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INTERVENTO DI ROMANO PRODI PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA AL VERTICE MONDIALE SULLO SVILUPPO SOSTENIBILE

Johannesburg, 3 settembre 2002 - Di seguito riportiamo il discorso di Romano Prodi presedente della Commissione Europea in merito al vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile in corso a Johannesburg: "Signor Presidente, signore e signori, Un anno fa il terrorismo uccideva migliaia di persone e colpiva uno dei simboli della nostra civiltà, ma l'immane tragedia non è riuscita a intaccare i nostri valori o a indebolire la fermezza con cui vogliamo difenderli e mantenerli vivi. Soprattutto, il terrorismo non ha minato la nostra fiducia nella cooperazione multilaterale. Recentemente la cooperazione multilaterale ha fatto registrare grandi progressi. Le conferenze internazionali di Doha sul commercio e di Monterrey sui finanziamenti per lo sviluppo sono state indubbiamente positive e il Fondo mondiale per la salute e per la lotta alle malattie infettive è già in funzione. Qui a Johannesburg dobbiamo guardare ancora più in alto. Dobbiamo portare avanti la nostra lotta per ridurre la povertà e fermare la distruzione dell'ambiente. E per farlo non c'è alternativa all'azione comune. L'opinione pubblica, qui come nei nostri paesi di provenienza, si mostra incerta sulla globalizzazione. Da una parte è consapevole che la libera circolazione di merci, servizi, capitali e persone produce ricchezza economica; dall'altra l'aumento delle disuguaglianze, lo stato dell'ambiente e l'instabilità dei mercati finanziari sono motivi di preoccupazione. I cittadini del mondo guardano a noi per avere risposte. È nostro dovere non deluderli. Collettivamente dobbiamo dimostrare di essere in grado di canalizzare le forze della globalizzazione, di offrire una speranza ai poveri della terra e di preservare le risorse e le bellezze del nostro pianeta. Non riesco a immaginare una sfida più complessa, tuttavia, come Presidente delle Commissione europea e attingendo ai cinquanta anni di esperienza europea, voglio lanciare a questa conferenza un messaggio di determinazione e di solidarietà. La determinazione che abbiamo mostrato in Europa costruendo il nostro progetto di integrazione guidati dai principi del rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto. La solidarietà che ci spinge ad estendere l'area di prosperità e di stabilità a quasi 80 milioni di nuovi cittadini dell'Unione e a promuovere la pace e lo sviluppo al di là dei nostri confini, soprattutto in Africa e nel Mediterraneo. Dal vertice di Rio dieci anni fa i progressi sono stati lenti: esiste ancora la povertà di massa, la denutrizione è diffusa e troppe persone non hanno accesso ad acqua potabile sicura. L'analfabetismo e le malattie infettive non accennano a diminuire. Al Vertice del Millennio, per combattere contro la povertà più estrema, ci siamo posti obiettivi ambiziosi che possiamo e dobbiamo raggiungere. Questo vertice di Johannesburg deve indicare concretamente come farlo. Fissando delle scadenze ci avvicineremo già alla soluzione. L'ambiente naturale è malato e le popolazioni più povere del mondo sono quelle che subiscono più duramente tempeste, siccità e alluvioni e che più soffrono per il degrado del suolo e per la desertificazione. Fra cinquanta anni il nostro pianeta ospiterà nove miliardi di persone e la produzione mondiale si sarà quadruplicata. Questi dati ci impongono di spezzare una volta per tutte il rapporto fra la crescita economica e il degrado dell'ambiente. L'Unione europea è convinta che si possa far funzionare il protocollo di Kyoto. L'UE l'ha già firmato e ratificato, riponiamo la nostra fiducia nelle ratifiche che sono annunciate come imminenti e che renderanno operativo questo strumento. In tal modo potremo finalmente dare il via alla lotta contro le emissioni dei gas ad effetto serra che determinano il riscaldamento globale del pianeta. Il crescente divario fra il Nord e il Sud del mondo deve diventare la nostra nuova frontiera, la nostra prossima sfida. In Europa ci siamo già liberati di un muro, non possiamo accettare che un altro muro divida in due il mondo. Siamo qui a Johannesburg per stringere un nuovo patto fra Nord e Sud fondato sulla fiducia reciproca e sul comune obiettivo dello sviluppo sostenibile. Si tratta di un patto di crescita, di sviluppo, di sostenibilità e di solidarietà. La crescita ha bisogno di scambi commerciali e di investimenti. I mercati dell'Unione europea sono aperti, anzi apertissimi, anche per i peasi in via di sviluppo dai quali importiamo beni per oltre €400 miliardi l'anno. A Doha abbiamo sottoscritto impegni chiari e specifici. Voglio ripetere oggi che siamo pronti a negoziare in modo costruttivo sulla base dell'agenda di Doha per aprire ulteriormente i mercati europei. Siamo consapevoli di quanto l'agricoltura sia importante per i paesi in via di sviluppo e sappiamo bene che non basta ridurre le tariffe. Infatti, occorre anche ridurre le sovvenzioni interne che distorcono i normali scambi commerciali e tutte le forme di sostegno alle esportazioni. Le proposte di riforma dei settori della pesca e dell'agricoltura che la mia Commissione ha recentemente sottoposto agli Stati membri dell'Unione sono la prova del nostro impegno. Esse intendono porre fine all'eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche, pertanto accogliamo con favore gli obiettivi che si stanno definendo qui a Johannesburg e che mirano non solo a frenare il declino degli stock ma a riportali a livelli sostenibili. Inoltre proponiamo di riformare la nostra politica agricola passando dagli aiuti legati alla produzione a misure di assistenza rurale. L'Europa non teme confronti nel sostegno prestato allo sviluppo. Dalle imprese dell'UE viene la maggior parte di tutti gli investimenti nei paesi in via di sviluppo: circa il 70% del totale mondiale nel 2000. Ma agendo di concerto possiamo fare molto di più. Per questo motivo chiedo condizioni più favorevoli per la protezione di questi investimenti nel terzo mondo. Per questo motivo abbiamo colto l'occasione offerta da questa conferenza per associare le imprese private ai donatori pubblici e ai beneficiari nelle nostre grandi iniziative sull'acqua e sull'energia. Signor presidente, Il patto che propongo oggi si fonda sul nostro comune riconoscimento dei valori fondamentali della democrazia, del buongoverno e dell'inclusione sociale. Tuttavia, il mio appello al buongoverno resterebbe lettera morta se non fosse accompagnato da una concreta espressione di solidarietà. In primavera, a Monterrey, abbiamo assunto l'impegno di devolvere lo 0,39% del PIL all'assistenza allo sviluppo entro il 2006 come primo passo verso l'obiettivo dello 0,7%. Oggi ribadisco con fermezza che rispetteremo l'impegno preso e ne sorveglieremo l'applicazione. So che non è molto, e che dobbiamo fare meglio in futuro, ma anche in questo modo potremo devolvere molto di più allo sviluppo sostenibile: €22 miliardi nel periodo fino al 2006 ai quali si aggiungeranno €9 miliardi all'anno dopo quella data. I progetti prioritari a cui andranno tali fondi saranno l'acqua, l'energia, la produzione alimentare, l'istruzione e la sanità. Tocca ai paesi industrializzati prendere l'iniziativa e passare a modelli di produzione e di consumo che possano assicurarci un futuro sostenibile. Ma ciascuno di noi deve fare la sua parte. Dobbiamo utilizzare la nostra capacità di ricerca e mettere in comune le esperienze e la tecnologia. Pertanto, un programma decennale è un contributo chiave che possiamo dare oggi per convogliare le energie di tutti. Domani presenteremo una grande iniziativa sull'acqua con i nostri partner africani e dei Nuovi Stati indipendenti. Portare l'acqua a milioni di persone in Africa significa spingersi con decisione verso l'obiettivo di dimezzare entro il 2015 il numero di coloro che non possono bere acqua pulita e vivono in condizioni igieniche inaccettabili. Inoltre, intendiamo sostenere la cooperazione sui fiumi e sui laghi internazionali per fare dell'acqua un fattore di pace piuttosto che un motivo di scontri e di conflitti. L'acqua potabile è una delle priorità più alte dell'UE e il motivo è semplice: il fatto che un quinto dell'umanità non abbia accesso ad acqua sicura è una delle principali cause di malattia e di sottosviluppo. La mancanza di acqua sottrae a centinaia di milioni di uomini e soprattutto di donne le forze, il tempo e la loro stessa dignità. Lo stesso vale per l'energia. Abbiamo già varato un'iniziativa di partenariato per migliorare l'accesso all'energia perché, in poche parole, senza un'erogazione adeguata di corrente elettrica non abbiamo sviluppo, scuole, ospedali o fabbriche. Per finire, dal momento che ci troviamo sul suolo africano, voglio ribadire l'impegno attivo dell'Europa a favore del continente. A Monterrey ho affermato con chiarezza l'intenzione della Commissione di dare tutto l'appoggio possibile all'Africa e alla Nuova partnership per lo sviluppo africano lanciata dai leader più rispettati e coraggiosi del continente. Il piano d'azione adottato dal G8 a Kananaskis è un primo passo e voglio confermare che la Commissione farà in pieno la sua parte per spingere la comunità internazionale a fare di più. Il nostro partenariato con l'Africa risulterà rafforzato dalla convenzione di Cotonou che lega l'Europa a oltre ottanta paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico. Esso prevede €13,5 miliardi in nuove risorse finanziarie nei prossimi cinque anni per lo sviluppo di questi paesi e pone le basi per migliorare le relazioni commerciali. Ad ottobre avranno inizio i negoziati sugli accordi commerciali regionali. Non perderemo l'occasione per aprire ancora di più i nostri mercati e far compiere un salto di qualità all'integrazione regionale fra i diversi paesi africani. Voglio insistere ancora una volta su questo punto: l'Africa resta in cima all'agenda dell'Unione europea. Ciascuno di noi deve sentire la responsabilità di assicurare che questa conferenza venga ricordata come un successo della cooperazione multilaterale. Le lezioni della storia sono chiare: tutti conosciamo i rischi che un fallimento comporterebbe per la stabilità e la pace del mondo. Tuttavia siamo in grado far fronte a questa sfida: ridurre la povertà e preservare il nostro pianeta è possibile. Possiamo dimostrare qui a Johannesburg di averne il fermo intendimento e di saper fare le scelte giuste. Potete contare sul pieno sostegno dell'Unione europea e della Commissione che presiedo".

FABBISOGNO DEL SETTORE STATALE - AGOSTO 2002 
Roma, 3 settembre 2002 - Il Ministero dell'Economia e delle Finanze comunica che nel mese di agosto 2002 si è registrato un disavanzo del settore statale di circa 3000 milioni di euro, a fronte di un avanzo di 2.828 milioni di agosto 2001. Nei primi otto mesi del 2002 si è registrato un fabbisogno di circa 34.100 milioni, mentre nel analogo periodo 2001 si era avuto un fabbisogno pari a 21.232 milioni. L'andamento del saldo del mese di agosto 2002 è da attribuirsi principalmente al mancato gettito dell'autoliquidazione dell'Irpeg, il cui termine di versamento è stato anticipato al mese di luglio. Ad incidere sul fabbisogno dei primi otto mesi dell'anno contribuisce, inoltre, per 1000 milioni, la diversa modalità di versamento delle accise sugli oli minerali. Dal lato delle spese, il saldo delle operazioni con la Ue continua ad incidere negativamente rispetto ai primi otto mesi dello scorso anno per circa 2000 milioni di euro. Più in generale, il maggior fabbisogno dell'anno riflette in buona misura, oltre l'ampio utilizzo della compensazione dei crediti di imposta, l'andamento non soddisfacente dell'economia e conseguentemente delle entrate tributarie, come del resto sta accadendo negli altri Paesi Europei. 

MODELLI INTRASTAT: LA PRESENTAZIONE PROROGATA AL 6 SETTEMBRE 
Roma, 3 settembre 2002 - Il Ministero dell'Economia e delle Finanze comunica che è stata prorogata al 6 settembre 2002 la presentazione dei modelli Intrastat relativi al mese di luglio e scaduti al 20 agosto 2002. Il differimento dei termini di presentazione degli elenchi riepilogativi delle cessioni e degli acquisti intracomunitari di beni, disposto da un Dpcm in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, è stato deciso per evitare ai contribuenti di dover effettuare l'adempimento in coincidenza con la pausa estiva. 

SERVIZI FINANZIARI: LA NUOVA GUIDA FIN-NET AIUTERÀ I CONSUMATORI NELLA PRESENTAZIONE DI DENUNCE TRANSFRONTALIERE 
Bruxelles, 3 settembre 2002 La Commissione europea ha pubblicato una nuova guida dei consumatori a Fin-Net, la rete per le denunce extragiudiziali transfrontaliere nei servizi finanziari. Fin-Net è basato sulla cooperazione fra organismi nazionali per la soluzione delle controversie ed è la prima rete transfrontaliera per la soluzione alternativa delle controversie pienamente funzionante nell'Unione europea. Come tale, essa svolge un ruolo fondamentale nella spinta impressa dalla Commissione allo sviluppo di un autentico mercato interno dei servizi finanziari. La nuova Guida, che fa parte dell'iniziativa Dialogo con i cittadini, diretta ad accrescere la consapevolezza di questi ultimi dei loro diritti nell'ambito del mercato interno, mira ad aiutare i cittadini europei a capire ed utilizzare la rete Fin-Net. La guida è disponibile nelle undici lingue ufficiali dell'UE, fra l'altro anche chiamando il Call Centre Europe Direct (00800 67891011). Di essa verranno distribuite un milione e mezzo di copie. Essa è inoltre disponibile in linea all'indirizzo: http://europa.eu.int/comm/internal_market/fr/finances/consumer  "Se vogliamo un vero mercato interno dei servizi finanziari, dobbiamo accrescere la fiducia dei consumatori in modo che i cittadini non nutrano preoccupazioni nell'acquisto di servizi finanziari in un altro Stato membro, quando possono ottenere maggiori vantaggi. Dobbiamo fare in modo che i consumatori sappiano che possono ottenere una riparazione extragiudiziale, qualora dovessero sorgere dei problemi" ha dichiarato il Commissario per il mercato interno Frits Bolkestein. "Fin-Net rende più facili le denunce 'transfrontaliere'. Essa aiuterà le imprese e i consumatori a risolvere le controversie in modo rapido ed efficiente senza dover ricorrere a lunghe e costose azioni legali". La Guida fornisce ai consumatori informazioni in merito a: cosa fare se debbono presentare una denuncia contro un fornitore di servizi finanziari in un altro Stato membro; le procedure per la soluzione extragiudiziale di controversie in materia di servizi finanziari ai consumatori nello Spazio economico europeo (l'Unione europea più la Norvegia, l'Islanda e il Liechtenstein); come funziona Fin-Net ; come prendere contatto con gli organismi nazionali che raccolgono le denunce e che partecipano a Fin-Net. Dopo una fase pilota di un anno, Fin-Net è ora pienamente operativa. I risultati ottenuti durante la fase pilota sono stati molto soddisfacenti. Fra febbraio e dicembre 2001 sono state trattate più di 400 denunce relative ad operazioni bancarie, assicurative o di compravendita di titoli. La rete comprende attualmente 41 membri. Fin-Net mira a rendere le denunce transfrontaliere più agevoli, superando alcuni dei problemi pratici che si pongono normalmente. Per organizzare la rete, la Commissione europea ha riunito vari organismi nazionali per la raccolta delle denunce, nuovi e già esistenti, in un accordo di cooperazione basato su un Protocollo di intesa. Fin-Net persegue tre obiettivi principali: Fornire ai consumatori un accesso facile e documentato alla soluzione extragiudiziale delle controversie transfrontaliere: la rete aiuta i consumatori ad individuare l'organismo adatto alla loro denuncia specifica, fornendo loro tutte le necessarie informazioni nella loro lingua. Assicurare un efficace scambio di informazioni fra i vari organismi europei, in modo che le denunce transfrontaliere possano essere trattate nel modo più rapido, efficiente e professionale possibile. La struttura Fin-Net prevede uno scambio rapido di informazioni generali e particolari necessarie per casi specifici, quando, ad esempio, può esserci la necessità di ottenere informazioni sulle norme a tutela dei consumatori vigenti in un determinato Stato membro. Assicurare che gli organismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie dei vari paesi europei rispettino una serie comune di garanzie minime. È di vitale importanza che i consumatori possano nutrire fiducia negli organismi membri di Fin-Net. Senza la fiducia dei consumatori la rete sarebbe inutile. Pertanto tutti gli organismi partecipanti rispettano una serie di norme minime che garantiscono una procedura di risoluzione delle controversie imparziale, equa ed efficiente. La Raccomandazione della Commissione 98/257 sui principi applicabili in materia di soluzione delle controversie concernenti i consumatori contiene questi principi fondamentali sull'istituzione e il funzionamento delle relative procedure extragiudiziali. Tutti gli organismi partecipanti su sono impegnati, in un Protocollo di intesa, a rispettare i suddetti principi diretti a garantire la correttezza e l'efficacia delle loro procedure. La copertura di Fin-Net è più estesa nei settori bancario e assicurativo, in quanto in questi settori sono più diffusi gli organismi nazionali di risoluzione delle controversie. La Commissione sta ora concentrando i propri sforzi sull'ulteriore sviluppo di Fin-Net. Essa intende migliorarne la copertura geografico-settoriale e intensificare la cooperazione fra gli organismi partecipanti. La Commissione attribuisce inoltre un'importanza prioritaria al raggiungimento di una migliore conoscenza di Fin-Net da parte dei cittadini europei. La Guida che viene ora pubblicata rientra in questo sforzo. Informazioni generali su tutti gli organi membri di Fin-Net sono inoltre disponibili sul sito web della Commissione europea http://europa.eu.int/comm/internal_market/en/finances/consumer/intro.htm  nonché nella banca dati multilingue Fin-Net http://finnet.jrc.it 

NEL 2002 224 PROGETTI CULTURALI EUROPEI RICEVERANNO IL SOSTEGNO DEL PROGRAMMA "CULTURA 2000" 
Bruxelles, 3 settembre 2002 I 224 progetti selezionati si divideranno oltre 33 milioni di euro di sovvenzioni. La maggior parte delle proposte selezionate riguarda le arti visive, settore prioritario nel 2002. 28 paesi europei partecipano al programma " Cultura 2000 " (2000-2004), che quest'anno permetterà ad oltre 750 operatori culturali di collaborare nell'ambito di progetti di dimensione europea. Come ha osservato Viviane Reding, Commissario europeo per l'istruzione e la cultura "quest'anno ci troviamo a metà percorso del programma "Cultura 2000", il cui successo presso gli ambienti culturali è ampiamente dimostrato. Nel 2002 i miei servizi hanno ricevuto oltre 430 domande di partecipazione al nostro programma e desidero sottolineare la qualità dei progetti selezionati. "Cultura 2000" fornisce ogni anno la prova che l'azione culturale dell'Unione europea risponde ad una reale esigenza di valorizzazione della diversità culturale degli europei quale patrimonio comune, nonché svolge un ruolo di sostegno per progetti europei di creazione culturale". Nel 2002 il programma sostiene progetti in tutti i settori della creazione artistica, del patrimonio culturale, dei libri, della lettura e della traduzione. Fra i 224 progetti selezionati, 119 riguardano le arti visive, priorità tematica dell'anno. Nel 2003 avranno priorità le arti delle spettacolo e nel 2004, anno conclusivo del programma, la priorità spetterà al patrimonio. " Cultura 2000 " sostiene progetti annuali di cooperazione, ma anche progetti pluriennali, favorendo in tal modo la costituzione di reti culturali europee. Sono stati selezionati 200 progetti annuali per un importo di circa 17,7 milioni di euro, nonché 24 progetti pluriennali di cooperazione (relativi alle arti visive, alle arti dello spettacolo, al patrimonio culturale, ai libri e alla lettura), per un importo di circa 15,7 milioni di euro. Inoltre, " Cultura 2000 " dedicherà circa 150.000 euro all'organizzazione e all'assegnazione di un premio europeo nel settore della conservazione e della valorizzazione del patrimonio culturale. Progetti annuali di cooperazione nel 2002 I progetti in questione devono coinvolgere almeno tre organizzatori dei paesi che partecipano al programma. I 200 progetti selezionati a titolo di questa azione sono suddivisi nel modo seguente: Arti visive: 100 progetti ; Arti visive nei paesi terzi: 2 progetti ; Arti dello spettacolo: 20 progetti ; Patrimonio culturale: 19 progetti ; Libri e lettura: 8 progetti ; Traduzioni: 48 progetti (oltre 200 libri); Laboratori del patrimonio culturale: 3 progetti. Progetti pluriennali di cooperazione - I progetti in questione devono coinvolgere almeno cinque organizzatori dei paesi che partecipano al programma. I 24 progetti selezionati a titolo di questa azione sono suddivisi come segue: Arti visive: 17 progetti ; Arti dello spettacolo: 3 progetti; Patrimonio culturale: 2 progetti ; Libri e lettura: 2 progetti . Le Capitali europee della cultura per il 2002, Bruges e Salamanca, hanno già ricevuto circa 125.000 euro ciascuna per attività preparatorie e un importo supplementare di 375.000 euro è stato previsto per ciascuna città per attività che si svolgono quest'anno. Inoltre 125.000 euro sono stati destinati alla Capitale della cultura del 2003, Graz, per preparare manifestazioni culturali che si svolgeranno l'anno prossimo. 28 paesi partecipanti Oltre ai quindici Stati membri e ai paesi dello Spazio economico europeo, nove paesi candidati dell'Europa centrale e orientale (Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Repubblica slovacca) partecipano al programma per la seconda volta nel 2002, mentre la Slovenia vi partecipa per la prima volta. Oltre 115 organizzazioni provenienti da questi paesi parteciperanno come capofila e/o come organizzatori ai progetti selezionati, vale a dire un aumento di circa il 50 % rispetto all'anno scorso. Nel 2003, Cipro e Malta parteciperanno anch'essi a "Cultura 2000". Inoltre "Cultura 2000" permette una cooperazione con attori culturali di paesi terzi. Pertanto, fra i progetti selezionati quest'anno, figura un'esposizione internazionale di arte contemporanea organizzata dal Centro culturale di Belgrado in collaborazione con operatori greci e tedeschi. L'elenco e la descrizione dei progetti per i quali è già stato firmato un contratto sono disponibili presso l'ufficio del portavoce e sul sito Internet del programma "Cultura 2000" al seguente indirizzo web: http://europa.eu.int/comm/culture/eac/2002/index_fr.html 

MEDIOBANCA PUBBLICA LA NUOVA EDIZIONE DEI 'DATI CUMULATIVI DI 1925 SOCIETÁ ITALIANE'
Milano, 3 settembre 2002 - L'indagine è riferita a 1925 societá italiane operanti nell'industria e nel terziario e copre il decennio 1992-2001; per 972 di tali imprese viene riportata anche la serie storica dal 1968. www.mbres.it

MEDIOBANCA: NUOVA EDIZIONE DELL'ANNUARIO R&S 
Milano, 3 settembre 202 - La Ricerche e Studi ha completato la 27ma edizione dell'annuario dei 50 principali gruppi italiani quotati in Borsa. Per maggiori dettagli:
www.mbres.it/ita/res_pubblicazioni/annuario.htm

BANCA POPOLARE COMMERCIO E INDUSTRIA: APPROVA I PROSPETTI CONTABILI DELLA CAPOGRUPPO E CONSOLIDATI AL 30 GIUGNO 2002, E DELIBERA DI DAR CORSO ALL'AUMENTO DEL CAPITALE.
Milano, 3 settembre 2002 - Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare Commercio e Industria, riunitosi il 26 agosto , ha approvato i prospetti contabili della Capogruppo e consolidati al 30 giugno 2002, e deliberato di dar corso all'aumento del capitale. Nella predisposizione della situazione semestrale consolidata al 30 giugno 2002 sono stati seguiti gli stessi principi contabili utilizzati e descritti nel bilancio al 31 dicembre 2001, che come noto differivano nei criteri di valutazione dei titoli, delle operazioni fuori bilancio e del trattamento degli accantonamenti effettuati ai soli fini fiscali da quelli applicati al 30 giugno 2001. In aggiunta, sempre nella predisposizione della situazione semestrale consolidata al 30 giugno 2001, il consolidamento di Banca Carime era stato effettuato in base a presupposti ( tra i quali la prevista incorporazione di Banca Carime nella Bpci Fin entro la fine del 2001) che nell'esercizio2001 non si sono realizzati. Qualora la situazione semestrale consolidata al 30 giugno 2001 fosse stata redatta utilizzando gli stessi criteri utilizzati per redigere il bilancio consolidato al 31 dicembre 2001 e la situazione semestrale consolidata al 30 giugno 2002, i principali margini economici sarebbero risultati i seguenti: 

(migliaia di euro)

30 giugno 2001Pro.forma

30 giugno 2001

Risultato lordo di gestione

123.216

131.928

Utile prima delle imposte

82.971

84.798

Utile del periodo di pertinenza di terzi

-1.067

117

Utile del periodo

29.583

42.984

Nei primi sei mesi del 2002 il Gruppo ha riportato un risultato netto di periodo negativo per 2,6 milioni di euro, in recupero rispetto al risultato del primo trimestre, negativo per circa 9 milioni di euro. Il primo semestre dell'anno, pur manifestando un progressivo rilevante miglioramento reddituale, nel complesso ha continuato a risentire della sfavorevole congiuntura economica e finanziaria, affermatasi già dalla seconda metà del 2001, delle condizioni di abbondante liquidità e bassi tassi d'interesse, nonché dell'assenza di chiari segnali di ripresa sul versante dell'economia reale. I risultati semestrali del Gruppo sono stati influenzati dalla gradualità della ripresa operativa di Banca Carime, subordinata al completo dispiegarsi delle nuove politiche commerciali di Gruppo, e dalle perdite di ONBanca (-8,9 milioni di euro al 30 giugno 2002). A riguardo si ricorda peraltro che il 15 luglio 2002 UniCredito Italiano S.p.A. ha annunciato un'offerta pubblica di acquisto su Onbanca stessa. Al concludersi dell'operazione, prevista entro la fine del corrente anno, il "deconsolidamento" della società andrà a dispiegare i suoi effetti positivi sull'intero esercizio con un beneficio atteso di circa 11 milioni di euro. Per quanto riguarda i risultati patrimoniali, la raccolta consolidata da clientela, pari a 14.696 milioni di euro (14.583 milioni di euro al netto di Onbanca), ha registrato una crescita netta del 4,5% rispetto ai 14.060 milioni di euro rilevati al 30 giugno 2001. A tale incremento ha contribuito anche il rientro di capitali assistiti da "scudo fiscale" per circa 600 milioni di euro, principalmente riconducibili alla Capogruppo. L'analisi disaggregata per singola società evidenzia un miglioramento del 23% per Banca Popolare Commercio e Industria e del 12,4% per Banca Popolare di Luino e di Varese sebbene sia per contro venuto meno un ingente deposito di primaria clientela aziendale di Bpci International, reinvestito in attività imprenditoriali. La raccolta indiretta, espressa a valori di mercato, ammonta a 44.174 milioni di euro, rispetto ai 45.608 milioni di euro evidenziati al termine del primo semestre 2001. Per quanto riguarda la componente "clientela privata", sono emerse due tendenze contrapposte: una contrazione del risparmio gestito, penalizzato dall'instabilità dei mercati, passato dai 9.581 milioni di euro del giugno 2001 agli 8.818 milioni di euro del giugno 2002 ed un incremento del risparmio amministrato passato da 10.321 milioni di euro a 10.743 milioni di euro. La raccolta di pertinenza della "clientela istituzionale", anch'essa valorizzata al mercato, prevalentemente riconducibile alla Capogruppo, si attesta a fine semestre a 24.613 milioni di euro rispetto ai 25.706 milioni di euro registrati al termine del primo semestre 2001. Gli impieghi alla clientela hanno raggiunto i 9.593 milioni di euro, in aumento del 3,6% rispetto ai 9.258 milioni di euro del 30 giugno 2001. Tale dinamica è la risultante di andamenti contrapposti che hanno caratterizzato le singole banche del Gruppo: +13% per Banca Popolare Commercio e Industria, + 13,9% per Banca Popolare di Luino e di Varese, - 14,7% per Banca Carime. La contrazione degli impieghi di Banca Carime è riconducibile, in parte, alla cessione a Banca IntesaBci S.p.A. di "crediti non graditi" per un valore di bilancio di complessivi 252,7 milioni di euro (l'ultima tranche, pari a 62,6 milioni, è stata trasferita nel giugno 2002), in parte al decremento degli impieghi verso società del Gruppo IntesaBci e nei conti di tesoreria della Pubblica Amministrazione. (Il deconsolidamento di Onbanca porterebbe gli impieghi alla clientela a 9.589 milioni di euro). Il rapporto sofferenze/impieghi del Gruppo, calcolato al netto delle rettifiche di valore, si è attestato allo 0,64% (1% al 30 giugno 2001). Per quanto concerne i risultati economici, l'analisi disaggregata dei due trimestri considerati (gennaio-marzo e aprile-giugno) mette in luce un sensibile miglioramento. Ad una perdita delle attività ordinarie pari a 6,6 milioni di euro alla fine del marzo scorso, è infatti seguito, nel secondo trimestre dell'anno, un utile delle attività ordinarie superiore ai 9 milioni di euro. Il miglioramento deriva, in particolare, da un incremento degli interessi netti da 124 a circa 134 milioni di euro (+7,8%) e delle commissioni nette da 57 a circa 68 milioni di euro (+19%). Il risultato lordo di gestione è conseguentemente migliorato da 41 milioni di euro nel primo trimestre a circa 54,3 milioni di euro nel secondo. Nel semestre, il margine d'interesse si è attestato a 264 milioni di euro (261 milioni di euro al netto di Onbanca), contro i 311,8 milioni di euro del primo semestre 2001, che comprendevano peraltro l'importo di 18,5 milioni di euro (corrispondente ai dividendi 2000 di Banca Carime), riconosciuto in conto interessi da Banca IntesaBci S.p.A. Al netto della voce "dividendi", il saldo fra interessi attivi e passivi al termine dei primi sei mesi dell'anno ha raggiunto i 258 milioni di euro (304,7 milioni di euro nell'analogo periodo del 2001), risentendo principalmente della minore redditività delle elevate disponibilità liquide del Gruppo. Il margine da clientela è migliorato del 12,5%, attestandosi a 143 milioni di euro (127,1 milioni di euro alla fine del giugno 2001), grazie prevalentemente all'accresciuta operatività delle banche del nord e a una più favorevole composizione della provvista, e nonostante la riduzione della contribuzione finanziaria degli impieghi verso clientela registrata in Banca Carime. In progresso, grazie alle accresciute dimensioni del portafoglio obbligazionario di proprietà, gli interessi maturati sui titoli, pressoché raddoppiatisi a 109,2 milioni di euro, contro i 56 milioni di euro rilevati nel primo semestre del 2001. L'intermediazione sul mercato interbancario ha dato luogo ad un margine positivo per 16,6 milioni di euro, rispetto a 119,7 milioni di euro nel primo semestre 2001, che rifletteva principalmente la presenza dell'elevata liquidità di Banca Carime non ancora investita in titoli di debito. La voce "Dividendi e altri proventi" si è attestata a poco più di 6 milioni di euro rispetto ai 7,1 milioni di euro rilevati nel primo semestre 2001, per i minori utili distribuiti dalle società partecipate. I ricavi netti da servizi si sono attestati a circa 150 milioni di euro (157,2 milioni di euro nei primi sei mesi del 2001). Il flusso delle commissioni nette - sostenute in particolare dalla voce "collocamento titoli", in crescita del 40% - ha raggiunto i 124,7 milioni di euro, evidenziando una variazione positiva del 3,7% rispetto ai 120,2 milioni di euro del primo semestre 2001. La voce "Profitti/perdite da operazioni finanziarie", negativa per 7,3 milioni di euro (- 5,7 milioni nel primo semestre 2001) ha risentito di svalutazioni per 13,6 milioni di euro (prevalentemente riconducibili al portafoglio titoli della Capogruppo). Gli "Altri proventi netti di gestione" sono risultati pari a 32,1 milioni di euro, contro i precedenti 42,2 milioni di euro del primo semestre 2001, che comprendevano componenti straordinarie di pertinenza di Banca Carime (circa 14 milioni di euro riferiti al recupero di imposte ed agli incentivi all'esodo di personale che, in base agli accordi stipulati, Banca IntesaBci S.p.A. aveva rimborsato alla stessa nel periodo). Il margine di intermediazione ha quindi raggiunto circa 414 milioni di euro (413 milioni di euro al netto di Onbanca) rispetto ai 469 milioni di euro registrati nel primo semestre 2001. Il controllo esercitato sui costi da parte di tutte le banche del Gruppo, ha consentito alla voce "Spese amministrative" di ridursi a 318,9 milioni di euro, evidenziando una contrazione rispetto al semestre di raffronto del 5,4%. In dettaglio, le "Altre spese amministrative" sono scese a 118,9 milioni di euro (-3,8%), mentre le "Spese per il personale" sono diminuite del 6,3%, attestandosi a 200 milioni di euro. Il risultato lordo di gestione consolidato è stato pari a 94,8 milioni di euro (131,9 milioni di euro nel primo semestre 2001 e 123,2 milioni di euro pro-forma), di cui 54,3 milioni di euro realizzati nel secondo trimestre dell'anno. (Il deconsolidamento di Onbanca porterebbe tale risultato a oltre 100 milioni di euro). Le "Rettifiche di valore su immobilizzazioni immateriali e materiali " sono pari a 57,1 milioni di euro (54,4 milioni di euro nei primi sei mesi del 2001). In questa voce confluiscono, tra le altre, le quote semestrali di ammortamento relative ai disavanzi di consolidamento della BPLV (circa 4,6 milioni di euro), degli sportelli del Banco di Napoli S.p.A. (2,4 milioni di euro) e, a partire dal 2001, di Banca Carime (19,5 milioni di euro). Gli "Accantonamenti per rischi ed oneri", pari a 6,8 milioni di euro (5 milioni di euro nel primo semestre 2001), si riferiscono alle ordinarie appostazioni per l'adeguamento del fondo rischi per controversie legali. Nel periodo in esame sono state effettuate rettifiche nette di valore su crediti e accantonamenti per garanzie e impegni per complessivi 26,3 milioni di euro (8,8 milioni di euro nel primo semestre 2001). Oltre alle rettifiche proporzionate alle accresciute dimensioni del portafoglio prestiti di Gruppo ed effettuate utilizzando l'intero spazio di deduzione fiscale consentito (0,60%), l'importo comprende una componente non ricorrente relativa ai "crediti non graditi" di ammontare inferiore a circa 13.000 euro - per complessivi 9,3 milioni di euro - che Banca Carime non ha ceduto a Banca IntesaBci SpA a seguito degli accordi conclusi nel gennaio 2002. Tale importo è stato interamente rimborsato da Banca IntesaBci SpA e iscritto tra i proventi straordinari del conto economico consolidato. Le rettifiche nette comprendono riprese di valore su crediti per complessivi 7,7 milioni di euro, dei quali 7,4 milioni riferiti a Banca Carime (6,5 milioni di euro a livello consolidato al 30 giugno 2001). A seguito delle rettifiche effettuate il tasso di copertura delle sofferenze (rettifiche su sofferenze clientela/sofferenze lorde clientela), è passato dal 45% al 31 dicembre 2001 al 49% di fine giugno 2002. L'"Utile straordinario" del primo semestre 2002 risulta pari a 22,7 milioni di euro (32,8 milioni di euro nel primo semestre 2001 di cui 25,9 milioni di euro riferibili alla cessione di 19 sportelli di Banca Carime alla Banca Popolare di Vicenza), di cui 10,2 milioni di euro derivano dalla plusvalenza conseguita a seguito della vendita della partecipazione in Arca Vita S.p.A., e 9,3 milioni di euro dal citato rimborso di Banca IntesaBci S.p.A. a fronte della rinuncia alla cessione di una porzione di crediti. A fronte di un risultato ante imposte di 25,4 milioni di euro, il prelievo fiscale del semestre ammonta a 29,3 milioni di euro, principalmente a causa della non deducibilità delle perdite registrate da ONBanca e dell'ammortamento della differenza positiva di consolidamento di Banca Carime. La incorporazione di Banca Carime in Bpci Fin, prevista entro la fine del 2002, potrà determinare significativi miglioramenti del tax rate. Capogruppo Per quanto riguarda i principali aggregati patrimoniali, al 30 giugno 2002 la raccolta diretta da clientela della Capogruppo ha raggiunto i 5.569 milioni di euro, con un incremento del 23% rispetto al 30 giugno 2001. La raccolta indiretta, valorizzata a prezzi di mercato, si è attestata a 35.420 milioni di euro, in leggero ridimensionamento rispetto ai 36.724 milioni di euro rilevati alla fine del primo semestre dello scorso anno. I crediti verso clientela ammontano a 5.017 milioni di euro, con un progresso del 13% rispetto al 30 giugno 2001 e del 5,7% rispetto al 31 dicembre 2001. Il rapporto sofferenze/impieghi, calcolato al netto delle rettifiche di valore, si è attestato allo 0,72% (0,68% al 30 giugno 2001). La disamina dei risultati reddituali della Capogruppo evidenzia un margine d'interesse pari a 110,4 milioni di euro (136,6 milioni di euro al 30 giugno 2001). In dettaglio, al netto della voce "dividendi", il saldo fra interessi attivi e passivi è risultato pari a 91,9 milioni di euro (97,5 milioni al 30 giugno 2001). Per quanto riguarda invece la voce "dividendi ed altri proventi" (da 39 milioni di euro a 18,5 milioni di euro nel giugno 2002) va ricordato che nel semestre di raffronto i dividendi avevano iniziato ad essere contabilizzati per competenza e che la voce comprendeva anche i dividendi relativi al 2000, ancora registrati per cassa, per un importo di 12 milioni di euro. I ricavi netti da servizi hanno totalizzato 68,2 milioni di euro, in linea con il risultato del 30 giugno 2001 e si caratterizzano per la buona tenuta delle commissioni nette (stabili a 56,8 milioni di euro). La dinamica delle voci di spesa è risultata ancora crescente (126,7 milioni di euro, +8,2%), sebbene le variazioni appaiano via via inferiori rispetto ai periodi precedenti. In dettaglio, le spese per il personale sono salite del 5,5% a 71,2 milioni (il numero medio dei dipendenti è passato nel periodo considerato da 2.407 a 2.490 unità), mentre le altre spese amministrative si sono portate a 55,5 milioni di euro, principalmente per l'effetto del completamento del piano di rafforzamento territoriale concluso nel gennaio 2002 con l'apertura delle ultime 5 dipendenze, e il trascinamento delle maggiori spese e dei maggiori investimenti effettuati nel 2001. Il risultato lordo di gestione si è pertanto quantificato in circa 52 milioni di euro, contro i 90,1 milioni realizzati nei primi sei mesi del precedente esercizio. In conseguenza di quanto sopra, e al netto di rettifiche ed ammortamenti ordinari, a fine semestre l'utile delle attività ordinarie ammonta a 13,2 milioni di euro (63,2 milioni nell'analogo semestre dello scorso esercizio, dove però figuravano anche 12 milioni di dividendi relativi al 2000, come precisato sopra). L'utile straordinario risulta pari a 10,7 milioni di euro, rivenienti per 10,2 milioni di euro dalla cessione a Meliorbanca S.p.A. delle partecipazioni detenute nelle società assicurative del Gruppo Arca, annunciata il 30 giugno scorso. L'utile prima delle imposte ammonta quindi a 24 milioni, su cui ha inciso un prelievo fiscale di oltre 12 milioni di euro. Di conseguenza, al termine dei primi sei mesi dell'anno l'utile netto del periodo si attesta a circa 12 milioni di euro e si confronta con i poco più di 53 milioni conseguiti nel primo semestre del 2001 (45 milioni rettificati per tener conto dei 12 milioni di euro di dividendi dell'anno 2000 di cui sopra). Il Consiglio di Amministrazione di Bpci ha altresì deliberato di procedere con l'aumento di capitale deliberato in data 30 giugno 2002 a parziale utilizzo della delega conferitagli - ai sensi dell'art. 2443 del Codice Civile - dall'Assemblea straordinaria dei Soci del 27 aprile 2002. L'aumento di capitale sociale per nominali Euro 119.114.730 avverrà mediante emissione di n. 34.032.780 azioni ordinarie da nominali Euro 3,5 cadauna e godimento 1° gennaio 2002, da offrire in opzione ai possessori di azioni ordinarie e ai portatori di obbligazioni convertibili del prestito obbligazionario "Banca Popolare Commercio e Industria 1,5% 1999/2004 convertibile subordinato cum warrant" in rapporto rispettivamente di 1 nuova azione ogni 3 azioni ordinarie possedute e di 1 nuova azione ogni 18 obbligazioni convertibili possedute, al prezzo di Euro 6 per nuova azione, di cui Euro 2,50 a titolo di sovrapprezzo, per un controvalore complessivo di Euro 204.196.680. I diritti di opzione dovranno essere esercitati, a pena di decadenza, dal 2 settembre 2002 al 23 settembre 2002 compresi, presso tutti gli intermediari autorizzati aderenti al sistema di gestione accentrata della Monte Titoli Spa, nonché presso tutti gli sportelli della Bpci e delle altre banche del Gruppo Bpci. I diritti di opzione sono negoziabili in Borsa dal 2 settembre 2002 al 13 settembre 2002 compresi. L'offerta è assistita da un consorzio di garanzia promosso e diretto da Mediobanca e Ubm. 

GRUPPO MARZOTTO: RESI NOTI I RISULTATI DEL 1° SEMESTRE 2002 
Valdagno, 3 settembre 2002 - Il Consiglio di Amministrazione della Marzotto S.p.A. ha esaminato i rendiconti economici e patrimoniali del Gruppo al 30 giugno 2002 (non ancora sottoposti a revisione). I dati non tengono tuttavia conto delle risultanze economiche e patrimoniali del Gruppo Valentino (acquisito il 31 maggio 2002), non ancora disponibili. Nella Relazione del 1° semestre 2002 (che sarà resa pubblica entro il 13 settembre 2002) i dati economici della Valentino di competenza del Gruppo, previsti in perdita per circa 2,5 milioni di euro, verranno consolidati secondo il metodo del patrimonio netto. Il fatturato netto consolidato del 1° semestre 2002, per area omogenea di attività rispetto al 2001, è ammontato a 832 milioni di euro, in diminuzione del 3,7% rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente (863 milioni). La riduzione è conseguente al calo del fatturato del settore tessile (- 20,8%) dovuto alla congiuntura estremamente sfavorevole del mercato e al processo di ristrutturazione in atto. Il settore abbigliamento, caratterizzato da un'accentuata concorrenzialità, ha registrato un incremento dell'1,2%. Gli utili operativi del Gruppo sono ammontati a 39 milioni di euro (4,7% del fatturato), contro gli 87 milioni al 30 giugno 2001 (10% del fatturato). La forte riduzione del risultato di periodo è stata determinata: - dalla diminuzione del Margine Operativo Lordo (- 34 milioni di euro), ridottosi a 90 milioni (10,8% sul fatturato) rispetto ai 124 milioni (14,4% sul fatturato) del 1° semestre 2001. Per area di attività, la riduzione è conseguente a: ? una contrazione della redditività del settore abbigliamento che, pur mantenendosi su buoni livelli (12,6% del fatturato), ha risentito della riduzione dei risultati della Hugo Boss, prevalentemente a seguito di difficoltà negli Stati Uniti; ? una performance negativa del settore tessile, nel comparto laniero e nel comparto liniero, causata sia dagli effetti delle ristrutturazioni in atto, sia dalle perduranti difficoltà di mercato che hanno comportato, pur in presenza di un aumento dei costi delle materie prime, una riduzione dei prezzi unitari di vendita e dei margini; - dallo stanziamento prudenziale di maggiori accantonamenti al fondo svalutazione crediti commerciali (16 milioni al 30 giugno 2002, contro 4 milioni al 30 giugno 2001), pur in presenza di una diminuzione dei crediti (- 6%) più che proporzionale rispetto alla riduzione del fatturato (- 3,7%); - dall'aumento degli ammortamenti operativi per 2 milioni di euro. L'utile consolidato pre-tax al 30 giugno 2002, al netto dei crediti d'imposta sui dividendi, è ammontato a 28 milioni di euro (30 giugno 2001: 82 milioni) ed è stato influenzato, oltre che dalla citata riduzione dell'utile operativo, dal saldo negativo (per 6 milioni di euro) degli oneri e proventi straordinari (30 giugno 2001: positivo per 1 milione). Al 30 giugno 2002, per area omogenea di attività rispetto al 2001: a) l'utile netto consolidato comprensivo delle minoranze azionarie è stato di 19 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 39 milioni del 1° semestre del 2001; b) l'utile netto di competenza degli azionisti della Capogruppo è ammontato a 4 milioni di euro (30 giugno 2001: 16 milioni). Al 30 giugno 2002, per area omogenea di attività, l'indebitamento finanziario netto del Gruppo ammontava a 535 milioni di euro, contro i 429 milioni al 30 giugno 2001 (+ 106 milioni). In tale periodo il Gruppo Marzotto ha effettuato investimenti per 116 milioni di euro in immobilizzazioni e per 36 milioni nell'acquisizione del Gruppo Valentino, oltre ad aver distribuito dividendi agli Azionisti della Capogruppo ed alle minoranze per 50 milioni di euro ed aver finanziato l'aumento del capitale circolante netto per 50 milioni. Il Consiglio di Amministrazione, principalmente a seguito della revisione delle stime economiche dell'esercizio effettuata dalla controllata Hugo Boss, prevede per l'intero esercizio 2002, per area omogenea di attività rispetto al 2001: - un fatturato di Gruppo leggermente inferiore rispetto a quello dell'esercizio precedente; - utili operativi in flessione al 7/8% del fatturato, rispetto al 10,5% dell'esercizio 2001. Tenuto contro delle perdite del Gruppo Valentino e delle plusvalenze connesse alla dismissione di assets non strategici l'utile netto dell'esercizio 2002, per il nuovo perimetro di consolidamento, dovrebbe non discostarsi da quello del 2001. Nel corso della riunione il Consiglio di Amministrazione ha inoltre nominato Amministratore e membro del Comitato Esecutivo, in sostituzione del dimissionario dott. Paolo Scaroni, il dott. Dario Segre. Il Consiglio di Amministrazione della Marzotto S.p.A. si riunirà lunedì 9 settembre prossimo per l'approvazione della Relazione semestrale, che verrà resa pubblica entro il 13 settembre. Pertanto la Società, avvalendosi della facoltà concessa dall'art. 82 della Deliberazione Consob n.11971 del 14 maggio 1999, non pubblicherà la Relazione sull'andamento del 2° trimestre 2002. 

CAMBIO AL VERTICE DI ARTIGIANCREDIT LOMBARDIA ROBERTO VILLA DELLA CNA DI BERGAMO GUIDERÀ IL CONSORZIO FINO AL 2005 
Milano, 3 settembre 2002 - 56 anni, artigiano nel settore metalmeccanico, confermato lo scorso anno alla guida di Confidart, la Cooperativa di Garanzia della Cna di Bergamo, Roberto Villa è il nuovo presidente di Artigiancredit Lombardia, il Consorzio Regionale unitario tra i Confidi e le Cooperative artigiane di garanzia della Lombardia che associa 35 confidi artigiani e svolge attività di riassicurazione finalizzata al potenziamento della concessione del credito garantito a favore dell'artigianato e delle Pmi lombarde. Villa, che resterà in carica per un triennio, dal 2001 è anche presidente di Fedart Fidi - la Federazione Nazionale Unitaria dei Confidi. Il neo eletto consiglio di amministrazione di Artigiancredit Lombardia ha provveduto anche alla nomina del vicepresidente affidando l'incarico al brianzolo Elio Boffi della Confartigianato Milano, L'elezione ha fatto seguito all'assemblea annuale dei soci che ha eletto il nuovo CdA e ha approvato il bilancio 2001. Durante i lavori assembleari Artigiancredit Lombardia ha posto in grande evidenza la necessità di potenziare il fondo rischi nel quadro dell'iniziativa promossa con la Regione Lombardia che, per arginare il dissesto idrogeologico presente nel territorio lombardo, si propone interventi di ripristino tempestivi nel cui ambito si intende garantire alle imprese l'accesso immediato al credito attraverso l'intervento dei Confidi. La presenza di tutti i soci all'evento assembleare è stata anche l'occasione per presentare l'attestato che certifica la qualità del servizio offerto da Artigiancredit Lombardia che la Società di Certificazione Internazionale Sgs Ics srl ha rilasciato al Consorzio lombardo. www.artigiancredit.it 

RICERCA: PER BIANCO (CNR) GIUSTO CONSULTARE COMUNITA' SCIENTIFICA SU RIFORMA ENTI 
Roma, 3 settembre 2002 - Il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Lucio Bianco, commenta positivamente la nota con la quale il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca si è impegnato a comunicare preventivamente ai ricercatori qualunque iniziativa di riforma degli enti pubblici di ricerca. "Non possiamo che apprezzare l'impegno del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca di informare dettagliatamente la comunità scientifica sulle iniziative future di riforma degli enti pubblici di ricerca. Sperando, naturalmente, che la consultazione sia preventiva e che si individuino gli interlocutori più adatti per dare un contributo costruttivo al miglioramento del sistema della ricerca". Lucio Bianco, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, commenta positivamente la nota con la quale il MIUR si è impegnato a comunicare ai ricercatori qualunque iniziativa di riforma degli enti. "IL Cnr - sottolinea Bianco - sta completando l'attuazione della legge di riforma del 1999, che ha ridotto gli Istituti da 304 a 108. Sarebbe irragionevole intervenire nuovamente senza consultare i diretti interessati, per sapere che cosa ha funzionato e che cosa no di questa riforma". "Non va poi dimenticato - aggiunge Bianco - che uno dei principali problemi della ricerca scientifica italiana è rappresentato dalle scarse risorse finanziarie, che relegano l'Italia agli ultimi posti in Europa. E non si può certo pensare che a finanziare la ricerca di base siano solo ed esclusivamente i privati, visto che in tutti i paesi del mondo, Stati Uniti in primo luogo, sono i governi ad occuparsene". "In ogni caso - conclude Bianco - ci auguriamo che il Governo confermi il ruolo di primo piano che il Cnr ha avuto ed ha nel panorama scientifico italiano, un ruolo che ha permesso all'Italia di raggiungere eccellenti risultati in molti settori scientifici e ai nostri ricercatori di farsi conoscere in tutto il mondo. Un ridimensionamento del CNR si tradurrebbe inevitabilmente in una perdita per la ricerca italiana e non sarebbe compreso dai nostri partner europei, con i quali stiamo attivamente lavorando per la costruzione dello spazio europeo della ricerca".

INIZIATE LE CONTRATTAZIONI SU TEMEX.IT S.S.O., TERZO MERCATO EXCHANGE 
Milano, 3 settembre 2002 - Il 1° agosto è stato notificato alla Consob l'avvio, che è stato dato il 2 agosto alle ore 10.00, delle contrattazioni su Temex.it S.S.O. (Terzo Mercato Exchange), il mercato telematico non regolamentato dei titoli diffusi , già presentato alla comunità finanziaria milanese il 3 luglio scorso. Temex.it S.S.O. quoterà azioni e warrants di 11 società tra cui Banca Popolare di Ravenna Spa, Banca Popolare di Vicenza scarl, Banca Popolare Friuladria S.p.a., Euridea S.p.a., Eurosviluppo S.p.a., Kariba S.p.a., Meieaurora S.p.a., , Sai S.p.a., Unibanca S.p.a., Villa D'Este S.p.a., NetFraternity S.p.a. Quest'ultima sarà la prima matricola della NewEconomy quotata su Temex.it S.S.O. A regime saranno trattati strumenti finanziari (azioni obbligazioni, warrants, etc.) di oltre 100 società per una capitalizzazione complessiva stimata di circa 50 Mld di Euro (97.000.000 Mld di Lire). Su Temex.it S.S.O. inoltre saranno trattabili i titoli di società oggetto di Ipo, in attesa di quotazione sui Mercati regolamentati. Temex.it S.S.O. consente l'accesso agli intermediari autorizzati (hanno già aderito alla piattaforma Iccrea Banca S.p.a., Roberto Novarino Agente di Cambio , Diners Club Sim S.p.a., ,) per l'inserimento ordini , ed al pubblico, per la verifica dei prezzi in tempo reale, attraverso una semplice connessione Internet al sito www.Temex.it

EDISON VENDE CEREOL A BUNGE 
Milano, 3 settembre 2002 - Edison ha firmato con Bunge Limited un contratto per la vendita della propria partecipazione nella Cereol SA e di quella detenuta dalla controllata al 100% Montecatini, complessivamente pari a n. 14.037.220 azioni, corrispondenti al 54,69% del capitale sociale di Cereol. Il prezzo di vendita è stato fissato in 32 euro per azione e sarà aumentato fino ad un massimo di altri 3 euro per azione. L'importo effettivo dell'aumento sarà corrisposto da Bunge al termine di una vertenza che Cereol ha in corso e sarà calcolato al netto degli eventuali risarcimenti corrisposti da Cereol stessa. Qualora l'importo dei risarcimenti sia superiore a 3 euro per azione, nessuna integrazione di prezzo sarà corrisposta ed Edison verserà a Bunge l'eccedenza. Tale meccanismo di integrazione del prezzo opererà per tre anni a partire dalla data di cessione della partecipazione da parte di Edison. Alla scadenza di tale periodo, ove la vertenza non risultasse conclusa, l'intero ammontare dell'integrazione di prezzo -che spetta anche agli azionisti di minoranza di Cereol che avranno aderito alla "garantie de cours" che Bunge si è impegnato ad effettuare- verrà pagato agli azionisti di minoranza, ed Edison rimarrà responsabile nei confronti di Bunge per l'intero ammontare del risarcimento corrisposto da Cereol. La vendita comporta per Edison un incasso, al closing, di 449,2 milioni di euro e di 42,1 milioni di euro al termine della soprarichiamata vertenza al lordo dell'eventuale risarcimento. L'indebitamento finanziario del Gruppo Cereol al 31 dicembre 2001 era di 810,6 milioni di euro e di 582 milioni di euro al 30 giugno 2002. Il trasferimento della partecipazione è condizionato alle necessarie autorizzazioni antitrust. Si ritiene che il closing possa tenersi tra la fine del 2002 e l'inizio del 2003. Cereol è iscritta nel bilancio di Edison SpA e Montecatini SpA per un valore complessivo di 413,5 milioni di euro, pari a 29,46 euro per azione, e nel bilancio consolidato di Edison per un importo di 405 milioni di euro, corrispondente a 28,87 euro per azione. Edison ha assunto inoltre un impegno di non concorrenza della durata di tre anni a fronte di un corrispettivo di 14 milioni di euro. Cereol, società quotata in Francia, con attività sia in Europa che nel Nord America, è leader nel trattamento dei semi oleosi e nella produzione, distribuzione e vendita di olii alimentari e altri ingredienti per alimenti. Nel 2001 Cereol ha avuto ricavi per 4,7 miliardi di euro e un risultato operativo di 180,2 milioni di euro (al netto delle attività cedute nel 2001). Il gruppo Cereol ha complessivamente 6.100 dipendenti e 52 impianti industriali in Europa e nel Nord America. Bunge Limited, quotata al Nyse, è una società che opera nei settori dell'agroindustria e degli alimenti lungo tutta la filiera produttore-consumatore finale con attività di primaria importanza nel Nord e nel Sud America e una capacità di distribuzione a livello mondiale. La direzione centrale della società è a White Plains, New York. Il gruppo ha 18.000 dipendenti e opera in 21 paesi. 

DIGITAL BROS SPA: EMESSO PRESTITO OBBLIGAZIONARIO CONVERTIBILE IN AZIONI PER 4 MILIONI DI EURO SOTTOSCRITTO INTEGRALMENTE DA SOCIÉTÉ GÉNÉRALE 
Milano, 3 settembre 2002 - Lo scorso 31 luglio Société Générale ha sottoscritto il prestito obbligazionario convertibile in azioni Digital Bros per un importo di 4 milioni di Euro della durata di tre anni al tasso fisso del 6,5%. Il prestito, interamente sottoscritto da Société Générale, ha comportato l'emissione di 4.000 obbligazioni convertibili dal valore nominale di 1.000 Euro cadauna, con esclusione del diritto d'opzione. Il criterio di determinazione del rapporto di conversione, rivedibile ogni trimestre ed in linea con l'evoluzione del corso del titolo sul mercato, permetterà a Digital Bros di partecipare a fasi rialziste del titolo, ma essere nel contempo protetta durante fasi negative di mercato, grazie all'esistenza di un prezzo minimo di conversione di 3 Euro che è comunque superiore al patrimonio netto per azione. Il prezzo di conversione iniziale è di 3,51 Euro ed il prezzo massimo di conversione è di 8,77 Euro. Rami Galante, Presidente e Amministratore Delegato di Digital Bros, ha così commentato: "Il prestito obbligazionario rappresenta un elemento ulteriore per l'implementazione delle nostre strategie di sviluppo e la fiducia accordataci da una società autorevole e attenta alle dinamiche del settore quale Société Générale è in linea con la forte crescita che, contrariamente al quadro macroeconomico generale, il mercato dei videogiochi sta registrando." 

ASCENTIAL SOFTWARE CHIUDE IL SECONDO TRIMESTRE CON 27,6 MILIONI DI DOLLARI DI FATTURATO LA VENDITA DI LICENZE CRESCE COMPLESSIVAMENTE DEL 41% RISPETTO AL TRIMESTRE PRECEDENTE E DATASTAGE SEGNA UN INCREMENTO DEL 21% 
Milano, 3 settembre 2002 - Ascential Software Corporation (Nasdaq: Ascl), azienda leader nell'integrazione dati enterprise, ha annunciato i risultati relativi al secondo trimestre d'esercizio terminato lo scorso 30 giugno 2002. Il fatturato totale del secondo trimestre è stato di 27,6 milioni di dollari, il 37% in più rispetto ai 20,1 milioni di dollari registrati nel trimestre precedente. Le vendite complessive di licenze, comprese quelle relative ai prodotti ottenuti tramite l'acquisizione di Vality, hanno totalizzato 15,1 milioni di dollari, il 41% in più rispetto alla frazione precedente. Come già annunciato, Vality Technology Incorporated è stata acquisita da Ascential il 3 aprile 2002. Le vendite di licenze della suite DataStage hanno contribuito con 13,0 milioni di dollari, il 21% in più rispetto al primo trimestre dell'esercizio. Secondo i criteri Gaap, il periodo in esame si è chiuso con un fatturato totale di 28,0 milioni di dollari contro i 20,8 milioni del trimestre immediatamente precedente. Il risultato preliminare ha registrato una perdita di 7,2 milioni di dollari, 0,03 dollari per azione; confrontandoli, il primo trimestre 2002 si era chiuso con una perdita preliminare di 10,9 milioni di dollari (0,04 dollari per azione). I risultati preliminari non tengono conto dell'ammortamento dei beni immateriali, delle voci legate alla fusione, del riallineamento, della cessazione di linee di prodotto e dello storno delle attività di ricerca e sviluppo conseguenti l'acquisizione di Vality. Secondo i criteri Gaap, che comprendono anche queste ultime voci, la perdita netta del secondo trimestre si attesta a 21,2 milioni di dollari, equivalente a 0,08 dollari per azione, contro i 16,5 milioni di dollari (0,06 dollari per azione) di perdita del primo trimestre 2002. "I risultati positivi del secondo trimestre sono una chiara conferma di come la clientela riconosca il valore dell'offerta che Ascential propone sul mercato dell'integrazione dei dati enterprise", ha dichiarato Peter Gyenes, Chairman e Chief Executive Officer. "In qualità di primo e unico produttore di una piattaforma completa che comprende funzioni di profilazione e pulizia dei dati, gestione di metadati e trasformazione di dati complessi, Ascential coglie con successo a numerose opportunità competitive guadagnando visibilità ai più alti livelli aziendali. I clienti sono soddisfatti dell'approccio scelto da Ascential: un'infrastruttura di integrazione dati aperta e flessibile del tutto indipendente dalle applicazioni che deve supportare. Nel corso del trimestre, clienti vecchi e nuovi come A.G. Edwards, J.P. Morgan Chase e il Dipartimento dell'Educazione di New York hanno acquistato la piattaforma di integrazione dati completa permettendoci di continuare il buon momento che stiamo vivendo, nonostante il rallentamento degli investimenti IT in genere". "Stiamo raccogliendo i benefici derivanti dalla completezza del nostro set di prodotti, base indispensabile per ottenere concreti miglioramenti di produttività e aumentare le attività di vendita. I nostri partner stanno ampliando le opportunità che prevedono il nostro coinvolgimento, perfezionando con successo nuovi contratti e incrementando il contributo ai risultati di Ascential. Siamo inoltre estremamente lieti che Gartner abbia confermato la nostra posizione di mercato nel proprio studio 'Etl Magic Quadrant Update: A Market in Evolution', nel quale Ascential è stata inserita nell'ambitissimo quadrante dei leader come punto di riferimento nel settore dell'integrazione dati, grazie all'adeguata combinazione di strategia e capacità di esecuzione". Nel corso del trimestre in esame, la società ha sospeso la ricerca di un acquirente per la propria linea di prodotti per la gestione dei contenuti Media360, ed ha deciso di limitare gli investimenti rispetto a questa soluzione, focalizzandoli sulle attività necessarie ad onorare i contratti di consulenza ed assistenza già perfezionati. I costi di liquidazione e di storno del software e di altre attività capitalizzate imputabili a Media360 nel secondo trimestre sono stati pari a 7,3 milioni di dollari, di cui 5,3 milioni di costi non monetari. Alla data del 30 giugno 2002 la società disponeva di 566 milioni di dollari liquidità e investimenti a breve.
Durante il secondo trimestre del 2002 Ascential: Ha acquisito 60 nuovi clienti tra i quali Acero Inc., Banyu Pharmaceutical Co., Ltd, Brinks Security, Canada Customs and Revenue Agency, China Construction Bank, Concentra Operating Company, Coventry Health Care Inc., Great American Insurance Group, Gunma Bank, Ltd., Hutchison 3G Uk, Korea Reinsurance Company, Morris Communications Co., The Nordea Group, Pepsi Americas, Raiffeisen Informatik Zentrum GmbH, Read-Rite Corporation e Vail Resorts. Ha ottenuto ordini da 124 clienti già acquisiti tra i quali American International Group Inc.(Aig), Bell Canada, France Telecom, Hartford Financial Services Group, Household International Inc., Hsbc Asset Management, International Paper Company, Jp Morgan Chase & Co., Kinko's Inc., Merck & Co. Inc., Met Life Inc., National Association of Securities Dealers, Nestle Usa, Poste Italiane, SC Johnson, Telstra Corporation, Towers Perrin e XM Satellite Radio. Ha visto crescere il numero dei clienti che acquistano più componenti appartenenti alla soluzione di integrazione Ascential, a dimostrazione della preferenza accordata ad una soluzione end-to-end proposta da un unico produttore. Tra i clienti che oggi possiedono vari componenti della piattaforma Ascential vi sono A.G. Edwards Inc., Bell Canada, France Telecom, Hartford Financial Services Group, Household International Inc., J.P. Morgan Chase & Co., the National Association of Securities Dealers, lo Stato del New Jersey e Wells Fargo. Ha ampliato il fatturato generato dalla collaborazione con Ibm ottenendo contratti in cinque continenti, continuando ad accrescere la pipeline congiunta e addestrando più di 250 consulenti Ibm Sales e Global Service. Ha rafforzato la propria penetrazione di mercato con Sap incrementando quote di fatturato e pipeline, e addestrando oltre 350 clienti e systems integrator Sap nell'ambito del programma di rollout di Sap Business Warehouse 3.0. Ha apportato significativi miglioramenti alla propria piattaforma di integrazione dati introducendo nuove funzionalità nella gestione dei metadati, nella qualità dei dati e nella profilazione dei dati: ha esteso la propria leadership nella gestione dei metadati introducendo il supporto di Computer Associates, Hyperion Essbase and Integration Services, Microstrategy 7i e Magna Solutions Silverrun. Ascential è ora l'unico produttore a fornire un meccanismo di condivisione automatico dei metadati tra la propria piattaforma e tutte le maggiori applicazioni di analisi, business intelligence e modellazione dati; Ascential Integrity 4.0, una nuova versione della soluzione per la gestione della qualità dei dati acquisita con Vality e integrata nella piattaforma enterprise Ascential, semplifica enormemente la creazione di applicazioni per la pulizia in tempo reale dei dati; - Ascential MetaRecon, la soluzione più avanzata per la profilazione dei dati, un primo passo necessario verso il successo delle iniziative di integrazione dati. MetaRecon decifra i dati provenienti da sistemi informativi differenti mappandoli in un unico formato comune per semplificarne il riutilizzo all'interno di nuove applicazioni. Peter Gyenes ha quindi concluso: "Ascential si trova nella posizione esclusiva di produttore della più completa e scalabile piattaforma per l'integrazione dati disponibile sul mercato enterprise, che include tutti gli elementi necessari alla integrazione dei dati e che risponde a tutte le esigenze dei Web service e dei processi in tempo reale. Si tratta dunque di una soluzione adatta a tutte le classi di applicazioni enterprise: Crm (Customer Relationship Management), Scm (Supply Chain Management), Erp (Enterprise Resource Planning), Bi (Business Intelligence), analisi, data warehousing ed e-business". "Sebbene un approccio completo all'integrazione dati a livello di intera impresa costituisca ancora una novità per il mercato, la risposta della clientela conferma la validità della strada che abbiamo intrapreso. Proseguendo nel nostro impegno, in collaborazione con i nostri partner, abbiamo fiducia che la nostra soluzione sarà sempre più riconosciuta come il metodo più valido per affrontare l'integrazione dei dati, tanto più considerando che col tempo gli investimenti IT delle aziende torneranno a crescere".

OBERTHUR CARD SYSTEMS: ATTIVITÀ IN CRESCITA NEL SECONDO TRIMESTRE UNA FORTE SPINTA È VENUTA DALLA VENDITA DELLE SIM CARD 
Milano, 3 settembre 2002 -- Oberthur Card Systems, azienda leader nel mercato delle soluzioni smart card, ha registrato vendite pari a 113.8 milioni di euro nel secondo trimestre del 2002, con l'incremento del 9,9% rispetto al primo trimestre dell'anno ed una stabilità pari allo 0,7% su base annua. La crescita registrata nel secondo trimestre si deve essenzialmente alle carte a microprocessore, che hanno guadagnato un incremento del 14.2% rispetto al primo trimestre di quest'anno: la vendita delle Sim card è aumentata del 34% rispetto al primo trimestre 2002 (si è, infatti, registrato un aumento dell'11,8% annuo). Tale dato conferma la leadership di Oberthur Card Systems nei Paesi del Sud Europa, dove l'azienda si presenta come il primo partner per gli operatori di telefonia mobile con un'offerta innovativa basata sulle card solution; anche le carte di autenticazione e sicurezza in rete hanno fatto registrare una crescita progressiva del 9,9% grazie alla ripresa del mercato della Pay Tv; il rilascio di 9 milioni di carte durante il secondo trimestre 2002 è invece, per volume, paragonabile al precedente trimestre. Le vendite delle altre carte durante il secondo trimestre 2002 possono essere paragonate a quelle della prima metà dell'anno e dimostrano una flessione dell'11,7%, rispetto al periodo corrispondente del 2001. Services & Solutions, il settore dedicato ai principali servizi di personalizzazione dei pagamenti, è cresciuto progressivamente del 9,8%, registrando un incremento del 6% annuo. Altri dati economici - Le variazioni del cambio all'attivo ed al passivo nella circolazione sul mercato estero, principalmente negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna, hanno influito sui risultati finanziari con un disavanzo di 3 milioni di euro. I risultati finanziari hanno subito un influsso negativo di 2,5 milioni di euro, tenendo conto del calo del prezzo delle azioni assegnate come stock option. Le variazioni sul mercato estero, inoltre, legate alle monete di Stati Uniti e Gran Bretagna ridurranno il valore delle azioni di Oberthur Card Systems di 14 milioni di euro a partire dal 30 giugno 2002 senza influire sul P&L. La situazione finanziaria dell'azienda mostra una riduzione del proprio debito pari a circa 15 milioni di euro a partire dal 30 giugno 2002. Oberthur Card Systems, inoltre, ha proseguito nel processo di ottimizzazione delle risorse interne. Al 30 giugno 2002 l'azienda conta 3.136 dipendenti, l'8,6% in meno (meno 297 persone) rispetto al 31 dicembre 2001. 
Vendite in milioni di euro distinte per tipo di carta ed area geografica 2002 2001

 

2002

 

2001

 

 

Card Type

2Q

1H

2Q

1H

Variation
2Q2002/2Q2001

Microprocessor cards

63.2

118.5

60.6

127.4

+ 4.2 %

 O/w Payment

18.5

38.4

18.5

34.3

=

 O/w SIM

32.4

56.7

29.0

69.9

+ 11.8 %

O/w Authentication and network security

12.2

23.3

13.1

23.2

- 6.6 %

Other Cards

24.6

49.2

27.9

52.4

- 11.7 %

Services & Solutions

26.0

49.7

24.6

48.4

+ 6.0%

Total

113.8

217.4

113.0

228.2

+ 0.7 %

 

2002

 

2001

 

 

Geographical area

2Q

1H

2Q

1H

Variation
2Q2002/2Q2001

EMEA

80.6

148.0

73.9

143.6

+ 9.1 %

Americas

28.7

58.1

36.2

69.6

- 20.7 %

Asia / Pacific