Pubblicità | ARCHIVIO | FRASI IMPORTANTI | PICCOLO VOCABOLARIO
 













MARKETPRESS
  Notiziario
  Archivio
  Archivio Storico
  Visite a Marketpress
  Frasi importanti
  Piccolo vocabolario
  Programmi sul web








  LOGIN


Username
 
Password
 
     
   


 
Notiziario Marketpress di Venerdì 24 Giugno 2005
 
   
  Pagina1  
  “DOMUS” IN COREA DEL NORD, IL ‘PAESE SIGILLATO’. RACCONTO IN ESCLUSIVA DEL VIAGGIO DI STEFANO BOERI E ARMIN LINKE NELLA CAPITALE PYONGYANG. LA RIVISTA LANCIA UN CONCORSO DI IDEE PER IMMAGINARE IL FUTURO DELLA PIRAMIDE INCOMPLETA DEL RYUGYONG HOTEL, 330 METRI DI CEMENTO CHE SVETTANO SULLA CAPITALE NORDCOREANA COME UNA ‘ROVINA DEL FUTURO’  
   
  Alcune settimane fa Stefano Boeri, direttore di domus, insieme al fotografo Armin Linke, ha potuto visitare l’ultimo ‘paese sigillato’: la Corea del Nord, il regime più isolato al mondo, una civiltà irreale, fuori dal tempo, ultima frontiera della guerra fredda. Da questa esperienza è scaturito un eccezionale reportage sulla capitale Pyongyang, una città costruita attingendo da un surreale decalogo di monumenti e temi dell’architettura mondiale di tutte le epoche. Dopo aver visitato gli archivi degli architetti che inventarono la città, domus, nel numero di giugno, ne ricostruisce l’incredibile storia e ne fotografa l’attualità attraverso le immagini di Armin Linke.Pyongyang fu ricostruita secondo il visionario piano del leader Kim II Sung dopo essere stata rasa al suolo durante la Guerra di Corea. Il piano di ricostruzione della città fu approvato dal Consiglio dei Ministri proprio nel 1952. Mentre gli ordigni esplosivi completavano l’opera di distruzione della città, nei suoi sotterranei si progettava già la sua resurrezione, il cui disegno fu presentato nello stesso anno alla Conferenza Mondiale degli Architetti a Varsavia. La capitale nordcoreana è diventata così il luogo dove si sono realizzati l’utopia e l’incubo di una metropoli costruita sulla base di un unico disegno globale, dove oggi convivono i simulacri di millenni di stili, linguaggi e tradizioni. E’ il luogo in cui gli architetti hanno ricevuto in mandato a riscrivere le regole del gioco, dove nulla appare fuori posto, dove il conflitto non è palesato. I bombardamenti che durante la Guerra di Corea hanno completamente distrutto Pyongyang e il suo fardello di storia hanno lasciato gli architetti liberi di costruire la modernità senza compromessi, sposandone con dedizione la causa. Per immaginarne il monumentale modernismo i progettisti avevano infatti a disposizione i principi e le forme di millenni di architettura costruita, dai quali hanno attinto per dare una singolare identità ad ogni grande edificio della città. Nelle diverse zone di Pyongyang si esplicita così con chiarezza il rapporto che gli architetti nordcoreani hanno voluto cercare tra una modernità estranea alla loro tradizione e l’eredità formale dell’architettura locale, così se la tradizione è presente in tutte le sue declinazioni geografiche, la modernità appare nella molteplicità dei suoi linguaggi: le personalità artistiche di Mendelson, Behrens, Le Corbusier, Wright, Saarinen, Tange e Ponti si combinano in pochi metri quadrati insieme alle immagini di vaste aree urbane sovietiche e americane. “Il risultato è un paesaggio urbano surreale, un incrocio tra fantascienza e medioevo post atomico” racconta Boeri.  Il Ryugyong Hotel di Pyongyang - domus, in collaborazione con la Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano, promuove sul numero di giugno della rivista, una consultazione di idee per il completamento e la ridefinizione funzionale dell’edificio del Ryugyong Hotel nella capitale Pyongyang. Il Ryugyong Hotel è una piramide di 330 metri di altezza, con una base a forma di Y, posta su una collina al centro della città. Iniziato nel 1987 in occasione dei giochi mondiali delle gioventù è tutt’ora incompiuto. La costruzione dell’edificio è stata interrotta alla fase del rustico di cantiere, e oggi, per quanto non ultimato, rappresenta il principale riferimento verticale della città, visibile da ogni punto del suo territorio, di cui non esistono precedenti nella tradizione dell’architettura coreana e asiatica. “La piramide di cemento del Ryugyong Hotel, insieme utopia costruttiva, breccia simbolica e landmark urbano, può diventare un catalizzatore di idee e visioni per il futuro di Pyongyang –spiega Stefano Boeri–. Lo scopo è quello di lanciare un ponte venso una città che sembra essere in attesa di un altro nuovo, potente, cambiamento. Piccoli, inequivocabili segnali annunciano infatti che Pyongyang è erosa dal progressivo avvicinamento alle altre capitali del mondo”. domus, insieme alla Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano, invita dunque architetti, designer, studenti, ricercatori e artisti di ogni parte del mondo a sviluppare idee per ridisegnare la piramide di cemento di Pyongyang. Le proposte, nella forma di elaborati grafici (disegni, fotomontaggi, video, diagrammi ecc.) e verbali, dovranno essere inviate a domus (per le modalità di invio vedere il sito www.domusweb.it/domus/ryugyong ) non oltre il 30 agosto 2005. Il materiale raccolto verrà pubblicizzato sul sito, inviato all’ambasciata della Corea del Nord a Roma e alla Korean Architects Union di Pyongyang. Una selezione delle idee pervenute sarà pubblicata su domus ed esposta in una mostra itinerante. La consultazione potrà costituire il materiale di base di un concorso internazionale di progettazione per il rilancio del Ryugyong Hotel.  
     
  <<BACK