Pubblicità | ARCHIVIO | FRASI IMPORTANTI | PICCOLO VOCABOLARIO
 













MARKETPRESS
  Notiziario
  Archivio
  Archivio Storico
  Visite a Marketpress
  Frasi importanti
  Piccolo vocabolario
  Programmi sul web








  LOGIN


Username
 
Password
 
     
   


 
Notiziario Marketpress di Lunedì 09 Febbraio 2009
 
   
  TORINO: IL FUTURO DEGLI OSPEDALI SANT´ANNA/REGINA MARGHERITA AFFIDATO A UN PROCESSO PARTECIPATO POSIZIONAMENTO STRATEGICO DEL POLO MATERNO-INFANTILE

 
   
  Torino, 9 febbraio 2009 - Saranno gli utenti, i volontari, le associazioni, il personale infermieristico, ostetrico, tecnico, amministrativo e i medici a decidere quale sarà il futuro degli ospedali Sant’anna/regina Margherita nell’ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera cittadina conseguente la realizzazione della «Città della salute e della scienza» di Torino. La Giunta regionale, infatti, ha affidato all’Aress il compito di avviare un processo partecipato, dal quale emergano una serie risposte sul posizionamento strategico del polo materno-infantile, in grado di orientare le scelte finali dell’amministrazione. «Gli studi che l’Aress ha effettuato sulla Città della salute – spiega l’assessore alla tutela della salute e sanità, Eleonora Artesio – non hanno previsto il trasferimento nel nuovo polo sanitario e di ricerca delle funzioni pediatriche e ginecologiche attualmente insediate negli ospedali Sant’anna/regina Margherita, che quindi, secondo questo progetto, sarebbero destinati a rimanere dove si trovano. Il problema della loro collocazione è tuttavia tutt’altro che risolto e continua a essere oggetto di dibattito pubblico. Le questioni aperte sono molte e poiché i servizi offerti dai due presidi sono portatori di un valore fortissimo, anche dal punto di vista simbolico, la Giunta regionale ha ritenuto che le indicazioni sulle strategie relative alla cura dei bambini, alla maternità e alla salute delle donne debbano scaturire da un confronto che preveda anche il coinvolgimento dei principali stakeholders che vi gravitano, dai professionisti a coloro che svolgono attività di volontariato ai pazienti, accanto all’Università e al mondo scientifico e culturale piemontese». Di qui l’incarico all’Aress di predisporre un bando di gara per la raccolta di una proposta per la progettazione e la gestione di questo processo partecipato, atto che è stato pubblicato ieri sul Bollettino ufficiale della Regione Piemonte. Sette le questioni che dovranno essere al centro della procedura di partecipazione: 1. Validità dell’accorpamento delle funzioni pediatriche e ginecologiche in un unico ente ospedaliero; 2. Validità dell’accorpamento di tutte le funzioni pediatriche in unico ente ospedaliero in alternativa alla separazione tra funzioni specialistiche, da trattenere, e funzioni ordinarie, da ridistribuire sul territorio attraverso la costituzione di reparti pediatrici nei principali ospedali; 3. Funzioni specialistiche utili da trattenere anche in vista di un loro collegamento con la formazione universitaria e la ricerca scientifica; 4. Validità dell’attuale assetto del Sant’anna, che, pur essendo un polo ospedaliero di terzo livello, continua a svolgere funzioni di primo e di secondo livello; 5. Funzioni che, nell’ottica di una maggiore specializzazione, dovrebbero rimanere e con quali caratteristiche; 6. Misure atte a scoraggiare la domanda di servizi riconducibili al primo e secondo livello di prestazioni sanitarie; 7. Ripercussioni che, ciascuna delle ipotesi, produrrebbe in merito alla localizzazione dei due ospedali, con particolare riferimento al rapporto di integrazione con l’ospedale Molinette, a sua volta in corso di ridefinizione, e con la futura «Città della salute». La società vincitrice della gara avrà sei mesi di tempo per realizzare il progetto, che si articolerà in due momenti. Il primo avrà come scopo l’ascolto di un ampio spettro di stakeholders (almeno 100), con la predisposizione di un elenco di temi che dovranno essere affrontati in una fase successiva, quando, attraverso un confronto strutturato di tipo dialogico, si potranno esprimere sui vari problemi emersi un numero di persone ancora superiore (orientativamente il triplo di quelle coinvolte nella prima fase). A chiudere il processo partecipato saranno infine uno o più eventi corali, dai quali far scaturire le indicazioni da consegnare alla Regione. .  
   
 

<<BACK