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Notiziario Marketpress di Venerdì 22 Giugno 2007
 
   
  L’INTERVENTO DELL’ASSESSORE TIZIANO MELLARINI AL PRIMO SUMMIT DEL TURISMO NELLE REGIONI

 
   
  Trento, – Non sono certo mancati gli argomenti né gli spunti, nella sala Depero del Palazzo della Provincia, in piazza Dante, a Trento, dove è proseguito per tutta la giornata del 20 giugno il primo Summit del Turismo nelle Regioni, organizzato da tsm-Trentino School of Management, Scuola di Alta Formazione costituita dalla Provincia autonoma di Trento, dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Trento e dall’Università degli Studi di Trento, in partnership con Trentino Spa e Turismo Friuli Venezia Giulia e con il patrocinio dell’Anci-associazione Nazionale Comuni Italiani. Nel pomeriggio l’intervento di Tiziano Mellarini, assessore all’agricoltura, commercio e turismo della Provincia autonoma di Trento. Ai partecipanti l’assessore trentino ha portato anche il saluto di Enrico Paolini, vice presidente e assessore al turismo della Regione Abruzzo, trattenuto a L’aquila dalla visita del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Parlando del quadro nazionale Mellarini ha ribadito la necessità di un coordinamento forte e costruttivo: “Non più una politica centrale ma proposte e linee di condotta che arrivano al centro dalle Regioni, per fermare la frammentazione e per andare ad un reale rilancio dei territori. C’è, negli assessori regionali chiamati a Roma a far parte dell’Agenzia nazionale del turismo, una condivisione totale sulla strada da fare. E’ un segnale importante”. Nel suo intervento Mellarini ha poi insistito sulla necessità dell’innovazione del prodotto turistico, passando per una rigorosa difesa della qualità (“ad esempio con scelte come quella fatta in Trentino di mettere un freno alle seconde case”), per la valorizzazione del “bene ambiente” (a partire dai parchi) e declinando una serie di scelte “perché non è certo nella crescita quantitativa delle presenze che si gioca il futuro del turismo in Trentino”. Ecco allora la scelta di puntare sui prodotti agroalimentari, sulla filiera del legno, sulla valorizzazione di siti quali le cave di porfido, sulla cultura (“il successo del festival dell’economia parla chiaro: non siamo solo la terra delle Dolomiti e delle centinaia di laghi”), sulla sinergia ad esempio tra Mart ed Arena di Verona, sui collegamenti (“l’aeroporto Catullo di Verona è per noi punto di riferimento decisivo”), sulla formazione. “Quale può essere – ha detto Mellarini - in una regione alpina la “mission” di un assessorato all’agricoltura, al commercio e al turismo? Non può essere che l’integrazione tra i diversi settori, vale a dire la creazione sinergica di valore aggiunto – dalle foreste verso il turismo e viceversa, dal turismo verso l’agricoltura e viceversa, dall’agricoltura verso il commercio e viceversa, dal turismo verso il commercio e viceversa – all’insegna della qualità e della sostenibilità. In questi ultimi anni la presenza di un mercato sempre più globalizzato ed aperto alla concorrenza internazionale, dove la competizione non avviene più soltanto tra imprese ma anche (se non soprattutto) tra sistemi territoriali, regioni, specifiche aree, induce chi si occupa di sviluppo locale ad interrogarsi su quali siano le competenze fondamentali di un territorio. Non c’è dubbio alcuno rispetto al fatto che il turismo rappresenti una fondamentale competenza di questo territorio. Basta guardare ai numeri. 4. 500. 000 turisti all´anno, 29. 000. 000 di presenze annue, metà nelle strutture gestite, l’altra metà in alloggi privati e seconde case. Il turismo trentino ha dunque tutte le carte in regola per fare da traino per gli altri settori legati al territorio. In questa legislatura si è cercato di intervenire in modo deciso sull’integrazione tra i settori, portando a termine riforme appena intraprese nella precedente ed avviandone di nuove. Il progetto di marketing territoriale in particolare ha fatto nascere il marchio unico del Trentino. La strada tracciata vuole valorizzare ed esprimere l´identità del Trentino attraverso una pluralità di elementi della sua tradizione e della sua capacità di innovazione, ricercando la distintività ed evitando ammiccamenti a culture "altre" o rincorse a comportamenti e mode omologanti, difficilmente in grado di rappresentare la complessa ricchezza della nostra terra. .  
   
 

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