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Notiziario Marketpress di Mercoledì 10 Settembre 2014
 
   
  LA GRANDE GUERRA E LA TOSCANA

 
   
  Firenze, 10 settembre 2014 – Il programma regionale per il centenario della Grande guerra è partito dal rapporto con il Centro Interuniversitario di Studi e Ricerche Storico-militari che da solo e/o in collaborazione con il Forum per i problema della pace e della guerra, ha condotto alcune ricerche sulla prima guerra mondiale (rilevazione fotografica dei monumenti, delle lapidi, dei cippi e dei segni di memoria relativi alla prima (e alla seconda) guerra mondiale nelle seguenti città capoluogo di provincia: Firenze, Pistoia, Prato, Pisa, Lucca, Massa, Livorno, Grosseto, Siena. Da qui poi la ricerca sui caduti militari toscani della prima guerra mondiale, con la produzione di un database e di un sistema di ricerca in grado di fornire nome, cognome, luogo e data di nascita, data di morte, reparto militare di appartenenza. Accanto il contributo di due Istituti culturali di rilevanza nazionale che hanno la loro sede ed operano in Toscana: l´Archivio diaristico di Pieve Santo Stefano - con il progetto "Dalla Trincea: diari e memorie della prima guerra mondiale" - che, su settemila diari ne ha trecento dedicati alla Grande guerra (con la prossima uscita di una pubblicazione dedicata che uscirà per "Il Mulino"); e l´Istituto Ernesto De Martino di Sesto Fiorentino con il progetto Voci, storie e canti della Grande guerra. Infine la rivista Testimonianze, che ha in cantiere il numero speciale "1914-1944: due anni simbolo fra pace e guerra nella storia del secolo breve". Nel corso della ricerca l´Istituto De Martino ha ritrovato la registrazione inedita di una intervista di Giovanni Bosio nel 1968 a Emilio Lussu - eroe di guerra, scrittore, antifascista miltante e senatore della Repubblica – in cui affronta anche la sua esperienza come capitano della Brigata Sassari, composta unicamente da pastori e contadini sardi, tra i quali a giudizio dello scrittore proprio l´esperienza bellica fece crescere una coscienza sociale fino ad allora non posseduta. Quella stessa che al ritorno fu la base per la creazione e l´adesione a movimenti come il Partito Sardo d´Azione di forte matrice democratica e antifascista. Trascrizione Dalla Registrazione Originale Del Brano Presentato Oggi: Gb: allora, c‘è il rapporto del Generale, no? El: chiamò gli ufficiali a rapporto e spiegò la situazione così come lui la vedeva, cioè la Seconda Armata è sfasciata, è in disordine, ha abbandonato il fronte e corre verso il Tagliamento, per passare e ripiegare, cosa deve fare la Brigata Sassari? La Brigata Sassari non può abbandonare le armi, scappare, fuggire, creare disordine, la dignità della Brigata è tale che essa deve avere una sua posizione particolare anche in questo disastro dell´esercito, la Brigata si schiera in servizio protetto e attende il contatto con gli austriaci, dopodiché ripiega. A chi, signori ufficiali, toccherà l´onore di comandare il battaglione di retroguardia? Tutti noi eravamo lì, tutti c´eravamo, tranne quei pochi che ti ho detto poc´anzi, rimasti ai loro reparti, attenti lì … poi, guardando me, dice "a lei Capitano Lussu", io dissi "grazie, signor Colonnello" il mio battaglione è quello che non si ammutinava, non si ammutinava il mio battaglione, ma era un battaglione considerato rivoluzionario èèè … era considerato repubblicano, io ero repubblicamo, se io non fossi stato un ufficiale veterano, direi … molto noto nella Brigata … credo che sarei finito proprio … in Tribunale militare èèè … però ero l´ufficiale … eravamo in due i più veterani della Brigata … mai un ammutinato, ma perché? Perché io in guerra certi ordini non li eseguivo … certi ordini, quando dipendeva da me, comandante di battaglione, non li eseguivo, dicevo "non si può uscire" … il Generale diceva lei esce, io dicevo "No signor Generale, io non porto il mio battaglione al massacro", "No, lei esce perché è un ordine", "Allora lei esca per primo e io la seguo e il battaglione tutto dietro di me, ma lei esca per primo" … e questo io l´ho detto due volte, facile essere fucilati èèè … però avevo ragione èèè … avevo ragione èèè … sarebbe stato un massacro, ho tanti episodi èèè … tanti episodi … ora tutto questo, il prestigio mio in Sardegna è questo, non è tanto il coraggio, è la responsabilità, la rappresentanza del popolo sardo che ho avuto in Guerra, questo è … la rappresentanza del popolo sardo che ho avuto in Guerra.  
   
 

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