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Notiziario Marketpress di Mercoledì 13 Luglio 2005
 
   
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  L’EUROPA INTERVIENE PER PROTEGGERE LE COSTE DALL’INQUINAMENTO DI JACQUES BARROT, VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA, E CORIEN WORTMANN-KOOL, MEMBRO DEL PARLAMENTO EUROPEO  
   
  Bruxelles, 13 luglio 2005 - Il Consiglio dei ministri adotterà una nuova normativa nel settore della sicurezza marittima, destinata a proteggere più efficacemente le coste e le acque europee dall’inquinamento da idrocarburi. Gli incidenti delle petroliere Erika e Prestige hanno provocato l’inquinamento di centinaia di chilometri di coste, suscitando viva preoccupazione nell’opinione pubblica europea. Ogni anno lungo le coste europee le navi trasportano circa un miliardo di tonnellate di petrolio. A parte gli incidenti, l'inquinamento da idrocarburi è dovuto anche agli scarichi illeciti in mare effettuati regolarmente dalle navi. Lo sversamento in mare è forse meno visibile dei grandi disastri, ma rappresenta la fonte principale di inquinamento da idrocarburi a livello mondiale ed è un grave problema per l’Europa. Ogni anno nel Mediterraneo vengono scaricate fra 100.000 e 150.000 tonnellate di petrolio. La maggior parte dei paesi fa ben poco, o addirittura nulla, per contrastare gli scarichi illeciti. L’europa ha già reagito con determinazione agli ultimi disastri marittimi, ma è necessario un ulteriore sforzo per garantire che tutti gli operatori dell'industria marittima adottino un comportamento pienamente responsabile. Considerata la dimensione globale del trasporto marittimo, è difficile far rispettare la normativa nazionale, soprattutto alle navi in transito battenti bandiera di un paese terzo. Oggi esiste un complesso di norme internazionali per la sicurezza marittima, definito in una serie di convenzioni elaborate nell’ambito dell'Organizzazione marittima internazionale (International Maritime Organisation, Imo), un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite. La maggior parte degli Stati e degli operatori marittimi rispetta queste norme, ma i loro sforzi sono vanificati da una minoranza che, non rispettando le regole, danneggia l’immagine del settore e costituisce un rischio permanente per le nostre coste, i loro habitat naturali e le comunità locali. I grandi disastri e gli scarichi di minore entità, ma ben più frequenti, fanno emergere una triste realtà: le norme internazionali in vigore non sono in grado di contrastare efficacemente le cause dell’inquinamento marittimo lungo le coste europee. Per garantire l’applicazione del diritto internazionale sono necessarie istituzioni sovranazionali capaci di controllare il rispetto delle norme e assicurarne l’applicazione. L’ue offre il valore aggiunto necessario per garantire il rispetto delle norme internazionali. L’applicazione rigorosa ed efficace delle norme internazionali da parte di un grande blocco commerciale come l’Ue, costituito da 25 Stati membri e che rappresenta il 24% della flotta mondiale, aiuta a rafforzare la loro credibilità anche nei confronti delle navi battenti bandiera di un paese terzo. La Corte di giustizia delle Comunità europee garantisce in ultima istanza l’applicazione efficace e uniforme delle norme. Ovviamente, le norme europee non devono entrare in conflitto con quelle internazionali. L’europa ha tuttavia il diritto di utilizzare il margine di manovra lasciato dalla normativa internazionale per introdurre norme più specifiche per le acque territoriali, adottando una regolamentazione che tenga conto delle particolari condizioni ambientali ed economiche (si pensi ad esempio alle zone di pesca) esistenti lungo le sue coste. Da diversi anni l’Unione europea lotta contro le navi non conformi ai requisiti di sicurezza. L’europa ha promosso un miglioramento delle norme internazionali, come il ritiro progressivo delle petroliere a scafo unico su scala mondiale e l’aumento dei risarcimenti per le vittime dell’inquinamento da idrocarburi. Inoltre ha integrato le norme internazionali esistenti introducendo controlli più severi nei porti comunitari, un controllo più efficace delle società di classificazione e un monitoraggio più intensivo del traffico marittimo. La nuova Agenzia europea per la sicurezza marittima svolge un ruolo fondamentale in tal senso. Oggi esiste un accordo fra il Parlamento europeo e il Consiglio dei ministri dei 25 Stati membri dell’Unione europea per l’adozione di nuove norme in materia di inquinamento provocato dalle navi. Le nuove norme, di fondamentale importanza per la sostenibilità delle coste e delle acque europee, aggiungono la tessera mancante al mosaico, consentendo di combattere in maniera più efficace rispetto al passato gli scarichi illeciti di petrolio nell'Ue. Finora solo il proprietario e il capitano della nave potevano essere ritenuti responsabili dell’inquinamento. La nuova normativa europea estende la responsabilità a tutti i soggetti coinvolti nella catena del trasporto marittimo, compresi il gestore, il noleggiatore e gli ufficiali responsabili del controllo della nave. Una seconda novità è la prova di responsabilità. Le nuove norme europee prevedono sanzioni nei confronti di tutti i soggetti della catena del trasporto marittimo che hanno provocato l’inquinamento agendo deliberatamente, incautamente o per negligenza grave. Non saranno più tollerati comportamenti sconsiderati e inaccettabili. Secondo la nuova normativa europea, le sanzioni - penali o amministrative - devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive e la loro entità deve essere armonizzata. L’armonizzazione delle sanzioni pecuniarie a livello comunitario è una novità particolarmente importante, in linea con il diritto internazionale. Quanto alle navi in transito nelle acque europee, la nuova legislazione obbliga gli Stati membri a cooperare e a rendere possibile l’avvio di un procedimento nello scalo successivo. Inoltre, le nuove regole favoriranno la cooperazione fra gli Stati membri per individuare gli scarichi illeciti e sviluppare metodi per l’identificazione delle navi responsabili. L’agenzia europea per la sicurezza marittima assisterà la Commissione e gli Stati membri, assicurando il monitoraggio e la sorveglianza via satellite. In questo contesto, l’Unione europea dovrà rafforzare le sinergie fra le autorità responsabili dei controlli, quali i servizi nazionali di guardia costiera. La direttiva contro l’inquinamento provocato dalle navi dimostra che l’approccio europeo è efficace nei settori in cui la legislazione nazionale e internazionale è insufficiente. Contrariamente a quanto alcuni sostengono, le nuove regole non criminalizzeranno il settore marittimo, ma favoriranno la responsabilizzazione degli operatori e aiuteranno a eliminare dal settore chi inquina deliberatamente o per grave negligenza. L’obiettivo principale della nuova normativa è promuovere la qualità del trasporto marittimo e proteggere le coste e le acque europee. In qualità di vicepresidente della Commissione europea e di membro del Parlamento europeo, riteniamo che ciò sia un nostro dovere nei confronti dei cittadini dell’Europa.  
     
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