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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 02 Settembre 1998 |
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ECONOMIA MILANESE: NON RIESCE A RIDECOLLARE
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Milano, 2 settembre 1998 - Secondo una indagine congiunturale di Apimilano (associazione piccole medie imprese) diffusa a fine luglio dal presidente Mario Jacober, l´economia milanese non riesce a invertire la rotta, puntando con decisione allo sviluppo: gli ordini dall´interno e dall´estero restano pressoché stabili, peggiorando i fatturati e gli investimenti, mentre si riduce progressivamente il numero delle imprese che assumono e diminuiscono leggermente gli occupati. L´indagine, su un campione stratificato di 321 imprese associate che occupano 8580 dipendenti, ha evidenziato che nel secondo trimestre 1998 si è verificato un sostanziale arretramento dei principali indicatori: per la domanda interna sale la percentuale (da 26, 1 a 31, 9 %) di quanti dichiarano contrazioni e scende la quota degli imprenditori che non segnalano variazioni rispetto al trimestre precedente (43 al 35, 5%). Crescono di poco (dal 31 al 32, 6%) quanti dichiarano incrementi. Per gli ordini dall´estero diminuisce dal 41 al 36, 4% la percentuale di quanti segnalano risultati positivi. Cresce quella di chi segnala stabilità (dal 35, 2al 40, 4%) e resta "inchiodata" sopra il 23 la percentuale di chi dichiara diminuzioni. In peggioramento anche i risultati del fatturato: il 32, 6% (contro il 37, 3 nel trimestre precedente ) dichiara un miglioramento dei ricavi. Il 26, 1% (24, 6) segnala una flessione. In discesa costante il numero delle imprese che dichiarano investimenti: il 49, 3% del campione contro il 51, 4 in marzo e il 58, 5 in dicembre 1997. Le previsioni indicano una ulteriore diminuzione: nei prossimi mesi investirà solo il 38, 4% delle imprese milanesi. Anche l´importo degli investimenti risulta più contenuto: ad esclusione della fascia tra 51 e 100 milioni di lire, che passa dal 21, 9 al 33, 8%, tutte le altre arretrano e anche in modo più significativo. Gli investimenti in ammodernamento contano il 69, 1% delle risposte; 26, 5% per l´ ampliamento e 13, 2 per la sicurezza. Nel rapporto Apimilano si aggiunge che tra i maggiori problemi che assillano le imprese vi è quello del costo del lavoro, indicato dal 66, 1% del campione. Seguono la concorrenza delle altre imprese italiane (49, 6%) e quella di imprese estere (29, 1), dalle insolvenze e dai ritardi nei pagamenti |(43, 5%). Circa i fattori interni che ostacolano lo sviluppo è sempre più elevata la percentuale (74, 4% contro 66, 3 nel periodo precedente) di coloro che incontrano difficoltà a reperire sul mercato personale qualificato. Sul piano dell´occupazione diminuiscono le imprese che assumono (dal 20, 4 al 15, 9%) e sale dal 21, 8 al 23, 2 la quota di coloro che riducono gli organici. Tuttavia, il numero degli occupati in valore assoluto si riduce ad una velocità inferiore. Diminuisce il ricorso alla Cassa Integrazione mentre il numero dei contratti di formazione richiesti cresce del 32, 2% rispetto al secondo trimestre 1997 e perde leggermente (3, 8%) sul trimestre precedente. Secondo Apimilano questi dati confermano che rimangono da risolvere gravi carenze strutturali e che uno dei primi obiettivi è quello di far crescere la dimensione aziendale. "La struttura del capitalismo italiano, fatta di piccole e piccolissime imprese a proprietà famigliare, vincente per decenni afferma Apimilano rischia infatti di diventare un grave handicap nel prossimo futuro. La globalizzazione dei mercati e la moneta unica europea privilegiano le imprese che sanno, o meglio possono sfruttare le economie di scala non solo produttive, ma anche, e soprattutto, commerciali e di innovazione. Le leve che possono e devono essere utilizzate sono note: interventi fiscali per incentivare gli investimenti e l´innovazione e riduzione della pressione tributaria sulle imprese . |
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