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LA
COMMISSIONE EUROPEA AVVIA UNA CONSULTAZIONE PUBBLICA SULLE COMUNICAZIONI
ELETTRONICHE
Bruxelles,
24 giugno 2002 - Il 18 giugno la Commissione europea ha avviato una
consultazione pubblica sui mercati dei prodotti e servizi nel settore delle
comunicazioni elettroniche. La consultazione è incentrata su una
raccomandazione formulata nell'ambito del nuovo quadro normativo per le
comunicazioni elettroniche in Europa, che verrà applicato dagli Stati
membri a decorrere dal luglio 2003. La Commissione sostiene che il nuovo
quadro aiuterà gli utenti ad ottenere condizioni vantaggiose, garantendo
allo stesso tempo una maggiore certezza giuridica per gli operatori di
mercato ed eliminando i regolamenti non più necessari. Il progetto di
raccomandazione, pubblicato il 18 giugno, individua e definisce i mercati di
prodotti e servizi pertinenti che le autorità di regolamentazione nazionali
sarebbero tenute ad esaminare nell'ambito del nuovo quadro normativo, al
fine di valutarne la competitività. La consultazione pubblica si protrarrà
per un mese. Il 3 luglio la Commissione terrà inoltre un'audizione pubblica
sull'argomento. La raccomandazione finale verrà adottata dalla Commissione
a seguito di un'ulteriore consultazione con le autorità nazionali di
regolamentazione e con le autorità nazionali in materia di concorrenza.
Infolink: http://europa.eu.int/information_society/topics/telecoms/
regulatory/publiconsult/index_en.htm
IL
CONSIGLIO "TELECOMUNICAZIONI" INVITA AD ACCELERARE LA
REALIZZAZIONE DELL'IPV6
Bruxelles, 24 giugno 2002 - Il 18 giugno, in occasione del Consiglio
"Trasporti e telecomunicazioni" dell'UE, i Ministri hanno
convenuto che è necessario adottare ulteriori misure per accelerare
l'introduzione della nuova versione 6 del protocollo Internet (IPv6). L'IPv6
sta sostituendo gradualmente l'attuale IPv4, che presenta un numero limitato
di indirizzi disponibili. Nel febbraio 2002 la Commissione ha adottato una
comunicazione, nella quale si chiedeva un piano d'azione europeo capace di
accelerare l'attuazione della versione 6 del protocollo Internet. Nelle sue
conclusioni, il Consiglio "Telecomunicazioni" ha insistito sulla
necessità di eliminare tutti gli ostacoli all'introduzione dell'IPv6. I
Ministri hanno sollecitato gli Stati membri a promuovere il lancio del
protocollo attraverso campagne di sensibilizzazione e programmi educativi.
Essi hanno chiesto altresì alla Commissione di esaminare l'impatto sociale
del nuovo protocollo e le questioni di sicurezza. I ministri europei delle
Telecomunicazioni e della Società dell'informazione hanno anche sostenuto
il nuovo piano "eEurope 2005". La comunicazione della Commissione
relativa al progetto, il cui obiettivo è di favorire l'accesso alla società
dell'informazione da parte di tutti i cittadini europei, è stata presentata
al Consiglio. Il ministro spagnolo della Scienza e della Tecnologia Anna
Birulés ha dichiarato che il piano d'azione è un punto di partenza per
favorire il raggiungimento dell'obiettivo fissato a Lisbona di fare
dell'Europa l'economia basata sulla conoscenza più competitiva del mondo.
Un altro argomento chiave affrontato nel corso del Consiglio
"Telecomunicazioni" ha riguardato la governance internazionale di
Internet. La Commissione è dell'avviso che il comitato consultivo
governativo debba assumere un ruolo più decisivo nell'ambito dell'Icann,
l'organismo che vigila sulla registrazione dei nomi di dominio su Internet,
ma ritiene che i governi non debbano partecipare direttamente al processo
decisionale di quest'ultimo.
LA
NSF INCORAGGIA I PARTENARIATI DEI CENTRI DI RICERCA FRA EUROPA E STATI
UNITI
Bruxelles, 24 giugno 2002 - Il 19 giugno, David Schindel, capo della
divisione europea della Fondazione nazionale per la scienza degli Stati
Uniti (Nsf), ha rivelato che la Nsf sta incoraggiando i centri di ricerca
statunitensi a trovare partner europei in vista di collaborazioni, offrendo
finanziamenti aggiuntivi a quei centri che individuano validi soci in
Europa. In occasione di una colazione di lavoro con i rappresentanti del
gruppo informale degli uffici di collegamento per la R&S (ricerca e
sviluppo), con sede a Bruxelles, e gli esponenti della Commissione europea,
il Dr. Schindel ha chiarito che gli inviti a presentare proposte saranno
rivolti principalmente ai centri di ricerca statunitensi che già
beneficiano di sovvenzioni. Tali centri saranno invitati ad inoltrare
richieste per borse di studio supplementari che permetteranno ai ricercatori
di viaggiare in vista di partecipare ai seminari che esaminano le possibili
partnership in Europa. Secondo quanto stabilito dalla Nsf, le delegazioni
dovranno includere studenti di livello postdottorato o postlaurea e le
riunioni dovranno tenersi in Europa. In un'intervista rilasciata al
Notiziario Cordis, il Dr. Schindel ha dichiarato che la Nsf ha adottato
questo approccio nella convinzione che la sua collaborazione "sarà
proficua, vista la qualità della ricerca svolta in Europa",
aggiungendo che la Nsf ha accolto con particolare interesse la "nuova
tradizione della mobilità". Alla domanda del Notiziario Cordis se ciò
rappresenti un cambiamento della politica della Nsf, il Dr. Schindel ha
replicato: "Negli ultimi cinque anni, ci siamo resi conto di aver
trascurato le attività internazionali. La globalizzazione ha fatto
progressi e desideriamo creare una forza lavoro competente a livello
globale". Il Dr. Schindel ha parlato della riduzione del numero di
ricercatori statunitensi che lavorano in Europa. Ciò, ha dichiarato, può
essere motivato da due fattori: "La convinzione [da parte di alcune
persone] che la maggior parte delle ricerche di qualità siano effettuate
negli Stati Uniti, convinzione scaturita dalla presunzione [.], oppure il
convincimento che le attività di ricerca svolte in Europa siano utili, ma
troppo dispendiose in termini di tempo". Numerosi ricercatori ritengono
che un periodo all'estero possa rallentare le loro carriere, ha sostenuto il
Dr. Schindel. Egli ha aggiunto che gli scienziati statunitensi, al pari
delle loro controparti europee, temono altresì il problema del rientro. La
Nsf sta già sostenendo circa 250 centri di ricerca, comprendenti centri
scientifici e tecnologici, centri di ricerca ingegneristica, centri di
ricerca in materia di tecnologie dell'informazione e 25 centri virtuali per
lo studio del genoma delle piante. La selezione dei centri avviene a seguito
della presentazione di proposte nelle quali i proponenti devono delineare un
argomento teorico ed i relativi approcci. "Deve trattarsi di qualcosa
di più di un insieme di progetti, altrimenti la proposta sarà respinta per
non essere riuscita a prospettare qualcosa che abbia più valore della somma
delle singole parti", ha affermato il Dr. Schindel. Il prossimo passo
della Nsf sarà la collaborazione su scala maggiore a livello
internazionale. "La Nsf non vuole più rappresentare la cooperazione
internazionale come un progetto a valore zero [nel quale soltanto una parte
ottiene vantaggi]", ha affermato il Dr. Schindel. Egli ha quindi
compilato una lista dei centri di ricerca europei e sta facendo circolare le
informazioni nei centri statunitensi. Schindel ha ammesso di aver agevolato
ulteriormente l'integrazione europea con la compilazione di tale documento
ed ha affermato, in conclusione, che questo vuole essere il suo contributo
al Ser (Spazio europeo della ricerca). Infolink: http://www.nsf.gov/home/int/europe/index.htm
APPROVAZIONE
DI UN COMPROMESSO SULLE NORME DI PARTECIPAZIONE AL 6PQ
Bruxelles, 24 giugno 2002 - Il 19 giugno gli eurodeputati di una commissione
parlamentare hanno approvato all'unanimità un compromesso sulle norme di
partecipazione al sesto programma quadro. Il voto della commissione per
l'industria, il commercio esterno, la ricerca e l'energia del Parlamento
europeo ha sancito l'approvazione di un compromesso raggiunto dal relatore
Godelieve Quisthoudt-Rowohl e dalla Presidenza spagnola. Tale compromesso
riguarda la maggior parte delle problematiche sollevate dagli
europarlamentari. Avrà ora luogo una procedura in due fasi, in base alla
quale verrà presentata e valutata una descrizione sintetica della proposta,
prima di richiederne una più approfondita. Verranno modificati i criteri di
valutazione dei progetti e delle proposte. L'aspetto più importante sarà
rappresentato dell'eccellenza scientifica e tecnologica di ciascuna
proposta, nonché dal suo grado di innovazione. Saranno poi presi in
considerazione altri fattori, quali le sinergie con l'istruzione, la capacità
di impegnarsi con i principali operatori al di fuori della comunità di
ricerca e le attività che consentono di accrescere il ruolo delle donne. La
relazione originale è stata depennata dalla sessione plenaria di giugno del
Parlamento, per consentire che vengano apportate le modifiche tecniche e
linguistiche, ma si prevede che il compromesso verrà presentato alla
prossima sessione plenaria che inizierà il 1° luglio a Strasburgo.
E-GOVERNMENT:
INCONTRO STANCA-VELTRONI - ENTRO L'AUTUNNO, PROTOCOLLO D'INTESA
MINISTERO-COMUNE
Roma, 24 giugno 2002 - Il 20 giugno mattina, il Ministro per l'Innovazione e
le Tecnologie, Lucio Stanca, e il Sindaco di Roma, Walter Veltroni, hanno
avuto un incontro durante il quale sono stati esaminati i progetti
innovativi del Comune nel campo dell'e-Government. Stanca e Veltroni hanno
preso in esame possibili aree di collaborazione tra il Ministero per
l'Innovazione e le Tecnologie e il Comune di Roma, in particolare con
riferimento alla Carta Nazionale dei Servizi (la smart card che serve per il
riconoscimento digitale del cittadino che interagisce in rete con la
Pubblica Amministrazione), all'infomobilità (i sistemi di gestione dei
flussi stradali), alle nuove tecnologie applicate al turismo, all'alfabetizzazione
digitale degli anziani e al superamento del divario digitale tra i giovani
dei diversi Paesi del mondo (attraverso il Global Junior Challenge). Entro
l'autunno, il Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie e il Comune di
Roma firmeranno un protocollo d'intesa.
ASNAPOP
AVVIA INIZIATIVE A LIVELLO EUROPEO PER MODIFICARE LA DISCIPLINA ITALIANA
SULLE BANCHE POPOLARI
Milano, 24 giugno 2002 - Il Presidente, Avv. Corso Bovio, e il
Vicepresidente, Nicola Ribis, dell'Associazione Nazionale di Azionisti di
Banche Popolari (Asnapop), hanno formalmente indirizzato alla Commissione Ue
- Direzione Generale dei Mercato Unico la richiesta di avviare ogni
opportuna indagine al fine di rimuovere la piena violazione dei diritto
comunitario da parte dello Stato italiano sulla disciplina delle banche
popolari, con particolare riguardo alle banche popolari quotate.
L'iniziativa è stata presentata il 21 giugno alla stampa a Milano nel
palazzo che ospita la Borsa. Assieme a Bovio e Ribis sono intervenuti il
Prof. Umberto Mosetti di Deminor Italia, e il Prof. Fabrizio Gardi e l'Avv.
Giovanni Giovannelli dei Comitato Scientifico Asnapop. L'iniziativa, che ha
come obiettivo primario ed essenziale le banche popolari quotate, mira ad
affermare l'incompatibilità della normativa nazionale in oggetto con il
diritto comunitario e una governance attenta ai diritti di tutti i soci. La
disciplina speciale italiana si pone in palese contrasto con il principio
comunitario della libera circolazione dei capitali ostacolando di fatto,
rendendolo più difficoltoso e scarsamente appetibile, il flusso dei
capitale d'investimento straniero nelle banche popolari quotate. Il voto
capitario, le clausole di gradimento e gli eccessivi limiti alle
partecipazioni, secondo Bovio e Ribis, comprimono le legittime aspettative
degli investitori ed i loro interessi economici e concorrono a determinare
un pesante deprezzamento dei titoli. L'originario perseguimento di scopi
mutualistici, la diffusione delle partecipazioni da parte di capitale
"popolare" nonché il coinvolgimento dei dipendenti,delle banche
popolari alla gestione, non giustificano il regime speciale di tali
istituti. L'evoluzione subita dalle banche popolari ed, in particolare, da
quelle quotate (di fatto, dei tutto equiparate ad aziende di credito
ordinarie in virtù dell'attività e dei ruolo che concretamente svolgono
sul mercato, nel quale, peraltro, hanno sovente acquisito consistenti
dimensioni, tali da evidenziare un loro totale sganciamento dalla promozione
di un dato territorio che, un tempo, era tipica e legittimante), impone la
modifica delle norme sulla posizione dei socio. L'esposto di Asnapop si
fonda su diverse prese di posizione della Commissione Europea e sulla
giurisprudenza più volte confermata dall'Alta Corte di Giustizia. Infolink:
www.asnapop.com
CHIUSO
ICON SUCCESSO IL COLLOCAMENTO DEL PRIMO EUROBOND EMESSO DA MEDIOBANCA
Milano, 24 giugno 2002 - Si è chiuso il 21 giugno 2002 con successo il
collocamento del primo eurobond emesso da Mediobanca dopo l'assegnazione del
rating AA- da parte di S&P. L'operazione, di nominali 500 milioni di
Euro, collocata al prezzo di 99,896, avrà cedola trimestrale (Euribor più
12,5 basis point) e durata quinquennale. La domanda totale ha superato gli
800 milioni di Euro.
UNICREDITO
ITALIANO:VIA LIBERA ALL'ATTO DI FUSIONE
Milano, 24 giugno 2002 - E' stato stipulato il 19 Giugno l'atto di fusione
che prevede - con efficacia dal 1 luglio 2002 - l'incorporazione in
UniCredito Italiano delle banche Cassa di Risparmio di Verona Vicenza
Belluno e Ancona Banca S.p.A., Banca Cassa di Risparmio di Torino S.p.A.,
Cassamarca Cassa di Risparmio della Marca Trivigiana S.p.A., Cassa di
Risparmio di Trento e Rovereto S.p.A., Cassa di Risparmio di Trieste Banca
S.p.A., Rolo Banca 1473 S.p.A., nonché della finanziaria Credit Carimonte
S.p.A. La fusione, pertanto, determinerà l'estinzione, fra le altre, di
Rolo Banca 1473 S.p.A., le cui azioni, attualmente quotate in Borsa, saranno
revocate dalla quotazione - come da accordi con Borsa Italiana - a far data
dal giorno 1^ luglio 2002. In conseguenza della fusione, UniCredito Italiano
procederà ad aumentare il proprio capitale di nominali euro 564.365.740,50,
mediante emissione di 1.128.731.481 azioni ordinarie da nominali Euro 0,50
cadauna, destinate al concambio delle azioni delle società incorporate a
mani di terzi, secondo i rapporti a suo tempo approvati dalle assemblee dei
soci (e precisamente 3,80 azioni UniCredit per 1 azione Rolo Banca;·5,35
azioni UniCredit per 1 azione Cariverona Banca; 0,75 azioni UniCredit per 1
azione ordinaria o di risparmio Caritro;·3,82 azioni UniCredit per 1 azione
CR Trieste; 0,68 azioni UniCredit per 1 azione Credit Carimonte). Il
capitale sociale sottoscritto e versato di UniCredito Italiano post-fusione
sarà, pertanto, di complessivi euro 3.129.916.130, diviso in numero
6.259.832.260 azioni da euro 0,50 cadauna, di cui numero 6.238.125.708
azioni ordinarie e numero 21.706.552 azioni di risparmio. Sempre con
efficacia 1^ luglio 2002, UniCredit - in attuazione della delibera assunta
dalla stessa assemblea sociale che ha approvato la fusione - procederà ad
emettere 585.899 "Diritti di Sottoscrizione UniCredito Italiano S.p.A.
- Ex Diritti di Sottoscrizione Rolo Banca 1473 S.p.A. 2001 - 2005" e
738.667 "Diritti di Sottoscrizione UniCredito Italiano S.p.A. - Ex
Diritti di Sottoscrizione Rolo Banca 1473 S.p.A. 2002 - 2005" in
sostituzione di un egual numero di diritti a suo tempo assegnati a Personale
Direttivo di Rolo Banca, ciascuno dei quali attribuirà la facoltà di
sottoscrivere, a far data dal 1^ gennaio 2003, quanto ai diritti "2001
- 2005", ed a far data dal 1 gennaio 2004, quanto ai diritti "2002
- 2005", 3,80 azioni UniCredit di nuova emissione. In conseguenza
dell'esercizio dei predetti diritti, UniCredit procederà ad emettere un
massimo di n. 5.033.352 azioni ordinarie, corrispondenti ad un aumento di
capitale di massimi euro 2.516.676. E' prevista per la giornata di domani
l'Assemblea Straordinaria del Credito Italiano che delibererà un aumento di
capitale che la Capogruppo (e socio unico) UniCredito Italiano sottoscriverà
contestualmente, conferendo con efficacia 1^ luglio 2002 il ramo d'azienda
bancario costituito, nella sostanza, da attività, passività e situazioni
soggettive di natura sostanziale inerenti ai rapporti instaurati presso la
rete di sportelli domestica (o nell'interesse della stessa), così come
risultante in capo ad UniCredit, anche in qualità di successore a titolo
universale delle banche incorporate. Il Credito Italiano assumerà, sempre a
decorrere dal 1^ luglio 2002, la nuova denominazione di UniCredit Banca
S.p.A. La fusione delle banche sopra ricordate in UniCredit ed il
conferimento a favore di UniCredit Banca S.p.A concludono la prima fase del
progetto di riorganizzazione del Gruppo UniCredito Italiano denominato
"S3", illustrato nel Documento Informativo redatto ai sensi delle
vigenti disposizioni Consob e messo a disposizione degli azionisti e del
pubblico presso la sede sociale e la Borsa Italiana, in occasione
dell'assemblea di UniCredit del 6 maggio scorso, chiamata ad approvare il
progetto di fusione propedeutico al predetto conferimento di ramo
d'azienda.
CELLI
A CAPO DELLA NUOVA STRUTTURA DI CORPORATE IDENTITY
Milano, 24 giugno 2002 - Il Consiglio d'Amministrazione ha oggi deciso di
dar vita a una nuova Direzione, denominata Corporate Identity, con il
compito di potenziare e meglio coordinare alcune attività strategiche per
lo sviluppo del Gruppo in Italia e all'estero. Alla nuova direzione faranno
capo le seguenti attività: Bilancio Sociale Ambientale, Coordinamento
Brand, Relazioni Istituzionali, Relazioni Esterne e Comunicazione Interna.
Responsabile della Direzione Corporate Identity sarà Pier Luigi Celli,
laureato in sociologia a Trento, sposato con due figli. Nato a Verucchio
(Rimini) nel 1942, Celli ha ricoperto importanti incarichi in molte delle
maggiori imprese italiane, dalla Snamprogetti all'Eni, dall'Olivetti all'Enel,
dalla Rai (dove è stato direttore generale) a Ipse 2000. E' autore di libri
e docente di Organizzazione Industriale presso la facoltà di Scienze
Politiche di Cagliari e presso la facoltà di Economia e Commercio della
Luiss.
COLLOCAMENTO
EUROBOND MEDIOBANCA
Milano 24 giugno 2002 Si è chiuso il 21 giugno con successo il collocamento
del primo eurobond emesso da Mediobanca dopo l'assegnazione del rating AA-
da parte di S&P. L'operazione, di nominali 500 milioni di Euro,
collocata al prezzo di 99,896, avrá cedola trimestrale (Euribor più 12,5
basis point) e durata quinquennale. La domanda totale ha superato gli 800
milioni di Euro.
NASCE
IL CREDITO SICILIANO, UN NUOVO MARCHIO IN UNA GRANDE FAMIGLIA
Palermo, 24 giugno 2002 - Mercoledì 19 giugno 2002 è nato il Credito
Siciliano; è stato infatti firmato dai rispettivi rappresentanti legali
l'atto di fusione per incorporazione della Banca Popolare Santa Venera Spa
di Acireale e della Leasingroup Sicilia Spa nella Banca Regionale
Sant'Angelo Spa. La fusione avrà decorrenza giuridica dal 29 giugno
prossimo ed il Credito Siciliano, denominazione ottenuta con il contestuale
cambio della ragione sociale, continuerà ad operare con sede legale in
Sicilia. La mission del Credito Siciliano è quella di partecipare
attivamente allo sviluppo dell'economia e della collettività dell'isola.
Tra i punti di forza della nuova banca - oltre all'appartenenza al Gruppo
Credito Valtellinese dal quale trae le moderne procedure operative ed un
portafoglio prodotti altamente competitivo - si segnalano la rete
distributiva capillare ed il consolidato rapporto con il territorio di
riferimento, caratteristiche queste ultime che rafforzeranno la propria
connotazione di banca locale. Il Credito Siciliano diventerà l'unica banca
di riferimento del Gruppo Credito Valtellinese in Sicilia grazie alla
propria rete territoriale composta da 133 filiali. Con l'atto ufficiale di
quest'oggi - che giunge a poco meno di quattro settimane dall'approvazione
delle rispettive Assemblee Straordinarie - si conclude la prima parte del
progetto di riorganizzazione della presenza del Gruppo Credito Valtellinese
in Sicilia. La tempistica del richiamato progetto prevede infatti che il 1°
luglio il Credito Siciliano riceverà la dotazione di sportelli dell'altra
controllata siciliana del Gruppo la Cassa San Giacomo Spa, che opera con 15
agenzie nella Sicilia orientale. A conclusione delle accennate operazioni,
la Cassa San Giacomo continuerà ad operare come Società di Gestione
Credito erogando i propri servizi a favore dell'intero Gruppo nelle aree
della gestione del contenzioso, dell'amministrazione dei contratti di
leasing e della consulenza legale.
SSB,
SI SERVIZI E ACI WORLDWIDE GUIDANO IN ITALIA L'ADOZIONE DEL PORTAFOGLIO
VIRTUALE ATTRAVERSO SOCIETÀ PER I SERVIZI BANCARI E SI SERVIZI, LA
SOLUZIONE VIRTUAL WALLET DI ACI È ORA A DISPOSIZIONE DI 200 BANCHE
ITALIANE: DRIVER PER L'E-COMMERCE NEL NOSTRO PAESE
Milano, 24 giugno 2002 - Aci Worldwide (Nasdaq: Tsai), azienda americana che
sviluppa software per le transazioni con carte di credito/debito, annuncia
di avere siglato un accordo per l'utilizzo della soluzione Virtual Wallet
con SSB - Società per i Servizi Bancari - leader nel settore dei sistemi di
pagamento (4 miliardi di transazioni gestite nel 2001), nella sicurezza in
rete e nella realizzazione e gestione di sistemi informatici per le Banche e
con SI Servizi, Service Provider del Gruppo Servizi Interbancari - la Società
che emette CartaSi, leader in Italia per numero di carte di pagamento
distribuite (oltre 7,5 milioni di carte attualmente in circolazione). Grazie
a tale accordo, le banche italiane hanno ora la possibilità di proporre ad
oltre 10 milioni di clienti consumer l'utilizzo del proprio portafoglio
virtuale per effettuare transazioni sicure di e-commerce nell'ambito del
servizio Bankpass Web, l'innovativo servizio di e-commerce promosso dall'ABI
(Associazione Bancaria Italiana) nell'ambito del più ampio progetto di
e-banking - mirato a rafforzare la competitività del Sistema Bancario
Italiano nei servizi finanziari on-line. Attivo dal Gennaio 2002 Bankpass
Web consente alle Banche aderenti di offrire alla clientela portafogli
virtuali in grado di rendere gli acquisti on-line più semplici, più sicuri
e tracciabili. Tale portafoglio virtuale, che contiene tutti gli elementi
necessari per compiere transazioni commerciali, può essere scaricato sul
personal computer del cliente, oppure può essere reso disponibile di volta
in volta via Web. Ad ogni transazione, il portafoglio virtuale fornisce
automaticamente i dati richiesti, firma elettronicamente la transazione e
registra i dettagli della ricevuta d'acquisto per eventuali successive
referenze dell'utilizzatore. Aci Virtual Wallet permette di ridurre i costi
associati alle frodi e ai chargeback rendendo la tecnologia di sicurezza dei
pagamenti direttamente disponibile ai clienti. Questo strumento consente
inoltre agli istituti di credito di stabilire una maggiore interazione
on-line con i propri clienti. Il portafoglio virtuale, che viene
contrassegnato dalla banca che lo emette, fornisce al 'proprietario'
informazioni aggiornate e consente alle Banche emittenti di effettuare
azioni di marketing mirate ad ogni utilizzo da parte del cliente. Gianfranco
Botti, General Manager di Aci Worldwide Italia, ha detto: "Aci Virtual
Wallet è un portafoglio digitale consumer in grado di svolgere una funzione
che va al di là della semplice compilazione di form nei siti Web o del
ricordare le password. Virtual Wallet è un potente tool che dispone di un
address book e che raccoglie le ricevute e ne tiene traccia. Il tutto
attraverso un gateway che rende più sicuro e vantaggioso effettuare
acquisti on line. Grazie al servizio attivato da Ssb, i consumatori italiani
possono disporre della convenienza e della fiducia necessarie per fare
acquisti su Internet in modo rapido e sicuro". Gian Bruno Mazzi,
General Manager di Società per i Servizi Bancari, ha dichiarato: "E'
stata una logica decisione quella di SSB di lavorare con ACI Worldwide per
la sua lunga esperienza nelle soluzioni di e-payment. In Italia c'è una
rapida e crescente domanda per i servizi di e-commerce da parte degli utenti
e, nel contempo, le banche chiedono soluzioni di pagamento sicure e
convenienti. Virtual Wallet risponde a entrambe queste necessità e fornisce
una nuova piattaforma che interagisce con i clienti, permettendo di
acquisirne di nuovi, di promuovere il brand e di realizzare opportunità di
cross-sell". Paolo Cattaneo, General Manager di SI Servizi, ha
dichiarato: "Con l'utilizzo del Virtual Wallet nell'ambito del servizio
Bankpass, SI Servizi fornisce alle banche un servizio completo di gestione
dei pagamenti elettronici, consentendo loro di presidiare l'area dei servizi
innovativi di pagamento. La banca ha la possibilità di personalizzare la
soluzione per una migliore integrazione con la propria offerta di servizi
sui nuovi media."
MASSIMILIANO
BIANCO E LORENZO VALENTINO DIRETTORI GENERALI DELLA GALLO & C.
Milano, 24 giugno 2002 - Massimiliano Bianco e Lorenzo Valentino, già
attivi da alcuni anni all'interno del Gruppo Meliorbanca, sono stati
nominati Direttori Generali della Gallo & C., la società presieduta da
Riccardo Riccardi attiva nella consulenza per le attività di merchant
banking e corporate finance (M&A, Ipo, Lbo, Mbo, Private Equity, finanza
straordinaria in genere). Massimiliano Bianco, nato nel 1971, laurea alla
Bocconi e MBA alla York University di Toronto, Dottore Commercialista, è
entrato in Meliorbanca nel 1997, dopo una esperienza biennale alla Arthur
Andersen. Segue principalmente operazioni di M&A, Private Equity ed
Equity Capital Market e ha sviluppato una particolare esperienza nel settore
delle utilities e delle infrastrutture. Tra le operazioni seguite negli
ultimi anni per conto del Gruppo, si segnalano l'assistenza a investitori
istituzionali nella creazione di un polo di aggregazione, tra i principali
in Italia, di società operanti nel settore della distribuzione gas (Colombo
Gas) e l'assistenza nella successiva dismissione; l'assistenza a Enel
nell'acquisizione di diverse società operanti nel settore della
distribuzione gas; l'assistenza alla Fondazione C.R. Asti nella dismissione
di una quota di minoranza della banca conferitaria Cassa di Risparmio di
Asti, l'assistenza al Comune di Parma nel processo di privatizzazione del
35% della Amps (società ex municipalizzata) e l'assistenza alla stessa Amps
nell'acquisizione da Enel della rete di distribuzione di energia elettrica
nella città di Parma (prima operazione del genere fatta in Italia).;
l'assistenza a El.En. per la quotazione al Nuovo Mercato; l'assistenza a
Falck e Montedison, su incarico congiunto, in qualità di arbitratore per la
deteminazione del prezzo di cessione di Tecnimont. Lorenzo Valentino, nato
nel 1959, laurea alla Bocconi, Dottore Commercialista, è entrato nel Gruppo
Meliorbanca nel 1996. Responsabile di progetti di M&A, Private Equity,
IPO e finanza strutturata, ha seguito tra le altre le Ipo di Cassa di
Risparmio di Firenze e Lottomatica; numerose operazioni di acquisizione e
dismissione di partecipazioni (nei settori: telecomunicazioni,
distribuzione, alimentare, aeronautico, sanità, tessile, meccanico), nonché
attività di ristrutturazione e sindacazione di finanziamenti a medio
termine (Parmalat, Finivest e altre). Valentino ha iniziato la propria
carriera nel 1986 in qualità di auditor presso Coopers & Lybrand. Nel
1987 è approdato al Gruppo Bnl, prima presso la società di leasing del
Gruppo bancario, come responsabile dell'ufficio fidi e quindi dell'area
commerciale, successivamente (1990) presso Bnl olding Italia, nel servizio
partecipazioni. Dal 1991 al 1996 è in Gemina Servizi Finanziari, dove
ricopre la responsabilità dei rapporti con le società partecipate (settori
leasing e factoring) e di specifici progetti riguardanti nuove iniziative
societarie e joint-venture con primari partner bancari e industriali nel
settore del factoring, leasing e credito al consumo. E' inoltre Direttore
della Gemina Leasing e Vice-Direttore Generale della Gefactor
BANCA
121 PARTNER PERMANENTE DEL PROGRAMMA MILLEMIGLIA ALITALIA.
Lecce, 24 giugno2002 - Banca 121 diventa partner permanente del Programma
MilleMiglia Alitalia. Dopo una positiva fase sperimentale durata 6 mesi, la
banca e la compagnia di bandiera hanno infatti deciso di confermare
l'accordo che consente ai soci dei Club MilleMiglia, Ulisse e Freccia Alata,
di accumulare miglia attraverso l'acquisto di prodotti/servizi offerti dalla
banca. In particolare, Banca 121 offrirà 2.000 miglia ai soci MilleMiglia
che apriranno un conto corrente "121 Club", conto a canone fisso
con la formula "tutto compreso", disponibile nelle versioni Light,
Silver e Gold. In particolare, il canone mensile è pari rispettivamente a
2,50, a 5,00 e a 7,50 euro; ma diventa pari a zero, qualunque sia la
versione prescelta, per i clienti con oltre 12.500 euro di risparmio
gestito. In futuro, l'assegnazione di miglia potrà riguardare anche altri
prodotti/servizi della banca. L'accordo tra Banca 121 e Alitalia prevede,
inoltre, lo sviluppo di attività e iniziative congiunte, on e off line,
volte alla promozione dei rispetti servizi. In particolare, sono in
programma azioni "incrociate" di mailing su specifici segmenti di
clientela, la presenza dei marchi sui rispettivi siti web e, più in
generale, l'utilizzo dei canali di comunicazione Alitalia e Banca 121 per la
promozione di iniziative congiunte. "Siamo particolarmente soddisfatti
di questo accordo - spiega Giampietro Gennaioli, Direttore Generale di Banca
121 - che, oltre ad offrire eccellenti prospettive commerciali su target
particolarmente interessanti, riflette la volontà della banca di sviluppare
efficaci sinergie con aziende di elevato standing e in linea con il nostro
posizionamento". Il Programma MilleMiglia è un'iniziativa promozionale
che consente, a chi sceglie di volare con la compagnia di bandiera, di
accumulare miglia utilizzabili per biglietti premio e di accedere - a
condizioni vantaggiose - a un'ampia gamma di prodotti e servizi. Il
Programma MilleMiglia prevede tre Club di appartenenza - MilleMiglia, Ulisse
e Freccia Alata - e conta attualmente oltre 1.400.000 iscritti. Per
ulteriori informazioni gli interessati possono rivolgersi al Contact Center
di Banca 121 (800. 121.121) e al Customer Service MilleMiglia (8488.65640;
da Roma o da cellulari 06.65640), o visitare i siti www.banca121.it, www.alitalia.it
oppure www.clubmillemiglia.it
ALITALIA:
INIZIA IL RINNOVO DELLA FLOTTA. PREVISTO UN INVESTIMENTO PARI A CIRCA 1800
MILIONI DI DOLLARI
Roma, 20 giugno 2002 - L'entrata in servizio ieri del primo Airbus A-319
segna l'inizio del programma di rinnovamento della flotta Alitalia. Già a
partire dal prossimo luglio entreranno in servizio altri 4 A-319, cui
seguiranno ulteriori 5 macchine nel corso del 2003 e 2 entro i primi del
2004, tutti equipaggiati con motori jet Cf mi. Complessivamente la flotta
degli A-319 sarà costituita da 12 macchine che avranno una configurazione a
110 posti (di cui 75 in Business) e che verranno utilizzate prevalentemente
sui collegamenti di medio raggio verso l'Europa, il Medio Oriente e il nord
Africa, con particolare attenzione allo sviluppo del traffico d'affari. Nel
corso dei prossimi mesi verrà contestualmente incrementata la flotta degli
Embraer Erj 145 (di cui 8 già in servizio) con l'ingresso di 6 nuove
macchine (3 entro fine 2002 e 3 nel corso del 2003) che avranno una
configurazione di 48 posti e che verranno equipaggiati con motori jet
Rolls-Royce. Queste macchine opereranno, integrando e accrescendo i servizi
aerei già oggi operativi, sulle città più piccole dell'Unione Europea e
verso alcune destinazioni dell'Europa dell'Est (in particolare Belgrado e
Varsavia). A partire dalla prossima estate ed entro il 2003, la flotta
Alitalia crescerà ulteriormente con l'ingresso di 6 Embraer Erj 170, una
nuova tipologia di aeromobile di cui Alitalia - insieme ad un altro Vettore
- è la prima Compagnia a dotarsi. Erj 170 è un aereo dalle soluzioni
tecnologiche particolarmente avanzate che offre maggior comfort, con
standard equiparabili agli aerei narrow-body di medio raggio. Questi aerei,
con configurazione a 72 posti ed equipaggiati con motori jet General
Electric, serviranno a rafforzare le frequenze già in servizio da Linate,
da Malpensa e da Roma Fiumicino verso le principali destinazioni europee. La
flotta regionale Alitalia si completerà inoltre con l'ingresso di 3 Atr
72-500 (che si aggiungono ai 7 già in servizio per un totale quindi di 10
aeromobili), il primo operativo nel dicembre 2002 e i restanti due nel primo
trimestre del 2003. Avranno una configurazione a 66 posti, saranno
equipaggiati con motori Pratt & Whitney e verranno utilizzati in
servizio di fideraggio dalla provincia italiana ed europeea verso gli hub di
Fiumicino e di Malpensa. Inoltre a partire dal prossimo ottobre, Alitalia
inizierà a operare sui voli di lungo raggio con il Boeing B777-200 Er (con
configurazione a 291 posti), la cui flotta sarà composta entro maggio 2003
da 6 aeromobili. In termini complessivi nel breve arco di 19 mesi, tra
giugno 2002 e dicembre 2003, entreranno nella flotta Alitalia 31 nuovi
aeromobili pari al 20% del parco macchine al servizio del traffico
passeggeri. Si tratta in termini assoluti del maggior investimento mai
sostenuto dalla Compagnia in un arco di tempo così breve, pari a circa
1.800 milioni di dollari, comprensivo delle parti di ricambio, dei motori di
scorta, dell'attrezzatura tecnica e dell'addestramento del personale.
L'ingresso in flotta dei nuovi aeromobili, tecnologicamente all'avanguardia
anche dal punto di vista del risparmio energetico e della normativa
ambientale, assicurerà un miglioramento complessivo dell'efficienza
dell'intero network di Alitalia che si tradurrà in un atteso aumento della
produttività, della redditività e soprattutto garantirà una qualità
complessiva superiore per i clienti Alitalia.
ATOS
ORIGIN ACQUISISCE KPMG CONSULTING NEL REGNO UNITO E NEI PAESI BASSI
Milano, 23 giugno 2002 - Atos Origin, uno dei principali provider europei di
servizi It, ha annunciato di avere raggiunto l'accordo per l'acquisizione di
Kpmg Consulting nel Regno Unito e nei Paesi Bassi. La nuova societa'
disporra' di 30.000 dipendenti che offriranno in oltre 30 paesi una gamma
completa di servizi (consulenza aziendale, integrazione di sistemi ed
outsourcing) ai propri clienti a livello europeo ed internazionale. Il
risultato di tale accordo, da sottoporre all'approvazione di partner,
azionisti ed organismi di controllo preposti, sara' un'azienda con
un'offerta integrata di servizi di consulenza, progettazione,
implementazione e gestione a vantaggio di entrambe le basi clienti. Grazie
anche alla recente aggiudicazione di importanti appalti, questa acquisizione
colloca Atos Origin in una posizione di vera e propria leadership nel
mercato dei servizi IT. Significato e vantaggi commerciali dell'accordo Con
ricavi annuali consolidati di 600 milioni di euro e 2.800 dipendenti,
l'acquisizione di Kpmg Consulting nel Regno Unito (Ukc) e nei Paesi Bassi (Nlc)
costituisce un'importante iniziativa strategica per Atos Origin. Grazie a
questo accordo, l'azienda raggiungera' due fondamentali obiettivi.
Innanzitutto, l'acquisizione arricchira' in modo significativo le capacita'
consulenziali di Atos Origin, consentendole di fornire una gamma completa di
servizi (consulenza, progettazione, implementazione e gestione) alla propria
base clienti a livello internazionale. In secondo luogo, la societa'
aumentera' notevolmente la propria presenza sul mercato del Regno Unito,
arrivando a toccare i 550 milioni di Euro di ricavi all'anno. I principali
vantaggi commerciali ed operativi dell'acquisizione derivano da: competenze
solide e comprovate nell'ambito della consulenza; risorse potenziate per
soddisfare le esigenze di importanti clienti a livello internazionale; una
base complementare di clienti blue chip ; una piu' ampia quota di
portafoglio sui clienti comuni; possibilita' di instaurare relazioni di
altissimo livello con i clienti; competenze complementari per settori
verticali; un potenziale piu' significativo per l'aggiudicazione di
contratti di outsourcing ; competenze manageriali di alto livello. In virtu'
di questa trasformazione, la struttura di Atos Origin risultera' bene
equilibrata, grazie ad una consistente proposta di attivita' di consulenza,
integrazione di sistemi, outsourcing e riconosciute capacita' specialistiche
per i servizi on-line. Il 50% circa dei ricavi del gruppo e' di tipo
ricorrente, grazie a contratti pluriennali; inoltre l'integrazione fra
attivita' di consulenza e servizi IT e' destinata a produrre nuove
opportunita', in particolare per quanto riguarda l'outsourcing.
ISVAP:SEGNALAZIONE
DELL'ISTITUTO SU UNA SOCIETÀ NON AUTORIZZATA ALLO SVOLGIMENTO DELL'ATTIVITÀ
ASSICURATIVA IN ITALIA.
Roma, 24 giugno 2002-Sono pervenute a questo Istituto segnalazioni in merito
all'emissione di polizze per la garanzia della responsabilità civile auto
da parte della società "Link Assicurazioni" al riguardoviene reso
noto che alla denominazione indicata non corrisponde alcuna impresa
autorizzata allo svolgimento dell'attivita' assicurativa in italia. Si
richiama l'attenzione degli utenti e degli intermediari sulla circostanza
che l'eventuale stipula di polizze recanti l'intestazione sopra indicata
comporterebbe per i contraenti l'insussistenza della copertura obbligatoria
r.c.auto e per gli intermediari lo svolgimento di un'attività non
consentita dalle vigenti disposizioni normative. Questo Istituto raccomanda
pertanto di verificare preventivamente che i contratti da sottoscrivere
siano emessi da imprese regolarmente autorizzate allo svolgimento
dell'attività assicurativa. A tale proposito chiarimenti ed informazioni
potranno essere richiesti direttamente all'Isvap - via del Quirinale, 21,
00187 Roma - tel. 06421331, oppure acquisiti attraverso la consultazione del
sito Internet www.isvap.it
RAS:
ALLA FINE DI MAGGIO CONFERMATI I TREND DI CRESCITA DEL PRIMO TRIMESTRE
Milano, 24 giugno 2002 - L'andamento delle attività di Ras nei primi cinque
mesi del 2002 conferma i trend già evidenziati nei risultati del primo
trimestre dell'anno in corso (comunicati al mercato il 29 aprile). La nuova
produzione Vita dei canali agenti e promotori finanziari alla fine del
maggio 2002 è stata pari a 175 milioni di euro, con un progresso dell'82%
rispetto ai 96 milioni dello stesso periodo del 2001. A questo risultato
contribuiscono premi ricorrenti per 47 milioni di euro (in crescita del 47%
rispetto ai 32 milioni di euro di fine maggio 2001) e premi unici per 128
milioni di euro (+100% rispetto ai 64 milioni dello stesso periodo dell'anno
precedente). Alla fine di maggio 2002 la Bancassurance ha prodotto premi per
un totale di 1.675 milioni di euro, in crescita del 28% rispetto ai 1.315
milioni del 31 maggio 2001. Nel risparmio gestito i flussi netti di raccolta
al 31 maggio 2002 erano pari a 389 milioni di euro (225 nell'analogo periodo
del 2001). Includendo anche la raccolta di risparmio amministrato, a fine
maggio 2002, i flussi netti di raccolta hanno raggiunto i 573 milioni di
euro (erano 299 al 31 maggio 2001). A fine maggio 2002 il patrimonio gestito
e amministrato era pari a 11.423 milioni di euro (10.879 al 31 maggio
2001).
ENRICO
MAMBELLI NOMINATO AMMINISTRATORE DELEGATO DELLA GIANFRANCO FERRÉ S.P.A.
Milano, 24 giugno 2002 - Il Consiglio di Amministrazione della Gianfranco
Ferré S.p.A. ha nominato il Dottor Enrico Mambelli Amministratore Delegato
della Società, con delega piena ad operare in ogni settore, al fine di
rafforzare ulteriormente il posizionamento del marchio Ferré a livello
mondiale. Nato a Ravenna nel 1960, Enrico Mambelli si è laureato in
Economia e Commercio all'Università di Bologna. Sposato e padre di due
figli, Mambelli è stato Campione d'Italia di Football Americano nel 1985 e
Campione d'Europa con la Nazionale Italiana nel 1987. Dal 1986 al 1992
Mambelli è stato Direttore Marketing e Vendite di Nike Italy. Sono poi
seguite le collaborazioni con Benetton Sportsystem, tra il 1993 ed il 1996,
in qualità di Direttore Commerciale Mondo per l'Abbigliamento e le
Calzature e con Gft, dal 1997 al 2000, come Direttore Commerciale Europa per
le linee Uomo e Donna Armani, Valentino, Ungaro, Antonio Fusco e Calvin
Klein. Infine, dal 2000, Mambelli ha ricoperto l'incarico di Direttore
Generale di Cerruti Group.
SAIPEM
SI AGGIUDICA IMPORTANTE CONTRATTO "CHIAVI IN MANO" NEL SETTORE
DELLE COSTRUZIONI MARE
San Donato Milanese, 24 giugno 2002 - Saipem, Società dell'Eni, ha
acquisito il contratto "chiavi in mano" per la costruzione e
l'installazione della piattaforma di produzione al largo delle coste
occidentali della Libia per la produzione del gas che sarà importato in
Italia attraverso il nuovo gasdotto mediterraneo. Il contratto ha un valore
totale di circa 620 milioni di euro (di cui 420 in quota Saipem) ed è stato
assegnato, a seguito di una gara internazionale, al Consorzio costituito da
Saipem SpA (leader) e Hyundai HeavyIndustries. Il contratto comprende il
project management, l'ingegneria, l'approvvigionamento, la costruzione, il
trasporto, l'installazione, la messa in operatività e l'assistenza nella
gestione operativa della piattaforma per sei mesi. L'intero progetto si
concluderà nel Luglio 2005 (compreso il periodo di gestione operativa).
Saipem realizzerà tutte le attività del progetto con l'esclusione
dell'approvvigionamento dei materiali strutturali e della costruzione del
deck che saranno eseguiti da Hyundai. La piattaforma sarà installata nel
primo semestre 2004 in 190 metri di profondità d'acqua dal mezzo navale
Saipem 7000, lo stesso che ha appena finito di posare il gasdotto Blue
Stream nel Mar Nero.
CALO
DEGLI INVESTIMENTI IN EUROPA: ERNST & YOUNG ANALIZZA I PROGETTI
AZIENDALI NEL 2001 IN ITALIA ARRIVA SOLO IL 2,6% DEGLI INVESTIMENTI
Milano, 24 giugno 2002 - Rallentano gli investimenti nel Vecchio Continente:
nel 2001, infatti, i nuovi progetti hanno subito una flessione del 12%
rispetto al 2000. Lo rivelano i dati dell'European Investment Monitor 2002,
uno studio pubblicato in questi giorni da Ernst & Young, leader
internazionale nei servizi professionali. La Società, con sedi in oltre 130
paesi, promuove dal 1987 il Premio L'Imprenditore dell'Anno e può quindi
godere di un punto privilegiato di osservazione sull'imprenditoria a livello
mondiale. Complessivamente, nel 2001 i nuovi progetti diretti di
investimento in Europa sono stati 1.974, contro i 2.243 del 2000, con una
conseguente diminuzione del 9% sui posti di lavoro creati rispetto al 2000.
I picchi negativi a livello di percentuale, soprattutto in Gran Bretagna,
Francia, Irlanda, Svizzera e Olanda. Migliori, invece, le performance di
Svezia, Finlandia e dell'Europa Centrale e dell'Est. In questo contesto
caratterizzato dalla cautela si inserisce anche l'Italia, dove nel 2001 si
è registrata una flessione degli investimenti pari al 13,3%. Nel dettaglio,
le iniziative realizzate nel nostro Paese sono state maggiori, in termini
percentuali, al nord (75%). Seguono Centro (23,1%) e Sud (1,9%). A livello
settoriale è l'informatica - e in particolare il software - a catalizzare
gli investimenti in Italia, con una crescita del 5% circa rispetto al 2000.
Seguono i servizi (tuttavia con un calo del 6,5% sui valori dell'anno
precedente). Spiccano, ancora, gli investimenti nei settori trasporti (+
7,7%, valore assoluto) e farmaceutico (+ 5,8%, valore assoluto). Le aree di
attività in cui le aziende straniere hanno investito nel nostro Paese sono
soprattutto le vendite e il marketing (51,9%), seguite a distanza dal
manufacturing (21,2%). Al terzo posto le attività di ricerca e sviluppo
(13,5%). Lo studio di Ernst & Young evidenzia, inoltre, che investimenti
effettuati sul nostro territorio provengono per il 40,4% del loro valore
dagli Stati Uniti. Anche nell'ambito dei progetti realizzati in Europa
L'Italia non brilla: solo il 2% di questi investimenti proviene, infatti,
dal nostro Paese. I dati che emergono dall'European Investment Monitor di
Ernst & Young evidenziano come i settori considerati
"trainanti" nel corso del 2000, quali telecomunicazioni,
informatica, elettronica, nonché i servizi, abbiano registrato un calo in
termini di progetti di investimento pari, rispettivamente, al 48%, 49%, 22%
e 18%. Un capitolo a parte sono gli investimenti effettuati in Europa dagli
Stati Uniti, che nel 2001 hanno registrato un decremento del 26% rispetto al
2000. A risentirne, in particolare, sembrano essere stati paesi quali la
Gran Bretagna, l'Irlanda l'Olanda e la Svizzera, di norma maggiormente
interessati dai progetti statunitensi. Tuttavia, non sono solo segnali
negativi quelli che individuati da Ernst & Young: "Ogni anno
veniamo a conoscenza di realtà e progetti locali che, tuttavia, racchiudono
in sé un elevato valore imprenditoriale, tanto da risultare esportabili
anche a livello internazionale", commenta Giorgio Mosci, partner Ernst
& Young. "Si è appena conclusa a Montecarlo la seconda edizione
internazionale del Premio L'Imprenditore dell'Anno, il World Entrepreneur of
the Year, dove abbiamo avuto modo di constatare la vivacità che
caratterizza anche oggi il mondo imprenditoriale, nonostante la crisi
economica in atto soprattutto nel mercato americano", continua Mosci.
"E' convinzione di Ernst & Young che l'eccellenza imprenditoriale
rappresenti il motore dell'economia a livello mondiale. Solo riconoscendola
e coltivandola si riuscirà a favorire lo sviluppo a livello globale,
premessa imprescindibile anche per un miglioramento sociale e
culturale". Dallo studio di Ernst & Young risulta poi che, i
settori che hanno reagito meglio al 2001 sono stati a livello Europeo il
farmaceutico, con una crescita del 18% nel numero dei nuovi progetti di
investimento, automotive, con un incremento del 9% e dei trasporti, che
hanno registrato un aumento del 21%. Contrariamente alle aspettative,
secondo i dati di Ernst & Young, l'introduzione dell'Euro non sembra
essere stata tra le cause portanti del calo degli investimenti in Europa:
per esempio, alcuni dei paesi che hanno adottato la nuova moneta, quali
Portogallo e Finlandia, hanno registrato risultati positivi - mentre non
altrettanto può dirsi per Irlanda, Belgio e Olanda. In generale, l'avvento
dell'Euro sembra comunque aver influito in maniera più importante sulle
attività manifatturiere come, per esempio, nel settore automotive.
"L'Europa", conclude Mosci, "deve assicurasi che il proprio
contesto economico continui ad essere flessibile. Le infrastrutture e il
cosiddetto 'skill shortage', per esempio, sono problematiche da sempre
aperte, che necessitano di una soluzione nel breve termine. Un modo per
ripartire, potrebbe essere per esempio, l'identificazione e l'analisi dei
reali asset economici ed industriali delle singole regioni europee, al fine
di modellare i progetti di investimento su queste basi". Sono aperte in
Italia le iscrizioni al Premio L'Imprenditore dell'Anno. Potenziali
candidati sono imprenditori e imprenditrici alla guida di aziende che
abbiano registrato nell'ultimo esercizio un fatturato compreso tra i 25 e i
600 milioni di Euro. L'adesione all'iniziativa è gratuita. Il termine di
presentazione delle candidature è il prossimo 12 luglio; la cerimonia di
premiazione si terrà a Milano il prossimo 7 novembre. Per ulteriori
informazioni e per iscrizioni è possibile consultare il sito www.eypremio.com
LA
FOTOGRAFIA DEGLI ULTIMI DIECI ANNI COME E' CAMBIATO IL COMMERCIO IN ITALIA
Roma, 24 giugno 2002 - Diminuiscono i negozi di vicinato, aumentano le medie
superfici, cresce l'occupazione, si affacciano sul mercato nuove formule
distributive, più concorrenza tra imprese, rischio di colonizzazione da
parte delle grandi multinazionali della distribuzione: questi alcuni degli
elementi più significativi contenuti nel rapporto sulla distribuzione in
Italia degli ultimi dieci anni (1991-2001) elaborato dal Centro Studi
Confcommercio e consultabile, in versione integrale, sul giornale on line
www.confcommercio.it La fotografia in sintesi - sono diminuite le unità
locali del settore di circa 44mila esercizi (-3,2%) su tutto il territorio
nazionale ; sono aumentati di oltre 29mila unità gli addetti al
settore (+0,9%) ma, tra di essi, sono cresciuti i lavoratori dipendenti
mentre sono diminuiti notevolmente i lavoratori indipendenti ; un significativo
ridimensionamento strutturale, soprattutto nel settore alimentare, per gli
esercizi del commercio al dettaglio in sede fissa (tab. 3); i supermercati
sono passati da 3.696 unità nel 1992 a 6.413 nel 2000 e gli ipermercati da
182 unità a 349; i discount introdotti in Italia nel 1992 oggi sono 2.600
(tab. 4); si è accentuata la diversificazione delle formule distributive in
tutti i comparti come dimostra la nascita e la diffusione negli anni novanta
degli hard discount, dei centri specializzati non alimentari, dei centri
all'ingrosso non alimentari, dei centri commerciali, dei factory outlet
(centri commerciali che vendono prodotti di marca a prezzi molto scontati);
è aumentato il livello di concorrenza tra le imprese commerciali - siano
esse piccole, medie o grandi - in funzione dei servizi offerti, della
localizzazione, delle caratteristiche dell'assortimento (alta media bassa),
del mix qualità/prezzo. Il trend di sviluppo del settore che era stato
contraddistinto ormai da alcuni anni da una fuoriuscita dal mercato di
numerose imprese, soprattutto di piccole dimensioni, dimostra negli ultimi
anni un'inversione di tendenza e un innalzamento dei requisiti professionali
necessari per operare sul mercato. Negli ultimi anni si è registrata una
crescita significativa dei centri commerciali al dettaglio, in particolare
nelle regioni del Nord (tab. 5). In questo periodo si sono registrate circa
180mila iscrizioni nel registro delle imprese e oltre 158mila cancellazioni,
sottintendendo la forte dinamicità del mercato e la capacità di attrarre
nuovi investimenti e nuova imprenditoria, soprattutto nel settore non
alimentare. Da un punto di vista territoriale permane sostanzialmente un
dualismo tra sistemi distributivi del Paese: nelle regioni del Centro-Nord,
dove la ristrutturazione del settore è stata intensa; i sistemi operanti
nelle regioni del Mezzogiorno, invece, sono caratterizzati da una diffusa
presenza di esercizi e da una dinamica imprenditoriale molto positiva (il
tasso di crescita nel 2001 è stato pari a 2,6 contro un tasso di crescita
pari a 0 nel Nord) che vede protagonista soprattutto la piccola impresa. Gli
andamenti strutturali del commercio evidenziano in sintesi un settore in
piena trasformazione con diversi problemi insoluti da affrontare: se da un
lato la piccola impresa denuncia soprattutto una pesante
sottocapitalizzazione, un basso livello di innovazione e scarsa diffusione
di forme associative, dall'altro le imprese a dimensione regionale e
nazionale difficilmente riescono ad operare su scala europea. La rete degli
esercizi al dettaglio in sede fissa nel 2001 - Alla fine del 2001 la rete
commerciale era costituita da 619.518 esercizi, se a questo aggregato si
aggiungono anche i distributori di carburante, le farmacie, le rivendite di
tabacco e altri generi di monopolio il numero degli esercizi sale a 725.444
unità.
Tab. 2 - La rete distributiva al dettaglio in sede fissa per settore
merceologico (anno 2001)
|
Settori
|
N.
|
%
|
|
Altri esercizi non alimentari
|
185.318
|
29,9
|
|
Abbigliamento e calzature
|
158.056
|
25,5
|
|
Alimentari e bevande
|
115.507
|
18,6
|
|
Esercizi non specializzati alimentari
|
77.289
|
12,5
|
|
Mobili e casalinghi
|
46.625
|
7,5
|
|
Elettrodomestici
|
23.835
|
3,8
|
|
Non specializzati non alimentari
|
6.773
|
1,1
|
|
Non classificato
|
6.115
|
1,0
|
|
Totale Italia
|
619.518
|
100
|
Fonte: elaborazioni Centro
Studi Confcommercio
Dal punto di vista merceologico il
peso dell'alimentare supera nel complesso di poco il 30%, ripartendosi per
il 18,6% tra gli esercizi specializzati e per il 12,5% tra gli esercizi non
specializzati a prevalenza alimentare che comprendono tipologie quali le
superette, discount, supermercati, ipermercati. Nel non alimentare un
settore molto consistente è rappresentato dalla voce abbigliamento e
calzature con una quota pari al 25,5% del totale, mentre la voce "altri
esercizi non alimentari" pesa per il 30% sul totale comprendendo
settori diversificati tra i quali articoli medicali e ortopedici, cosmetici
e profumeria, ferramenta, giardinaggio, articoli di seconda mano. L'Evoluzione
degli esercizi del commercio al dettaglio in sede fissa. Il
ridimensionamento dal punto di vista strutturale è stato significativo:
rispetto al 1991, lo stock degli esercizi in sede fissa (esclusi i
distributori di carburante) risulta diminuito di circa 60mila unità
(-7,8%), sintesi di un calo generalizzato di diversi comparti merceologici
soprattutto nel settore alimentare (tab. 3). Sono stati proprio gli esercizi
specializzati alimentari, ovvero i piccoli punti vendita a conduzione
familiare, unilocalizzati, con un raggio d'azione a livello di vicinato, a
registrare nel complesso la variazione negativa più consistente (-23,8%)
che ha raggiunto valori più elevati per quanto riguarda la voce "altro
commercio al dettaglio alimentare" (-33,6%), il commercio di bevande
(-31,2%), i negozi di frutta e verdura e le macellerie (rispettivamente -26%
e -25%); in controtendenza gli esercizi che vendono pesce e crostacei che
presentano una dinamica positiva (+8,1%).
Tab. 3 - Evoluzione degli esercizi
del commercio al dettaglio in sede fissa (var. %)
|
|
2001/1991
|
|
Commercio
al dettaglio in esercizi non specializzati
|
-8,4
|
|
-
Con prevalenza di prodotti alimentari
|
-13,1
|
|
-
Con prevalenza di prodotti non alimentari
|
139,6
|
|
Commercio
al dettaglio di prodotti alimentari in esercizi specializzati
|
-23,8
|
|
-
Commercio al dettaglio di frutta e verdura
|
-26,0
|
|
-
Commercio al dettaglio di carne e prodotti a base di carne
|
-25,0
|
|
-
Commercio al dettaglio di pesci, crostacei e molluschi
|
8,1
|
|
-
Commercio al dettaglio di pane, pasticceria e dolciumi
|
-23,2
|
|
-
Commercio al dettaglio di bevande (vini, oli, birra ed altre bevande)
|
-31,2
|
|
-
Commercio al dettaglio di prodotti del tabacco e altri generi di
monopolio
|
-12,2
|
|
-
Altro commercio al dettaglio di prodotti alimentari
|
-33,6
|
|
Commercio
al dettaglio di prodotti farmaceutici, articoli di profumeria
|
10,5
|
|
-
Farmacie
|
4,4
|
|
-
Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici
|
9,6
|
|
-
Commercio al dettaglio di cosmetici e articoli di profumeria
|
15,6
|
|
Commercio
al dettaglio di altri prodotti in esercizi specializzati
|
-2,2
|
|
-
Commercio al dettaglio di tessili
|
-6,6
|
|
-
Commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento
|
-4,5
|
|
-
Commercio al dettaglio di calzature e articoli in cuoio
|
-17,1
|
|
-
Commercio al dettaglio di mobili e articoli di illuminazione
|
-0,7
|
|
-
Commercio al dettaglio di elettrodomestici, apparecchi radio e
televisori
|
-7,0
|
|
-
Commercio al dettaglio ferramenta, colori e vernici, vetro
|
-12,0
|
|
-
Commercio al dettaglio di libri, giornali, riviste e articoli di
cartoleria
|
7,0
|
|
-
Commercio al dettaglio di altri prodotti in esercizi specializzati
|
5,4
|
|
Commercio
al dettaglio di articoli di seconda mano
|
-36,0 | |