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Notiziario Marketpress di
Venerdì 12 Ottobre 2007 |
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14 OTTOBRE 2007 / 13 GENNAIO 2008 – MANTOVA / PALAZZO SAN SEBASTIANO
OSPITA ‘I LEONI DI GARIBALDI. GARIBALDI E I GARIBALDINI DELLE TERRE MANTOVANE NELLE COLLEZIONI CIVICHE’
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Nel ricco programma di manifestazioni nazionali che caratterizzano il Bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, l’Amministrazione Comunale di Mantova promuove la mostra intitolata "I Leoni di Garibaldi. Garibaldi e i garibaldini delle terre mantovane nelle Collezioni Civiche". L’esposizione si propone di indagare e illustrare, attraverso la valorizzazione del patrimonio civico risorgimentale, la vicenda dei patrioti mantovani che hanno vestito la divisa garibaldina, i luoghi dove essi hanno combattuto a fianco di Garibaldi e l’eccezionale influenza che la figura dell’”Eroe dei Due Mondi” ha esercitato nel mantovano. Quello che la mostra verrà disegnando sarà dunque il profilo di una provincia concretamente partecipe dell’epopea di Garibaldi, per l’adesione di consistenti nuclei di volontari mantovani alle imprese promosse dal “Generale”, per il rilievo e il ruolo avuto da alcuni garibaldini nel rapporto con l’”Eroe dei Due Mondi” (da Giovanni Acerbi a Giuseppe Finzi), per il riconoscimento che Mantova gli ha voluto tributare. Pensata in forma storico-documentaria e con un taglio pretamente locale, la mostra abbraccia un arco di tempo compreso, grosso modo, fra il 1848-49 e il 1887, quindi tra la prima guerra d’indipendenza e l’inaugurazione del monumento che la città dedica a Garibaldi. L’esposizione si articola in sette sezioni. La prima sezione è dedicata alla partecipazione dei volontari mantovani alla disperata difesa della Repubblica Romana nel 1849, riuniti agli ordini di Garibaldi nelle fila della Prima Legione Italiana e dei Bersaglieri di Manara. La seconda sezione focalizza l’attenzione sulla Congiura mazziniana di Belfiore tragicamente conclusasi con arresti ed esecuzioni. In particolare vengono evidenziate le figure di quei mantovani che, nei primi anni Cinquanta dell’Ottocento, consegnarono a Mantova il ruolo di crocevia dell’iniziativa democratica mazziniana e repubblicana e che poi aderirono alle iniziative promosse da Garibaldi, in nome di Vittorio Emanuele II, assumendo anche ruoli di primo piano nel rapporto con il Generale. La terza sezione illustra la partecipazione dei Mantovani alla seconda guerra di indipendenza nel corpo dei volontari garibaldini Cacciatori delle Alpi. Sarà tale occasione che consentirà a molti dei sopravvissuti all’esperienza cospirativa di Belfiore di ritrovarsi fianco a fianco per riprendere la battaglia per l’unità d’Italia, anche se, ora, al servizio del re. La quarta sezione indaga il contributo dato in forme diverse alla buona riuscita della Spedizione dei Mille: dalla raccolta di danaro, all’impegno per la sottoscrizione all’impresa esercitata dal Comitato di Gazzuolo, all’emigrazione di giovani oltre confine, alla capacità di arruolamento esercitata da alcuni mantovani, alla partecipazione diretta alle battaglie condotte dall’Esercito Meridionale contro quello borbonico. Per quanto riguarda questo ultimo aspetto, se è vero che in occasione della Spedizione dei Mille i garibaldini mantovani non erano riuniti in una compagnia a sé stante come i bergamaschi e i pavesi, è altrettanto vero che furono più di trecento i mantovani che partirono da Quarto il 5 maggio con Garibaldi e con le spedizioni successive di Cosenz e di Medici, a testimonianza di quanto fosse vasta l’adesione all’iniziativa promossa dal Generale. La quinta sezione, preceduto da un minimo, ma doveroso excursus sul dramma di Aspromonte, è dedicata all’adesione dei mantovani al corpo garibaldino, integrato nell’esercito regio, impegnato a combattere gli austriaci in alta Lombardia e Trentino. La sesta sezione illustra la venuta di Garibaldi a Mantova l’8 e 9 marzo 1867 per ricevere il diploma che lo proclama cittadino onorario come riconoscimento per il suo sacrificio in favore dell’unità d’Italia. Viene inoltre analizzata tale presenza in Mantova alla luce dell’improvvisa e inedita accettazione da parte del Generale della candidatura a deputato del Collegio di Mantova offertagli dai democratici attraverso l’Associazione del Progresso, di cui lui stesso ne era Presidente onorario. La settima e ultima sezione è incentrata sull’estremo omaggio che la città offrì a Garibaldi dopo la sua scomparsa: il monumento realizzato dallo scultore veronese Pietro Bordini dedicato al Generale e inaugurato il 29 Maggio 1887 nella nuova Piazza dei Mille (già Piazza San Silvestro). Per informazioni: Palazzo San Sebastiano, tel 0376/367087. . |
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