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18 NOVEMBRE 2003

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ROMANO PRODI PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA INTERVIENE A MILANO ALL’APERTURA DELLA CONFERENZE “I SERVIZI FINANZIARI NEL FUTURO DELL'UNIONE EUROPEA “

Milano, 18 novembre 2003 – Di seguito il discorso sui servizi finanziari nel futuro dell'Unione Europea che il Presidente della Commissione europea, Professor Romano Prodi, ha pronunciato ieri mattina, alla Borsa di Milano all'apertura della conferenza "After enlargement: financial services in the wider EU marketplace": “Signore e signori, sono lieto di parlarvi nel cuore del mercato finanziario italiano. Qui, meglio che altrove, si può parlare dell'importanza dei servizi finanziari nel quadro dell'Unione allargata a 25 paesi. Oggi passerò in rassegna ciò che ha fatto questa Commissione in passato e le sfide che ci attendono in futuro. Ma voglio premettere qualche considerazione spiegando perché credo che i mercati finanziari siano al crocevia fra le norme di regolamentazione e quelle etiche. In primo luogo, vediamo perché l’integrazione dei mercati finanziari è un obiettivo valido. L'integrazione dei nostri mercati finanziari è essenziale per il settore finanziario e per il futuro di tutta l'economia europea. Un mercato dei capitali unificato, stabile e liquido presenta enormi vantaggi dinamici: 10 mila miliardi di euro in risparmi privati investiti dai cittadini europei nei fondi in tutta Europa sono una straordinaria risorsa per la crescita. Si deve investire questi fondi nella ricerca, nello sviluppo tecnologico, nell'innovazione e nelle nuove infrastrutture. Oggi, inoltre, con l'allargamento la frontiera delle opportunità nell’Unione si allarga e le istituzioni finanziarie europee hanno già investito somme ingenti nei sistemi bancari recentemente privatizzati dei paesi aderenti. I mercati dei capitali e delle assicurazioni che stanno nascendo nei nuovi Stati membri hanno un grande potenziale di crescita e in questa fase di transizione i dieci paesi che stanno per entrare nell’Unione avranno bisogno di finanziamenti rilevanti. Tale situazione farà crescere la domanda di capitali e di esperti finanziari nell'Unione europea. L'allargamento è un gioco a somma positiva. Ricade su tutti noi l'onere di sfruttare al massimo questa opportunità storica. Per farlo, dobbiamo integrare con rapidità i nuovi Stati membri in un mercato finanziario comune. Signore e signori, La Commissione europea tenta di trasformare questa occasione in realtà con il Piano d'azione per i servizi finanziari che eliminerà le barriere di regolamentazione e quelle erette dall'autorità pubblica garantendo una serie di libertà commerciali agli operatori su base continentale. Prima mettere mano a quest’opera, l'integrazione finanziaria era la frontiera dimenticata del mercato comune europeo. I mercati di capitali erano frammentati da profonde barriere transfrontaliere che ostacolavano l'offerta di titoli e valori nonché dalla duplicazione delle regole o da norme contraddittorie. In seguito, l'introduzione dell'euro ha creato una situazione paradossale nella quale avevamo sì una sola moneta ma non un mercato finanziario unificato. Il Piano d'azione è un progetto per risolvere questi problemi, eliminare i confini per i mercati finanziari come sono stati già eliminati, con il sistema di Schengen, per la circolazione delle persone. Tuttavia, abbattere le frontiere non significa però fare a meno di qualsiasi regola, infatti se la finanza europea non avrà più frontiere ciò non significa che avremo un’Unione senza regolamentazione. È proprio l'integrazione che impone un’armonizzazione totale delle regole. Perché? Perché le crisi di mercato e il rischio sono caratteristiche proprie del sistema finanziario che possono avere conseguenze disastrose. Senza regole chiare, si deprime sia il livello dell'intermediazione finanziaria che il volume complessivo degli investimenti. Il Piano d'azione è stato lanciato durante l'euforia finanziaria degli ultimi anni ‘90 ma, nonostante questo, non ha mai perso di vista certi obiettivi di fondo: stabilità finanziaria, integrità del mercato e protezione degli investitori e la sua fondamentale vocazione etica. La solidità delle norme di regolamentazione e salvaguardia e una supervisione intelligente hanno avuto un ruolo importantissimo nell’evitare le crisi istituzionali più serie e l'instabilità finanziaria. Gli architetti di un mercato finanziario integrato non devono mai perdere di vista l'importanza di una regolamentazione solida e di una supervisione efficace come componenti centrali dell'interesse pubblico europeo. A questo punto dobbiamo fare tesoro di quanto abbiamo già fatto per dare attuazione al Piano d'azione e per capire quanta strada abbiamo percorso verso l’integrazione dei mercati dei servizi finanziari. In termini di produzione legislativa, le cifre parlano da sole: sono state concordate 36 disposizioni di legge su un totale di 42. Direi che non è male. Ma una cosa è proporre una legge, un'altra è seguirne l'intero processo di approvazione e di adozione da parte del Parlamento e del Consiglio. Un'altra ancora, infine, è garantire che la norma europea venga recepita nelle legislazioni nazionali e, soprattutto, che sia messa in pratica. Quindi c'è ancora molta strada da fare prima di poter parlare di un mercato dei servizi finanziari effettivamente integrato entro il 2005. Spero che le Presidenze italiana e irlandese rimuovano gli ultimi ostacoli su alcune proposte chiave come le due Direttive sui servizi di investimento e sulle offerte pubbliche di acquisto. Alcuni punti specifici di certe proposte hanno spesso scatenato reazioni energiche, tuttavia da un punto di vista più generale, il progetto nel suo insieme ha gettato le basi giuridiche per una integrazione autentica dei mercati finanziari. Il mercato finanziario unico non è più un sogno ma una prospettiva realistica. Il Parlamento, la Commissione e il Consiglio hanno mostrato sulla questione un livello di cooperazione senza precedenti e questo ha costituito un fattore di successo cruciale. Un altro fattore cruciale è la qualità stessa della legislazione. Nella nostra ampia opera di consultazione abbiamo coinvolto le autorità nazionali di regolamentazione e di controllo nella preparazione delle proposte legislative e ci siamo avvalsi del prezioso aiuto del Comitato dei regolatori dei titoli europei che ha assistito la Commissione in merito alle misure di attuazione della legislazione più recente. Molte delle disposizioni chiave devono ancora entrare in vigore ma il Piano d'azione ha dato il via a una profonda ristrutturazione del panorama finanziario dell'Unione. Le imprese danno per scontata l'introduzione di un quadro giuridico coerente e questo, assieme all'introduzione dell'euro, ha catalizzato il cambiamento. Abbiamo visto nascere nuovi mercati e nuove tecniche finanziarie. Il capitale di rischio e i mercati di capitali privati, organizzati su base transnazionale, sono diventati fonti importanti per di finanziamento per le nuove imprese. Queste trasformazioni favoriscono la riorganizzazione e il consolidamento delle borse valori e delle infrastrutture di compensazione e di liquidazione che vanno verso un ambiente completamente nuovo per le transazioni e nelle fasi successive agli scambi. I clienti finali europei godono già dei vantaggi di una maggiore concorrenza e di una scelta più ampia: oggi il 33% dei fondi comuni dell'Unione si vendono e si distribuiscono su base transnazionale. L'integrazione di fondo dei mercati finanziari beneficia indirettamente le famiglie europee grazie ai minori costi per le operazioni di mutuo e di prestito. Signore e signori, diamo ora uno sguardo alle sfide che ci aspettano. Queste sfide non si limitano all'Unione europea e perché quello dei mercati finanziari è in assoluto il settore più globalizzato. Ma anche a livello mondiale vediamo crescere il bisogno di fiducia, di trasparenza e di simmetria delle informazioni. L'interdipendenza dei mercati finanziari di tutto il mondo è innegabile. La brusca correzione dei mercati azionari nel 2001 illustra con chiarezza brutale che cosa succede quando si trasmette incertezza a tutto il sistema finanziario internazionale. I danni finanziari collaterali possono essere ingenti. I mercati di capitali europei hanno risentito più di quelli americani degli scandali contabili avvenuti negli Stati Uniti. D'altra parte, gli Stati Uniti e l'Europa rappresentano insieme oltre l’80% del mercato di capitali mondiale. Quindi la nostra priorità più alta deve essere quella di trovare le soluzioni assieme ai nostri partner d'oltreoceano. Non v’è dubbio che superare le divergenze sia nell'interesse comune dell'Unione europea e degli Stati Uniti, perché i vantaggi per entrambi sono enormi. Ripeto che il processo legislativo non si è ancora concluso: dobbiamo fare ancora un grande sforzo per trasporre le proposte che sono passate in Parlamento e al Consiglio nelle legislazioni nazionali e per dar loro attuazione effettiva. Il compito della Commissione sarà soprattutto quello di attuare le disposizioni del Piano d'azione in modo coerente e di farle rispettare con equità e senza eccessi. Signore e signori, Negli ultimi anni il centro di gravità della legislazione finanziaria nell'Unione Europea si è spostato verso le nostre istituzioni. Ciò non significa l'imminente abbandono del tradizionale sistema di regolamentazione o delle strutture di supervisione a favore di soluzioni centralizzate. Tuttavia, abbiamo ormai un impegno irrevocabile verso un approccio collettivo per la progettazione e l'attuazione della legislazione finanziaria. Questo sviluppo è per l'Europa l’occasione di migliorare la sua performance. Ma sono anche consapevole che la transizione imporrà cambiamenti di ampia portata nell'ambiente della regolamentazione, nonché alcuni costi di adattamento e dei rischi per gli operatori e le autorità di mercato. Tocca alla Commissione mettere in moto quei processi che possano rassicurare i mercati che si terrà conto dei loro bisogni e delle loro preoccupazioni. Faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità. Auspico che in futuro la comunità finanziaria e le autorità nazionali continuino a offrirci sostegno e determinazione per tradurre in realtà il progetto del mercato finanziario comune. Sarà un bene per tutti: per il settore dei servizi finanziari, per i suoi clienti e, in ultima analisi, per tutti i cittadini dell'Europa allargata".

L'UE FINANZIERÀ PROGETTI DI RICERCA PER 5 MILIARDI DI EURO
Bruxelles, 18 novembre 2003 - Oltre 100 000 partecipanti di più di 50 paesi hanno sottoposto circa 12 000 progetti in risposta al primo invito a presentare proposte per il Sesto programma quadro di ricerca (6º Pq), dotato di un bilancio di 20 miliardi di euro. La prima tornata di inviti, chiusasi nei primi mesi dell'anno e dotata di un bilancio di 5 miliardi di euro, ha rivelato una partecipazione omogenea attraverso le tematiche di ricerca e i vecchi e nuovi strumenti di finanziamento. Il 40% circa dei progetti vede inoltre la partecipazione di soggetti dei paesi in via di adesione e dei paesi candidati(1). Sono attualmente in corso i negoziati per la conclusione dei contratti in tutti i settori, che spaziano dall'invecchiamento alle allergie, alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, alle scienze marine, alle nanotecnologie fino al confinamento del carbonio. "La reazione massiccia ed equilibrata ai primi inviti a presentare proposte è incoraggiante in quanto dimostra che la comunità europea dei ricercatori e delle imprese è dinamica e disposta ad accomunare le risorse a livello europeo", ha affermato Philippe Busquin, commissario europeo per la ricerca. "Per quanto importante, il nostro programma di finanziamento della ricerca" ha aggiunto il commissario Busquin "rappresenta appena il 5% della spesa complessiva europea in questo settore. Spetta agli Stati membri e all'industria unire le loro forze per far fronte all'attuale frammentazione delle risorse. Il nuovo programma quadro di ricerca dell'Ue potrà contribuire allo sforzo in questo senso aiutando a costituire una massa critica nelle principali discipline scientifiche." Il programma di finanziamento della ricerca più importante al mondo - Grazie ad una dotazione finanziaria di 17,5 miliardi di euro (20 miliardi se si sommano i contributi dei paesi in via di adesione e dei paesi candidati), il 6º Pq figura tra i principali programmi di ricerca al mondo. Sostenendo progetti in una serie di discipline strategiche il programma favorirà la creazione dello Spazio europeo della Ricerca, un vero e proprio mercato interno della scienza e della conoscenza. Per la prima volta il programma finanzierà anche progetti di coordinamento delle azioni e delle politiche nazionali. La prima tornata di inviti a presentare proposte nell'ambito del 6º Pq è stata pubblicata il 17 dicembre 2002 (cfr. Ip/02/1889) e si è chiusa in marzo-aprile 2003. Quasi 12 000 proposte - Le 11 596 proposte ricevute sono state valutate da esperti indipendenti e sono stati avviati i negoziati per la conclusione dei contratti relativi ai progetti selezionati in vista di un finanziamento. I principali risultati dei primi inviti sono i seguenti (cfr. L'allegato 1 contenente una tabella con il numero di proposte e di partecipanti per ogni parte del 6º Pq e il Memo/03/230 contenente alcuni esempi di progetti e informazioni sul Sesto programma quadro): 11 596 proposte ricevute per un totale di 106 117 partecipanti di oltre 50 paesi; le proposte vertono su tutte le priorità tematiche del 6º Pq e il loro livello qualitativo è alto; i progetti integrati costituiscono il nuovo strumento di finanziamento che ha riscosso il maggiore successo; il livello di partecipazione delle imprese alle reti di eccellenza è stato relativamente limitato. Alcune proposte rivelano peraltro che l'uso di questo strumento non è ancora chiaro a tutti i partecipanti. La Commissione opera attivamente per garantire una migliore comprensione di questo strumento; il grande interesse suscitato dal primo invito a presentare proposte fa sì che probabilmente sarà possibile finanziare solo un progetto su sei. Per correggere questa situazione i futuri inviti dovranno essere più mirati e dovrà generalizzarsi l'uso della procedura di presentazione della proposta in due fasi. Maggiore partecipazione, soprattutto dei paesi in via di adesione e dei paesi terzi : Il numero di partecipanti per proposta è aumentato rispetto al 5º Pq. Nell'ambito del 6º Pq il numero varia da 14 a 53 a seconda dell'area tematica e del tipo di finanziamento, rispetto ad una media generale di 7 partecipanti per il 5º Pq; i paesi in via di adesione e i paesi candidati1 sono coinvolti nel 40% delle proposte. Sono in atto misure tese a migliorare il flusso di informazioni sul 6º Pq verso questi paesi in modo da aumentare il loro numero di coordinatori nella prossima tornata di inviti a presentare proposte. È inoltre in via di conclusione la fase di valutazione di un invito riservato a questi paesi; i paesi associati(2) sono coinvolti nel 24% delle proposte mentre la partecipazione degli altri paesi terzi è del 19%; per quanto riguarda i negoziati per i contratti nelle priorità tematiche, le piccole e medie imprese (Pmi) rappresentano il 13% del volume di finanziamenti e il 17% del numero di partecipanti; è in fase di preparazione la pubblicazione della seconda tornata di inviti, basata sui risultati della prima tornata e sui consigli del gruppo consultivo del 6º Pq. Per ottenere informazioni su tutti gli inviti si invita a consultare il sito Europa della Commissione e il sito Cordis: Infolink: http://europa.Eu.int/comm/research/fp6/calls_en.cfm  http://fp6.Cordis.lu/fp6/calls.cfm

STRAGE DI NASSIRIYA: SUL PORTALE DEGLI ITALIANI ITALIA.GOV.IT I CITTADINI POTRANNO APPORRE LE FIRME DI SOLIDARIETÀ PER LE VITTIME
Roma, 17 novembre 2003 - Il “libro del dolore e del cordoglio” degli Italiani per le vittime della strage terroristica di Nassiriya è sottoscrivibile on line da quanti non possono partecipare al rito funebre in programma domani, martedì 18 novembre, giornata di lutto nazionale, alle ore 11.30 nella basilica di San Paolo fuori le mura a Roma. Su iniziativa del ministro per l’Innovazione le Tecnologie Lucio Stanca, infatti, sul Portale degli Italiani www.Italia.gov.it i cittadini potranno esprimere la loro solidarietà alle vittime e alle loro famiglie, apponendo le proprie firme che saranno poi messe a disposizione del Ministero della Difesa e dei congiunti delle vittime. Infolink: www.Italia.gov.it

E-GOVERNMENT: ALLEANZA TRA GOVERNO ITALIANO E ONU PER I PAESI IN VIA DI SVILUPPO (PVS)
New York, 18 novembre 2003 - Parlerà italiano il programma dell’Onu per dotare i Paesi in Via di Sviluppo-pvs di strumenti tecnologici che consentano il buon governo della Pubblica amministrazione. Lucio Stanca, ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, e Mark Malloch Brown, amministratore dell’Undp, il Programma dell’Onu per lo sviluppo, al termine di un incontro al Palazzo di Vetro di New York hanno infatti annunciato, con una nota congiunta, che il Governo italiano concederà un contributo di 2,3 milioni di dollari, ossia 2 milioni di euro, al Programma per lo Sviluppo dell’Unpd allo scopo di promuovere l’applicazione delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (Ict) alla Pubblica amministrazione dei Paesi in Via di Sviluppo. Le risorse verranno assegnate al Thematic Trust Fund dell’Undp, specifico per le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, attingendole a quelle dell’iniziativa Italiana di e-Government per lo Sviluppo, lanciata dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla Conferenza internazionale sull’e-Government di Palermo (aprile 2002). "Con questa iniziativa", ha spiegato il ministro Lucio Stanca, "l’Italia mette a disposizione dell’Onu la propria esperienza tecnologica ed organizzativa in una materia delicata come quella dell’e-Government per lo sviluppo, che abbiamo già avviato in diversi paesi, tra cui Mozambico, Giordania, Nigeria, Tunisia e Albania". Nel ringraziare il ministro Stanca per il contributo dell’Italia, Mark Malloch Brown ha spiegato che le "risorse verranno usate per sostenere la realizzazione del ‘buon governo’ (good governance) nei Paesi in Via di Sviluppo, aumentando così l’efficienza e la trasparenza della loro azione amministrativa, ma anche il monitoraggio delle operazioni e transazioni del governo pubblico". Un accordo per l’uso di questi fondi è in discussione e sarà firmato dall’Italia con l’Onu proprio al "Forum mondiale sulla Società dell’Informazione-wfis", promosso dalla stessa organizzazione internazionale a Ginevra per dicembre 2003. Questo programma congiunto - precisa la nota - sarà la base di una collaborazione che si prospetta lunga e produttiva.

IL MINISTRO LETIZIA MORATTI: "FINANZIARIA 2004: PIÙ 1,6-1,7 MILIARDI DI EURO PER LA RICERCA " "IL SISTEMA PUBBLICO ITALIANO PER LA PRIMA VOLTA AL PASSO CON L'EUROPA" "IN DUE ANNI ABBIAMO AUMENTATO IL NUMERO DEI RICERCATORI E DEI DOCENTI UNIVERSITARI DEL 10,7 PER CENTO"
Milano, 18 novembre 2003 - Intervenendo a Milano alla celebrazione del decimo anniversario di fondazione del Dibit, Centro di ricerca dell'Ospedale San Raffaele, il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Letizia Moratti, ha detto: "Il Governo nella Finanziaria 2004 ha previsto un'ampia manovra per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo, con un incremento complessivo che si aggira intorno a 1,6-1,7 miliardi di euro. La manovra interviene su più fronti: detassazione di parte dei costi per le imprese che fanno investimenti in ricerca e sviluppo, con un costo stimato oscillante tra 250 e 650 milioni di euro a seconda delle richieste delle aziende italiane; bonus fiscale a favore dei ricercatori che rientreranno in Italia entro i prossimi anni (20 milioni) cartolarizzazione, e quindi anticipazione, per circa 600 milioni di euro, dei crediti dello Stato e di altri enti pubblici relativi ai finanziamenti per investimenti in ricerca ed innovazione, da utilizzare per il finanziamento dei programmi di ricerca industriale; prestiti fiduciari pari a 10 milioni di euro per studenti capaci e meritevoli e borse di studio per altri 20 milioni di euro; lancio dell'Istituto Italiano di Tecnologia, 50 milioni di euro nel 2004 e 100 negli anni successivi allo scopo di promuovere lo sviluppo tecnologico del paese in sinergia ed in rete con le università ed i centri di ricerca; Incremento di circa 310 milioni di euro per il Fondo per il Funzionamento Ordinario degli atenei, e per il finanziamento degli atenei privati, e di 40 milioni di euro per le assunzioni di ricercatori vincitori di concorso. E' stimabile che di tali fondi ca 195 milioni siano addebitabili ad attività di ricerca; stanziamenti nella finanziaria di 20 milioni di euro finalizzati alla realizzazione di progetti di ricerca strategici di rilevante interesse nazionale; A questi fondi attualmente previsti dalla legge finanziaria si aggiungono 246 milioni di euro per il 2004 attribuiti dal Cipe alle attività di R&s sul fondo aree depresse. In sintesi l'incremento previsto nelle spese di R&s a carico del bilancio dello Stato per il 2004 è circa 1,6-1,7miliardi di euro, e ciò corrisponde - tenendo conto delle spese totali in ricerca per il 2002 del settore pubblico, che secondo il recentissimo rapporto dell'Istat, ammontano a 6.911 miliardi di euro -, ad un incremento intorno allo 0,1% del Pil. Il rapporto tra investimenti pubblici per R&s e Pil per il 2004 salirebbe così dall'attuale 0,53% allo 0,63% del Pil contro una media Ue dello 0,66% (1999, ultimo dato). Ciò corrisponde ad un incremento per il 2004 dei finanziamenti a carico dello Stato per ricerca pari a circa il 22-25%. Con questi stanziamenti si riduce praticamente a zero il gap nei finanziamenti pubblici tra l'Italia e la media degli altri paesi della Ue a carico del bilancio dello Stato. Ma a documentare il forte contributo dello Stato al problema dell'incremento del personale dedicato alla ricerca vorrei fornire le seguenti cifre. Al 31 dicembre 2000, all'atto della formazione del nuovo Governo (dati Cineca) i professori ordinari o straordinari in attività nelle nostre università erano complessivamente 15.026, gli associati 17.259 e i ricercatori 19.668, per un totale di 51.953 docenti assunti in ruolo - a questo numero devono essere aggiunti per le Università i dottorandi di ricerca, gli assegnisti di ricerca, e altro personale assunto con contratti a termine -. Al 31.12 2002 gli stessi dati sono così aggiornati: 18.131 ordinari e straordinari, 18.502 associati, 20.900 ricercatori per un totale di 57.533 docenti in ruolo. E così, in solo due anni il numero dei docenti universitari è aumentato in questi due anni di 3105 unità pari a +20,6%, per i professori ordinari e straordinari; di 1243 unità per gli associati (+7,2%); e di 1232, pari a + 6,2%, per i ricercatori. L'incremento del numero totale del personale universitario docente e ricercatore di ruolo nei due anni del nuovo Governo è risultato quindi di 5.580 unità pari al 10,7%. Credo che queste cifre, meglio di ogni parola documentino la costante attenzione del sistema pubblico al problema dei docenti e dei ricercatori operanti nelle Università. Purtroppo devo rilevare che le Università italiane, che attualmente godono da questo punto di vista di piena autonomia, hanno scelto la strada di privilegiare il settore dei professori ordinari (+20,6%) rispetto all'immissione di nuovi giovani ricercatori (+6,2%). E ciò, ovviamente implica una spesa proporzionalmente assai più elevata poiché lo stipendio di un professore ordinario è due volte e mezzo rispetto a quello di un ricercatore. Le previsioni attuali della Finanziaria potranno infatti, permettere di inserire in ruolo circa altri 1700 ricercatori, consentendo deroghe per i professori ordinari ed associati al blocco delle assunzioni".

ZADRA: MAI DETTA LA FRASE RIPORTATA NEI TITOLI DELLE AGENZIE
Roma, 18 novembre 2003 - “Non ho mai detto la frase che mi sarebbe attribuita dai titoli delle agenzie di stampa”. Lo afferma il Direttore generale dell’Abi Giuseppe Zadra in relazione a quanto diffuso dopo la sua partecipazione ad una trasmissione in onda su Radio24 questa mattina. Nel corso della trasmissione, a domanda del giornalista, Zadra ha infatti risposto: “Se mi sta chiedendo – ha detto Zadra – cosa accade se un bancario o una banca ha violato le regole, le rispondo che in questo caso basta contestarlo e si avvia un meccanismo sanzionatorio e rimediativo”. Zadra ha quindi ribadito un concetto più volte sottolineato dall’Abi e cioè che “la questione riguarda le singole banche e va valutata caso per caso. Sono in corso indagini e attendiamo l’esito degli accertamenti tesi a verificare il rispetto delle norme”.

BNL E BCC AVVIANO UNA PARTNERSHIP INDUSTRIALE IN ARTIGIANCASSA L’ACCORDO QUADRO È STATO DEFINITO IERI A ROMA DA BNL E ICCREA HOLDING
Roma, 18 novembre 2003 - Banca Nazionale del Lavoro S.p.a. Ed Iccrea Holding S.p.a., la capogruppo del Gruppo Bancario Iccrea posseduta dalle Banche di Credito Cooperativo e dalle Casse Rurali e Artigiane, hanno definito un accordo quadro per l’ingresso di Iccrea Holding nel capitale Artigiancassa, partecipata da Bnl per il 73,856% e per il 26,143% da Agart Spa (rappresentativa di Confartigianato, Confederazione Nazionale dell'Artigianato, Confederazione Autonoma Sindacati Artigiani e Fedart – Federazione Nazionale Unitaria delle Cooperative e dei Consorzi Artigiani di garanzia). Anche dopo l’ingresso del nuovo socio, Bnl manterrà la maggioranza del capitale sociale di Artigiancassa. Tale partnership sarà definitivamente realizzata a conclusione di un processo di approfondimento e deliberazione che richiederà anche le necessarie autorizzazioni delle competenti autorità di Vigilanza, nonché la condivisione ed il coinvolgimento nel progetto di rilancio da parte delle associazioni di categoria rappresentate nell’Agart Spa. Il progetto industriale avrà lo scopo di rilanciare il ruolo di Artigiancassa quale banca specialistica di riferimento per il mondo artigiano, anche attraverso il supporto offerto dalla rete distributiva delle Banche di Credito Cooperativo e delle Casse Rurali ed Artigiane (Bcc/cra), costituita da oltre 3.300 sportelli diffusi su tutto il territorio nazionale. La partnership, tra l’altro, permetterà una migliore focalizzazione dell’offerta commerciale di Artigiancassa su servizi di erogazione di fondi agevolativi pubblici e attività di credito a medio lungo termine in favore delle imprese artigiane. Il mercato degli impieghi a favore delle imprese artigiane ammontava, a fine 2001, a circa 47,5 miliardi di euro, di cui il 45% a medio-lungo termine e rappresentava il 4,9% del credito bancario all’intero sistema delle imprese. Il peso economico dell’artigianato, nello stesso anno, realizzava a livello nazionale, quasi il 14% del Pil, il 21% dell’occupazione nelle imprese ed il 18% dell’export. "L’accordo siglato oggi – ha detto Luigi Abete, presidente di Bnl - permetterà di valorizzare al meglio le potenzialità di Artigiancassa quale banca dedicata agli artigiani e ai piccoli operatori economici e di affiancarli nelle loro esigenze finanziarie attraverso una significativa rete di sportelli ben radicata sul territorio". "L’intesa con Bnl – ha detto il presidente di Federcasse e Iccrea Holding Alessandro Azzi – rappresenta un risultato di grande importanza per il credito cooperativo. Attraverso la rete capillare degli sportelli delle Banche di Credito Cooperativo, le imprese artigiane saranno ancor più facilitate nell’accesso al credito non solo in termini quantitativi, ma soprattutto qualitativi. Ai tradizionali prodotti di Artigiancassa, difatti, si.Aggiunge il know how delle Bcc in termini di conoscenza del territorio e di relazione con la clientela. Anche in questo senso, la collaborazione con le associazioni artigiane è indispensabile". Bnl, con questo accordo, punta ad unire nell’azionariato di Artigiancassa le principali entità a supporto dello sviluppo del sistema artigiano rappresentate da associazioni di categoria, confidi e Bcc/cra. Le Bcc, da parte loro, intendono arricchire, grazie all’offerta specialistica di Artigiancassa, la propria gamma di prodotti e servizi, rispondendo così - in maniera sempre più efficace e mirata - alle esigenze manifestate dalle imprese artigiane, importante segmento della loro clientela (i crediti erogati dalle Bcc italiane rappresentano difatti il 19% di quelli che l’intero sistema bancario eroga alle piccole imprese artigiane). Advisor finanziario dell’operazione per Bnl è Mediobanca.

MELIORBANCA PERFEZIONA ACQUISTO DI GESFID SA
Milano, 18 Novembre 2003 - Meliorbanca, in esecuzione delle delibere già assunte dal Consiglio di Amministrazione, ha perfezionato l’acquisto del 49% di Rinascita Holding Sa, di cui già possiede il 51%, e che controlla interamente Gesfid Sa, società svizzera attiva nel risparmio gestito. La partecipazione è stata acquisita dalla famiglia Saladino; Antonino Saldino è altresì membro del Consiglio di Amministrazione di Meliorbanca. Gesfid ha generato nei primi nove mesi dell’anno un utile lordo di 4,4 milioni di euro, a fronte di un margine di intermediazione di 10,5 milioni di euro. Al 30 settembre vanta una massa in gestione di 1,1 miliardi di euro.  

DISPONIBILE FINO AL 22 DICEMBRE IN TUTTI GLI UFFICI POSTALI L'OBBLIGAZIONE MIX BANCOPOSTA VI BIMESTRE 2003 NELLA SCADENZA A TRE E A CINQUE ANNI 
Roma, 18 novembre 2003 Fino al 22 dicembre 2003 è possibile sottoscrivere, presso tutti gli uffici postali, l'obbligazione con capitale garantito a scadenza e pagamento annuale degli interessi denominata "Mix Bancoposta Vi Bimestre 2003". L'obbligazione è disponibile con scadenza a tre e cinque anni. Il lotto minimo di collocamento è di soli 1.000 euro. Mix Bancoposta Vi Bimestre 2003 offre un rendimento annuo a tasso fisso garantito al quale si aggiunge un rendimento annuo variabile legato all'andamento di un paniere selezionato di 20 azioni di grandi aziende internazionali appartenenti a quattro settori economici affidabili e protettivi: alimentare, servizi di pubblica utilità, farmaceutico e bancario. Le azioni che compongono il "paniere" di Mix a 3 e 5 anni sono state selezionate sulla base del "consensus" espresso da analisti internazionali, che ne suggeriscono l'acquisto e/o il mantenimento in portafoglio. Tale circostanza lascia presupporre ottime possibilità di crescita del valore di tali azioni e, quindi, una significativa probabilità di riscossione del valore massimo della cedola premio variabile. Il rendimento nominale massimo conseguibile a scadenza è del 15,05% lordo con Mix Bancoposta a tre anni e del 31,35% lordo con Mix Bancoposta a 5 anni. Mix Bancoposta Vi Bimestre 2003 a 3 anni offre: - il pagamento annuale di una cedola fissa garantita pari al 4,25% lordo il primo anno e all' 1,15% lordo il secondo e il terzo anno; - il pagamento annuale di una cedola premio variabile massima pari al 4,25% lordo per il secondo e il terzo anno; Il rendimento nominale massimo conseguibile a scadenza è quindi del 15,05% lordo. Il valore della cedola premio variabile è legato all'andamento di 20 azioni internazionali e sarà interamente corrisposto, nell'anno di riferimento, qualora il valore di ciascuna delle venti azioni sarà uguale o maggiore al 90% di quello iniziale. Tale meccanismo rende particolarmente protettivo il prodotto, poiché anche in presenza di una perdita per ciascuna azione pari al 10%, il risparmiatore percepirebbe interamente la cedola premio variabile. Nel caso in cui il valore, a fine periodo, di una delle 20 azioni, fosse inferiore al 90% di quello iniziale, l'ammontare della cedola variabile verrebbe ridotto dello 0,85%. Nel caso in cui le azioni con una perdita superiore al 10% fossero due, la riduzione della cedola premio variabile sarebbe di 1,7% e così via. I titoli che compongono il paniere di riferimento sono: Abbott Labs, Ajinomoto, Aventis Sa, Banca Popolare Verona/novara, Bank of America, Bnp, Carrefour Sa, Conocophillips, E.on Ag, Enel, General Mills, Heineken Nv, Iberdrola, Novartis, Pfizer, Royal Bank of Scotland, Seven-eleven Japan Co., Suez Sa, Takeda Chemical Industries Ltd, Unilever Nv. 

GRUPPO TREVI: NEL TERZO TRIMESTRE CRESCITA IN LINEA CON LE ATTESE RICAVI TOTALI A 274,8 MILIONI DI EURO (+11,3%), EBITDA A 33,4 MILIONI, EBIT A 14,1 MILIONI E RISULTATO ANTE IMPOSTE A 4,5 MILIONI DI EURO.
Cesena, 18 novembre 2003 - Il Consiglio di Amministrazione di Trevi - Finanziaria Industriale S.p.a. (Mi:tfi), holding del Gruppo Trevi, presieduto dal Cav. Del Lavoro Davide Trevisani ha approvato la relazione trimestrale consolidata al 30 settembre 2003. Nei primi nove mesi emergono ricavi totali per 274,8 milioni di euro (247,0 milioni al 30 settembre 2002 pari a +11,3%); il margine operativo lordo è di 33,4 milioni di euro (contro i 24,1 milioni dello stesso periodo 2002) e un risultato operativo netto pari a 14,1 milioni di euro (7,6 milioni al 30 settembre 2002). Il risultato netto ante imposte di pertinenza del Gruppo è positivo per 4,5 milioni di euro (contro un risultato negativo di 2,3 milioni di euro registrata al 30 settembre 2002), grazie alle azioni intraprese nel trimestre principalmente a copertura dai rischi di cambi. I dati evidenziano una crescita della redditività: il rapporto percentuale tra Ebitda e ricavi totali (12,1%) risulta infatti in crescita rispetto all’analogo periodo del 2002, così pure il rapporto tra Ebit e ricavi totali (5,1%), in linea con il budget 2003 comunicato. Se le operazioni di consolidamento fossero eseguite a cambi costanti del 30 settembre 2002, i ricavi totali sarebbero ammontati a circa 304 milioni di Euro, il risultato operativo sarebbe salito a 15.8 milioni di Euro e il Patrimonio netto a 85,3 milioni di Euro. Al 30 settembre 2003 il portafoglio ordini si attesta sui 332,4 milioni di euro. La posizione finanziaria netta, è negativa per 129,1 milioni di euro, in linea con quella al 30 giugno 2003, contro i –118,7 milioni di euro registrati al 31/12/02. Nel terzo trimestre è confermata la crescita nel settore “core business” sia per quanto riguarda i servizi di ingegneria delle fondazioni e soprattutto per quanto riguarda la produzione di macchine di fondazione. “Il terzo trimestre 2003 - ha dichiarato il Presidente Davide Trevisani - ha evidenziato un netto miglioramento di tutti i parametri di redditività rispetto all’analogo periodo dell’esercizio precedente, in linea con le attese. Nonostante la difficile congiuntura internazionale, questi dati ci consentono di confermare le stime fatte per l’anno in corso, con ricavi totali in aumento di oltre il 6% rispetto all’esercizio precedente. Da sottolineare il positivo trimestre della divisione metalmeccanica Soilmec. Per il quarto trimestre sono positive le prospettive delle controllate operanti in Africa Occidentale, negli Emirati Arabi Uniti ed in sud America”.

ERICSSON S.P.A RISULTATI DEL TERZO TRIMESTRE 2003 : FATTURATO CONSOLIDATO DI 211 MILIONI DI EURO CONTRO I 233 MILIONI DI EURO DEL TERZO TRIMESTRE 2002
Milano, 18 novembre 2003 – Il consiglio di amministrazione ha approvato il 14 novembre i risultati del terzo trimestre 2003 del Gruppo Ericsson. A parità di area di consolidamento, il fatturato consolidato del Gruppo è stato di 211 milioni di euro contro i 233 milioni di euro del terzo trimestre 2002, con un decremento del 9 per cento rispetto al corrispondente periodo del precedente esercizio. Il valore progressivo del fatturato alla fine del terzo trimestre ammonta a 617 milioni di euro rispetto ai 749 milioni al 30 settembre 2002, con una diminuzione del 17,6 per cento. Il risultato operativo del trimestre, pari alla differenza tra il valore ed i costi della produzione, è stato di -2,0 milioni di euro rispetto ai 12,4 milioni di euro del terzo trimestre 2002. Il decremento della redditività è da attribuire principalmente al maggiore importo di accantonamenti effettuati. In termini progressivi il risultato operativo è stato di 8,5 milioni di euro (1,4 per cento del fatturato) rispetto ai 76,5 milioni di euro (9,6 per cento del fatturato) al 30 settembre 2002. Il decremento del risultato è dovuto al citato incremento degli accantonamenti, ancora più rilevante sull’intero periodo, al minore assorbimento dei costi fissi, pur in presenza di un loro contenimento, a un impatto negativo del mix dei prodotti oltre al venire meno di alcuni proventi non ricorrenti che avevano influenzato positivamente per circa 22 milioni di euro il risultato dello scorso esercizio. Le disponibilità finanziarie nette al 30 settembre 2003 ammontavano a 262 milioni di euro (41 milioni di euro alla fine dell’esercizio 2002). Il numero dei dipendenti al 30 settembre 2003 era di 2.019 unità, contro 2.107 della fine del 2002. Il consiglio di amministrazione ha nominato Timothy Lucie-smith responsabile delle relazioni con gli investitori.

AMPLIFON: CONCLUSO ACCORDO PRELIMINARE PER L’ACQUISIZIONE DEL 100% DI HOREN NEDERLAND, SOCIETÀ OLANDESE DI COMMERCIALIZZAZIONE DI APPARECCHI ACUSTICI
Milano, 18 novembre 2003 - Amplifon, il Gruppo leader mondiale nella distribuzione ed applicazione di apparecchi acustici, ha siglato oggi un accordo preliminare per l’acquisizione del 100% di Horen Nederland, società olandese di commercializzazione di apparecchi acustici. Con un fatturato 2003 stimato in 15.5 milioni di Euro e una quota di mercato del 9%, Horen è presente in Olanda attraverso 23 punti vendita, principalmente localizzati nel nord-est del paese. L’acquisizione, che dovrebbe essere finalizzata nel mese di gennaio 2004, ha un valore di 17 milioni di Euro, di cui 1 milione di Euro di debito finanziario, con un prezzo d’acquisto che è inferiore a cinque volte il valore dell’Ebitda incrementale prospettico 2004. Il Gruppo Amplifon, presente sul mercato olandese attraverso Acoudire, società leader di mercato con una quota del 27%, è già fornitore di prodotti e servizi della neo acquisita Horen Nederland, con cui condivide, tra l’altro, la logistica e i sistemi informativi. L’effetto dell’acquisizione sul fatturato consolidato del Gruppo Amplifon, al netto della quota di fatturato che già deriva dai prodotti forniti a Horen, è di oltre 10 milioni di Euro. L’operazione, coerente con la strategia del Gruppo di espansione internazionale in quei paesi in cui è già presente, è particolarmente rilevante in quanto consolida ulteriormente la leadership sul mercato olandese e permette una copertura territoriale completa del mercato. Con Horen Nederland, infatti, il Gruppo Amplifon, già presente in Olanda con Acoudire, raggiunge una market share di oltre il 35% in un mercato, quello olandese, con interessanti prospettive di crescita. In termini di copertura territoriale, l’operazione è strategica in quanto il Gruppo Amplifon, attraverso Acoudire, ha solo tre punti vendita nel nord/est del paese, area in cui Horen ha, invece, una posizione di leadership. La completa copertura territoriale rappresenta, inoltre, un vantaggio competitivo del Gruppo nei confronti delle assicurazioni, soggetti attivi nei processi decisionali del consumatore olandese; le assicurazioni, infatti, tendono a privilegiare quegli interlocutori che garantiscono una fornitura di servizi su tutto il territorio nazionale. Un ulteriore aspetto rilevante è rappresentato dalle sinergie già esistenti tra le due società, Acoudire e Horen Nederland, che, come detto, condividono i sistemi informativi e la logistica, essendo Accudire già fornitore di servizi di Horen. “L’acquisizione di Horen Nederland – ha affermato Alessandro Baldissera Pacchetti, Amministratore Delegato del Gruppo Amplifon – ci permetterà di consolidare ulteriormente la leadership sul mercato olandese e di raggiungere una copertura territoriale completa.” “L’operazione - ha continuato Alessandro Baldissera Pacchetti – è coerente con la strategia dichiarata del Gruppo di espansione internazionale in quei paesi in cui siamo già presenti.” “Riteniamo – ha concluso Alessandro Baldissera Pacchetti – che, grazie alle elevate sinergie esistenti tra la società acquisita e Acoudire, saremo in grado di migliorare ulteriormente la redditività di Acoudire e di integrare efficacemente le due realtà.

ASSOGESTI  2° CONVEGNO NAZIONALE : " REGOLE E POLITICHE PER L'INDUSTRIA DEI SERVIZI IMMOBILIARI "
Milano, 18 novembre 2003 - L'ASSOGESTI - Associazione Gestori Patrimoni immobiliari - dopo il successo dello scorso anno, il 20 novembre 2003 terrà il suo 2° Convegno Nazionale dal titolo " Regole e politiche per l'industria dei servizi immobiliari ". L'evento si svolgerà a Roma, presso Palazzo Marini - Camera dei Deputati. Professionalità, qualità dei servizi, esigenza di un'interfaccia attiva della P.A., questi ed altri saranno i temi che verranno trattati dai vari Relatori nel corso dell'evento con l'abile regia del moderatore Prof.Gualtiero Tamburini. Il convegno vedrà la partecipazione dei principali Rappresentanti delle Imprese del settore (C.Puri Negri, L.Zunino,G.Camerani, M Cimatti, G. De Rita, G.M. Paviera, C.Ferrero) e delle Istituzioni (On. Armosino, On. Armani, On. Aracu,On. E.Letta, E. Splitz e M.Ponzellini).  Per essere iscritti all'evento gratuito, è necessario inviare un'e-mail (Società/Ente - Nome/Cognome - Funzioni) ad info@assogesti.it

GRUPPO BANCA LOMBARDA E GE MORTGAGE INSURANCE (GRUPPO GENERAL ELECTRIC) LANCIANO "MUTUO CHIARO LINEA GIOVANI SINO AL 100%" LA NUOVA SOLUZIONE RIVOLTA AI GIOVANI PER L'ACQUISTO DELLA PRIMA CASA CON UN FINANZIAMENTO FINO AL 100% DEL VALORE DELL'IMMOBILE
Milano/Brescia, 18 novembre 2003 - Dalla collaborazione tra il Gruppo Banca Lombarda, che si colloca tra i primi dieci gruppi bancari in Italia, e Ge Mortgage Insurance Italia, società di assicurazione del Gruppo General Electric, nasce "Mutuo Chiaro Linea Giovani sino al 100%", la formula innovativa di finanziamento rivolta ai giovani per l'acquisto della prima casa. Grazie a questa nuova linea di mutui, il Gruppo Banca Lombarda offre ai clienti di età inferiore ai 35 anni soluzioni di finanziamento personalizzate con scadenza fino a 25 anni, che possono arrivare a coprire, a seconda delle esigenze, oltre l'80% del valore dell'immobile (percentuale massima finanziabile in base all'attuale legislazione sul credito fondiario), fino al suo valore complessivo (per un importo massimo di 150.000 Euro). L'accordo siglato con il Gruppo Banca Lombarda rafforza altresଠla presenza sul mercato italiano di Ge Mortgage Insurance, attraverso la fornitura di una polizza assicurativa integrativa con cui il gruppo bancario offre attraverso la propria rete (Banco di Brescia, Banca Regionale Europea, Banca di Valle Camonica, Banca Cassa di Risparmio di Tortona, Banco di San Giorgio) il "Mutuo Chiaro Linea Giovani sino al 100%". "Siamo molto soddisfatti. L'accordo appena concluso con Banca Lombarda, uno dei principali gruppi bancari italiani, rappresenta un'importante conferma della validità del nostro prodotto - la Mortgage Insurance - anche per il mercato italiano, per il quale è una novità assoluta. I vantaggi di questo prodotto assicurativo sono notevoli sia per le banche, in termini di migliore gestione del rischio di credito, sia per i consumatori, favorendo l'accesso alla proprietà immobiliare anche a coloro che desiderano acquistare una casa senza anticipare elevate somme di denaro" ha dichiarato Valeria Picconi, Director, Business Development & Operations, Ge Mortgage Insurance Italia. "La struttura e le caratteristiche di questo prodotto - ha dichiarato Fernando Roaro, Responsabile Marketing Strategico Prodotti e Canali del Gruppo Banca Lombarda - riflettono la volontà del nostro Gruppo di porsi come un operatore alla ricerca continua di soluzioni e servizi che semplifichino la vita e siano in grado di soddisfare le esigenze della propria clientela".

LEGGE FINANZIARIA: "METTE LE MANI IN TASCA AGLI ITALIANI", PREVEDENDO MISURE DOLOROSE PER AVVANTAGGIARE LE "BENEAMATE" COMPAGNIE DI ASSICURAZIONI! SOLO LE POLIZZE ANTICALAMITA’ PREVISTE DALL’ART.40 AVRANNO UN COSTO ANNUO DA 300 A 500 EURO A FAMIGLIA
Roma, 18 novembre 2003 - L’estensione obbligatoria del rischio calamità naturali alle nuove polizze che garantiscono i fabbricati privati contro l'incendio, nonché la graduale estensione del medesimo rischio alle polizze della medesima natura già in atto; previsto dall’art. 40,sezione terza della legge finanziaria,Disposizioni in materia di protezione civile” ,introduce un ulteriore balzello a carico delle famiglie che l’Intesa dei consumatori stima in un aggravio complessivo annuo a regime fino a 13 miliardi di euro. Dopo la legge truffa Rc Auto e la polizza “Rc cani”,per le famiglie arriva il colpo di grazia con la “polizza anticalamità” a carico dei proprietari del bene primario dell’abitazione,che –tanto per cambiare- obbliga i cittadini a pagare i premi,limitando le garanzie e subordinando i rimborsi ad una serie di eventi dichiarati o meno dall presidenza del Consiglio dei ministri. Poiché in Italia, secondo il censimento 2001,il numero delle abitazioni era pari a 26.525.873, nell’ipotesi che alla polizza obbligatoria si applichi un premio medio di 300 euro, il monte premi incassato dalle compagnie di assicurazione sarebbe di 10 miliardi e 610 milioni di euro ( oltre 20.500 miliardi di vecchie lire); se il premio dovesse definirsi a 500 euro (valore medio in Francia) il piatto da dividersi ammonterebbe a 13 miliardi e 262 milioni di euro (25.680 miliardi di lire). E’ evidente che, in caso di più abitazioni di proprietà, la spesa a carico della famiglia aumenterebbe di conseguenza. La legge prevede l’obbligo della polizza, ma rimanda ad eventuali decreti attuativi la quantificazione di alcune variabili quali:  - definizione dei parametri cui fare riferimento per la determinazione del valore delle diverse tipologie di beni danneggiati e delle modalità per l'accertamento e la liquidazione dei danni da parte del sistema assicurativo; - copertura dei soli danni verificatisi a seguito di eventi per i quali sia stato deliberato lo stato di emergenza; - correlazione dei premi assicurativi agli indici di rischio delle diverse aree del territorio nei diversi settori; - definizione tassativa delle tipologie di calamità naturali da considerare ai fini del presente regime assicurativo; - previsione di franchigie e limiti di indennizzo; - esclusione dell'intervento statale per i danni subiti da fabbricati non assicurati, appartenenti a persone giuridiche private, ovvero a persone fisiche con redditi ai fini Irpef superiori a soglie da determinare per lo scopo. L’intesa dei Consumatori,nel segnalare le contraddizioni di un Governo che per bocca del ministro Tremonti, aveva dichiarato che: “la legge finanziaria non mette la mani nelle tasche dei cittadini”, denuncia l’ennesimo “scippo con destrezza” inserito in finanziaria a danno delle famiglie,che si aggiunge alla tassa da 1 euro sui voli e ad altri tagli praticati agli enti locali che per quadrare i bilanci dovranno aumentare tassi,tributi ed inserire nuovi balzelli. L’intesa dei Consumatori,in una lettera inviata al Garante della Privacy, denuncia infine la palese violazione della legge sulla privacy,poiché l’art. 50 della finanziaria,con il pretesto di contenere la spesa sanitaria,introduce una odiosa schedatura degli italiani e la restrizione del diritto alla salute ed alla integrità fisica costituzionalmente garantiti.

AVIOLINEE: COMUNICAZIONE SULLA GAZZETTA EUROPEA PER I COLLEGAMENTI CON LA SARDEGNA
Roma
, 18 novembre 2003 - Con l’approssimarsi del 31 dicembre 2003, termine di scadenza delle convenzioni biennali stipulate con le compagnie aeree Alitalia, Air One e Meridiana per l’esercizio delle rotte con la Sardegna soggette a oneri di servizio pubblico, l’Ente Nazionale per l'Aviazione Civile ha ricevuto da altre compagnie comunicazioni circa la loro disponibilità ad effettuare gli stessi servizi a pari condizioni di tariffe e capacità per singoli voli, ma senza richiedere alcuna compensazione finanziaria. L’enac, pertanto, ha chiesto al Ministero per le Infrastrutture ed i Trasporti di attivare le procedure per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea di una comunicazione volta ad accertare, in maniera pubblica e trasparente, l’effettiva disponibilità da parte di compagnie aeree nazionali e comunitarie all’effettuazione di un servizio che rispetti integralmente il regime di continuità territoriale, ma che non comporti l’esclusiva di esercizio né la compensazione finanziaria, favorendo in questo modo un risparmio rilevante per le casse dello Stato. All’esito di tale verifica pubblica, l’Enac potrà, quindi, assegnare le tratte in questione a nuovi vettori che avranno fatto pervenire la propria disponibilità, oppure potrà rinnovare le convenzioni con le compagnie attualmente aggiudicatarie delle rotte. Le tratte interessate da oneri di servizio da e per la Sardegna sono Alghero-milano, Alghero-roma, Cagliari-milano, Cagliari-roma, Olbia-milano, Olbia-roma e viceversa.

SECONDO PACCHETTO FERROVIE: «SÌ» ALLA LIBERALIZZAZIONE
Strasburgo, 18 novembre 2003 - Il Parlamento ha compiuto un passo importante verso la liberalizzazione delle ferrovie europee. I deputati si sono espressi a favore del libero accesso, per le società private, alle infrastrutture ferroviarie a livello transnazionale: entro il 1° gennaio 2006 per i servizi di trasporto merci e per il trasporto combinato ed entro il 1° gennaio 2008 per il trasporto passeggeri. Il Parlamento ha così assunto una posizione discordante rispetto a quella del Consiglio sul calendario per la liberalizzazione del mercato ferroviario europeo, soprattutto per quanto concerne il trasporto passeggeri a livello nazionale e internazionale. Si dovrà quindi dare avvio alla procedura di conciliazione. Il voto interessa quattro relazioni, conosciute con il nome di «secondo pacchetto ferroviario». Oltre alla liberalizzazione, i testi riguardano lo sviluppo di un nuovo sistema europeo per la sicurezza ferroviaria, l'estensione dell'attuale normativa sull'interoperabilità delle reti ferroviarie e la creazione di un'Agenzia ferroviaria europea. I deputati hanno sottolineato che è venuto il momento di rilanciare le ferrovie comunitarie e di realizzare il mercato unico dell'industria ferroviaria. I confini nazionali non dovrebbero più essere un ostacolo alla libera circolazione ferroviaria: in futuro, i treni potranno viaggiare da Rotterdam a Roma, da Berlino a Bordeaux o da Cardiff a Colmar senza dover cambiare personale o locomotive. Per i deputati, tuttavia, una normativa severa sulla sicurezza costituisce la condizione indispensabile per l'apertura del mercato ferroviario europeo. Il Parlamento afferma che lo sviluppo di un sistema comune sicuro richiede condizioni armonizzate per il rilascio delle patenti di guida ai macchinisti e per le qualifiche professionali del personale addetto a mansioni essenziali per la sicurezza. Gli Stati membri dovrebbero evitare d'introdurre a livello nazionale nuove norme di sicurezza divergenti rispetto a quelle europee. Essi dovrebbero invece assicurare che il personale viaggiante abbia sufficiente dimestichezza con i codici, la terminologia e le lingue necessarie per le comunicazioni di ordine operativo sulle tratte gestite. Il Parlamento chiede inoltre l'installazione obbligatoria sui treni di sistemi di registrazione (scatole nere), simili a quelli che già esistono a bordo degli aerei. I dati raccolti e il trattamento delle informazioni dovranno essere armonizzati. È stato infine sottolineato il ruolo delle organizzazioni rappresentative dei lavoratori e dell'industria: l'Aula ha chiesto che, oltre all'industria, alle società ferroviarie, ai gestori d'infrastrutture e ai clienti, anche i sindacati dei lavoratori siano rappresentati nel consiglio d'amministrazione dell'Agenzia ferroviaria europea.

UN ANNO DOPO LA CATASTROFE DELLA PETROLIERA PRESTIGE, LA COMMISSIONE PUBBLICA IL PRIMO ELENCO DELLE NAVI ALLE QUALI È RIFIUTATO DEFINITIVAMENTE L'ACCESSO AI PORTI DELL'UE
Bruxelles, 18 novembre 2003 - La Commissione ha pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea la lista nera delle navi oggetto di un provvedimento di rifiuto di accesso ai porti degli Stati membri tra il 22 luglio e il 1° novembre 2003. Tale pubblicazione è prevista dalle nuove norme europee sul controllo delle navi da parte dello Stato di approdo(1). La Commissione pubblica inoltre sul server Internet Europa, a titolo di avvertimento, l'elenco indicativo delle navi che rischiano di vedersi rifiutato l'accesso qualora dovessero essere colpite da un nuovo provvedimento di fermo in uno dei porti dell'Ue. « Al giorno d'oggi, petroliere come la Prestige e l'Erika non potrebbero più navigare nelle acque europee: è ormai definitivamente escluso che una petroliera di quel tipo e di quell'età possa approdare nei nostri porti e che gli idrocarburi pesanti siano trasportati in petroliere a scafo singolo. Il controllo delle navi nei porti dell'Ue rappresenta un'altra misura essenziale: dobbiamo dare la caccia alle “carrette del mare”. Mi auguro che la pubblicazione delle navi che d'ora in poi non potranno più approdare nei porti dell'Ue e di quelle che rischiano un provvedimento analogo se saranno oggetto di una nuova ispezione con risultati allarmanti induca gli armatori e gli Stati di bandiera a prendere le necessarie misure di sicurezza per l'insieme della flotta », ha dichiarato la signora Loyola de Palacio, vicepresidente della Commissione competente per i trasporti e l'energia. « Questa misura fa parte dell'arsenale legislativo adottato dopo i disastri dell'Erika e della Prestige per combattere l'inquinamento da petrolio e rendere i mari più sicuri. Tutta questa legislazione rappresenta un formidabile passo avanti, ma dobbiamo continuare a far pressione perché la sicurezza marittima migliori a livello mondiale e perché le norme siano rigorosamente applicate dagli Stati. » Dal 22 luglio 2003, data dell'entrata in vigore degli emendamenti alla direttiva sul controllo delle navi da parte dello Stato di approdo, adottati nell'ambito del pacchetto Erika-ii, dieci navi sono già state bandite dai porti dell'Ue. Esse battono bandiera di sette Stati diversi : Cambogia (4), Cipro (1), Honduras (1), Libano (1), Panama (1), Saint Vincent e Grenadine (1) e Turchia (1). L'elenco comprende in maggioranza navi portarinfuse (7 su 10), nonché due chimichiere e una petroliera. E' la prima volta che la Commissione pubblica un siffatto elenco nella Gazzetta ufficiale. In un intento di trasparenza e di dissuasione nei confronti di chi non rispetta le norme di sicurezza, l'ultima modifica della normativa europea sul controllo delle navi da parte dello Stato di approdo, adottata nel 2001 ed entrata in vigore nel luglio 2003, prevede infatti che la Commissione pubblichi l'elenco delle navi alle quali è stato rifiutato l'accesso ai porti dell'Ue (allegato I). Detto elenco può essere consultato al seguente indirizzo : http://europa.Eu.int/eur-lex/it/oj/index.html  Sono state oggetto di rifiuto di accesso ai porti dell'Ue le navi colpite da più provvedimenti di fermo(2) e che figurano nella lista nera pubblicata nel rapporto annuale previsto dal memorandum d'intesa di Parigi relativo al controllo delle navi da parte dello Stato di approdo(3). La Commissione lancia inoltre un avvertimento agli armatori e agli Stati di bandiera interessati pubblicando su Internet l'elenco delle navi alle quali sarà rifiutato l'accesso se saranno colpite ancora una volta da un provvedimento di fermo motivato da carenza di sicurezza (allegato Ii). Questo elenco è da considerarsi come una specie di ultimatum rivolto alle parti interessate per avvertirle del rischio che corrono se la nave in questione viene interdetta a seguito di un'ispezione, cioè che la nave stessa non possa più approdare in futuro nei porti dell'Ue. Detto elenco può essere consultato al seguente indirizzo : http://europa.Eu.int/comm/transport/maritime/safety/index_fr.htm  Il riepilogo di tutte le azioni intraprese può essere consultato al seguente indirizzo : http://europa.Eu.int/comm/transport/maritime/safety/prestige_fr.htm

LOCOMOTIVE E BATTELLI DOVRANNO ESSERE MENO INQUINANTI
Strasburgo, 18 novembre 2003 - La legislazione europea sulle emissioni inquinanti di ossido di azoto e di particolato prodotte da motori diesel di macchine mobili non stradali (macchine agricole, gru, bulldozer ecc.) sarà poco per volta estesa ai veicoli ferroviari – in particolare alle locomotive – e alle imbarcazioni per la navigazione interna. È questo il risultato dei negoziati tra Parlamento e Consiglio, approvato dall'Aula. Il compromesso prevede una riduzione scaglionata, fino al 2014, delle emissioni di ossido di azoto (precursore dell'ozono) e di particelle cancerogene. Tale riduzione costringerà l'industria, nel medio termine, a introdurre filtri per le particelle. I requisiti fissati per i battelli per la navigazione interna saranno per ora minimi e ciò è stato deciso «per motivi politici», come ha spiegato il relatore Bernd Lange(pse, D) nel dibattito di lunedì sera. Anche i valori limite per le locomotive saranno minimi e soggetti a revisione: il rapporto costi-benefici di un'ulteriore riduzione in vista dell'applicazione della tecnologia di post-trattamento di Nox dovrà essere valutato entro il 2007. Nonostante qualche restrizione per alcuni motori, è chiaro che ci si avvicina all'obiettivo dei deputati, ovvero a valori limite di emissioni uniformi per tutti i motori diesel, indipendentemente dalla macchina su cui sono montati. Nel corso del dibattito, il relatore si è rallegrato dell'estensione della legislazione ai motori diesel piccoli e medi. Il successo di «aria pulita per l'Europa» prosegue, ha affermato. Anche alcuni deputati conservatori, che si erano espressi contro la relazione durante il voto in commissione, sostengono ora il compromesso, il quale non comporta spese sproporzionate per le industrie interessate. Diversi parlamentari hanno inoltre fatto riferimento a una proposta legislativa statunitense, a cui dovrebbe uniformarsi la legislazione europea: si spera così di creare un mercato mondiale delle macchine diesel. Il compromesso prevede i punti seguenti: Qualora i motori in questione siano in regola rispetto ai valori limite prima delle date ufficiali previste, i produttori potranno segnalarlo e ottenere così un vantaggio competitivo. Un meccanismo di flessibilità permetterà al produttore di immettere sul mercato, nel periodo compreso tra due fasi successive di applicazione dei valori limite, un numero limitato di motori per macchine mobili non stradali che soddisfano unicamente i valori limite della fase precedente. La legislazione futura, come quella in vigore attualmente, non si applica ai motori già in uso, anche quando il motore deve essere sostituito. La concentrazione di emissioni nocive può essere particolarmente elevata nei luoghi in cui vengono utilizzate macchine a motore non stradali, ad esempio nei cantieri o nelle stazioni. I deputati ritengono quindi che limiti più severi, soprattutto per i battelli e le locomotive, contribuirebbero a sostenere la politica europea in materia di trasporto delle merci, che tende a favorire la ferrovia e le vie di navigazione interna rispetto al trasporto stradale.

SECONDO L'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA, DOVREMO ATTENDERCI DELLE DIFFICOLTÀ INIZIALI CON I NUOVI STRUMENTI DEL 6PQ
Bruxelles, 18 novembre 2003 - Le esperienze dell'industria dei trasporti su strada in merito all'utilizzo degli strumenti introdotti dal Sesto programma quadro (6Pq) sono state definite un "incubo e un sogno", in occasione del Consiglio europeo di ricerca e sviluppo nel settore automobilistico (Eucar), tenutosi il 13 novembre. Quest'antonimia, evocata dal direttore della ricerca presso la Daimler Chrysler , nonché membro del Comitato consultivo europeo della ricerca (Eurab) Horst Soboll, sintetizza le diverse esperienze dei presenti per ciò che concerne i progetti integrati e le reti di eccellenza. Soboll ha definito un "incubo" l'eccessivo numero di candidature, il taglio del 20-30 per cento al bilancio proposto durante la fase di negoziazione, la vaga definizione di rete di eccellenza e il tempo necessario per la fase di verifica. Tuttavia, egli ha affermato che il sostegno ricevuto dalla Commissione è stato davvero un "sogno". Secondo diversi partecipanti, occorre attendersi dei problemi iniziali, semplicemente perché si tratta di strumenti nuovi, ma molti altri hanno ricordato anche il potenziale offerto da tali meccanismi. Nel suo intervento a nome della Commissione, il capo dell'Unità "Trasporti terrestri e tecnologie marine" Christos Tokamanis ha sottolineato l'impossibilità di misurare l'efficacia dei nuovi strumenti finché non si comprenderanno le politiche alla base di tali meccanismi. Egli ha spiegato che i nuovi strumenti sono stati elaborati per superare il problema della frammentazione, per garantire l'assunzione di responsabilità e per promuovere un nuovo livello di governance nel settore europeo della ricerca, che assicuri la partecipazione dei leader dell'industria. "Se osservate gli obiettivi del programma (sicurezza integrata e prossima generazione di treni elettrici), noterete che abbiamo raggiunto una notevole capacità di finanziamento. Il 1° gennaio verranno avviati diversi progetti con finanziamenti superiori ai 30 milioni di euro. Siamo riusciti ad effettuare un'azione mirata e di mobilitazione e non abbiamo dimenticato le tecnologie chiave". Soboll ha ricordato ai partecipanti che i programmi quadro finanziati dall'Ue non sono che una minima parte della ricerca sostenuta mediante fondi pubblici e ha invitato la comunità scientifica ad una più ampia riflessione sulla collaborazione nel settore della ricerca. "La risposta risiede nel metodo aperto di coordinamento", ha affermato Soboll. Quest'opinione è stata condivisa da Paul Mehring di Eureka, secondo il quale incrementare la cooperazione è essenziale per rispondere ad un cruciale interrogativo: "chi vincerà la sfida della competitività?". "Formiamo un comitato, riuniamoci per creare davvero una massa critica", ha affermato Mehring. Tale posizione è stata sostenuta anche dall'eurodeputato britannico Malcolm Harbour, il quale ha citato la questione delle celle a combustibile, che a suo avviso potrebbe essere affrontata in modo molto più efficace a livello globale, piuttosto che nell'ambito di numerosi progetti più piccoli a livello nazionale. I governi, ha affermato, spesso varano i programmi nazionali in funzione delle loro strategie: "I programmi nazionali sono spesso elaborati per ragioni politiche, al fine di dimostrare che i governi sono a conoscenza delle questioni. Temo che talvolta ciò accada". Harbour, inoltre, ha colto l'occasione per ricordare alla Commissione e ai rappresentanti dell'industria che il Parlamento europeo ha partecipato molto più attivamente alla politica di ricerca durante i negoziati sul 6Pq e che, pertanto, è interessato allo sviluppo e al successo del programma. "Non vogliamo essere estromessi dal circuito", ha dichiarato Harbour. "Vogliamo affrontare le questioni sollevate, a livello formale o informale". Infolink: http://www.Acea.be/eucar

CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLE TIC PER LA LOGISTICA E IL TRASPORTO MERCI
Bologna, 18 novembre 2003 - La Regione Emilia-romagna organizzerà una conferenza di due giorni sulle applicazioni delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Tic) nei settori della logistica e del trasporto merci, che si svolgerà a Bologna il 1° e il 2 dicembre. Alla manifestazione parteciperanno i massimi esperti internazionali e le più alte cariche istituzionali europee in materia di trasporti e di innovazione tecnologica. Fra i temi di discussione figurano: - scenari: esempi e prassi organizzative del trasporto merci, modelli di business e sistemi logistici; - tecnologie: maturità tecnologica, applicabilità, accessibilità di mercato, disponibilità di apparati e sistemi, nuovi servizi e nuove architetture; - sicurezza: rischi, pericoli, problemi, soluzioni prescritte e auspicate per la sicurezza di merci, operatori e strutture del trasporto e per la prevenzione ambientale; - progetti e esperienze: specifiche sperimentazioni sul campo e attuale situazione dell'applicazione delle Tic nel contesto della logistica e del trasporto delle merci.

MAGGIORI INDENNIZZI PER LE VITTIME DI INCIDENTI AUTO
Strasburgo, 18 novembre 2003 - Il Parlamento europeo ha approvato con 525 voti favorevoli, 9 contrari e 6 astensioni la relazione di Willy Rothley(pse, D) sull'assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli. La quinta direttiva «assicurazioni» mira a colmare le lacune delle quattro precedenti e rispondere alle attese dei cittadini, garantendo la conclusione dei contratti di assicurazione di breve durata per soggiorni temporanei. La direttiva dovrebbe inoltre facilitare l'acquisto di auto in altri Stati membri, prevedendo la possibilità di concludere contratti di assicurazione di 30 giorni, cioè il tempo di reimmatricolare il veicolo nel paese d'origine dell'acquirente. L'aspetto più delicato riguarda gli importi maggiori di garanzia previsti dagli Stati membri. La Commissione , infatti, prevedeva un importo pari a un milione di euro per vittima nel caso di danni alle persone e di 500.000 euro per sinistro nel caso di danni alle cose, indipendentemente dal numero di vittime. Il Parlamento ha invece aumentato gli importi rispettivamente a 5 milioni di euro e 2 milioni di euro. Secondo i deputati, infatti, la copertura di un milione a vittima è insufficiente per chi ha riportato lesioni gravissime. La sua moltiplicazione per il numero di vittime, inoltre, metterebbe in pericolo le finanze delle compagnie di assicurazione. Queste ultime, a loro volta, aumenterebbero i premi assicurativi a danno dei consumatori e ciò sarebbe controproducente, hanno osservato i deputati durante il dibattito. Essi hanno poi aggiunto una disposizione onde permettere agli Stati membri di chiedere alla Commissione un periodo transitorio di 5 anni per adattare gli importi minimi. È stato inoltre chiesto all'Esecutivo di rivedere al rialzo gli importi, 5 anni dopo il termine del periodo di transizione e a seguito di un'analisi degli effetti dell'applicazione di tali misure. D'altra parte, i parlamentari hanno aggiunto alla copertura dell'assicurazione dei veicoli a motore i costi per sostenere spese legali. Questi ultimi dovrebbero coprire le spese sostenute dalla vittima dell'incidente (spese telefoniche, postali ecc.), le spese per i periti medici e tecnici, la consulenza legale extragiudiziale, le spese per l'avvocato in tribunale e quelle del tribunale. I parlamentari hanno invece respinto la proposta della Commissione di far coprire da tale assicurazione anche le lesioni subite da pedoni e ciclisti in conseguenza di un incidente nel quale sia stato coinvolto un veicolo. Essi ritengono che tale questione, molto delicata, debba essere disciplinata in uno strumento normativo ad hoc. Nel corso del dibattito, il presidente della commissione giuridica, Giuseppe Gargani (Ppe/de, I), ha espresso soddisfazione nel vedere questa procedura arrivare in porto. Il Parlamento è infatti all'origine della proposta della Commissione, grazie all'articolo 192 del Trattato che consente all'Aula di chiedere all'Esecutivo di presentare una proposta. Il 3 luglio 2001 i deputati avevano per l'appunto adottato una risoluzione che chiedeva alla Commissione di proporre una quinta direttiva al fine di migliorare la protezione giuridica delle vittime d'incidenti.  

IL GIUDICE DI PACE DI AMELIA CONDANNA LA WINTERTHUR A RIMBORSARE IL 20% DELLA POLIZZA A UN AUTOMOBILISTA L’INTESA DEI CONSUMATORI AVVIA UNA NUOVA CAMPAGNA PER FAR OTTENERE I RIMBORSI AGLI AUTOMOBILISTI ITALIANI. SUI SITI DELLE ASSOCIAZIONI LE ISTRUZIONI UTILI E IL MODELLO PER IL RICORSO
Roma, 18 novembre 2003 - Buone notizie per gli automobilisti italiani. E’ arrivata infatti una nuova sentenza di un Giudice di Pace che riconosce il rimborso del 20% della polizza rc auto, in relazione al cartello anticoncorrenza messo in atto dalle compagnie d’assicurazione, ma con una decisione molto particolare. Mentre infatti il Giudice di pace di Lecce aveva riconosciuto il diritto al rimborso dell’assicurato “per diritto” a seguito delle modifiche introdotte da decreto salva-compagnie, la sentenza del Giudice di Pace di Amelia, dott. Francesco Romanelli, ignora del tutto questo decreto e riconosce il rimborso all’automobilista assistito dall’Intesa dei consumatori. Motiva infatti il Giudice nel suo provvedimento: “l’atto di citazione non appare volto ad ottenere né il risarcimento di un danno, né un provvedimento di urgenza, né la nullità di un contratto. In effetti il contratto viene ritenuto pienamente valido e non si vede quale interesse potrebbe avere l’assicurato attore a vederlo annullato. Dalla lettura dell’atto di citazione l’azione svolta dall’attore appare chiara e lampante. Essa è volta ad ottenere il ristoro di somme che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha ritenuto pagate in eccesso, per ingiustificati aumenti applicati illecitamente da un gruppo di compagnie di assicurazione alle tariffe R.c.a. […] Pertanto la domanda trova il suo fondamento nel rilievo evidenziato dalla Autorità che l’illecito patto era teso a determinare una maggiorazione dei premi assicurativi”. Il Giudice di pace di Amelia sulla base di queste motivazioni ha dunque condannato la compagnia Winterthur a restituire all’attore la somma di 611,07 euro più interessi e spese legali. L’intesa dei consumatori plaude le ultime decisioni dei Giudici di pace poiché riaprono la strada agli automobilisti italiani che negli anni del cartello hanno ingiustamente pagato tariffe rc auto illecitamente maggiorate. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori stanno quindi predisponendo migliaia di cause per far ottenere agli assicurati il rimborso del famoso 20%, rimborso che nemmeno il decreto salva-comapgnie, ora addirittura ignorato dai giudici, riesce a bloccare. Tutte le informazioni utili e i modelli per il ricorso sui siti delle 4 associazioni www.Intesaconsumatori.,it www.Adoc.org  www.Adusbef.it  www.Codacons.it  e www.Federconsumatori.it

LA PREFETTURA DI BERGAMO METTE IN RETE I DATI SUGLI INCIDENTI STRADALI CITTADINI SUL SITO PREFETTURA.BERGAMO.IT
Bergamo, 18 novembre 2002 - Nella prospettiva di raggiungere l’obiettivo, per certi versi ambizioso ma certamente ineludibile, di ridurre il numero dei morti e dei feriti negli incidenti stradali sul territorio bergamasco, la Prefettura di Bergamo ha promosso dall’ottobre 2001 una forte campagna di comunicazione sociale, rivolta a tutti, ed in particolare ai giovani, tesa a richiamare gli utenti della strada a porre in essere comportamenti che siano maggiormente improntati all’osservanza delle regole sulla circolazione stradale. A tale iniziativa hanno collaborato la Provincia ed il Comune di Bergamo, la Camera di Commercio, l’Aci, l’Unione Industriali, l’Api, l’Ascom, la Confesercenti , la Banca Popolare di Bergamo ed il Credito Bergamasco. Il progetto “Sicurezza stradale” prevedeva la pianificazione e lo svolgimento di una serie di azioni riconducibili, in sintesi, nell’ambito dei due comparti della prevenzione e della repressione. Così accanto all’attività svolta dalle Forze di polizia e dalle Polizie locali relativa al controllo straordinario della viabilità sulle strade della provincia ritenute più a rischio di gravi incidenti, con particolare intensità nei fine settimana e nei pressi delle discoteche e dei locali pubblici, altre sono state realizzate da soggetti istituzionali diversi. L’ufficio Scolastico Provinciale e la Curia Vescovile , in sinergia con gli Enti locali, sono stati impegnati nelle molteplici iniziative di sensibilizzazione, attuate presso i 140 comprensori scolastici della provincia, i 494 tra oratori e parrocchie della Diocesi di Bergamo ed i numerosi centri di aggregazione sociale presenti nella bergamasca; ad un’Agenzia di comunicazione, l’“Informa” s.R.l. Di Bergamo, è stata affidata l’attività di sensibilizzazione dell’utenza, avvalendosi degli strumenti mutuati dalle strategie del marketing: locandine e manifesti che sono stati affissi in pubs, discoteche, esercizi commerciali e pompe di benzina nonché nei luoghi di aggregazione culturale sociale e religiosa, messaggi che sono stati veicolati a mezzo della stampa quotidiana e periodica e della televisione con spot pubblicitari. Tramite la realizzazione del portale www.Prefettura.bergamo.it  sono state poste le basi per l’informatizzazione dei dati sull’incidentalità al fine di individuare i possibili interventi correttivi, in quanto solo attraverso una conoscenza approfondita e dettagliata del fenomeno “incidente stradale”, è possibile capire dove e come intervenire, dove e come orientare meglio l’azione di contrasto e valutare i benefici degli eventuali interventi. Ed ora anche quest’ultimo step del progetto sicurezza si realizza. Dopo un periodo di sperimentazione avviato con le Forze di polizia e con la polizia locale, è stata realizzata, a cura della Ic Team S.p.a. Di Grassobbio, una extranet, ossia un sistema di raccolta in remoto, che consente agli organi di polizia di trasmettere on-line elementi conoscitivi della sinistrosità stradale. In tempo reale, via internet, l’archivio elettronico riceverà i dati sull’infortunistica stradale costituendo, così, un “ambiente informativo”, che consentirà l’analisi e la valutazione dei dati necessari per poter progettare linee strategiche da tradurre, poi, in attività operative orientate ad una più efficace attività di prevenzione e di repressione delle Forze di polizia e delle polizie locali. E non solo: consentirà inoltre di sviluppare studi e riflessioni sulla sicurezza stradale per modulare gli interventi finalizzati a rendere più sicure le infrastrutture stradali e la sicurezza e la fluidità della circolazione. L’archivio elettronico è strutturato con una serie di notizie quali il Comune ove si è verificato l’incidente, il numero ed il nome della strada, la natura dell’evento - incidente mortale o con feriti -, le possibili cause o concause che hanno determinato l’evento, le condizioni della strada, l’alta velocità, la mancanza dell’uso del casco o delle cinture di sicurezza, l’uso di alcool o di sostanze stupefacenti, gli elementi temporali, quali la data, il giorno (lunedì, martedì ecc.) e l’ora, il numero e la tipologia dei veicoli coinvolti (bici, auto, mezzi pesanti). Tutti i dati raccolti vengono rielaborati in tempo reale in un database in grado di creare report diversi che consentono di dare risposte a necessità informative quali la conoscenza dei luoghi ove si sono verificati gli incidenti, le fasce orarie, la pericolosità dei tratti stradali. La visualizzazione dei report è accessibile via internet da personale autorizzato di questa Prefettura e a breve lo sarà anche da personale autorizzato presso il Ministero dell’Interno.
PERIODO DI RIFERIMENTO TOTALE PERCENTUALE dal 23/04/2003 al 30/07/2003
totale incidenti                 310
incidenti con morti               9       2.9 %
incidenti con feriti           301     97.1 %
totale morti                           9
totale feriti                        475
Incidenza del fattore condizione della strada sul totale degli incidenti          11       3.55 %
Incidenza del fattore condizione della strada negli incidenti con morti           0        0%
Incidenza del fattore condizione della strada negli incidenti con feriti          11       3.65 %
Incidenza del fattore alta velocita sul totale degli incidenti                            114     36.77 %
Incidenza del fattore alta velocita negli incidenti con morti                                6     66.67 %
Incidenza del fattore alta velocita negli incidenti con feriti                            108     35.88 %
Incidenza del fattore casco-cinture sul totale degli incidenti                           25       8.06 %
Incidenza del fattore casco-cinture negli incidenti con morti                            2      22.22 %
Incidenza del fattore casco-cinture negli incidenti con feriti                          23        7.64 %
Incidenza del fattore ubriachezza sul totale degli incidenti                             21        6.77 %
Incidenza del fattore ubriachezza negli incidenti con morti                              0         0%
Incidenza del fattore ubriachezza negli incidenti con feriti                            21         6.98 %
Incidenza del fattore stupefacenti sul totale degli incidenti                               4         1.29 %
Incidenza del fattore stupefacenti negli incidenti con morti                              0         0%
Incidenza del fattore stupefacenti negli incidenti con feriti                               4         1.33 %
totale biciclette coinvolte      38
totale moto coinvolte            119
totale auto coinvolte             439
totale camion coinvolti           88
Distribuzione incidenti per giorno della settimana
totale incidenti di lunedi'                         36        11.61 %
totale incidenti di martedi'                      40        12.9 %
totale incidenti di mercoledi'                   42        13.55 %
totale incidenti di giovedi'                       55        17.74 %
totale incidenti di venerdi'                       55        17.74 %
totale incidenti di sabato                          45       14.52 %
totale incidenti di domenica                     37       11.94 %
Distribuzione incidenti per fasce orarie
00 - 01        4       1.29 %
01 - 02        8       2.58 %
02 - 03        9       2.9 %
03 - 04        3       0 .97 %
04 - 05      10      3.23 %
05 - 06        4      1.29 %
06 - 07        4      1.29 %
07 - 08      15      4.84 %
08 - 09      14      4.52 %
09 - 10      10      3.23 %
10 - 11      22      7.1 %
11 - 12      16      5.16 %
12 - 13      24      7.74 %
13 - 14      12      3.87 %
14 - 15      11      3.55 %
15 - 16      21      6.77 %
16 - 17     16       5.16 %
17 - 18     24       7.74 %
18 - 19     30       9.68 %
19 - 20     15       4.84 %
20 - 21       8       2.58 %
21 - 22     10       3.23 %
22 - 23     10       3.23 %
23 - 24     10       3.23 %

IL SITO EUROPEO CANDIDATO AD ACCOGLIERE IL REATTORE SPERIMENTALE TERMONUCLEARE INTERNAZIONALE (ITER) POTREBBE ESSERE DECISO CON UNA VOTAZIONE
Bruxelles, 18 novembre 2003 - La sede che l'Ue proporrà per ospitare il reattore sperimentale termonucleare internazionale (Iter) potrebbe essere decisa con una votazione, dopo che i ministri europei della Ricerca non sono riusciti a raggiungere un consenso sulle due sedi di Francia e Spagna. La candidatura europea concorrerà con quelle avanzate da Giappone e Canada, due altri partner del progetto che costerà approssimativamente 10 miliardi di euro e contribuirà a creare circa 10.000 nuovi posti di lavoro. I due eventuali siti europei sono Cadarache in Francia e Vandellós in Spagna. Uno degli aspetti sul quale concordano tutte le parti è che, se si proporrà una sola candidatura, le possibilità di ospitare Iter in Europa aumenteranno. "[La votazione] rappresenta certamente uno degli scenari possibili", ha dichiarato un portavoce della Commissione. "Sembra che non ci sia una forte volontà di giungere ad un mutuo accordo, e la Presidenza italiana dell'Ue ha dovuto avanzare diverse minacce, se pur discrete, riguardanti la possibilità di dover ricorrere al voto". La Commissione , all'inizio di quest'anno, ha cercato di agevolare la decisione da parte dei ministri della Ricerca, commissionando uno studio indipendente su tutti gli aspetti riguardanti le due sedi. Tuttavia, i responsabili dello svolgimento dell'analisi non sono stati in grado di raccomandare un sito rispetto all'altro, concludendo che Francia e Spagna avevano entrambe presentato "candidature eccellenti". Qualora fosse necessario ricorrere ad una votazione, ciò avverrà probabilmente nel corso del prossimo Consiglio "Competitività" previsto per il 27 novembre, e la decisione sull'ubicazione della sede sarà adottata a maggioranza semplice. Si auspica il raggiungimento di una decisione finale prima del forum internazionale "Iter" che si terrà all'inizio di dicembre. La Commissione , tuttavia, confida che tale votazione non sarà necessaria. "Stiamo lottando duramente per evitare che la situazione sia risolta in modo così controverso, poiché ciò comporterà sicuramente l'insoddisfazione di qualcuno nei confronti del risultato", ha dichiarato il portavoce della Commissione. "Stiamo collaborando intensamente con Francia e Spagna per trovare un accordo, vale a dire un pacchetto di concessioni accettabile per tutte le parti". Il portavoce ha ammonito che il mancato raggiungimento di un consenso sul candidato europeo legittimerà di fatto uno dei concorrenti, probabilmente il Giappone, a dichiarare vittoria. "Al momento, il Giappone è il candidato più forte al di fuori dell'Europa, dopo che il Canada ha dichiarato che potrebbe non disporre degli stanziamenti necessari a sostenere la sua candidatura iniziale. Sono certo che il Giappone gradirebbe che in Europa non venisse adottata una decisione, poiché la scelta finale delle sedi sembra restringersi a Giappone ed Europa". Infolink: http://www.Iter.org

A FALCK E BUSI LA DIVISIONE IMPIANTISTICA DI ALSTOM POWER ITALIA
Milano, 18 novembre 2003 – Si è concluso ieri con una firma l’accordo che prevede la cessione al raggruppamento Falck-busi Impianti della divisione Plant di Alstom Power Italia. Un atto che completa rientra nelil piano di riorganizzazione Alstom varato all’inizio dell’anno a livello mondiale - presentato in Italia ad aprile - e che si inserisce nel piano strategico di Falck e Busi per i settori energetico e infrastrutturale. L’accordo prevede la cessione della divisione Plant di Alstom Power Italia e comporta il passaggio del personale e delle relative infrastrutture tramite conferimento alla società Sadelmi, che opererà come contrattista indipendente nei settori energia e infrastrutture con una governance paritetica tra Falck e Busi. Complessivamente la divisione conta 100 persone con sede operativa a Milano. “È un importante traguardo – afferma Alfredo Sala, Amministratore Delegato di Alstom Power Italia – a cui abbiamo lavorato con grande impegno anche con le Organizzazioni Sindacali affinché il piano di ristrutturazione di Alstom in Italia gestito da Emilio Gallocchio, Country President Alstom Italia, abbia l’impatto il minore impatto possibile sul personale”. “L’acquisizione della divisione impiantistica di Alstom Italia – commenta Achille Colombo, consigliere delegato di Falck – è un ulteriore rafforzamento del piano di sviluppo industriale di Falck. Infatti, ora Falck è in grado non solo di sviluppare, gestire e mantenere i propri impianti, ma anche di seguirne la fase progettuale e realizzativa“. Questa acquisizione permette a Busi Impianti di consolidare la presenza nel mercato dell’impiantistica nel settore energia ed infrastrutture, che viene così ad affiancarsi con pari importanza al suo settore di attività tradizionale. Falck, che ha condotto questa operazione insieme a Busi Impianti (la società impiantistica di Bologna presieduta da Stefano Aldorovrandi), potrà avvalersi anche della nuova struttura per attuare il piano di realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili per entrambe le sue controllate, Actelios e Falck Renewables. Alstom continuerà ad operare sul mercato energetico italiano con una forte presenza nelle attività che non rientrano nel contratto di cessione: progettazione, fabbricazione, commercializzazione e montaggio di caldaie, “air pollution control systems”, componentistica e “after market customer service” per centrali elettriche di customer service e nella fornitura di componenti strategici quali caldaie, turbine, alternatori e sistemi ambientali. Con oltre 500 dipendenti nelle sedi di Milano e Sesto San Giovanni, Alstom Power annovera tra i propri clienti i maggiori players nel mercato dell’energia in Italia. Falck è stata assistita nell’operazione da Ubm - Unicredit Banca Mobiliare Spa, l’investment bank del Gruppo Unicredito. Busi Impianti è stata assistita da Efi Banca, merchant bank del Gruppo Bipielle.

PROGRAMMA EURATOM DI RICERCA E FORMAZIONE: INVITO A PRESENTARE PROPOSTE
Bruxelles, 18 novembre 2003 - La Commissione europea ha pubblicato un invito a presentare proposte relativo al programma Euratom di ricerca e formazione in materia di energia nucleare, nell'ambito dell'attività "Gestione dei rifiuti radioattivi, radioprotezione e altre attività nel settore delle tecnologie e della sicurezza nucleare" del Sesto programma quadro. I settori che riguardano il presente invito sono i seguenti: smaltimento geologico (settore 3.2.1.1-1 del programma di lavoro); suddivisione e transmutazione e altri concetti per produrre meno residui nella generazione di energia nucleare (settore 3.2.2.1-1 del programma di lavoro); quantificazione dei rischi associati ad esposizioni basse e protratte (settore 3.3.1.1-2 del programma di lavoro); esposizioni mediche e sorgenti naturali di radiazione (settore 3.3.2.1-1 del programma di lavoro); protezione dell'ambiente e radioecologia (settore 3.3.3.1-1 del programma di lavoro); gestione rischi ed emergenze (settore 3.3.4.1-1 del programma di lavoro); protezione sul luogo di lavoro (settore 3.3.5.1-1 del programma di lavoro); concetti innovativi (settori 3.4.1.1-1, 3.4.1.1-2, e 3.4.1.1-3 del programma di lavoro); insegnamento e formazione (settore 3.4.2.1-1 del programma di lavoro); sicurezza degli impianti esistenti (settori 3.4.3.1-1 e 3.4.3.1-2 del programma di lavoro). Nello specificare gli strumenti da utilizzare in questi settori, l'invito richiede: progetti integrati, azioni di coordinamento e progetti di ricerca specifici mirati. Si consiglia ai proponenti di consultare il testo completo dell'invito all'indirizzo sottoindicato per identificare gli strumenti specifici richiesti per ciascun settore. Importo indicativo globale: 61 milioni di euro. Le date di scadenza per l'invito aperto Euratom sono state modificate. Anziché 6 maggio 2003, 14 ottobre 2003, 13 aprile 2004, 12 ottobre 2004, 12 aprile 2005, 11 ottobre 2005 e 11 aprile 2006. Leggi: 6 maggio 2003, 14 ottobre 2003, 14 aprile 2004, 12 ottobre 2004, 12 aprile 2005, 11 ottobre 2005 e 11 aprile 2006. Inoltre, anziché "Bilancio totale indicativo: 2 milioni di euro per le proposte valutate nel 2003", leggi "Bilancio totale indicativo: 1,5 milioni di euro per data di scadenza nel 2004". Per consultare il testo completo della rettifica, visitare il seguente indirizzo web:  ftp://ftp.Cordis.lu/pub/fp6-euratom/docs/v_cor1_200201_en.pdf   Per consultare il testo completo dell'invito, visitare il seguente indirizzo web: http://fp6.Cordis.lu/fp6/call_details.cfm?call_id=46

DANIELE CABIATI È IL NUOVO DIRETTORE GENERALE DI BIPIEMME PRIVATE BANKING SIM
Milano, 18 novembre 2003 - Daniele Cabiati è il nuovo direttore generale di Bipiemme Private Banking Sim. Cabiati assumerà l’ incarico nelle prossime settimane. Piemontese, 50 anni, laureato in economia aziendale e specializzato in marketing strategico all’Insead, per assumere la nuova posizione Cabiati lascia quella di direttore generale della Banca Generali, la banca del Gruppo triestino dove fu chiamato sei anni fa dopo aver lavorato al Gruppo Sanpaolo e al Banco Lariano. Cabiati dirigerà una società – Bipiemme Private Banking Sim – presente sul territorio con 14 “centri private”, dislocati prevalentemente nell’area lombarda, e che attualmente assiste circa 3 mila clienti detentori di un patrimonio di oltre due miliardi di euro. Bipiemme Private Banking Sim, interamente posseduta dal Gruppo Banca Popolare di Milano, è stata costituita nell’ottobre 2001 al fine di fornire un servizio personalizzato di consulenza in materia finanziaria e non finanziaria al segmento “private” del Gruppo Bipiemme.

EX AREA INDUSTRIALE DISMESSA DI FARMITALIA: PRESENTATO IL PROGETTO DEL NUOVO CENTRO SERVIZI DELLA BANCA POPOLARE DI MILANO
Milano, 18 novembre 2003 - L’assessore allo Sviluppo del Territorio del Comune di Milano Gianni Verga e il Presidente della Banca Popolare di Milano Roberto Mazzotta hanno illustrato questa mattina il progetto del nuovo Centro Servizi della Banca Popolare di Milano e la relativa mostra che sarà allestita all’Urban Center fino al 5 dicembre. I dettagli del progettosono stati spiegati da Maria Martellini Presidente di Bipiemme Immobili e da Giovanni Bonini responsabile Real Estate, General Planning. La mostra illustra, attraverso un plastico e otto pannelli, il nuovo Centro Servizi della Banca Popolare di Milano la cui apertura è prevista per il 2006 nell’area di viale Bezzi, dismessa negli anni Ottanta, occupata in passato dall’industria farmaceutica Farmitalia. “Il nuovo Centro Servizi della Banca Popolare di Milano – ha sottolineato l’assessore Gianni Verga - rappresenta un progetto importante per la nostra città sia per la sua natura strategica che si inserisce nel filone storico della banca “al servizio dei milanesi”, sia per il processo di riqualificazione di un’area fino ad oggi fortemente dismessa che con esso prende il via”. La posizione strategica nell’ambito cittadino, appena oltre la grande cerchia della circonvallazione e la possibilità di realizzare il Centro inserendolo nel contesto sociale e territoriale, restituiranno all’area di viale Bezzi il ruolo originario di luogo di lavoro e quello altrettanto importante di spazio di socialità. Questo grazie anche alla realizzazione di un parco pubblico offerto in concessione al Comune ma gestito dal Gruppo Bipiemme che permetterà al quartiere, e più in generale alla città, di disporre di un’area verde di qualità elevata che si inserirà in un sistema di spazi aperti che da Piazza Tripoli si estende fino a Piazzale Gambara. Il progetto del nuovo Centro Servizi si inserisce nelle strategie volte alla riqualificazione delle aree dismesse che l’Amministrazione comunale sta promuovendo con impegno e decisione. Strategie che stanno portando alla trasformazione e alla riqualificazione di tutte le aree dismesse della città: 7 milioni di metri quadrati, circa 100 progetti, che vanno dalle piccole dimensioni (poche centinaia di metri quadri) fino al grande programma di Montecity – Rogoredo che, con la sua estensione di 1.200.000 mq è, oggi, il più grande intervento di riqualificazione urbana di tutta Europa. Un processo di trasformazione attivo ed efficace reso possibile da quando l’Amministrazione ha intrapreso la strada del dialogo e della collaborazione con i soggetti privati che sono stati chiamati a collaborare con l’Amministrazione Pubblica per lo sviluppo della città, attraverso proposte e progetti strategici di utilità comune in una prospettiva di sussidiarietà.

DET NORKE VERITAS RILASCIA LA CERTIFICAZIONE VISION 2000 AD AIR DOLOMITI: UN’ULTERIORE CONFERMA DI QUALITÀ.
Milano, 18 novembre 2003 - Nel corso del mese di settembre si è concluso positivamente il percorso di ottenimento di conformità del sistema qualità Uni En Iso 9001 già esistente rispetto alla nuova normativa "Vision 2000" formalizzando così il grande impegno della Compagnia nella ricerca di eccellenza in tutti gli aspetti che la compongono. La prova di certificazione sostenuta da Air Dolomiti ha riguardato tutta la catena di progettazione ed erogazione del proprio servizio. Air Dolomiti è riuscita infatti a dimostrare all’Ente di Certificazione prescelto, Det Norske Veritas, il più autorevole sul mercato, di possedere una struttura organizzativa solida e competente e dei processi efficienti e coerenti alla norma di riferimento. Il campo applicativo del certificato è il più ampio mai ricevuto da un vettore di trasporto aereo: Progettazione, pianificazione ed erogazione di servizi di trasporto aereo passeggeri. La nuova normativa "Vision 2000" ha centralizzato ancora di più l’orientamento al cliente ed i processi finalizzati al miglioramento continuo dell'efficienza della struttura: questo senza dubbio si coniuga coerentemente con la filosofia di Compagnia il cui valore principale e strategico è da sempre stato il passeggero e la qualità del servizio. Questa Certificazione è un’ulteriore garanzia di qualità al cliente peraltro già dimostrata dai numerosi riconoscimenti mondiali ottenuti da Air Dolomiti nei suoi anni di attività. L’impegno per raggiungere questo obiettivo ha permesso alla Compagnia di ottimizzare ulteriormente la propria efficienza e ha posto le basi per un processo di miglioramento continuo.

RISPARMIARE E NON INQUINARE DIFFUSIONE GRATUITA DEI NUOVI LIBRETTI DI IMPIANTO PER LA MANUTENZIONE DELLE CALDAIE
Milano, 18 novembre 2003 - Risparmiare sul riscaldamento e non inquinare l’aria che respiriamo. È questo l’obiettivo dell’iniziativa organizzata da Cna Milano e dall’Assessore all’Ambiente Domenico Zampaglione. Il libretto di manutenzione delle caldaie, obbligatorio per legge, serve a garantire la sicurezza di tutti i cittadini, aiuta a migliorare la qualità dell’aria che respiriamo e a risparmiare sulle bollette. Una caldaia che lavora con efficienza, rispettando gli standard indicati dal decreto ministeriale del 17 marzo 2003, che prevede l’obbligatorietà del libretto, significa un contributo fondamentale per una città più vivibile. È sufficiente rivolgersi a un tecnico abilitato. Gli elenchi sono facilmente reperibili sia presso la Cna che presso gli uffici del Comune. “Abbiamo pensato che distribuire il libretto attraverso un giornale di grande diffusione come il Corriere della Sera – spiega l’assessore Domenico Zampaglione – sarebbe stato un servizio utile per i cittadini che avevamo il dovere di informare sugli obblighi di legge”. “La nostra associazione – aggiunge Maurizio Calzolari, presidente di Cna Milano – è da tempo impegnata nella tutela dell’ambiente e sul fronte del risparmio energetico. Salutiamo, quindi con particolare soddisfazione la collaborazione con il Comune di Milano nella realizzazione di questa iniziativa a favore della realtà milanese”.

FORUM INDUSTRIA E RISORSE UMANE AUMENTARE L'EFFICIENZA AZIENDALE ATTRAVERSO LA GESTIONE E LA VALORIZZAZIONE DEL CAPITALE UMANO
Milano, 18 novembre 2003 - In una situazione di crescente complessità, con competitors esteri che fanno della manodopera a basso costo il proprio fattore di successo, la competitività dell’ Industria Italiana si deve basare sempre più sull’innovazione e sulla qualità dei propri prodotti. Le risorse umane non possono essere più intese solo come forza produttiva, sono parte integrante del ‘sapere dell’impresa’, della sua capacità di rispondere velocemente alle esigenze di mercato. Il fattore vincente di sviluppo delle aziende sono le persone, i loro profili, le loro capacità, il loro potenziale e le loro attività; è il capitale umano che produce innovazione e cambiamento. La velocità di risposta dell’impresa in questo scenario è intimamente connessa all’efficienza nel gestire il proprio capitale umano e le risorse immateriali ad esso correlate, veri e propri motori dell’innovazione e dello sviluppo. Il “Forum Industria e Risorse Umane”, che si terrà il 21 novembre, rappresenta un momento di confronto sugli strumenti e sulle tecniche di gestione e valorizzazione di tale risorsa ed è rivolto ad Imprenditori, Amministratori Delegati, Direttori Generali, Direttori Risorse Umane e Direttori Amministrativi dell’Industria Meccanica Italiana. Sede Uni, via Battistotti Sassi 11/B - dalle 9.30 alle 15.30 Infolink: www.Italianmec.com

VACANZE ITALIANE RIAPRE LA STRUTTURA DI TORRE DEL FARO (SCANZANO IONICO) A SOSTEGNO DELLA POPOLAZIONE
Roma 18 novembre 2003 - L’Amministratore Delegato di Vacanze Italiane, Arcangelo Taddeo, di concerto con il Presidente del Gruppo 17 Holding, Gianvittorio Gandolfi, in questo momento di ansia e tensione per tutta la popolazione di Scanzano Jonico e dei paesi limitrofi, sentendo il dovere di stare vicini a tutti e di sostenerli nell’azione di tutela del territorio, hanno deciso di riaprire la struttura ricettiva di Torre del Faro in modo da poter fornire un sostegno a chi in questo momento è direttamente impegnato a difendere la propria terra.  Infatti a partire dalla data 17 nov. 03 è stata aperta, per tutti coloro che vorranno la mensa del Villaggio Torre del Faro sia  per pranzo, dalle ore 12.30 alle ore 14.30, che per cena dalle ore 18.30 alle ore 20.30.  Inoltre, direttamente sui presidi saranno forniti, dal personale di Vacanze Italiane, generi di conforto, di prima necessità atti a dare un minimo di sollievo alla popolazione.  Il tutto in una logica di solidarietà e di sostegno che ci vede impegnati, ancora una volta, per la tutela di un area del Mezzogiorno del Paese votata all’agricoltura ed al turismo quale fonte primaria della propria economia.  E dove l’attaccamento alla terra di origine e alle proprie bellezze naturali rappresentano gli elementi che ci accomunano e ci hanno fatto sentire sempre parte integrante della gente del Metapontino.  

REVOCATO LO SCIOPERO COMU DI MARTEDI’ 18 NOVEMBRE 2003
Milano 18 novembre 2003 - Atm comunica che lo sciopero previsto per oggi è stato revocato. Il servizio di trasporto pubblico sarà quindi regolare sull’intera rete di trasporto pubblico gestita da Atm Spa. Per ulteriori informazioni i Clienti Atm possono contattare il Numero Verde 800808181, operativo tutti i giorni dalle 7.30 alle 19.30, o consultare il sito Internet www.Atm-mi.it

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