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Notiziario Marketpress di
Venerdì 14 Settembre 2007 |
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TURISMO – ZAIA: LA SOCIETÀ VENETA DEVE CREDERE DI PIÙ NELLA SUA MAGGIORE INDUSTRIA
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Non basta essere seduti sul più straordinario patrimonio storico, artistico e culturale dell’umanità, condito da ambienti e paesaggi unici e da straordinaria enogastronomia: per dare gambe al turismo, la più grande industria del Veneto e tra le maggiori del Paese, servono più convinzione da parte di tutti; cittadini, imprenditori, mass media. E anche investimenti più consistenti, unitarietà dei messaggi, messa in rete dell’offerta, meno improvvisazione e grande professionalità. E’ stato univoco il messaggio lanciato il 9 settembre a Vittorio Veneto dal vicepresidente della Giunta regionale Luca Zaia, dal presidente degli industriali trevigiani Andrea Tomat e dall’imprenditore Massimo Colomban, fondatore di un’azienda leader a livello mondiale nel campo dei rivestimenti architettonici, nel corso della tavola rotonda dal provocatorio tema “Basta uno scalo Ryan – air per cambiare il volto di una Regione?”. L’iniziativa è stata organizzata in occasione della manifestazione Comodamente e coordinata dal giornalista Edoardo Pittalis. Trent’anni fa l’Italia richiamava il 14 per cento del turismo mondiale, oggi solo il 4 per cento. Siamo superati o incalzati da molti altri Paesi dove “si è capito che il turismo – ha ribadito Zaia – è una vera e propria industria, oggi la prima del Veneto, che è sì prima regione turistica d’Italia con 60 milioni di pernottamenti, ma può aspirare a ulteriori traguardi operando concretamente con mentalità aziendale”. Ryan Air, in questo contesto, ha capito prima di altri la valenza economica del viaggio in quanto tale: non è il volo di per sé a creare economia, ma la gente che si sposta da un centro economico ad un altro centro economico. Di più: ha svolto una politica efficace di marketing territoriale con la destinazione Venezia – Treviso, cogliendo il valore aggiunto che deriva dalla città lagunare. Purtroppo l’Italia, ma anche il Veneto, si presentano in ordine sparso di fronte a questa economia in crescita inarrestabile, senza fare sistema, senza immagine unitaria, “con 13 mila enti che spendono annualmente mezzo miliardo di euro – ha ricordato Colomban –per pubblicizzarsi in giro per il mondo”. Immagine e offerta di sistema sono invece strategici. “Il Veneto si è dato un marchio ombrello unico – ha fatto presente Zaia – ma ci credono gli albergatori e non i ristoratori, gli esercizi delle località turistiche e non i negozi delle città. Manca ancora una partecipazione collettiva e convinta ad un segmento economico importantissimo che può fare da traino a tutti gli altri, che dispone di servizi, ad esempio quello sanitario, altrove assenti, competitivo anche sotto il profilo della spesa rispetto ad altre realtà straniere”. “Avere dei vettori aerei che ci collegano con il resto del mondo è un ulteriore valore aggiunto e il low cost non è affatto di serie B ma un modo diverso di viaggiare rispetto al passato”. Di fronte a questo scenario, la Regione vuole operare anche sostenendo progetti pilota, per esempio facendo della provincia di Treviso, quella che ha registrato in questi ultimi anni la maggiore crescita percentuale di turisti, un laboratori per tutto il Veneto su come organizzare l’economia e l’offerta turistica, coordinandone tutti i segmenti. Rispetto ad una iniziativa del genere, come anche agli sforzi della Regione per dare più immagine al Veneto turistico e alla sua offerta completa, serve però una sorta di “Contratto Sociale”. Non si può aprire una polemica ogni volta che si investe in turismo e promozione – ha sottolineato Zaia – specie pensando che, in assenza del federalismo fiscale, il Veneto spende 5 milioni di euro all’anno quando la sola provincia di Trento, da sola, ha risorse sei volte superiori. Eppure – ha concluso – devo scontrarmi ogni giorno con chi di fatto si oppone, con motivazioni incredibili, a investimenti di qualità sotto il profilo delle presenze televisive, dell’immagine e della promozione”. . |
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