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Notiziario Marketpress di Lunedì 30 Maggio 2005
 
   
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  L’UNRAE PROPONE MODIFICHE ALLA FISCALITA’ CHE FRENA L’AUTO E PENALIZZA GLI AUTOMOBILISTI  
   
  Roma, 30 maggio 2005 - “L’automobile e gli automobilisti sono fortemente colpiti da una fiscalità opprimente, che li penalizza oltre il dovuto. Noi dell’Unrae riteniamo necessario un intervento strutturale sul gettito fiscale derivante dall’automobile, rendendolo più consono alla realtà odierna, che – fra l’altro – deve tenere conto delle regole europee”. Così Salvatore Pistola, Presidente dell’Associazione che rappresenta le Case estere in Italia, nel corso del suo intervento in occasione della Conferenza Stampa a conclusione dell’Assemblea dell’Associazione, svoltasi a Roma, ha richiamato l’attenzione su uno dei problemi che stanno frenando lo sviluppo delle vendite di auto nuove, ma anche lo svecchiamento del parco, con conseguenti mancati benefici per l’ecologia. In particolare, Salvatore Pistola ha indicato le seguenti tre misure come quelle che più direttamente potrebbero modificare la fase di stallo nella quale si trova il mercato oggi, con un occhio anche alla semplificazione della vita degli automobilisti: - abolizione della tassa annua di proprietà, trasformandola di fatto da fissa in variabile, aggiungendo 7 centesimi al litro sui carburanti e stabilendo così un preciso rapporto fra contributo fiscale e impiego dell’autovettura e delle infrastrutture. Quindi, chi più usa l’auto, più contribuisce; - riduzione del 50% del costo del passaggio di proprietà, favorendo così il rilancio del mercato dell’usato, propedeutico anche per un rinnovo del parco circolante, mettendo in moto un ciclo virtuoso nuovo-usato; - revisione della fiscalità delle auto aziendali, che in Italia prevede – al contrario di quanto avviene, sia pure con misure diverse, negli altri Paesi europei – la ridotta detraibilità dell’Iva, che l’Unrae propone di portare dal 10% al 50% e l’aumento dell’entità dell’ammortamento al 100% rispetto all’attuale 50% di un massimo di 18.000 euro. Anche secondo il Secit fisco pesante per l’auto Le richieste dell’Unrae risultano in linea con quanto rilevato dal Secit, organismo consultivo ed ispettivo del Ministero dell’Economia, che in una recente relazione afferma: “L’automobilista italiano paga un prezzo dei carburanti fra i più elevati, è sottoposto alle più alte aliquote Iva, subisce, dopo la Francia, la più elevata tassazione sul premio assicurativo Rcauto, sostiene, unico in Europa, l’onere dell’Ipt, al cui riguardo - suggerisce sempre il Secit - si osserva che una sua eventuale abolizione sui passaggi di proprietà successivi al primo rappresenterebbe un segnale importante e capace di generare effetti positivi per la crescita del mercato dell’usato, poco sviluppato in Italia rispetto all’Unione Europea”. Accanto alla necessità di rivedere la struttura fiscale gravante sull’auto, l’Unrae richiama anche l’attenzione delle Istituzioni sulla necessità, in vista del prossimo inverno, di rivedere – nei tempi e nei modi opportuni – le misure limitative alla libertà di circolazione nelle città. “Occorre un coordinamento – ha detto Pistola - fra gli Enti locali a livello nazionale, al fine di evitare difformità che gravino poi sulla libertà di circolazione degli italiani”. Nel corso del suo intervento, il Presidente dell’Unrae ha anche messo in evidenza la generale instabilità che impedisce di guardare al futuro del mercato con ottimismo. Pistola ha ricordato il basso valore del Pil, le forti polemiche politiche che impediscono di pensare al benessere del Paese, la frenata dell’economia in generale: “A breve e medio termine – ha detto – non ci sono elementi che possano giustificare una ripresa della domanda. La gallina dalle uova d’oro, cioè l’automobile, sta finendo le risorse”. Nel corso dell’incontro con la Stampa, il Segretario Generale dell’Associazione, Gianni Filipponi, ha tracciato un quadro dei primi 5 mesi del mercato italiano, sottolineando che le immatricolazioni a fine maggio saranno di quasi 120.000 unità inferiori a quelle del gennaio-maggio 2004. Una parte importante di questo calo – pari a 65.000 immatricolazioni – è da imputare al lunghissimo sciopero delle “bisarche”. La previsione dell’Unrae è che solo 45.000 di queste vetture saranno recuperate (in giugno e luglio). Per quanto riguarda il totale 2005, la situazione economica generale, unitamente all’incertezza politica ed i perduranti alti costi di gestione dell’automobile (carburanti ed assicurazioni), fanno pensare che il trend dei primi mesi dell’anno non possa sostanzialmente modificarsi nel secondo semestre, pur in presenza di importanti novità di prodotto e di condizioni di acquisto sempre molto vantaggiose. La stima dell’Unrae è, quindi, di un livello di immatricolazioni per il totale 2005 tra 2.100.000 e 2.150.000 unità, che si comparano – lo ricordiamo – con le 2.264.000 immatricolazioni dello scorso anno. “Questo calo vicino alle 150.000 unità” – ha fatto notare Filipponi – “equivale ad una perdita di fatturato di 2,8 miliardi di euro, ed a una perdita per le casse dello Stato di 470 milioni di euro solo per quanto riguarda l’Iva”.  
     
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