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3 SETTEMBRE 2002
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INTERVENTO
DI ROMANO PRODI PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA AL VERTICE MONDIALE
SULLO SVILUPPO SOSTENIBILE
Johannesburg,
3 settembre 2002 - Di seguito riportiamo il discorso di Romano Prodi
presedente della Commissione Europea in merito al vertice mondiale sullo
sviluppo sostenibile in corso a Johannesburg: "Signor Presidente,
signore e signori, Un anno fa il terrorismo uccideva migliaia di persone e
colpiva uno dei simboli della nostra civiltà, ma l'immane tragedia non è
riuscita a intaccare i nostri valori o a indebolire la fermezza con cui
vogliamo difenderli e mantenerli vivi. Soprattutto, il terrorismo non ha
minato la nostra fiducia nella cooperazione multilaterale. Recentemente la
cooperazione multilaterale ha fatto registrare grandi progressi. Le
conferenze internazionali di Doha sul commercio e di Monterrey sui
finanziamenti per lo sviluppo sono state indubbiamente positive e il Fondo
mondiale per la salute e per la lotta alle malattie infettive è già in
funzione. Qui a Johannesburg dobbiamo guardare ancora più in alto. Dobbiamo
portare avanti la nostra lotta per ridurre la povertà e fermare la
distruzione dell'ambiente. E per farlo non c'è alternativa all'azione
comune. L'opinione pubblica, qui come nei nostri paesi di provenienza, si
mostra incerta sulla globalizzazione. Da una parte è consapevole che la
libera circolazione di merci, servizi, capitali e persone produce ricchezza
economica; dall'altra l'aumento delle disuguaglianze, lo stato dell'ambiente
e l'instabilità dei mercati finanziari sono motivi di preoccupazione. I
cittadini del mondo guardano a noi per avere risposte. È nostro dovere non
deluderli. Collettivamente dobbiamo dimostrare di essere in grado di
canalizzare le forze della globalizzazione, di offrire una speranza ai
poveri della terra e di preservare le risorse e le bellezze del nostro
pianeta. Non riesco a immaginare una sfida più complessa, tuttavia, come
Presidente delle Commissione europea e attingendo ai cinquanta anni di
esperienza europea, voglio lanciare a questa conferenza un messaggio di
determinazione e di solidarietà. La determinazione che abbiamo mostrato in
Europa costruendo il nostro progetto di integrazione guidati dai principi
del rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto.
La solidarietà che ci spinge ad estendere l'area di prosperità e di
stabilità a quasi 80 milioni di nuovi cittadini dell'Unione e a promuovere
la pace e lo sviluppo al di là dei nostri confini, soprattutto in Africa e
nel Mediterraneo. Dal vertice di Rio dieci anni fa i progressi sono stati
lenti: esiste ancora la povertà di massa, la denutrizione è diffusa e
troppe persone non hanno accesso ad acqua potabile sicura. L'analfabetismo e
le malattie infettive non accennano a diminuire. Al Vertice del Millennio,
per combattere contro la povertà più estrema, ci siamo posti obiettivi
ambiziosi che possiamo e dobbiamo raggiungere. Questo vertice di
Johannesburg deve indicare concretamente come farlo. Fissando delle scadenze
ci avvicineremo già alla soluzione. L'ambiente naturale è malato e le
popolazioni più povere del mondo sono quelle che subiscono più duramente
tempeste, siccità e alluvioni e che più soffrono per il degrado del suolo
e per la desertificazione. Fra cinquanta anni il nostro pianeta ospiterà
nove miliardi di persone e la produzione mondiale si sarà quadruplicata.
Questi dati ci impongono di spezzare una volta per tutte il rapporto fra la
crescita economica e il degrado dell'ambiente. L'Unione europea è convinta
che si possa far funzionare il protocollo di Kyoto. L'UE l'ha già firmato e
ratificato, riponiamo la nostra fiducia nelle ratifiche che sono annunciate
come imminenti e che renderanno operativo questo strumento. In tal modo
potremo finalmente dare il via alla lotta contro le emissioni dei gas ad
effetto serra che determinano il riscaldamento globale del pianeta. Il
crescente divario fra il Nord e il Sud del mondo deve diventare la nostra
nuova frontiera, la nostra prossima sfida. In Europa ci siamo già liberati
di un muro, non possiamo accettare che un altro muro divida in due il mondo.
Siamo qui a Johannesburg per stringere un nuovo patto fra Nord e Sud fondato
sulla fiducia reciproca e sul comune obiettivo dello sviluppo sostenibile.
Si tratta di un patto di crescita, di sviluppo, di sostenibilità e di
solidarietà. La crescita ha bisogno di scambi commerciali e di
investimenti. I mercati dell'Unione europea sono aperti, anzi apertissimi,
anche per i peasi in via di sviluppo dai quali importiamo beni per oltre
€400 miliardi l'anno. A Doha abbiamo sottoscritto impegni chiari e
specifici. Voglio ripetere oggi che siamo pronti a negoziare in modo
costruttivo sulla base dell'agenda di Doha per aprire ulteriormente i
mercati europei. Siamo consapevoli di quanto l'agricoltura sia importante
per i paesi in via di sviluppo e sappiamo bene che non basta ridurre le
tariffe. Infatti, occorre anche ridurre le sovvenzioni interne che
distorcono i normali scambi commerciali e tutte le forme di sostegno alle
esportazioni. Le proposte di riforma dei settori della pesca e
dell'agricoltura che la mia Commissione ha recentemente sottoposto agli
Stati membri dell'Unione sono la prova del nostro impegno. Esse intendono
porre fine all'eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche, pertanto
accogliamo con favore gli obiettivi che si stanno definendo qui a
Johannesburg e che mirano non solo a frenare il declino degli stock ma a
riportali a livelli sostenibili. Inoltre proponiamo di riformare la nostra
politica agricola passando dagli aiuti legati alla produzione a misure di
assistenza rurale. L'Europa non teme confronti nel sostegno prestato allo
sviluppo. Dalle imprese dell'UE viene la maggior parte di tutti gli
investimenti nei paesi in via di sviluppo: circa il 70% del totale mondiale
nel 2000. Ma agendo di concerto possiamo fare molto di più. Per questo
motivo chiedo condizioni più favorevoli per la protezione di questi
investimenti nel terzo mondo. Per questo motivo abbiamo colto l'occasione
offerta da questa conferenza per associare le imprese private ai donatori
pubblici e ai beneficiari nelle nostre grandi iniziative sull'acqua e
sull'energia. Signor presidente, Il patto che propongo oggi si fonda sul
nostro comune riconoscimento dei valori fondamentali della democrazia, del
buongoverno e dell'inclusione sociale. Tuttavia, il mio appello al
buongoverno resterebbe lettera morta se non fosse accompagnato da una
concreta espressione di solidarietà. In primavera, a Monterrey, abbiamo
assunto l'impegno di devolvere lo 0,39% del PIL all'assistenza allo sviluppo
entro il 2006 come primo passo verso l'obiettivo dello 0,7%. Oggi ribadisco
con fermezza che rispetteremo l'impegno preso e ne sorveglieremo
l'applicazione. So che non è molto, e che dobbiamo fare meglio in futuro,
ma anche in questo modo potremo devolvere molto di più allo sviluppo
sostenibile: €22 miliardi nel periodo fino al 2006 ai quali si
aggiungeranno €9 miliardi all'anno dopo quella data. I progetti prioritari
a cui andranno tali fondi saranno l'acqua, l'energia, la produzione
alimentare, l'istruzione e la sanità. Tocca ai paesi industrializzati
prendere l'iniziativa e passare a modelli di produzione e di consumo che
possano assicurarci un futuro sostenibile. Ma ciascuno di noi deve fare la
sua parte. Dobbiamo utilizzare la nostra capacità di ricerca e mettere in
comune le esperienze e la tecnologia. Pertanto, un programma decennale è un
contributo chiave che possiamo dare oggi per convogliare le energie di
tutti. Domani presenteremo una grande iniziativa sull'acqua con i nostri
partner africani e dei Nuovi Stati indipendenti. Portare l'acqua a milioni
di persone in Africa significa spingersi con decisione verso l'obiettivo di
dimezzare entro il 2015 il numero di coloro che non possono bere acqua
pulita e vivono in condizioni igieniche inaccettabili. Inoltre, intendiamo
sostenere la cooperazione sui fiumi e sui laghi internazionali per fare
dell'acqua un fattore di pace piuttosto che un motivo di scontri e di
conflitti. L'acqua potabile è una delle priorità più alte dell'UE e il
motivo è semplice: il fatto che un quinto dell'umanità non abbia accesso
ad acqua sicura è una delle principali cause di malattia e di
sottosviluppo. La mancanza di acqua sottrae a centinaia di milioni di uomini
e soprattutto di donne le forze, il tempo e la loro stessa dignità. Lo
stesso vale per l'energia. Abbiamo già varato un'iniziativa di partenariato
per migliorare l'accesso all'energia perché, in poche parole, senza
un'erogazione adeguata di corrente elettrica non abbiamo sviluppo, scuole,
ospedali o fabbriche. Per finire, dal momento che ci troviamo sul suolo
africano, voglio ribadire l'impegno attivo dell'Europa a favore del
continente. A Monterrey ho affermato con chiarezza l'intenzione della
Commissione di dare tutto l'appoggio possibile all'Africa e alla Nuova
partnership per lo sviluppo africano lanciata dai leader più rispettati e
coraggiosi del continente. Il piano d'azione adottato dal G8 a Kananaskis è
un primo passo e voglio confermare che la Commissione farà in pieno la sua
parte per spingere la comunità internazionale a fare di più. Il nostro
partenariato con l'Africa risulterà rafforzato dalla convenzione di Cotonou
che lega l'Europa a oltre ottanta paesi dell'Africa, dei Caraibi e del
Pacifico. Esso prevede €13,5 miliardi in nuove risorse finanziarie nei
prossimi cinque anni per lo sviluppo di questi paesi e pone le basi per
migliorare le relazioni commerciali. Ad ottobre avranno inizio i negoziati
sugli accordi commerciali regionali. Non perderemo l'occasione per aprire
ancora di più i nostri mercati e far compiere un salto di qualità
all'integrazione regionale fra i diversi paesi africani. Voglio insistere
ancora una volta su questo punto: l'Africa resta in cima all'agenda
dell'Unione europea. Ciascuno di noi deve sentire la responsabilità di
assicurare che questa conferenza venga ricordata come un successo della
cooperazione multilaterale. Le lezioni della storia sono chiare: tutti
conosciamo i rischi che un fallimento comporterebbe per la stabilità e la
pace del mondo. Tuttavia siamo in grado far fronte a questa sfida: ridurre
la povertà e preservare il nostro pianeta è possibile. Possiamo dimostrare
qui a Johannesburg di averne il fermo intendimento e di saper fare le scelte
giuste. Potete contare sul pieno sostegno dell'Unione europea e della
Commissione che presiedo".
FABBISOGNO
DEL SETTORE STATALE - AGOSTO 2002
Roma, 3 settembre 2002 - Il Ministero dell'Economia e delle Finanze comunica
che nel mese di agosto 2002 si è registrato un disavanzo del settore
statale di circa 3000 milioni di euro, a fronte di un avanzo di 2.828
milioni di agosto 2001. Nei primi otto mesi del 2002 si è registrato un
fabbisogno di circa 34.100 milioni, mentre nel analogo periodo 2001 si era
avuto un fabbisogno pari a 21.232 milioni. L'andamento del saldo del mese di
agosto 2002 è da attribuirsi principalmente al mancato gettito dell'autoliquidazione
dell'Irpeg, il cui termine di versamento è stato anticipato al mese di
luglio. Ad incidere sul fabbisogno dei primi otto mesi dell'anno
contribuisce, inoltre, per 1000 milioni, la diversa modalità di versamento
delle accise sugli oli minerali. Dal lato delle spese, il saldo delle
operazioni con la Ue continua ad incidere negativamente rispetto ai primi
otto mesi dello scorso anno per circa 2000 milioni di euro. Più in
generale, il maggior fabbisogno dell'anno riflette in buona misura, oltre
l'ampio utilizzo della compensazione dei crediti di imposta, l'andamento non
soddisfacente dell'economia e conseguentemente delle entrate tributarie,
come del resto sta accadendo negli altri Paesi Europei.
MODELLI
INTRASTAT: LA PRESENTAZIONE PROROGATA AL 6 SETTEMBRE
Roma, 3 settembre 2002 - Il Ministero dell'Economia e delle Finanze comunica
che è stata prorogata al 6 settembre 2002 la presentazione dei modelli
Intrastat relativi al mese di luglio e scaduti al 20 agosto 2002. Il
differimento dei termini di presentazione degli elenchi riepilogativi delle
cessioni e degli acquisti intracomunitari di beni, disposto da un Dpcm in
attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, è stato deciso per
evitare ai contribuenti di dover effettuare l'adempimento in coincidenza con
la pausa estiva.
SERVIZI
FINANZIARI: LA NUOVA GUIDA FIN-NET AIUTERÀ I CONSUMATORI NELLA
PRESENTAZIONE DI DENUNCE TRANSFRONTALIERE
Bruxelles, 3 settembre 2002 La Commissione europea ha pubblicato una nuova
guida dei consumatori a Fin-Net, la rete per le denunce extragiudiziali
transfrontaliere nei servizi finanziari. Fin-Net è basato sulla
cooperazione fra organismi nazionali per la soluzione delle controversie ed
è la prima rete transfrontaliera per la soluzione alternativa delle
controversie pienamente funzionante nell'Unione europea. Come tale, essa
svolge un ruolo fondamentale nella spinta impressa dalla Commissione allo
sviluppo di un autentico mercato interno dei servizi finanziari. La nuova
Guida, che fa parte dell'iniziativa Dialogo con i cittadini, diretta ad
accrescere la consapevolezza di questi ultimi dei loro diritti nell'ambito
del mercato interno, mira ad aiutare i cittadini europei a capire ed
utilizzare la rete Fin-Net. La guida è disponibile nelle undici lingue
ufficiali dell'UE, fra l'altro anche chiamando il Call Centre Europe Direct
(00800 67891011). Di essa verranno distribuite un milione e mezzo di copie.
Essa è inoltre disponibile in linea all'indirizzo: http://europa.eu.int/comm/internal_market/fr/finances/consumer
"Se vogliamo un vero mercato interno dei servizi finanziari, dobbiamo
accrescere la fiducia dei consumatori in modo che i cittadini non nutrano
preoccupazioni nell'acquisto di servizi finanziari in un altro Stato membro,
quando possono ottenere maggiori vantaggi. Dobbiamo fare in modo che i
consumatori sappiano che possono ottenere una riparazione extragiudiziale,
qualora dovessero sorgere dei problemi" ha dichiarato il Commissario
per il mercato interno Frits Bolkestein. "Fin-Net rende più facili le
denunce 'transfrontaliere'. Essa aiuterà le imprese e i consumatori a
risolvere le controversie in modo rapido ed efficiente senza dover ricorrere
a lunghe e costose azioni legali". La Guida fornisce ai consumatori
informazioni in merito a: cosa fare se debbono presentare una denuncia
contro un fornitore di servizi finanziari in un altro Stato membro; le
procedure per la soluzione extragiudiziale di controversie in materia di
servizi finanziari ai consumatori nello Spazio economico europeo (l'Unione
europea più la Norvegia, l'Islanda e il Liechtenstein); come funziona
Fin-Net ; come prendere contatto con gli organismi nazionali che raccolgono
le denunce e che partecipano a Fin-Net. Dopo una fase pilota di un anno,
Fin-Net è ora pienamente operativa. I risultati ottenuti durante la fase
pilota sono stati molto soddisfacenti. Fra febbraio e dicembre 2001 sono
state trattate più di 400 denunce relative ad operazioni bancarie,
assicurative o di compravendita di titoli. La rete comprende attualmente 41
membri. Fin-Net mira a rendere le denunce transfrontaliere più agevoli,
superando alcuni dei problemi pratici che si pongono normalmente. Per
organizzare la rete, la Commissione europea ha riunito vari organismi
nazionali per la raccolta delle denunce, nuovi e già esistenti, in un
accordo di cooperazione basato su un Protocollo di intesa. Fin-Net persegue
tre obiettivi principali: Fornire ai consumatori un accesso facile e
documentato alla soluzione extragiudiziale delle controversie
transfrontaliere: la rete aiuta i consumatori ad individuare l'organismo
adatto alla loro denuncia specifica, fornendo loro tutte le necessarie
informazioni nella loro lingua. Assicurare un efficace scambio di
informazioni fra i vari organismi europei, in modo che le denunce
transfrontaliere possano essere trattate nel modo più rapido, efficiente e
professionale possibile. La struttura Fin-Net prevede uno scambio rapido di
informazioni generali e particolari necessarie per casi specifici, quando,
ad esempio, può esserci la necessità di ottenere informazioni sulle norme
a tutela dei consumatori vigenti in un determinato Stato membro. Assicurare
che gli organismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie dei vari
paesi europei rispettino una serie comune di garanzie minime. È di vitale
importanza che i consumatori possano nutrire fiducia negli organismi membri
di Fin-Net. Senza la fiducia dei consumatori la rete sarebbe inutile.
Pertanto tutti gli organismi partecipanti rispettano una serie di norme
minime che garantiscono una procedura di risoluzione delle controversie
imparziale, equa ed efficiente. La Raccomandazione della Commissione 98/257
sui principi applicabili in materia di soluzione delle controversie
concernenti i consumatori contiene questi principi fondamentali
sull'istituzione e il funzionamento delle relative procedure
extragiudiziali. Tutti gli organismi partecipanti su sono impegnati, in un
Protocollo di intesa, a rispettare i suddetti principi diretti a garantire
la correttezza e l'efficacia delle loro procedure. La copertura di Fin-Net
è più estesa nei settori bancario e assicurativo, in quanto in questi
settori sono più diffusi gli organismi nazionali di risoluzione delle
controversie. La Commissione sta ora concentrando i propri sforzi
sull'ulteriore sviluppo di Fin-Net. Essa intende migliorarne la copertura
geografico-settoriale e intensificare la cooperazione fra gli organismi
partecipanti. La Commissione attribuisce inoltre un'importanza prioritaria
al raggiungimento di una migliore conoscenza di Fin-Net da parte dei
cittadini europei. La Guida che viene ora pubblicata rientra in questo
sforzo. Informazioni generali su tutti gli organi membri di Fin-Net sono
inoltre disponibili sul sito web della Commissione europea http://europa.eu.int/comm/internal_market/en/finances/consumer/intro.htm
nonché nella banca dati multilingue Fin-Net http://finnet.jrc.it
NEL 2002
224 PROGETTI CULTURALI EUROPEI RICEVERANNO IL SOSTEGNO DEL PROGRAMMA
"CULTURA 2000"
Bruxelles, 3 settembre 2002 I 224 progetti selezionati si divideranno oltre
33 milioni di euro di sovvenzioni. La maggior parte delle proposte
selezionate riguarda le arti visive, settore prioritario nel 2002. 28 paesi
europei partecipano al programma " Cultura 2000 " (2000-2004), che
quest'anno permetterà ad oltre 750 operatori culturali di collaborare
nell'ambito di progetti di dimensione europea. Come ha osservato Viviane
Reding, Commissario europeo per l'istruzione e la cultura "quest'anno
ci troviamo a metà percorso del programma "Cultura 2000", il cui
successo presso gli ambienti culturali è ampiamente dimostrato. Nel 2002 i
miei servizi hanno ricevuto oltre 430 domande di partecipazione al nostro
programma e desidero sottolineare la qualità dei progetti selezionati.
"Cultura 2000" fornisce ogni anno la prova che l'azione culturale
dell'Unione europea risponde ad una reale esigenza di valorizzazione della
diversità culturale degli europei quale patrimonio comune, nonché svolge
un ruolo di sostegno per progetti europei di creazione culturale". Nel
2002 il programma sostiene progetti in tutti i settori della creazione
artistica, del patrimonio culturale, dei libri, della lettura e della
traduzione. Fra i 224 progetti selezionati, 119 riguardano le arti visive,
priorità tematica dell'anno. Nel 2003 avranno priorità le arti delle
spettacolo e nel 2004, anno conclusivo del programma, la priorità spetterà
al patrimonio. " Cultura 2000 " sostiene progetti annuali di
cooperazione, ma anche progetti pluriennali, favorendo in tal modo la
costituzione di reti culturali europee. Sono stati selezionati 200 progetti
annuali per un importo di circa 17,7 milioni di euro, nonché 24 progetti
pluriennali di cooperazione (relativi alle arti visive, alle arti dello
spettacolo, al patrimonio culturale, ai libri e alla lettura), per un
importo di circa 15,7 milioni di euro. Inoltre, " Cultura 2000 "
dedicherà circa 150.000 euro all'organizzazione e all'assegnazione di un
premio europeo nel settore della conservazione e della valorizzazione del
patrimonio culturale. Progetti annuali di cooperazione nel 2002 I progetti
in questione devono coinvolgere almeno tre organizzatori dei paesi che
partecipano al programma. I 200 progetti selezionati a titolo di questa
azione sono suddivisi nel modo seguente: Arti visive: 100 progetti ; Arti
visive nei paesi terzi: 2 progetti ; Arti dello spettacolo: 20 progetti ;
Patrimonio culturale: 19 progetti ; Libri e lettura: 8 progetti ;
Traduzioni: 48 progetti (oltre 200 libri); Laboratori del patrimonio
culturale: 3 progetti. Progetti pluriennali di cooperazione - I progetti in
questione devono coinvolgere almeno cinque organizzatori dei paesi che
partecipano al programma. I 24 progetti selezionati a titolo di questa
azione sono suddivisi come segue: Arti visive: 17 progetti ; Arti dello
spettacolo: 3 progetti; Patrimonio culturale: 2 progetti ; Libri e lettura:
2 progetti . Le Capitali europee della cultura per il 2002, Bruges e
Salamanca, hanno già ricevuto circa 125.000 euro ciascuna per attività
preparatorie e un importo supplementare di 375.000 euro è stato previsto
per ciascuna città per attività che si svolgono quest'anno. Inoltre
125.000 euro sono stati destinati alla Capitale della cultura del 2003,
Graz, per preparare manifestazioni culturali che si svolgeranno l'anno
prossimo. 28 paesi partecipanti Oltre ai quindici Stati membri e ai paesi
dello Spazio economico europeo, nove paesi candidati dell'Europa centrale e
orientale (Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania,
Polonia, Romania e Repubblica slovacca) partecipano al programma per la
seconda volta nel 2002, mentre la Slovenia vi partecipa per la prima volta.
Oltre 115 organizzazioni provenienti da questi paesi parteciperanno come
capofila e/o come organizzatori ai progetti selezionati, vale a dire un
aumento di circa il 50 % rispetto all'anno scorso. Nel 2003, Cipro e Malta
parteciperanno anch'essi a "Cultura 2000". Inoltre "Cultura
2000" permette una cooperazione con attori culturali di paesi terzi.
Pertanto, fra i progetti selezionati quest'anno, figura un'esposizione
internazionale di arte contemporanea organizzata dal Centro culturale di
Belgrado in collaborazione con operatori greci e tedeschi. L'elenco e la
descrizione dei progetti per i quali è già stato firmato un contratto sono
disponibili presso l'ufficio del portavoce e sul sito Internet del programma
"Cultura 2000" al seguente indirizzo web: http://europa.eu.int/comm/culture/eac/2002/index_fr.html
MEDIOBANCA
PUBBLICA LA NUOVA EDIZIONE DEI 'DATI CUMULATIVI DI 1925 SOCIETÁ ITALIANE'
Milano, 3 settembre 2002 - L'indagine è riferita a 1925 societá italiane
operanti nell'industria e nel terziario e copre il decennio 1992-2001; per
972 di tali imprese viene riportata anche la serie storica dal 1968. www.mbres.it
MEDIOBANCA:
NUOVA EDIZIONE DELL'ANNUARIO R&S
Milano, 3 settembre 202 - La Ricerche e Studi ha completato la 27ma edizione
dell'annuario dei 50 principali gruppi italiani quotati in Borsa. Per
maggiori dettagli: www.mbres.it/ita/res_pubblicazioni/annuario.htm
BANCA
POPOLARE COMMERCIO E INDUSTRIA: APPROVA I PROSPETTI CONTABILI DELLA
CAPOGRUPPO E CONSOLIDATI AL 30 GIUGNO 2002, E DELIBERA DI DAR CORSO
ALL'AUMENTO DEL CAPITALE.
Milano, 3 settembre 2002 - Il Consiglio di Amministrazione della Banca
Popolare Commercio e Industria, riunitosi il 26 agosto , ha approvato i
prospetti contabili della Capogruppo e consolidati al 30 giugno 2002, e
deliberato di dar corso all'aumento del capitale. Nella predisposizione
della situazione semestrale consolidata al 30 giugno 2002 sono stati seguiti
gli stessi principi contabili utilizzati e descritti nel bilancio al 31
dicembre 2001, che come noto differivano nei criteri di valutazione dei
titoli, delle operazioni fuori bilancio e del trattamento degli
accantonamenti effettuati ai soli fini fiscali da quelli applicati al 30
giugno 2001. In aggiunta, sempre nella predisposizione della situazione
semestrale consolidata al 30 giugno 2001, il consolidamento di Banca Carime
era stato effettuato in base a presupposti ( tra i quali la prevista
incorporazione di Banca Carime nella Bpci Fin entro la fine del 2001) che
nell'esercizio2001 non si sono realizzati. Qualora la situazione semestrale
consolidata al 30 giugno 2001 fosse stata redatta utilizzando gli stessi
criteri utilizzati per redigere il bilancio consolidato al 31 dicembre 2001
e la situazione semestrale consolidata al 30 giugno 2002, i principali
margini economici sarebbero risultati i seguenti:
|
(migliaia
di euro)
|
30
giugno 2001Pro.forma
|
30
giugno 2001
|
|
Risultato
lordo di gestione
|
123.216
|
131.928
|
|
Utile
prima delle imposte
|
82.971
|
84.798
|
|
Utile
del periodo di pertinenza di terzi
|
-1.067
|
117
|
|
Utile
del periodo
|
29.583
|
42.984
|
Nei primi sei
mesi del 2002 il Gruppo ha riportato un risultato netto di periodo negativo
per 2,6 milioni di euro, in recupero rispetto al risultato del primo
trimestre, negativo per circa 9 milioni di euro. Il primo semestre
dell'anno, pur manifestando un progressivo rilevante miglioramento
reddituale, nel complesso ha continuato a risentire della sfavorevole
congiuntura economica e finanziaria, affermatasi già dalla seconda metà
del 2001, delle condizioni di abbondante liquidità e bassi tassi
d'interesse, nonché dell'assenza di chiari segnali di ripresa sul versante
dell'economia reale. I risultati semestrali del Gruppo sono stati
influenzati dalla gradualità della ripresa operativa di Banca Carime,
subordinata al completo dispiegarsi delle nuove politiche commerciali di
Gruppo, e dalle perdite di ONBanca (-8,9 milioni di euro al 30 giugno 2002).
A riguardo si ricorda peraltro che il 15 luglio 2002 UniCredito Italiano
S.p.A. ha annunciato un'offerta pubblica di acquisto su Onbanca stessa. Al
concludersi dell'operazione, prevista entro la fine del corrente anno, il
"deconsolidamento" della società andrà a dispiegare i suoi
effetti positivi sull'intero esercizio con un beneficio atteso di circa 11
milioni di euro. Per quanto riguarda i risultati patrimoniali, la raccolta
consolidata da clientela, pari a 14.696 milioni di euro (14.583 milioni di
euro al netto di Onbanca), ha registrato una crescita netta del 4,5%
rispetto ai 14.060 milioni di euro rilevati al 30 giugno 2001. A tale
incremento ha contribuito anche il rientro di capitali assistiti da
"scudo fiscale" per circa 600 milioni di euro, principalmente
riconducibili alla Capogruppo. L'analisi disaggregata per singola società
evidenzia un miglioramento del 23% per Banca Popolare Commercio e Industria
e del 12,4% per Banca Popolare di Luino e di Varese sebbene sia per contro
venuto meno un ingente deposito di primaria clientela aziendale di Bpci
International, reinvestito in attività imprenditoriali. La raccolta
indiretta, espressa a valori di mercato, ammonta a 44.174 milioni di euro,
rispetto ai 45.608 milioni di euro evidenziati al termine del primo semestre
2001. Per quanto riguarda la componente "clientela privata", sono
emerse due tendenze contrapposte: una contrazione del risparmio gestito,
penalizzato dall'instabilità dei mercati, passato dai 9.581 milioni di euro
del giugno 2001 agli 8.818 milioni di euro del giugno 2002 ed un incremento
del risparmio amministrato passato da 10.321 milioni di euro a 10.743
milioni di euro. La raccolta di pertinenza della "clientela
istituzionale", anch'essa valorizzata al mercato, prevalentemente
riconducibile alla Capogruppo, si attesta a fine semestre a 24.613 milioni
di euro rispetto ai 25.706 milioni di euro registrati al termine del primo
semestre 2001. Gli impieghi alla clientela hanno raggiunto i 9.593 milioni
di euro, in aumento del 3,6% rispetto ai 9.258 milioni di euro del 30 giugno
2001. Tale dinamica è la risultante di andamenti contrapposti che hanno
caratterizzato le singole banche del Gruppo: +13% per Banca Popolare
Commercio e Industria, + 13,9% per Banca Popolare di Luino e di Varese, -
14,7% per Banca Carime. La contrazione degli impieghi di Banca Carime è
riconducibile, in parte, alla cessione a Banca IntesaBci S.p.A. di
"crediti non graditi" per un valore di bilancio di complessivi
252,7 milioni di euro (l'ultima tranche, pari a 62,6 milioni, è stata
trasferita nel giugno 2002), in parte al decremento degli impieghi verso
società del Gruppo IntesaBci e nei conti di tesoreria della Pubblica
Amministrazione. (Il deconsolidamento di Onbanca porterebbe gli impieghi
alla clientela a 9.589 milioni di euro). Il rapporto sofferenze/impieghi del
Gruppo, calcolato al netto delle rettifiche di valore, si è attestato allo
0,64% (1% al 30 giugno 2001). Per quanto concerne i risultati economici,
l'analisi disaggregata dei due trimestri considerati (gennaio-marzo e
aprile-giugno) mette in luce un sensibile miglioramento. Ad una perdita
delle attività ordinarie pari a 6,6 milioni di euro alla fine del marzo
scorso, è infatti seguito, nel secondo trimestre dell'anno, un utile delle
attività ordinarie superiore ai 9 milioni di euro. Il miglioramento deriva,
in particolare, da un incremento degli interessi netti da 124 a circa 134
milioni di euro (+7,8%) e delle commissioni nette da 57 a circa 68 milioni
di euro (+19%). Il risultato lordo di gestione è conseguentemente
migliorato da 41 milioni di euro nel primo trimestre a circa 54,3 milioni di
euro nel secondo. Nel semestre, il margine d'interesse si è attestato a 264
milioni di euro (261 milioni di euro al netto di Onbanca), contro i 311,8
milioni di euro del primo semestre 2001, che comprendevano peraltro
l'importo di 18,5 milioni di euro (corrispondente ai dividendi 2000 di Banca
Carime), riconosciuto in conto interessi da Banca IntesaBci S.p.A. Al netto
della voce "dividendi", il saldo fra interessi attivi e passivi al
termine dei primi sei mesi dell'anno ha raggiunto i 258 milioni di euro
(304,7 milioni di euro nell'analogo periodo del 2001), risentendo
principalmente della minore redditività delle elevate disponibilità
liquide del Gruppo. Il margine da clientela è migliorato del 12,5%,
attestandosi a 143 milioni di euro (127,1 milioni di euro alla fine del
giugno 2001), grazie prevalentemente all'accresciuta operatività delle
banche del nord e a una più favorevole composizione della provvista, e
nonostante la riduzione della contribuzione finanziaria degli impieghi verso
clientela registrata in Banca Carime. In progresso, grazie alle accresciute
dimensioni del portafoglio obbligazionario di proprietà, gli interessi
maturati sui titoli, pressoché raddoppiatisi a 109,2 milioni di euro,
contro i 56 milioni di euro rilevati nel primo semestre del 2001.
L'intermediazione sul mercato interbancario ha dato luogo ad un margine
positivo per 16,6 milioni di euro, rispetto a 119,7 milioni di euro nel
primo semestre 2001, che rifletteva principalmente la presenza dell'elevata
liquidità di Banca Carime non ancora investita in titoli di debito. La voce
"Dividendi e altri proventi" si è attestata a poco più di 6
milioni di euro rispetto ai 7,1 milioni di euro rilevati nel primo semestre
2001, per i minori utili distribuiti dalle società partecipate. I ricavi
netti da servizi si sono attestati a circa 150 milioni di euro (157,2
milioni di euro nei primi sei mesi del 2001). Il flusso delle commissioni
nette - sostenute in particolare dalla voce "collocamento titoli",
in crescita del 40% - ha raggiunto i 124,7 milioni di euro, evidenziando una
variazione positiva del 3,7% rispetto ai 120,2 milioni di euro del primo
semestre 2001. La voce "Profitti/perdite da operazioni
finanziarie", negativa per 7,3 milioni di euro (- 5,7 milioni nel primo
semestre 2001) ha risentito di svalutazioni per 13,6 milioni di euro
(prevalentemente riconducibili al portafoglio titoli della Capogruppo). Gli
"Altri proventi netti di gestione" sono risultati pari a 32,1
milioni di euro, contro i precedenti 42,2 milioni di euro del primo semestre
2001, che comprendevano componenti straordinarie di pertinenza di Banca
Carime (circa 14 milioni di euro riferiti al recupero di imposte ed agli
incentivi all'esodo di personale che, in base agli accordi stipulati, Banca
IntesaBci S.p.A. aveva rimborsato alla stessa nel periodo). Il margine di
intermediazione ha quindi raggiunto circa 414 milioni di euro (413 milioni
di euro al netto di Onbanca) rispetto ai 469 milioni di euro registrati nel
primo semestre 2001. Il controllo esercitato sui costi da parte di tutte le
banche del Gruppo, ha consentito alla voce "Spese amministrative"
di ridursi a 318,9 milioni di euro, evidenziando una contrazione rispetto al
semestre di raffronto del 5,4%. In dettaglio, le "Altre spese
amministrative" sono scese a 118,9 milioni di euro (-3,8%), mentre le
"Spese per il personale" sono diminuite del 6,3%, attestandosi a
200 milioni di euro. Il risultato lordo di gestione consolidato è stato
pari a 94,8 milioni di euro (131,9 milioni di euro nel primo semestre 2001 e
123,2 milioni di euro pro-forma), di cui 54,3 milioni di euro realizzati nel
secondo trimestre dell'anno. (Il deconsolidamento di Onbanca porterebbe tale
risultato a oltre 100 milioni di euro). Le "Rettifiche di valore su
immobilizzazioni immateriali e materiali " sono pari a 57,1 milioni di
euro (54,4 milioni di euro nei primi sei mesi del 2001). In questa voce
confluiscono, tra le altre, le quote semestrali di ammortamento relative ai
disavanzi di consolidamento della BPLV (circa 4,6 milioni di euro), degli
sportelli del Banco di Napoli S.p.A. (2,4 milioni di euro) e, a partire dal
2001, di Banca Carime (19,5 milioni di euro). Gli "Accantonamenti per
rischi ed oneri", pari a 6,8 milioni di euro (5 milioni di euro nel
primo semestre 2001), si riferiscono alle ordinarie appostazioni per
l'adeguamento del fondo rischi per controversie legali. Nel periodo in esame
sono state effettuate rettifiche nette di valore su crediti e accantonamenti
per garanzie e impegni per complessivi 26,3 milioni di euro (8,8 milioni di
euro nel primo semestre 2001). Oltre alle rettifiche proporzionate alle
accresciute dimensioni del portafoglio prestiti di Gruppo ed effettuate
utilizzando l'intero spazio di deduzione fiscale consentito (0,60%),
l'importo comprende una componente non ricorrente relativa ai "crediti
non graditi" di ammontare inferiore a circa 13.000 euro - per
complessivi 9,3 milioni di euro - che Banca Carime non ha ceduto a Banca
IntesaBci SpA a seguito degli accordi conclusi nel gennaio 2002. Tale
importo è stato interamente rimborsato da Banca IntesaBci SpA e iscritto
tra i proventi straordinari del conto economico consolidato. Le rettifiche
nette comprendono riprese di valore su crediti per complessivi 7,7 milioni
di euro, dei quali 7,4 milioni riferiti a Banca Carime (6,5 milioni di euro
a livello consolidato al 30 giugno 2001). A seguito delle rettifiche
effettuate il tasso di copertura delle sofferenze (rettifiche su sofferenze
clientela/sofferenze lorde clientela), è passato dal 45% al 31 dicembre
2001 al 49% di fine giugno 2002. L'"Utile straordinario" del primo
semestre 2002 risulta pari a 22,7 milioni di euro (32,8 milioni di euro nel
primo semestre 2001 di cui 25,9 milioni di euro riferibili alla cessione di
19 sportelli di Banca Carime alla Banca Popolare di Vicenza), di cui 10,2
milioni di euro derivano dalla plusvalenza conseguita a seguito della
vendita della partecipazione in Arca Vita S.p.A., e 9,3 milioni di euro dal
citato rimborso di Banca IntesaBci S.p.A. a fronte della rinuncia alla
cessione di una porzione di crediti. A fronte di un risultato ante imposte
di 25,4 milioni di euro, il prelievo fiscale del semestre ammonta a 29,3
milioni di euro, principalmente a causa della non deducibilità delle
perdite registrate da ONBanca e dell'ammortamento della differenza positiva
di consolidamento di Banca Carime. La incorporazione di Banca Carime in Bpci
Fin, prevista entro la fine del 2002, potrà determinare significativi
miglioramenti del tax rate. Capogruppo Per quanto riguarda i principali
aggregati patrimoniali, al 30 giugno 2002 la raccolta diretta da clientela
della Capogruppo ha raggiunto i 5.569 milioni di euro, con un incremento del
23% rispetto al 30 giugno 2001. La raccolta indiretta, valorizzata a prezzi
di mercato, si è attestata a 35.420 milioni di euro, in leggero
ridimensionamento rispetto ai 36.724 milioni di euro rilevati alla fine del
primo semestre dello scorso anno. I crediti verso clientela ammontano a
5.017 milioni di euro, con un progresso del 13% rispetto al 30 giugno 2001 e
del 5,7% rispetto al 31 dicembre 2001. Il rapporto sofferenze/impieghi,
calcolato al netto delle rettifiche di valore, si è attestato allo 0,72%
(0,68% al 30 giugno 2001). La disamina dei risultati reddituali della
Capogruppo evidenzia un margine d'interesse pari a 110,4 milioni di euro
(136,6 milioni di euro al 30 giugno 2001). In dettaglio, al netto della voce
"dividendi", il saldo fra interessi attivi e passivi è risultato
pari a 91,9 milioni di euro (97,5 milioni al 30 giugno 2001). Per quanto
riguarda invece la voce "dividendi ed altri proventi" (da 39
milioni di euro a 18,5 milioni di euro nel giugno 2002) va ricordato che nel
semestre di raffronto i dividendi avevano iniziato ad essere contabilizzati
per competenza e che la voce comprendeva anche i dividendi relativi al 2000,
ancora registrati per cassa, per un importo di 12 milioni di euro. I ricavi
netti da servizi hanno totalizzato 68,2 milioni di euro, in linea con il
risultato del 30 giugno 2001 e si caratterizzano per la buona tenuta delle
commissioni nette (stabili a 56,8 milioni di euro). La dinamica delle voci
di spesa è risultata ancora crescente (126,7 milioni di euro, +8,2%),
sebbene le variazioni appaiano via via inferiori rispetto ai periodi
precedenti. In dettaglio, le spese per il personale sono salite del 5,5% a
71,2 milioni (il numero medio dei dipendenti è passato nel periodo
considerato da 2.407 a 2.490 unità), mentre le altre spese amministrative
si sono portate a 55,5 milioni di euro, principalmente per l'effetto del
completamento del piano di rafforzamento territoriale concluso nel gennaio
2002 con l'apertura delle ultime 5 dipendenze, e il trascinamento delle
maggiori spese e dei maggiori investimenti effettuati nel 2001. Il risultato
lordo di gestione si è pertanto quantificato in circa 52 milioni di euro,
contro i 90,1 milioni realizzati nei primi sei mesi del precedente
esercizio. In conseguenza di quanto sopra, e al netto di rettifiche ed
ammortamenti ordinari, a fine semestre l'utile delle attività ordinarie
ammonta a 13,2 milioni di euro (63,2 milioni nell'analogo semestre dello
scorso esercizio, dove però figuravano anche 12 milioni di dividendi
relativi al 2000, come precisato sopra). L'utile straordinario risulta pari
a 10,7 milioni di euro, rivenienti per 10,2 milioni di euro dalla cessione a
Meliorbanca S.p.A. delle partecipazioni detenute nelle società assicurative
del Gruppo Arca, annunciata il 30 giugno scorso. L'utile prima delle imposte
ammonta quindi a 24 milioni, su cui ha inciso un prelievo fiscale di oltre
12 milioni di euro. Di conseguenza, al termine dei primi sei mesi dell'anno
l'utile netto del periodo si attesta a circa 12 milioni di euro e si
confronta con i poco più di 53 milioni conseguiti nel primo semestre del
2001 (45 milioni rettificati per tener conto dei 12 milioni di euro di
dividendi dell'anno 2000 di cui sopra). Il Consiglio di Amministrazione di
Bpci ha altresì deliberato di procedere con l'aumento di capitale
deliberato in data 30 giugno 2002 a parziale utilizzo della delega
conferitagli - ai sensi dell'art. 2443 del Codice Civile - dall'Assemblea
straordinaria dei Soci del 27 aprile 2002. L'aumento di capitale sociale per
nominali Euro 119.114.730 avverrà mediante emissione di n. 34.032.780
azioni ordinarie da nominali Euro 3,5 cadauna e godimento 1° gennaio 2002,
da offrire in opzione ai possessori di azioni ordinarie e ai portatori di
obbligazioni convertibili del prestito obbligazionario "Banca Popolare
Commercio e Industria 1,5% 1999/2004 convertibile subordinato cum
warrant" in rapporto rispettivamente di 1 nuova azione ogni 3 azioni
ordinarie possedute e di 1 nuova azione ogni 18 obbligazioni convertibili
possedute, al prezzo di Euro 6 per nuova azione, di cui Euro 2,50 a titolo
di sovrapprezzo, per un controvalore complessivo di Euro 204.196.680. I
diritti di opzione dovranno essere esercitati, a pena di decadenza, dal 2
settembre 2002 al 23 settembre 2002 compresi, presso tutti gli intermediari
autorizzati aderenti al sistema di gestione accentrata della Monte Titoli
Spa, nonché presso tutti gli sportelli della Bpci e delle altre banche del
Gruppo Bpci. I diritti di opzione sono negoziabili in Borsa dal 2 settembre
2002 al 13 settembre 2002 compresi. L'offerta è assistita da un consorzio
di garanzia promosso e diretto da Mediobanca e Ubm.
GRUPPO
MARZOTTO: RESI NOTI I RISULTATI DEL 1° SEMESTRE 2002
Valdagno, 3 settembre 2002 - Il Consiglio di Amministrazione della Marzotto
S.p.A. ha esaminato i rendiconti economici e patrimoniali del Gruppo al 30
giugno 2002 (non ancora sottoposti a revisione). I dati non tengono tuttavia
conto delle risultanze economiche e patrimoniali del Gruppo Valentino
(acquisito il 31 maggio 2002), non ancora disponibili. Nella Relazione del 1°
semestre 2002 (che sarà resa pubblica entro il 13 settembre 2002) i dati
economici della Valentino di competenza del Gruppo, previsti in perdita per
circa 2,5 milioni di euro, verranno consolidati secondo il metodo del
patrimonio netto. Il fatturato netto consolidato del 1° semestre 2002, per
area omogenea di attività rispetto al 2001, è ammontato a 832 milioni di
euro, in diminuzione del 3,7% rispetto al corrispondente periodo dell'anno
precedente (863 milioni). La riduzione è conseguente al calo del fatturato
del settore tessile (- 20,8%) dovuto alla congiuntura estremamente
sfavorevole del mercato e al processo di ristrutturazione in atto. Il
settore abbigliamento, caratterizzato da un'accentuata concorrenzialità, ha
registrato un incremento dell'1,2%. Gli utili operativi del Gruppo sono
ammontati a 39 milioni di euro (4,7% del fatturato), contro gli 87 milioni
al 30 giugno 2001 (10% del fatturato). La forte riduzione del risultato di
periodo è stata determinata: - dalla diminuzione del Margine Operativo
Lordo (- 34 milioni di euro), ridottosi a 90 milioni (10,8% sul fatturato)
rispetto ai 124 milioni (14,4% sul fatturato) del 1° semestre 2001. Per
area di attività, la riduzione è conseguente a: ? una contrazione della
redditività del settore abbigliamento che, pur mantenendosi su buoni
livelli (12,6% del fatturato), ha risentito della riduzione dei risultati
della Hugo Boss, prevalentemente a seguito di difficoltà negli Stati Uniti;
? una performance negativa del settore tessile, nel comparto laniero e nel
comparto liniero, causata sia dagli effetti delle ristrutturazioni in atto,
sia dalle perduranti difficoltà di mercato che hanno comportato, pur in
presenza di un aumento dei costi delle materie prime, una riduzione dei
prezzi unitari di vendita e dei margini; - dallo stanziamento prudenziale di
maggiori accantonamenti al fondo svalutazione crediti commerciali (16
milioni al 30 giugno 2002, contro 4 milioni al 30 giugno 2001), pur in
presenza di una diminuzione dei crediti (- 6%) più che proporzionale
rispetto alla riduzione del fatturato (- 3,7%); - dall'aumento degli
ammortamenti operativi per 2 milioni di euro. L'utile consolidato pre-tax al
30 giugno 2002, al netto dei crediti d'imposta sui dividendi, è ammontato a
28 milioni di euro (30 giugno 2001: 82 milioni) ed è stato influenzato,
oltre che dalla citata riduzione dell'utile operativo, dal saldo negativo
(per 6 milioni di euro) degli oneri e proventi straordinari (30 giugno 2001:
positivo per 1 milione). Al 30 giugno 2002, per area omogenea di attività
rispetto al 2001: a) l'utile netto consolidato comprensivo delle minoranze
azionarie è stato di 19 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 39
milioni del 1° semestre del 2001; b) l'utile netto di competenza degli
azionisti della Capogruppo è ammontato a 4 milioni di euro (30 giugno 2001:
16 milioni). Al 30 giugno 2002, per area omogenea di attività,
l'indebitamento finanziario netto del Gruppo ammontava a 535 milioni di
euro, contro i 429 milioni al 30 giugno 2001 (+ 106 milioni). In tale
periodo il Gruppo Marzotto ha effettuato investimenti per 116 milioni di
euro in immobilizzazioni e per 36 milioni nell'acquisizione del Gruppo
Valentino, oltre ad aver distribuito dividendi agli Azionisti della
Capogruppo ed alle minoranze per 50 milioni di euro ed aver finanziato
l'aumento del capitale circolante netto per 50 milioni. Il Consiglio di
Amministrazione, principalmente a seguito della revisione delle stime
economiche dell'esercizio effettuata dalla controllata Hugo Boss, prevede
per l'intero esercizio 2002, per area omogenea di attività rispetto al
2001: - un fatturato di Gruppo leggermente inferiore rispetto a quello
dell'esercizio precedente; - utili operativi in flessione al 7/8% del
fatturato, rispetto al 10,5% dell'esercizio 2001. Tenuto contro delle
perdite del Gruppo Valentino e delle plusvalenze connesse alla dismissione
di assets non strategici l'utile netto dell'esercizio 2002, per il nuovo
perimetro di consolidamento, dovrebbe non discostarsi da quello del 2001.
Nel corso della riunione il Consiglio di Amministrazione ha inoltre nominato
Amministratore e membro del Comitato Esecutivo, in sostituzione del
dimissionario dott. Paolo Scaroni, il dott. Dario Segre. Il Consiglio di
Amministrazione della Marzotto S.p.A. si riunirà lunedì 9 settembre
prossimo per l'approvazione della Relazione semestrale, che verrà resa
pubblica entro il 13 settembre. Pertanto la Società, avvalendosi della
facoltà concessa dall'art. 82 della Deliberazione Consob n.11971 del 14
maggio 1999, non pubblicherà la Relazione sull'andamento del 2° trimestre
2002.
CAMBIO AL
VERTICE DI ARTIGIANCREDIT LOMBARDIA ROBERTO VILLA DELLA CNA DI BERGAMO
GUIDERÀ IL CONSORZIO FINO AL 2005
Milano, 3 settembre 2002 - 56 anni, artigiano nel settore metalmeccanico,
confermato lo scorso anno alla guida di Confidart, la Cooperativa di
Garanzia della Cna di Bergamo, Roberto Villa è il nuovo presidente di
Artigiancredit Lombardia, il Consorzio Regionale unitario tra i Confidi e le
Cooperative artigiane di garanzia della Lombardia che associa 35 confidi
artigiani e svolge attività di riassicurazione finalizzata al potenziamento
della concessione del credito garantito a favore dell'artigianato e delle Pmi
lombarde. Villa, che resterà in carica per un triennio, dal 2001 è anche
presidente di Fedart Fidi - la Federazione Nazionale Unitaria dei Confidi.
Il neo eletto consiglio di amministrazione di Artigiancredit Lombardia ha
provveduto anche alla nomina del vicepresidente affidando l'incarico al
brianzolo Elio Boffi della Confartigianato Milano, L'elezione ha fatto
seguito all'assemblea annuale dei soci che ha eletto il nuovo CdA e ha
approvato il bilancio 2001. Durante i lavori assembleari Artigiancredit
Lombardia ha posto in grande evidenza la necessità di potenziare il fondo
rischi nel quadro dell'iniziativa promossa con la Regione Lombardia che, per
arginare il dissesto idrogeologico presente nel territorio lombardo, si
propone interventi di ripristino tempestivi nel cui ambito si intende
garantire alle imprese l'accesso immediato al credito attraverso
l'intervento dei Confidi. La presenza di tutti i soci all'evento assembleare
è stata anche l'occasione per presentare l'attestato che certifica la
qualità del servizio offerto da Artigiancredit Lombardia che la Società di
Certificazione Internazionale Sgs Ics srl ha rilasciato al Consorzio
lombardo. www.artigiancredit.it
RICERCA:
PER BIANCO (CNR) GIUSTO CONSULTARE COMUNITA' SCIENTIFICA SU RIFORMA
ENTI
Roma, 3 settembre 2002 - Il Presidente del Consiglio Nazionale delle
Ricerche, Lucio Bianco, commenta positivamente la nota con la quale il
Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca si è impegnato
a comunicare preventivamente ai ricercatori qualunque iniziativa di riforma
degli enti pubblici di ricerca. "Non possiamo che apprezzare l'impegno
del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca di informare
dettagliatamente la comunità scientifica sulle iniziative future di riforma
degli enti pubblici di ricerca. Sperando, naturalmente, che la consultazione
sia preventiva e che si individuino gli interlocutori più adatti per dare
un contributo costruttivo al miglioramento del sistema della ricerca".
Lucio Bianco, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, commenta
positivamente la nota con la quale il MIUR si è impegnato a comunicare ai
ricercatori qualunque iniziativa di riforma degli enti. "IL Cnr -
sottolinea Bianco - sta completando l'attuazione della legge di riforma del
1999, che ha ridotto gli Istituti da 304 a 108. Sarebbe irragionevole
intervenire nuovamente senza consultare i diretti interessati, per sapere
che cosa ha funzionato e che cosa no di questa riforma". "Non va
poi dimenticato - aggiunge Bianco - che uno dei principali problemi della
ricerca scientifica italiana è rappresentato dalle scarse risorse
finanziarie, che relegano l'Italia agli ultimi posti in Europa. E non si può
certo pensare che a finanziare la ricerca di base siano solo ed
esclusivamente i privati, visto che in tutti i paesi del mondo, Stati Uniti
in primo luogo, sono i governi ad occuparsene". "In ogni caso -
conclude Bianco - ci auguriamo che il Governo confermi il ruolo di primo
piano che il Cnr ha avuto ed ha nel panorama scientifico italiano, un ruolo
che ha permesso all'Italia di raggiungere eccellenti risultati in molti
settori scientifici e ai nostri ricercatori di farsi conoscere in tutto il
mondo. Un ridimensionamento del CNR si tradurrebbe inevitabilmente in una
perdita per la ricerca italiana e non sarebbe compreso dai nostri partner
europei, con i quali stiamo attivamente lavorando per la costruzione dello
spazio europeo della ricerca".
INIZIATE
LE CONTRATTAZIONI SU TEMEX.IT S.S.O., TERZO MERCATO EXCHANGE
Milano, 3 settembre 2002 - Il 1° agosto è stato notificato alla Consob
l'avvio, che è stato dato il 2 agosto alle ore 10.00, delle contrattazioni
su Temex.it S.S.O. (Terzo Mercato Exchange), il mercato telematico non
regolamentato dei titoli diffusi , già presentato alla comunità
finanziaria milanese il 3 luglio scorso. Temex.it S.S.O. quoterà azioni e
warrants di 11 società tra cui Banca Popolare di Ravenna Spa, Banca
Popolare di Vicenza scarl, Banca Popolare Friuladria S.p.a., Euridea S.p.a.,
Eurosviluppo S.p.a., Kariba S.p.a., Meieaurora S.p.a., , Sai S.p.a.,
Unibanca S.p.a., Villa D'Este S.p.a., NetFraternity S.p.a. Quest'ultima sarà
la prima matricola della NewEconomy quotata su Temex.it S.S.O. A regime
saranno trattati strumenti finanziari (azioni obbligazioni, warrants, etc.)
di oltre 100 società per una capitalizzazione complessiva stimata di circa
50 Mld di Euro (97.000.000 Mld di Lire). Su Temex.it S.S.O. inoltre saranno
trattabili i titoli di società oggetto di Ipo, in attesa di quotazione sui
Mercati regolamentati. Temex.it S.S.O. consente l'accesso agli intermediari
autorizzati (hanno già aderito alla piattaforma Iccrea Banca S.p.a.,
Roberto Novarino Agente di Cambio , Diners Club Sim S.p.a., ,) per
l'inserimento ordini , ed al pubblico, per la verifica dei prezzi in tempo
reale, attraverso una semplice connessione Internet al sito www.Temex.it
EDISON
VENDE CEREOL A BUNGE
Milano, 3 settembre 2002 - Edison ha firmato con Bunge Limited un contratto
per la vendita della propria partecipazione nella Cereol SA e di quella
detenuta dalla controllata al 100% Montecatini, complessivamente pari a n.
14.037.220 azioni, corrispondenti al 54,69% del capitale sociale di Cereol.
Il prezzo di vendita è stato fissato in 32 euro per azione e sarà
aumentato fino ad un massimo di altri 3 euro per azione. L'importo effettivo
dell'aumento sarà corrisposto da Bunge al termine di una vertenza che
Cereol ha in corso e sarà calcolato al netto degli eventuali risarcimenti
corrisposti da Cereol stessa. Qualora l'importo dei risarcimenti sia
superiore a 3 euro per azione, nessuna integrazione di prezzo sarà
corrisposta ed Edison verserà a Bunge l'eccedenza. Tale meccanismo di
integrazione del prezzo opererà per tre anni a partire dalla data di
cessione della partecipazione da parte di Edison. Alla scadenza di tale
periodo, ove la vertenza non risultasse conclusa, l'intero ammontare
dell'integrazione di prezzo -che spetta anche agli azionisti di minoranza di
Cereol che avranno aderito alla "garantie de cours" che Bunge si
è impegnato ad effettuare- verrà pagato agli azionisti di minoranza, ed
Edison rimarrà responsabile nei confronti di Bunge per l'intero ammontare
del risarcimento corrisposto da Cereol. La vendita comporta per Edison un
incasso, al closing, di 449,2 milioni di euro e di 42,1 milioni di euro al
termine della soprarichiamata vertenza al lordo dell'eventuale risarcimento.
L'indebitamento finanziario del Gruppo Cereol al 31 dicembre 2001 era di
810,6 milioni di euro e di 582 milioni di euro al 30 giugno 2002. Il
trasferimento della partecipazione è condizionato alle necessarie
autorizzazioni antitrust. Si ritiene che il closing possa tenersi tra la
fine del 2002 e l'inizio del 2003. Cereol è iscritta nel bilancio di Edison
SpA e Montecatini SpA per un valore complessivo di 413,5 milioni di euro,
pari a 29,46 euro per azione, e nel bilancio consolidato di Edison per un
importo di 405 milioni di euro, corrispondente a 28,87 euro per azione.
Edison ha assunto inoltre un impegno di non concorrenza della durata di tre
anni a fronte di un corrispettivo di 14 milioni di euro. Cereol, società
quotata in Francia, con attività sia in Europa che nel Nord America, è
leader nel trattamento dei semi oleosi e nella produzione, distribuzione e
vendita di olii alimentari e altri ingredienti per alimenti. Nel 2001 Cereol
ha avuto ricavi per 4,7 miliardi di euro e un risultato operativo di 180,2
milioni di euro (al netto delle attività cedute nel 2001). Il gruppo Cereol
ha complessivamente 6.100 dipendenti e 52 impianti industriali in Europa e
nel Nord America. Bunge Limited, quotata al Nyse, è una società che opera
nei settori dell'agroindustria e degli alimenti lungo tutta la filiera
produttore-consumatore finale con attività di primaria importanza nel Nord
e nel Sud America e una capacità di distribuzione a livello mondiale. La
direzione centrale della società è a White Plains, New York. Il gruppo ha
18.000 dipendenti e opera in 21 paesi.
DIGITAL
BROS SPA: EMESSO PRESTITO OBBLIGAZIONARIO CONVERTIBILE IN AZIONI PER 4
MILIONI DI EURO SOTTOSCRITTO INTEGRALMENTE DA SOCIÉTÉ GÉNÉRALE
Milano, 3 settembre 2002 - Lo scorso 31 luglio Société Générale ha
sottoscritto il prestito obbligazionario convertibile in azioni Digital Bros
per un importo di 4 milioni di Euro della durata di tre anni al tasso fisso
del 6,5%. Il prestito, interamente sottoscritto da Société Générale, ha
comportato l'emissione di 4.000 obbligazioni convertibili dal valore
nominale di 1.000 Euro cadauna, con esclusione del diritto d'opzione. Il
criterio di determinazione del rapporto di conversione, rivedibile ogni
trimestre ed in linea con l'evoluzione del corso del titolo sul mercato,
permetterà a Digital Bros di partecipare a fasi rialziste del titolo, ma
essere nel contempo protetta durante fasi negative di mercato, grazie
all'esistenza di un prezzo minimo di conversione di 3 Euro che è comunque
superiore al patrimonio netto per azione. Il prezzo di conversione iniziale
è di 3,51 Euro ed il prezzo massimo di conversione è di 8,77 Euro. Rami
Galante, Presidente e Amministratore Delegato di Digital Bros, ha così
commentato: "Il prestito obbligazionario rappresenta un elemento
ulteriore per l'implementazione delle nostre strategie di sviluppo e la
fiducia accordataci da una società autorevole e attenta alle dinamiche del
settore quale Société Générale è in linea con la forte crescita che,
contrariamente al quadro macroeconomico generale, il mercato dei videogiochi
sta registrando."
ASCENTIAL
SOFTWARE CHIUDE IL SECONDO TRIMESTRE CON 27,6 MILIONI DI DOLLARI DI
FATTURATO LA VENDITA DI LICENZE CRESCE COMPLESSIVAMENTE DEL 41% RISPETTO AL
TRIMESTRE PRECEDENTE E DATASTAGE SEGNA UN INCREMENTO DEL 21%
Milano, 3 settembre 2002 - Ascential Software Corporation (Nasdaq: Ascl),
azienda leader nell'integrazione dati enterprise, ha annunciato i risultati
relativi al secondo trimestre d'esercizio terminato lo scorso 30 giugno
2002. Il fatturato totale del secondo trimestre è stato di 27,6 milioni di
dollari, il 37% in più rispetto ai 20,1 milioni di dollari registrati nel
trimestre precedente. Le vendite complessive di licenze, comprese quelle
relative ai prodotti ottenuti tramite l'acquisizione di Vality, hanno
totalizzato 15,1 milioni di dollari, il 41% in più rispetto alla frazione
precedente. Come già annunciato, Vality Technology Incorporated è stata
acquisita da Ascential il 3 aprile 2002. Le vendite di licenze della suite
DataStage hanno contribuito con 13,0 milioni di dollari, il 21% in più
rispetto al primo trimestre dell'esercizio. Secondo i criteri Gaap, il
periodo in esame si è chiuso con un fatturato totale di 28,0 milioni di
dollari contro i 20,8 milioni del trimestre immediatamente precedente. Il
risultato preliminare ha registrato una perdita di 7,2 milioni di dollari,
0,03 dollari per azione; confrontandoli, il primo trimestre 2002 si era
chiuso con una perdita preliminare di 10,9 milioni di dollari (0,04 dollari
per azione). I risultati preliminari non tengono conto dell'ammortamento dei
beni immateriali, delle voci legate alla fusione, del riallineamento, della
cessazione di linee di prodotto e dello storno delle attività di ricerca e
sviluppo conseguenti l'acquisizione di Vality. Secondo i criteri Gaap, che
comprendono anche queste ultime voci, la perdita netta del secondo trimestre
si attesta a 21,2 milioni di dollari, equivalente a 0,08 dollari per azione,
contro i 16,5 milioni di dollari (0,06 dollari per azione) di perdita del
primo trimestre 2002. "I risultati positivi del secondo trimestre sono
una chiara conferma di come la clientela riconosca il valore dell'offerta
che Ascential propone sul mercato dell'integrazione dei dati enterprise",
ha dichiarato Peter Gyenes, Chairman e Chief Executive Officer. "In
qualità di primo e unico produttore di una piattaforma completa che
comprende funzioni di profilazione e pulizia dei dati, gestione di metadati
e trasformazione di dati complessi, Ascential coglie con successo a numerose
opportunità competitive guadagnando visibilità ai più alti livelli
aziendali. I clienti sono soddisfatti dell'approccio scelto da Ascential:
un'infrastruttura di integrazione dati aperta e flessibile del tutto
indipendente dalle applicazioni che deve supportare. Nel corso del
trimestre, clienti vecchi e nuovi come A.G. Edwards, J.P. Morgan Chase e il
Dipartimento dell'Educazione di New York hanno acquistato la piattaforma di
integrazione dati completa permettendoci di continuare il buon momento che
stiamo vivendo, nonostante il rallentamento degli investimenti IT in
genere". "Stiamo raccogliendo i benefici derivanti dalla
completezza del nostro set di prodotti, base indispensabile per ottenere
concreti miglioramenti di produttività e aumentare le attività di vendita.
I nostri partner stanno ampliando le opportunità che prevedono il nostro
coinvolgimento, perfezionando con successo nuovi contratti e incrementando
il contributo ai risultati di Ascential. Siamo inoltre estremamente lieti
che Gartner abbia confermato la nostra posizione di mercato nel proprio
studio 'Etl Magic Quadrant Update: A Market in Evolution', nel quale
Ascential è stata inserita nell'ambitissimo quadrante dei leader come punto
di riferimento nel settore dell'integrazione dati, grazie all'adeguata
combinazione di strategia e capacità di esecuzione". Nel corso del
trimestre in esame, la società ha sospeso la ricerca di un acquirente per
la propria linea di prodotti per la gestione dei contenuti Media360, ed ha
deciso di limitare gli investimenti rispetto a questa soluzione,
focalizzandoli sulle attività necessarie ad onorare i contratti di
consulenza ed assistenza già perfezionati. I costi di liquidazione e di
storno del software e di altre attività capitalizzate imputabili a Media360
nel secondo trimestre sono stati pari a 7,3 milioni di dollari, di cui 5,3
milioni di costi non monetari. Alla data del 30 giugno 2002 la società
disponeva di 566 milioni di dollari liquidità e investimenti a breve. Durante
il secondo trimestre del 2002 Ascential: Ha acquisito 60 nuovi clienti tra i
quali Acero Inc., Banyu Pharmaceutical Co., Ltd, Brinks Security, Canada
Customs and Revenue Agency, China Construction Bank, Concentra Operating
Company, Coventry Health Care Inc., Great American Insurance Group, Gunma
Bank, Ltd., Hutchison 3G Uk, Korea Reinsurance Company, Morris
Communications Co., The Nordea Group, Pepsi Americas, Raiffeisen Informatik
Zentrum GmbH, Read-Rite Corporation e Vail Resorts. Ha ottenuto ordini da
124 clienti già acquisiti tra i quali American International Group Inc.(Aig),
Bell Canada, France Telecom, Hartford Financial Services Group, Household
International Inc., Hsbc Asset Management, International Paper Company, Jp
Morgan Chase & Co., Kinko's Inc., Merck & Co. Inc., Met Life Inc.,
National Association of Securities Dealers, Nestle Usa, Poste Italiane, SC
Johnson, Telstra Corporation, Towers Perrin e XM Satellite Radio. Ha
visto crescere il numero dei clienti che acquistano più componenti
appartenenti alla soluzione di integrazione Ascential, a dimostrazione della
preferenza accordata ad una soluzione end-to-end proposta da un unico
produttore. Tra i clienti che oggi possiedono vari componenti della
piattaforma Ascential vi sono A.G. Edwards Inc., Bell Canada, France Telecom,
Hartford Financial Services Group, Household International Inc., J.P. Morgan
Chase & Co., the National Association of Securities Dealers, lo Stato
del New Jersey e Wells Fargo. Ha ampliato il fatturato generato dalla
collaborazione con Ibm ottenendo contratti in cinque continenti, continuando
ad accrescere la pipeline congiunta e addestrando più di 250 consulenti Ibm
Sales e Global Service. Ha rafforzato la propria penetrazione di mercato con
Sap incrementando quote di fatturato e pipeline, e addestrando oltre 350
clienti e systems integrator Sap nell'ambito del programma di rollout di Sap
Business Warehouse 3.0. Ha apportato significativi miglioramenti alla
propria piattaforma di integrazione dati introducendo nuove funzionalità
nella gestione dei metadati, nella qualità dei dati e nella profilazione
dei dati: ha esteso la propria leadership nella gestione dei metadati
introducendo il supporto di Computer Associates, Hyperion Essbase and
Integration Services, Microstrategy 7i e Magna Solutions Silverrun.
Ascential è ora l'unico produttore a fornire un meccanismo di condivisione
automatico dei metadati tra la propria piattaforma e tutte le maggiori
applicazioni di analisi, business intelligence e modellazione dati;
Ascential Integrity 4.0, una nuova versione della soluzione per la gestione
della qualità dei dati acquisita con Vality e integrata nella piattaforma
enterprise Ascential, semplifica enormemente la creazione di applicazioni
per la pulizia in tempo reale dei dati; - Ascential MetaRecon, la soluzione
più avanzata per la profilazione dei dati, un primo passo necessario verso
il successo delle iniziative di integrazione dati. MetaRecon decifra i dati
provenienti da sistemi informativi differenti mappandoli in un unico formato
comune per semplificarne il riutilizzo all'interno di nuove applicazioni.
Peter Gyenes ha quindi concluso: "Ascential si trova nella posizione
esclusiva di produttore della più completa e scalabile piattaforma per
l'integrazione dati disponibile sul mercato enterprise, che include tutti
gli elementi necessari alla integrazione dei dati e che risponde a tutte le
esigenze dei Web service e dei processi in tempo reale. Si tratta dunque di
una soluzione adatta a tutte le classi di applicazioni enterprise: Crm (Customer
Relationship Management), Scm (Supply Chain Management), Erp (Enterprise
Resource Planning), Bi (Business Intelligence), analisi, data warehousing ed
e-business". "Sebbene un approccio completo all'integrazione dati
a livello di intera impresa costituisca ancora una novità per il mercato,
la risposta della clientela conferma la validità della strada che abbiamo
intrapreso. Proseguendo nel nostro impegno, in collaborazione con i nostri
partner, abbiamo fiducia che la nostra soluzione sarà sempre più
riconosciuta come il metodo più valido per affrontare l'integrazione dei
dati, tanto più considerando che col tempo gli investimenti IT delle
aziende torneranno a crescere".
OBERTHUR
CARD SYSTEMS: ATTIVITÀ IN CRESCITA NEL SECONDO TRIMESTRE UNA FORTE SPINTA
È VENUTA DALLA VENDITA DELLE SIM CARD
Milano, 3 settembre 2002 -- Oberthur Card Systems, azienda leader nel
mercato delle soluzioni smart card, ha registrato vendite pari a 113.8
milioni di euro nel secondo trimestre del 2002, con l'incremento del 9,9%
rispetto al primo trimestre dell'anno ed una stabilità pari allo 0,7% su
base annua. La crescita registrata nel secondo trimestre si deve
essenzialmente alle carte a microprocessore, che hanno guadagnato un
incremento del 14.2% rispetto al primo trimestre di quest'anno: la vendita
delle Sim card è aumentata del 34% rispetto al primo trimestre 2002 (si è,
infatti, registrato un aumento dell'11,8% annuo). Tale dato conferma la
leadership di Oberthur Card Systems nei Paesi del Sud Europa, dove l'azienda
si presenta come il primo partner per gli operatori di telefonia mobile con
un'offerta innovativa basata sulle card solution; anche le carte di
autenticazione e sicurezza in rete hanno fatto registrare una crescita
progressiva del 9,9% grazie alla ripresa del mercato della Pay Tv; il
rilascio di 9 milioni di carte durante il secondo trimestre 2002 è invece,
per volume, paragonabile al precedente trimestre. Le vendite delle altre
carte durante il secondo trimestre 2002 possono essere paragonate a quelle
della prima metà dell'anno e dimostrano una flessione dell'11,7%, rispetto
al periodo corrispondente del 2001. Services & Solutions, il settore
dedicato ai principali servizi di personalizzazione dei pagamenti, è
cresciuto progressivamente del 9,8%, registrando un incremento del 6% annuo.
Altri dati economici - Le variazioni del cambio all'attivo ed al passivo
nella circolazione sul mercato estero, principalmente negli Stati Uniti ed
in Gran Bretagna, hanno influito sui risultati finanziari con un disavanzo
di 3 milioni di euro. I risultati finanziari hanno subito un influsso
negativo di 2,5 milioni di euro, tenendo conto del calo del prezzo delle
azioni assegnate come stock option. Le variazioni sul mercato estero,
inoltre, legate alle monete di Stati Uniti e Gran Bretagna ridurranno il
valore delle azioni di Oberthur Card Systems di 14 milioni di euro a partire
dal 30 giugno 2002 senza influire sul P&L. La situazione finanziaria
dell'azienda mostra una riduzione del proprio debito pari a circa 15 milioni
di euro a partire dal 30 giugno 2002. Oberthur Card Systems, inoltre, ha
proseguito nel processo di ottimizzazione delle risorse interne. Al 30
giugno 2002 l'azienda conta 3.136 dipendenti, l'8,6% in meno (meno 297
persone) rispetto al 31 dicembre 2001.
Vendite in milioni di euro distinte
per tipo di carta ed area geografica 2002 2001
|
|
2002
|
|
2001
|
|
|
|
Card Type
|
2Q
|
1H
|
2Q
|
1H
|
Variation
2Q2002/2Q2001
|
|
Microprocessor cards
|
63.2
|
118.5
|
60.6
|
127.4
|
+
4.2 %
|
|
O/w
Payment
|
18.5
|
38.4
|
18.5
|
34.3
|
=
|
|
O/w
SIM
|
32.4
|
56.7
|
29.0
|
69.9
|
+ 11.8 %
|
|
O/w Authentication and network security
|
12.2
|
23.3
|
13.1
|
23.2
|
- 6.6 %
|
|
Other Cards
|
24.6
|
49.2
|
27.9
|
52.4
|
-
11.7 %
|
|
Services & Solutions
|
26.0
|
49.7
|
24.6
|
48.4
|
+
6.0%
|
|
Total
|
113.8
|
217.4
|
113.0
|
228.2
|
+
0.7 %
|
|
|
2002
|
|
2001
|
|
|
|
Geographical area
|
2Q
|
1H
|
2Q
|
1H
|
Variation
2Q2002/2Q2001
|
|
EMEA
|
80.6
|
148.0
|
73.9
|
143.6
|
+
9.1 %
|
|
|
28.7
|
58.1
|
36.2
|
69.6
|
-
20.7 %
|
|
Asia / Pacific
|
| |