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25 FEBBRAIO 2002

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GLI EURODEPUTATI ADOTTANO MISURE VOLTE A FAVORIRE L'INTRODUZIONE DEL BREVETTO COMUNITARIO
Bruxelles, 25 febbraio 2002 - Il 20 febbraio, la commissione giuridica del Parlamento europeo ha affrontato i tre settori che più d'ogni altro hanno ostacolato il cammino verso la creazione di un brevetto comunitario. Le proposte riguardanti il ruolo degli uffici nazionali dei brevetti, il sistema giudiziario in vigore e il regime linguistico dei brevetti sono state tutte adottate dalla commissione nell'ambito degli emendamenti alla proposta di regolamento relativo all'introduzione del brevetto comunitario. Secondo la relazione adottata dalla commissione e preparata dall'eurodeputata spagnola Ana Palacio Vallersundi, gli uffici nazionali dei brevetti dovrebbero mantenere un ruolo significativo. In particolare, ciò dovrebbe verificarsi nei settori della consulenza alle richieste di rilascio di brevetti e della trasmissione di tali richieste all'Ufficio europeo dei brevetti (Ueb). Il personale e le infrastrutture degli uffici nazionali costituiscono un bene prezioso, tuttavia sarà necessario stabilire e controllare i criteri di armonizzazione, al fine di garantire la qualità e l'uniformità nell'ambito del brevetto comunitario. Il controllo della qualità che vigila su tale procedura sarà posto sotto l'autorità della Commissione europea, in collaborazione con l'Ueb. Per quanto riguarda l'organizzazione giuridica, la commissione ha convenuto che il procedimento giudiziario relativo alle istanze di primo grado debba essere decentrato, garantendo ad un tempo la vicinanza agli utenti e la piena valorizzazione delle risorse esistenti. Infine, per ciò che concerne l'ordinamento linguistico, l'emendamento invita ad applicare la regolamentazione attualmente in vigore, approvata nel 1993 per disciplinare l'adozione di un marchio comunitario. Questa normativa stabilisce che le richieste vadano presentate in una delle lingue ufficiali dell'Unione europea, specificandone una seconda scelta fra inglese, francese, tedesco, spagnolo o italiano. Tale seconda lingua deve essere adottata per qualunque procedura di opposizione al rilascio di brevetti o riguardante la scadenza o l'invalidazione di questi ultimi. Nell'ambito di un'azione distinta, la Commissione europea ha presentato il 20 febbraio una proposta di direttiva che tutelerà i brevetti per le invenzioni realizzate con l'ausilio del computer. Secondo il commissario europeo per il Mercato interno, Frits Bolkestein, la proposta non presuppone alcun cambiamento riguardo a ciò che può essere o meno brevettato, bensì rappresenta un punto di rottura nei confronti dell'approccio statunitense teso a rilasciare brevetti esclusivamente per i software. 

BILANCIO 2001 DI UNICREDIT FACTORING UTILE NETTO 3,5 MIL EURO (+ 71% RISPETTO AL 2000)
Milano, 25 febbraio 2002 - Il Consiglio di Amministrazione di UniCredit Factoring ha approvato il Bilancio al 31 dicembre 2001 che è caratterizzato da una forte crescita dell'attività commerciale e della redditività, in un contesto di attenzione alla qualità dell'attivo. Nell'esercizio 2001 e' stato realizzato un turnover pari a 3.750 milioni di euro (+ 43% sull'anno precedente e migliore performance percentuale rispetto ai principali concorrenti), con netto miglioramento della quote di mercato fra le società di emanazione bancaria (da 3,8% a 5%). Grazie alla crescita del margine d'intermediazione (+21%) e delle commissioni nette (+32%) e con costi operativi sotto controllo (+7%), il margine di gestione ha evidenziato una crescita del 48%, attestandosi a 7,4 mil. di euro. L'utile netto, pari a 3,5 mil di euro, continua la sua crescita esponenziale (+71%) rispetto al trascorso esercizio, nonostante il maggior carico fiscale (+66% ). Il Roe pari all'11,2% e il Roca al 13% confermano ulteriormente il positivo trend della società. UniCredit Factoring ha inoltre sviluppato una forte capacita' di governo e di presidio dei rischi di credito accompagnando qualitativamente la crescita commerciale e l'incremento dei volumi gestiti: l'incidenza delle sofferenze lorde/nette sull'attivo a rischio risulta pari rispettivamente allo 0,6% e allo 0,2%, con generazione di nuove sofferenze nell'anno pari allo 0,29% del rischio globale. UniCredit Factoring, avvalendosi di un nuovo modello di servizio e nuovi prodotti per le imprese, è già impegnata a realizzare il piano industriale che prevede crescite analoghe al passato sia in termini commerciali che reddituali. 

UNICREDITO: RENDICONTO 2001 DEL FONDO IMMOBILIARE UNO
Milano, 25 febbraio 2002 - Il Consiglio di Amministrazione della società UniCredit Fondi Sgrpa ha approvato oggi il Rendiconto Annuale del Fondo Unicredito Immobiliare Uno. Alla data del 28 dicembre 2001 il portafoglio del Fondo è composto dai seguenti assets immobiliari: Complesso polifunzionale Via Boncompagni, 71h (Roma); Complesso direzionale Via PO 28, 32 - Via Tevere 1a (Roma), Complesso produttivo alta tecnologia a Stezzano (Bg); Residenze per anziani a Milano, Rezzato (Bs) e Volpiano (To). Il valore patrimoniale degli immobili, secondo la perizia dell'esperto indipendente al 30 giugno 2001 assomma a € 233.680.000 a fronte di un costo di acquisto maggiorato degli oneri connessi all'acquisizione di € 220.934.702. Il patrimonio complessivo netto del Fondo è di € 423.059.451: pertanto la percentuale investita in immobili è pari al 55,23% del patrimonio. Il valore unitario contabile della quota al 28 dicembre 2001 è di € 2.644,122. Viene resa nota la variazione rispetto al dicembre 2000 del valore contabile della quota da € 2.557,602 a € 2.644,122 . Inoltre il Fondo UniCredito Immobiliare Uno ha costituito in data 20/12/01 una società immobiliare denominata Stremmata S.p.A. con un capitale sociale pari a € 21.432.962 interamente versato. La Stremmata S.p.A. ha acquistato in data 27/12/01 da Il Sole 24 Ore un contratto di leasing costruendo, precedentemente ceduto da Banca Intesa BCI a Locat, al fine della costruzione di un complesso immobiliare in Via Monterosa a Milano. Tale importo non è ricompreso all'interno dell'ammontare del patrimonio immobiliare sopra riportato in quanto figura nel rendiconto tra le partecipazioni di controllo. Il Cda di Unicredit Fondi ha deliberato di distribuire ai partecipanti per l'esercizio 2001, nel corso del mese di marzo 2002, un provento pari a 62 € per quota a fronte dello stacco della cedola n°2. Roma, 22 febbraio 2002 

COMITATO EURO: SUL SITO LA DELIBERA SULLA PROROGA DEL CAMBIO DELLE LIRE
Roma, 25 febraio 2002 - Il Ministero dell'Economia e delle Finanze comunica che è disponibile sul sito www.tesoro.it la Delibera del Comitato Euro sulla proroga al 30 giugno 2002 del cambio gratuito delle lire presso gli sportelli bancari e postali. Nel documento il Comitato accoglie con favore la disponibilità evidenziata in tal senso dal sistema bancario e dalle Poste Italiane S.p.A. L'apprezzamento è motivato dal fatto che tale disponibilità eviterà disagi ai cittadini che altrimenti dopo il 28 febbraio, ove in possesso di lire, si sarebbero dovuti recare esclusivamente presso le filiali provinciali della Banca d'Italia, dove la conversione può essere fatta per altri 10 anni. Nella delibera il Comitato sottolinea altresì che la proroga da un lato non incide sulla tempistica stabilita per la conclusione del passaggio definitivo all'euro, dall'altro si allinea sia all'orientamento già espresso dal Comitato stesso nel gennaio 2001 sia a quanto già deciso in altri Paesi di eurolandia. 

EMISSIONE DI TITOLI DI STATO
Roma, 25 febbraio 2002 - L'ammontare delle tranches dei Cct e dei Btp che verranno offerti da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze nelle relative aste: - Certificati di Credito del Tesoro"settennali "1? .1.2002/1°.7.2009 sesta tranche:3.500 milioni di euro Buoni del Tesoro Poliennali "triennali" 1°.3.2002/1°.3.2005 prima tranche: 3.500 milioni di euro "decennali" 1? .8.2001/1? .2.2012 nona tranche: 2.500 milioni di euro. 

BANCA PROFILO: AUMENTO DI CAPITALE A PAGAMENTO A SERVIZIO DI UN PIANO DI STOCK OPTION RISERVATO A DIPENDENTI FRA LE PROPOSTE APPROVATE DAL CDA CHE SARANNO SOTTOPOSTE ALL'ASSEMBLEA DEI SOCI
Milano, 25 febbraio 2002 - Nell'ambito della politica aziendale avviata da Banca Profilo negli ultimi anni, che privilegia e favorisce la partecipazione diretta del management e del personale al progetto ed ai risultati economici della società, è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione di Banca Profilo, riunitosi oggi, una proposta di aumento a pagamento del capitale sociale per massimi Euro 5.200.000. L'aumento prevede l'emissione, anche in più tranches, di massime n. 10.000.000 nuove azioni ordinarie del valore nominale di euro 0,52 ciascuna, senza sovrapprezzo e con esclusione del diritto di opzione dei soci ai sensi dell'art. 2441, comma 8, cod. civ., e dell'art.134, 2° e 3° comma del D.lgs. 58/99, da riservare in sottoscrizione a dipendenti della banca e delle società controllate, alle condizioni previste dal relativo piano di stock option. Il CdA, ha inoltre convocato la prossima Assemblea ordinaria e straordinaria stabilendone l'ordine del giorno e ha conferito delega al Presidente del Consiglio di Amministrazione per l'esperimento delle formalità di convocazione con riguardo alla fissazione della data, del luogo e dell'ora di svolgimento dell'Assemblea in I° e II° convocazione. Tra le materie sottoposte all'Assemblea, oltre all'aumento di capitale, figura l'approvazione del bilancio d'esercizio chiuso al 31/12/2001.

 CASSA SAN GIACOMO APPROVATO IL PROGETTO DI BILANCIO 2001 UN ANNO DI SIGNIFICATIVA CRESCITA: UTILE NETTO A € 1.076.000, DIVIDENDO DI € 0,25
Milano, 25 febbraio 2002 - Il Consiglio di Amministrazione della Cassa San Giacomo nella seduta del 21 febbraio ha approvato il progetto di bilancio della Banca per l'esercizio 2001. L'andamento economico del trascorso esercizio risulta per la Cassa calatina tra quelli di significativa crescita: con l'utile netto a € 1.076.000 contro ai € 66.000 del 2000 e la distribuzione ai soci di un dividendo di 0,25 €. Analizzando i principali aggregati di Bilancio si profila il positivo andamento dei dati patrimoniali: la raccolta diretta pari a 184,8 milioni di euro è aumentata del 15,8% (159,6 milioni di euro al 31/12/2000). Con la raccolta indiretta stabile la raccolta globale cresce ancora del 10,5% fissandosi a 254,1 milioni di euro (230,0 milioni di euro al 31/12/2000). Positiva anche la crescita degli impieghi, che passano da 95,8 milioni di euro del 2000 ai 115,1 milioni di euro del 31/12/2001, registrando una crescita del 20,1%. L'indice di rischiosità scende dall'11,4% del 2000 al 9,5% del 31/12/2001. Il conto economico registra una crescita del 6,2% del margine di interesse che si fissa a 7,8 milioni di euro, il margine di intermediazione passa da 10,8 a 11,9 milioni di euro (+10,8%); i costi operativi fanno registrare un saldo di 10,0 milioni di euro (+8,2%), gli accantonamenti e le rettifiche di valore un saldo di 94,3 mila euro (-80,8%) che, con un apporto di componenti straordinarie per 289 mila euro, fissano l'utile lordo, prima delle imposte (299 mila euro), a 1.375 mila euro. Con una crescita rispetto al precedente esercizio di 1.010 mila euro, l'utile netto (66 mila euro 31/12/2000) registra un saldo di 1.076 mila euro. L'Assemblea della Banca, convocata per il prossimo 6 aprile, sarà chiamata a deliberare sull'approvazione del bilancio e la proposta di destinazione dell'utile che prevede un dividendo di 0,25 €, nonchè sul rinnovo delle cariche sociali. 

BANCA POPOLARE SANTA VENERA APPROVATO IL PROGETTO DI BILANCIO 2001 IN CRESCITA LA RACCOLTA (+ 8%) E GLI IMPIEGHI (+11,3%) IL DIVIDENDO AI SOCI SALE A 2,80 € (+ 8,4%) 
Acireale, 25 febbraio 2002. Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare Santa Venera, nella seduta odierna, ha approvato il progetto di bilancio della Banca per l'esercizio chiusosi il 31/12/2001. L'impegno dell'azienda per il trascorso esercizio può essere sintetizzato nella ulteriore crescita del risultato netto di gestione (+3,9%) e del dividendo (+8,4%). In merito ai principali aggregati di Bilancio si manifesta una crescita generalizzata dei dati patrimoniali: la raccolta diretta pari a 802,5 milioni di euro evidenzia un aumento su base annua di 47,5 milioni di euro con un incremento del 6,3% sul dicembre 2000. La raccolta indiretta è aumentata, raggiungendo un ammontare di 549,4 milioni di euro rispetto ai 496,5 milioni dello precedente esercizio con una crescita del 10,6%, e fissando la raccolta globale a 1.351,9 milioni di euro (1.251,5 milioni nel 2000) con un incremento dell 8,0%. Positivo anche l'andamento degli impieghi, pari a 528 milioni di euro, a fronte dei 474,3 del 2000, che registra una crescita del 11,3%. Il tasso di rischiosità espresso dal rapporto tra sofferenze nette e impieghi passa, con una significativa riduzione, all' 8,5% rispetto al 9,1% del precedente esercizio. Nonostante la discesa dei tassi d'interesse, accentuatasi nella seconda metà dell'anno, il margine d'interesse si è mantenuto pressoché stabile (-0,2% da 32,3 a 32,2 milioni di euro). Il margine di intermediazione registra un saldo in lieve flessione (-1,0% da 51,8 a 51,3 milioni di euro), dovuto in gran parte alla diminuzione dei ricavi da commissioni raccolta ordini, conseguenza della nota evoluzione negativa dei mercati. Con costi di gestione per 42,2 milioni di euro (+6,9% rispetto al 31/12/2000), accantonamenti e rettifiche di valore per 558 mila euro (-84,33% rispetto al 31/12/2000), a riprova della migliorata qualità del rischio di credito, e componenti straordinarie per 443 mila euro (- 68,7% rispetto al 31/12/2000), l'utile lordo si attesta a 6,5 milioni di euro (-20,3 rispetto al 31/12/2000). Detratte le imposte sui redditi e gli accantonamenti si produce un utile netto di 2,7 milioni euro, con un incremento rispetto a quello realizzato nell'esercizio precedente del 4,0%. L'Assemblea della Banca, convocata per il prossimo 5 aprile, sarà chiamata a deliberare sull'approvazione del bilancio e sulla proposta di destinazione dell'utile, che prevede un dividendo di € 2,80 per azione. 

INFRASTRUTTURE PER LE IMPRESE VIRTUALI
Vilamoura, 25 febbraio 2002 - Dal 1° al 3 maggio 2002 si terrà a Vilamoura (Portogallo) una conferenza sulle infrastrutture per le imprese virtuali denominata "Pro-Ve'02", finanziata in parte dal progetto "Thinkcreative" nell'ambito del programma IST del quinto programma quadro. La conferenza offrirà ai delegati l'opportunità di discutere gli ultimi sviluppi in termini di organizzazioni virtuali dinamiche, nuovi ecosistemi in campo economico, modelli di riferimento, creazione di modelli e raggruppamenti (cluster). Si occuperà inoltre di integrazione e condivisione delle informazioni, comunità virtuali, mobilità ed imprese virtuali, PMI ed ingegneria di imprese virtuali, infrastrutture a basso costo per imprese virtuali. Il progetto "Thinkcreative" intende fornire consulenza a livello europeo nel settore delle organizzazioni intelligenti ed emergenti per l'economia fondata sulla conoscenza e sulle competenze. L'obiettivo generale è quello di individuare e caratterizzare le forme organizzative emergenti, le infrastrutture necessarie, i modelli e gli strumenti applicativi, nonché le future esigenze socio-organizzative. Infolink:
http://www.uninova.pt/~prove

NIELSEN//NETRATINGS E COMMSTRATEGY ANNUNCIANO LA PRIMA USCITA DI DIGITAL FINANCE, LO STUDIO CONGIUNTO SUL MONDO DELLA FINANZA ONLINE
Milano, 25 febbraio 2002 - Nielsen//NetRatings, societa' leader nella misurazione del traffico Internet mondiale e CommStrategy, societa' di consulenza strategica nel settore dei nuovi media, hanno siglato un accordo per offrire le loro competenze congiunte al settore finanziario per il quale Internet rappresenta un medium indispensabile per lo sviluppo di strategie multicanale. Digital Finance nasce dall'interazione di due metodologie di ricerca complementari: il panel di rilevazione Nielsen//NetRatings relativo al traffico Internet (che monitora gli accessi al Web sia da casa sia da ufficio) e l'analisi di scenario di CommStrategy (che consente una mappatura costante della domanda e dell'offerta nei servizi finanziari). Secondo i dati rilasciati, cresce l'utilizzo qualificato dei servizi finanziari online mentre molti istituti bancari non riescono a soddisfare la sempre maggiore domanda di multicanalita' della clientela. Aumenta il numero degli italiani che utilizzano i servizi finanziari su Internet, anche se con differenze fondamentali tra e-banking e trading online. Gli italiani che in gennaio hanno avuto accesso alle pagine protette (https) dei servizi informativi e dispositivi di e-banking costituiscono all'incirca il 12% degli utenti internet generando oltre 52 milioni di pagine. L'analisi congiunta dei panel (casa/ufficio) evidenzia un utilizzo dei servizi finanziari online prevalentemente concentrato nelle ore in cui gli sportelli sono chiusi. Diverso invece il trend relativo al trading online: il numero di nuovi utenti cresce lentamente mentre piu' sensibile e' l'incremento dell'utilizzo del servizio da parte degli utenti unici. Il dato medio nasconde tuttavia una crescente polarizzazione: da un lato pochi heavy trader che si rivolgono a servizi specializzati in Italia e all'estero, dall'altro la grande massa degli investitori individuali che effettuano poche operazioni di compravendita titoli sul TOL della propria banca. Si delinea inoltre una chiara tendenza alla multibancarizzazione, fenomeno sempre piu' visibile anche online, dove si registra infatti un certo grado di sovrapposizione di traffico effettuato dai fruitori di servizi di e-banking e chi fa trading o gestisce conti di deposito online. In generale, internet ha trasformato gli atteggiamenti e i comportamenti dei risparmiatori italiani che dimostrano, anche tra chi non utilizza servizi finanziari online, una crescente propensione a servirsi di internet tanto come fonte di informazione sui temi del risparmio e della finanza quanto come strumento per orientarsi nella scelta dei prodotti e degli istituti con cui entrare in relazione. Da ottobre 2001 a gennaio 2002 gli accessi ai siti di informazione finanziaria sono aumentati del 15%. Oggi sono visitati infatti da piu' di 1 milione e 300 mila persone, il 10% dei navigatori italiani. Per quanto riguarda il settore dell'informazione finanziaria Il Sole 24 Ore rimane leader in termini di visitatori unici (oltre 910 mila a gennaio), anche se i siti editoriali sono comunque esposti ad un fenomeno di sostituzione tra fonti. E' infatti cresciuta la fruizione di contenuti che banche e sim offrono direttamente sul proprio sito. ''Siamo in grado di fornire una visione strategica dell'impatto che l'online ha nelle dinamiche di banking e trading e delle potenzialita' di sviluppo che questo canale puo' mettere a disposizione per l'evoluzione dei servizi finanziari'' commenta Salvatore Ippolito, Direttore Generale di Nielsen//NetRatings per il Sud Europa. ''L'integrazione tra i dati relativi al comportamento online e quelli relativi all'evoluzione del mercato dei servizi finanziari rappresenta uno strumento importante per definire le strategie multicanale e valutare la sostenibilita' delle iniziative online delle istituzioni finanziarie italiane'' commenta Paolo Barbesino, Partner di CommStrategy. 

WINTERTHUR SPERIMENTA LA "SCATOLA NERA" SUI VEICOLI IN FUTURO POSSIBILI RIDUZIONI DELLE TARIFFE RC AUTO
Milano, 25 febbraio 2002 - Winterthur Assicurazioni è la prima compagnia di assicurazioni in Italia a sperimentare sugli autoveicoli la "scatola nera", un dispositivo analogo a quello installato sugli aerei che permette di registrare direzione, velocità, accelerazione, frenata, uso delle luci etc. La "scatola nera", prodotta dalla società Kinzle, ha più o meno le dimensioni di un pacchetto di sigarette e viene installata all'interno del veicoli. Perfettamente sigillata, è dotata di sensori che acquisiscono impulsi, li memorizzano e possono poi essere scaricati e letti con un apposito software. In caso di incidente la registrazione dei dati è più accurata dando quindi la possibilità di ricostruirne con certezza la dinamica. In Italia Winterthur ha installato per ora la "scatola nera" su circa 300 veicoli appartenenti a flotte aziendali e intende monitorare la frequenza sinistri di tali mezzi nel corso dei prossimi mesi per verificare se e in che misura sia possibile applicare tariffe differenziate agli assicurati che in futuro volessero installare il dispositivo sulla loro vettura. Recenti analoghe sperimentazioni realizzate con le autovetture della polizia municipale di Berlino e Rotterdam, condotte con la collaborazione del dipartimento di Accident Reasearch del Gruppo Winterthur, hanno permesso di verificare che le autovetture equipaggiate con la "scatola nera" sono coinvolte in minor misura negli incidenti stradali (a Berlino è stata osservata una riduzione della frequenza sinistri di circa il 20% in un anno). Ciò soprattutto per l'"effetto deterrente" determinato dalla presenza a bordo della "scatola nera" che induce i guidatori ad essere più prudenti. Una minore frequenza degli incidenti si traduce in un risparmio nei costi di liquidazione dei sinistri e questo, potenzialmente, potrebbe dar luogo ad una riduzione delle tariffe di responsabilità civile. Collegata a sistemi elettronici di rilevamento dei dati (per esempio le ore di circolazione dell'auto in un mese) la "scatola nera" potrebbe permettere in futuro (e Winterthur sta lavorando anche in questa direzione) di arrivare a creare tariffe a tempo, quindi basate sull'uso effettivo dell'autoveicolo. La scatola nera ha un costo attuale di 250 € ai quali vanno aggiunti 150 € per l'installazione e la manutenzione. La fase sperimentale del progetto di Winterthur Assicurazioni durerà per tutto il 2002 e parte del 2003. Se si concluderà positivamente, è ipotizzabile che si possa giungere alla commercializzazione su larga scala della "scatola nera" nel 2004. 

ISVAP: NUOVE DISPOSIZIONI SULLE POLIZZE VITA UNIT LINKED
Milano, 25 febbraio 2002 - L'Isvap ha emanato, in data 21 febbraio u.s., la circolare 474/D con la quale detta nuove disposizioni sulle polizze vita unit linked, forme di risparmio con prestazioni collegate a quote di fondi interni assicurativi o a quote di Oicr esterni. Unitamente alle disposizioni di cui alla circolare 451/D del 24 luglio 2001 relativa alle polizze vita index linked, risulta così completata la revisione della normativa secondaria sulle polizze assicurative con rischio a carico dell'assicurato. Le disposizioni impartite rendono più ampia, chiara e trasparente l'informativa precontrattuale e le stesse condizioni di polizza. L'adozione di schemi tipo, con riferimento sia ai regolamenti dei fondi interni cui è collegata la prestazione, sia alle note informative ed ai rendiconti annuali di detti fondi, consentirà un'effettiva comparabilità dei prodotti offerti sul mercato, stimolando la competizione tra soggetti sul versante dell'abbattimento dei costi e sul rapporto di rischio/rendimento dei prodotti, favorendo lo sviluppo dell'efficienza nel settore, senza tuttavia pregiudicarne la stabilità. La previsione di un più approfondito giudizio delle società di revisione e le analitiche regole sugli investimenti e sulle connesse modalità di gestione incideranno poi sulla qualità del servizio offerto e, probabilmente, sulle prestazioni finali di polizza. La circolare prevede principalmente quanto segue: la distinzione delle polizze in due categorie, previdenziali e non previdenziali, in funzione delle diverse esigenze cui sono indirizzate; il regolamento del fondo interno, che costituisce parte integrante della polizza assicurativa, deve contenere almeno: la previsione degli obiettivi di investimento, le caratteristiche ed i criteri di scelta degli strumenti finanziari, con una chiara indicazione dei profili di rischio a carico del contraente, tutte le spese e le commissioni imputate al fondo, comprese quelle applicate dalla Società di gestione del risparmio, qualora nel fondo assicurativo siano inserite quote di Oicr esterni; la nota informativa, con una specifica sezione di avvertenze per il contraente sugli aspetti di rilievo del contratto, mira a dare una immediata percezione delle prestazioni fornite e degli effettivi profili di rischio sulla base della volatilità attesa (misura delle possibili oscillazioni di valore del capitale investito). Inoltre, il contraente deve essere informato in merito alla presenza o meno di garanzie rilasciate dalla compagnia ed all'eventualità che l'ammontare delle prestazioni sia inferiore ai premi versati. Dovranno altresì essere analiticamente esplicitati i costi del contratto, le spese, dirette ed indirette, gravanti sul fondo interno ed i proventi eventualmente riconosciuti dal gestore del fondo esterno ed attribuiti al fondo interno; regole sulla gestione degli investimenti, sia di tipo qualitativo che quantitativo, con l'introduzione di un livello minimo di rischio di credito su tutte le tipologie di attività e la previsione di adeguate procedure di controllo interno nel caso in cui la gestione sia affidata a soggetti terzi. La circolare entrerà in vigore il trentesimo giorno successivo alla sua emanazione. Il testo della circolare è disponibile sul sito
www.isvap.it

TCI E COMITATO ITALIANO 2002 AIM PRESENTANO IL PRIMO RAPPORTO REGIONALE SUL TURISMO DELLA MONTAGNA IN ITALIA ALTO ADIGE, TRENTINO E VALLE D'AOSTA SUL PODIO
Milano, 25 febbraio 2002. Turismo montano questo sconosciuto: nonostante con 8,5 mld euro contribuisca per quasi il 12% al fatturato turistico complessivo del nostro Paese, il turismo montano non era mai stato sottoposto a un'analisi rigorosa che andasse al di là delle statistiche ufficiali sulle presenze alberghiere, né si era mai studiato in modo rigoroso il movimento turistico nella montagna alpina e appenninica delimitandone precisamente l'ambito geografico. Questa lacuna è stata colmata, in occasione dell'Anno internazionale delle Montagne proclamato da Fao e Onu, grazie al "Rapporto sul turismo montano" elaborato dal Tci per conto del Comitato Italiano per il 2002 Anno Internazionale delle Montagne. 

"TURISMO E MONTAGNA: UN'ANALISI REGIONALE" SINTESI DEL RAPPORTO A CURA DI TOURING CLUB ITALIANO E COMITATO ITALIANO 2002 ANNO INTERNAZIONALE DELLE MONTAGNE
Milano, 25 febbraio 2002 - Nel 1999 sono state registrate ufficialmente in Italia 308 milioni di presenze turistiche, delle quali 218 milioni in esercizi alberghieri e il resto in quelli complementari (campeggi, villaggi, ostelli, ecc.). Le località marine hanno attirato 106 milioni di presenze (pari al 34%), confermando una leadership consolidata mentre quelle montane, con 38,3 milioni di presenze, hanno inciso per il 12,4%. In realtà questi dati sottovalutano fortemente l'effettivo movimento registrato in Piemonte, in Liguria e nelle regioni dell'Italia centro-meridionale, sia per la mancanza di una definizione univoca di "località montana" sia perché gran parte delle presenze si registrano in strutture informali che sfuggono a ogni rilevamento (seconde case, affitti non registrati). Nelle statistiche ufficiali Istat alcune stazioni montane sono classificate tra i centri termali e moltissime altre, non godendo del riconoscimento di "località di interesse turistico", sono relegate nel mare magnum delle "altre località". Dunque la ricerca ha inteso in primo luogo delimitare la montagna alpina e appenninica e quindi studiarne il relativo movimento turistico. In base alla delimitazione adottata, le Alpi hanno una superficie di 46.900 kmq e una popolazione di 3.770.000 abitanti, gli Appennini - comprese le Isole - rispettivamente di 77.200 kmq e di 4.650.000 abitanti. Si è quindi valutato il movimento turistico delle località propriamente "montane" e quello delle località lacuali, termali e delle città d'arte "in quota" (Malcesine, Merano, ecc.) Il terzo passo è stato infine quello, molto problematico, di recuperare i dati disaggregati a livello comunale o quanto meno per gruppi di comuni fisicamente omogenei: i dati ufficiali su ricettività e presenze negli appartamenti sono infatti solo la punta di un iceberg. Per fornire un'immagine più realistica del turismo montano italiano, è stata quindi effettuata un'indagine capillare su ricettività e presenze alberghiere ed extra-alberghiere ufficiali per singoli comuni e APT o enti assimilati, provvedendo anche a stimare ricettività e presenze generate dal comparto ricettivo sommerso, legato alle seconde case e agli appartamenti in affitto. Si è così potuto rilevare che: nella montagna alpina, a fronte di 350.000 letti alberghieri, se ne contano 3.000.000 negli esercizi extra-alberghieri, in gran parte costituiti da seconde case e appartamenti in affitto; in quella appenninica - Isole comprese - rispettivamente 80.000 e 2.300.000. Le reali presenze extra-alberghiere nelle Alpi risultano essere oltre 120 milioni, a fronte di circa 38 milioni di presenze alberghiere. Negli Appennini - comprese le Isole - sono invece circa 85 milioni, contro meno di 6 milioni di presenze alberghiere. Dunque, l'enorme sproporzione esistente fra Alpi e Appennini in fatto di ricettività e presenze alberghiere si attenua alquanto nel comparto extra-alberghiero, per la massiccia presenza di seconde case in regioni come l'Emilia-Romagna, l'Abruzzo, la Toscana e il Lazio. Nel complesso delle strutture ricettive - formali e informali - le località montane registrano comunque oltre 250 milioni di presenze, a testimonianza del fatto che la montagna costituisce in realtà un elemento di attrazione turistica forte, certo inferiore al mare ma largamente superiore alle città d'arte, che dispongono di una ricettività extra-alberghiera limitata. In quasi tutte le regioni la maggior parte delle presenze si registra nel semestre estivo, mentre nelle grandi stazioni prevale quasi sempre quello invernale ed è in genere più consistente l'incidenza dei turisti stranieri. Da questa regola si discostano la Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste e le sub-regioni montane della Valtellina e del Bellunese, in cui per la ridotta superficie territoriale aumenta il peso delle grandi stazioni, tutte a forte componente invernale. Dai dati sui flussi reali il fatturato diretto attuale del turismo montano è stimabile in circa 8,5 miliardi di euro (3,1 per il turismo montano estivo e 5,4 per quello invernale), pari all'11,8% del fatturato turistico complessivo (circa 72 miliardi di euro). I problemi del turismo montano possono essere sintetizzati in tre punti: la concorrenza di altre mete (montane e non); l'aumento della temperatura media combinato con la ricorrente scarsità di neve; un appannamento di "immagine" nella stagione estiva. A livello regionale, i risultati di sintesi della ricerca possono essere riassunti con una certa efficacia da un indice di turisticità montano (Itm) calcolato sulla base di cinque indicatori: ricettività alberghiera; ricettività extra-alberghiera; rapporto tra presenze alberghiere e superficie regionale montana; rapporto tra presenze e popolazione regionale; portata oraria degli impianti di risalita. 
Indice di turisticità montana delle regioni italiane 

REGIONI

ITM

Alto Adige/Südtirol

2,33

Trentino

1,59

Valle d'Aosta/Vallée d’Aoste

0,87

Lombardia

0,74

Veneto

0,43

Piemonte

0,22

Emilia-Romagna

-0,04

Abruzzo

-0,08

Friuli

-0,21

Lazio

-0,26

Toscana

-0,28

Liguria

-0,34

Marche

-0,39

Calabria

-0,51

Sicilia

-0,54

Molise

-0,55

Umbria

-0,55

Campania

-0,56

Basilicata

-0,57

Puglia

-0,63

Sardegna

-0,63

La tabella fornisce dunque una conferma scientifica del ruolo fondamentale che nel turismo montano esercitano il Trentino e soprattutto l'Alto Adige/Südtirol. Terza forza del turismo montano - pur a notevole distanza dal Trentino - è la Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, che supera di misura la Lombardia. A questa seguono a distanza il Veneto, polarizzato su poche località-chiave delle Dolomiti, e quindi il Piemonte, il cui esteso territorio montano presenta notevoli margini di sviluppo. Emilia-Romagna e Abruzzo si configurano come le realtà di gran lunga più importanti degli Appennini. Nella fascia intermedia - e non potrebbe essere altrimenti - si collocano regioni come Friuli, Toscana, Lazio e Marche, ove il turismo montano presenta margini di espansione, nonché la Liguria. Tra le regioni del Sud e delle Isole, quelle con maggiori potenzialità di sviluppo, oltre alla Calabria, sembrano la Sicilia (Etna soprattutto, e Madonìe) e la Basilicata. I punteggi più bassi - come era largamente atteso - si registrano in Sardegna e Puglia. Vediamo dunque di riassumere i punti sui quali crediamo opportuno si debba intervenire, pur a differenti livelli (normativo, gestionale, di prodotto), per garantire un futuro sostenibile dal punto di vista ambientale e socioeconomico ai territori montani interessati dal (e al) turismo: Proseguire il lavoro avviato in Italia per una classificazione nuova dei territori montani, in accordo con l'Unione europea che ha in corso un'analoga iniziativa. Questa è la premessa indispensabile per una nuova "legge sulla montagna" in Italia e per una politica europea in favore della montagna stessa nel quadro soprattutto della nuova Politica di Coesione. Definire, nelle politiche nazionali, europee e regionali, misure di sostegno per il turismo montano, immaginando anche regole differenziate rispetto alle rigidità della politica di concorrenza, che tenga conto appunto delle particolarità del comparto turistico. Centrale risulta il ruolo del sistema degli impianti a fune e dei sistemi di impianti di risalita, auspicando che per l'imprenditoria siano previste nelle regioni a statuto ordinario condizioni analoghe a quelle previste dalle autonomie speciali e un maggior coinvolgimento nel sistema di finanziamento degli operatori economici locali; Costruire un'immagine positiva, giovane e attiva, del turismo montano estivo, lavorando sui prodotti e promuovendo quindi escursionismo, attività sportive leggere (piscine all'aperto eventualmente riscaldate, bob/slittino su strutture artificiali, pattinaggio su ghiaccio al coperto), spettacoli all'aperto e animazione che favoriscano la conoscenza tra i turisti, specialmente quelli giovani. Valorizzare la qualità del paesaggio e l'immagine delle stazioni montane attraverso interventi di riqualificazione urbanistica delle località più compromesse, la manutenzione dei sentieri (segnaletica, tempi di percorrenza, quadri di orientamento, posti-tappa, ecc.), la sistematica rimozione dei rifiuti dai boschi e dai pendii attraversati dalle piste da sci. Incentivare il recupero dell'agricoltura di montagna e promuoverne l'integrazione con il turismo, per quanto riguarda sia la ricettività (agriturismo), sia la fornitura di prodotti genuini al turista e ad alberghi e ristoratori locali. Rendere d'inverno le stazioni appetibili anche a chi non scia, sia con strutture sportive diversificate di qualità (es. stadi del ghiaccio e piscine coperte), sia con la sistemazione di percorsi pedonali innevati e battuti, attrezzati con panchine, eventualmente percorribili anche con slitte a cavalli. Incrementare l'offerta di ricettività, favorendo lo sviluppo di piccole e medie aziende a conduzione familiare, sia alberghiere, sia extra-alberghiere low price (bed & breakfast, ostelli e case per ferie "multiuso" sul tipo degli "alloggi collettivi" svizzeri, appartamenti in affitto per brevi periodi, ecc.), sufficientemente duttili da adattarsi alla variegata e variabile domanda dei turisti, anche se limitata al solo week-end. Promuovere il prodotto montagna in modo coordinato e sinergico fra i soggetti interessati e competenti, istituzionali e privati, magari in una logica di marchi o di macrodestinazioni (es. Nord-Ovest, Nord-Est, Appennini settentrionali, Appennini centro-meridionali) o anche di "vendita" delle Alpi in una crescente logica transfrontaliera. Questo anche attraverso strutture informative dedicate, localizzate nei principali centri urbani nazionali e nelle capitali nord-europee vicine ai grandi bacini di domanda. Promuovere con offerte speciali e pacchetti integrati a tema (scuole di cucina, corsi di vario genere) la frequentazione della montagna nella stagione solitamente meno desiderata (ottobre e novembre), anche limitatamente ai fine settimana e come valvola di sfogo dal crescente inquinamento delle nostre città e delle fasce costiere sempre più urbanizzate. Migliorare la rete di uffici turistici locali, anche con il coordinamento dei siti web già esistenti, in grado di fornire sul posto o attraverso Internet informazioni dettagliate sui vari aspetti del territorio e della cultura locale, sulla percorribilità di strade e mulattiere, sulle condizioni meteorologiche e di distribuire pubblicazioni di qualità, carte topografiche e dei sentieri. 
Tab.1 - Una stima del fatturato diretto del turismo montano in Italia. 

Fonte: Centro Studi Touring 

Tab.2 - Dati regionali sul turismo montano: i risultati della ricerca 

 

Kmq1

%2

Pop3

%2

Pl alb4

%2

Pr.alb5

%2

Pr.ex.alb.6

Imp.7

P/h8

Val d’Aosta

3264

100,0

119.993

100,0

22.902

100,0

2.414.906

100,0

8.475.000

182

177.886

Piemonte

12.997

51,2

869.304

20,3

25.752

38,7

1.185.000

23,8

35.510.000

336

275.612

Liguria

3300

60,9

165.770

10,2

4.252

5,5

185.000

1,5

8.378.000

5

3.300

Lombardia

6610

27,7

1.070.493

11,9

26.000

17,4

2.900.000

15,5

32.500.000

298

290.022

Pr. Bolzano

7400

100,0

459.687

100,0

145.196

100,0

18.558.601

100,0

6.700.000

392

444.345

Pr. Trento

6207

100,0

469.887

100,0

94.355

100,0

10.165.974

100,0

16.981.480

267

312.674

Veneto

6341

34,5

621.250

13,8

26.762

14,7

2.770.000

10,7

16.909.000

321

263.520

Friuli

3832

48,8

133.746

11,3

7.040

19,8

623.934

16,9

4.500.000

70

58.704

Emilia

6647

30,0

241.665

6,1

16.979

6,5

960.000

3,4

16.000.000

78

69.860

Toscana

7871

34,2

473.792

13,0

13.835

8,8

700.000

3,3

11.680.000

64

44.117

Umbria

4205

49,7

282.243

33,9

3.575

14,9

360.000

14,4

2.235.000

3

1.700

Marche

3886

40,1

172.396

11,8

4.448

7,6

320.000

5,5

4.350.000

40

25.444

Lazio

4404

25,6

281.794

5,4

5.095

4,1

335.000

1,8

10.320.000

45

32.025

Abruzzo

7329