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Notiziario Marketpress di Lunedì 06 Giugno 2005
 
   
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  CON UNA MOZIONE ADA GIROLAMINI PROPONE INIZIATIVE SULLA LUNGIMIRANZA DELL’UMBRO WALTER TOBAGI  
   
  Perugina, 6 giugno 2005 - omicidio di Walter Tobagi, giornalista del Corriere della Sera ucciso dalle Brigate Rosse il 28 maggio 1980 a Milano, il Consigliere regionale di Uniti nell’Ulivo-sdi Ada Girolamini ha presentato una mozione finalizzata alla realizzazione di alcune iniziative da parte della Regione Umbria a ricordo “di un protagonista della storia e della vita democratica del Paese, il cui capitolo per certi versi presenta ancora molti lati oscuri”. Partendo dal fatto che Tobagi nacque proprio nel cuore d’Italia, nel comune di Spoleto, e dalla consapevolezza comune che fu “giornalista di grande cultura e di rigore intellettuale, cronista intransigente, libero e indipendente, capace di grandi approfondimenti e di lucide analisi, che scriveva con coscienza del terrorismo e della lotta armata e ne denunciava con serietà e serenità gli errori e le contraddizioni”, Girolamini ha chiesto ufficialmente l’impegno al Presidente del Consiglio regionale a farsi promotore di iniziative e momenti di studio e riflessione dedicati al giornalista, presentando un programma anche in collaborazione con il mondo accademico e della cultura, quello sindacale e del giornalismo della nostra regione. Una proposta, in verità, accompagnata anche dalla richiesta ad adoperarsi presso le amministrazioni comunali dell’Umbria perché si attivino, laddove non fosse già stato fatto, “per dedicare a Tobagi la denominazione di vie cittadine, a testimonianza di un mondo ideale e culturale che sicuramente nelle nostre città ha radici molto profonde”. Girolamini sottolinea nella mozione che “celebrarlo significa rendere omaggio al coraggio di un uomo che, in un clima d’odio e di intolleranza, fu testimone di verità e di impegno civile e sindacale, un socialista, un cattolico, un riformista serio e rigoroso nel ‘dna’ per la sua storia familiare, scolastica, universitaria, professionale, il quale sacrificò la propria vita per una battaglia di libertà e di giustizia, sempre perseguita con coerenza” Da qui l’esigenza che l’Umbria si riappropri “della conoscenza di un suo figlio, nella consapevolezza che è dovere di ognuno tenere sempre viva la memoria di figure esemplari come la sua, che alla logica insensata della violenza e della sopraffazione seppero opporre, in quanto nemici di ogni massimalismo e fanatismo delirante, le ragioni della democrazia, della tolleranza, della razionalità e della concretezza”.  
     
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