanda, Gran Bretagna,
Brasile e anche l´Italia. Non é dato sapere, però cosa abbiano richiesto le
autorità italiane ed i dati di chi.É ovvio, per lo “Sportello dei Diritti”,
dopo che Google, Microsoft, Facebook ed infine Yahoo! hanno rivelato sin dalla
fine di agosto, che più di 70 stati avevano chiesto informazioni sui propri
utenti nella prima metà del 2013, si pongono seri problemi di tutela della
privacy dei cittadini che semplicisticamente vengono giustificati e archiviati
in tutta fretta dagli stati come conseguenze delle esigenze di sicurezza
nazionale. Le rivelazioni circa il programma di sorveglianza degli Stati Uniti,
per cui l´Agenzia per la Sicurezza americana, Nsa, (National Security Agency)
ha ricevuto dalle multinazionali della rete e dell´informatica migliaia di dati
digitali relativi agli utenti Internet, a questo punto potrebbe essere la punta
di un iceberg di un Grande Fratello che spia le nostre vite utilizzando uno
strumento divenuto indispensabile nella vita quotidiana: la rete. Giovanni
D´agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, si augura, quindi, che alla
luce delle dichiarazioni delle principali società che operano su internet, non
ultima Yahoo!,
che vedono coinvolta anche l´Italia, vi siano i dovuti
chiarimenti da parte del governo italiano e una più severa regolamentazione
dell´accesso ai dati sensibili dei cittadini che paiono, allo stato, indiscriminatamente
a disposizione delle autorità nazionali.
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