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Notiziario Marketpress di Mercoledì 11 Settembre 2013
 
   
  PRESTITO DI CONDUZIONE: ABRUZZO SCRIVE AL MINISTRO DE GIROLAMO DE MINIMIS: CHIESTO INTERVENTO PER FUTURO AZIENDE AGRICOLE

 
   
  Pescara - LŽassessore alle Politiche agricole, Mauro Febbo ha scritto una lettera al Ministro per le Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo, ed al presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, per sollevare unŽimportante questione che riguarda gli aiuti in regime de minimis nel settore agricolo e chiedere un intervento che sarebbe fondamentale per il futuro di numerose aziende. Aiuti che, come da disposizioni, scadranno il 31 dicembre 2013 e a tale data quindi verrebbe meno la base giuridica per la concessione delle agevolazioni sul credito agrario per lŽanno 2014. "Mentre è in discussione una bozza di regolamento - scrive Febbo - la proroga delle disposizioni, nellŽattuale momento di crisi economica e di riduzione delle concessioni creditizie, credo sia di fondamentale per poter dare certezza al più presto alle nostre imprese agricole. Dai dati in nostro possesso si tratta di unŽagevolazione che, nella regione Abruzzo, interessa oltre 1.000 aziende agricole e che movimenta oltre 70 milioni di euro. Nella bozza, datata 5 agosto 2013, sembrerebbe, però, che il regolamento non si applichi agli aiuti concessi alle imprese operanti nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli con la conseguenza che per queste imprese (come cantine sociali, cooperative e organizzazioni di produttori ortofrutticole), si debba attendere lŽemanazione di un altro nuovo regolamento, con il rischio che non si riesca ad approvarlo in tempi certi e immediati. Tra lŽaltro - prosegue Febbo nella sua lettera - il ricorso al regime de minimis per il settore agricolo è particolarmente vincolante, in quanto limitato al massimale di soli 7.500 euro in tre anni e che peraltro va rispettato cumulando tutti gli eventuali aiuti de minimis percepiti da ciascuna impresa agricola. Tale soglia è largamente insufficiente a garantire una dimensione "critica" dellŽintervento e delle policy che rischiano di tramutarsi in misure non incisive con erogazioni polverizzate di limitato impatto sulla competitività delle imprese. EŽ auspicabile che la cifra concedibile in regime de minimis alle aziende della produzione primaria, sia elevata dagli attuali 7.500 euro ad almeno 50.000 euro, per ridurre il dislivello rispetto alle imprese degli altri settori. Sarebbe un intervento analogo a quello deciso qualche anno fa in occasione della crisi economico-finanziaria quando furono raddoppiati i massimali del premio de minimis per tutte le attività produttive. Chiaramente, questo tipo di modifica richiede un notevole sforzo dal punto di vista negoziale nellŽintento di cercare alleanze con altri Stati membri. Al tempo stesso però si tratta di unŽazione necessaria per le imprese agricole che può rafforzare anche lŽazione del Governo, contribuendo allŽefficacia ed allŽefficienza della produzione normativa nazionale di questa legislatura in campo agricolo.  
   
 

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