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Notiziario Marketpress di Lunedì 06 Luglio 2015
 
   
  ROSSI ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE CONTRAFFAZIONE: "RIAFFERMARE FORZA E PRESENZA DELLO STATO"

 
   
  Roma 6 luglio 2015 - "Di fronte a fenomeni di abusivismo e illegalità è necessario riaffermare la forza e la presenza dello Stato. Noi in Toscana lo stiamo facendo nel distretto pratese delle confezioni". E´ questo uno dei passi salienti della relazione che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha tenuto a Roma di fronte alla Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo. Il presidente ha ripercorso la storia che ha portato ad avere a Prato la presenza di circa 40.000 cinesi, dei quali almeno 20.000 occupati nel pronto moda. Sono state soprattutto le sanatorie degli anni Novanta a favorire l´arrivo di cittadini provenienti da Wenzhou e la loro regolarizzazione nell´area, ma anche lo sviluppo incontrollato di una miriade di imprese, anche piccole e piccolissime, in cui spesso si lavora in condizioni limite, sia dal punto di vista ambientale che di sicurezza. "Non ci possiamo permettere – ha detto Rossi ai commissari - altri roghi o vicende come quelle di Teresa Moda dove il 1 dicembre 2013 un incendio costò la vita a sette operai orientali. E´ per questo che la Regione Toscana, anche rispondendo ad una precisa richiesta dell´allora presidente Napolitano, ha dato il via al progetto lavoro sicuro. Dal 1 settembre dello scorso anno al 31 maggio scorso abbiamo così controllato oltre un terzo delle aziende censite. Sette su dieci sono risultate non in regola per macchinari e impianti elettrici non a norma, igiene, dormitori e cucine abusivi, bombole a gas. Ciò che sta però emergendo è una positiva tendenza all´adeguamento (circa il 50% delle imprese oggetto di prescrizione) e al pagamento delle sanzioni. Quando le Istituzioni ci sono, i risultati arrivano". Rossi ha proseguito affermando che il lavoro proseguirà e che è necessario fare di tutto per non perdere quella che è una ricchezza, non solo umana, per la Toscana e per il Paese. "Stiamo parlando – ha precisato – di una buona fetta del Pil regionale, di 700 milioni di euro, risorse importanti da non far disperdere. La nostra scommessa è di riportare tutto il distretto su un piano di legalità: se la vinceremo Prato diventerebbe uno dei principali centri dell´industria europea delle confezioni. Per questo continueremo a spingere su due differenti pedali: uno per colpire illegalità e reati, l´altro per stimolare l´emersione del sommerso e un´integrazione che si basi sulla legalità e sul rispetto dei diritti dei lavoratori e delle leggi". Infine, citando Romano Prodi, ha affermato come sia più che mai necessario parlare non solo dei cinesi, ma con i cinesi, a Prato come in ogni altra città italiana. "Resto convinto – ha concluso Enrico Rossi – che non è possibile avere come obiettivo un´integrazione subordinata della vasta comunità cinese, un procedimento che assomiglierebbe ad una vana annessione, ma che è invece necessaria una integrazione interdipendente, che è poi uno degli obiettivi che ci siamo posti, cogliendo già qualche significativo successo, con il nostro progetto Prato lavoro sicuro".  
   
 

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