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Notiziario Marketpress di Mercoledì 10 Marzo 2004
 
   
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  GRUPPO BIPIEMME RISULTATI 2003: UTILE ORDINARIO CAPOGRUPPO € 181,2 MLN (+13,1%) RACCOLTA DA CLIENTELA € 19.245 MLN (+6,0%) DIVIDENDO: € 0,12  
   
  Milano, 10 marzo 2004 - Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Milano nella riunione di ieri ha esaminato ed approvato i risultati dell'esercizio 2003, trasmessi per l'esame di competenza al Collegio Sindacale ed alla società di revisione, che evidenziano un utile netto di € 130,3 mln per la capogruppo e di € 68,0 mln a livello consolidato. Il risultato 2003 della capogruppo è superiore a quello consolidato per effetto di dividendi straordinari distribuiti dalle società del Gruppo per € 68,7 mln. Per un confronto omogeneo con il 2002, bisogna tenere conto che i risultati dello scorso anno (€ 170,4 mln per la capogruppo e € 127,5 mln per il Gruppo), includevano proventi straordinari per € 63,4 mln, a livello della sola Banca Popolare di Milano, per la plusvalenza netta derivante dallo spin-off degli immobili non strumentali, e per € 63,1 milioni a livello consolidato, in termini di minori imposte. Al netto delle componenti straordinarie, il risultato consolidato registra una crescita (+5,4%). Il Consiglio di Amministrazione proporrà pertanto all’assemblea dei soci del prossimo aprile la distribuzione di un dividendo pari a € 0,12, in linea con il quello dello scorso anno. Il 2003 è stato ancora un anno segnato da un contesto economico particolarmente difficile per il sistema bancario italiano, tuttavia l’ottimo andamento dei volumi degli aggregati di raccolta, impieghi, soprattutto nell’ultima parte dell’anno segnano un punto di svolta per il Gruppo, dopo la dinamica riflessiva degli ultimi esercizi frutto della scelta strategica di rifocalizzazione sulla clientela domestica e retail e di una contestuale riduzione dell’esposizione verso il segmento large corporate. Gruppo Bipiemme Nel dettaglio la raccolta diretta segna una crescita del +6,0% e si attesta a € 19.245 mln ed in particolare la crescita sale del +8,4% considerando le sole filiali italiane, che rappresentano il core business del Gruppo. All’interno dell’aggregato si segnala il buon andamento dei conti correnti, la cui quota media di mercato si mantiene stabile al 2,25%. Lo sforzo effettuato per incrementare l’attività di intermediazione con la clientela retail si è concretizzato anche nell’incremento del risparmio gestito che si attesta a € 16.524 mln con un incremento del +12,7% rispetto allo scorso anno e registra una raccolta netta positiva nell’anno pari a € 1.343 mln. Nel dettaglio si segnalano le ottime crescite dei fondi comuni (+15,3%), delle gestioni individuali (+21,6%) e delle riserve assicurative (+18,0%). Tali risultati, unitamente alla buona performance dei primi due mesi dell’anno, hanno permesso alla quota di mercato di passare al 2,25% di febbraio 2004 dal 2,21% di dicembre 2002. Particolarmente brillanti anche le performance dei fondi comuni, l’85% dei quali nel 2003 ha registrato risultati superiori ai benchmark e addirittura il 94% batte i rispettivi indici settoriali di riferimento. In ripresa rispetto ai precedenti esercizi l’andamento degli impieghi (+7,4%), che si attestano a € 17.077 mln, e ottima la performace della sola azienda Italia con una crescita del +10,5% rispetto al 2002. All’interno del comparto, brillante l’andamento dell’aggregato conti correnti, la cui quota di media mercato è salita al 1,74% nel 2003 dal 1,57% del 2002. La strategia di rifocalizzazione sulla clientela retail e piccole medie imprese ha portato, per le sole filiali domestiche, ad una crescita del +9,5% del segmento retail, del +10,9% del corporate ed alla flessione del -11,9% del comparto grandi imprese, in linea con l’obiettivo strategico di ricomposizione del portafoglio crediti. Rilevante la crescita dei mutui ipotecari (+42,5%) sostenuta da oltre € 1,4 mld di nuove erogazioni. In flessione invece gli impieghi delle filiali estere (-32,0%) che si attestano a € 795 mln ed il comparto garanzie ed impegni (-13,0%), a miglioramento del profilo di rischio complessivo del gruppo, avvalorato anche dalla decisa contrazione dei derivati su crediti. A livello economico si segnala la buona tenuta del margine di intermediazione (€ 1.308 mln, -0,6% rispetto al 2002), grazie alla crescita del comparto servizi (+8,4%), che ha compensato la flessione del margine di interesse, su cui pesa la flessione dei tassi di mercato (-0,98 b.P. In dodici mesi). A livello forbice dei tassi clientela, malgrado la flessione di 36 b.P. Rispetto al 2002, il Gruppo Bipiemme mantiene comunque un differenziale positivo di 42 b.P. Nei confronti del sistema bancario italiano, in base alle statistiche decadali Banca d’Italia. All’interno del margine da servizi da segnalare la buona performance delle commissioni nette (+3,1%), malgrado il mix del patrimonio dei fondi comuni ove la componente monetaria ed obbligazionaria ha mediamente rappresentato circa il 70%. Il complesso dei costi non finanziari si attesta a € 1.032 mln, con una crescita contenuta del +1,6%, inferiore all’inflazione. Tale risultato è particolarmente brillante nel comparto delle spese amministrative che registrano una flessione dello 0,7%. Quest’ottima performance è inoltre particolarmente significativa alla luce della continua crescita del Gruppo (apertura di 33 filiali nel corso del 2003 – punti vendita passati da 596 del 2002 a 629 di dicembre 2003) e dell’aumento dell’operatività della clientela (+7,6% in termini di operazioni effettuate) ed è stata resa possibile grazie anche all’avvio del nuovo Centro Acquisti. La crescita dei costi del personale si mantiene anch’essa contenuta, con i primi effetti del programma cost income, che si concretizzano in una diminuzione degli organici di 45 unità, dopo due anni di crescita, ed una riduzione di 95 unità nelle strutture centrali del Gruppo. Il saldo degli accantonamenti e delle rettifiche/riprese di valore su crediti ed immobilizzazioni finanziarie ammonta a € 179,6 mln, in flessione rispetto all’anno precedente (-1,5%), su cui pesano le rettifiche per la posizione Parmalat pari al 70% dell’esposizione creditizia. Al netto di tale posizione la flessione rispetto al 2002 sarebbe del 18,9% . Il livello del rapporto tra sofferenze nette ed impieghi si attesta a 0,75%, mantenendosi tra i migliori del sistema bancario nazionale. Dopo le componenti straordinarie l’utile lordo si posiziona a € 114,1 mln, in flessione del -8,9% rispetto al 2002 e dopo imposte per € -45,2 mln, l’utile netto si attesta a € 68,0 mln. Il confronto con lo scorso anno in termini omogenei è positivo, in quanto sul bilancio 2002 influivano positivamente € 63,1 mln di componenti straordinari. Capogruppo: Banca Popolare di Milano S.c. A r.L. Anche a livello della Capogruppo, Banca Popolare di Milano, si segnalano buoni andamenti, sia a livello patrimoniale che economico: - raccolta diretta da clientela € 16.323 mln (+0,1%); - impieghi con la clientela € 15.456 mln (+6,6%); - risparmio gestito € 13.535 mln (+5,3%); - risultato di gestione € 342,7 mln (+0,8%); - utile ordinario € 181,2 mln (+13,1%). L’utile netto si attesta a € 130,3 mln, in flessione rispetto al 2002, che beneficiava però di plusvalenze nette per € 63,4 mln, derivanti dallo spin-off degli immobili non strumentali. Principali società controllate L’analisi delle principali società prodotto, segnala gli ottimi contributi portati in termini di utile netto nei 12 mesi 2003 da Banca Akros (€ 15,3 mln, +12,5 %), da Bipiemme Vita (€ 11,7 mln, +23,2%) e da Bipiemme Gestioni Sgr (€ 10,0 mln, -0,7%). Per Banca di Legnano si segnala un risultato lordo di gestione positivo, dopo l’ammortamento dell’avviamento, in linea con gli obiettivi del piano di riorganizzazione aziendale. In considerazione dei positivi risultati conseguiti, il Consiglio di Amministrazione proporrà all’Assemblea dei Soci del prossimo aprile la distribuzione di un dividendo pari a € 0,12, che sarà posto in pagamento a partire dal 6 maggio p.V.. Il titolo Banca Popolare di Milano quoterà ex cedola dal 3 maggio p.V., inoltre il Consiglio di Amministrazione ha altresì deliberato di assegnare la quota statutaria di utile riservato ai dipendenti in azioni della banca, mediante utilizzo del fondo azioni proprie.  
     
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