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Notiziario Marketpress di Giovedì 17 Settembre 1998
 
   
  NIENTE GRANDE CRISI ALLA ´30, DICE LINDSEY (EX FED): MA FUTURO NON ROSEO

 
   
  Milano, 17 settembre 1998 - La situazione e le prospettive dell´economia mondiale non sono rosee ma "speriamo che ce la caviamo": questo sembra il senso delle dichiarazioni fatte a Milano, nel quadro di un convegno organizzato da Banca Intesa, da Lawrence B. Lindsey, fino all´anno scorso membro del Board dei Governatori della Federal Reserve degli Stati Uniti e ora managing director della società di consulenza economica Economic Strategies di New York. Lindsey ha comunque escluso che, contrariamente a quanto paventato da alcuni economisti in relazione agli sviluppi della crisi asiatica, si sia alle porte di una Grande Depressione tipo anni ´30: le prospettive dell´Asia sono ancora incerte ma le economie dell´Europa e degli Stati Uniti non sono malate ed è difficile che si ripetano gli errori di politica fiscale e monetaria degli anni Trenta nè risultano spinte protezioniste generalizzate. Lindsey ha detto che il sistema ha retto ma a costo di ingenti deleveraging di fronte al rischio di insolvenze a catena ed è possibile che "l´Orso torni a colpire i mercati finanziari: la settimana cruciale sarà l´ultima del corrente settembre quando si conoscerà l´esito delle elezioni politiche tedesche, ripartirà l´azione contro il presidente Clinton, si riunirà la Fed e si chiuderanno le semestrali giapponesi". Giocheranno anche le riunioni monetarie autunnali a Washington. Cruciali pure le elezioni brasiliane. Lindsey si è detto concorde con il presidente della Bundesbank Tietmeyer circa l´inopportunità di un "inutile e controproducente" allentamento concertato dei tassi in Europa e negli Stati Uniti: un ribasso dei tassi a livello globale avrebbe solo l´effetto di rinviare i problemi alla base dell´attuale crisi. D´altra parte, il presidente della Fed Greenspan deciderà sulla base delle esigenze interne americane (economia ai limiti con crescita ininterrotta dal 1982 e congiuntura mondiale disastrata) e non di quanto sollecitato da Wall Street e dagli operatori internazionali. Per allentare i tassi Greenspan dovrebbe rilevare segni concreti di rallentamento dell´ economia americana, che non risultano. D´altra parte - secondo Lindsey una riduzione dei tassi attiverebbe una ripresa dei mercati e stimolerebbe i consumi con pericolo di gonfiamento, di default e di credito a rischio. Lindsey ha detto che, invece, occorre restaurare la fiducia nelle reti di protezione finanziaria facendo ripartire il credito per le aziende solide dell´Asia e dell´America latina, ridando fiato alle banche con il riacquisto di debiti a prezzi scontati. Lindsey ha criticato il Fondo Monetario Internazionale che, "pur di ottenere il pagamento dei debiti ha costretto l´Asia a svalutare e a tirare la cinghia, con il risultato che l´export del sud est asiatico è cresciuto di 10 miliardi di dollari mentre l´import è crollato di 110 miliardi, per cui, praticamente, la domanda mondialee ha subito una corrispondente contrazione". Lindsey ha anche osservato che in Asia ci sono segnali di ripresa, ma sussistono due problemi di fondo: il sistema finanziario giapponese è oberato , secondo stime ottimistiche, da sofferenze per 1000 miliardi di dollari, di cui il 60% "irrecuperabili". L´unica soluzione sarebbe quella di una ricapitalizzazione a costi enormi, fino al 15% del Pil e con un processo di ripresa lunghissimo. Vi è inoltre il problema cinese: anche se Lindsey non prevede una svalutazione da parte di Pechino, l´incertezza sul sistema bancario provoca instabilità e frena l´economia è cruciale ha anche detto Lindsey che la crescita in Europa prosegua soprattutto affrontando il problema della ristrutturazione del mercato del lavoro per ridurre la disoccupazione. Lindsey pensa che l´euro fornirà la possibilità di alleviare le sofferenze delle riforme con un allentamento sul fronte fiscale e su quello monetario se sarà sfruttata la crescita dell´offerta di moneta conseguente alla eliminazione delle inefficienze collegate con la moneta unica Economic Strategies, Inc. , presieduta da George B. Kendall (che, tra l´altro, ha lavorato con George Soros), è una società di consulenza fondata nel 1981 a New York: fornisce analisi e previsioni macroeconomiche a istituzioni finanziarie internazionali in Usa, Europa e Asia. .  
   
 

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