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Notiziario Marketpress di
Venerdì 12 Settembre 2014 |
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IL LUPO NELLE ALPI: SABATO 20 SETTEMBRE CONFRONTO A BOSCOCHIESANUOVA SULLA PRESENZA IN LESSINIA. ELABORARE MODI DI CONVIVENZA TRA ATTIVITÀ ANTROPICHE E RITORNO DI QUESTO PREDATORE NON CACCIABILE
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Venezia - Sabato 20 settembre prossimo l’assessore alla caccia del Veneto Daniele Stival interverrà a nome della Regione al confronto pubblico sulla presenza del lupo in Lessinia, in programma per le ore 15 nella Sala del Teatro di Bosco Chiesanuova, in provincia di Verona, cui interverranno il Wwf e il Comune. Sarà l’occasione per fare il punto sul modo migliore per far coesistere attività e presenza dell’uomo, in primo luogo gli allevatori, con questo predatore che si è naturalmente reintrodotto nella zona dopo un secolo dalla scomparsa e che è oggetto di particolare tutela a livello nazionale ed europeo. Lo ha annunciato lo stesso Stival intervenendo questo pomeriggio da Venezia alla teleconferenza stampa in collegamento con Torino e Trento, durante la quale è stato fatto il punto sulla diffusione del lupo nell’arco alpino ad un anno dall’avvio del progetto comunitario Life Wolfalps – Il lupo nelle Alpi: azioni coordinate per la conservazione del lupo nelle aree chiave e oltre. Si tratta di una presenza di ritorno, avvenuta una ventina di anni fa in Piemonte, poi in Svizzera e da un paio d’anni in Lessinia, dove si sono incontrati un maschio proveniente dai Balcani e una femmina giunta dalle Alpi orinetali, rispetto alla quale occorre attivare metodi di convivenza con questo grande carnivoro del tutto nuovi per le comunità interessate. E’ una convivenza, hanno ricordato oggi gli esperti, che non risponde a regole assolute, ma che va adattata alle specificità risolvendo i problemi che vengono effettivamente riscontrati a livello locale, all’interno però di un contesto di coordinamento unitario. La rinnovata presenza del predatore riguarda un animale selvatico che può spostarsi nel corso della sua vita di centinaia di chilometri, che può formare branchi stanziali, che non aggredisce l’uomo ed evita anzi di incontrarlo e di farsi vedere, che si ciba di ungulati e altri animali selvatici ma che può predare bestiame domestico che non sia opportunamente protetto. Il Veneto – ha ricordato Stival – è già intervenuto per quanto riguarda i danni provocati agli allevatori, per i quali è stato previsto un rimborso pari al 100 per cento della eventuale perdita, più un ulteriore dieci per cento per i danni indiretti di vario tipo conseguenti alla predazione. Proprio il progetto Wolfalps, inoltre, ci consente di avere risorse per intervenire per la difesa del bestiame – ha aggiunto l’assessore – sia con la realizzazione di recinzioni di protezione sia mettendo a disposizione cani appositamente addestrati per contrastare il lupo. All’incontro odierno, promosso dai parchi regionali delle Alpi Marittime, del Marguareis, delle Alpi Cozie, dell’Ossola, dal Parco Nazionale della Val Grande e dal Corpo Forestale dello Stato, sono intervenuti l’assessore all’ambiente e alla montagna della Regione Piemonte Alberto Valmaggia; Gianluca Barale presidente del Parco delle Alpi Marittime ente coordinatore di Wolfalpso; Luigi Boitani e Francesca Marucco, fra i più importanti esperti di lupo a livello internazionale; Giuseppe Canavese, responsabile di Life Wolfalps; Raffaele Manicone I° Dirigente del Corpo Forestale dello Stato. |
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