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Notiziario Marketpress di Lunedì 15 Marzo 2004
 
   
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  TECNOLOGIA, TALENTO E TOLLERANZA SONO INDISPENSABILI PER AGGIUDICARSI DEI CERVELLI, PROCLAMA UN RAPPORTO  
   
  Bruxelles, 15 marzo 2004 - La competitività è guidata dall'esistenza di una 'classe creativa'. È quanto afferma un documento di Richard Florida e Irene Tinagli, pubblicato dall'agenzia inglese di indagini demoscopiche Demos. Ma lo sviluppo di una classe creativa dipende dalle così dette '3 T dello sviluppo economico', tecnologia, talento e tolleranza. La tolleranza, secondo il documento intitolato 'Europe in the creative age', è il fattore cruciale destinato a colmare il divario di competitività tra Unione europea e Stati Uniti. Per classe creativa si intende quella di coloro che lavorano nella scienza e nella tecnica, nella ricerca e sviluppo, nelle industrie basate sulla tecnologia, nelle arti, nella musica, nella cultura, nelle industrie dell'estetica e della progettazione, e nelle professioni basate sulla conoscenza dei settori medico, finanziario e giuridico. Attualmente lavorano in questi campi tra il 25 e il 30% delle persone attive nelle nazioni industriali. Il documento afferma che le società, invece di aspettare che le persone adatte vadano dove si concentrano gli investimenti e le tecnologie, preferiscono sempre più mettersi alla ricerca di talenti. E le 'persone adatte', quelle che fanno parte della classe creativa, sono attirate dai luoghi in cui le comunità sono aperte e miste, dove la differenza è accolta con entusiasmo ed è facile accedere alla creatività culturale. Gli autori notano che l'attuale clima politico degli Stati Uniti, che ha reso più difficile l'ottenimento di visti per gli scienziati stranieri, sta indebolendo il vantaggio competitivo di quel paese. Alcuni paesi europei, specie quelli del nord, si trovano in ottima posizione per avvantaggiarsi di questa tendenza in America. 'Finlandia, Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Belgio sembrano avere valori distintivi con cui competere', scrivono il Prof. Florida e la Sig.ra Tinagli. 'Questi paesi hanno considerevoli capacità tecnologiche, hanno investito e continuano ad investire nello sviluppo del talento creativo e si direbbe quasi che possiedano quei valori e quelle mentalità che vengono associate alla capacità di attirare talenti creativi dall'estero'. Anche l'Irlanda viene evidenziata come 'nazione promettente', poiché ha sperimentato una crescita significativa della sua classe creativa dal 1995 in poi. Riunendo tutti gli indicatori, la 'matrice dell'euro-creatività' creata da Florida e Tinagli suddivide gli Stati membri dell'Unione europea in quattro categorie: i leader, i promettenti, quelli che perdono terreno e i ritardatari. I risultati dimostrano che i paesi tradizionalmente considerati come i motori dell'economia europea, specie il Regno Unito e la Germania, non possono più rivendicare questa qualifica avendo ceduto il passo ai paesi 'leader' Finlandia, Svezia e Danimarca, oltre ai Paesi Bassi e al Belgio che li seguono a ruota. Regno Unito e Germania sono descritti come paesi che 'perdono terreno'. La categoria 'ritardatari' annovera Spagna, Austria, Portogallo, Grecia e Francia. Gli autori concludono che, nell''era creativa', la competitività è tuttora una partita aperta, e che gli Stati Uniti non resteranno obbligatoriamente l'epicentro dell'economia creativa. 'I leader economici tradizionali possono perdere la loro posizione in un'economia creativa nascente, basta che emergano nuovi centri creativi e attivi. Ci troviamo in un affascinante punto di flessione. Gli Stati Uniti, che per anni hanno goduto di un'indiscussa superiorità nell'attirare i migliori e i più brillanti cervelli [...] sembrano sul punto di cedere il primato. I nostri studi indicano che il vantaggio degli Stati Uniti sembra subire un mutamento, in parte a causa delle politiche d'immigrazione liberalizzate di molti paesi europei, del Canada e dell'Australia, che permettono a questi paesi di esercitare una forte attrazione sui talenti mondiali e li invogliano a restare'. Per leggere il rapporto 'Europe in the creative age': http://www.Demos.co.uk/catalogue/creativeeurope_page370.aspx  
     
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