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Notiziario Marketpress di
Martedì 08 Gennaio 2008 |
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IDDU È L’ULTIMO PADRINO.LA CATTURA DI BERNARDO PROVENZANO DI ENRICO BELLAVIA E SILVANA MAZZOCCHI
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Milano, 8 gennaio 2008 - L’11 aprile 2006, in una masseria alle porte di Corleone veniva catturato il boss Bernardo Provenzano, latitante da quarantatré anni, il capo indiscusso di Cosa Nostra. Le immagini del suo arresto hanno fatto il giro del mondo, i Tg hanno raccontato della sua prostata e della passione per la cicoria, ma cosa sappiamo veramente di questo esile vecchietto, ex contadino con neanche la seconda elementare che ha tenuto in scacco lo Stato per quasi mezzo secolo? Come ha potuto rimanere così a lungo primula rossa? Quali coperture e connivenze lo hanno protetto? Dove si nascondeva? E, soprattutto, come e chi è riuscito a stanarlo? Sono gli interrogativi a cui si propongono di rispondere Mazzocchi e Bellavia, seguendo il racconto di Renato Cortese, il capo della Squadra creata otto anni fa con l’obiettivo di mettere in trappola l’ultimo padrino. Una storia vera, corredata in Appendice dai rapporti originali, storia di veri servitori dello Stato che hanno sacrificato vita privata e affetti per essere sempre disponibili a turni massacranti e trasferte improvvise. Storia poliziesca, fatta di tanti rischi corsi nel piazzare telecamere e cimici nei posti più impensati, di pedinamenti avventurosi in un territorio in cui dietro ogni pastore può celarsi una vedetta della mafia. Storia di attese e delusioni, ma principalmente di una sapiente indagine che ha ricostruito il mosaico di fiancheggiatori e quella «via dei pizzini» attraverso la quale Iddu continuava a governare Cosa Nostra e i grandi affari siciliani. Accanto alla cronaca della caccia, serrata e avvincente come una fiction, il libro disegna lo scenario dell’ascesa criminale di Binnu e dei Corleonesi, e traccia un quadro desolante di quella «borghesia mafiosa» che a partire dalle stragi del ’92 ha sposato la strategia della sommersione di Provenzano favorendo il silenzioso proliferare del malaffare e della malapolitica, e garantendogli un’inviolabile impunità grazie a talpe e complicità gravissime. Resta l’incognita sul dopo Provenzano, e sulla volontà della politica e dell’imprenditoria di autoimmunizzarsi dal cancro mafioso, ma intanto questa storia di coraggio e perseveranza per una volta non lascia l’amaro in bocca e segna un momento di riscatto dello Stato. Enrico Bellavia, 41 anni, giornalista di «Repubblica», è nato e lavora a Palermo. Ha pubblicato con Salvo Palazzolo Falcone e Borsellino: mistero di Stato (2002) e Voglia di Mafia (2004). Silvana Mazzocchi è inviato speciale di «Repubblica». Giornalista e scrittrice, è autrice di vari libri di successo, tra cui: Mostro da niente (1993); Nell’anno della Tigre: storia di Adriana Faranda (1994); Il bello della rabbia (1997, con Andrea Purgatori) e Mi gioco la vita (2005) tutti editi da Baldini Castoldi Dalai editore. «Un fantasma che per trent’anni era riuscito a non lasciare tracce. E che dopo, con tutte le forze dell’ordine sul campo e nonostante le nuove tecnologie mobilitate, era rimasto un fuggitivo. Sembrava che nessuno lo potesse mettere in trappola. La Polizia, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, i Servizi segreti, tutti messi in ginocchio da un vecchietto. Diabolico, scaltro, diffidente, e abituato all’impunità. Adesso, finalmente, anche colui che per Cosa Nostra era soltanto Iddu, per carisma e per rispetto, Iddu è ormai in manette. » La storia di otto anni di caccia raccontata da Renato Cortese, il capo della squadra che l’ha messo in trappola . . |
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