|
|
|
 |
  |
 |
| |
Notiziario Marketpress di
Lunedì 21 Settembre 1998 |
|
| |
  |
|
| |
CRISI RUSSA:GLI ITALIANI NUTRONO FIDUCIA.CONFERMA PER BYT ITALIA MOSCA
|
|
| |
 |
|
| |
Milano, 21 settembre 1998 - Nel corso di un incontro organizzato dalla Fiera di Milano con gli espositori della ottava edizione di Byt Italia ´98 (Mosca 2-5 novembre) éstato fatto il punto sulla situazione dell´economia russa ai fini delle prospettive per gli operatori italiani interessati a quel mercato. Nel corso del seminario, intitolato "L´economia russa e la crisi del ´98: scenari e prospettive per gli operatori italiani", é emerso che le piccole e medie imprese italiane "continuano a credere nel mercato russo e sono pronte ad investirvi anche nell´attuale fase di incertezza". Byt Italia, mostra moscovita del ´made in Italy´, organizzata da Fiera Milano in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano, é affermata nella Federazione russa come una delle piu´ note e apprezzate mostre dedicate al made in Italy per la persona e per la casa. La partecipazione al seminario éstata folta e le domande di carattere operativo da parte dei partecipanti sono state numerose:non é stata avanzata alcuna richiesta di annullare la manifestazione che ha gia´ raccolto, a tutt´oggi, 400 adesioni di espositori e che dall´inizio della crisi finanziaria russa ha visto pochissime disdette, valutabili intorno all´1 %. All´incontro hanno preso parte il Segretario Generale di Fiera Milano, professor Marcello Marin. Paolo Sacchi della Promos, agenzia speciale della Camera di Commercio di Milano, Sergio Rossi, direttore del Centro Studi "Diritto ed Economia" di Mosca, Carlo Boffito, ordinario di economia politica dell´Universita´ di Torino, e Fulvio Zanardo, rappresentante dello spedizioniere ufficiale di Byt Italia. Sergio Rossi, tracciando un quadro dell´economia, ha detto che "gli imprenditori italiani venuti nelle ultime settimane a Mosca hanno fatto e continuano a fare buoni affari:tutt´al piu´ si stupiscono del contrasto tra la realta´ con cui vengono a contatto e la drammatizzazione che ne éstata fatta in Occidente". "Certo ha proseguito Rossi la crisi c´éstata e avra´ ripercussioni sul Prodotto Interno Lordo e sui consumi. Si sono viste code alle banche e ai negozi. Ma nulla a che vedere con l´esperienza del periodo sovietico o l´iperinflazione del ´92/94. Alcuni settori produttivi, come la farmaceutica, l´alimentare, l´industria del legno e dei materiali per l´edilizia potrebbero riprendersi gia´ quest´anno. Il made in Italy di qualita´, che gia´ prima si rivolgeva solo ad alcune fasce sociali, soffrira´ poco della crisi. I consumi dei "nuovi ricchi"(stimati intorno al 3, 5% degli abitanti) non cambieranno. Quelli della nuova borghesia (7, 5%) diverranno piu´ selettivi. In sostanza, la domanda di beni di consumo sara´ temporaneamente minore, ma piu´ specializzata e orientata, secondo una tendenza peraltro gia´emersa prima della crisi ". "L´abbandono del mercato russo non sarebbe dunque giustificato. Tanto piu´ che il made in Italy non ésostituibile con la produzione locale (che pure Mosca incentivera´) e i russi premieranno chi, nell´attuale fase di difficolta´, dimostrera´di credere in loro". Anche il segretario generale di Fiera Milano, Marcello Marin, si é espresso con forza sulla opportunita´ di "presidiare le posizioni, salvaguardando gli investimenti in risorse e denaro fatti negli ultimi anni dalle aziende". Marin ha ribadito che "ci sono i presupposti per continuare a lavorare in Russia con fiducia". Carlo Boffito ha sottolineato tre aspetti di rilievo per gli operatori italiani:"l´elevata percentuale del risparmio delle famiglie russe detenuta in dollari e quindi non toccataanche per quanto riguarda la correlata capacita´di consumo - dalla svalutazione del rublo; la scarsa plausibilita´ di una stretta fiscale per finanziare il disavanzo pubblico;il probabile ricorso a breve ad un doppio tasso di cambio per le transazioni commerciali e per quelle finanziarie". . |
|
| |
|
|
| |
<<BACK |
|
|
|
|
|
|
|