NOTIZIARIO
MARKETPRESS
NEWS
di
LUNEDI'
25 FEBBRAIO 2002
pagina 1
La nostra vetrina dei
PRODOTTI
ARTIGIANALI
e' aperta... visitatela
Entrate nell'
AREA
DELLE NOVITA'
troverete esposti molti
prodotti interessanti
L'esposizione dei
PRODOTTI
PER IL LAVORO
è aperta visitatela
(* symbolcopyright c Comunitè
europee,2001 http://www.cordis.lu ) |
GLI
EURODEPUTATI ADOTTANO MISURE VOLTE A FAVORIRE L'INTRODUZIONE DEL BREVETTO
COMUNITARIO
Bruxelles, 25 febbraio 2002 - Il 20 febbraio, la commissione giuridica del
Parlamento europeo ha affrontato i tre settori che più d'ogni altro hanno
ostacolato il cammino verso la creazione di un brevetto comunitario. Le
proposte riguardanti il ruolo degli uffici nazionali dei brevetti, il
sistema giudiziario in vigore e il regime linguistico dei brevetti sono
state tutte adottate dalla commissione nell'ambito degli emendamenti alla
proposta di regolamento relativo all'introduzione del brevetto comunitario.
Secondo la relazione adottata dalla commissione e preparata
dall'eurodeputata spagnola Ana Palacio Vallersundi, gli uffici nazionali dei
brevetti dovrebbero mantenere un ruolo significativo. In particolare, ciò
dovrebbe verificarsi nei settori della consulenza alle richieste di rilascio
di brevetti e della trasmissione di tali richieste all'Ufficio europeo dei
brevetti (Ueb). Il personale e le infrastrutture degli uffici nazionali
costituiscono un bene prezioso, tuttavia sarà necessario stabilire e
controllare i criteri di armonizzazione, al fine di garantire la qualità e
l'uniformità nell'ambito del brevetto comunitario. Il controllo della
qualità che vigila su tale procedura sarà posto sotto l'autorità della
Commissione europea, in collaborazione con l'Ueb. Per quanto riguarda
l'organizzazione giuridica, la commissione ha convenuto che il procedimento
giudiziario relativo alle istanze di primo grado debba essere decentrato,
garantendo ad un tempo la vicinanza agli utenti e la piena valorizzazione
delle risorse esistenti. Infine, per ciò che concerne l'ordinamento
linguistico, l'emendamento invita ad applicare la regolamentazione
attualmente in vigore, approvata nel 1993 per disciplinare l'adozione di un
marchio comunitario. Questa normativa stabilisce che le richieste vadano
presentate in una delle lingue ufficiali dell'Unione europea, specificandone
una seconda scelta fra inglese, francese, tedesco, spagnolo o italiano. Tale
seconda lingua deve essere adottata per qualunque procedura di opposizione
al rilascio di brevetti o riguardante la scadenza o l'invalidazione di
questi ultimi. Nell'ambito di un'azione distinta, la Commissione europea ha
presentato il 20 febbraio una proposta di direttiva che tutelerà i brevetti
per le invenzioni realizzate con l'ausilio del computer. Secondo il
commissario europeo per il Mercato interno, Frits Bolkestein, la proposta
non presuppone alcun cambiamento riguardo a ciò che può essere o meno
brevettato, bensì rappresenta un punto di rottura nei confronti
dell'approccio statunitense teso a rilasciare brevetti esclusivamente per i
software.
BILANCIO
2001 DI UNICREDIT FACTORING UTILE NETTO 3,5 MIL EURO (+ 71% RISPETTO AL
2000)
Milano, 25 febbraio 2002 - Il Consiglio di Amministrazione di UniCredit
Factoring ha approvato il Bilancio al 31 dicembre 2001 che è caratterizzato
da una forte crescita dell'attività commerciale e della redditività, in un
contesto di attenzione alla qualità dell'attivo. Nell'esercizio 2001 e'
stato realizzato un turnover pari a 3.750 milioni di euro (+ 43% sull'anno
precedente e migliore performance percentuale rispetto ai principali
concorrenti), con netto miglioramento della quote di mercato fra le società
di emanazione bancaria (da 3,8% a 5%). Grazie alla crescita del margine
d'intermediazione (+21%) e delle commissioni nette (+32%) e con costi
operativi sotto controllo (+7%), il margine di gestione ha evidenziato una
crescita del 48%, attestandosi a 7,4 mil. di euro. L'utile netto, pari a 3,5
mil di euro, continua la sua crescita esponenziale (+71%) rispetto al
trascorso esercizio, nonostante il maggior carico fiscale (+66% ). Il Roe
pari all'11,2% e il Roca al 13% confermano ulteriormente il positivo trend
della società. UniCredit Factoring ha inoltre sviluppato una forte
capacita' di governo e di presidio dei rischi di credito accompagnando
qualitativamente la crescita commerciale e l'incremento dei volumi gestiti:
l'incidenza delle sofferenze lorde/nette sull'attivo a rischio risulta pari
rispettivamente allo 0,6% e allo 0,2%, con generazione di nuove sofferenze
nell'anno pari allo 0,29% del rischio globale. UniCredit Factoring,
avvalendosi di un nuovo modello di servizio e nuovi prodotti per le imprese,
è già impegnata a realizzare il piano industriale che prevede crescite
analoghe al passato sia in termini commerciali che reddituali.
UNICREDITO:
RENDICONTO 2001 DEL FONDO IMMOBILIARE UNO
Milano, 25 febbraio 2002 - Il Consiglio di Amministrazione della società
UniCredit Fondi Sgrpa ha approvato oggi il Rendiconto Annuale del Fondo
Unicredito Immobiliare Uno. Alla data del 28 dicembre 2001 il portafoglio
del Fondo è composto dai seguenti assets immobiliari: Complesso
polifunzionale Via Boncompagni, 71h (Roma); Complesso direzionale Via PO 28,
32 - Via Tevere 1a (Roma), Complesso produttivo alta tecnologia a Stezzano (Bg);
Residenze per anziani a Milano, Rezzato (Bs) e Volpiano (To). Il valore
patrimoniale degli immobili, secondo la perizia dell'esperto indipendente al
30 giugno 2001 assomma a € 233.680.000 a fronte di un costo di acquisto
maggiorato degli oneri connessi all'acquisizione di € 220.934.702. Il
patrimonio complessivo netto del Fondo è di € 423.059.451: pertanto la
percentuale investita in immobili è pari al 55,23% del patrimonio. Il
valore unitario contabile della quota al 28 dicembre 2001 è di €
2.644,122. Viene resa nota la variazione rispetto al dicembre 2000 del
valore contabile della quota da € 2.557,602 a € 2.644,122 . Inoltre il
Fondo UniCredito Immobiliare Uno ha costituito in data 20/12/01 una società
immobiliare denominata Stremmata S.p.A. con un capitale sociale pari a €
21.432.962 interamente versato. La Stremmata S.p.A. ha acquistato in data
27/12/01 da Il Sole 24 Ore un contratto di leasing costruendo,
precedentemente ceduto da Banca Intesa BCI a Locat, al fine della
costruzione di un complesso immobiliare in Via Monterosa a Milano. Tale
importo non è ricompreso all'interno dell'ammontare del patrimonio
immobiliare sopra riportato in quanto figura nel rendiconto tra le
partecipazioni di controllo. Il Cda di Unicredit Fondi ha deliberato di
distribuire ai partecipanti per l'esercizio 2001, nel corso del mese di
marzo 2002, un provento pari a 62 € per quota a fronte dello stacco della
cedola n°2. Roma, 22 febbraio 2002
COMITATO
EURO: SUL SITO LA DELIBERA SULLA PROROGA DEL CAMBIO DELLE LIRE
Roma, 25 febraio 2002 - Il Ministero dell'Economia e delle Finanze comunica
che è disponibile sul sito www.tesoro.it la Delibera del Comitato Euro
sulla proroga al 30 giugno 2002 del cambio gratuito delle lire presso gli
sportelli bancari e postali. Nel documento il Comitato accoglie con favore
la disponibilità evidenziata in tal senso dal sistema bancario e dalle
Poste Italiane S.p.A. L'apprezzamento è motivato dal fatto che tale
disponibilità eviterà disagi ai cittadini che altrimenti dopo il 28
febbraio, ove in possesso di lire, si sarebbero dovuti recare esclusivamente
presso le filiali provinciali della Banca d'Italia, dove la conversione può
essere fatta per altri 10 anni. Nella delibera il Comitato sottolinea altresì
che la proroga da un lato non incide sulla tempistica stabilita per la
conclusione del passaggio definitivo all'euro, dall'altro si allinea sia
all'orientamento già espresso dal Comitato stesso nel gennaio 2001 sia a
quanto già deciso in altri Paesi di eurolandia.
EMISSIONE
DI TITOLI DI STATO
Roma, 25 febbraio 2002 - L'ammontare delle tranches dei Cct e dei Btp che
verranno offerti da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze nelle
relative aste: - Certificati di Credito del Tesoro"settennali "1?
.1.2002/1°.7.2009 sesta tranche:3.500 milioni di euro Buoni del Tesoro
Poliennali "triennali" 1°.3.2002/1°.3.2005 prima tranche: 3.500
milioni di euro "decennali" 1? .8.2001/1? .2.2012 nona tranche:
2.500 milioni di euro.
BANCA
PROFILO: AUMENTO DI CAPITALE A PAGAMENTO A SERVIZIO DI UN PIANO DI STOCK
OPTION RISERVATO A DIPENDENTI FRA LE PROPOSTE APPROVATE DAL CDA CHE SARANNO
SOTTOPOSTE ALL'ASSEMBLEA DEI SOCI
Milano, 25 febbraio 2002 - Nell'ambito della politica aziendale avviata da
Banca Profilo negli ultimi anni, che privilegia e favorisce la
partecipazione diretta del management e del personale al progetto ed ai
risultati economici della società, è stata approvata dal Consiglio di
Amministrazione di Banca Profilo, riunitosi oggi, una proposta di aumento a
pagamento del capitale sociale per massimi Euro 5.200.000. L'aumento prevede
l'emissione, anche in più tranches, di massime n. 10.000.000 nuove azioni
ordinarie del valore nominale di euro 0,52 ciascuna, senza sovrapprezzo e
con esclusione del diritto di opzione dei soci ai sensi dell'art. 2441,
comma 8, cod. civ., e dell'art.134, 2° e 3° comma del D.lgs. 58/99, da
riservare in sottoscrizione a dipendenti della banca e delle società
controllate, alle condizioni previste dal relativo piano di stock option. Il
CdA, ha inoltre convocato la prossima Assemblea ordinaria e straordinaria
stabilendone l'ordine del giorno e ha conferito delega al Presidente del
Consiglio di Amministrazione per l'esperimento delle formalità di
convocazione con riguardo alla fissazione della data, del luogo e dell'ora
di svolgimento dell'Assemblea in I° e II° convocazione. Tra le materie
sottoposte all'Assemblea, oltre all'aumento di capitale, figura
l'approvazione del bilancio d'esercizio chiuso al 31/12/2001.
CASSA
SAN GIACOMO APPROVATO IL PROGETTO DI BILANCIO 2001 UN ANNO DI SIGNIFICATIVA
CRESCITA: UTILE NETTO A € 1.076.000, DIVIDENDO DI € 0,25
Milano, 25 febbraio 2002 - Il Consiglio di Amministrazione della Cassa San
Giacomo nella seduta del 21 febbraio ha approvato il progetto di bilancio
della Banca per l'esercizio 2001. L'andamento economico del trascorso
esercizio risulta per la Cassa calatina tra quelli di significativa
crescita: con l'utile netto a € 1.076.000 contro ai € 66.000 del 2000 e
la distribuzione ai soci di un dividendo di 0,25 €. Analizzando i
principali aggregati di Bilancio si profila il positivo andamento dei dati
patrimoniali: la raccolta diretta pari a 184,8 milioni di euro è aumentata
del 15,8% (159,6 milioni di euro al 31/12/2000). Con la raccolta indiretta
stabile la raccolta globale cresce ancora del 10,5% fissandosi a 254,1
milioni di euro (230,0 milioni di euro al 31/12/2000). Positiva anche la
crescita degli impieghi, che passano da 95,8 milioni di euro del 2000 ai
115,1 milioni di euro del 31/12/2001, registrando una crescita del 20,1%.
L'indice di rischiosità scende dall'11,4% del 2000 al 9,5% del 31/12/2001.
Il conto economico registra una crescita del 6,2% del margine di interesse
che si fissa a 7,8 milioni di euro, il margine di intermediazione passa da
10,8 a 11,9 milioni di euro (+10,8%); i costi operativi fanno registrare un
saldo di 10,0 milioni di euro (+8,2%), gli accantonamenti e le rettifiche di
valore un saldo di 94,3 mila euro (-80,8%) che, con un apporto di componenti
straordinarie per 289 mila euro, fissano l'utile lordo, prima delle imposte
(299 mila euro), a 1.375 mila euro. Con una crescita rispetto al precedente
esercizio di 1.010 mila euro, l'utile netto (66 mila euro 31/12/2000)
registra un saldo di 1.076 mila euro. L'Assemblea della Banca, convocata per
il prossimo 6 aprile, sarà chiamata a deliberare sull'approvazione del
bilancio e la proposta di destinazione dell'utile che prevede un dividendo
di 0,25 €, nonchè sul rinnovo delle cariche sociali.
BANCA
POPOLARE SANTA VENERA APPROVATO IL PROGETTO DI BILANCIO 2001 IN CRESCITA LA
RACCOLTA (+ 8%) E GLI IMPIEGHI (+11,3%) IL DIVIDENDO AI SOCI SALE A 2,80 €
(+ 8,4%)
Acireale, 25 febbraio 2002. Il Consiglio di Amministrazione della Banca
Popolare Santa Venera, nella seduta odierna, ha approvato il progetto di
bilancio della Banca per l'esercizio chiusosi il 31/12/2001. L'impegno
dell'azienda per il trascorso esercizio può essere sintetizzato nella
ulteriore crescita del risultato netto di gestione (+3,9%) e del dividendo
(+8,4%). In merito ai principali aggregati di Bilancio si manifesta una
crescita generalizzata dei dati patrimoniali: la raccolta diretta pari a
802,5 milioni di euro evidenzia un aumento su base annua di 47,5 milioni di
euro con un incremento del 6,3% sul dicembre 2000. La raccolta indiretta è
aumentata, raggiungendo un ammontare di 549,4 milioni di euro rispetto ai
496,5 milioni dello precedente esercizio con una crescita del 10,6%, e
fissando la raccolta globale a 1.351,9 milioni di euro (1.251,5 milioni nel
2000) con un incremento dell 8,0%. Positivo anche l'andamento degli
impieghi, pari a 528 milioni di euro, a fronte dei 474,3 del 2000, che
registra una crescita del 11,3%. Il tasso di rischiosità espresso dal
rapporto tra sofferenze nette e impieghi passa, con una significativa
riduzione, all' 8,5% rispetto al 9,1% del precedente esercizio. Nonostante
la discesa dei tassi d'interesse, accentuatasi nella seconda metà
dell'anno, il margine d'interesse si è mantenuto pressoché stabile (-0,2%
da 32,3 a 32,2 milioni di euro). Il margine di intermediazione registra un
saldo in lieve flessione (-1,0% da 51,8 a 51,3 milioni di euro), dovuto in
gran parte alla diminuzione dei ricavi da commissioni raccolta ordini,
conseguenza della nota evoluzione negativa dei mercati. Con costi di
gestione per 42,2 milioni di euro (+6,9% rispetto al 31/12/2000),
accantonamenti e rettifiche di valore per 558 mila euro (-84,33% rispetto al
31/12/2000), a riprova della migliorata qualità del rischio di credito, e
componenti straordinarie per 443 mila euro (- 68,7% rispetto al 31/12/2000),
l'utile lordo si attesta a 6,5 milioni di euro (-20,3 rispetto al
31/12/2000). Detratte le imposte sui redditi e gli accantonamenti si produce
un utile netto di 2,7 milioni euro, con un incremento rispetto a quello
realizzato nell'esercizio precedente del 4,0%. L'Assemblea della Banca,
convocata per il prossimo 5 aprile, sarà chiamata a deliberare
sull'approvazione del bilancio e sulla proposta di destinazione dell'utile,
che prevede un dividendo di € 2,80 per azione.
INFRASTRUTTURE
PER LE IMPRESE VIRTUALI
Vilamoura, 25 febbraio 2002 - Dal 1° al 3 maggio 2002 si terrà a Vilamoura
(Portogallo) una conferenza sulle infrastrutture per le imprese virtuali
denominata "Pro-Ve'02", finanziata in parte dal progetto "Thinkcreative"
nell'ambito del programma IST del quinto programma quadro. La conferenza
offrirà ai delegati l'opportunità di discutere gli ultimi sviluppi in
termini di organizzazioni virtuali dinamiche, nuovi ecosistemi in campo
economico, modelli di riferimento, creazione di modelli e raggruppamenti (cluster).
Si occuperà inoltre di integrazione e condivisione delle informazioni,
comunità virtuali, mobilità ed imprese virtuali, PMI ed ingegneria di
imprese virtuali, infrastrutture a basso costo per imprese virtuali. Il
progetto "Thinkcreative" intende fornire consulenza a livello
europeo nel settore delle organizzazioni intelligenti ed emergenti per
l'economia fondata sulla conoscenza e sulle competenze. L'obiettivo generale
è quello di individuare e caratterizzare le forme organizzative emergenti,
le infrastrutture necessarie, i modelli e gli strumenti applicativi, nonché
le future esigenze socio-organizzative. Infolink: http://www.uninova.pt/~prove
NIELSEN//NETRATINGS
E COMMSTRATEGY ANNUNCIANO LA PRIMA USCITA DI DIGITAL FINANCE, LO STUDIO
CONGIUNTO SUL MONDO DELLA FINANZA ONLINE
Milano, 25 febbraio 2002 - Nielsen//NetRatings, societa' leader nella
misurazione del traffico Internet mondiale e CommStrategy, societa' di
consulenza strategica nel settore dei nuovi media, hanno siglato un accordo
per offrire le loro competenze congiunte al settore finanziario per il quale
Internet rappresenta un medium indispensabile per lo sviluppo di strategie
multicanale. Digital Finance nasce dall'interazione di due metodologie di
ricerca complementari: il panel di rilevazione Nielsen//NetRatings relativo
al traffico Internet (che monitora gli accessi al Web sia da casa sia da
ufficio) e l'analisi di scenario di CommStrategy (che consente una mappatura
costante della domanda e dell'offerta nei servizi finanziari). Secondo i
dati rilasciati, cresce l'utilizzo qualificato dei servizi finanziari online
mentre molti istituti bancari non riescono a soddisfare la sempre maggiore
domanda di multicanalita' della clientela. Aumenta il numero degli italiani
che utilizzano i servizi finanziari su Internet, anche se con differenze
fondamentali tra e-banking e trading online. Gli italiani che in gennaio
hanno avuto accesso alle pagine protette (https) dei servizi informativi e
dispositivi di e-banking costituiscono all'incirca il 12% degli utenti
internet generando oltre 52 milioni di pagine. L'analisi congiunta dei panel
(casa/ufficio) evidenzia un utilizzo dei servizi finanziari online
prevalentemente concentrato nelle ore in cui gli sportelli sono chiusi.
Diverso invece il trend relativo al trading online: il numero di nuovi
utenti cresce lentamente mentre piu' sensibile e' l'incremento dell'utilizzo
del servizio da parte degli utenti unici. Il dato medio nasconde tuttavia
una crescente polarizzazione: da un lato pochi heavy trader che si rivolgono
a servizi specializzati in Italia e all'estero, dall'altro la grande massa
degli investitori individuali che effettuano poche operazioni di
compravendita titoli sul TOL della propria banca. Si delinea inoltre una
chiara tendenza alla multibancarizzazione, fenomeno sempre piu' visibile
anche online, dove si registra infatti un certo grado di sovrapposizione di
traffico effettuato dai fruitori di servizi di e-banking e chi fa trading o
gestisce conti di deposito online. In generale, internet ha trasformato gli
atteggiamenti e i comportamenti dei risparmiatori italiani che dimostrano,
anche tra chi non utilizza servizi finanziari online, una crescente
propensione a servirsi di internet tanto come fonte di informazione sui temi
del risparmio e della finanza quanto come strumento per orientarsi nella
scelta dei prodotti e degli istituti con cui entrare in relazione. Da
ottobre 2001 a gennaio 2002 gli accessi ai siti di informazione finanziaria
sono aumentati del 15%. Oggi sono visitati infatti da piu' di 1 milione e
300 mila persone, il 10% dei navigatori italiani. Per quanto riguarda il
settore dell'informazione finanziaria Il Sole 24 Ore rimane leader in
termini di visitatori unici (oltre 910 mila a gennaio), anche se i siti
editoriali sono comunque esposti ad un fenomeno di sostituzione tra fonti.
E' infatti cresciuta la fruizione di contenuti che banche e sim offrono
direttamente sul proprio sito. ''Siamo in grado di fornire una visione
strategica dell'impatto che l'online ha nelle dinamiche di banking e trading
e delle potenzialita' di sviluppo che questo canale puo' mettere a
disposizione per l'evoluzione dei servizi finanziari'' commenta Salvatore
Ippolito, Direttore Generale di Nielsen//NetRatings per il Sud Europa.
''L'integrazione tra i dati relativi al comportamento online e quelli
relativi all'evoluzione del mercato dei servizi finanziari rappresenta uno
strumento importante per definire le strategie multicanale e valutare la
sostenibilita' delle iniziative online delle istituzioni finanziarie
italiane'' commenta Paolo Barbesino, Partner di CommStrategy.
WINTERTHUR
SPERIMENTA LA "SCATOLA NERA" SUI VEICOLI IN FUTURO POSSIBILI
RIDUZIONI DELLE TARIFFE RC AUTO
Milano, 25 febbraio 2002 - Winterthur Assicurazioni è la prima compagnia di
assicurazioni in Italia a sperimentare sugli autoveicoli la "scatola
nera", un dispositivo analogo a quello installato sugli aerei che
permette di registrare direzione, velocità, accelerazione, frenata, uso
delle luci etc. La "scatola nera", prodotta dalla società Kinzle,
ha più o meno le dimensioni di un pacchetto di sigarette e viene installata
all'interno del veicoli. Perfettamente sigillata, è dotata di sensori che
acquisiscono impulsi, li memorizzano e possono poi essere scaricati e letti
con un apposito software. In caso di incidente la registrazione dei dati è
più accurata dando quindi la possibilità di ricostruirne con certezza la
dinamica. In Italia Winterthur ha installato per ora la "scatola
nera" su circa 300 veicoli appartenenti a flotte aziendali e intende
monitorare la frequenza sinistri di tali mezzi nel corso dei prossimi mesi
per verificare se e in che misura sia possibile applicare tariffe
differenziate agli assicurati che in futuro volessero installare il
dispositivo sulla loro vettura. Recenti analoghe sperimentazioni realizzate
con le autovetture della polizia municipale di Berlino e Rotterdam, condotte
con la collaborazione del dipartimento di Accident Reasearch del Gruppo
Winterthur, hanno permesso di verificare che le autovetture equipaggiate con
la "scatola nera" sono coinvolte in minor misura negli incidenti
stradali (a Berlino è stata osservata una riduzione della frequenza
sinistri di circa il 20% in un anno). Ciò soprattutto per l'"effetto
deterrente" determinato dalla presenza a bordo della "scatola
nera" che induce i guidatori ad essere più prudenti. Una minore
frequenza degli incidenti si traduce in un risparmio nei costi di
liquidazione dei sinistri e questo, potenzialmente, potrebbe dar luogo ad
una riduzione delle tariffe di responsabilità civile. Collegata a sistemi
elettronici di rilevamento dei dati (per esempio le ore di circolazione
dell'auto in un mese) la "scatola nera" potrebbe permettere in
futuro (e Winterthur sta lavorando anche in questa direzione) di arrivare a
creare tariffe a tempo, quindi basate sull'uso effettivo dell'autoveicolo.
La scatola nera ha un costo attuale di 250 € ai quali vanno aggiunti 150
€ per l'installazione e la manutenzione. La fase sperimentale del progetto
di Winterthur Assicurazioni durerà per tutto il 2002 e parte del 2003. Se
si concluderà positivamente, è ipotizzabile che si possa giungere alla
commercializzazione su larga scala della "scatola nera" nel
2004.
ISVAP:
NUOVE DISPOSIZIONI SULLE POLIZZE VITA UNIT LINKED
Milano, 25 febbraio 2002 - L'Isvap ha emanato, in data 21 febbraio u.s., la
circolare 474/D con la quale detta nuove disposizioni sulle polizze vita
unit linked, forme di risparmio con prestazioni collegate a quote di fondi
interni assicurativi o a quote di Oicr esterni. Unitamente alle disposizioni
di cui alla circolare 451/D del 24 luglio 2001 relativa alle polizze vita
index linked, risulta così completata la revisione della normativa
secondaria sulle polizze assicurative con rischio a carico dell'assicurato.
Le disposizioni impartite rendono più ampia, chiara e trasparente
l'informativa precontrattuale e le stesse condizioni di polizza. L'adozione
di schemi tipo, con riferimento sia ai regolamenti dei fondi interni cui è
collegata la prestazione, sia alle note informative ed ai rendiconti annuali
di detti fondi, consentirà un'effettiva comparabilità dei prodotti offerti
sul mercato, stimolando la competizione tra soggetti sul versante
dell'abbattimento dei costi e sul rapporto di rischio/rendimento dei
prodotti, favorendo lo sviluppo dell'efficienza nel settore, senza tuttavia
pregiudicarne la stabilità. La previsione di un più approfondito giudizio
delle società di revisione e le analitiche regole sugli investimenti e
sulle connesse modalità di gestione incideranno poi sulla qualità del
servizio offerto e, probabilmente, sulle prestazioni finali di polizza. La
circolare prevede principalmente quanto segue: la distinzione delle polizze
in due categorie, previdenziali e non previdenziali, in funzione delle
diverse esigenze cui sono indirizzate; il regolamento del fondo interno, che
costituisce parte integrante della polizza assicurativa, deve contenere
almeno: la previsione degli obiettivi di investimento, le caratteristiche ed
i criteri di scelta degli strumenti finanziari, con una chiara indicazione
dei profili di rischio a carico del contraente, tutte le spese e le
commissioni imputate al fondo, comprese quelle applicate dalla Società di
gestione del risparmio, qualora nel fondo assicurativo siano inserite quote
di Oicr esterni; la nota informativa, con una specifica sezione di
avvertenze per il contraente sugli aspetti di rilievo del contratto, mira a
dare una immediata percezione delle prestazioni fornite e degli effettivi
profili di rischio sulla base della volatilità attesa (misura delle
possibili oscillazioni di valore del capitale investito). Inoltre, il
contraente deve essere informato in merito alla presenza o meno di garanzie
rilasciate dalla compagnia ed all'eventualità che l'ammontare delle
prestazioni sia inferiore ai premi versati. Dovranno altresì essere
analiticamente esplicitati i costi del contratto, le spese, dirette ed
indirette, gravanti sul fondo interno ed i proventi eventualmente
riconosciuti dal gestore del fondo esterno ed attribuiti al fondo interno;
regole sulla gestione degli investimenti, sia di tipo qualitativo che
quantitativo, con l'introduzione di un livello minimo di rischio di credito
su tutte le tipologie di attività e la previsione di adeguate procedure di
controllo interno nel caso in cui la gestione sia affidata a soggetti terzi.
La circolare entrerà in vigore il trentesimo giorno successivo alla sua
emanazione. Il testo della circolare è disponibile sul sito www.isvap.it
TCI
E COMITATO ITALIANO 2002 AIM PRESENTANO IL PRIMO RAPPORTO REGIONALE SUL
TURISMO DELLA MONTAGNA IN ITALIA ALTO ADIGE, TRENTINO E VALLE D'AOSTA SUL
PODIO
Milano, 25 febbraio 2002. Turismo montano questo sconosciuto: nonostante con
8,5 mld euro contribuisca per quasi il 12% al fatturato turistico
complessivo del nostro Paese, il turismo montano non era mai stato
sottoposto a un'analisi rigorosa che andasse al di là delle statistiche
ufficiali sulle presenze alberghiere, né si era mai studiato in modo
rigoroso il movimento turistico nella montagna alpina e appenninica
delimitandone precisamente l'ambito geografico. Questa lacuna è stata
colmata, in occasione dell'Anno internazionale delle Montagne proclamato da
Fao e Onu, grazie al "Rapporto sul turismo montano" elaborato dal
Tci per conto del Comitato Italiano per il 2002 Anno Internazionale delle
Montagne.
"TURISMO
E MONTAGNA: UN'ANALISI REGIONALE" SINTESI DEL RAPPORTO A CURA DI
TOURING CLUB ITALIANO E COMITATO ITALIANO 2002 ANNO INTERNAZIONALE DELLE
MONTAGNE
Milano, 25 febbraio 2002 - Nel 1999 sono state registrate ufficialmente in
Italia 308 milioni di presenze turistiche, delle quali 218 milioni in
esercizi alberghieri e il resto in quelli complementari (campeggi, villaggi,
ostelli, ecc.). Le località marine hanno attirato 106 milioni di presenze
(pari al 34%), confermando una leadership consolidata mentre quelle montane,
con 38,3 milioni di presenze, hanno inciso per il 12,4%. In realtà questi
dati sottovalutano fortemente l'effettivo movimento registrato in Piemonte,
in Liguria e nelle regioni dell'Italia centro-meridionale, sia per la
mancanza di una definizione univoca di "località montana" sia
perché gran parte delle presenze si registrano in strutture informali che
sfuggono a ogni rilevamento (seconde case, affitti non registrati). Nelle
statistiche ufficiali Istat alcune stazioni montane sono classificate tra i
centri termali e moltissime altre, non godendo del riconoscimento di
"località di interesse turistico", sono relegate nel mare magnum
delle "altre località". Dunque la ricerca ha inteso in primo
luogo delimitare la montagna alpina e appenninica e quindi studiarne il
relativo movimento turistico. In base alla delimitazione adottata, le Alpi
hanno una superficie di 46.900 kmq e una popolazione di 3.770.000 abitanti,
gli Appennini - comprese le Isole - rispettivamente di 77.200 kmq e di
4.650.000 abitanti. Si è quindi valutato il movimento turistico delle
località propriamente "montane" e quello delle località lacuali,
termali e delle città d'arte "in quota" (Malcesine, Merano, ecc.)
Il terzo passo è stato infine quello, molto problematico, di recuperare i
dati disaggregati a livello comunale o quanto meno per gruppi di comuni
fisicamente omogenei: i dati ufficiali su ricettività e presenze negli
appartamenti sono infatti solo la punta di un iceberg. Per fornire
un'immagine più realistica del turismo montano italiano, è stata quindi
effettuata un'indagine capillare su ricettività e presenze alberghiere ed
extra-alberghiere ufficiali per singoli comuni e APT o enti assimilati,
provvedendo anche a stimare ricettività e presenze generate dal comparto
ricettivo sommerso, legato alle seconde case e agli appartamenti in affitto.
Si è così potuto rilevare che: nella montagna alpina, a fronte di 350.000
letti alberghieri, se ne contano 3.000.000 negli esercizi extra-alberghieri,
in gran parte costituiti da seconde case e appartamenti in affitto; in
quella appenninica - Isole comprese - rispettivamente 80.000 e 2.300.000. Le
reali presenze extra-alberghiere nelle Alpi risultano essere oltre 120
milioni, a fronte di circa 38 milioni di presenze alberghiere. Negli
Appennini - comprese le Isole - sono invece circa 85 milioni, contro meno di
6 milioni di presenze alberghiere. Dunque, l'enorme sproporzione esistente
fra Alpi e Appennini in fatto di ricettività e presenze alberghiere si
attenua alquanto nel comparto extra-alberghiero, per la massiccia presenza
di seconde case in regioni come l'Emilia-Romagna, l'Abruzzo, la Toscana e il
Lazio. Nel complesso delle strutture ricettive - formali e informali - le
località montane registrano comunque oltre 250 milioni di presenze, a
testimonianza del fatto che la montagna costituisce in realtà un elemento
di attrazione turistica forte, certo inferiore al mare ma largamente
superiore alle città d'arte, che dispongono di una ricettività
extra-alberghiera limitata. In quasi tutte le regioni la maggior parte delle
presenze si registra nel semestre estivo, mentre nelle grandi stazioni
prevale quasi sempre quello invernale ed è in genere più consistente
l'incidenza dei turisti stranieri. Da questa regola si discostano la Valle
d'Aosta/Vallée d'Aoste e le sub-regioni montane della Valtellina e del
Bellunese, in cui per la ridotta superficie territoriale aumenta il peso
delle grandi stazioni, tutte a forte componente invernale. Dai dati sui
flussi reali il fatturato diretto attuale del turismo montano è stimabile
in circa 8,5 miliardi di euro (3,1 per il turismo montano estivo e 5,4 per
quello invernale), pari all'11,8% del fatturato turistico complessivo (circa
72 miliardi di euro). I problemi del turismo montano possono essere
sintetizzati in tre punti: la concorrenza di altre mete (montane e non);
l'aumento della temperatura media combinato con la ricorrente scarsità di
neve; un appannamento di "immagine" nella stagione estiva. A
livello regionale, i risultati di sintesi della ricerca possono essere
riassunti con una certa efficacia da un indice di turisticità montano (Itm)
calcolato sulla base di cinque indicatori: ricettività alberghiera;
ricettività extra-alberghiera; rapporto tra presenze alberghiere e
superficie regionale montana; rapporto tra presenze e popolazione regionale;
portata oraria degli impianti di risalita.
Indice di turisticità montana delle regioni italiane
|
REGIONI
|
ITM
|
|
Alto Adige/Südtirol
|
2,33
|
|
Trentino
|
1,59
|
|
Valle d'Aosta/Vallée d’Aoste
|
0,87
|
|
Lombardia
|
0,74
|
|
Veneto
|
0,43
|
|
Piemonte
|
0,22
|
|
Emilia-Romagna
|
-0,04
|
|
Abruzzo
|
-0,08
|
|
Friuli
|
-0,21
|
|
Lazio
|
-0,26
|
|
Toscana
|
-0,28
|
|
Liguria
|
-0,34
|
|
Marche
|
-0,39
|
|
Calabria
|
-0,51
|
|
Sicilia
|
-0,54
|
|
Molise
|
-0,55
|
|
Umbria
|
-0,55
|
|
Campania
|
-0,56
|
|
Basilicata
|
-0,57
|
|
Puglia
|
-0,63
|
|
Sardegna
|
-0,63
|
La
tabella fornisce dunque una conferma scientifica del ruolo fondamentale che
nel turismo montano esercitano il Trentino e soprattutto l'Alto Adige/Südtirol.
Terza forza del turismo montano - pur a notevole distanza dal Trentino - è
la Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, che supera di misura la Lombardia. A
questa seguono a distanza il Veneto, polarizzato su poche località-chiave
delle Dolomiti, e quindi il Piemonte, il cui esteso territorio montano
presenta notevoli margini di sviluppo. Emilia-Romagna e Abruzzo si
configurano come le realtà di gran lunga più importanti degli Appennini.
Nella fascia intermedia - e non potrebbe essere altrimenti - si collocano
regioni come Friuli, Toscana, Lazio e Marche, ove il turismo montano
presenta margini di espansione, nonché la Liguria. Tra le regioni del Sud e
delle Isole, quelle con maggiori potenzialità di sviluppo, oltre alla
Calabria, sembrano la Sicilia (Etna soprattutto, e Madonìe) e la
Basilicata. I punteggi più bassi - come era largamente atteso - si
registrano in Sardegna e Puglia. Vediamo dunque di riassumere i punti sui
quali crediamo opportuno si debba intervenire, pur a differenti livelli
(normativo, gestionale, di prodotto), per garantire un futuro sostenibile
dal punto di vista ambientale e socioeconomico ai territori montani
interessati dal (e al) turismo: Proseguire il lavoro avviato in Italia per
una classificazione nuova dei territori montani, in accordo con l'Unione
europea che ha in corso un'analoga iniziativa. Questa è la premessa
indispensabile per una nuova "legge sulla montagna" in Italia e
per una politica europea in favore della montagna stessa nel quadro
soprattutto della nuova Politica di Coesione. Definire, nelle politiche
nazionali, europee e regionali, misure di sostegno per il turismo montano,
immaginando anche regole differenziate rispetto alle rigidità della
politica di concorrenza, che tenga conto appunto delle particolarità del
comparto turistico. Centrale risulta il ruolo del sistema degli impianti a
fune e dei sistemi di impianti di risalita, auspicando che per
l'imprenditoria siano previste nelle regioni a statuto ordinario condizioni
analoghe a quelle previste dalle autonomie speciali e un maggior
coinvolgimento nel sistema di finanziamento degli operatori economici
locali; Costruire un'immagine positiva, giovane e attiva, del turismo
montano estivo, lavorando sui prodotti e promuovendo quindi escursionismo,
attività sportive leggere (piscine all'aperto eventualmente riscaldate,
bob/slittino su strutture artificiali, pattinaggio su ghiaccio al coperto),
spettacoli all'aperto e animazione che favoriscano la conoscenza tra i
turisti, specialmente quelli giovani. Valorizzare la qualità del paesaggio
e l'immagine delle stazioni montane attraverso interventi di
riqualificazione urbanistica delle località più compromesse, la
manutenzione dei sentieri (segnaletica, tempi di percorrenza, quadri di
orientamento, posti-tappa, ecc.), la sistematica rimozione dei rifiuti dai
boschi e dai pendii attraversati dalle piste da sci. Incentivare il recupero
dell'agricoltura di montagna e promuoverne l'integrazione con il turismo,
per quanto riguarda sia la ricettività (agriturismo), sia la fornitura di
prodotti genuini al turista e ad alberghi e ristoratori locali. Rendere
d'inverno le stazioni appetibili anche a chi non scia, sia con strutture
sportive diversificate di qualità (es. stadi del ghiaccio e piscine
coperte), sia con la sistemazione di percorsi pedonali innevati e battuti,
attrezzati con panchine, eventualmente percorribili anche con slitte a
cavalli. Incrementare l'offerta di ricettività, favorendo lo sviluppo di
piccole e medie aziende a conduzione familiare, sia alberghiere, sia
extra-alberghiere low price (bed & breakfast, ostelli e case per ferie
"multiuso" sul tipo degli "alloggi collettivi" svizzeri,
appartamenti in affitto per brevi periodi, ecc.), sufficientemente duttili
da adattarsi alla variegata e variabile domanda dei turisti, anche se
limitata al solo week-end. Promuovere il prodotto montagna in modo
coordinato e sinergico fra i soggetti interessati e competenti,
istituzionali e privati, magari in una logica di marchi o di
macrodestinazioni (es. Nord-Ovest, Nord-Est, Appennini settentrionali,
Appennini centro-meridionali) o anche di "vendita" delle Alpi in
una crescente logica transfrontaliera. Questo anche attraverso strutture
informative dedicate, localizzate nei principali centri urbani nazionali e
nelle capitali nord-europee vicine ai grandi bacini di domanda. Promuovere
con offerte speciali e pacchetti integrati a tema (scuole di cucina, corsi
di vario genere) la frequentazione della montagna nella stagione solitamente
meno desiderata (ottobre e novembre), anche limitatamente ai fine settimana
e come valvola di sfogo dal crescente inquinamento delle nostre città e
delle fasce costiere sempre più urbanizzate. Migliorare la rete di uffici
turistici locali, anche con il coordinamento dei siti web già esistenti, in
grado di fornire sul posto o attraverso Internet informazioni dettagliate
sui vari aspetti del territorio e della cultura locale, sulla percorribilità
di strade e mulattiere, sulle condizioni meteorologiche e di distribuire
pubblicazioni di qualità, carte topografiche e dei sentieri.
Tab.1 - Una stima del fatturato diretto del turismo montano in Italia.
|
|
Fonte:
Centro Studi Touring
Tab.2
- Dati regionali sul turismo montano: i risultati della ricerca
|
|
Kmq1
|
%2
|
Pop3
|
%2
|
Pl
alb4
|
%2
|
Pr.alb5
|
%2
|
Pr.ex.alb.6
|
Imp.7
|
P/h8
|
|
Val
d’Aosta
|
3264
|
100,0
|
119.993
|
100,0
|
22.902
|
100,0
|
2.414.906
|
100,0
|
8.475.000
|
182
|
177.886
|
|
Piemonte
|
12.997
|
51,2
|
869.304
|
20,3
|
25.752
|
38,7
|
1.185.000
|
23,8
|
35.510.000
|
336
|
275.612
|
|
Liguria
|
3300
|
60,9
|
165.770
|
10,2
|
4.252
|
5,5
|
185.000
|
1,5
|
8.378.000
|
5
|
3.300
|
|
Lombardia
|
6610
|
27,7
|
1.070.493
|
11,9
|
26.000
|
17,4
|
2.900.000
|
15,5
|
32.500.000
|
298
|
290.022
|
|
Pr.
Bolzano
|
7400
|
100,0
|
459.687
|
100,0
|
145.196
|
100,0
|
18.558.601
|
100,0
|
6.700.000
|
392
|
444.345
|
|
Pr.
Trento
|
6207
|
100,0
|
469.887
|
100,0
|
94.355
|
100,0
|
10.165.974
|
100,0
|
16.981.480
|
267
|
312.674
|
|
Veneto
|
6341
|
34,5
|
621.250
|
13,8
|
26.762
|
14,7
|
2.770.000
|
10,7
|
16.909.000
|
321
|
263.520
|
|
Friuli
|
3832
|
48,8
|
133.746
|
11,3
|
7.040
|
19,8
|
623.934
|
16,9
|
4.500.000
|
70
|
58.704
|
|
Emilia
|
6647
|
30,0
|
241.665
|
6,1
|
16.979
|
6,5
|
960.000
|
3,4
|
16.000.000
|
78
|
69.860
|
|
Toscana
|
7871
|
34,2
|
473.792
|
13,0
|
13.835
|
8,8
|
700.000
|
3,3
|
11.680.000
|
64
|
44.117
|
|
Umbria
|
4205
|
49,7
|
282.243
|
33,9
|
3.575
|
14,9
|
360.000
|
14,4
|
2.235.000
|
3
|
1.700
|
|
Marche
|
3886
|
40,1
|
172.396
|
11,8
|
4.448
|
7,6
|
320.000
|
5,5
|
4.350.000
|
40
|
25.444
|
|
Lazio
|
4404
|
25,6
|
281.794
|
5,4
|
5.095
|
4,1
|
335.000
|
1,8
|
10.320.000
|
45
|
32.025
|
|
Abruzzo
|
7329
|
| |