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Notiziario Marketpress di
Martedì 12 Maggio 2015 |
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INNOVAZIONE E INVESTIMENTI, FATTORI CHIAVE PER RAFFORZARE I SEGNALI DI RIPRESA IN PIEMONTE
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Torino, 12 maggio 2015 - Ieri, Unioncamere Piemonte, Confindustria Piemonte, Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno fatto il punto sulla situazione economica del Piemonte e discusso le possibili linee di azione per rafforzare i primi segnali di ripresa, durante il convegno “Segnali di ripresa in Piemonte, come rafforzarli”. Ha aperto i lavori Cristina Balbo, Direttore Regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria Intesa Sanpaolo. Sono poi intervenuti Sarah Bovini, Responsabile Ufficio Studi e Statistica Unioncamere Piemonte; Luca Pignatelli, Responsabile Ufficio Studi Confindustria Piemonte; Giovanni Foresti, Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo; Riccardo Masoero, Head of Territorial & Sectorial Intelligence Unicredit. Il convengo si è concluso con una tavola rotonda, moderata da Marco Ferrando del Sole24ore, che ha affrontato il tema dei modelli di business e dei fattori chiave per consolidare lo sviluppo delle imprese in Piemonte. Hanno partecipato: Gianfranco Carbonato, Presidente Confindustria Piemonte; Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte; Cristina Balbo, Direttore Regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria Intesa Sanpaolo; Giovanni Forestiero, Regional Manager Nord Ovest Unicredit; Simona Fiorentini, Consigliere Delegato Fiorentini Alimentari; Umberto Cornaglia, Amministratore Delegato Officine Metallurgiche G. Cornaglia. “I segnali di ripresa ci sono e devono essere valorizzati. Sulla base dell’accordo con Confindustria, alle imprese piemontesi per il 2015 sono stati destinati 1,1 miliardi di euro. Già nel primo quadrimestre dell’anno in corso, le erogazioni a imprese e famiglie hanno superato le attese con 760 milioni di impieghi a medio lungo termine, in consistente crescita rispetto al già brillante risultato dello stesso periodo 2014. È in aumento anche il volume delle transazioni con l’estero: +3,5% - ha dichiarato Cristina Balbo, Direttore Regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria di Intesa Sanpaolo -. Le aziende che hanno saputo affrontare la crisi in questi anni hanno messo in campo esperienze diverse, dalle quali occorre imparare per trovare nuovi schemi per il futuro: innovazione, internazionalizzazione, apertura alle economie globali attraverso la digitalizzazione sono alcune delle risposte più efficaci. Il denominatore comune è comunque sempre il capitale umano. Motivati da tali esperienze, come Intesa Sanpaolo ci siamo attrezzati per offrire alle Pmi supporto e strumenti aggiuntivi rispetto al tradizionale servizio di credito, istituendo un’area di governo interamente dedicata all’innovazione e laboratori di formazione per le aziende. Di questi, a Torino si è appena conclusa con successo la prima edizione dedicata all’internazionalizzazione, che sarà riproposta sul resto del territorio, in seguito lavoreremo sul tema della digitalizzazione”. "Che si possa parlare di rafforzamento di segnali di ripresa dell´economia regionale - ha dichiarato Giovanni Forestiero, Regional Manager Nord Ovest di Unicredit - è confermato anche dai quasi 700 milioni già erogati a famiglie e imprese piemontesi dal nostro istituto nei primi quattro mesi di quest´anno, con una notevole crescita percentuale rispetto allo stesso periodo dell´anno precedente. Ci proponiamo di potenziare ulteriormente nel corso dell´anno questa attività creditizia anche grazie ai fondi recentemente ottenuti dalla Bce, con la seconda tranche dei Tltro. Unicredit prevede di destinarne circa 600 milioni di euro al supporto di famiglie e imprese piemontesi, innescando così un nuovo ciclo di crescita per il territorio. La priorità andrà alle imprese che intendono fare investimenti pluriennali per sostenere lo sviluppo. Le condizioni attuali, liquidità abbondante che favorisce la diminuzione degli spread e un netto calo dell’Euribor a quota sotto zero, non possono che rendere molto più conveniente l’assunzione di prestiti. Del resto, proprio secondo le analisi del nostro ufficio studi in Piemonte per il prossimo biennio è previsto un balzo in avanti anche per gli investimenti privati e pubblici, un fattore chiave per rafforzare la ripresa regionale. In particolare, dal dato medio negativo del periodo 2013-2015 (-1,2%) si dovrebbe passare nel 2016 a un +3% per gli investimenti fissi lordi. La crescita stimata della regione beneficerà dei risultati significativi di alcuni dei principali settori manifatturieri di specializzazione, tra i quali l´automotive, i veicoli industriali, i beni strumentali, la chimica e la gomma-plastica. Un ruolo importante è atteso anche per i servizi alle imprese più evoluti, come i servizi informatici e i servizi professionali e di consulenza”. “Quella che stiamo vivendo è una debole fase di ripresa, che ci restituisce segnali contraddittori e incerti. Se da un lato le previsioni sembrano essere positive, dall’altra i consumi interni e i dati relativi all’occupazione non sembrano ancora confortanti. Il mercato è in attesa di capire se siamo davvero di fronte ad un nuovo, seppur lento, periodo di crescita strutturale e non solo a timidi e sporadici segnali espansivi. È un momento molto delicato questo, sia per gli imprenditori che per i cittadini italiani e piemontesi: si aspettano gli effetti del recupero guidato dal ciclo internazionale, oltre che ritorni più concreti dalle politiche monetarie e dagli interventi nel settore della finanza pubblica. In questo contesto così fragile, le Camere di commercio continuano a offrire il proprio contributo con politiche e progetti di promozione delle eccellenze e di sostegno e valorizzazione all’imprenditorialità” ha commentato Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte. “Nelle ultime settimane abbiamo assistito a un complessivo miglioramento del quadro economico nazionale e internazionale. In Europa gli indicatori sembrano essere finalmente orientati alla ripresa; in Italia, la recessione è probabilmente alle spalle. Si è rafforzato anche il clima di fiducia delle imprese piemontesi. Oggi un’azienda su quattro si attende per i prossimi mesi un aumento di produzione e ordini, contro una quota di pessimisti sensibilmente inferiore. Una situazione molto diversa da quella di inizio anno, quando le aspettative erano decisamente sfavorevoli. Un eccesso di ottimismo sarebbe tuttavia fuori luogo. La strada per dare velocità e consolidare la ripresa è ancora lunga. È necessario che riparta la domanda interna, in particolare gli investimenti: si inizia a vedere qualche segnale positivo ma non ancora una decisa accelerazione, nonostante il costo del denaro sia ai minimi storici. Anche il mercato immobiliare è ancora ‘fermo’, complice lo stallo della spesa pubblica per opere pubbliche” ha commentato Gianfranco Carbonato, Presidente Confindustria Piemonte. I Driver Di Crescita Delle Imprese Piemontesi: I Dati Di Intesa Sanpaolo Secondo l’analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, i mercati esteri continueranno a essere il principale driver di crescita delle imprese piemontesi, da servire sempre di più con proprie strutture in loco, marchi noti e prodotti nuovi e differenziati. Il Piemonte appare ben posizionato per cogliere le opportunità di crescita presenti a livello internazionale: nel 2014 l’export piemontese ha battuto la concorrenza della Germania (+3,2% vs. +2,6% del manifatturiero tedesco). La sua propensione all’export, salita al 37,4% nel 2014 dal 32% nel 2007, è prevista registrare l’aumento maggiore tra le regioni italiane nel biennio 2015-2016. In prospettiva, occorrerà spingere ulteriormente sul fronte internazionale, dove risultano vincenti le imprese con un migliore posizionamento competitivo: più attenzione all’ambiente, più qualità, più marketing, più innovazione e più partecipazioni estere. Tra il 2008 e il 2013, ad esempio, il differenziale di crescita tra le imprese con certificati ambientali e imprese senza queste certificazioni è stato pari a 13 punti percentuali. Queste strategie richiedono un rafforzamento del capitale umano nelle imprese, in grado di interagire con i mercati internazionali, mantenere alti i livelli qualitativi della produzione e potenziare l’attività innovativa. La sfida dell’occupazione si vince puntando sull’innovazione: in Piemonte quasi un’impresa innovativa su tre prevede nuove assunzioni; tra quelle non innovative poco più di una su dieci. Occorre ripensare il sistema formativo italiano: il tasso di occupazione dei giovani diplomati e laureati di 30-34 anni è basso e in riduzione. Al contempo, l’offerta di figure professionali non soddisfa le esigenze della domanda delle imprese, disperdendo talenti e risorse e riducendo il potenziale di crescita del territorio. C’è carenza di ingegneri e specialisti del marketing e della distribuzione: in Piemonte più del 35% delle assunzioni programmate per queste professioni nel primo trimestre del 2015 sono considerate di difficile reperimento. Analisi Prospettica Per Microsettori: I Dati Di Unicredit La ricerca dell’Ufficio Territorial & Sectorial Intelligence di Unicredit proietta l’attenzione verso lo scenario di uscita dalla recessione da tutti auspicato. Un’elaborazione prospettica, resa possibile grazie ad un nuovo modello di analisi messo a punto dall’Ufficio Territorial & Sectorial Intelligence di Unicredit, alimentato dai dati forniti da Prometeia. In particolare, partendo dalle previsioni per i microsettori individuati a livello regionale, lo studio esamina la dinamica attesa per le singole regioni fino al 2016. L’analisi individua alcuni indicatori economici chiave per identificare quali siano le aree più reattive ed i settori che dovrebbero condurre il Paese fuori dalla recessione. In tale contesto viene presentata un’analisi sulla competitività del Piemonte in rapporto alle altre regioni italiane. Il Piemonte rientra nel gruppo delle regioni trainanti, per cui le previsioni sono più favorevoli, con fatturati che crescono sopra la media nazionale già negli anni 2013- 2015 (+1,4% in media in ciascun anno rispetto a un più modesto +0,4% per l’Italia) e un’accelerazione stimata per il 2016 (+3%). Anche in termini di reddittività la regione è in progressione, con un margine operativo che passa da un valore medio del 9,5% nel primo periodo ad un’attesa del 9,6% l’anno venturo, di nuovo con valori superiori alle previsioni per la Penisola. Le imprese del Piemonte, inoltre, si distinguono anche per una maggiore sostenibilità del debito, con un miglioramento nel 2016: il rapporto tra la posizione finanziaria netta e il margine operativo passa infatti da un valore medio del 2,1 nel periodo 2013-2015 ad un valore dell’1,7 l’anno prossimo, ben al di sotto di quanto stimato a livello nazionale. Un balzo in avanti è previsto anche per gli investimenti privati e pubblici, un fattore chiave per rafforzare la ripresa regionale. In particolare, in Piemonte dal dato medio negativo del periodo 2013-2015 (-1,2%) si dovrebbe passare nel 2016 ad un +3% per gli investimenti fissi lordi, che sommano le risorse provenienti sia dal settore privato che da quello pubblico. La crescita stimata della regione beneficerà dei risultati significativi di alcuni dei principali settori manifatturieri di specializzazione, tra i quali i veicoli industriali, l´automotive, i beni strumentali, la chimica e la gomma-plastica. Un ruolo importante è atteso anche per i servizi alle imprese più evoluti, come i servizi informatici e i servizi professionali e di consulenza. |
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