POSTE ITALIANE APERTE AL DIALOGO SUL PIANO INDUSTRIALE. ZAIA: “APPREZZO L’APERTURA MA NON ABBASSO LA GUARDIA”
Venezia, 23 marzo 2015 - “Mi pare una decisione sensata e spero che l’appello che ho lanciato il mese scorso sia definitivamente e concretamente fatto proprio dai vertici dell’azienda, con i quali conto di potermi presto incontrare personalmente”. Commenta positivamente il presidente della Regione, Luca Zaia, la notizia in base alla quale le Poste Italiane sarebbero intenzionate a rivedere la propria scelta di chiudere numerosi uffici nel Nordest e quindi anche nel territorio Veneto. “Questo è il modo giusto di comportarsi – sostiene Zaia –: l’ipotizzato piano di razionalizzazione va confrontato e valutato insieme alle istituzioni e il dialogo avviato con le Regioni su questo tema sarà sicuramente utile per assumere le decisioni più consone per le nostre comunità”. “L’esigenza di rivedere l’attuale modello organizzativo e gestionale non può minare la mission sociale dell’Azienda, su cui ha fondato la sua storia e quella dello sviluppo delle comunità locali”. Questo aveva scritto il governatore veneto nella lettera inviata lo scorso febbraio alla presidente e all’amministratore delegato della società, Luisa Todini e Francesco Caio, preoccupato per le conseguenze che la riorganizzazione ipotizzata da Poste Italiane avrebbe avuto sui servizi ai cittadini. “Mi fa piacere constatare che la voce dei territori è stata ascoltata. Ma non ho alcuna intenzione di abbassare la guardia – conclude Zaia – e continuo a chiedere a Poste Italiane di assicurare che il piano industriale non abbia pesanti ricadute sulle comunità locali. Capisco gli obiettivi di modernizzazione dell’offerta e di contenimento dei costi, ma non a scapito delle prestazioni essenziali di cui l’utenza non può fare a meno”.