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23 GENNAIO 2003

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LA COMMISSIONE EUROPEA LANCIA UN DIBATTITO SULLA POLITICA SPAZIALE DELL'UE 

Bruxelles, 23 gennaio 2003 - Il Commissario europeo preposto alla ricerca, Philippe Busquin, ha presentato il 21 gennaio a Bruxelles il Libro verde sulla politica spaziale dell'UE. Il documento, preparato dalla Commissione in cooperazione con L'Agenzia spaziale europea (European Space Agency - Esa), esamina i punti forti e le debolezze dell'Europa in questo settore. Concepito come base per un'ampia consultazione, il rapporto tratta questioni chiave come l'accesso indipendente dell'UE allo spazio, l'eccellenza scientifica in questo campo, la base industriale e tecnologica, i mercati interessati, le risorse umane, il quadro giuridico e istituzionale, la cooperazione internazionale e gli aspetti ambientali e di sicurezza. Mira a lanciare un dibattito con tutti i soggetti interessati: organizzazioni nazionali e internazionali, l'industria e gli utilizzatori dello spazio dell'UE, la comunità scientifica e i cittadini. La consultazione contribuirà a delineare la risposta dell'UE alle sfide di competitività e sicurezza in materia di spazio, che saranno illustrate in dettaglio in un prossimo Libro bianco. Il direttore generale dell'Esa, Antonio Rodotà, si unirà al commissario Philippe Busquin per una presentazione ufficiale alla stampa del Libro verde a Bruxelles lunedì 27 gennaio alle 11. "Il successo economico e scientifico dell'Europa è strettamente legato alla sua presenza nello spazio," ha dichiarato il commissario Busquin. "Grazie all'Agenzia spaziale europea, l'Europa è già una potenza spaziale. Lo spazio fa ora parte della nostra vita di ogni giorno e rappresenta uno strumento strategico per l'UE con riferimento ad alcune sue grandi finalità, come l'invito formulato dal Consiglio di Lisbona (marzo 2000) a diventare l'economia basata sulle conoscenze più competitiva del mondo. Un'altra finalità dell'UE è disporre degli strumenti necessari per garantire la sicurezza dei suoi cittadini. È giunto il momento di definire una politica spaziale globale dell'UE che si rispecchi nel prossimo trattato dell'UE. Essere una potenza spaziale non significa soltanto avere l'eccellenza tecnologica e industriale, ma anche la volontà politica. Invito i membri della Convenzione sul futuro dell'Europa a discutere questo aspetto e tutti i soggetti che trattano lo spazio ad assicurarsi che il loro punto di vista sia ascoltato." Il Commissario europeo Erkki Liikanen (Imprese e società dell'informazione) ha aggiunto: "Occorre un'azione su scala UE per creare una politica spaziale coerente. Lo spazio è importante per i cittadini europei in quanto costituisce uno degli elementi fondamentali della società dell'informazione. Il settore spaziale europeo dà attualmente lavoro a circa 30 000 persone, ha prodotto diverse innovazioni applicate in altri settori ed è quindi un'importante fonte di nuove tecnologie." Europa: un leader nello spazio Grazie a decenni di ricerca spaziale e in gran parte agli sforzi dell'Esa, l'Europa ha conseguito una buona autonomia nella tecnologia spaziale ed è diventata un soggetto commerciale di primo piano, soprattutto nei settori dei lanciatori e delle piattaforme. È in posizione di avanguardia sul mercato delle applicazioni innovative del monitoraggio via satellite. Messi in orbita da lanciatori europei, i satelliti europei forniscono alle imprese, alle autorità pubbliche e alle persone servizi come telediffusione, tecomunicazioni migliorate, mobilità e trasporti più sostenibili, previsioni meteorologiche a breve e medio termine, monitoraggio del cambiamento climatico e reazioni più pronte in caso di catastrofi naturali. Una fertile base per la ricerca di avanguardia e l'innovazione nella società delle conoscenze, le applicazioni spaziali incrementano la crescita e la competitività delle imprese europee. Esse aprono nuovi mercati alle imprese europee e apportano vantaggi ai cittadini europei in settori come la pianificazione del territorio, la gestione dell'agricoltura e della pesca, i trasporti sostenibili, la sicurezza civile e gli interventi in caso di emergenza. Allo stesso tempo l'industria spaziale europea è confrontata a sfide considerevoli. Le pressioni competitive a livello mondiale portano ad una profonda ristrutturazione del settore spaziale in Europa e a livello mondiale. Il delicato equilibrio in Europa tra servizi spaziali commerciali e pubblici è esposto a crescenti pressioni. Le attuali modalità di organizzazione e finanziamento registrano anche difficoltà. L'Europa è soprattutto confrontata ad un crescente divario tra la sua spesa nella ricerca rispetto agli Stati Uniti che vi investono quasi sei volte più dell'Europa e rappresentano all'incirca l'80% della spesa mondiale in questo settore (applicazioni civili e militari). Negli ultimi anni il fatturato spaziale è rimasto praticamente costante - tra 5,5 e 6 miliardi di € per l'Europa e circa 35 miliardi di € per gli Stati Uniti. L'intera catena di valore per il mercato mondiale dei servizi commerciali spaziali (sistemi di comunicazione e di navigazione via satellite) per il periodo 1998-2007 supera 400 miliardi di €. I cittadini traggono vantaggio dalle applicazioni spaziali. Oltre al contributo alle previsioni meteorologiche, oltre 1 250 canali televisivi sono distribuiti via satellite a circa 100 milioni di nuclei familiari nell'Unione europea. In Europa circa 30 000 persone lavorano, direttamente o indirettamente, nel settore spaziale. Da solo il progetto di posizionamento e navigazione via satellite Galileo potrebbe creare fino a 145 000 posti di lavoro. Galileo ha registrato alcuni ritardi, ma la Commissione è fiduciosa che le questioni in sospeso possano essere risolte in modo che l'iniziativa decolli nel 2008 come previsto. Una politica spaziale più consolidata e coerente a livello UE permetterebbe di evitare tali ritardi. Un nuovo ruolo per l'Unione europea Negli ultimi decenni la politica spaziale è stata gestita a livello nazionale e intergovernativo. L'Agenzia spaziale europea, con la sua base di conoscenze senza pari ha svolto un ruolo importantissimo di coordinamento degli sforzi dell'Europa volti a consolidare la sua base industriale e a conseguire l'indipendenza tecnologica. Essa ha permesso all'Europa di consolidare la sua capacità nel settore dei lanciatori e delle piattaforme e di diventare un soggetto di primo piano in un settore commerciale estremamente competitivo. Lo spazio è diventato una componente essenziale per realizzare gli obiettivi e le politiche dell'Europa, soprattutto lo sviluppo sostenibile, la protezione ambientale, i trasporti e la mobilità e la società dell'informazione. Le applicazioni spaziali forniscono anche una risposta alle nuove necessità nel campo della sicurezza, sia in termini civili che di difesa, che sono trattate dalla Politica estera e di sicurezza comune (Pesc) e dalla Politica europea comune in materia di sicurezza e difesa (Pecsd). Il progetto Galileo e l'iniziativa Gmes (Global Monitoring for the Environment and Security) illustrano questo nuovo approccio e sottolineano la necessità di un ruolo potenziato dell'Unione nelle questioni spaziali. Essi mostrano anche come sia possibile massimizzare i grandi successi industriali e tecnologici realizzati dall'Esa grazie ad iniziative spaziali congiunte. Questo è particolarmente il caso nei campi dove la Commissione europea, oltre al suo potere di iniziativa politica e alle funzioni di regolamentazione e negoziazione, ha progressivamente sviluppato una solida competenza attraverso i suoi programmi di ricerca, in particolare nel settore delle applicazioni per lo sviluppo sostenibile e, più recentemente, in quello della sicurezza dei cittadini. La Commissione ha ad esempio sviluppato efficaci sistemi di monitoraggio ambientale via satellite per rilevare e contribuire a impedire maree nere e altri rischi. Un altro esempio di progetti spaziali sponsorizzati dall'UE è la mappatura via satellite di regioni remote, come in Afghanistan, dove le squadre di soccorso e salvataggio dell'UE hanno potuto raggiungere villaggi isolati dopo il terremoto del 2001, grazie a servizi precisi di posizionamento e mappatura via satellite. La tecnologia spaziale può anche offrire soluzioni di infrastruttura economicamente razionali per vaste zone geografiche; tutti i cittadini europei, compresi quelli dei nuovi Stati membri, potranno usufruire di servizi di alta qualità se l'UE realizza nuovi sistemi spaziali a banda larga. È quindi logico sollevare la possibilità di integrare lo spazio nelle competenze dell'Unione. Ciò consentirebbe di elaborare un programma spaziale che consenta un'azione efficace dell'UE nello spazio, tra cui un'ampia gamma di nuove applicazioni per l'industria e i cittadini. Il programma potrebbe anche sfruttare al massimo le risorse disponibili del settore pubblico e privato, contribuendo altresì a chiarire varie questioni organizzative e istituzionali in sospeso e a centrare e sostenere con decisione le attività spaziali. La consultazione È evidente che nessuno Stato membro da solo è in grado di portare avanti una politica spaziale nazionale indipendente, ma l'integrazione della politica spaziale nelle competenze dell'Unione solleva alcuni questioni complesse e sensibili. Il ruolo del Libro verde è quindi quello di lanciare un dibattito approfondito tra tutti i soggetti interessati, con l'obiettivo di una maggiore sensibilizzazione all'importanza strategica dello spazio e della politica spaziale per l'Unione e i suoi cittadini, per definire zone di consenso e trovare risposte concrete ai problemi in materia di accesso, finanziamenti e accordi istituzionali. La consultazione si svolgerà dal 22 gennaio al 30 maggio 2003, a cura della Joint Task Force sullo spazio Commissione/Esa che organizzerà una serie di seminari, workshop e audizioni in tutta Europa per promuovere il dibattito. Si possono anche presentare contributi on line tramite un forum web dedicato. Sulla base delle risposte pervenute da tutti i soggetti interessati, la Commissione preparerà un Libro bianco (pubblicato più avanti nel corso dell'anno) in cui presenterà proposte concrete in un piano di azione. Il Libro verde sullo spazio e le prospettive di ulteriore cooperazione tra la Commissione europea e l'Agenzia spaziale europea saranno discusse in una prossima conferenza congiunta, con la partecipazione del commissario europeo preposto alla ricerca, Philippe Busquin, e del direttore generale dell'Esa, Antonio Rodotà. 

IL PORTALE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SCOPRE MAXI-TRUFFA IN ARGENTINA AI DANNI DEI NOSTRI CONNAZIONALI IL CASO IERI SERA A "MI MANDA RAITRE" 
Roma, 23 gennaio '03 - Internet va fruttuosamente a caccia di truffatori di pensionati italiani all'estero. Il portale Nazionale del Cittadino www.italia.gov.it voluto dal Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca, ha scoperto infatti una maxi-truffa ai danni non solo di diverse decine di nostri connazionali in Argentina, ma anche del Ministero dell'Economia e dell'Inps. Il ministro Lucio Stanca ha commentato che "questa operazione di intelligence telematica è la prova di come un'efficiente rete informatica pubblica può non solo essere costantemente al servizio del cittadino, ovunque esso sia, ma soprattutto può fornire utili elementi conoscitivi on line per illuminare le molte zone buie che la mancanza di trasparenza e informazione a volte può creare nel complesso mondo della burocrazia" . La trasmissione "Mi manda Raitre" condotta da Piero Marrazzo ha raccontato ieri sera i retroscena e intervistato i protagonisti di questa truffa internazionale. Tutto è cominciato con una e-mail al servizio "Scrivimi" del portale inviata da J.F., una nostra connazionale in Argentina,la quale rendeva noto che, con una lettera, il "Ministero del Tesoro e della Guera" di Roma le comunicava che aveva diritto alla pensione di guerra per il nonno, militare nel conflitto mondiale del 1915/18 e poi emigrato in Argentina. Simili lettere erano già giunte a molti altri italiani del paese Sudamericano. Dall'istruttoria aperta dal Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie è emerso che le missive erano false, scritte in un italiano improbabile, partite da Fiumicino e recavano il logo contraffatto del "Ministero del Tesoro e della Guera" o dell'Inps. Il portale www.italia.gov.it dopo alcune verifiche incrociate con gli organismi competenti, ha così scoperto che uno studio legale di Buenos Aires, la cui titolare conduce due rubriche radiofoniche di successo, in cambio di 150 pesos per ogni pratica aveva promesso ai nostri connazionali emigrati di seguire in Italia le pratiche di pensione, di guerra o di anzianità, al di là delle verifiche sui requisiti necessari. Il Ministero dell'Economia e l'Inps, intanto, hanno già presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma ed all'autorità giudiziaria di Buenos Aires. 

GRUPPO GENERALI: PRESENTATO IERI ALLA COMUNITÀ FINANZIARIA IL PIANO INDUSTRIALE 2003-2005 OBIETTIVO: LEADERSHIP EUROPEA PER PROFITTABILITÀ E SVILUPPO IN SELEZIONATI PAESI AD ALTO POTENZIALE CONCENTRAZIONE SUL BUSINESS ASSICURATIVO CRESCITA NEL MERCATO RETAIL E DELLE PMI TAGLIO DEI COSTI PER OLTRE 617 MLN € RIDUZIONE DEL PERSONALE DI 2.800 UNITÀ 
Milano, 22 gennaio 2003. Gli Amministratori Delegati del Gruppo Generali, Giovanni Perissinotto e Sergio Balbinot, presentano ieri alla comunità finanziaria il piano industriale 2003-2005 del Gruppo, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Compagnia, nel.2 quale vengono illustrati gli obiettivi di performance, le linee guida strategiche, la nuova struttura organizzativa e le azioni di management richieste per la realizzazione del Piano stesso. Il piano parte dall'individuazione della mission del Gruppo: ?affermarsi come il leader, in termini di profittabilità, nei Paesi europei di maggiore operatività del Gruppo, e collocarsi fra i protagonisti nei Paesi a forte potenziale, concentrandosi sul business assicurativo; ?crescere nel mercato retail e delle piccole e medie imprese, con una strategia distributiva che punta principalmente sulle reti agenziali con un approccio multi-brand e multi-local; ?centrare la gestione sulla costante ricerca della redditività e della creazione di valore per gli azionisti. I target più significativi contenuti nel piano riguardano gli indicatori di performance, la riduzione dei costi e la composizione del conto economico, redatto sulla base dei principi contabili italiani. Sono previsti in crescita fra il 2001 e il 2005 : ?il Roev (Return On Embedded Value), dal 9,4% all'11,9%; ?l'Embedded Value, da 22,4 miliardi € a 25,7 miliardi €, con un aumento medio annuo del 3,5%; ?il Valore della nuova produzione nel vita da 416 a 660 milioni € (+12,2%). Si prevede un forte calo della Combined Ratio da 108,4% a 100,3%. Sul versante dei costi, è prevista una riduzione di 617 milioni € che deriverà sia da un ridimensionamento degli organici (2.800 unità nel triennio), sia dalla razionalizzazione dei processi. Un deciso miglioramento nella gestione industriale è poi indicato dagli obiettivi in termini di qualità degli utili: il risultato tecnico complessivo (da negativo per 656 milioni € nel 2001 a positivo per 1.210 milioni € nel 2005). Una parte chiave del piano è dedicata alla nuova struttura organizzativa di Corporate, centrata, in particolare, sulle funzioni di pianificazione strategica e controllo, cui viene assegnato un ruolo determinante per la creazione di valore e di supporto alle attività operative. Nello stesso ambito vengono anche valorizzate e coordinate le politiche di Gruppo per la gestione e la formazione delle risorse umane. Scenario macroeconomico di riferimento Il piano ipotizza uno scenario nei Paesi di operatività del Gruppo caratterizzato dal prevedibile prolungamento, almeno in una prima parte del triennio, dell'attuale fase di instabilità economica e geopolitica. Si assisterà, secondo gli assunti del piano, ad una lenta ripresa nei Paesi Oecd, in presenza di una perdurante volatilità del mercato azionario, di regime di bassi tassi di interesse, di rischi finanziari e pressione fiscale crescenti. Nel settore assicurativo, gli ultimi due anni sono stati caratterizzati dal susseguirsi di fenomeni drammatici e imprevedibili a livello mondiale che hanno sottoposto il sistema assicurativo a sollecitazioni eccezionali. In questo quadro, i fattori che, prevedib ilmente, caratterizzeranno ancora per i prossimi anni il settore sono: l'esposizione a nuove tipologie di rischi su scala globale, la crescente importanza del fattore dimensionale, il ritardo delle.3 riforme pensionistiche, i vincoli imposti dalla regolamentazione e l'innovazione tecnologica. Le ipotesi sui rendimenti degli attivi sono conservative: per il triennio di riferimento è stato assunto un tasso del 5%, più che compatibile con la qualità dell'attuale portafoglio investimenti e con le previsioni di evoluzione delle curve dei tassi nelle principali economie in cui il Gruppo opera. Mission, profilo e posizionamento del Gruppo Nella scala di priorità del piano triennale la creazione di valore per gli azionisti e la redditività precedono altri obiettivi come la quota di mercato e il volume dei premi. In termini di posizionamento strategico sui mercati il Gruppo si propone di operare principalmente nell'Europa continentale. Saranno mantenute presenze selettive anche in altri Paesi, in particolare in quei mercati che hanno dimostrato interessanti prospettive di crescita, rivolgendosi alla clientela retail e Pmi e adottando una strategia che consente di rispondere in modo mirato alle diverse esigenze nei diversi mercati. Con i suoi 28,1 miliardi € di premi Vita, 17,5 miliardi € di premi danni, 191 miliardi € di riserve a fine 2001, Generali è fra i leader del settore assicurativo a livello europeo, con presenze di rilievo in tutti i maggiori Paesi, eccetto il Regno Unito. La rete distributiva comprende oltre 40.000 agenti, 42.000 promotori finanziari, 5.200 sportelli bancari in virtù di accordi di bancassicurazione, senza contare i canali rappresentati dagli accordi di partnership e dalle modalità di distribuzione diretta. Generali vanta una forte patrimonializzazione, che si riflette in un rating AA, un margine di solvibilità superiore al 190%, un capitale eccedente di 2 miliardi € al 30 giugno 2002. La creazione di valore Il piano assume come misura di creazione di valore per gli azionisti il Return On Embedded Value (Roev). Per questo indice il piano pone obiettivi di crescita dal 9,4% del 2001 all'11,9% nel 2005. Il piano prevede obiettivi altrettanto significativi per i vari componenti che concorrono a formare questo fondamentale indicatore: ?l'Embedded Value; ?il Valore della nuova produzione per il ramo Vita (NBV, New Business Value); la Combined Ratio per il ramo Danni; ?i premi lordi. In particolare, il valore della nuova produzione nel vita è previsto salire dai 416 milioni di € del 2001 ai 660 milioni € del 2005 e per la Combined Ratio si prevede un forte calo da quota 108,4% nel 2001 a 100,3% nel 2005 . Un altro obiettivo fondamentale è il miglioramento della qualità dell'utile consolidato, con il crescente cont ributo al risultato da parte della componente tecnica legata alla gestione industriale, rispetto a quello proveniente, invece, dalla componente non tecnica, legata all'andamento degli investimenti e alle componenti straordinarie. La componente tecnica del risultato, negativa per 656 milioni € nel 2001, è prevista salire a 1.210 milioni € nel 2005. Alla crescita dei margini nel ramo Vita contribuirà in modo decisivo la creazione di nuovi prodotti, determinanti per proteggere il valore del portafoglio. Per quanto riguarda i rami Danni, particolare enfasi viene posta sul controllo dei costi e sulle politiche sottoscrittive..4 Il deciso miglioramento della performance che ci si attende nell'arco di tempo del piano è confermato dagli obiettivi di utile consolidato (al netto delle minorities): 1.508 milioni € nel 2005 (+8,2% CAGR), con utile per azione di 1,18 € rispetto a 0,86 € nel 2001. Le principali linee strategiche Return on Embedded Value e gestione del capitale- L'obiettivo di massimizzare il Roev sarà raggiunto attraverso azioni per: ?l'aumento dei profitti (focalizzazione sui segmenti di prodotto a più alto margine, misure incisive riguardanti i business non redditizi, gestione ottimizzata delle liquidazioni dei sinistri, sinergie di gruppo); la gestione ottimizzata della base di capitale (allocazione strategica degli asset, gestione delle garanzie, riassicurazioni). La gestione del capitale, in particolare, sarà tesa a: ?minimizzare il capitale impiegato; ?allocare correttamente il capitale in funzione della redditività dei vari business; ?monitorare la struttura del capitale per mantenerne il costo al livello più basso possibile, compatibilmente con il rating AA, con i vincoli regolamentari e con le necessità di finanziamento. Particolare attenzione è dedicata all'impiego del capitale eccedente che potrà essere utilizzato per finanziare la crescita, consentire una più flessibile politica di allocazione, gestire il debito e ottimizzare la capacità di ritenzione dei rischi. Risk management La gestione delle politiche di risk management si articola lungo tre linee: ?gestione attiva degli investimenti, attraverso l'integrazione con la gestione del capitale, l'adozione di politiche centralizzate, il rapido adattamento alle condizioni di mercato; riassicurazioni, sulla base di una politica di controllo centralizzato con attuazione su base locale; controllo dei rischi, attraverso unità specializzate di Asset Liability Management. Gestione delle minorities Il Gruppo ha una storia di positive relazioni con le minorities. Detto ciò, l'eventuale acquisizione del controllo totale di alcune partecipate e i tempi di tali operazioni, saranno valutati di volta in volta in funzione del carattere delle singole società e partecipazioni, delle opportunità che si presenteranno e di considerazioni generali sull'impatto in termini di creazione di valore. Bancassicurazione - Il piano del Gruppo prevede lo sviluppo di partnership strategiche che comprendono anche accordi per la distribuzione dei prodotti assicurativi da parte di banche o di altre istituzioni dotate di una larga base di clientela. La distribuzione tramite terzi si qualifica come una naturale estensione della capacità produttiva delle compagnie del Gruppo. Asset Management - L'asset management viene considerato una componente funzionale ed essenziale del business, che il Gruppo intende gestire con competenze proprie, già disponibili e strutturate. In particolare, lo sviluppo del Global Asset Management è assicurato da tre centri di eccellenza in Italia, in Germania e in Francia. L'Asset Management per conto terzi non è.5 visto come core business, ma può rappresentare un'opportunità di nicchia nel quadro dell'ottimizzazione degli investimenti. Nuova struttura organizzativa - Gli indirizzi strategici del piano triennale presuppongono anche una profonda riorganizzazione manageriale e operativa, basata su una nuova struttura, che fa perno sulle funzioni centrali di pianificazione strategica e controllo, il cui ruolo diventa essenziale all'interno di un Gruppo con un assetto organizzativo decentralizzato e basato su una forte presenza locale in termini di management e di brand. Le attività di linea sono ripartite in due grandi settori: ?Italia, affidato a Giovanni Perissinotto, cui fanno capo Generali, Alleanza, Ina, Banca Generali, Generali Am Sgr, Generali Properties, altre compagnie minori e le società di servizi; ?Estero, affidato a Sergio Balbinot, cui fanno capo le attività in Germania, Francia, Spagna, Svizzera, Austria (con competenze sull'Est Europa) e negli altri Paesi. Le funzioni di staff centrali saranno organizzate nel Corporate Centre, una struttura manageriale e di governo strategico del Gruppo la cui sfida operativa è generare valore aggiunto. Il Corporate Centre dispone di competenze tecniche e manageriali in grado di supportare le società operative in materia di: ?pianificazione strategica e controllo; ?impiego efficiente del capitale; ?diversificazione del rischio. La struttura ha, inoltre, un focus specifico sulla realizzazione di importanti economie di scala e sull'ottimizzazione dei processi, ad esempio attraverso la centralizzazione di particolari tipologie di acquisti e il coordinamento delle risorse informatiche per un loro impiego più efficiente. Sviluppo Risorse Umane - E' un capitolo fondamentale nel rafforzamento del posizionamento competitivo del Gruppo, per il quale il piano prevede numerose azioni riguardanti i vari aspetti: dal reperimento e retention di talenti alla pianificazione e allo sviluppo delle carriere ; dalla formazione (con potenziamento della Scuola internazionale del Gruppo) all'attuazione di sistemi di compensation legati al raggiungimento di obiettivi, attraverso opportune forme di incentivazione. In tema di formazione e di sviluppo particolare rilievo sarà dato a programmi di tipo internazionale che permettano scambio di esperienze e crescita professionale. Riduzione dei costi e razionalizzazione dei processi e delle strutture Nel triennio 2003-2005 è prevista una riduzione complessiva dei costi pari a 617 milioni € che sarà ottenuta con investimenti in tecnologia, ridisegno dei processi e ottimizzazione della struttura dei sistemi informativi. La riduzione dei costi passerà anche attraverso la razionalizzazione delle strutture: è previsto un ridimensionamento del personale di circa 2.800 addetti a livello consolidato (600 in Italia, 2.200 all'estero). Strategia nel mercato immobiliare L'investimento immobiliare è ritenuto dal Gruppo un'opportuna diversificazione dei propri attivi, che ha dimostrato la propria validità nel corso degli anni e di differenti cicli.6 economici. Tali attivi sono, in via generale, utilizzati in gran parte a copertura degli impegni tecnici. Per quanto riguarda il mercato italiano, il piano prevede per Generali Properties, la società immobiliare del Gruppo Generali nella quale è stata concentrata la quasi totalità del patrimonio immobiliare italiano di Assicurazioni Generali e di Alleanza Assicurazioni, un'attività di compravendita per circa 800 milioni € finalizzata a ridurre la proporzione di beni ad uso residenziale rispetto a quelli ad alta redditività. Tale attività, coerentemente con il piano triennale redatto al momento della costituzione della società, garantirà una migliore gestione delle attività immobiliari italiane. Il mercato italiano Nel mercato nazionale il Gruppo ha tradizionalmente una posizione di leadership. Si colloca infatti al primo posto nel ramo Vita e al secondo nei rami Danni, e può contare su una rete distributiva ampia e differenziata, con 2.000 agenzie, 20.000 operatori commerciali della rete Alleanza, 3.000 consulenti finanziari, oltre ai canali diretti in cui Generali è il primo operatore. Italia - Strategia di prodotto Le linee guida a livello di gruppo si riassumono in: ?focus sul business assicurativo e sul servizio al cliente; ?attenzione rivolta alla redditività dei prodotti; ?investimenti in training nell'ottica dello sviluppo del mercato previdenziale. Nei singoli comparti la strategia si svilupperà coerentemente, con obiettivi e azioni differenziate in funzione delle potenzialità delle reti e dei segmenti di clientela serviti. Nei rami Vita e Malattia si punterà al consolidamento della redditività con rafforzamento della presenza nei prodotti più redditizi, crescente attenzione alla customer care e sfruttamento delle opportunità rappresentate dalle riforme del welfare. Il Business dei Personal Financial Services è ritenuto strategico e complementare al core business assicurativo e Banca Generali lo gestirà in una logica sia di servizio specializzato verso la clientela affluent, sia di supporto alle reti assicurative. Attraverso i suoi Promotori Finanziari specializzati il Gruppo conta inoltre di potenziare significativamente la capacità distributiva nel settore vita/previdenza. Nei rami Danni si punterà ad una crescita della redditività cogliendo le opportunità offerte dall'attuale ciclo positivo e perseguendo obiettivi di equilibrio tecnico (Combined Ratio 100,2% nel 2005). Italia - Strategia di canale Le linee guida a livello di Gruppo si riassumono in: ?un approccio multi-brand e multi-channel per rispondere alle esigenze differenziate dei vari segmenti di mercato; ?la definizione di accordi di partnership o joint venture con partners bancari in presenza di prospettive di margini interessanti. Nei singoli canali la strategia si svilupperà coerentemente, con specifici obiettivi e azioni mirate..7 La rete agenti, che rimane il canale fondamentale, sarà rafforzata con la possibilità di trattare differenti brand e con investimenti in marketing, supporto commerciale e formazione. Le attività di Bancassicurazione saranno sviluppate principalmente mediante l'accordo in via di perfezionamento con Banca Intesa, che è il partner bancario privilegiato del Gruppo Generali in Italia, e che porterà alla costituzione di uno dei principali player del settore. I canali diretti verranno utilizzati come ulteriore strumento per la distribuzione dei prodotti assicurativi del Gruppo. In questo quadro si lavorerà per consolidare la posizione di leadership di Genertel nei prodotti Rc auto. Italia - I target principali Il piano fissa i seguenti obiettivi per i principali indicatori di performance: ?Roec, da 10,0% nel 2001 a 12,7% nel 2005; ?Valore della nuova produzione Vita, da 183 milioni € nel 2001 a 336 milioni nel 2005, con una crescita media annua del 16,4%; ?Combined Ratio, da 110,1% nel 2001 a 100,2.% nel 2005, con un calo di 9,9 punti percentuali. Italia - Obiettivi gestionali - Sotto il profilo gestionale il piano è centrato su: ?il rafforzamento delle capacità di distribuzio ne attraverso la creazione di un coordinamento centrale di Marketing, l'accelerazione del processo di innovazione di prodotto e di servizio, interventi di formazione tecnico-commerciale e l'integrazione dell'offerta Personal Financial Services nella rete di agenzie; ?l'aumento della produttività e dell'efficienza attraverso il ridisegno e la standardizzazione dei principali processi operativi e l'accentramento di attività di back-office comuni; ?la valorizzazione delle sinergie derivanti dalle società di servizio del Gruppo. Il mercato estero Generali ha una forte presenza a livello internazionale e si colloca nelle prime posizioni, in particolare, in Germania, Francia, Spagna, Austria, Svizzera, Israele. Nel corso del prossimo triennio, il Gruppo Generali intende adottare una strategia differenziata per Paese, con un rafforzamento dell'approccio multi- local, focalizzando le risorse umane ed economiche sui mercati a maggior potenziale di generazione di valore. Il Gruppo intende confermare la propria vocazione europea continentale, valorizzando la propria presenza, in particolare, in Germania e in Francia - mercati dai quali prevede di trarre in futuro la maggior parte dei propri profitti e che presentano un ulteriore upside legato alle riforme dei sistemi previdenziali ed assistenziali - e intervenendo radicalmente per migliorare la redditività di quei Paesi in cui non è ancora soddisfacente. Nel contempo proseguirà il rafforzamento della presenza del Gruppo in aree con significative prospettive di crescita e di redditività. In tal senso attenzione crescente verrà dedicata all'Europa Orientale, alla Cina e ad altri Paesi asiatici, caratterizzati da bassa penetrazione dei prodotti assicurativi e/o da alti tassi di risparmio. In tutte le altre aree il Gruppo valuterà le possibilità di investimento in modo opportunistico e selettivo in un'ottica di massimizzazione della redditività, anche esaminando eventuali dismissioni..8 Coerentemente con l'approccio multi- local, il Gruppo prevede di valorizzare i propri principali brand locali, caratterizzandoli in funzione del target di clientela di riferimento, della gamma di offerta e dei canali distributivi. La priorità strategica del Gruppo è infatti quella di agire come operatore locale in tutti i mercati dove è presente. In tal senso verranno privilegiate le strategie di distribuzione maggiormente in linea con le caratteristiche del singolo Paese. In particolare, per quanto attiene la strategia territoriale, il Gruppo rafforzerà il proprio approccio multi- local basato sulla responsabilizzazione del management locale sui risultati. I Paesi esteri in cui Generali opera vengono raggruppati in specifiche categorie in base alle diverse priorità strategiche. Key countries: sono Francia e Germania, mercati importanti e con una forte presenza del Gruppo, che Generali conta di valorizzare pienamente nel triennio. ?In Germania si prevede il rafforzamento della già importante posizione di mercato attraverso la crescita nella previdenza integrativa; la leadership nella nuova produzione dei premi vita ricorrenti; il focus sui rami Danni retail; l'uscita dalle linee industriali; il rafforzamento della posizione nel settore Malattia e il miglioramento dei risultati tecnici. ?In Francia si opererà per la crescita della massa critica e per il miglioramento della profittabilità nei Danni, per il posizionamento tra i primi tre operatori Vita non Bancassicurazione e per il completamento dell'integrazione delle strutture di supporto, mantenendo la specializzazione delle singole società sui diversi canali di vendita. Turnaround countries: Paesi con priorità di ristrutturazione e rilancio, finalizzati ad una progressiva trasformazione in key country. In particolare: ?in Spagna si prevede un miglioramento della redditività attraverso il completamento del risanamento del portafoglio Danni e la riduzione strutturale della base di costo. E' inoltre prevista una crescita nel ramo Vita individuale e la concentrazione del mix sui prodotti ad alto margine, anche attraverso investimenti sulla rete agenziale e la ricerca di specifici accordi di bancassicurazione; ?in Austria si opererà per il miglioramento della redditività attraverso una severa politica assuntiva e di riduzione dei costi gestionali. La crescita dei premi vita verrà sostenuta anche attraverso collaborazioni con banche regionali e promotori finanziari. Growth options: sono aree, come l'Asia e l'Europa Orientale, con tassi di sviluppo elevati e con una bassa penetrazione dei prodotti assicurativi, nelle quali Generali intende cogliere le nuove opportunità di crescita anche attraverso importanti partnership locali. Tactical holdings : Paesi in cui sarà effettuata una gestione opportunistica delle partecipazioni dando priorità alla massimizzazione del valore, anche tramite possibili dismissioni. Estero - I target principali Il piano fissa i seguenti obiettivi per i principali indicatori di performance del business internazionale: Roec, da 10,2% nel 2001 a 12,8% nel 2005; Valore Nuova Produzione Vita, da 233 milioni € nel 2001 a 324 milioni ne l 2005, con una crescita media annua dell'8,6%;.9;Combined Ratio, da 108,2% nel 2001 a 100,5% nel 2005, con un calo di 7,7 punti percentuali. 

AUTORIZZATI 50 MILIONI DI EURO DI AIUTI AL SALVATAGGIO PER MOBILCOM AVVIATE INDAGINI APPROFONDITE SU ALTRI 112 MILIONI DI EURO 
Bruxelles, 23 gennaio 2003 - La Commissione europea ha autorizzato in data odierna aiuti al salvataggio per 50 milioni di € a favore di MobilCom AG, un fornitore tedesco di servizi di telecomunicazione. Gli aiuti erano stati concessi nel settembre 2002 sotto forma di prestito garantito dallo Stato. La Commissione ha nel contempo avviato un procedimento d'indagine formale su un altro prestito garantito dallo Stato per un importo di 112 milioni di €, concesso a MobilCom nel novembre 2002. La Commissione ritiene che il prestito iniziale di 50 milioni di € sia in effetti necessario per mantenere MobilCom in attività per un periodo transitorio; tuttavia, le autorità tedesche non hanno ancora potuto dimostrare che il secondo prestito di 112 milioni di € è indispensabile a questo scopo. La Commissione ha di conseguenza avviato un procedimento formale d'indagine su questo secondo prestito. Il 19 settembre 2002, lo Stato tedesco ha garantito un prestito per 50 milioni di € (la "prima misura di aiuto") a MobilCom. Il prestito è stato versato dalla banca di sviluppo di proprietà statale KfW. Il 20 novembre 2002 lo Stato tedesco ha concesso una garanzia dell'80% per un nuovo prestito di 112 milioni di € (la "seconda misura di aiuto"). Il secondo prestito è stato concesso da un consorzio di banche pubbliche e private. Le indagini preliminari della Commissione hanno rivelato che, al momento della concessione del prestito di 50 milioni di €, MobilCom registrava in effetti una riduzione del cash flow a causa della cessazione del sostegno finanziario del suo maggiore azionista, France Télécom (FT). Il ritiro di FT aveva messo MobilCom in una grave crisi di liquidità. Viste le circostanze, l'impresa può essere considerata un'impresa in difficoltà. La Commissione ha concluso che la prima misura di aiuto si configura come aiuto al salvataggio ai sensi degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (gli "orientamenti comunitari"). Ai sensi di tali orientamenti, i prestiti a breve termine o le garanzie sui prestiti possono essere approvati come aiuti per il salvataggio di una impresa in difficoltà se l'aiuto si limita all'importo necessario per mantenere l'impresa in attività fino all'elaborazione di un piano di ristrutturazione. Le autorità tedesche hanno dimostrato che il prestito di 50 milioni di € era in effetti necessario per coprire le spese di gestione corrente di MobilCom e si sono impegnate a presentare un piano di ristrutturazione entro sei mesi dall'approvazione da parte della Commissione del prestito destinato al salvataggio. Per quanto riguarda l'ulteriore garanzia di Stato di 112 milioni di €, a questo stadio la Commissione nutre seri dubbi sul fatto che la misura possa essere considerata un aiuto al salvataggio. In base alle informazioni presentate dalle autorità tedesche, risulta che il secondo prestito è stato utilizzato non solo per coprire le spese correnti, ma anche per finanziare una serie di misure di ristrutturazione. Tuttavia, poiché finora non è stato presentato alcun piano di ristrutturazione, la Commissione non dispone delle informazioni necessarie per valutare se gli ulteriori aiuti si possano considerare aiuti alla ristrutturazione ai sensi degli orientamenti comunitari. Di conseguenza, anche se le autorità tedesche sostengono che le due misure di aiuto devono essere considerate come un singolo aiuto al salvataggio, la Commissione ha valutato le due misure separatamente in quanto soggette a condizioni diverse e destinate apparentemente a scopi differenti. Una valutazione più approfondita della seconda misura di aiuto ai sensi degli orientamenti comunitari rende inevitabile l'avvio di un procedimento di indagine formale. 

TELECOM ITALIA: RINNOVATA PRIMA TRANCHE CARTOLARIZZAZIONE 2001 
Roma, 23 gennaio 2003 - Telecom Italia informa dell'avvenuto rinnovo, attraverso la società TI Securitisation Vehicle, della prima tranche da 100 milioni di euro di titoli Asset Backed emessi il 29 giugno 2001 nell'ambito del Programma di Cartolarizzazione delle bollette telefoniche di Telecom Italia SpA. Il pagamento è previsto per il 24 gennaio prossimo. L'ammontare complessivo in circolazione nell'ambito del Programma quindi non varia. L'emissione iniziale era strutturata su tre tranche per complessivi 700 milioni di euro; la prima a scadenza 18 mesi per 100 milioni di euro - rinnovata oggi e che giungerà in scadenza il prossimo 25 gennaio -, la seconda a 3 anni per 150 milioni di euro e la terza a 5 anni per 450 milioni di euro. Il rimborso del capitale della nuova emissione, che ha ottenuto il massimo rating da parte di Moody's, Standard & Poor's e Fitch, è previsto il 26 luglio 2004 (18 mesi). L'operazione ha incontrato un forte interesse da parte degli investitori, e prevede un rendimento all-in di Euribor 3M + 24 punti base. Joint Lead Managers e Bookrunners dell'operazione sono BNP Paribas e WestLB. 

PROGETTO DI GESTIONE DEL SETTORE ROSSO CIRIO 
Milano, 23 gennaio 2003 - Sono tre le aziende che rappresentano il pool imprenditoriale che, in questi giorni, ha avanzato al gruppo Cirio una proposta per la gestione del settore trasformati dei pomodoro relativo allo stabilimento di Podenzano (Piacenza). Si tratta di aziende del bacino padano che vantano una comprovata e consolidata esperienza nel comparto agroindustriale ed hanno già all'attivo azioni congiunte di gestione aziendale: Gruppo Mantua Surgelati con sede a Mantova, Steriltom srl con sede a Piacenza, Columbus srl con sede a Parma. Le tre aziende hanno evidenziato, nel corso di una conferenza stampa svoltasi Mercoledì 22 Gennaio, gli obiettivi che stanno alla base della loro proposta ponendo al centro la possibilità di consentire la continuita' produttiva dello stabilimento Cirio di trasformazione del pomodoro di Podenzano (Pc), salvaguardando senza discontinuità il mantenimento delle posizioni di mercato dei prodotti a marchio Cirio nel settore dei trasformati e derivati del pomodoro. A questi obiettivi prioritari vengono affiancate, grazie alle competenze professionali interne alla cordata, la possibilità di sfruttare sinergie operative garantendo il pieno sfruttamento delle potenzialità dello stabilimento di Podenzano sommando alle produzioni a marchio Cirio le produzioni gia' in essere all'intemo della cordata (Columbus dì Parma) potenzialmente incrementabili introducendo e sviluppando prodotti innovativi nel settore, sia nei formulati sia nel packaging. Questo consente la salvaguardia piena dei livelli occupazionali degli addetti operativi dello stabilimento di Podenzano e offre garanzie di continuità in termini di accordi di fornitura per i produttori agricoli locali di Piacenza e Parma. Grande importanza viene data dalle tre aziende al mantenimento del marchio Cirio all'interno dello stesso gruppo con una soluzione "ponte" che consenta nei prossimi anni una definizione più precisa degli assetti della holding senza traumi irreversibili nel breve periodo, unitamente al mantenimento della rete commerciale e distributiva esistente. Il raggiungimento di questi obiettivi passa attraverso un piano di cui, in conferenza stampa, i tre rapprentanti della cordata hanno fornito spiegazioni dettagliate sia in merito alle azioni che ai tempi di esecuzione. Mantua, Steriltom e Columbus avanzano la proposta dell'affitto del ramo d'azienda costituito dal complesso produttivo di Podenzano, la stipula di un accordo commerciale, con una durata dai quattro ai sei anni, che lasciando la titolarità del marchio Cirio in capo all'attuale Holding, assicuri la produzione dei prodotti derivati e trasformati dei pomodoro affidando al nuovo Gestore la qualifica di "coopacker" in via esclusiva o comunque privilegiata. Tra le azioni la cordata di imprenditori prevede nuovi investimenti per la produzione di prodotti innovativi con salvaguardia di ammortamento sui 10 anni; la stipula di un accordo di filiera con le Associazioni dei Produttori e le organiz7s zioni sindacali dei lavoratori che garantisca la continuità produttiva, lo sviluppo delle politiche di rintracciabilità e qualità e il coinvolgimento operativo delle stesse all'interno della gestione. Unitamente all'accordo di filiera verrà sottoscritto un accordo di programma con tutti i soggetti Nuovo Gestore, Associazione dei Produttori Agricoli, Organizzazioni sindacali dei lavoratori, Enti Pubblici (Comune, Provincia, Regione) che garantisca la scelta del sito industriale di Podenzano come elemento di qualità e punto di forza del sistema territoriale locale/regionale; questo anche ai fini delle priorità programmatorie e finanziarie degli strumenti amministrativi. La realizzazione del piano di gestione passa attraverso una duplice strategia: un accordo quadro con gli Istituti Bancari in particolare quelli locali, per ottenere l'appoggio all'iniziativa e la possibilità di ingresso del nuovo soggetto gestore nel futuro definitivo assetto del gruppo Cirio. I tempi del progetto, indicati dagli imprenditori in conferenza, sono: la sottoscrizione degli accordi industriali e commerciali tra il pool e il gruppo Cirio entro il mese di Febbraio, la successiva stipula degli accordi con tutti i soggetti interessati entro Aprile, l'avvio del piano relativo all'affitto d'azienda entro Maggio per garantire la campagna produttiva 2003-2004. Nel periodo l'attivazione di tutte le procedure e degli atti da parte di Cirio, con l'ausilio del soggetto gestore, che salvaguardino la continuità aziendale e le relative garanzie ai soggetti coinvolti. 

ART'È S.P.A.: SIGLATO IMPORTANTE ACCORDO STRATEGICO CON PORRO & C. 
Villanova di Castenaso, 23 gennaio 2003 - Art'è S.p.A., leader in Italia nel mercato dei beni culturali di alta gamma, ha annunciato oggi di aver firmato una lettera di intenti per l'acquisizione di una partecipazione azionaria pari al 20% di Porro & C. S.r.l.. Porro & C. è la società operante nel mercato dell'arte e nel settore dei servizi culturali, nata nel febbraio scorso per volontà di Casimiro Porro, fondatore ed ex presidente di Finarte, che ha per anni rivestito la carica di Presidente dell'Associazione delle Case d'Aste Italiane (A.N.C.A) e della Federazione Europea delle Case d'Aste (E.F.A.). Porro & C. può contare su un team di esperti, che vanta profonde competenze e significative relazioni con i più grandi collezionisti e storici d'arte, forte degli oltre quarant'anni di attività nel settore delle case d'asta del suo fondatore Casimiro Porro. La Società è posseduta, oltre che da Porro, che ne detiene la maggioranza, da alcuni soci che provengono da una significativa esperienza nel settore, e da alcuni esponenti del mondo finanziario. Advisor dell'operazione è stata la Petricca merchant bank, banca d'affari con sede a New York specializzata nel settore lusso ed high tech. Nel dettaglio, l'operazione prevede la sottoscrizione da parte di Art'è di un aumento di capitale pari a 1,4 milioni di euro di Porro & C. corrispondenti a circa il 20% del capitale sociale post aumento. Dall'altra parte, Porro & C., si impegna ad acquistare da Art'è un pacchetto di azioni della stessa, attualmente in portafoglio come azioni proprie, per un controvalore massimo di 0,7 milioni di euro, al prezzo di 30 euro per azione. L'accordo prevede inoltre la possibilità di stabilire successivamente ulteriori opzioni per l'aumento della partecipazione di Art'è in Porro & C...L'attuale management di Porro & C. rimarrà alla guida della società. La partnership con Porro & C. ha una forte rilevanza strategica, in quanto permette ad Art'è di consolidare la propria leadership nel mercato dei beni culturali di alta gamma, entrando, in particolare, nell'importante segmento delle case d'asta, nonché di completare la gamma dei prodotti e servizi culturali, affiancando all'arte contemporanea anche quella antica e moderna. Dall'altro lato, l'operazione consente a Porro & C. di poter contare su di un partner solido e autorevole, per sostenere i propri progetti di crescita e sviluppo in ambito nazionale e internazionale. "L'accordo con Porro & C. - ha dichiarato Marilena Ferrari, Presidente di Art'è - rappresenta un ulteriore importante passo nel rafforzamento della leadership di Art'è, in quanto apporta al nostro Gruppo straordinarie competenze nei servizi culturali e ci consente di entrare in un fondamentale settore quale quello delle case d'asta. Casimiro Porro è, infatti, uno dei più autorevoli e stimati conoscitori del mercato dell'arte, sia antica che moderna, con oltre 40 anni di esperienza. La storia e l'attività svolta dai fondatori di Porro & C. è, quindi, la migliore garanzia per presidiare al meglio questo segmento e raggiungere importanti obiettivi." "Siamo molto soddisfatti dell'alleanza strategica siglata con il Gruppo Art'è, realtà consolidata nel settore dei beni culturali di alta gamma, che vanta al suo interno marchi di assoluto prestigio. - ha dichiarato Casimiro Porro, Presidente di Porro & C. - E' nostra convinzione che la serietà e la forte professionalità del nostro partner ci permetteranno di valorizzare al meglio le risorse e le competenze interne a Porro & C, aprendo nuove importanti prospettive in Italia e, soprattutto, a livello internazionale.

" DISPONIBILE IN TUTTI GLI UFFICI POSTALI L'OBBLIGAZIONE "MIX BANCOPOSTA 1º BIMESTRE 2003" CAPITALE E RENDIMENTO MINIMO GARANTITI: 5% NEI PRIMI DUE ANNI 
Roma, 23 gennaio 2003 - Fino al 27 febbraio in tutti gli uffici postali è possibile sottoscrivere l'obbligazione "Mix BancoPosta 1º bimestre 2003" distribuita in esclusiva da Poste Italiane. La nuova obbligazione mantiene le caratteristiche che hanno contribuito al grande successo delle precedenti obbligazioni "Mix BancoPosta". "Mix BancoPosta 1º bimestre 2003" garantisce un rendimento annuo prefissato al quale si aggiunge, a partire dal terzo anno, un rendimento annuo variabile. Inoltre, garantisce a scadenza la restituzione del capitale investito. La durata dell'obbligazione è di 5 anni; l'investimento minimo è di soli 1.000 euro. "MIX BancoPosta 1º bimestre 2003" è stata ideata per fronteggiare nel migliore dei modi le oscillazioni dei mercati azionari. L'obbligazione è costruita "su misura" per i risparmiatori che desiderano avere, senza mettere a rischio il capitale investito, un interesse prestabilito e un premio variabile legato alla performance di medio periodo di 20 azioni di grandi aziende quotate sui mercati azionari internazionali. Più in dettaglio "Mix BancoPosta 1º bimestre 2003" offre: - il pagamento per i primi due anni di una cedola fissa garantita del 5% lordo del tutto indipendente dall'andamento dei mercati azionari - il pagamento annuale, a partire dal terzo anno, di una cedola fissa garantita dell1,5% lordo, cui si aggiunge il pagamento di una cedola premio variabile il cui ammontare è legato all'andamento di 20 azioni internazionali, selezionate per affidabilità e capacità patrimoniale, appartenenti a quattro settori economici protettivi: alimentare, assicurativo, farmaceutico, tempo libero. I titoli che compongono il paniere di riferimento sono: Accor Group; Alleanza; American International Group; Generali; Aventis; Axa; Carnival; Coca Cola; GlaxoSmithKline; Home Depot; Johnson & Johnson; Nestlé; Novartis; Pfizer; Prudential; Sony; Unilever; Viacom; Wal-Mart Storse; Walt Disney. Il premio variabile può arrivare fino ad un massimo del 7,5% annuo lordo se alla fine di ogni periodo di riferimento (terzo, quarto e quinto anno) il valore di ciascuna delle venti azioni sarà uguale o maggiore al 90% di quello iniziale. Tale meccanismo rende particolarmente protettivo il prodotto, poiché anche in presenza di una perdita per ciascuna azione pari al 10%, il risparmiatore percepirebbe interamente la cedola premio variabile. Nel caso in cui il valore a fine periodo di una delle 20 azioni fosse inferiore al 90% di quello iniziale l'ammontare della cedola variabile di quell'anno verrebbe ridotto di un punto e mezzo (e quindi sarebbe del 6 per cento). Nel caso in cui le azioni con una perdita superiore al 10% fossero due la riduzione della cedola premio variabile sarebbe di tre punti e così via. Il pagamento della cedola a premio variabile a partire dal terzo anno (18 marzo 2006) consente di puntare sulla crescita di medio periodo dei mercati azionari senza subire l'impatto negativo delle oscillazioni di breve periodo, beneficiando nei primi due anni di un rendimento certo e significativo. Il rendimento lordo dell'obbligazione "Mix BancoPosta 1º bimestre 2003" è esemplificato nella tabella. 

Data pagamento cedole di interesse 

Ammontare Cedola fissa 

Ammontare massimo della cedola premio variabile 

Rendimento massimo lordo dell'obbligazione 

18 marzo 2004 

5% 

non prevista 

5% 

18 marzo 2005 

5% 

non prevista 

5% 

18 marzo 2006 

1,5% 

Max 7,5% 

Max 9,00% 

18 marzo 2007 

1,5% 

Max 7,5% 

Max 9,00% 

18 marzo 2008 

1,5% 

Max 7,5% 

Max 9,00% 

Totale interessi nominali alla scadenza dell'investimento 

14,5% 

Max 22,5% 

Max 37,00% 

Alla scadenza dell'obbligazione, quindi, indipendentemente dall'andamento dei mercati, il sottoscrittore ha la certezza di conseguire, oltre al capitale investito, cinque cedole fisse per un interesse nominale complessivo del 14,5% lordo (pari ad un interesse semplice medio annuo del 2,9%). Inoltre, grazie alle cedole premio variabili, l'interesse nominale complessivo può arrivare al 37% lordo (pari ad un interesse semplice medio annuo del 7,4%). L'obbligazione "Mix BancoPosta 1º bimestre 2003" può essere prenotata anche dal sito Internet di Poste Italiane www.poste.it dai titolari di un conto BancoPosta che utilizzano il servizio "BancoPosta Online". L'istituto emittente, Capitalia S.p.A., chiederà l'ammissione dell'obbligazione alla quotazione ufficiale sul Mercato Telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato (M.O.T). In attesa della quotazione i titoli potranno comunque essere negoziati presso gli Uffici Postali, sulla base dei prezzi fissati giornalmente da Credit Suisse First Boston, partner di Poste Italiane nella strutturazione dell'obbligazione. La quotazione giornaliera del titolo sarà pubblicata sui quotidiani economici e sarà rilevabile dal sito Internet di Poste Italiane. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi a qualsiasi ufficio postale e consultare il sito internet di Poste Italiane www.poste.it

LUFTHANSA RIDUCE LA CAPACITÀ DI TRAFFICO IN EUROPA 
Milano, 23 gennaio 2003 - La crisi economica richiede un'azione tempestiva: il Consiglio di Amministrazione sta vagliando contromisure volte a garantire risultati sicuri . Il debole andamento dell'economia mondiale e i conseguenti, sostanziali effetti negativi sul mercato dei viaggi d'affari hanno spinto il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Lufthansa a varare tempestivi provvedimenti. Ieri il Consiglio di Amministrazione del Gruppo ha pertanto deciso di ridurre la capacità offerta in Europa mettendo a terra nove aeromobili così da adeguare la capacità alla continua debolezza della domanda. Tale riduzione nell'offerta porterà, a partire dal 1 Aprile 2003, a 21 il numero complessivo degli aeromobili Lufthansa messi a terra che si aggiungono ai 15 dei suoi partner regionali in servizio su tratte europee e tedesche. L' adattamento annunciato riguarderà i velivoli della flotta Lufthansa a corto e medio raggio, tre Canadair jet della Lufthansa CityLine e tre aeromobili a turboelica dei partner regionali di Lufthansa. Inoltre il Gruppo Lufthansa adotterà ulteriori misure per adattarsi alle costanti difficoltà del mercato. A causa della grave situazione economica mondiale e del debole andamento della domanda in Germania, le prime settimane del 2003 hanno confermato un continuo declino del turismo d'affari e del trasporto merci. Allo stesso tempo, a causa della possibile guerra in Iraq e del nuovo sistema di tassazione previsto dal governo federale tedesco ci sono segni di nuovi aggravi su larga scala. Pertanto, verranno esaminate entro la metà di febbraio 2003 contromisure volte a salvaguardare i risultati previsti dalla compagnia. 

LA COMMISSIONE EUROPEA PRESENTA UNA RIFORMA CHE OFFRE AGLI AGRICOLTORI UNA PROSPETTIVA A LUNGO TERMINE PER UN'AGRICOLTURA SOSTENIBILE 
Bruxelles, 23 gennaio 2003 - Oggi la Commissione europea ha adottato un pacchetto di proposte di riforma della politica agricola comune (Pac). La proposta della Commissione offre agli agricoltori europei una prospettiva chiara, che accompagna il quadro finanziario per la spesa agricola deciso fino al 2013 dai Capi di Stato e di Governo al vertice di Bruxelles nell'ottobre 2002. Gli obiettivi sono quello di rendere l'agricoltura europea più competitiva e maggiormente orientata al mercato, di portare avanti una semplificazione sostanziale della Pac, di facilitare il processo di allargamento e di difendere meglio la politica agricola in ambito Omc. Gli adattamenti proposti lasciano agli agricoltori la massima flessibilità circa le scelte di produzione da compiere e garantisce loro la stabilità dei redditi. L'attuazione della riforma della Commissione permetterà di eliminare gli attuali incentivi che hanno un impatto ambientale negativo e incoraggerà maggiormente pratiche agricole più sostenibili. Si tratta di adattamenti necessari per permettere all'Unione Europea di proporre un quadro strategico sostenibile e prevedibile per il modello agricolo europeo degli anni a venire. Le nuove prospettive finanziarie rendono ancora più urgenti queste modifiche, che dovranno permettere all'Unione Europea di garantire una distribuzione trasparente e più equa del sostegno al reddito degli agricoltori e di rispondere maggiormente alle aspettative dei consumatori e dei contribuenti europei. Le proposte odierne fanno seguito alle misure contenute nella revisione intermedia della politica agricola presentata dalla Commissione nel luglio 2002. Nel commentare la proposta, il Commissario europeo all'agricoltura, Franz Fischler, ha affermato: "La riforma ha un solo obiettivo: dare un senso alle sovvenzioni agricole - sia per i nostri agricoltori, che per i consumatori e i contribuenti. Le riforme sono necessarie e dobbiamo deciderle ora. I progetti che abbiamo presentato offrono agli agricoltori una prospettiva chiara, che permetterà loro di programmare il futuro senza obbligarli più a produrre in perdita per poter ricevere sovvenzioni. Gli agricoltori avranno l'opportunità di ottimizzare il reddito sui loro mercati. Gli studi compiuti dimostrano che la riforma permetterà di migliorare i redditi agricoli. Aspettare senza fare nulla non sarebbe certo nell'interesse degli agricoltori, perché non farebbe che aggravarsi il divario tra la politica agricola e le aspettative della società. La società è disposta infatti a sostenere l'agricoltura a condizione che gli agricoltori offrano quello che la gente si aspetta: cibi sicuri, benessere degli animali ed un ambiente sano. " "Oggi gli agricoltori possono contare su una nuova serie di misure di sostegno che li aiuteranno ad adattarsi alle norme rigorose imposte in materia di ambiente,di sicurezza alimentare e di benessere degli animali e a promuovere la produzione di alimenti di qualità e di prodotti tradizionali. A seguito delle decisioni adottate dai capi di Stato e di Governo al vertice europeo di Bruxelles, sarà necessario compiere risparmi riducendo i pagamenti diretti erogati alle aziende di grandi dimensioni, il che significa che potremo trasferire meno risorse al sostegno dello sviluppo rurale. Questo è un primo passo. Confido però che gli Stati membri terranno fede agli impegni assunti durante il vertice di Bruxelles e intensificheranno ulteriormente il sostegno allo sviluppo rurale nel corso del prossimo periodo di programmazione. Il nuovo pagamento unico per azienda non sarà distorsivo degli scambi internazionali, né risulterà quindi pregiudizievole per i paesi in via di sviluppo. La posizione negoziale dell'Unione europea in ambito OMC ne risulterà significativamente rafforzata, il che le permetterà di difendere il modello agricolo europeo." I tratti salienti della riforma sono i seguenti: un pagamento unico per azienda, slegato dalla produzione ("disaccoppiamento"); tale pagamento è subordinato al rispetto di norme in materia ambientale, di sicurezza alimentare, di benessere degli animali, di igiene e di sicurezza sul lavoro, nonché all'obbligo di mantenere i terreni agricoli in buone condizioni ("condizionalità ecologica"); una politica di sviluppo rurale più forte, con maggiori dotazioni finanziarie, nuove misure di promozione della qualità, del benessere degli animali ed intese ad aiutare i conduttori agricoli a conformarsi alle norme di produzione dell'Unione europea; una riduzione dei pagamenti diretti ("riduzione progressiva") per le aziende di grandi dimensioni in modo da ricavarne risorse supplementari da mettere a disposizione dello sviluppo rurale e da poter destinare i risparmi al finanziamento di ulteriori riforme; revisione della politica di mercato della Pac, che prevede: la riduzione finale del 5% del prezzo di intervento dei cereali parzialmente compensata da un aumento dei pagamenti diretti a favore dei produttori di seminativi; una riforma più profonda e rapida nel settore del latte, con riduzioni differenziate dei prezzi del burro e del latte scremato in polvere e il mantenimento del sistema delle quote latte fino al 2014/15; riforme nei settori del riso, del frumento duro, della frutta a guscio, della fecola di patate e dei foraggi essiccati. Infolink: http://europa.eu.int/comm/agriculture/mtr/index_en.htm 

PREZZI: VENTURI, EURISPES CAMBIA IDEA E ACCUSA SOLO PMI COMMERCIALI. GRANDE DISTRIBUZIONE ASSOLTA IN SECONDO GRADO INSIEME ALLA PRODUZIONE. STOP A DIFFAMAZIONE 
Roma, 21 gennaio 2003 - "L'Eurispes non finisce davvero mai di stupire. Non soddisfatto delle accuse di inattendibilità raccolte con l'indagine sugli aumenti dei prezzi realizzata in 180 punti vendita andando a consultare gli scontrini fiscali, il suo Presidente torna alla carica". "Ma questa volta - sottolinea il Presidente della Confesercenti, Marco Venturi - la fa ancora più grossa, attribuendo ai soli esercizi commerciali al dettaglio la responsabilità dei rialzi ed assolvendo invece la produzione, nonostante gli aumenti riportati dall'Ismea e, in secondo grado, addirittura la grande distribuzione che nella precedente versione era indicata dall'Eurispes quale rea degli aumenti più consistenti (+30% nei discount e nei supermercati)". "Fara rivendica giustamente il diritto a diffondere informazioni diverse da quelle ufficiali - precisa ancora Venturi - ma a quanto pare anche diverse da quelle precedentemente diffuse dal suo istituto. Dimentica però il dovere di dimostrare la veridicità di dati e notizie e soprattutto il diritto da parte delle piccole imprese commerciali di non essere continuamente additate come speculatrici e truffaldine, salvando invece, non si sa su quale base, i produttori e valutando con alterni criteri le grandi catene distributive". "Fino ad ora - conclude il Presidente della Confesercenti - abbiamo semplicemente stigmatizzato il comportamento dell'istituto di Fara, segnalando il rischio di inasprimento della guerra dei prezzi e soprattutto della crisi dei consumi. A questo punto, diffidiamo il Presidente dell'Eurispes dal fornire dichiarazioni generiche ed affrettate che, non avendo alcuna riprova scientifica recano un danno concreto all'immagine e all'attività dei piccoli imprenditori commerciali". 

UNICREDIT BANCA D'IMPRESA E UBM STABILIZZANO LA BOLLETTA ENERGETICA DEL COMUNE DI MILANO
Milano, 23 gennaio 2003 - Il Comune di Milano ha concluso con UniCredit Banca d'Impresa un'innovativa operazione di Financial Risk Management volta a sterilizzare l'impatto della variabilità del costo della bolletta energetica sul bilancio comunale. Si tratta della prima operazione finanziaria di questo genere conclusa in Italia da una pubblica amministrazione. Il Comune conferma la propria sensibilità verso il contenimento delle principali voci di spesa, la cui gestione contempla anche l'impiego di strumenti finanziari derivati. L'operazione (tecnicamente uno swap) è stata possibile grazie alla consulenza di Qes (Quality Energy Solutions), l'unità di UniCredit Banca Mobiliare specializzata nell'attività di Energy Risk Management per le imprese e gli enti pubblici. La soluzione individuata è stata selezionata a conclusione di una procedura cui sono state invitate investment bank internazionali e banche italiane. Il contratto ha per oggetto l'indice Ct, il parametro stabilito dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas che regola le variazioni della tariffa elettrica in Italia, riflettendo l'andamento dei prezzi dei combustibili utilizzati per la produzione termoelettrica. L'operazione di swap ha consentito di fissare un livello dell'indice elettrico per tutto il 2003. A fronte di variazioni del parametro di riferimento, il Comune di Milano e UniCredit Banca d'Impresa si scambieranno differenziali monetari che consentiranno di stabilizzare il costo complessivo della bolletta elettrica. In tal modo, il Comune di Milano, grazie a un'innovativa politica di monitoraggio della propria gestione finanziaria, consegue l'obiettivo di assicurare un efficace controllo di una delle principali voci componenti le spese fisse del bilancio comunale. 

ENEL: SUL CONTATORE ELETTRONICO, DIALOGO CON LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI 
Roma, 23 gennaio 2003 - Enel ha proseguito i colloqui con le principali associazioni dei consumatori a proposito del contatore elettronico. Nei prossimi giorni, incontrerà in un'apposita riunione tutte le associazioni dei consumatori riconosciute dal Ministero delle Attività Produttive che compongono il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti e in quella sede verranno ulteriormente definiti i temi introdotti nei precedenti incontri. Negli incontri, le associazioni dei consumatori hanno chiesto maggiori informazioni e aggiornamenti sul progetto e sulle sue caratteristiche tecniche. Si sono inoltre fatte portavoce delle problematiche che alcuni clienti hanno incontrato con il nuovo contatore e, dopo aver richiesto spiegazioni sulle caratteristiche tecniche del nuovo contatore, hanno avanzato una serie di proposte per ridurre tali problematiche. Le proposte delle Associazioni dei consumatori vanno nella direzione di allungare il periodo di "tolleranza" oltre l'ora prevista; formulare una proposta di tariffa bioraria, già oggi offerta ai clienti con contratto da 6,6 kW ai quali sia stato sostituito il contatore, anche ai clienti con contratto da 3 kW, a seguito dell'emanazione della nuova tariffa per la fascia sociale da parte dell'Autorità; sviluppare una campagna informativa; consentire anche a tecnici delle associazioni di partecipare alla verifica del buon funzionamento del contatore presso clienti che hanno lamentato disagi, unitamente ai tecnici Enel. Enel ha dato la sua piena disponibilità a discutere su tutti questi temi, riservandosi di valutare la fattibilità tecnica delle proposte, previa verifica con l'Autorità per l'energia elettrica e il gas. Enel sta sostituendo in tutta Italia i vecchi contatori elettromeccanici con i nuovi contatori elettronici, indispensabili per poter realizzare la telegestione e la telelettura. Ad oggi ne sono già stati sostituiti circa 6 milioni. Entro il 2005 tutti i 30 milioni di clienti Enel ne potranno disporre. Da subito il nuovo contatore può essere utilizzato per verificare l'effettiva potenza richiesta da ogni elettrodomestico e per conoscere i propri consumi nel bimestre in corso e in quello precedente. Da febbraio, sarà attiva la telegestione, che consentirà progressivamente sui nuovi contatori già installati di realizzare allacci, volture e aumenti di potenza senza necessità che intervenga in casa un operatore Enel. Da luglio, sarà attiva la telelettura, che consentirà di leggere a distanza i consumi, senza più dover pagare bollette di acconto e conguaglio e studiare tariffe particolari per le diverse esigenze. Enel ribadisce che i nuovi contatori misurano correttamente la potenza erogata: ad esempio nel caso di contratti d 3 kW viene resa disponibile per un tempo illimitato una potenza di 3,3 kW e per 62 minuti una potenza sino a 3,8 kW. Oltre tale soglia il contatore scatta dopo due minuti. A quanto risulta dalle telefonate ricevute ai propri call center, solo lo 0,5% di chi ha il nuovo contatore elettronico ha avuto dei disagi dovuti all'abitudine contratta nel tempo ad utilizzare contemporaneamente più elettrodomestici per una potenza superiore a quella disponibile contrattualmente. Questo è dovuto al fatto che una minima parte dei vecchi contatori elettromeccanici, per l'usura o per particolari condizioni climatiche, consentiva un prelievo di potenza superiore a quella contrattuale. 

A SCUOLA DI JAVA 1000 NUOVI SVILUPPATORI JAVA GRAZIE AL PROGRAMMA PROMOSSO DA SUN CON IL MIUR E JIA 
Milano, 23 gennaio 2003 - Sun Microsystems, in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e con Java Italian Association (JIA), ha presentato un programma che prevede la formazione gratuita sulla tecnologia Java per circa 500 studenti e 500 insegnanti delle scuole medie superiori italiane pubbliche e parificate. A diretta testimonianza del fatto che Java è ormai una realtà consolidata, l'obiettivo della collaborazione tra Sun e il Ministero è quello di ampliarne la diffusione, rispondendo a una crescente esigenza del mercato che richiede sempre più specialisti con conoscenze specifiche di questo linguaggio. La tecnologia Java, sviluppata da Sun nel 1995 e definita come una 'rivoluzione' nell'ambito della programmazione e dell'Information e Communication Technology, consente una reale indipendenza dalla piattaforma hardware e dal sistema operativo e permette agli sviluppatori di creare applicazioni che funzionano indipendentemente dal tipo di computer e di sistema operativo. Java, grazie al proprio codice universale, è infatti già ampiamente diffusa su tutti i diversi dispositivi di accesso alla Rete, dai telefoni cellulari ai PDA, dai set-top box ai sistemi telematici, automobili e altro ancora. "Coerentemente con la visione Sun, che da sempre collabora con il mondo accademico e universitario", - ha commentato Franco Roman, Direttore Marketing e Partner Sales Sun Microsystems Italia - "Sun e JIA, con il Ministero, hanno voluto mettere a disposizione degli studenti e dei docenti delle scuole medie superiori italiane la propria competenza in modo da offrire una concreta possibilità di essere maggiormente competitivi sul mercato, che oggi richiede sempre più professionalità legate al mondo dell'informatica". Oggi, la comunità di sviluppatori Java conta oltre 3 milioni di persone in tutto il mondo; in Italia gli iscritti sono più di 45.000 e l'insegnamento del liguaggio Java è diventato parte integrante del piano di studi di molte Università italiane. "Questo programma contribuisce ad ampliare le opportunità di apprendimento per gli studenti italiani nell'ambito delle nuove tecnologie" ha aggiunto Alessandro Musumeci, consigliere per le politiche di innovazione tecnologica del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Letizia Moratti e Direttore Generale dei sistemi informativi dello stesso Ministero. "Esso è inoltre coerente con la strategia di e-learning del Ministero per la formazione sulle tecnologie di docenti e studenti". Grazie al supporto di Sun Educational Services, la struttura interna di Sun dedicata alla formazione, i corsi - completamente gratuiti - verranno erogati via web e saranno organizzati secondo tre differenti livelli; nel primo corso - "Getting Started with the Java Technology" - verranno presentati gli elementi fondamentali della tecnologia Java, nel secondo corso - "Understanding the Building of Java Technology" - verranno presentati la sintassi di base per la creazione di variabili e oggetti e saranno identificati keywords e data-types usati nel liguaggio Java. Il corso più avanzato, "Designing Object-Oriented Classes" - è invece consigliato a studenti e docenti con una buona conoscenza informatica o che abbiano partecipato ai primi corsi e tratterà più nel dettaglio la creazione di applicazioni in Java che utilizzano le funzionalità object-oriented. "Crediamo molto in questa iniziativa e per questo motivo abbiamo deciso di collaborare con Sun" ha aggiunto Daniela Ruggeri, Presidente di Java Italian Assotiation. "In particolare, la nostra associazione metterà a disposizione dei docenti un servizio di Tutoring in italiano, per una migliore comprensione dei corsi erogati in lingua inglese, un Forum ed una sessione dedicata alle risposte alle domande più frequenti". Per iscriversi ed effettuare una pre-registrazione basta semplicemente collegarsi al link: www.jia.it/progettoscuola; i primi 1000 iscritti (500 studenti e 500 docenti) avranno diritto ad accedere gratuitamente al corso. Le pre-registrazioni al primo livello di corso saranno aperte dal 15 gennaio al 15 febbraio 2003; il corso sarà accessibile dal 16 febbraio e la password rilasciata ad ogni iscritto avrà validità 90 giorni. Gli altri due corsi, sempre della durata di 90 giorni, sono stati programmati per i mesi di maggio e di luglio; modalità e tempistiche più precise circa i termini per effetture la pre-registrazione verranno comunicate in seguito. Altri servizi offerti saranno il Tutoring in lingua inglese e tutti quelli già messi a disposizione gratuitamente da Sun attraverso la JDC Membership (Java Developer Connection di Sun Microsystems Inc.). Inoltre, per supportare maggiormente i partecipanti nella comprensione della sintassi e della semantica del linguaggio di programmazione Java, nella seconda e terza fase dei corsi, studenti e docenti, potranno utilizzare, sempre in forma gratuita, ObjectTool, un nuovo strumento di apprendimento sviluppato da Sun che permette di verificare rapidamente i concetti basilari della programmazione Java. 

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