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L'ITALIA VARA IL SESTO PROGRAMMA QUADRO (6PQ)

Genova, 31 ottobre 2002 - L'Università di Genova ospiterà il 18 novembre la manifestazione organizzata in Italia per il lancio del sesto programma quadro (6Pq). Il convegno, organizzato in collaborazione con l'Apre, il Punto di contatto nazionale italiano, presenterà gli obiettivi e le priorità del 6Pq, chiarirà le regole di partecipazione ed introdurrà i nuovi strumenti, vale a dire i progetti integrati e le reti di eccellenza. I relatori concentreranno in particolare l'attenzione sulle priorità tematiche riguardanti la genomica e le biotecnologie, lo sviluppo sostenibile ed il cambiamento globale, e le tecnologie della società dell'informazione. Verrà dato altresì risalto alla questione della mobilità. Fra gli oratori vi saranno funzionari della DG Ricerca della Commissione europea e rappresentanti del ministero italiano della Ricerca. Infolink: http://www.unige.it/ricerca/news/Progconf.pdf 

VERSO L'UNIONE ALLARGATA: LA COMMISSIONE RENDE NOTO IL SUO PROGRAMMA LEGISLATIVO E DI LAVORO PER IL 2003
Bruxelles, 31 ottobre 2002 La Commissione presenta oggi il suo programma legislativo e di lavoro per il 2003. Il programma legislativo e di lavoro indica come la Commissione si adopererà per il successo dell'allargamento dell'Unione europea, contribuirà alla stabilità e alla sicurezza dei cittadini dell'UE e continuerà a progredire verso un'economia europea sostenibile ed inclusiva. Il programma fa seguito alla raccomandazione della Commissione, presentata sempre in questo mese, che l'Unione europea si allarghi fino a comprendere 25 Stati membri nel 2004. Il Presidente della Commissione Romano Prodi ha dichiarato: " Fare dell'allargamento dell'UE un successo è il compito storico della nostra generazione. In precedenza abbiamo raccomandato che l'UE accolga dieci nuovi paesi nel 2004. Ora la Commissione definisce quello che farà nel 2003 per realizzare questo obiettivo. I preparativi per l'allargamento costituiscono un compito fondamentale. Per assicurare il successo dell'Unione allargata, stiamo dando la priorità anche alla stabilità e alla sicurezza come pure alla sostenibilità e al carattere inclusivo dell'economia europea." Il programma legislativo e di lavoro della Commissione definisce le priorità politiche della Commissione per il 2003: Preparativi per l'allargamento - assistere e monitorare i preparativi per l'adesione dei paesi candidati; preparare la Commissione a servire un'UE allargata in modo efficiente fin dal primo giorno dell'adesione; riesaminare le politiche comunitarie in modo che siano rispondenti alle esigenze dell'Unione europea allargata. Stabilità e sicurezza - assistere il Consiglio ad adottare la legislazione necessaria per realizzare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia; migliorare la sicurezza dei trasporti e la protezione civile; salvaguardare le frontiere dell'Unione europea allargata; fare fronte alle crisi nel mondo e sviluppare una migliore comprensione a livello internazionale. Sostenibilità e carattere inclusivo dell'economia - progredire verso l'obiettivo di fare dell'UE la più avanzata economia fondata sulla conoscenza nel mondo; mantenere la stabilità macroeconomica; promuovere lo sviluppo sostenibile e lavorare per distribuire equamente nel mondo gli effetti positivi della globalizzazione. Il programma legislativo e di lavoro contiene anche per la prima volta un elenco delle proposte sulle quali la Commissione effettuerà valutazioni d'impatto estese nel 2003. Questo nuovo strumento è inteso a migliorare la qualità delle politiche e la sostenibilità dello sviluppo. Le proposte vengono valutate sotto il profilo del loro impatto economico, sociale ed ambientale. Alcune delle azioni che saranno oggetto di una valutazione d'impatto estesa nel 2003 sono: il riesame della Strategia europea per l'occupazione ; il riesame dei regimi del tabacco e dello zucchero ; la comunicazione sull'integrazione dei cittadini di paesi terzi; la direttiva quadro sulle prassi commerciali leali. In risposta alle conclusioni del Consiglio europeo di Siviglia, il programma legislativo e di lavoro contiene un importante contributo della Commissione al primo programma operativo annuale del Consiglio. Tale contributo consiste nel suggerimento che il Consiglio prenda atto delle nuove priorità e delle iniziative chiave discusse con il Parlamento e il Consiglio durante il dialogo sulla strategia politica annuale nei mesi precedenti e nella messa in evidenza delle principali proposte già adottate dalla Commissione sulle quali il Consiglio è chiamato a prendere posizione. Prima di mettere a punto la versione finale del suo programma legislativo e di lavoro la Commissione ha consultato estesamente il Parlamento europeo ed il Consiglio sulle priorità politiche e le iniziative chiave per l'anno prossimo, sulla base della strategia politica annuale della Commissione per il 2003. È la prima volta che si è svolto un dialogo interistituzionale così intenso in preparazione del programma legislativo e di lavoro. L'obiettivo è sviluppare una programmazione più coerente ed integrata da parte delle istituzioni dell'UE. Il Presidente della Commissione presenterà formalmente il programma legislativo e di lavoro al Consiglio Affari generali e relazioni esterne il 18 novembre e al Parlamento europeo il 20 novembre 2002.

I PUNTI DI CONTATTO NAZIONALI ANALIZZANO LE IMPLICAZIONI DEL SESTO PROGRAMMA QUADRO (6Pq)
Bruxelles, 31 ottobre 2002 - Sebbene nei rispettivi paesi rappresentino la fonte d'informazione sui programmi di ricerca dell'Ue, dal 28 al 30 ottobre, i punti di contatto nazionali (Pcn) si riuniranno a Bruxelles per partecipare loro stessi ad una speciale sessione di formazione sul sesto programma quadro organizzata dalla Commissione. Ciascuno Stato membro e paese associato ha i propri Pcn incaricati di fornire informazioni sui programmi quadro di ricerca europei alle organizzazioni situate all'interno del loro territorio. Il sesto programma quadro (6Pq) verrà lanciato l'11 novembre e la manifestazione della Commissione è volta a comunicare ai Pcn le peculiarità del nuovo programma. Il Notiziario Cordis ha incontrato alcuni Pcn di tre paesi europei, ai quali ha chiesto come cambierà il loro ruolo nell'ambito del 6Pq e quale effetto eserciterà il nuovo programma quadro sulla ricerca nei rispettivi paesi. Gli istituti di ricerca, le università e le società dei Paesi Bassi vantano un'assidua partecipazione ai precedenti programmi quadro dell'UE. Oltre 500 manifestazioni d'interesse per il 6Pq hanno visto la presenza di partner olandesi e il governo dei Paesi Bassi vorrebbe che il paese fosse rappresentato in ogni singolo progetto collaborativo. Per quanto improbabile, tale auspicio riflette l'ambizione degli olandesi ad assumere un ruolo guida nell'ambito della ricerca europea. Eelco Denekamp è il responsabile dell'ufficio di collegamento con l'UE presso il ministero olandese dell'Economia, nonché uno dei Pcn del paese. Egli ritiene che il 6Pq sarà più competitivo e selettivo rispetto ai precedenti programmi e confessa che molti ricercatori nei Paesi Bassi devono ancora adattarsi al nuovo sistema. Uno dei principali obiettivi di Denekamp consiste nell'ampliare la rete degli altri Pcn con i quali egli è in contatto, vista la maggiore enfasi posta sulla collaborazione internazionale nell'ambito del 6Pq e la partecipazione, per la prima volta, dei candidati all'adesione in qualità di partner a tutti gli effetti. "Disponiamo di un programma nazionale di assistenza per i paesi candidati e il nostro obiettivo è agire in modo proattivo trovando partner dei paesi candidati interessati a lavorare su progetti condotti da olandesi", ha affermato Denekamp. Per il più piccolo dei paesi candidati, Malta, il 6Pq comporta sfide di natura diversa. Alla luce del forte accento posto dal nuovo programma sulla massa critica e la qualità dei partner di ricerca, le istituzioni maltesi dovranno ottimizzare le loro limitate risorse al fine di sostenere i buoni progressi che hanno compiuto nel corso dell'ultimo programma quadro. Ray Muscat, Pcn e direttore operativo presso Kordin, afferma che per un "micropaese" come Malta, la piena integrazione al 6Pq è l'unica alternativa possibile, tuttavia egli prevede una certa resistenza iniziale ai cambiamenti che ciò comporterà. "La struttura del 6Pq è più semplice ed è più orientata alle Pmi [piccole e medie imprese], fattore che andrà a vantaggio della ricerca maltese". Muscat ritiene, tuttavia, che il processo di raggruppamento delle capacità di ricerca all'interno del paese, al fine di raggiungere i livelli di competenza richiesti, rappresenterà una sfida notevole. Jesmond Xuereb, Pcn presso il Consiglio maltese per la Scienza e la Tecnologia, auspica che i cambiamenti apportati grazie alla partecipazione del paese al 6Pq vadano ben oltre il collegamento fra le istituzioni. Come ha dichiarato al Notiziario Cordis: "Spero che la nostra effettiva collaborazione nell'ambito del 6Pq giustifichi un aumento della spesa nazionale per la ricerca. I risultati ottenuti nell'ambito del 5Pq hanno contribuito al sostegno di questa tesi, ma spero che il 6Pq riesca a consolidarla ulteriormente". I paesi più piccoli non sono i soli ad essere lieti della maggiore enfasi posta sulle Pmi nell'ambito del 6Pq. Jayne Sutcliffe di Beta Technology e Pcn per l'innovazione e le Pmi nel Regno Unito, si dice ottimista in merito alla disponibilità di risorse per le aziende più piccole nell'ambito del nuovo programma. "I fondi a disposizione delle Pmi sono molti, ma la sfida consiste nel convincerle a partecipare", ha affermato la Sutcliffe. "La priorità assoluta per le piccole imprese è quella di gestire la propria attività, ma le opportunità esistono". E neppure le Pmi saranno le sole a beneficiare della partecipazione ai progetti collaborativi. Come spiega la Sutcliffe: "La partecipazione delle Pmi fornirà ai progetti una prospettiva totalmente diversa. Le imprese più piccole e dinamiche sono spinte da motivazioni completamente differenti da quelle delle grandi società e istituti di ricerca". È naturale, pertanto, che durante la sessione di formazione, i Pcn si concentreranno sugli aspetti del 6Pq che riguardano maggiormente la realtà della ricerca nei rispettivi paesi. Tuttavia, nonostante i loro diversi approcci al programma, la presenza alla manifestazione della rete collettiva dei Pcn, provenienti da oltre 30 paesi europei, e i preparativi nei quali essi sono impegnati, suggeriscono che le differenze fra il quinto e il sesto programma quadro andranno ben oltre il semplice cambiamento di denominazione.

IL COMMISSARIO DIAMANTOPOULOU ILLUSTRA LE SFIDE CONNESSE ALLA SOCIETÀ DELLA CONOSCENZA IN EUROPA
Bruxelles, 31 ottobre 2002 - In un discorso trasmesso alla televisione e pronunciato durante la conferenza dal titolo "Social and human capital in the information society" (Il capitale sociale e umano nella società dell'informazione), tenutasi a Bruxelles il 28 ottobre, il commissario europeo per l'Occupazione e gli Affari sociali Anna Diamantopoulou ha illustrato le sfide legate alla creazione della società basata sulla conoscenza in Europa. La Diamantopoulou ha dichiarato al pubblico: "Dopo la vertiginosa ascesa e il fallimento delle 'dot.com' negli anni '90, oggi siamo in grado di valutare in modo più attento, realistico e misurato ciò che la società della conoscenza può offrire all'Europa di oggi e di domani". Il Commissario ha definito la società della conoscenza "il cuore della strategia concordata al Vertice di Lisbona, volta a porre l'Europa ai primi posti della scena economica mondiale entro il 2010, rendere più competitive, innovative e dinamiche le aziende, migliorare le qualifiche e l'adattabilità della nostra forza lavoro, raggiungere la piena occupazione o avvicinarsi quanto più possibile ad essa e ridurre sensibilmente la povertà, l'esclusione e l'emarginazione". La Diamantopoulou ha spiegato che il "il capitale umano" - ovvero l'insieme di conoscenze, competenze e qualità che si considerano essenziali per raggiungere tali obiettivi - rappresenta il fattore più importante per l'economia basata sulla conoscenza. "I nostri lavoratori dovranno essere qualificati e preparati se vogliamo massimizzare il potenziale della new economy, soddisfare le nuove esigenze del mercato del lavoro e far fronte alle nuove sfide imposte dall'arrivo di tecnologie nuove e in rapida evoluzione". Sebbene più del 60 per cento del totale dei posti di lavoro creati negli ultimi cinque anni si sia concentrato in settori altamente specializzati, il Commissario ha illustrato i problemi che occorre superare. "A fronte di ciò, vi sono 150 milioni di cittadini europei che non dispongono neppure del livello base d'istruzione secondaria. Inoltre, il tasso di abbandono scolastico ha raggiunto il 25 per cento in alcuni paesi e meno del 10 per cento degli adulti partecipa a corsi di aggiornamento e formazione". Come ha spiegato la Diamantopoulou: "Oggi si riduce sempre più il numero dei lavori che possono essere svolti da persone in possesso di una semplice istruzione di base. Saper utilizzare un computer è fondamentale. Altrettanto importanti sono le qualità intellettive e interpersonali, l'abilità di lavorare in squadra, risolvere problemi ed essere innovativi, nonché le capacità di autogestione e comunicazione. Tutte queste caratteristiche sono sempre più richieste dai datori di lavoro. Il messaggio è chiaro: competenze, formazione e istruzione sono fattori vitali per la crescita economica, la produttività, il benessere e la sostenibilità futura dell'Europa". Il Commissario ha affermato che le TIC e la società della conoscenza non sono una panacea. "Non dobbiamo creare una nuova divisione di classe fra quanti hanno accesso alle conoscenze digitali e quanti ne sono esclusi, sia essa fra paesi, regioni, gruppi o singoli individui". Secondo la Diamantopoulou occorre osservare il modo in cui la società della conoscenza influenza le altre sfere della nostra vita, non da ultima quella lavorativa. "Gli aspetti positivi sono numerosi: le TIC ci consentono di lavorare in maniera più flessibile, aprono le porte a modalità di lavoro nuove e innovative e ad una diversa organizzazione degli orari, permettono maggiore flessibilità sul posto di lavoro, migliorano la qualità del lavoro stesso e aumentano la soddisfazione professionale. Nel contempo, però, le nuove tecnologie possono comportare maggiore stress e un sovraccarico di informazioni, oltre a ripercuotersi negativamente sulle relazioni personali, a casa e sul lavoro". Secondo il Commissario, l'UE è fermamente intenzionata a far funzionare l'economia e la società della conoscenza in Europa. "Occorre investire nel capitale sia umano che sociale, puntare i riflettori sul miglioramento e la modernizzazione dei sistemi d'istruzione e formazione, creare una cultura dell'istruzione e dell'apprendimento permanente per gli individui di tutte le età, rafforzare l'accesso alle nuove tecnologie e promuovere la messa in rete dei servizi pubblici e amministrativi". Infine, la Diamantopoulou ha spiegato come si stia cercando di realizzare tutto ciò, attraverso un'ampia gamma di politiche, programmi e iniziative, fra cui la strategia per l'occupazione, il Fondo sociale europeo, la strategia per l'inclusione sociale, il dialogo sociale a livello europeo e il piano d'azione "eEurope 2005".

 EUROPEAN CENTRAL BANK : PUBLICATION OF THE EUROPEAN COURT OF AUDITORS' REPORT ON THE EFFICIENCY OF THE ECB'S MANAGEMENT FOR THE FINANCIAL YEAR 2001 AND THE ECB'S REPLY
Francoforte 31 Ottobre 2002 - The European Central Bank (Ecb) has published on its website the report prepared by the European Court of Auditors on the operational efficiency of the management of the Ecb for the financial year 2001, together with the Ecb's reply to it. The Court's report was prepared in accordance with Article 27.2 of the Statute of the European System of Central Banks and of the European Central Bank.
The report will also be published, together with the Ecb's reply, in the Official Journal of the European Communities and can be found on the Ecb's website at http://www.ecb.int in the section "About the Ecb" under "Corporate governance information". http://www.ecb.int/about/pdf/c_25920021025it00010004.pdf 

L'UNIONE EUROPEA APPROVA L'ALLEANZA TRANSATLANTICA TRA LUFTHANSA, SAS E UNITED AIRLINES IMPORTANTE SEGNALE PER I CONSUMATORI: LE ALLEANZE NON OSTACOLANO LA CONCORRENZA
Milano, 31 ottobre 2002 - L'alleanza tra Lufthansa, SAS e United Airlines è la prima alleanza tra compagnie aeree europee e statunitensi esaminata dall'ufficio Antitrust presieduto dal Commissario Ue Mario Monti, a ricevere il via libera ufficiale. L'annuncio definitivo arrivato ieri dà un segnale chiaro sul piano della concorrenza. "Questa decisione ha un impatto storico nel settore dell'aviazione", ha dichiarato Jürgen Weber, Presidente e Ceo di Lufthansa. "La Commissione Europea ha riconosciuto che le alleanze apportano chiari benefici ai consumatori e non costituiscono alcun ostacolo alla concorrenza tra vettori. Questa decisione rafforzerà la competizione internazionale. Soprattutto fornisce un quadro normativo stabile e una struttura chiara entro la quale pianificare. Inoltre i viaggiatori potranno continuare a contare su un'alleanza orientata al consumatore, basata su un'ampia rete di collegamenti, su un'armonizzazione degli orari e su tempi brevi di volo" ha concluso. L'approvazione da parte della Commissione Europea comporta alcuni vincoli già contenuti anche nelle precedenti procedure dell'alleanza intra-europea. Per esempio, Lufthansa e United Airlines devono cedere due slot quotidiani ciascuno (diritti di decollo e atterraggio) a Francoforte a nuovi concorrenti sulle tratte per Chicago, Los Angeles e San Francisco e fino a due coppie di slots per i voli verso Washington. "Queste condizioni sono accettabili in quanto non comportano alcuno svantaggio per i nostri clienti né mettono a rischio il nostro successo finanziario" ha aggiunto Jürgen Weber. Lufthansa e United Airlines collaborano dal 1994 ed operano voli in code-share tra Germania e Stati Uniti. Lufthansa e SAS Linee Aeree Scandinave hanno iniziato la loro collaborazione nel 1996 come parte di un'alleanza strategica offrendo voli in code-share. La collaborazione tra Lufthansa e SAS è stata approvata dalla Commissione Europea nel 1996. Nello stesso anno le autorità statunitensi hanno approvato la triplice alleanza tra Lufthansa, SAS e United, mentre nel 1998 la Commissione Europea ha minacciato di imporre condizioni draconiane che avrebbero richiesto alle compagnie aeree la rinuncia di 108 slots a Francoforte. Dopo un lungo negoziato che si è protratto fino al 2002, le compagnie partner sono riuscite a convincere la Commissione dei benefici offerti ai consumatori dall'alleanza e a trovare una soluzione che garantisca una concorrenza leale.

LA COMMISSIONE ADOTTA UNA DECISIONE CONTRO IL COMPORTAMENTO COLLUSIVO DI CHRISTIE'S E SOTHEBY'S
Bruxelles, 31 ottobre 2002 - Con la decisione adottata ieri, la Commissione europea ha concluso che Christie's e Sotheby's, le due principali case d'asta d'arte del mondo, hanno violato le norme comunitarie sulla concorrenza con pratiche collusive volte a fissare commissioni e condizioni commerciali tra il 1993 e l'inizio del 2000. La Commissione ha di conseguenza comminato a Sotheby's un'ammenda di 20,4 milioni di €, pari al 6% del suo fatturato mondiale. Christie's ha invece evitato l'ammenda in quanto è stata la prima a fornire elementi essenziali di prova, che hanno permesso alla Commissione di comprovare l'esistenza del cartello. Il Commissario Monti ha commentato la decisione odierna dichiarando: "Anche questo caso dimostra che i cartelli illegali possono insorgere in qualsiasi settore, dalle industrie di base ai mercati dei servizi di alto profilo come quello in questione. Vorrei inoltre sottolineare l'ottima cooperazione con i nostri omologhi del Dipartimento di giustizia statunitense, che hanno inquisito il medesimo cartello a causa dei suoi effetti negli Stati Uniti." La collaborazione tra le due autorità della concorrenza è stata facilitata anche dal fatto che sia Christie's che Sotheby's hanno rinunciato al proprio diritto di impedire lo scambio di informazioni riservate. La cooperazione con il Dipartimento di giustizia è avvenuta non solo a livello sostanziale, ma anche nella tempistica delle varie fasi procedurali delle due autorità. In base alle prove fornite da Christie's alle autorità della concorrenza comunitarie e statunitensi e confermate dalle due case d'asta nel corso del procedimento, la Commissione ha stabilito che Sotheby's e Christie's hanno concluso nel 1993 un accordo di cartello contrario alla concorrenza durato fino all'inizio del 2000, quando le parti hanno ripreso la propria libertà di fissare i prezzi in maniera indipendente. Lo scopo del cartello era ridurre l'intensa concorrenza che si era sviluppata tra le due principali case d'asta negli anni ottanta e all'inizio degli anni novanta. L'aspetto più importante dell'accordo era l'aumento della commissione pagata dai venditori all'asta (la cosiddetta commissione del venditore). L'accordo collusivo riguardava tuttavia anche altre condizioni commerciali, quali gli anticipi versati ai venditori, le garanzie date per i risultati dell'asta e le condizioni di pagamento. Secondo quanto accertato dalla Commissione e precisato nella decisione odierna, il comportamento collusivo ha avuto origine al livello dirigenziale più alto delle due imprese. Nel 1993 i due massimi dirigenti dell'epoca, Alfred Taubman per Sotheby's e Anthony Tennant per Christie's, hanno avviato discussioni segrete presso le rispettive abitazioni private a Londra e/o a New York. Questi primi incontri ad alto livello sono stati seguiti da incontri e contatti regolari tra i dirigenti (CEO) delle due imprese, all'epoca D.D. Brooks per Sotheby's e Christopher Davidge per Christie's. Christie's ha richiesto i benefici previsti per coloro che collaborano alle inchieste Le indagini della Commissione sono iniziate nel gennaio 2000, quando Christie's si è rivolta al Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti e alla Commissione europea presentando prove del cartello concluso con Sotheby's e richiedendo i benefici previsti dalle due giurisdizioni per coloro che collaborano alle inchieste. Le prove erano rappresentate per lo più da documenti che Christopher Davidge, ex CEO di Christie's, aveva raccolto sui contatti tra le due case d'asta. Anche Sotheby's ha in seguito richiesto i benefici previsti per coloro che collaborano alle inchieste in Europa e ha fornito ulteriori prove alla Commissione. Nel 1996 la Commissione ha adottato norme che concedono un'immunità totale o parziale dalle ammende alle imprese che svelano o forniscono informazioni decisive su accordi per la fissazione dei prezzi, la ripartizione del mercato o altri comportamenti contrari alla concorrenza. Questo norme sono state aggiornate nel febbraio 2002 (cfr. IP/02/247), ma in questo caso si applicano le norme precedenti in quanto la richiesta di godere di questi benefici risale al 2000. La Commissione ritiene che, in base alle norme vigenti nel 1996, Christie's dovrebbe beneficiare di un'immunità completa in quanto ha fornito prove decisive in un momento in cui la Commissione non aveva ancora avviato alcuna indagine e poiché è stata la prima a presentare tali elementi di prova. L'accordo di cartello è stato considerato una violazione molto grave dell'articolo 81, paragrafo 1 del trattato UE, che vieta gli accordi o le pratiche concordate che abbiano per effetto di fissare i prezzi, limitare la produzione o ripartire i mercati. IL calcolo delle ammende per le due imprese è avvenuto in base al metodo di calcolo delle ammende del 1998 per attività di cartello e abuso del potere di mercato. Il calcolo, basato sulla gravità e sulla durata della violazione, ha determinato ammende prossime o superiori al massimo che la Commissione può comminare in base alla normativa, ossia il 10% del fatturato mondiale, come previsto dal regolamento n. 17/62, che stabilisce le norme e le procedure per l'applicazione dell'articolo 81 e dell'articolo 82, relativo agli abusi di posizioni dominanti. Applicando la comunicazione relativa all'immunità dalle ammende e alla riduzione dell'importo delle ammende del 1996, l'ammenda per Sotheby's è stata fissata a 20,4 milioni di €, pari al 6% del suo fatturato mondiale. Questo importo è stato conteggiato applicando una riduzione del 40% per la collaborazione fornita dall'impresa nelle indagini. Christie's ha ottenuto l'immunità completa

LA COMMISSIONE INFLIGGE AMMENDE A NINTENDO E A SETTE DEI SUOI DISTRIBUTORI EUROPEI PER ESSERSI ACCORDATI AL FINE DI IMPEDIRE LA COMMERCIALIZZAZIONE DI PRODOTTI A BASSO PREZZO
Bruxelles, 31 ottobre 2002 La Commissione europea ha inflitto un'ammenda totale di 167,8 milioni di euro al produttore giapponese di videogiochi Nintendo e a sette dei suoi distributori ufficiali in Europa per essersi accordati allo scopo di impedire le esportazioni dai paesi in cui i prezzi erano bassi verso i paesi in cui i prezzi erano elevati. L'ammenda inflitta a Nintendo è stata fissata a 149 milioni di euro perché nel calcolo si è voluto tener conto della dimensione che l'impresa detiene nel mercato in questione, del fatto che Nintendo era il motore del comportamento illecito e inoltre del fatto che l'impresa ha continuato a commettere la violazione anche dopo aver saputo che era in corso un'indagine. I prezzi delle console e dei giochi erano notevolmente diversi nei paesi dell'Unione europea nel periodo oggetto dell'indagine della Commissione: nel Regno Unito erano inferiori anche del 65% rispetto ai prezzi praticati in Germania e nei Paesi Bassi. "Ogni anno milioni di famiglie europee spendono ingenti somme di denaro per i videogiochi. Esse hanno il diritto di acquistare i giochi e le console ai prezzi più bassi che il mercato può offrire e la Commissione non tollererà comportamenti collusivi volti a mantenere prezzi artificialmente elevati", ha dichiarato il commissario per la concorrenza Mario Monti. La decisione riguarda Nintendo e sette distributori di prodotti Nintendo: John Menzies plc (distributore di Nintendo nel Regno Unito), Concentra - Produtos para crianças S.A. (Portogallo), Linea GIG. S.p.A. (Italia), Bergsala AB (Svezia), l'unità greca della giapponese Itochu Corp, Nortec A.E. (Grecia) e l'unità belga della tedesca CD-Contact Data GmbH. Dalle prove raccolte dalla Commissione è emerso che Nintendo e i suoi distributori si sono accordati al fine di mantenere artificialmente differenze di prezzo elevate nell'UE tra il gennaio 1991 e il 1998. In base agli accordi ciascun distributore era obbligato ad impedire il commercio parallelo dal suo territorio, ossia le esportazioni da un paese all'altro attraverso canali di distribuzione non ufficiali. Sotto la guida di Nintendo le imprese hanno collaborato attivamente al fine di individuare la fonte del commercio parallelo. I commercianti che consentivano le esportazioni parallele venivano puniti con una riduzione delle forniture o addirittura con il boicottaggio. I prezzi di gran lunga più bassi venivano praticati nel Regno Unito Dall'indagine è emerso che in tale periodo di sette anni le differenze di prezzo nello Spazio economico europeo - SEE (l'UE più la Norvegia, l'Islanda e il Lichtenstein), erano frequenti e considerevoli. Nel Regno Unito si riscontravano i prezzi di gran lunga più bassi cosicché i commercianti erano naturalmente incentivati a riesportare prodotti a basso prezzo verso i paesi con prezzi elevati. Le differenze di prezzo più consistenti sono state riscontrate all'inizio del 1996, periodo in cui nel Regno Unito alcuni prodotti Nintendo costavano anche il 65% in meno rispetto ai Paesi Bassi e alla Germania. Essi erano anche più economici rispetto alla Spagna (paese in cui costavano anche il 67% in più), all'Italia (54%) e alla Svezia (39%). La differenza è diminuita ma è rimasta notevole nel 1997 anno in cui il prezzo nel Regno Unito per tutte le console N64 e le cartucce di giochi era inferiore del 33% (in ottobre) rispetto a qualsiasi altro paese del SEE. In una nota scritta da John Menzies per Nintendo l'11 aprile 1996, che è stata trasmessa volontariamente alla Commissione, vengono delineate la strategia e le iniziative utili per mantenere tali enormi differenze di prezzo: "Comprendo perfettamente le difficoltà che le differenze di prezzo creano per gli altri paesi dell'Europa continentale nei quali il mercato può chiaramente sopportare prezzi molto più alti rispetto a quelli del Regno Unito. [...] Sono certo che attraverso una stretta collaborazione saremo in grado di controllare meglio le importazioni grigie e di trovare un modo più efficace perché i nostri prodotti e i nostri prezzi rimangano all'interno del Regno Unito riducendo così gli effetti che le differenze di prezzi provocano nell'Europa continentale". Successivamente John Menzies intraprese delle azioni che così spiega in una lettera ottenuta con una richiesta formale di informazioni a Nintendo: "Sono in grado di comunicarvi che a partire da gennaio/febbraio di quest'anno [1996] THE [la controllata di John Menzies denominata THE Games Ltd] ha intrapreso un numero considerevole di azioni volte a porre fine alle esportazioni grigie di prodotti dal Regno Unito ai mercati dell'Europa continentale. Le nostre principali attività al riguardo sono consistite nel bloccare completamente o controllare/limitare realmente la fornitura di prodotti nel mercato del Regno Unito ad alcuni commercianti su cui pesavano dei sospetti". Va osservato che prima che ciò accadesse lo stesso John Menzies aveva subito un boicottaggio da parte di Nintendo che cercava di costringerlo a collaborare maggiormente alla violazione. A seguito del comportamento illecito di Nintendo e dei suoi distributori ufficiali, le famiglie dell'Europa continentale hanno dovuto subire prezzi elevati. Per misurare il danno causato ai consumatori è sufficiente considerare che in Europa Nintendo ha venduto nel solo 1997 5 milioni di console e 12 milioni di giochi. L'articolo 81 del trattato CE vieta espressamente gli accordi e le pratiche concordate "che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune [dell'UE]". Le limitazioni del commercio parallelo costituiscono una violazione molto grave dell'articolo 81, come è stato confermato dalla Corte di giustizia delle Comunità europee già nel 1966 nella storica causa Grundig-Consten(1) e più recentemente nella decisione Volkswagen del 1998(2). La gravità della violazione e il danno causato ai consumatori finali hanno indotto la Commissione ad infliggere un'ammenda totale di 167,843 milioni di EUR che costituisce la quinta maggiore ammenda mai inflitta per una violazione in un caso di anti-trust. Si tratta inoltre dell'ammenda di gran lunga più elevata mai inflitta in un caso di violazione cosiddetta verticale, una violazione cioè che coinvolge, come in questo caso, un produttore e i suoi distributori e che si distingue dal cartello orizzontale cui partecipano produttori di uno stesso bene. L'ammenda inflitta a Nintendo è anche la quarta maggiore ammenda mai imposta ad una singola impresa per un'unica violazione. Le singole ammende Sono elencate qui di seguito le ammende inflitte a ciascuna impresa (in milioni): Nintendo e Nintendo Europe GmbH (congiuntamente responsabili): 149,128 , John Menzies plc: 8,64; Concentra - Produtos para crianças S.A.: 0,825       ; Linea GIG. S.p.A.: 1,5 ; Bergsala AB: 1,25 ; Itochu Corporation: 4,5; Nortec A.E.: 1,0 ; CD-Contact Data GmbH: 1,0 . Gli importi riflettono gli effetti reali che il comportamento illecito di ciascuna impresa ha avuto sulla concorrenza e la dimensione dell'impresa stessa, allo scopo di garantire l'effetto dissuasivo dell'ammenda. Nintendo, John Menzies e Itochu hanno dimensioni molto maggiori rispetto alle altre imprese. Nintendo è stato l'istigatore e il leader della violazione e ha continuato ad adottare un comportamento illecito anche dopo che la Commissione aveva iniziato la sua indagine. Analogo è stato anche il comportamento di John Menzies. Tale fatto costituisce una circostanza aggravante. John Menzies ha inoltre cercato di fuorviare la Commissione in merito alla portata reale della violazione a metà del 1997. Tali fattori aggravanti sono stati compensati dal fatto che dopo il dicembre 1997 John Menzies e Nintendo hanno collaborato con la Commissione. Al tempo stesso nello stabilire l'ammenda finale a carico di Nintendo, la Commissione ha tenuto conto anche della decisione dell'impresa di offrire un notevole compenso finanziario ai terzi che hanno subito un danno materiale. A Nintendo e John Menzies sono state comunque concesse ampie riduzioni e tale fatto sottolinea l'importanza che la Commissione attribuisce alla collaborazione da parte delle imprese che hanno violato la normativa comunitaria in materia di concorrenza anche se la violazione non è stata compiuta partecipando a un "classico" cartello orizzontale L'ammenda di piccola entità inflitta a Concentra riflette il ruolo passivo svolto dall'impresa nell'accordo illecito.

APPALTI PUBBLICI: LA COMMISSIONE CHIEDE A GERMANIA, ITALIA E SVEZIA DI PORRE RIMEDIO A VIOLAZIONI DEL DIRITTO COMUNITARIO NELL'AGGIUDICAZIONE DI APPALTI
Bruxelles, 31 ottobre 2002 La Commissione europea ha inviato a Germania, Italia e Svezia una richiesta ufficiale di rettificare le irregolarità verificatesi nell'assegnazione di taluni appalti pubblici per la fornitura di servizi. In Germania sono stati attribuiti in tre regioni appalti senza ricorrere alle procedure di aggiudicazione previste dal trattato CE e dalle direttive che aprono alla concorrenza gli appalti pubblici. Gli appalti in questione riguardano lo smaltimento dei rifiuti nel Landkreis Friesland, il trattamento delle acque reflue e la fornitura di energia a Jever e la creazione e la commercializzazione di un "parco servizi" nella città di Limburg. In Italia, la regione Piemonte ha attribuito un contratto di assistenza tecnica per la gestione dei fondi europei secondo criteri incompatibili con le direttive. In Svezia un appalto di servizi di trasporto per autobus è stato aggiudicato in base a criteri inappropriati. Quando un grande appalto pubblico è aggiudicato senza che tutti i potenziali offerenti europei abbiano la possibilità di concorrere e/o l'appalto è aggiudicato secondo criteri inappropriati, le imprese europee sono private del diritto di concorrere equamente per l'appalto in questione e le garanzie contro la corruzione sono indebolite. Inoltre, le amministrazioni appaltanti - e di conseguenza i contribuenti - possono ottenere un servizio di qualità inferiore o più costoso rispetto a quello che sarebbe stato possibile ottenere se fossero state applicate le procedure regolari. Queste richieste ufficiali indirizzate alla Germania, all'Italia e alla Svezia prendono la forma di "pareri motivati", seconda tappa del procedimento per infrazione previsto dall'articolo 226 del trattato CE. Se gli Stati membri non si conformano a queste richieste entro due mesi, la Commissione può adire la Corte di giustizia. Germania Smaltimento dei rifiuti nel Landkreis Friesland Il 1° gennaio 1995 il Landkreis Friesland ha aggiudicato un appalto di durata decennale e del valore di 29 milioni di euro per la fornitura dei servizi di smaltimento dei rifiuti senza applicare la procedura aperta a livello UE prevista dall'articolo 8 della direttiva 92/50/CEE sugli appalti pubblici di servizi. Poiché in relazione a questo appalto non è stato pubblicato alcun bando e non si è svolta una gara e sono stati quindi esclusi potenziali concorrenti del mercato interno, l'ente appaltante non ha potuto decidere l'attribuzione dell'appalto sulla base dell'offerta più vantaggiosa. In risposta alla lettera di messa in mora inviata dalla Commissione nel settembre 2000, le autorità tedesche hanno riconosciuto la violazione del diritto comunitario, e hanno comunicato che al contratto in questione sarebbe stato posto termine al più presto alla fine del 2004 e che ogni nuovo appalto sarebbe stato oggetto di una gara, conformemente alle norme in vigore in materia di appalti pubblici. Tuttavia, poiché il contratto in questione resterà in vigore fino al 2004, la Commissione ha ritenuto che le misure promesse dalle autorità tedesche non sono sufficienti a porre rimedio all'infrazione. Germania - Trattamento delle acque reflue e fornitura di energia elettrica a Jever La Commissione ritiene che la città di Jever abbia commesso una violazione del diritto comunitario aggiudicando due appalti, uno per il trattamento delle acque reflue e l'altro per la fornitura di gas ed energia elettrica, senza ricorrere alla procedura d'aggiudicazione prevista dalle direttive 92/50/CEE e 93/36/CEE che disciplinano rispettivamente gli appalti di servizi e gli appalti di forniture. In risposta alla lettera di messa in mora inviata dalla Commissione nel settembre 2000, le autorità tedesche hanno riconosciuto la violazione e annunciato che una soluzione conforme alla regolamentazione degli appalti pubblici sarebbe stata trovata per l'appalto del trattamento delle acque al più presto all'inizio del 2002, che il 31 dicembre 2001 sarebbe stato posto termine al contratto di fornitura di elettricità e di gas, e che una procedura regolare di aggiudicazione dell'appalto sarebbe stata organizzata per il nuovo contratto. Tuttavia, le autorità interessate non hanno preso misure concrete per quanto riguarda l'appalto per il trattamento delle acque e hanno successivamente indicato che il contratto di fornitura di elettricità e gas sarebbe stato mantenuto fino alla fine del 2003. Di conseguenza, persiste la violazione del diritto comunitario. Germania Contratto di servizi per la realizzazione di un progetto immobiliare a Limburg Nel 2001 la città di Limburg ha attribuito un contratto per la ristrutturazione di locali appartenenti al comune presso la stazione ferroviaria in vista della creazione di un "parco servizi" e per la commercializzazione e vendita di tali locali. Il contratto, del valore di 190.000 euro più un premio ("success fee") pari al 10% del prezzo dei locali venduti, è stato attribuito senza una procedura di aggiudicazione pubblica. Le autorità tedesche hanno informato la Commissione che, a loro giudizio, il contratto in questione non ricade nell'ambito della regolamentazione europea sugli appalti pubblici, in quanto i servizi interessati sono esclusi dal campo d'applicazione della direttiva 92/50/CEE sugli appalti di servizi. Dopo un'attenta analisi del contratto, la Commissione ritiene tuttavia che i servizi da fornire rientrino nelle categorie di servizi contemplati nella direttiva 92/50/CEE e siano quindi soggetti alle modalità di aggiudicazione previste dalla direttiva. Sarebbe quindi stato necessario pubblicare un bando di gara. Italia - Contratto di assistenza tecnica della regione Piemonte per la gestione dei fondi europei La regione Piemonte ha attribuito nel luglio 2001 un contratto per l'assistenza tecnica nella gestione dei fondi europei secondo criteri incompatibili con la direttiva 92/50/CEE relativa all'aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi. Come previsto dalla direttiva, l'amministrazione appaltante ha aggiudicato il contratto sulla base di quella che ha considerato come l'offerta economicamente più vantaggiosa. Tuttavia, uno dei criteri utilizzati per giungere a questa decisione consisteva nella valutazione della composizione del gruppo di lavoro proposto dall'offerente per gestire i lavori in questione. L'applicazione di tale criterio in questa fase della procedura di aggiudicazione è contraria alle disposizioni dell'articolo 36 della direttiva. Gli offerenti che non avevano potuto dimostrare di possedere le attitudini e le capacità necessarie per fornire il servizio dovevano essere eliminati dal processo di selezione in uno stadio precedente. La capacità dei prestatori di servizi e del loro personale non doveva quindi influire sulla valutazione della qualità e del prezzo delle offerte. L'attribuzione dell'appalto al concorrente che aveva presentato l'offerta economicamente più vantaggiosa doveva basarsi esclusivamente sul valore dell'offerta. Svezia - Servizio di trasporto autobus Kalmar Länstrafik AB, organismo incaricato di organizzare i servizi di autotrasporto nella regione di Kalmar, in Svezia, ha aggiudicato nel dicembre 2000 appalti per tali servizi sulla base di un'applicazione scorretta del diritto comunitario degli appalti pubblici. Il valore totale dei contratti è stimato in 189,5 milioni di corone svedesi (circa 20,75 milioni di euro). Come nel caso italiano di cui sopra, alcuni dei criteri di aggiudicazione utilizzati erano contrari alle disposizioni della legislazione europea (in questo caso, la direttiva 93/38/CEE concernente i settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni) in quanto si riferivano alle caratteristiche dell'offerente in quanto tale e non al servizio fornito. Secondo la giurisprudenza costante della Corte di giustizia europea, la selezione dei candidati che possiedono le attitudini e le capacità necessarie per fornire i servizi richiesti da una parte e la valutazione delle loro offerte dall'altra costituiscono due operazioni diverse che possono svolgersi simultaneamente ma che obbediscono a regole diverse. Informazioni generali aggiornate sulle infrazioni commesse in tutti gli Stati membri possono essere consultate al seguente indirizzo: http://europa.eu.int/comm/secretariat_general/sgb/droit_com/index_en.htm 

USE E USA PUBBLICANO LE PRASSI MIGLIORI IN MATERIA DI COOPERAZIONE BILATERALE NEI CASI DI CONCENTRAZIONE TRA IMPRESE
Bruxelles, 31 ottobre 2002 La Commissione europea e le autorità statunitensi responsabili della concorrenza hanno pubblicato una serie di prassi migliori in materia di cooperazione nell'analisi di casi di concentrazione tra imprese che richiedono l'approvazione sulle due sponde dell'Atlantico, allo scopo di migliorare ulteriormente i buoni rapporti sviluppati nell'ultimo decennio. Le prassi migliori sono state stabilite in data odierna dal Commissario europeo responsabile della concorrenza, Mario Monti, assieme ai suoi omologhi statunitensi, Timothy Muris, Presidente della Commissione Federale del commercio statunitense e Charles James, sostituto Procuratore generale per l'Antitrust. Esse risultano dalle deliberazioni del gruppo di lavoro UE-USA sulle concentrazioni, che riunisce funzionari dei tre organismi, che negli ultimi mesi hanno attentamente studiato il modo di migliorare ulteriormente l'efficacia della collaborazione tra UE e USA. "L'accordo sulle prassi migliori offre una base più strutturata per la nostra collaborazione nell'analisi di casi individuali di concentrazione che devono essere autorizzati sulle due sponde dell'Atlantico, allo scopo di limitare al massimo il rischio di decisioni divergenti, nell'interesse sia delle imprese che dei consumatori" ha dichiarato il Commissario Monti. La Commissione, organo esecutivo dell'Unione europea, ha operato in stretta collaborazione con i suoi omologhi statunitensi, la Divisione Antitrust del Dipartimento della giustizia e la Commissione Federale del Commercio, dall'entrata in vigore del regolamento comunitario sulle concentrazioni nel 1990. Questa collaborazione si è potuta fondare su basi solide grazie alla conclusione nel 1991 dell'accordo tra UE e USA sull'applicazione delle normative in materia di concorrenza. La cooperazione tra Unione europea e Stati Uniti è stata particolarmente intensa in molte delle grosse operazioni di concentrazione transfrontaliere che devono essere esaminate in entrambe le giurisdizioni. I contatti tra i vari organismi hanno contribuito a ridurre al minimo il rischio di decisioni divergenti ed hanno determinato un processo di convergenza sostanziale nei loro approcci analitici. Nelle prassi migliori si riconosce che la collaborazione è più efficace quando la tempistica delle indagini delle diverse autorità di vigilanza si svolge più o meno in parallelo. Alle imprese oggetto di concentrazione verrà dunque offerta la possibilità di incontrare le autorità già nelle prime fasi del procedimento in modo da discutere le varie scadenze. Si incoraggiano inoltre le imprese ad autorizzare le autorità di vigilanza a scambiarsi le informazioni che esse hanno presentato nel corso delle indagini e, ove opportuno, a consentire audizioni congiunte UE/USA delle imprese interessate. Nelle prassi migliori sono stati inoltre individuati i punti fondamentali nelle indagini comunitarie e statunitensi in materia di concentrazioni per i quali potrebbero essere opportuni contatti diretti tra funzionari a livello dirigenziale di entrambe le parti.

MERLONI ELETTRODOMESTICI, PIÙ GARANZIE DI TRASPARENZA APPROVATI LA NUOVA PROCEDURA PER L'INFORMAZIONE AL MERCATO E IL CODICE DI COMPORTAMENTO SULL'INSIDER DEALING, CON NOVITÀ ASSOLUTE PER L'ITALIA
Milano 31 ottobre 2002 - Il Consiglio di Amministrazione della Merloni Elettrodomestici SpA, riunitosi ieri a Milano, ha approvato il codice di comportamento sull'insider dealing e la nuova procedura per l'informazione al mercato. In questo modo la Corporate Governance della società, basata sui più selettivi criteri internazionali, si adegua anche alle recentissime indicazioni in materia di trasparenza emanate da Borsa Italiana e introduce, prima in Italia, alcuni elementi innovativi. Merloni Elettrodomestici è tra le prime società a introdurre i blocking period per l'acquisto di titoli della società da parte delle persone considerate rilevanti, evitando così che, nelle fasi maggiormente delicate, possano effettuare operazioni. Nel codice approvato sono inoltre vietate le operazioni di breve periodo, in particolare le vendite allo scoperto. Le persone rilevanti dovranno informare la società in tempo reale per operazioni compiute sugli strumenti finanziari della società di qualsiasi ammontare, compreso l'esercizio delle stock options. La società provvederà poi a fornire tempestivamente al mercato le informazioni relative al superamento del tetto di 125 mila euro su base trimestrale, mentre la soglia prevista dalle Istruzioni di Borsa Italiana è di 250 mila euro. La società inoltre, provvederà, al termine di ciascun trimestre, ad informare il mercato delle operazioni compiute da ciascuna delle persone rilevanti che appartengano ai vertici aziendali nel caso in cui queste superino la soglia di 25 mila euro e di quelle compiute dalle altre persone rilevanti nel caso in cui queste superino la soglia di 50 mila euro. La normativa invece richiede l'informazione a fine trimestre al superamento della soglia di 50 mila euro. La procedura per l'informazione al mercato viene integrata con una serie di comportamenti che sono diventati già una prassi consolidata per la società e recepisce quanto previsto nella "Guida all'informazione al Mercato". In particolare esplicito riferimento viene fatto alla modalità di gestione di informazioni previsionali, informazioni fornite in assemblea, incontri con gli operatori del mercato e rumors. Il Consiglio di Amministrazione della società ha anche verificato i requisiti di indipendenza degli amministratori, sulla base delle informazioni fornite dagli stessi. Sei consiglieri su undici, la maggioranza, è risultata indipendente: Francesco Caio, Felice Colombo, Alberto Fresco, Carl Hahn, Hugh Malim, e Roberto Ruozi.

MERLONI: NEI PRIMI NOVE MESI: FATTURATO +25%, MARGINE OPERATIVO +45%, UTILE ANTE IMPOSTE +58% CONTINUA LA CRESCITA RECORD, DAL 1 NOVEMBRE IL CONTROLLO DI HOTPOINT
Milano, 31 ottobre 2002 - Il Consiglio di Amministrazione ha approvato ieri a Milano i risultati del terzo trimestre e ha esaminato i dati dei primi nove mesi del 2002. Redditività e fatturato continuano a crescere a ritmi record anche nel terzo trimestre. Così, anche se la domanda di elettrodomestici in Europa, nei primi nove mesi, è aumentata appena dello 0,4%, Merloni Elettrodomestici realizza nei primi nove mesi del 2002 un utile ante-imposte in crescita del 58%. Un risultato reso possibile anche grazie al contributo della società inglese Gda (Hotpoint), già consolidata al 50% con il metodo proporzionale. Infatti, il 12% della crescita di fatturato è attribuibile a Gda e anche la redditività ha cominciato a beneficiare delle nuove economie di scala, che hanno più che compensato il leggero trend di crescita del costo delle materie prime. Dopo il via libera dell'autorità per la concorrenza britannica Merloni Elettrodomestici acquisirà già dal primo novembre il 100% dei diritti di voto e dei diritti di dividendo di Gda, come previsto dall'accordo di Put &Call con General Electric. Il trasferimento delle azioni, subordinato all'esercizio delle Put e/o Call options, potrà avvenire nell'arco dei prossimi sette anni. La prima opzione, che vale il 10% di Gda, scadrà a gennaio 2003. "Abbiamo accolto con entusiasmo il via libera dall'autorità per la concorrenza britannica, che ci permetterà di accelerare il processo di integrazione di Hotpoint e di valorizzare le sinergie" ha detto Vittorio Merloni. Principali risultati dei primi nove mesi del 2002 Il fatturato al 30 settembre 2002 è di 1,795 miliardi di euro, in crescita del 25% rispetto allo stesso periodo del 2001 (1,435 miliardi). L'incremento di fatturato è dovuto per circa il 13% alla crescita interna e per il 12% al consolidamento di Gda. Il fatturato della società è in aumento in tutti i mercati. La crescita dipende dall'aumento delle quantità vendute e dal miglioramento del mix di vendita, che riguardano sia il marchio Indesit che il marchio Ariston. Il margine operativo lordo è di 214 milioni di euro, in crescita del 36% rispetto ai primi nove mesi del 2001 (158 milioni). In rapporto al fatturato il margine operativo lordo sale al 11,9% rispetto al 11% dello stesso periodo del 2001. Il margine operativo è di 132 milioni di euro, il 45% in più rispetto allo stesso periodo del 2001 (91 milioni di euro). In rapporto al fatturato il margine operativo sale al 7,4% rispetto al 6,4% al 30 settembre 2001. Il margine operativo ha quindi già superato in nove mesi il 7,1% ottenuto per l'intero 2001. La migliore efficienza produttiva e i benefici iniziali che derivano dalle economie di scala sono tra le ragioni di questo risultato. L'utile ante imposte è di 116 milioni di euro, in aumento del 58% rispetto allo stesso periodo del 2001 (74 milioni di euro). L'indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2002 è di 263 milioni di euro, in calo rispetto al primo semestre (330 milioni di euro), con un rapporto debt/equity pari al 61% (60% al 31 settembre 2001), dopo aver già pagato nel mese di marzo 191 milioni di euro a Marconi per l'acquisto del 50% di Gda. Il successo dei brand Un risultato così positivo ed in controtendenza rispetto al quadro competitivo dipende in primo luogo dal successo dei prodotti, più vicini al gusto e alle necessità dei consumatori e da una strategia di brand, che ha permesso di concentrare gli investimenti su pochi marchi, molto riconoscibili in tutta Europa. Oggi Ariston è il secondo marchio europeo negli elettrodomestici da incasso, mentre Indesit ha conquistato il secondo posto tra i prodotti di libera installazione (fonte Gfk). Principali risultati del terzo trimestre 2002 Il terzo trimestre 2002 si è chiuso con un fatturato di 687 milioni di euro, in crescita del 29% rispetto al terzo trimestre 2001 (533 milioni di euro). Il margine operativo è di 59 milioni di euro, in aumento del 35% rispetto al terzo trimestre 2001 (44 milioni di euro). Lýutile ante-imposte è di 51 milioni di euro, il 30% in più del terzo trimestre 2001 (39 milioni di euro). Nel corso del Consiglio di Amministrazione è stata approvata la relazione semestrale i cui dati preliminari erano stati esaminati durante il Consiglio del 26 luglio 2002. I dati non differiscono da quelli già comunicati. La relazione sarà disponibile sul sito www.merloni.com  a partire da oggi

GRUPPO OLIVETTI - TELECOM ITALIA: COMPLETATO IL TRASFERIMENTO DI BENI ED ATTIVITA' PER CIRCA 1.585 MILIONI DI EURO
Milano, 31 ottobre 2002 - Il Gruppo Olivetti-Telecom Italia ha trasferito il 29 ottobre attività ed asset immobiliari per un valore di circa 1.585 milioni di euro a Tiglio I e Tiglio II, società immobiliari controllate da The Morgan Stanley Real Estate Funds. Il Gruppo Olivetti-Telecom Italia deterrà nelle due società una quota di minoranza commisurata al valore delle attività e degli asset trasferiti. In particolare, in Tiglio I Olivetti manterrà l'8,84%, Telecom Italia il 36,85% e Seat Pagine Gialle il 2,1%, mentre in Tiglio II sarà presente Telecom Italia che, a seguito del conferimento del proprio ramo di azienda Asset Management, deterrà nella società il 49,47%. Con l'operazione Olivetti realizza una plusvalenza lorda di circa 70 milioni di euro e un impatto finanziario positivo , al lordo delle imposte, dell'ordine di 165 milioni di euro a fronte di un valore complessivo degli asset trasferiti pari a circa 225 milioni di euro. Per Telecom Italia, a fronte di asset trasferiti a Tiglio I e Tiglio II del valore di circa 1.360 milioni di euro (di cui circa 50 milioni di euro relativi a Seat Pagine Gialle, circa 840 milioni di euro relativi agli immobili ricevuti da Imser e circa 470 milioni di euro relativi ad altri asset immobiliari trasferiti), l'operazione comporta nell'anno in corso un impatto economico lordo positivo di circa 220 milioni di euro sulla Telecom Italia S.p.A. e di circa 5 milioni di euro sulla Seat Pagine Gialle (370 milioni di euro a livello di consolidato di Gruppo Telecom). L'impatto finanziario sul Gruppo Telecom nel corrente esercizio, al lordo delle imposte, è pari a circa 330 milioni di euro (di cui 40 milioni di euro relativi a Seat Pagine Gialle), al netto di quanto realizzato nel 2000 a seguito dell'operazione di spin off immobiliare. I trasferimenti perfezionati in data odierna rappresentano la fase esecutiva dell'accordo formalizzato nei mesi scorsi tra il Gruppo Olivetti-Telecom Italia, il Gruppo Pirelli e società controllate da The Morgan Stanley Real Estate Funds. L'accordo prevede tra l'altro la valorizzazione, nel corso del 2003, degli asset di Tiglio I e Tiglio II attraverso una operazione di mercato nell'ambito di una strategia che potrà contribuire allo sviluppo del mercato finanziario immobiliare, con conseguenti significative opportunità per il Gruppo Olivetti-Telecom Italia di ottimale valorizzazione delle quote residue detenute nei due veicoli a seguito dei trasferimenti odierni. Ipotizzando prudenzialmente una monetizzazione nei prossimi anni delle quote di Tiglio I e Tiglio II ad un valore commisurato agli attuali prezzi di trasferimento degli asset e includendo quanto conseguito nel 2002, Olivetti e Telecom Italia avranno ottenuto alla fine del progetto una liquidità al lordo delle imposte rispettivamente pari a circa 225 milioni di euro e 690 milioni di euro (di cui oltre 50 milioni di euro di competenza di Seat Pagine Gialle). Per Telecom Italia con le operazioni oggi perfezionate si completa sostanzialmente la valorizzazione del patrimonio di Gruppo a maggior valore immobiliare, nell'ambito di un percorso avviato nel 2000 con l'operazione di spin off, in coerenza con la strategia di focalizzazione sul core business. Quest'ultima operazione, che ha riguardato asset per circa 2,9 miliardi di euro, ha portato da un lato alla costituzione della Telemaco Immobiliare (destinataria di asset per 850 milioni di euro circa e partecipata inizialmente da Beni Stabili al 45%, da Telecom Italia al 40% e da Lehman Brothers al 15%), recentemente ceduta a WhiteHall (fondi Goldman Sachs) con un impatto economico positivo al lordo delle imposte su Telecom Italia S.p.a di 160 milioni di euro circa e un impatto finanziario positivo, al lordo delle imposte, dell'ordine di 225 milioni di euro. Dall'altro lato, ha portato alla costituzione della Im.Ser (con asset immobiliari per un valore dell'ordine di 2.050 milioni di euro e partecipata al 60% da Beni Stabili ed al 40% da Telecom Italia), che è stata nei giorni scorsi oggetto di scissione, con conseguente attribuzione di asset con un valore di libro (al lordo degli ammortamenti) per circa 1.220 milioni di euro al Gruppo Beni Stabili e per circa 820 milioni di euro al Gruppo Telecom Italia che li ha destinati, come detto, al Progetto Tiglio. Contestualmente sono altresì stati perfezionati i trasferimenti da Olivetti Multiservices e Telecom Italia dei rami di azienda di servizi immobiliari (escluse le attività di Facility Management) al Gruppo Pirelli & C. Real Estate che li integrerà nelle proprie strutture specializzate. La riorganizzazione di tali attività di servizio, che comporterà il passaggio al Gruppo Pirelli di 170 persone circa, è stata effettuata tramite la cessione dei rami di azienda di Property Management, Project Management ed Agency delle società Telecom Italia e Olivetti Multiservices, ad un prezzo pari a circa 15 milioni di euro per quanto di competenza di Telecom Italia e di circa 3 milioni di euro per quanto di competenza Olivetti Multiservices. I valori sono stati determinati sulla base di perizie indipendenti predisposte da Kpmg. Per quanto riguarda le attività di Facility Management, è attualmente in corso lo studio di un progetto per la concentrazione delle attività svolte in tale ambito sia da Telecom Italia che da Olivetti Multiservices, finalizzata alla costituzione di una società che per dimensione e competenze potrebbe assumere una posizione di leadership sul mercato nazionale. Lazard Real Estate ha agito quale advisor finanziario di Olivetti e Telecom Italia, advisor legale dell'operazione è stato lo Studio Chiomenti.

DA GLOBAL ASSICURAZIONI E CREDITO VALTELLINESE GLOBAL SICURA 1 - LA POLIZZA DI GESTIONE PATRIMONIALE ASSICURATIVA GARANTITA
Sondrio, 31 ottobre 2002 - Il Gruppo bancario Credito Valtellinese, in collaborazione con Global Assicurazioni ha realizzato "Global Sicura 1", la polizza di gestione patrimoniale assicurativa che consente di investire sui principali mercati finanziari nazionali ed internazionali mantenendo la sicurezza del capitale investito a scadenza. Il prodotto collega le prestazioni al valore delle quote di un fondo d'investimento e, senza precludere l'ottenimento di performance elevate, tutela il risparmiatore nelle fasi ribassiste dei mercati, offrendo la possibilità di recuperare il capitale inizialmente investito. Global Sicura 1, infatti, lega la componente investita in azioni (fino ad un massimo del 40%) all'andamento dei mercati. Le opzioni a scadenza tengono conto del valore del fondo alla sottoscrizione, del valore alla scadenza, nonché dell'andamento fatto registrare nei sette anni di durata della polizza. Global Sicura 1 è sottoscrivibile presso tutte le filiali delle banche del Gruppo Credito Valtellinese fino al 14 febbraio 2003, per importi a partire da 5.000 euro.

FUSIONE PER INCORPORAZIONE DELLA BANCA DI LEGNANO S.P.A. NELLA FIN.PARTECIPAZIONI S.P.A.,
Milano, 31 ottobre 2002 - Lo scorso 28 ottobre in esecuzione delle deliberazioni assembleari di Banca di Legnano S.p.A. e di Fin.Partecipazioni S.p.A., rispettivamente del 25 e 26 settembre u.s. - è stato stipulato l'atto di fusione per incorporazione della Banca di Legnano S.p.A. nella Fin.Partecipazioni S.p.A., che contestualmente adotterà oggetto sociale atto all'esercizio dell'attività bancaria ai sensi dell'art. 14 D. Lgs. n. 385/93 e assumerà la denominazione "Banca di Legnano S.p.A." . Gli effetti civilistici della fusione decorreranno dalla mezzanotte del 31 ottobre.

CORPORATE GOVERNANCE: CONFERENZA DI RICHARD POSNER AL MINISTERO
Roma, 31 ottobre 2002 - Il professor Richard A. Posner, giudice della Settima Corte d'Appello degli Stati Uniti, ha tenuto ieri pomeriggio una conferenza nella Sala del Parlamentino del Ministero dell'Economia e delle Finanze su "Evoluzione della corporate governance e della regolazione dei mercati finanziari" L'intervento di Posner, considerato uno dei massimi giuristi americano, autore di importanti sentenze come quella sul caso Microsoft, è il primo di un ciclo che il Ministero, insieme alla Scuola superiore di pubblica amministrazione, ha avviato per stimolare il dibattito sui temi dell'economia e del diritto. La prossima conferenza, il 12 novembre, verrà tenuta dal professor Steve Pejovich, dell'Università del Texas sul seguente tema: "Rule of law e crescita economica: cause ed effetti". Nel suo intervento Posner si è occupato delle patologie sottostanti i recenti scandali finanziari .La lezione degli scandali, secondo Posner, è in breve la seguente: a. gli esperti di corporate governance hanno tutti sottostimato l'entità dei comportamenti illegali e mal valutato l'economia dei costi di transazione; b. la maggior parte delle correzioni vanno lasciate al mercato che attraverso un sistema di incentivi e di disincentivi è più efficiente del sistema della giustizia; c. maggiori e più severi interventi legali non solo non sono necessari ma potrebbero perfino essere dannosi visti i costi che essi imporrebbero al sistema nel suo complesso. Quanto alle implicazioni per il caso italiano, Posner ha ricordato come, secondo recenti studi svolti nelle università di Harvard e di Yale, l'Italia ha un sistema di corporate governance tra i più avanzati del mondo. È debole invece sul fronte dell'applicazione delle norme tramite il sistema della giustizia. Su questo fronte, secondo il giurista americano, l'Italia può e deve fare molto meglio. La terapia per prevenire gli scandali finanziari infine dovrebbe fondarsi, secondo Posner, su una giusta combinazione di sanzioni legali e di sanzioni di mercato. Le sanzioni legali sono già piuttosto severe ed efficienti negli Stati Uniti. Quindi è importante che siano le sanzioni di mercato ad agire. E queste sono le migliori candidate al controllo dei comportamenti poiché si fondano sull'interesse economico e quindi sull'efficienza. Le sanzioni legali, per parte loro, sono spesso costose e comunque basate sull'ordine etico e non su quello economico. Il testo integrale dell'intervento di Posner è disponibile sul sito www.tesoro.it  tra gli ultimi documenti pubblicati.

ZIGNAGO: SALTATA L'OPAS SU MARZOTTO
Roma, 31 ottobre 2002 - Si è riunita ieri l'assemblea della Società convocata per deliberare sulla proposta di aumento del capitale al servizio dell'Opas su Marzotto. Tale proposta, pur avendo avuto il voto favorevole della maggioranza del capitale sociale, non ha raggiunto il quorum di due terzi necessario per la sua approvazione. Pertanto il Consiglio di Amministrazione, riunitosi successivamente all'assemblea, con la presenza di tutti i consiglieri e di tutti i sindaci, nel prendere atto del risultato della delibera assembleare, comunica che la preannunciata Opas su Marzotto non può avere seguito.

RECKITT BENCKISER PROSEGUE IL TREND POSITIVO CRESCE DEL 9% IL FATTURATO NETTO DEL TERZO TRIMESTRE 2002
Milano, 31 ottobre 2002 - Sono decisamente molto positivi i risultati messi a segno nel terzo trimestre da Reckitt Benckiser, il leader a livello mondiale nel settore dei prodotti per la pulizia della casa, con una presenza forte anche nel settore della cura della persona. L'incremento del fatturato netto ha superato la soglia del 9%, mentre la crescita degli utili è andata nettamente al di là di tale valore. Questi risultati sono dovuti prevalentemente alle performance in Europa Occidentale e in Nord America, che hanno raggiunto una crescita particolarmente sostenuta sulla scia del successo dei nuovi prodotti, ed hanno pertanto ampiamente controbilanciato il persistere di condizioni commerciali piuttosto deboli in gran parte dei mercati emergenti (Cina ed America Latina). Paolo Cavallo, Amministratore Delegato Italia, ha così commentato: "Questo aumenta la fiducia che Reckitt Benckiser ha nei confronti del raggiungimento e superamento degli obiettivi relativi all'esercizio 2002, che prevedono un incremento del fatturato netto del 6% circa ed una crescita dell'utile netto pari al 18%. Siamo anche molto soddisfatti dei giudizi espressi dagli analisti finanziari, fra i quali JP Morgan, Abn-Amro e Morgan Stanley, che raccomandano con l'indicazione di "strong buy" le azioni del Gruppo".

TXT E-SOLUTIONS TERZO TRIMESTRE 2002: RICAVI A 10,8 ML DI EURO (+62% SUL 2001), EBITDA POSITIVO DI 2 ML DI EURO (NEGATIVO 2001), ORDINATO PARI A 33,3 ML DI EURO, IN CRESCITA DEL +76%.
Milano, 31 ottobre 2002 - Il CdA di Txt e-solutions (txts), società di prodotti software per la Supply Chain (Sc&Cm) e per on-line Content Management (Polymedia), ha approvato i risultati dei primi nove mesi del 2002 che evidenziano una forte crescita dei ricavi e un notevole miglioramento dei margini reddituali. In particolare: I ricavi del terzo trimestre 2002 ammontano a 10,8 ml di euro, con un aumento del +62% rispetto al medesimo trimestre 2001 (6,7 ml di euro); i ricavi nei primi nove mesi del 2002 sono stati pari a 31,3 ml di euro, superando i ricavi dell'intero anno 2001 (30 ml di euro). La crescita dei ricavi, unitamente alla diminuzione del 16% dei costi indiretti, pari a 3,8 ml di euro nel terzo trimestre 2002 contro 4,5 ml di euro del corrispondente periodo del 2001, ha riportato l'Ebitda in utile di 2 ml di euro, (Ebitda negativo di 0,7 ml di euro nel corrispondente periodo del 2001). Nei primi nove mesi del 2002 l' Ebitda è stato di 4 ml di euro (0,2 ml di euro nei primi nove mesi del 2001). Il risultato prima delle tasse nel terzo trimestre 2002 è sostanzialmente in pareggio (negativo di 0,2 ml di euro, contro una perdita di 1,6 ml di euro nel terzo trimestre 2001). Gli ammortamenti sono ammontati a 1,6 ml di euro (0,9 ml di euro nel terzo trimestre 2001), ed i leasing operativi conseguenti all'acquisizione di Logilab, non presenti nel 2001, sono stati pari a 0,7 ml di euro. La posizione finanziaria netta alla fine del terzo trimestre 2002 e' risultata positiva per 13,3 ml di euro, contro i 17,5 ml di euro al 31 dicembre 2001. L'ordinato complessivo del 2002 fino al 30 settembre e' stato di 33 ml di euro, in crescita del 76% rispetto ai 19 ml di euro del corrispondente periodo del 2001. Alla crescita dell'ordinato nei primi nove mesi dell'anno 2002 hanno contribuito per 14.2 ml di euro il settore Sc&Cm (+26%), per 6.9 ml di euro i servizi professionali (+86%) e per 12.1 ml di euro il settore Polymedia (+294%). Il portafoglio finale al 30 settembre 2002 ammonta a 14,7 ml di euro (+60%), a cui si debbono aggiungere contratti pluriennali 2003-05 per piu' di 19,4 ml di euro. Tra i nuovi importanti contratti italiani ed internazionali acquisiti da Txt nel corso del terzo trimestre del 2002 figurano nel settore fashion: Gruppo La Perla, Bottega Veneta, Ulla Popken, Mustang; nel settore farmaceutico: Shering-Plough, Zanbon; nel settore gestione contenuti: Mediadigit. "Ai buoni risultati del terzo trimestre 2002, stagionalmente il più debole dell'anno", dichiara il Presidente di Txt A. Braga Illa, "ha contribuito la ristrutturazione di Logilab, che darà crescenti benefici anche nei prossimi trimestri. Il quarto trimestre è iniziato con un consistente portafoglio ordini, ma con un contesto di mercato ancora molto incerto. Per l'intero anno 2002 manteniamo l'obiettivo di ricavi fra i 42 e i 45 ml di euro (inferiori a quelli indicati ad inizio anno fra 45 e 50 ml di euro) e del margine lordo allineato a quello conseguito nel terzo trimestre tra il 12% e il 15% del fatturato".

SOCIAL FORUM TRA PROFITTO E SOLIDARIETA': I DUE VOLTI DEL "GLOBAL" PIÙ DI 300 MILA GLI OPERATORI DELLE MULTINAZIONALI MILANESI E QUASI 4MILA I VOLONTARI ONG.
Milano, 30 ottobre 2002. C'è un global fatto di business e di imprese. E un global dal volto umano. Sono più di trecentomila gli operatori del global nelle imprese multinazionali milanesi, 135mila nelle società milanesi all'estero, 174mila in quelle estere a Milano. A cui si aggiungono i 4mila volontari nelle Ong, le organizzazioni non governative. Sono questi alcuni dei dati che emergono da una ricerca della Camera di Commercio di Milano attraverso il Lab - MiM (Laboratorio Monitoraggio Imprese Milano). Le multinazionali milanesi godono di buona salute e lo dimostrano: sono cresciute di un terzo in 3 anni (arrivando a 187), e occupano oramai quasi 135 mila addetti per un fatturato complessivo di oltre 27 miliardi di euro, un quinto del totale italiano. Le mete preferite sono la Francia e la Spagna, ma non disdegnano il Brasile. Grande successo, in particolare, per quei settori a più elevata intensità tecnologica (prodotti elettrici ed ottici; chimica e farmaceutica), dove rappresentano quasi il 40% del dato complessivo italiano. Cresce - pur in modo meno accentuato - anche la presenza di multinazionali straniere localizzate nella provincia di Milano: +2% in tre anni, con un fatturato di 57 miliardi di euro. In testa ci sono le multinazionali statunitensi (con 138 imprese), seguite dalle francesi e tedesche. E a Milano si concentrano la maggior parte delle associazioni italiane impegnate nella cooperazione e nella solidarietà internazionale (oltre l'11% del dato complessivo, pari a 162 Ong), in cui collaborano come volontari 4 mila persone. Sono soprattutto figlie degli anni novanta: 7 su 10 sono infatti nate dal 1990 in poi. Tra le multinazionali centrale è in particolare la presenza di Milano nel settore dell'Ict: le multinazionali milanesi dell'Ict rappresentano quasi il 30% del tot. nazionale, l'80% degli addetti e il 90% del fatturato. Mentre le multinazionali Ict straniere presenti a Milano e Provincia arrivano a 212 imprese partecipate (la metà del tot. presente in Italia) e occupano 82 mila addetti. E tra i singoli comuni della provincia, a fare la voce grossa sono soprattutto Melzo (con 23 imprese partecipate estere del settore Ict presenti), Vimercate (15 imprese), Corsico (11 imprese) e Sesto S.Giovanni (6 imprese). Tutti i dati della ricerca Investimenti da e verso l'estero. Le multinazionali milanesi sono 187 (il 15,3% del tot. nazionale; +30,8% in 3 anni); le imprese industriali da esse partecipate sono 547 (pari al 19% italiano; +27,2% dal 1998), con quasi 135 mila addetti (20% italiano; +1,4%) e con 27,4 miliardi di euro di fatturato (il 21,5% del tot. italiano). Delle 547 imprese partecipate, in 409 casi la partecipazione è di controllo (75%). Le imprese a partecipazione estera con sede in provincia di Milano sono invece 537 (+1,9% dal 1998; pari al 28,4% del dato complessivo nazionale), distribuite in 549 stabilimenti (+6,6%; pari al 18,3% italiano) con oltre 174 mila addetti (-14,7%; pari al 28,8% italiano) e con un fatturato pari a 57 miliardi di euro (ben il 33,8% del dato nazionale). Dove vanno gli investimenti all'estero. Il peso dell'Unione Europea si attesta attorno al 46-48% del totale (251 imprese partecipate con quasi 66mila addetti); 62 imprese, con oltre 9mila addetti, hanno sede nei paesi dell'Europa Centrale e Orientale. Nel continente americano troviamo 125 imprese, con prevalenza dell'America Centrale e Meridionale (67 imprese, 12,2% del totale) sul Nord America (58 imprese, 10,6%). Completano il quadro 65 imprese partecipate nel continente asiatico (11,9%), 25 in Africa (4,6%) e 4 in Oceania (0,7%). La Francia è tra i singoli paesi il principale target delle multinazionali milanesi, con 79 imprese produttive partecipate e un'occupazione di oltre 25mila addetti. Seguono la Spagna (53 imprese e oltre 9.300 addetti), la Germania (45 imprese e quasi 11mila addetti), gli USA (51 imprese e circa 10.500 addetti). Il Brasile occupa tuttavia la seconda posizione nella graduatoria in termini di addetti (quasi 15mila addetti in 24 imprese partecipate) davanti al Regno Unito (oltre 12.600 addetti in 35 imprese). Dove vanno gli investimenti all'estero: quali settori. Al primo posto si piazzano i prodotti elettrici ed ottici con ben 135 imprese industriali partecipate da imprese milanesi (pari al 24,7% del tot.), che occupano oltre 55.500 addetti (pari al 41,1% complessivo). Segue il settore dei prodotti chimici, dei farmaceutici e delle fibre artificiali e sintetiche con 96 affiliate all'estero (17,6%) e con quasi 13mila addetti (9,5%); quello della carta, stampa ed editoria (54 imprese con oltre 3.500 addetti); il settore dei prodotti in gomma e plastica (47 imprese; quasi 21 mila addetti); quello degli alimentari, bevande e tabacco (36 imprese; quasi 7.400 addetti) e quello tessile e maglieria (12 imprese; 2.250 addetti). Le imprese milanesi spiccano, in particolare, nei settori ad elevata intensità di scala (303 imprese pari al 22,4% del tot. italiano; addetti occupati: 86 mila pari al 21,7% del tot. italiano) e in quelli ad elevata intensità tecnologica (87 imprese, pari al 37,5% nazionale; addetti: 32 mila, pari a ben il 58,7% del dato italiano). Nei settori specialistici le imprese sono 60 (13,4% del tot. italiano; addetti: 6.200, pari all'8,1% italiano) e infine ci sono 97 imprese nei settori tradizionali (pari all'11,5% nazionale; addetti: quasi 11 mila, pari al 7,4% nazionale). Da dove vengono gli investimenti esteri a Milano. Riguardo all'origine geografica degli investitori esteri, si può osservare una netta prevalenza di multinazionali aventi origine nei paesi UE, cui spettano in provincia di Milano 310 imprese partecipate, 325 stabilimenti e quasi 102mila addetti, corrispondenti nei tre casi al 58-59% del totale. Tra i singoli paesi, spiccano la Germania con 96 imprese (17,9% del tot.), 93 stabilimenti e 33 mila addetti; la Francia (79 imprese; 100 stabilimenti; oltre 37 mila addetti) e il Regno Unito (63 imprese; 60 stabilimenti; oltre 10 mila addetti). Il primo paese per numeri di imprese è ad ogni modo gli Stati Uniti con 138 imprese (pari al 25,7% del tot.), 136 stabilimenti e quasi 46 mila addetti. Bene anche la Svizzera (54 imprese; 55 stabilimenti; oltre 17 mila addetti). Da dove vengono gli investimenti dall'estero: quali settori. Tra i singoli settori, spicca la chimica e farmaceutica (132 imprese partecipate dall'estero con oltre 43.500 dipendenti e 146 impianti produttivi), seguita dalla meccanica (99 imprese, 20mila addetti e 106 stabilimenti) e dai prodotti elettrici (89 imprese partecipate con circa 45mila addetti e 98 stabilimenti). La provincia di Milano evidenzia rispetto alla media nazionale una più elevata incidenza dei settori ad elevata intensità tecnologica (con 132 imprese; pari al 37,3% del tot. italiano; e 60 mila addetti; pari al 44,7% nazionale) e di quelli ad elevata intensità di scala (221 imprese; pari al 23,6% nazionale; quasi 73 mila addetti; 21,9% del tot.). Seguono i settori specialistici (117 imprese, pari al 30,4% nazionale; 34 mila addetti, pari al 31% nazionale) e quelli tradizionali (67 imprese, pari al 30,9%; e quasi 8 mila addetti, pari al 22,3% del tot.). Un approfondimento sull'Ict: gli Ide in uscita. Se si considera soltanto il comparto Ict, Milano concentra il 27,4% delle multinazionali italiane in questo settore (17 su 62), il 49,4% delle imprese (77 su 156), il 78,1% degli addetti e il 90,1% del fatturato. Rispetto al 1986 sono aumentate del 54% (da 11 a 17 multinazionali) e del 92,5% se consideriamo le imprese partecipate (da 40 a 77), anche se il peso di Milano sull'Italia è sceso: dal 64,7% al 27,4% per il numero di multinazionali; dal 52,6% al 49,4% per numero di imprese. In particolare spicca il settore dei componenti elettronici, con 6 imprese partecipate e quasi 26 mila addetti; e quello dei cavi e fili isolati, con 40 imprese e 16 mila addetti. L'Unione Europea ospita 29 imprese, con poco più di 15.600 addetti (circa il 37% del totale); solo 4 imprese con 1.300 addetti sono viceversa localizzate nei paesi dell'Europa Centrale ed Orientale. Il maggior numero di presenze in Europa si ha nel Regno Unito (9 imprese), mentre in termini di addetti prevale nettamente la Francia (oltre 9.200 in 7 imprese partecipate). Il Nord America (Stati Uniti e Canada) ospita 15 imprese, con oltre 6mila addetti; 17 imprese con circa 16.300 addetti sono in Asia (5 imprese in Cina, 4 in Malesia e a Singapore), mentre l'Africa ospita 5 imprese con quasi 5.800 addetti. Infine, una presenza si riscontra anche in Oceania, con 822 addetti. Un approfondimento sull'Ict: gli Ide in entrata. Per quanto riguarda il versante dell'internazionalizzazione passiva, a Milano hanno sede 212 imprese a partecipazione estera del settore Ict (50,4% del tot. Italia), che occupano quasi 82 mila addetti (pari al 51% nazionale) e con un giro di affari di 26 miliardi di euro (pari al 61,8% nazionale). Ben 148 imprese su 212 si concentrano nel settore del software e dei servizi informatici; tali imprese occupano nel complesso oltre 35mila addetti e con un fatturato di circa 8.600 milioni di euro. Bene anche l'ambito dei servizi di telecomunicazione (23 imprese; oltre 12 mila addetti e più di 7.200 milioni di euro di fatturato). Per quanto concerne le attività manifatturiere dell'Ict, il maggior numero di imprese a partecipazione estera si riscontra nella produzione di apparecchi di misura e controllo (16), mentre in termini di addetti spiccano gli apparati per telecomunicazioni (oltre 16.600 addetti) e i componenti elettronici (quasi 9mila). Per quanto concerne l'origine geografica, prevalgono le statunitensi (con 107 imprese, di cui 96 nel settore dei servizi dell'Ict), seguite dalle francesi (27 imprese; di cui 20 nei serivizi Ict), dalle inglesi (27 imprese; di cui 18 nei servizi Ict) e infine dalle tedesche (17 imprese). Le multinazionali Ict nella provincia di Milano. Tra le singole zone della provincia di Milano, spicca la Brianza con 23 imprese e oltre 13 mila addetti; seguita dalla Direttrice est (23 imprese partecipate; 5 mila addetti), dal Magentino Abbiatense (11 imprese; 8 mila addetti); dalla Cintura Nord (8 imprese; 2.100 addetti) e da Sud Milano (6 imprese; 800 addetti). Nell'Alto Milanese non sono invece presenti imprese partecipate estere nel settore Ict. Per quanto riguarda invece i singoli comprensori, al primo posto si piazza Melzo (23 imprese; 5 mila addetti); seguita da Vimercate (15 imprese; oltre 12 mila addetti); da Corsico (11 imprese; 8 mila addetti); e da Sesto S.Giovanni (6 imprese; quasi 1.700 addetti).

MANI IN PASTA L'ARTE E L'IMPRENDITORIALITÀ DELLE DONNE NELLA CERAMICA E NEL CIBO
Pesaro, 31 ottobre 2002 - Il Comitato per la Promozione dell'Imprenditorialità Femminile della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino promuove un importante evento che avrà luogo a Pesaro, nei giorni 7-10 novembre 2002. La manifestazione è stata pensata come un insieme di iniziative che offrano una diversa visione dello sviluppo. Forti dei loro saperi e della pratica di conciliare vari aspetti della vita quotidiana (il lavoro, la famiglia), le donne tentano di conciliare storia e sviluppo, radicamento territoriale e proiezione nel mondo, tradizione e innovazione. Ed hanno scelto come ambiti dimostrativi per questa loro proposta, la produzione ceramica e quella enogastronomica. La denominazione dell'evento è infatti: Mani in pasta. L'arte e l'imprenditorialità delle donne nella ceramica e nel cibo. A questi due settori produttivi si affiancano iniziative di studio e dibattito sulla imprenditorialità femminile come elemento portatore di una nuova e specifica visione di sviluppo sostenibile, attento cioè alle persone, all'ambiente, alle vocazioni territoriali. 1. Le iniziative sulla ceramica Il "polo" di maggiore interesse è costituito dalla mostra Di terra, di acqua, di fuoco. La produzione delle artigiane italiane della ceramica, allestita a Pesaro, nello storico Palazzo Gradari recentemente restaurato. Sono state invitate a partecipare alla rassegna le imprenditrici-artigiane di centri ceramici e delle "Città della Ceramica": le città in cui la ceramica ha avuto un ruolo storico di grande importanza e in cui la tradizione ispira tuttora la produzione con tipologie decorative, tecniche e materiali. I centri ceramici che saranno presenti in mosta sono Lodi, Castellamonte, Faenza, Pesaro, Urbania, Fratte Rosa, Ascoli Piceno, Deruta, Gubbio, Castelli, Civita Castellana, Grottaglie, Vietri sul Mare, San Lorezello, Cerreto Sannita, Caltagirone, Santo Stefano di Camastra. Le tipologie produttive "storiche" saranno affiancate da esempi di nuova creatività, ugualmente proposte da donne ceramiste. Si tratta dunque di un evento eccezionalmente nuovo: mai prima d'ora era stata allestita una rassegna nazionale della produzione delle botteghe ceramiche in cui le donne svolgono un ruolo creativo e imprenditoriale di rilievo. La mostra verrà inaugurata giovedi 7 novembre alle ore 18, 30 e resterà aperta al pubblico fino al 10 novembre con orario 10-20. L'allestimento è a cura dell'architetto Silvio Caputo. Questo evento centrale sarà affiancato da una conversazione a più voci sul ruolo delle donne nell'impresa ceramica, nella sperimentazione artistica e nel design. L'incontro, che avrà luogo in Palazzo Gradari il 7 novembre alle ore 16, sarà introdotto dalla presentazione, da parte di Anna Bucci, della vicenda imprenditoriale del ceramista pesarese Franco Bucci, prematuramente scomparso. Franco Bucci ha acquistato un posto di grande rilievo nella storia della ceramica contemporanea, che ha saputo vivificare e rinnovare attraverso una rivisitazione personale e partecipata delle tipologie della ceramica d'uso locale. Massimo Dolcini, visual designer e amico fraterno di Franco Bucci, illustrerà il percorso artistico del ceramista. Parteciperanno alla tavola rotonda Una vita per la ceramica le artiste Nedda Guidi, Bona Cardinali, Rosanna Bianchi e la ceramista artigiana Mirta Morigi. Condurrà il Prof. Gian Carlo Bojani, Direttore dei Musei Civici di Pesaro. Le iniziative dedicate alla ceramica si concluderanno sabato 9 novembre, a partire dalle 15, nella Sala Consiliare del Comune di Pesaro, dove si svolgerà il seminario di chiusura del 2° Workshop transnazionale Progetto Art.Ce. Mo. (Artigianato dell'Arte Ceramica Moderna) - Programma Europeo 'Cultura 2000' con la tavola rotonda 'Contaminazioni tra arti visive contemporanee e ceramica: confronto tra Italia, Slovenia e Grecia'. Saranno presenti artisti ceramisti italiani, sloveni e greci. Coordinerà l'incontro il Prof. Antonio Delle Rose, del Comitato scientifico Progetto Art. Ce. Mo. Il Progetto Europeo 'Cultura 2000', promosso dal Comune di Pesaro, è finalizzato alla valorizzazione del patrimonio culturale e artigianale ceramico dell'area mediterranea. La collaborazione al progetto, svolto in partenariato con il Comune di Lubjana (Slovenia) e Kilkis (Grecia), si concretizzerà in un laboratorio transnazionale condotto da ceramisti e artisti delle arti visive di chiara fama che si svolgeranno nelle botteghe artigiane di Pesaro. 2. Le iniziative enogastronomiche La tematica dell'impresa gastronomica si svolge in contrappunto con le iniziative dedicate alla ceramica. Sono infatti previste degustazioni inserite al loro interno, caratterizzate tuttavia da un valore autonomo. Si tratta di occasioni informative dell'evoluzione imprenditoriale e produttiva delle operatrici del settore, dalle donne che operano in aziende agroalimentari alle attuali e future lavoratrici della ristorazione e del food legato al settore turistico. Sono state inoltre sollecitate le allieve degli Istituti Alberghieri delle Marche a produrre preparazioni gastronomiche inedite, realizzate con prodotti tipici del territorio, sui temi dei gusti alimentari dei giovani, dell'innovazione nella cucina in padella e nell'uso delle terrecotte tradizionali di Fratte Rosa. Sabato 9 novembre queste proposte saranno presentate in una colazione ad invito presso l'Istituto Professionale Alberghiero 'S. Marta' di Pesaro. Commenterà la preparazione e la qualità dei piatti l'inviato di 'Repubblica' Andreina De Tomassi. Per tutta la durata della manifestazione, inoltre, saranno realizzati i Percorsi del gusto: occasioni conviviali in una selezione di ristoranti e agriturismi della città e dell'entroterra che proporranno ai loro clienti menu realizzati con i prodotti tipici di aziende agricole del territorio provinciale in abbinamento con i migliori vini locali. Il punto di forza di ogni menu sarà costituito da un piatto cucinato nel tradizionale "coccio" di Fratterosa o dall'invenzione di un nuovo "primo", realizzato con gli ingredienti locali, in omaggio alla denominazione 'Mani in pasta' dell'evento complessivo. Domenica 10 novembre si svolgerà a Fano, nella Sala comunale della Concordia, la conversazione, a cura del Comune di Fano, Il vino. La sfida della qualità con degustazione di vini e prodotti tipici locali. Parteciperanno all'incontro imprenditrici vinicole del territorio. Condurrà l'enogastronomo Davide Eusebi. 3. L' imprenditorialità femminile: tre seminari e un convegno Un 'evento nell'evento' è il convegno nazionale Women & Glocalisation che venerdì 8 novembre, nel Quartiere Fieristico Campanara di Pesaro affronterà, dalle 9,30 alle 13,30, il tema dell'impresa femminile nell'ottica della valorizzazione dello sviluppo sostenibile nell'epoca della globalizzazione. L'iniziativa è organizzata dal Comitato per la Promozione dell'Imprenditorialità Femminile di Pesaro e Urbino con il patrocinio di Unioncamere-Asseforcamere. Il convegno inizia con i saluti delle Autorità : Alberto Drudi, Presidente della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino, Palmiro Ucchielli, Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, Oriano Giovanelli, Sindaco di Pesaro, Luciano Agostini, Assessore Regione Marche, Ugo Girardi, Vice Segretario Generale Vicario Unioncamere. Dopo l'introduzione di Ilva Sartini, Presidente del Comitato di Pesaro e Urbino, saranno presentate le relazioni di Marina Mauro Piazza, Presidente della Commissione Nazionale per le Pari Opportunità, Fiorenza Belussi, Ricercatrice del Dipartimento di Scienze Economiche "Marco Fanno" dell'Università di Padova, Orietta Maria Varnelli, Amministratore Delegato di Distilleria Varnelli spa, Giuseppina Gualtieri, Direttore Generale Nomisma, Graziella Mazzoli, Preside della Facoltà di Sociologia dell'Università di Urbino, Adriana Mauro, Responsabile Imprenditoria Femminile Ministero Attività Produttive, Alberto Valentini, Consigliere Delegato AsseforCamere. Chiuderà i lavori Mariangela Gritta Grainer, di Asseforcamere. Condurrà la giornalista Rai Gabriella Lepre. L'Assessorato Formazione Professionale e Politiche del Lavoro della Provincia di Pesaro e Urbino, in collaborazione con la Facoltà di Sociologia dell'Università di Urbino ha programmato per i giovani universitari un seminario in tre sessioni sul tema Idee e strumenti per l'impresa responsabile. I primi due seminari si svolgeranno in Palazzo Gradari e verteranno sui temi: Una finanza sostenibile per il territorio 7 novembre alle ore 10 / moderatore Francesco Maggio, giornalista / 'Vita Non Profit', 'Il Sole 24 Ore' Impresa e sviluppo sostenibile: il rispetto per l'ambiente, le persone e la comunità 8 novembre, ore 15,30 / moderatrice Beatrice Lentati/ Studio Lentati, Milano Il terzo seminario sarà ospitato, il 9 novembre, dalle 9 alle 11 dall'Istituto Professionale Alberghiero "S. Marta" di Pesaro e tratterà il tema Introdurre nuovi stili di vita sostenibili: l'educazione al gusto. 4. L'incontro nazionale dei Coordinamenti Regionali dei Comitati per la Promozione dell'Imprenditorialità femminile Venerdi 8 novembre si svolgerà, nella Sala Montefeltro del Quartiere Fieristico Campanara di Pesaro, dalle 15, 30, l'Incontro Nazionale dei Coordinamenti Regionali dei Comitati per la Promozione dell'Imprenditorialità femminile a cura di Unioncamere-Asseforcamere.

ANTONIO BORTUZZO DA OGGI ALLA DIREZIONE GENERALE DEL GRUPPO MARCOLIN
Milano, 31 ottobre 2002 - Friulano, 42 anni, Antonio Bortuzzo è il nuovo Direttore Generale del Gruppo Marcolin, uno dei maggiori player del settore eyewear e quotato alla Borsa Italiana di Milano dal luglio del'99. Nato a Spilimbergo (Pn), Bortuzzo ha conseguito la laurea in Economia Aziendale presso l'Università "Bocconi" di Milano. Sposato e con due figli, vive a Treviso, ma gli ultimi anni li ha trascorsi tra Milano e gli Stati Uniti. Ad una lunga esperienza come Senior Partner alla "Ernst & Young Financial & Business Advisors", affianca una profonda conoscenza del settore eyewear vantando collaborazioni con alcuni dei principali player del settore. A ciò si aggiunge una grande competenza nel settore retail e consumer product grazie al coordinamento di progetti di consulenza ai principali operatori italiani e internazionali e alla partecipazione all'E&Y International Retail & Consumer Product Committee. L'assunzione in una posizione così strategica di un profilo dall'elevato spessore professionale come quello di Antonio Bortuzzo permetterà al Gruppo Marcolin di proseguire nel progetto di crescita che ha caratterizzato gli ultimi anni dell'azienda di Longarone. "Sono soddisfatto della scelta di entrare in un Gruppo che è tra le più importanti aziende mondiali nel settore di riferimento. Sono sicuro", commenta Bortuzzo "che la collaborazione con i top manager e i due Ceo Maurizio e Cirillo Marcolin, permetterà di creare una squadra vincente che porterà crescenti risultati economici e finanziari ".

NASCE VALENTINO OROLOGI DA UN CONTRATTO DI LICENZA CON IL GRUPPO SECTOR IN COLLABORAZIONE CON IL "CENTRO STILE" DI BULGARI
Roma, 31 ottobre 2002 - Valentino S.p.A. e Sector Group S.p.A., quest'ultima società controllata da Opera hanno firmato un contratto per la realizzazione, produzione e distribuzione di una nuova linea di orologi creati da Valentino. La linea sarà presentata in anteprima alla fiera di Basilea nella primavera del 2003. La stretta collaborazione tra Valentino e Bulgari garantirà la preziosa unicità e lo stile inconfondibile di questa nuova linea di orologi fortemente caratterizzati da un design altamente innovativo, interpretati come veri accessori di moda, in perfetto accordo con lo stile Valentino. La linea sarà distribuita dalla Sector Group sia tramite distributori esclusivi, sia attraverso le filiali del Gruppo, avvalendosi della esperienza e del know-how che il Gruppo ha acquisito nel settore. Il contratto tra Valentino S.p.A. e Sector Group S.p.A. avrà una durata di cinque anni, durante i quali è previsto il raggiungimento di un fatturato retail superiore ai 150 milioni di Euro e un investimento in comunicazione di oltre 12 milioni di Euro. I prezzi degli orologi della collezione saranno in linea con il mercato degli orologi-accessori di fascia alta mentre sono previste realizzazioni di limited edition. "Sono estremamente soddisfatto di questo accordo" dice Valentino Garavani "e sono sicuro che ci sarà una proficua collaborazione tra me, il mio studio creativo e il centro stile di Bulgari per creare degli orologi con un design innovativo ed inconfondibile". Michele Norsa, amministratore delegato di Valentino ha così commentato: "Penso che mai come in questo momento il vero lusso si possa declinare su nuovi prodotti che per lo stile autentico ed inconfondibile mantengano il loro valore nel tempo. In tal senso la collaborazione tra Valentino, Sector e Bulgari unisce la moderna e sempre elegante classicità di Valentino con le capacità creative della più alta tradizione artigianale e del design italiano di Bulgari e le tecnologie più avanzate nell'ambito della produzione e distribuzione di Sector. Il contratto con il Gruppo Sector è un momento importante della nuova strategia di sviluppo del nostro marchio e consentirà di avvicinare nuovi consumatori al sogno del marchio Valentino". Enrico Ceccato, amministratore delegato di Sector, ha così commentato: "La licenza Valentino, rappresenta per noi una sfida importante, che ci permetterà di creare gli orologi per una delle aziende più prestigiose della moda italiana. Sono convinto che la collaborazione con Bulgari per quanto riguarda il design degli orologi Valentino, darà un contributo fondamentale nella creazione di prodotti di qualità, distinti dall'inconfondibile stile della rinomata casa di moda romana. L'esperienza e comprovato know-how di Sector nel settore della orologeria garantiranno l'alta qualità della produzione e distribuzione degli orologi Valentino".

SEMINARIO SULL'INDUSTRIA MALESE DEL LEGNO ED INCONTRI INDIVIDUALI CON LE SOCIETÀ MALESI DEL SETTORE
Milano, 31 ottobre 2002 - Il Consiglio Malese del Legno, in collaborazione con Federlegno-Arredo ed il Consolato della Malesia di Milano, organizza un Seminario sull'Industria Malese del Legno a cui seguiranno gli incontri con i membri della delegazione malese per il commercio del legno in visita a Milano.La data ed il luogo di questo evento sono i seguenti: 14 Novembre 2002 ( Giovedì); Durata dell'incontro: dalle ore 9:00 alle 17:00; Luogo dell'incontro: Excelsior Hotel Gallia; Piazza Duca D'Aosta, 9 a Milano. La delegazione comprende un totale di 15 società dei diversi settori dell'Industria Malese del Legno che promuoveranno i numerosi e diversi prodotti del legno malese tra cui legno segato, compensato, Mdf ed altri pannelli, modanature, prodotti di falegnameria incluse porte, parquet/pavimenti in legno, ponteggi, mobili da giardino ed altri prodotti in legno. Riteniamo che questa sia una buona possibilità per Voi di conoscere personalmente le società malesi che operano nel settore del legno, di poter valutare le opportunità di commercio con la Malesia ed anche di approfondire la Vostra conoscenza sulle foreste ed il settore del legno di questo Paese. Per informazioni Consolato della Malesia Tel: 02 - 6690501/ 66981839 Email : matrademi@netitalia.it 

"AGROITTICA" LO STORIONE (E IL CAVIALE) DELLA LOMBARDIA IN TUTTO IL MONDO
Milano, 31 ottobre 2002 - Lo sapevate che in Lombardia, a Calvisano in provincia di Brescia, esiste quello che probabilmente è il maggior allevamento di storione d'Europa? Precisamente, Sua Maestà lo Storione Bianco.....e le sue uova (caviale). Nella zona lombarda tra Lodi, Brescia e Mantova si è sviluppata nei secoli un'attività economica dove tutti lavoravano con obiettivo comune: fare della propria tradizione gastronomica un modo di vivere. Nascono così i grandi prodotti, indispensabili per una alimentazione salubre e nel contempo ricca di sapore. Sono gli stessi cibi che troviamo là dove la cultura del cibo è in stretta correlazione con la qualità della vita. Uno fra tutti merita una particolare attenzione, un pesce giustamente reputatato "il Re dei pesci e un pesce da Re": lo Storione, che era appunto servito sulle tavole regali. Questo magnifico animale ha le sue origini agli albori dell'umanità e viveva (nelle diverse varietà) in tutti i fiumi del mondo. Oggi, rischia l'estinzione per le gravi forme di inquinamento, ma - grazie ad una azienda bresciana, l'Agroittica Lombarda - ha trovato un suo habitat particolarmente adatto nella Bassa Lombarda e può quindi tornare trionfalmente sulle tavole dei buongustai (oggi ci sono pochi re!). Lo storione era a suo tempo presente anche nel fiume Po, ma l'Agroittica - dopo attento esame - ha trovato in una varietà nordamericana, l' Acipenser Transmontanus o Storione Bianco, quella che meglio si adattava ad esser allevata. L'allevamento dello storione avviene in bacini alimentati con acqua proveniente da pozzi artesiani che pescano a 350 metri di profondità, senza utilizzare in alcun caso acque di ricircolo. Il livello di sicurezza, di purezza e di genuinità massima sono garantite da un costante controllo biologico e veterinario; in particolare L'Agroittica Lombarda dispone di tre diversi tipi di vasche di allevamento: vasche interne, in cui vengono collocati gli avannotti per il periodo di svezzamento e vasche esterne per le successive fasi di crescita. L'acqua è tenuta sotto controllo da periodiche analisi chimiche e dopo il passaggio nelle vasche è spinta in un lago di decantazione da cui raggiunge un fiume limitrofo. La peculiarità dell'azienda bresciana è costituita dal fatto che sfruttando un felice connubio tra fuoco e acqua è stato possibile realizzare un impianto unico nel suo genere, attraverso il quale vengono riscaldate le vasche interne degli avannotti utilizzando il calore prodotto dal raffreddamento del semilavorato della vicina acciaieria. Viene fornita in tal modo un'energia preziosa che viene utilzzata per mantenere a temperatura costante, cioè circa 20° gradi, l'habitat di svezzamento dello storione, attraverso uno scambiatore di calore. Il tutto senza che l'acqua entri a contatto con le sostanze inquinanti, in un ambiente di totale e assoluta pulizia. Risparmio energetico, tutela ambientale e sicurezza alimentare, quindi, in un tutt'uno. L'Agro Ittica Lombarda ha saputo cogliere, grazie a un attento studio/sperimentazione e ad una lunga lunga esperienza di allevamento, il primato nell'acquacoltura di qualità - ponendosi probabilmente al primo posto in Europa per l'allevamento dello storione. Con il presidio della filiera cioè: controllo dell'alimentazione attraverso mangimi specifici, accurata selezione dei ceppi riproduttivi, rigorosi controlli igienico-sanitari sull'impianto di trasformazione fà si che l'Acipenser Transmontanus (nome scientifico dello storione nordamericano) offra carne bianchissime e rispondenti alle esigenze dietetiche della moderna alimentazione: basti pensare che contiene meno del 3% di grassi e più del 17% di proteine Si può considerare carne vera e propria (vista la mancanza di lische e spine) e l'abilità che i vari chef della Lombardia e del mondo ha fatto sì che il nobile pesce venisse sempre più apprezzato dai migliori buongustai. E' stata recentemente proposta la nuova ricetta dello "Storione alla Milanese" che, grazie alla carne dello storione e alla semplicità nella preparazione è risultata molto apprezzata e sicuramente sarà accolta favorevolmente dalla maggior parte dei consumatori (bambini compresi). Dal Re dei Pesci, lo storione, l'Agro Ittica Lombarda produce ora anche uno straordinario caviale freschissimo: "Calvisius, original Caviar Malossol" (con contenuto di sale inferiore allo 2,5%) di eccellente qualità nonchè caratterizzato dalle sue grandi dimensioni (intorno ai 3 mm. e è più) e dal suo sapore genuino e delicato, oltre che per la sua purezza e sicurezza alimentare (visto anche il sempre maggior inquinamento delle acque del Mar Caspio, uno dei maggior produttori mondiali). In soli cinque anni, tanti sono trascorsi dalla sua prima apparizione (dato che per ottenere le uova adatte alla produzione del caviale lo storione deve avere almeno dodici anni), "Calvisius" è diventato una leggenda, un gioiello del "Food made in Lombardia", conosciuto ed apprezzato sulle tavole dei più esigenti gourmet in Germania, Francia, Gran Bretagna, Giappone e, naturalmente, in Italia. Previa opportuna prenotazione è possibile visitare l'allevamento, molto interessante. www.agroittica.it 

E' STATO VINTO NELLA SALA BINGOSNAI DI VITERBO IL PRIMO SUPERBINGO D'ITALIAUNA VINCITA SUPERIORE AI 10.000 EURO: PER OTTENERLA È STATO SUFFICIENTE ESTRARRE SOLO 34 PALLINE, REALIZZANDO UN ULTERIORE PRIMATO
Milano, 31 ottobre 2002 - E' stato vinto ieri nella sala IperBingo di Viterbo, aderente al circuito Bingosnai, il primo premio SuperBingo assegnato in Italia: 10.271,05 euro (quasi venti milioni delle lire ormai fuori corso) sono stati aggiudicati a un agente di Polizia Penitenziaria, Massimo Franci, di 31 anni. Il Super Bingo è il più ricco dei nuovi premi messi in palio grazie all'introduzione delle nuove regole, avvenuta all'inizio di ottobre: per aggiudicarselo è necessario realizzare un bingo (15 numeri) entro le prime 40 palline estratte. La vincita di ieri sera ha probabilmente stabilito un altro primato: per realizzarlo, infatti, sono state sufficienti 34 palline, e anche il personale di sala, con alle spalle esperienze lavorative in Argentina e Spagna, non ricorda vincite ottenute con un numero così basso di palline estratte. Gli altri premi speciali messi in palio dalle sale Bingo sono la Super Cinquina (realizzata entro le sei palline estratte), il Bingo Oro (realizzato con un numero di palline estratte compreso tra 41 e 43), il Bingo Argento (tra 44 e 46 palline estratte) e il Bingo Bronzo (tra le 47 e le 56 palline estratte). La sala IperBingo di Viterbo è in attività dal 12 luglio scorso, e fino a oggi ha registrato oltre 200.000 presenze, distribuendo premi per più di 1 milione di euro; dotata di 504 postazioni di gioco, bar, Internet point, sala tv e sala gioco bimbi.  

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