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Notiziario Marketpress di Venerdì 04 Giugno 2004
 
   
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  RICERCATORI USANO VIRUS GM PER COLPIRE LE CELLULE CARCINOMATOSE  
   
  Bruxelles, 4 giugno 2004 - Gli scienziati hanno usato virus Gm (geneticamente modificati) per colpire le cellule carcinomatose lasciando invece intatte quelle sane, ed hanno così aperto la via a trattamenti virali del cancro altamente selettivi. Il team del Cancer Research Uk e della scuola di medicina e odontoiatria London Queen Mary si è avvalso di una differenza fondamentale di comportamento tra le cellule carcinomatose e quelle sane. Quando sono infettate, le cellule normali cessano da sole la loro attività in modo da arginare il diffondersi del virus, mentre le cellule carcinomatose rifiutano di farlo, permettendo al virus di prosperare. I virus agiscono entrando nelle cellule senza farsi scoprire e distruggendole prima di replicarsi e diffondersi per infettare le cellule circostanti. Il virus Gm era stato creato sottraendo un gene chiamato E1b-19kd, che esso ed altri virus usano per camuffarsi. Quando scoprono il virus, le cellule normali sono in grado di capire di essere state infettate e si autodistruggono, mentre le cellule carcinomatose sono programmate per non autodistruggersi e quindi permettono al virus Gm di diffondersi selettivamente attraverso il tessuto tumorale. 'L'aspetto più interessante di questa strategia è che la cellula carcinomatosa fa tutto il lavoro duro', spiega il direttore del team Professor Nick Lemoine, che è anche il direttore del centro clinico Cancer Research Uk. 'Essa produce virus e ancora virus per infettare le cellule carcinomatose circostanti. Se viene infettata, una cellula normale si suicida prima di poter produrre un nuovo virus, le sue vicine non sono infettate e la diffusione del virus è arginata'. Il Professor Lemoine ha aggiunto che il prossimo passo per il team sarà l'introduzione di un gene tossico nel virus, che avveleni le cellule tumorali e lasci intatti i tessuti sani. L'azione sarà resa più facile dal fatto che al virus Gm è già stato sottratto un gene, creando in tal modo lo spazio per inserirne altri. Un ulteriore vantaggio del nuovo virus è che, poiché esso cresce nei tumori, solo un numero relativamente piccolo di copie del virus debbono venire a contatto delle cellule carcinomatose affinché il trattamento agisca. Questo significa che, in teoria, dovrebbe essere possibile iniettare semplicemente il virus Gm nel sangue invece di farlo direttamente nel tumore, proprio come con altre terapie virali in fase di sviluppo. Riguardo a quando la loro ricerca potrebbe essere applicata per curare i pazienti, il Professor Lemoine ha dichiarato: 'Il virus che stiamo usando può riprodursi nel tessuto tumorale molto più velocemente dei suoi predecessori, ed offre speranze concrete per il futuro. Prevediamo di sottoporlo ai test clinici agli inizi del prossimo anno'. Il Professor Robert Souhami, direttore degli affari clinici ed esterni del Cancer Research Uk, ha aggiunto: 'Nei test condotti fino ad ora [il virus] si è dimostrato sia potente che selettivo, ma solo le prove cliniche potranno dirci se questo approccio potrà tramutarsi in un trattamento efficace per le persone'. Infolink: http://www.Cancerresearchuk.org/  
     
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