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Notiziario Marketpress di Lunedì 30 Maggio 2005
 
   
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  IL MARMO ITALIANO ALLA GUERRA DEL GOLFO NEL 2004 L’EXPORT VERSO IL MEDIO ORIENTE È SCESO. AD ECCEZIONE DEL KUWAIT. UN CONVEGNO A CARRARAMARMOTEC CON GRANDI ARCHITETTI ARABI SPIEGHERÀ ALLE AZIENDE COME REAGIRE  
   
  Carrara, 30 maggio 2005 - C’è ancora spazio nell’area del Golfo Persico per le aziende italiane del marmo? “In questi anni gli italiani hanno realizzato opere straordinarie”, spiega Amedeo Scarpa, responsabile dell’Ufficio Ice di Kuwait City, “Il risultato è che in quest’area l’immagine dei nostri prodotti, soprattutto del marmo lavorato, è ancora molto forte. Ciò che occorre è una forte azione di sostegno e una conoscenza profonda del mercato. Intanto godiamo della stima dei progettisti locali, in particolare le aziende toscane. E non è un vantaggio da poco”. Per mettere offrire agli operatori un quadro aggiornato della situazione e delle opportunità, Carraramarmotec 2005 (1-4 giugno) organizza un convegno sulle Grandi opere nel Golfo Persico: un mercato ancora più vasto per i prodotti lapidei (2 giugno, ore 11,30), un’iniziativa nata collaborazione con l’ufficio Ice e con facoltà di Architettura di Kuwait City. Come noto, il vicino e medio Oriente è uno dei mercati naturali per la pietra italiana, anche se negli ultimi anni ha registrato contrazioni significative. Rispetto al 2003 (594 mila tonnellate per 162 milioni di euro) l’export 2004 è crollato a 461 mila tonnellate e a 122 milioni di euro. Una recessione in netta controtendenza con il trend generale (volume +8,4, valore +3,2), che ha coinvolto tutte le voci, comprese quelle più significative, ossia marmi e graniti, grezzi e soprattutto lavorati (volumi -11,2%, valore -25%). Il trend al ribasso riguarda tutti i Paesi dell’area, dove si è scatenata una dura competizione internazionale per accaparrarsi un mercato ricco e in espansione. Fa eccezione il Kuwait che nel 2004 ha importato dall’Italia oltre 45 mila tonnellate di marmi e graniti (+3,7%) per 19 milioni di euro (+1,2%). Cifre che secondo Amer El Sayed, preside del dipartimento di architettura della Kuwait City University, sono destinate a crescere. El Sayed parteciperà al convegno di Carraramarmotec con una relazione sul Trend a medio termine dell’import di materiali lapidei in Kuwait. Per l’Arabia Saudita, dove le imprese italiane hanno realizzato anche alcune tra le moschee più importanti a cominciare dalla grande moschea di Medina, parteciperà il professor Abdulaziz al Magren, vice preside della facoltà di architettura di Riad. Titolo della sua relazione: Le grandi opere nei programmi di produzione edilizia del paese: un futuro di crescita per i consumi di pietra. Per Giancarlo Tonini, presidente dell’Internazionale Marmi e Macchine Imm, la società organizzatrice di Carraramarmotec, il convegno è un’occasione importante per gli imprenditori italiani. “Non capita spesso”, dice, “di sentire dalla viva voce dei protagonisti tutti i dettagli, le caratteristiche, i trend di sviluppo, di un mercato storico come l’area del Golfo. Tutto ciò è dovuto alla disponibilità e alla collaborazione dell’Ice, ma anche al rapporto profondo e proficuo di Imm con le maggiori istituzioni di quei Paesi. A partire dalle Università direttamente coinvolte nell’organizzazione dell’edizione 2004 del Marble Architectural Award, il premio internazionale di architettura che l’anno scorso abbiamo dedicato al vicino e medio Oriente”  
     
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