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Notiziario Marketpress di Lunedì 11 Aprile 2005
 
   
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  UE SICUREZZA E DIFESA .IMPLICARE IL PARLAMENTO NELLA POLITICA ESTERA EUROPEA  
   
  Bruxelles, 11 aprile 2005 - La Plenaria si pronuncerà sulle relazioni d'iniziativa, presentate da Elmar Brok (Ppe/de, De) e Helmut Kuhne (Pse, De), in merito alla politica estera, di sicurezza e difesa europea. Tema della prima è la relazione annuale del Consiglio al Parlamento europeo relativa agli aspetti principali e alle scelte di base della politica estera e di sicurezza comune (Pesc), comprese le implicazioni finanziarie per il bilancio generale delle Comunità europee del 2003. Il relatore respinge con vigore l’approccio a posteriori seguito finora dal Consiglio, che si limita a presentare un elenco descrittivo delle attività della Pesc svolte nell’anno precedente. Pertanto tale istituzione è invitata a revocare l'attuale prassi, sostituendola con un approccio a priori con il quale il Parlamento è consultato all’inizio di ogni anno sui principali aspetti globali e orizzontali e sulle scelte di base del Consiglio, comprese le priorità previste per le varie regioni geografiche. Nella relazione s'invita inoltre il Consiglio a riferire, in un secondo tempo, sul modo in cui il contributo del Parlamento europeo sia stato o meno preso in considerazione e si sottolinea l'estrema importanza del dialogo e della cooperazione con i singoli Stati membri. Questi ultimi sono quindi invitati ad incrementare ulteriormente il controllo parlamentare sulla Pesd a livello nazionale, potenziando il loro ruolo nell'autorizzare le operazioni. A livello europeo, andrebbe attribuito al Parlamento un ruolo di maggior spicco per quanto riguarda il controllo sull'intero bilancio Pesc. I deputati, infine, auspicano un rafforzamento della cooperazione con le organizzazioni internazionali e regionali (in particolare con il Comitato dell’Onu contro il terrorismo e con la Nato) ed il ripristino dell'autorità del sistema Onu. La seconda relazione in esame si focalizza, invece, sulla Strategia europea di Sicurezza. Partendo dal presupposto che per combattere i conflitti regionali, l'aumento di atti terroristici nel mondo e la proliferazione di armi di distruzione di massa, i deputati ritengono quindi necessario avere un'idea chiara del concetto di sicurezza e trasferirlo a tutte le strutture dell'Unione europea, dalla dimensione globale a quella regionale, come mossa preventiva. Si analizzano, poi, gli obiettivi della strategia propri dell'Unione, che riguardano principalmente il rafforzamento delle strutture di sicurezza sia all'interno che all'esterno dei confini europei (non rivolgendosi, però, solo alle regioni dell'Est, ma anche al Caucaso, al Medio Oriente e all'Africa del Nord). Vengono inoltre presentati gli importanti passi fatti negli ultimi anni in materia di politica internazionale di sicurezza, quali le missioni civili e di polizia (in particolare nei Balcani ed in Congo) e il miglioramento delle capacità militari dell'Unione, che aprono la strada al raggiungimento dell'Obiettivo fissato per il 2010. Una grande minaccia al successo della Strategia è rappresentata dalla mancanza di sufficienti risorse di bilancio, ma dall'altra parte vi sono le relazioni transatlantiche, in particolare con l'Onu e la Nato, che rappresentano il punto di forza per qualsiasi tipo di politica mirata alla sicurezza.  
     
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