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Notiziario Marketpress di Mercoledì 01 Ottobre 2008
 
   
  IL PREZZO DEL BITUME METTE IN GINOCCHIO LA FILIERA DELL’ASFALTO CONTRO IL “CARO-MATERIE PRIME” UNA MODERNA REVISIONE PREZZI

 
   
  Roma, 1 ottobre 2008 – Si mantiene alto il prezzo del bitume che ha messo ormai in ginocchio l’intera filiera dell’asfalto. “In assenza di nuovi interventi legislativi, riteniamo opportuno si ponga rimedio all’attuale situazione con il ritorno a una moderna legge di revisione prezzi”. L’allarme e la proposta di soluzione del problema sono lanciate dal Siteb, l’Associazione che rappresenta a livello nazionale gli operatori della filiera dell’asfalto. L’associazione auspica il ritorno alla revisione prezzi sugli appalti basata, però, su rilevazioni certe e su un cronoprogramma serio di esecuzione dei lavori, sul modello di quanto accade in molti Paesi dell´Unione Europea (Francia e Germania ad esempio); una soluzione, questa, che eviterebbe il riproporsi di situazioni come quella attuale in cui aziende del settore dell’asfalto sono costrette a operare in perdita. “La recente revisione del Dlgs. 163/06 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi), così come è stata formulata dal Governo”, dichiara il Direttore del Siteb Stefano Ravaioli, “costituisce, infatti, l’ennesimo palliativo che non risolve di certo i problemi legati al ‘caro materie prime’ di questi ultimi mesi. Dopo l’incontro di fine luglio presso l´Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici era lecito attendersi provvedimenti più incisivi da parte dell’Esecutivo che sta evidentemente sottovalutando una situazione divenuta ormai critica per il nostro settore e non solo”. Nonostante il prezzo del petrolio graviti ormai da settimane intorno ai 100 € al barile, in netto calo rispetto ai picchi toccati a fine luglio scorso di 150 €, il costo del bitume (materiale di stretta derivazione petrolifera) non ha seguito tale flessione, registrando, invece, un ulteriore aumento che lo ha portato sul finire di agosto e nelle prime settimane di settembre a raggiungere valori record mai registrati prima. L’is (indice Siteb), indicatore attendibile per gli operatori del settore da oltre 10 anni e che fino a dicembre 2007 si era tenuto sotto i 250 punti, ha toccato in agosto 2008 quota 380 (circa 460 €). Solo in questi ultimi giorni del mese, nonostante la crisi americana che incide anche sul prezzo del greggio, si registra finalmente una lieve inversione di tendenza. “Le nostre aziende”, dichiara il Direttore del Siteb Stefano Ravaioli, “sono oggi vicine allo stato di crisi. Se da una parte fanno i conti con un costo della materia prima che continua incredibilmente ad aumentare, dall’altra eseguono lavori con importi economici bloccati e determinati ormai mesi fa in gare d’appalto che, al momento dell’assegnazione, tenevano conto di un costo del bitume di quasi il 60% inferiore a quello attuale”. Per gli asfaltatori, il bitume è una voce di costo primaria, talmente preponderante rispetto a tutte le altre da far passare in secondo piano l’aumento dei costi energetici e dei trasporti che pure investono fortemente il settore. Non è possibile oggi sostenere una politica del prezzo chiuso in un regime di prezzi assolutamente instabile e imprevedibile. E’ doveroso che il Governo e il Parlamento riprendano in considerazione l’istituto della revisione prezzi abbandonato nel 1994 per le note questioni di tangentopoli e lo ripropongano in chiave moderna tenendo conto delle esigenze di tutti, imprese, committenti e utenti della strada. Riformare l’art. 133 del Dlgs. 163/06 (adeguamento del prezzo dei materiali da costruzione) ha poco senso soprattutto se le modifiche riguardano esclusivamente l’anticipo di 3 mesi per una valutazione dei prezzi dei materiali. Meglio appaltare 7 lavori con la necessaria copertura piuttosto che 10 senza certezza alcuna. Tali situazioni non soddisfano nessuno e finiscono per privilegiare le aziende meno strutturate e meno qualificate che molto spesso non assicurano alle amministrazioni pubbliche e ai cittadini, qualità e sicurezza delle strade. .  
   
 

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