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Notiziario Marketpress di Lunedì 15 Marzo 2004
 
   
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  CNR FA LUCE… SUI BUCHI NERI I RICERCATORI DELL’IRA, ISTITUTO DI RADIOASTRONOMIA DEL CNR DI BOLOGNA, GRAZIE ALLA SCOPERTA DI QUASAR MOLTO LUMINOSE E LONTANE, METTONO IN CRISI LE ATTUALI IPOTESI SULLA FORMAZIONE DEI BUCHI NERI SUPERMASSICCI  
   
  Bologna, 15 marzo 2004 - I buchi neri giganti del nostro universo si sono formati prima di quanto si pensasse. E’ questo il risultato degli studi condotti da Mario Vigotti, dell’Ira, Istituto di radioastronomia del Cnr di Bologna, con la collaborazione di un gruppo di ricercatori europei. “I buchi neri normali”, spiega lo scienziato del Cnr, “si trovano nei nuclei di gran parte delle galassie del nostro universo, compresa la nostra. Ma per cercare i più massicci si devono studiare le loro manifestazioni più eclatanti: le quasar (sorgenti radio che in ottico sembrano stelle). E tra queste, le più luminose”. Le quasar si sono formate in massa due miliardi di anni dopo il Big Bang, quindi più di dieci miliardi di anni fa (l'universo, infatti ha circa 13 miliardi di anni). I dati dimostrano che prima di questo momento di grande sviluppo, questi oggetti, e soprattutto i più luminosi erano molto meno numerosi. E questo è in armonia con i tempi richiesti per la formazione dei buchi neri che alimentano le quasar: non possiamo vederne molte troppo presto, perché i buchi neri devono avere il tempo di formarsi, dopo la nascita dell'universo. “I nostri studi, invece”, dice Vigotti, “partendo da un campione “completo” di quasar molto luminose in ottico, mostra che queste dopo solo 1 miliardo di anni dal Big Bang (meno del 10% dell'età dell'universo) sono tante quante quelle che si osservano al momento del massimo sviluppo. E non dieci volte meno, come sembrava. E per di più non accennano a diminuire. Dalla luminosità delle nuove quasar scoperte (quasi 100 volte più luminose della nostra Via Lattea)” conclude il responsabile dello studio pubblicato sulla rivista americana Astrophysical journal, “si ricava la massa del buco nero centrale. Si ottengono buchi neri di grossa portata, tra i più massicci dell'universo: mostri giganti che si pensava avessero bisogno di molto tempo per formarsi. E che al contrario si osservano molto presto”. La domanda a cui ora i modelli cosmologici devono dare una risposta è come fanno i buchi neri supermassicci a formarsi così presto e a essere già così tanti dopo poco tempo dal Big Bang. Per informazioni: Mario Vigotti, Istituto di radioastronomia, Bologna, tel. 051/6399378, cell. 328/7554528, vigotti@ira.Cnr.it  
     
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