Pubblicità | ARCHIVIO | FRASI IMPORTANTI | PICCOLO VOCABOLARIO
 













MARKETPRESS
  Notiziario
  Archivio
  Archivio Storico
  Visite a Marketpress
  Frasi importanti
  Piccolo vocabolario
  Programmi sul web








  LOGIN


Username
 
Password
 
     
   


 
Notiziario Marketpress di Giovedì 26 Febbraio 2015
 
   
  LA COMMISSIONE UE RIFERISCE SULLŽESENZIONE DAL VISTO PER I CITTADINI DEI BALCANI OCCIDENTALI

 
   
  Bruxelles, 25 febbraio 2015 - La Commissione ha pubblicato la sua quinta valutazione sul funzionamento del regime di esenzione dallŽobbligo del visto con lŽAlbania, la Bosnia-erzegovina, lŽex Repubblica jugoslava di Macedonia, il Montenegro e la Serbia. La quinta relazione sul controllo successivo alla liberalizzazione dei visti per i paesi dei Balcani occidentali segnala la necessità di ulteriori misure per preservare lŽintegrità del regime di esenzione dal visto e per combattere i potenziali abusi del sistema di asilo dellŽUe. "La Commissione europea rimane determinata a mantenere lŽesenzione dallŽobbligo del visto per i cittadini dei paesi dei Balcani occidentali. I vantaggi della liberalizzazione dei visti si manifestano chiaramente nellŽaumento dei contatti interpersonali e delle opportunità imprenditoriali. Occorre però affrontare sistematicamente, con unŽadeguata assegnazione di risorse, il problema degli abusi del regime di esenzione dal visto da parte di coloro che chiedono asilo nellŽUe. La nostra relazione formula una serie di raccomandazioni per affrontare i fattori di spinta e di attrazione della migrazione irregolare; chiedo quindi il pieno sostegno e un forte impegno di tutti i paesi partecipanti", ha dichiarato Dimitris Avramopoulos, Commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza. Principali conclusioni Gli abusi in materia di asilo da parte dei cittadini dei paesi dei Balcani occidentali che beneficiano di esenzioni dal visto rimane una grave preoccupazione. Il numero di domande di asilo presentate nellŽUe e nei paesi associati Schengen da cittadini dei cinque paesi dei Balcani occidentali esenti dallŽobbligo del visto ha registrato un aumento costante da quando è stata introdotta la liberalizzazione dei visti, arrivando a 53 705 nel 2013. Le cifre relative ai primi nove mesi del 2014 sono superiori del 40% a quelle relative allo stesso periodo del 2013. Allo stesso tempo, il tasso di riconoscimento delle domande di asilo nellŽUe e nei paesi associati Schengen ha continuato a calare per tutti i cittadini dei Balcani occidentali che beneficiano dellŽesenzione dal visto, il che indica che la stragrande maggioranza delle domande era palesemente infondata: il tasso è stato del 3,7% per i cittadini montenegrini, del 2,7% per i serbi e dellŽ1% per i cittadini dellŽex Repubblica jugoslava di Macedonia. Al contempo, nel 2013 lŽ8,1% dei richiedenti albanesi e il 5,9% dei cittadini della Bosnia-erzegovina hanno ricevuto protezione internazionale nellŽUe e nei paesi associati Schengen. Tra i cittadini provenienti dai paesi dei Balcani occidentali esenti dallŽobbligo del visto che presentano domanda di visto nellŽUe e nei paesi associati Schengen, il gruppo principale è costituito dai serbi (il 42% nel 2013), seguiti dai cittadini dellŽex Repubblica jugoslava di Macedonia e dellŽAlbania (il 21% ciascuna), dai cittadini della Bosnia-erzegovina (14%) e dai montenegrini (2%). La Germania rimane il principale paese di accoglienza di tali richiedenti asilo, con una percentuale crescente di domande accettate (dal 12% nel 2009 al 75% nei primi nove mesi del 2014). Raccomandazioni principali Ciascun paese dei Balcani occidentali esente dallŽobbligo del visto deve poter dimostrare che il numero di domande di asilo infondate presentate negli Stati membri dellŽUe diminuisce costantemente. La Commissione raccomanda che ogni paese dei Balcani occidentali che beneficia della liberalizzazione dei visti adotti iniziative decise per combattere i fattori di spinta della migrazione irregolare nellŽUe: · aumentare lŽassistenza mirata alle popolazioni minoritarie, specialmente a quelle di etnia Rom; rafforzare la cooperazione operativa e lo scambio dŽinformazioni in materia di gestione delle frontiere, migrazione, asilo e riammissione con gli Stati membri dellŽUe, la Commissione, Frontex, Europol e lŽUfficio europeo di sostegno per lŽasilo; indagare sui facilitatori dellŽimmigrazione irregolare e perseguire penalmente coloro che consentono gli abusi del regime di esenzione dal visto; rafforzare i controlli di frontiera nel pieno rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini; potenziare lŽinformazione mirata e le campagne di sensibilizzazione destinate a informare di più i cittadini sui diritti e sugli obblighi in materia di viaggi in esenzione dal visto. La Commissione raccomanda inoltre che i più interessati tra gli Stati membri dellŽUe e i paesi associati Schengen adottino iniziative per combattere i fattori di attrazione della migrazione irregolare, prendendo in considerazione le seguenti misure: razionalizzare le procedure di asilo per i cittadini dei cinque paesi dei Balcani occidentali esenti dallŽobbligo del visto, ad esempio incaricando un maggior numero di funzionari di valutare le domande nei periodi di punta o istituendo una procedura accelerata che consenta il trattamento rapido delle domande nei periodi di punta o per cittadini di determinati paesi; utilizzare in modo più cauto e selettivo le prestazioni in denaro, quali le somme per piccole spese e lŽassistenza finanziaria per i rimpatri, in modo da ridurre gli incentivi finanziari agli abusi in materia di asilo; organizzare visite ad alto livello ai paesi interessati e campagne dŽinformazione, in cooperazione con le Ong locali e le autorità municipali; potenziare la cooperazione operativa e lo scambio dŽinformazioni, anche tramite ufficiali di collegamento, con le autorità dei paesi interessati. Contesto LŽex Repubblica jugoslava di Macedonia, il Montenegro e la Serbia hanno aderito al regime di liberalizzazione dei visti nel dicembre 2009 (Ip/09/1852), lŽAlbania e la Bosnia-erzegovina nel novembre 2010 (Memo/10/548). In seguito a tale liberalizzazione, alcuni Stati membri dellŽUe hanno sperimentato un aumento delle domande di asilo infondate presentate da cittadini di paesi dei Balcani occidentali che beneficiano dellŽesenzione dallŽobbligo del visto. Per evitare rischi di abusi del regime di esenzione dal visto, la Commissione ha creato un meccanismo per controllare lŽapplicazione delle misure adottate dai Balcani occidentali allo scopo di combattere i potenziali abusi. Le relazioni successive alla liberalizzazione servono a garantire che gli impegni assunti dai paesi dei Balcani occidentali prima dellŽesenzione dallŽobbligo del visto siano costantemente rispettati. La relazione pubblicata oggi è la quinta di questo tipo dal 2011. Tali relazioni sono redatte sulla base di visite in loco compiute da funzionari della Commissione ed esperti degli Stati membri per verificare i progressi realizzati e la qualità delle riforme connesse al regime di liberalizzazione dei visti. Si basano inoltre sulle relazioni presentate da ciascun paese dei Balcani occidentali riguardanti le misure adottate per combattere la migrazione irregolare, nonché sulle analisi di Frontex, di Europol e dellŽUfficio europeo di sostegno per lŽasilo (Easo) circa le tendenze più recenti in materia di controllo di frontiera, migrazione irregolare e asilo. Oltre alle relazioni periodiche post-liberalizzazione, lŽUe ha introdotto anche un meccanismo generale che consente, in condizioni eccezionali, di reintrodurre temporaneamente lŽobbligo del visto per cittadini di paesi terzi che beneficiano dellŽesenzione dal visto con lŽUe (Memo/13/784). Questo meccanismo non riguarda regioni o paesi terzi specifici, ma si applica allo stesso modo a tutti i paesi che beneficiano o beneficeranno in futuro dellŽesenzione dal visto per i viaggi nellŽUe, quindi anche ai paesi dei Balcani occidentali. Nessuno Stato membro ha mai chiesto lŽattivazione del meccanismo di sospensione dellŽesenzione dal visto. Ultimi sviluppi - Negli ultimi mesi lŽUe ha dovuto far fronte a un aumento notevole della migrazione irregolare in provenienza dal Kosovo, tramite la Serbia, diretta in vari Stati membri. La Commissione sta attualmente svolgendo un dialogo per la liberalizzazione dei visti con il Kosovo e continuerà a collaborare con il governo di questo paese per affrontare i fattori di spinta di tale recente fenomeno migratorio.  
   
 

<<BACK