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9  FEBBRAIO 2004

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COME FINANZIARE L'UNIONE AMPLIATA?

Strasburgo, 9 febbraio 2004 - Il prossimo 10 febbraio la Commissione adotterà una comunicazione generale sulle prossime prospettive finanziarie per il periodo 2007-2013 e la presenterà subito dopo al Parlamento europeo. Nella comunicazione, tra le altre cose, la Commissione illustrerà le sue proposte riguardo alla fissazione del tetto delle risorse proprie in termini di percentuale del Reddito Nazionale Lordo per l'Unione a 27 membri (pari all'1,27% per l'attuale periodo di programmazione), nonché la suddivisione nelle diverse rubriche. Il dibattito si annuncia animato. Il 15 dicembre scorso, infatti, con una lettera aperta, sei Stati membri contributori netti al bilancio Ue - Germania, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Austria e Svezia - avevano dichiarato la loro intenzione di limitare il livello dei pagamenti all'1% del Reddito Nazionale Lordo. D'altra parte, in occasione della seduta plenaria del Parlamento europeo nel gennaio scorso, diversi deputati avevano condannato tale iniziativa. Successivamente, il Presidente Prodi ha dichiarato che «questo è uno strano momento per proporre un abbassamento del tetto delle risorse dell'Unione europea all'1%». Inoltre, il commissario Barnier ha affermato che «la proposta dell'Esecutivo andrà oltre l'1%». Le prospettive finanziarie rappresentano il quadro di riferimento delle spese comunitarie per un dato periodo, in funzione delle grandi priorità decise dalle Istituzioni. Esse indicano l'ampiezza massima e la composizione delle spese previste dell'Unione e sono decise da Parlamento, Consiglio e Commissione sulla base di un accordo interistituzionale. Il sistema delle prospettive finanziarie mira a rafforzare la disciplina di bilancio, a controllare l'aumento totale delle spese e a garantire uno svolgimento armonioso della procedura. Le prospettive finanziarie introducono un doppio tetto: quello totale e quello per categoria di spesa.

6 FEBBRAIO 2004: L’UE HA CELEBRATO LA GIORNATA DELLA SICUREZZA DI INTERNET
Bruxelles, 9 febbraio 2004. In tutta Europa si è festeggiato il 6 febbraio il Safer Internet Day, ovvero la giornata della sicurezza di Internet. Si tratta di un evento organizzato nell’ambito del programma della Commissione europea per l’uso sicuro di Internet che promuove il diritto, per i minori, di navigare sicuri sulla rete. In questa occasione saranno presentati i diversi progetti, filmati e iniziative premiate che hanno beneficiato di un finanziamento del programma. La manifestazione vedrà la partecipazione di esponenti del settore privato, del settore pubblico e delle associazioni di volontariato. I partecipanti al programma per la sicurezza di Internet hanno importanti risultati al loro attivo. Nell’ottobre 2003, ad esempio, grazie ad indicazioni di Inhpe, un’associazione di hotline Internet, è stato possibile smantellare una rete mondiale di pornografia infantile. Dal novembre dello stesso anno opera inoltre la piattaforma di filtraggio dei contenuti Icraplus (Internet Content Rating Association). La giornata della sicurezza di Internet sarà celebrata simultaneamente in 12 paesi europei (Danimarca, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna e Svezia), oltre che in Australia. Alla manifestazione partecipano le autorità pubbliche, le imprese che operano in Internet e centinaia di altre organizzazioni. “Affinché Internet faccia il suo ingresso in tutte le case e in tutte le imprese dell’Unione europea è indispensabile che tutti i cittadini si sentano sicuri, anche quando a navigare sulla rete sono i loro figli”, ha affermato Erkki Liikanen, commissario europeo per le Imprese e la Società dell’informazione. “Il programma per l’uso sicuro di Internet è la dimostrazione di come azioni di portata ridotta ma opportunamente mirate possano contribuire in modo decisivo ad accrescere la fiducia. Questa giornata sarà la testimonianza di questi successi, anche se – dobbiamo riconoscerlo – il percorso è ancora lungo in termini di sensibilizzazione del pubblico. Uno studio di Eurobarometro di prossima pubblicazione rivela che quasi il 60% dei cittadini europei non sa dove e a chi segnalare i contenuti illegali e nocivi presenti in Internet affinché possano essere tolti dalla rete". Tra le manifestazioni previste, citiamo le cerimonie di premiazione delle campagne di affissione di manifesti destinati ai bambini (Germania e Paesi Bassi), il lancio del programma educativo e del video sulla sicurezza di Internet (Irlanda) e la presentazione, da parte dei bambini spagnoli, di una carta dei diritti di Internet ai parlamentari del loro paese. Promotore di questa giornata è la Safer Internet Awareness Campaign, un’iniziativa che è il frutto di due progetti finanziati dal programma dell’Unione europea per la sicurezza di Internet: Safeborders e Safety, Awareness, Facts and Tools (Saft). Il programma dell’Unione europea, operativo dal 1999, si propone di garantire un ambiente sicuro anche nelle altre forme di comunicazione elettronica quali i contenuti digitali trasmessi tramite banda larga e telefonia mobile, i giochi online, il trasferimento di file peer-to-peer e le altre forme di comunicazione in tempo reale quali le chat room e la messaggeria istantanea. Scopo specifico del programma è proteggere i bambini e i giovani da qualsiasi forma di sfruttamento. Il programma, che ha erogato finanziamenti pari a 38 milioni di euro tra il 1999 e il 2004, è articolato attorno a quattro aree di intervento: sostenere la costituzione di una rete europea di hotline per la segnalazione dei contenuti illegali; favorire l’autoregolamentazione; sviluppare sistemi di classificazione e di filtraggio dei contenuti e procedere all’analisi comparativa dei prodotti e dei servizi di filtraggio; sensibilizzare il pubblico in merito all’uso sicuro di Internet. Nei quattro anni di funzionamento, il programma ha visto la partecipazione di oltre 130 organizzazioni di 17 paesi europei. Tra le sue attività future, il programma prevede di istituire una rete di centri di sensibilizzazione sulla sicurezza di Internet e di estendere l’attuale rete di hotline incaricate di segnalare i contenuti illegali. Si prevede che nelle prossime settimane la Commissione adotti una decisione in merito alla prosecuzione del programma – con il nome Safer Internet plus – per il periodo 2005-2008. Infolink: http://www.Safer-internet.net/sid-programme.asp  http://europa.Eu.int/iap 

RICERCA IN MATERIA DI SICUREZZA: L’UE ENTRA IN AZIONE PER PROTEGGERE MEGLIO I PROPRI CITTADINI
Bruxelles, 9 febbraio 2004. La Commissione europea ha presentato gli elementi costitutivi di una fase sperimentale, o “azione preparatoria”, per la ricerca in materia di sicurezza. La comunicazione, intitolata “Verso un programma per lo sviluppo della sicurezza europea attraverso la ricerca e la tecnologia”, spiega perché la ricerca in materia di sicurezza debba essere coordinata a livello europeo. Essa indica alcune sfere d’intervento prioritarie, come la difesa contro il terrorismo (compreso il bioterrorismo), una migliore gestione delle emergenze, nonché il rafforzamento della sicurezza, affidabilità, protezione ed interoperabilità dei sistemi di comunicazione, in modo da consentire alle autorità civili e militari degli Stati membri di agire in modo coordinato attraverso il territorio dell’Ue. Un bilancio di 65 milioni di euro è stato stanziato per la fase iniziale (2004–2006). L’azione preparatoria dovrebbe sfociare in un programma europeo di ricerca sulla sicurezza, che avrà inizio nel 2007. Inteso come strumento per attrarre le competenze e gli investimenti necessari allo sviluppo congiunto di tecnologie al servizio della sicurezza in Europa, tale programma dovrebbe anche contribuire, a lungo termine, ad accrescere il margine concorrenziale dell’industria europea in questi settori. “L’europa è attualmente caratterizzata da un’eccessiva frammentazione e sovrapposizione di strutture e programmi in materia di sicurezza, il che ostacola l’efficienza economica ed è fonte di molti altri problemi”, ha dichiarato il commissario europeo per la ricerca Philippe Busquin. “L’interfecondazione di idee e risultati tra ricerca civile e militare rappresenta una sfida stimolante per un’Europa allargata. Tuttavia, per metterla in pratica, l’Europa deve investire in una cultura che sfrutti le forze combinate dell'industria e del mondo della ricerca in questo importante settore. L’azione preparatoria offrirà utili insegnamenti e contribuirà a generare il bagaglio cognitivo e a gettare le basi per future attività in questo campo.” “L’orientamento dell’Europa verso la sicurezza civile rappresenta il logico corollario delle attività di ricerca in corso nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”, ha affermato a sua volta il commissario per le imprese e la società dell'informazione Erkki Liikanen. “Le Tic costituiscono una componente essenziale della ricerca europea nel campo della difesa e assicurano una solida base concorrenziale e tecnologica all’industria. Mettendo a frutto il potenziale di ricerca dell’industria e della difesa, sarà possibile accelerare il passo verso il raggiungimento del duplice obiettivo dell’Ue di investire nella ricerca fino al 3% del Pil e di affermarsi come l’economia basata sulla conoscenza più competitiva a livello mondiale”. La fase sperimentale L’azione preparatoria in materia di ricerca sulla sicurezza intende sopperire al fabbisogno dei potenziali utenti delle tecnologie pertinenti, i quali appartengono per la maggior parte al settore pubblico (pubblica amministrazione, agenzie di sicurezza, organizzazioni non governative). I primi inviti a presentare proposte per l’azione preparatoria saranno pubblicati ai primi di marzo 2004. Per il prossimo anno sono stati stanziati 15 milioni di euro, destinati a finanziare da sei a otto progetti e attività di sostegno. I progetti di ricerca selezionati perseguiranno missioni specifiche, cioè dovranno essere in grado di produrre risultati tangibili in determinati settori chiave rispondenti alle sfide urgenti cui l'Europa deve far fronte in materia di sicurezza. Sfide urgenti in materia di sicurezza In seguito a consultazioni con le autorità nazionali, con i rappresentanti dell'industria e con un gruppo di autorevoli esponenti europei del mondo industriale, politico e accademico, sono state individuate le seguenti missioni prioritarie: accrescere la consapevolezza della situazione; ottimizzare la sicurezza e la protezione dei sistemi collegati in rete; proteggere dal terrorismo (compresi il bioterrorismo e gli incidenti con sostanze biologiche, chimiche o di altra natura);potenziare la gestione delle crisi (comprese le operazioni di evacuazione, ricerca e salvataggio, l’eliminazione degli agenti attivi e il risanamento);realizzare l'interoperabilità e sistemi integrati di informazione e comunicazione; I bandi verteranno anche su una serie di "attività di sostegno" incentrate su particolari argomenti, quali la frammentazione delle strutture di sicurezza in Europa, studi socioeconomici e di mercato, elaborazione di scenari (tra cui l'analisi delle minacce) e previsioni tecnologiche. Le prossime tappe L’azione preparatoria spianerà la strada a un’eventuale decisione del Parlamento europeo e del Consiglio volta ad istituire dopo il 2006 un programma europeo di ricerca sulla sicurezza. Grazie all’esperienza e ai risultati di questa prima fase preparatoria, il futuro programma di ricerca sulla sicurezza potrà essere congegnato in maniera ottimale e dotato di risorse finanziarie adeguate, sí da contribuire concretamente all'eccellenza tecnologica e all'acquisizione delle capacità necessarie all'Ue per promuovere la pace, la sicurezza e la prosperità sia in Europa che altrove.

VALUTAZIONE SULLE IMPLICAZIONI ETICHE DELLA RICERCA SULLA PREVENZIONE DEL BIOTERRORISMO
Bruxelles, 9 febbraio 2004 - Dopo le proposte presentate dalla Commissione il 3 febbraio per la creazione di un programma di ricerca Ue sulla sicurezza, sono in molti a considerare la ricerca scientifica e tecnologica come la risposta decisiva alle minacce sempre più avvertite di attacchi terroristici globali. Nel caso del bioterrorismo, si valuta che dalle 75 alle 100 imprese in tutto il mondo siano impegnate nella ricerca per la messa a punto di vaccini e farmaci destinati ad attenuare gli effetti di un attacco biologico. Tali ricerche tuttavia sollevano serie preoccupazioni etiche, sia in termini di applicazione finale dei risultati che di metodi per la validazione dei prodotti. Per risolvere questi problemi, il 3 e 4 febbraio la Commissione ha ospitato a Bruxelles una conferenza sulle implicazioni etiche della ricerca sulle armi biologiche e la prevenzione del bioterrorismo. Per l'occasione si sono riuniti esperti di vari campi di tutto il mondo, e la conferenza, più che fungere da conclusione al dibattito, era destinata a stimolare il dialogo internazionale sulla questione. Secondo il prof. Emilio Mordini, coordinatore di un progetto finanziato dall'Ue sulle implicazioni bioetiche della globalizzazione, 'la comprensione scientifica dei sistemi viventi e della loro manipolazione sta crescendo in misura esponenziale, sotto la forte spinta dei progressi nella computerizzazione [e] la diaspora globale delle conoscenze bioscientifiche [...]. Scoperte in questo campo apporteranno grandi benefici al genere umano, ma daranno anche adito allo sviluppo di una nuova miriade di terribili armi biologiche'. 'La distinzione tra la biologia bianca ed il suo lato oscuro sta solo negli intenti e nelle applicazioni. Con rare eccezioni, sarà veramente difficile mantenere sotto sequestro la nuova conoscenza bioscientifica che potrebbe essere applicata alla creazione di armi biologiche senza danneggiare al tempo stesso la ricerca biomedica utile e la biodifesa essenziale', ha aggiunto il prof. Mordini. Per il Dr Charles Penn, del centro inglese di ricerca e microbiologia applicata, la questione va ponderata in termini di rischi e benefici: 'Si deve trovare il giusto mezzo tra libertà negli sforzi di ricerca e cooperazione, che per noi sono vitali per realizzare vantaggi per la salute pubblica, e i controlli destinati ad evitare l'uso distorto di materiali e conoscenze'. Anche quando questo tipo di ricerca è inequivocabilmente mirato ad assicurare benefici o sicurezza alla società, restano pur sempre dei nodi etici da sciogliere. L'uso di cavie umane nei test clinici è regolamentato da accordi internazionali, che stabiliscono che i partecipanti debbano dare un consenso informato e che la ricerca debba essere approvata da un processo d'esame etico indipendente che calcoli i rischi e i benefici della sperimentazione. Tuttavia, in un settore sensibile come la biodifesa, elementi o anche porzioni significative della ricerca potrebbero essere considerate riservate da parte dello stato o dell'agenzia interessati. Alla luce di questo dato di fatto, la conferenza si è chiesta se la ricerca sulla biodifesa debba essere soggetta agli stessi standard etici della normale sperimentazione clinica e come questi standard vadano interpretati, considerata la necessità della segretezza e la difficoltà di svolgere un'analisi rischio-beneficio in un campo cosi pieno di incertezze qual è il bioterrorismo. Anche nel caso di ricerche top secret nella biodifesa, i partecipanti si sono espressi all'unanimità a favore dell'applicazione degli stessi standard etici che disciplinano la sperimentazione su cavie umane in medicina. È stato inoltre ricordato che, secondo la convenzione del Consiglio d'Europa sui diritti umani e la biomedicina, anche se un paese deve far fronte ad una guerra o ad un conflitto, difendere i suoi interessi economici o affrontare minacce alla sicurezza nazionale, non sono previste eccezioni a questi standard. Il prof. Reidar Lie dell'università di Bergen, in Norvegia, ha fatto notare che l'esigenza di ottenere il consenso informato del paziente non comporta una rivelazione totale. Devono essere fornite solo quelle informazioni che potrebbero modificare la decisione di una persona di partecipare o meno alla sperimentazione, cautela che nella maggior parte dei casi annulla la necessità di divulgare informazioni classificate. La questione della segretezza si fa più problematica quando si passa all'esame dei test clinici da parte di un comitato etico indipendente, ha affermato il prof. Lie. 'Con le debite precauzioni di sicurezza, il presidente del comitato potrebbe decidere se la ricerca possa essere esaminata senza che sia necessario analizzare l'informazione classificata. Se è possibile, bene; ma se non lo è, o si abbandona la sperimentazione o si trova un'altra soluzione'. L'altra soluzione potrebbe essere quella di creare uno speciale comitato etico di esperti, con le debite cautele di sicurezza, ha detto il prof. Lie, ma si è chiesto in che modo, in tal caso, si potrebbe garantire l'indipendenza dell'esame. La difficoltà di trovare risposte definitive a questo e ad altri interrogativi sollevati durante la conferenza è apparsa chiaramente ai partecipanti, ma la maggior parte ha convenuto della necessità di mantenere vivo un dialogo internazionale sulla questione allo scopo di compiere un qualche progresso, ed ha affermato che discussioni come questa possono contribuire a rispondere alle sfide poste da questa forma prettamente scientifica dell'arte della guerra moderna.

IOSCO: ISTITUITA UNA TASK FORCE INTERNAZIONALE CONTRO LE FRODI FINANZIARIE
Milano, 9 febbraio 2004 - La Iosco (International Organization of Securities Commissions)*, di cui la Consob fa parte, ha istituito una task force internazionale per combattere le frodi finanziarie internazionali e gli abusi di mercato. La task force, istituita nell'ambito del Comitato tecnico Iosco, è composta dai presidenti di alcune delle istituzioni aderenti all'Organizzazione. La decisione è stata presa a Madrid, dove i rappresentanti delle istituzioni aderenti alla Iosco erano riunitI per l'inaugurazione della nuova sede dell'Organizzazione. Queste, in sintesi, le priorità della task force: identificare i problemi evidenziati dalle recenti crisi internazionali, con specifico riferimento alla trasparenza del mercato dei corporate bonds, al ruolo dei soggetti non regolamentati, alla complessità delle strutture finanziarie dei gruppi, all'adeguatezza dei sistemi sanzionatori; rivedere l'applicazione degli standard esistenti, con particolare riferimento ai meccanismi di cooperazione internazionale; suggerire adeguati strumenti di regolamentazione finalizzati alla migliore identificazione e valutazione dei rischi da parte delle autorità di vigilanza, con specifica attenzione alle giurisdizioni sottoregolamentate e scarsamente cooperative, i cosiddetti paradisi legali. A conclusione della riunione di Madrid, il Comitato tecnico Iosco ha inoltre deciso di avviare una valutazione dei progressi compiuti in materia di attuazione dei principi relativi all'indipendenza dei revisori contabili e di definire standard internazionali per i fenomeni del late trading e del market timing, oltre che per la governance dei fondi comuni di investimento. Il Comitato tecnico ha quindi istituito una speciale task force, presieduta dal commissario della Sec Roel Campos, per la redazione, nei prossimi sei mesi, di un codice di condotta per le agenzie di rating. Le recenti rivelazioni di gravi irregolarità nell'attività di revisione contabile e certificazione hanno evidenziato il rilievo delle iniziative assunte dalla Iosco e dalle autorità di vigilanza ad essa aderenti per promuovere elevati standard di trasparenza e correttezza contabile, garantire il corretto funzionamento dei mercati finanziari, assicurare protezione agli investitori. L'impegno della Iosco e dei suoi Membri in questa direzione nasce nel 2001 con la denuncia delle prime significative irregolarità allora riscontrate in materia di revisione, certificazione e comunicazione al pubblico. Le iniziative Iosco sono state avviate in stretta collaborazione con le competenti istituzioni internazionali, quali il Financial Stability Forum, lo Iasb (Iternational Accounting Standards Board), e l'Ifac (International Federation of Accountans). Negli ultimi due anni il Comitato tecnico ha emanato una serie di dichiarazioni di principi finalizzate promuovere modifiche normative per la correzione delle deficienze riscontrate in materia di revisione contabile delle società quotate, di indipendenza dei revisori, di vigilanza sulla revisione e di informazione al pubblico da parte delle società. Il Comitato tecnico ha inoltre diffuso rapporti e dichiarazioni di principio relativi agli analisti finanziari e alle agenzie di rating, per una corretta gestione dei conflitti d'interesse: i principi enunciati in tali documenti costituiscono la base per un'adeguata riforma delle norme che disciplinano questi settori. Nel 2002 la Iosco ha inoltre adottato un accordo multilaterale per la cooperazione regolamentare e lo scambio di informazioni che costituisce un nuovo efficace strumento per migliorare la capacità delle autorità di vigilanza nazionali di condurre indagini transfrontaliere sulle frodi finanziarie internazionali. Ribadita l'importanza di una costante vigilanza, a livello sia nazionale che sovranazionale, la Iosco sottolinea, tuttavia, che l'onere della prevenzione e della vigilanza sulle irregolarità contabili nelle società quotate spetta in primo luogo agli amministratori e ai manager delle società emittenti e delle società di revisione contabile. Gli amministratori di tali società devono avviare, quale necessario complemento a qualsiasi riforma regolamentare, una profonda revisione dei meccanismi di corporate governance e delle altre procedure interne di controllo, promuovendo una cultura d'impresa in grado di prevenire i comportamenti scorretti. * La Iosco è l'associazione mondiale delle autorità di vigilanza dei mercati mobiliari, con sede a Madrid. Promuove la cooperazione e l'adozione di elevati standard regolamentari per assicurare correttezza, efficienza e solidità ai mercati. Attualmente la Iosco associa 171 autorità nazionali di oltre 100 Paesi.

PARMALAT: AVVIARE LE RIFORME DEL DIRITTO SOCIETARIO
Strasburgo, 9 febbraio 2004 - Risparmiatori rovinati, migliaia di dipendenti a rischio disoccupazione, fornitori non liquidati, miliardi di euro distolti dai bilanci anche tramite società offshore, indagini sulle responsabilità delle banche, delle società di revisione e degli organismi di controllo, proprietario e amministratori in carcere per frode. E' questo, finora, il risultato del crac della multinazionale Parmalat venuto alla luce nel dicembre scorso, che esula dal contesto prettamente italiano per assumere una valenza internazionale attraverso le ampie ramificazioni del gruppo nel mondo e per le società europee e americane chiamate in causa. La Commissione farà una dichiarazione al Parlamento riguardo al governo d'impresa e la supervisione dei servizi finanziari, alla luce del caso Parmalat. In occasione del Consiglio Ecofin del 21 gennaio scorso il Commissario Bolkestein ha affermato che molto probabilmente le proporzioni di questo caso superano quelle di Enron ed ha indicato che si dovrà tener conto degli insegnamenti del caso Parmalat per adeguare il piano d'azione «Modernizzare il diritto delle società e rafforzare il governo societario nell'Unione europea», presentato nel maggio 2003 dalla Commissione. Sulla scia di questo piano, l'Esecutivo presenterà all'inizio di marzo 2004 alcune proposte sul controllo legale della contabilità delle imprese. Queste proposte verteranno in particolare su: sanzioni più severe contro le malversazioni, norme di indipendenza e etiche per i revisori, norme di verifica esigenti, il principio di responsabilità per i revisori dei conti consolidati dei gruppi, l'indipendenza dei comitati di revisione delle imprese quotate in borsa, il miglioramento della cooperazione tra gli organi nazionali di controllo e con gli organi di controllo dei Paesi terzi. Il caso Parmalat, secondo Bolkestein, ha rivelato inoltre che alcune misure prospettate nel piano d'azione sono particolarmente urgenti. Si tratta, segnatamente, della responsabilità collettiva dei dirigenti di un'impresa a proposito della contabilità, nonché della diffusione dell'informazione sulla struttura dei gruppi e sulle relazioni all'interno di un gruppo. Il Commissario ha inoltre sottolineato l'urgenza che gli Stati membri applichino la direttiva sugli abusi di mercato, che deve entrare in vigore nell'ottobre 2004 e quella sui «prospetti» per l'informazione in borsa, che entrerà in vigore a metà del 2005. Bolkestein ha poi concluso esprimendo l'auspicio che sia adottata rapidamente la direttiva sulla trasparenza, finora ferma a causa del dissenso sulla pubblicazione dei conti trimestrali delle imprese.

AGENZIE DI RATING: IL SISTEMA FUNZIONA, MALGRADO LE FRODI, MA OCCORRE PIÙ TRASPARENZA
Strasburgo, 9 febbraio 2004 - La commissione per i problemi economici e monetari ha adottato una relazione d'iniziativa di Giorgos Katiforis (Pse, Gr) sul ruolo e i metodi delle agenzie di rating con la quale si chiede all'Esecutivo di sottoporre al Parlamento, entro il 31 luglio 2005, la propria valutazione circa la necessità di proporre nuove misure legislative. Tuttavia, essa respinge fermamente qualsiasi tentativo d'intervento normativo in merito alla sostanza dei pareri espressi dalle agenzie tramite i loro rating o altre dichiarazioni circa l'affidabilità dei debitori. L'organo parlamentare, infatti, sottolinea la necessità di una totale libertà di espressione e di indipendenza delle agenzie da influenze sia politiche sia commerciali. I deputati, pur riconoscendo che globalmente le agenzie di rating abbiano una solida reputazione e rivestano un ruolo molto utile per gli emittenti, gli investitori e le autorità di regolamentazione nella valutazione dell'affidabilità creditizia dei debitori, notano come, in alcuni casi, esse siano state criticate per aver fornito valutazioni inadeguate o per aver contribuito alla destabilizzazione dei mercati. A tale proposito, la relazione sottolinea che singoli casi di fallimento, «specie quelli dovuti a frode, non sono di per sé la prova di una défaillance di un'agenzia di rating, in quanto le valutazioni stanno a significare possibilità o probabilità di default sui debiti». Infatti, solo se il numero dei casi in cui si verificano default diverge in modo marcato dai criteri di riferimento per quel tipo di valutazione, «o se le ragioni di sospettare una frode nei casi più flagranti fossero troppo evidenti per essere trascurate, si può affermare che il sistema abbia fallito», precisa la relazione. D'altra parte, sottolineando la struttura fortemente concentrata delle agenzie di rating, nonché la prevalentemente componente americana della loro attività, chiedono che sia favorito l'emergere in Europa di agenzie che tengano maggiormente conto delle particolarità e dei bisogni specifici delle piccole e medie imprese, anche in considerazione di un crescente ricorso al rating nei mercati finanziari europei. La relazione, poi, chiede alle autorità competenti dell'Unione europea di esaminare il grado di concentrazione che caratterizza l'attività di rating e di stabilire se sussiste una situazione di oligopolio. Infine, nel notare come non esista nell'Unione europea un'autorità di regolamentazione paragonabile alla Sec americana, i deputati invitano la Commissione , il Comitato delle autorità europee di regolamentazione dei valori mobiliari (Caervm) ed il Comitato delle banche europee a formulare della raccomandazioni precise sui criteri necessari per garantire una maggiore trasparenza delle operazioni eseguite dalla agenzie di rating. Sempre in materia di trasparenza, i deputati ritengono che gli emittenti che scelgono di fare valutare il loro debito debbano avere l'obbligo di fornire alle agenzie di rating tutte le informazioni utili e di dare seguito alle loro specifiche richieste. Parallelamente, le agenzie debbono sottoporsi a obblighi simili in materia di trasparenza riguardo ai loro metodi, ai modelli che applicano e al carattere retributivo del rapporto che le agenzie intrattengono con gli emittenti.

TAVOLI DI CONCILIAZIONE ASSOCIAZIONI CONSUMATORI E BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA: LA CONCLUSIONE DEI LAVORI È PREVISTA INDICATIVAMENTE PER LA FINE D'APRILE 2004
Siena, 9 febbraio 2004 - Con riferimento ai protocolli d'intesa firmati da Banca Mps con le Associazioni Consumatori iscritte all'apposito Albo del Ministero delle Attività Produttive (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori, Lega Consumatori Acli, Unione Nazionale Consumatori), riguardanti la realizzazione di Tavoli di Conciliazione per l'esame, caso per caso, dei ricorsi sui piani finanziari My-way e 4You e sui prodotti strutturati della ex Banca 121 (Btp-tel, Btp-online, Btp-option, ecc.), si rende noto che i lavori dei Tavoli proseguono con soddisfazione delle parti. Mentre per quanto riguarda i prodotti strutturati la raccolta dei reclami da parte delle Associazioni è ancora in corso, per quanto attiene ai piani finanziari My Way e 4You, essendo la raccolta terminata con il 31 dicembre u.S., è possibile stilare - di seguito - un primo bilancio. - Alla data del 31/12/2003, termine ultimo per la presentazione dei reclami attraverso i tavoli, le Associazioni dei Consumatori hanno inviato a Banca Mps 6.599 reclami inerenti i Piani Finanziari My Way e 4You. - Alla data del 31/1/2004 i Tavoli hanno già esaminato 3.369 reclami, pari al 51% del totale raccolto, con il seguente esito: . Nel 18,6% dei casi si è provveduto a formulare ai risparmiatori proposta di rimborso per un importo compreso tra l'80% e il 100% delle somme versate, oltre al totale abbuono degli oneri di attualizzazione previsti contrattualmente (cosiddetta ‘fascia A'); . Nel 49,3% dei casi si è provveduto a formulare ai risparmiatori proposte di ristrutturazione dei piani finanziari, con effetto di riduzione della rata o della durata del piano sottoscritto; in alternativa si è offerta la possibilità di abbandonare i piani a partire dal sesto anno dalla data di sottoscrizione senza oneri di attualizzazione e con immediata riduzione del tasso di finanziamento; in alcuni casi è stato invece offerto un rimborso fino all'80% delle rate versate (cosiddetta ‘fascia B'); . Nel 32,1% dei casi il reclamo è stato valutato non accoglibile. I lavori dei Tavoli di conciliazione relativi a My Way e 4You si concluderanno indicativamente il 30 aprile 2004, in linea con le previsioni stimate alla firma del Protocollo d'intesa.

CONFINDUSTRIA, PER 60 MILA PMI INCENTIVI A RISCHIO ESAURITI I FONDI PER IL SOSTEGNO AGLI INVESTIMENTI
Roma, 9 febbraio 2004 - "Si stanno esaurendo i fondi per il sostegno agli investimenti di oltre 60.000 piccole e medie imprese". E' Sandro Salmoiraghi, Presidente di Piccola Industria di Confindustria, a lanciare l'allarme sugli incentivi alle Pmi. "Se non si interverrà con un emendamento al disegno di legge di conversione del decreto 355/2003, il cosiddetto decreto "milleproroghe", - afferma Salmoiraghi - le Regioni non saranno in grado di rifinanziare per il 2004 le leggi di incentivazione agli investimenti delle Pmi per le quali, finora, sono stati stanziati annualmente circa 700 milioni di euro". "Sono più di 60.000 le imprese, perlopiù industriali ed artigiane, - prosegue - che annualmente utilizzano questi fondi e che saranno quindi messe nelle condizioni di rivedere i loro piani di investimento, depotenziando in questo modo una delle spinte per la ripresa del ciclo economico. Si stanno inoltre rapidamente prosciugando – ricorda il Presidente di Piccola Industria – i residui dei Fondi unici regionali destinati a finanziare i vari strumenti d'incentivazione agli investimenti : dalla Legge Sabatini alla Legge 598/94 sull'innovazione, per finire agli incentivi automatici delle leggi 341/95, 266/97 e 140/97 per la ricerca". "Siamo giunti a questa situazione – sottolinea infine Salmoiraghi - dopo che Confindustria e Regioni avevano addirittura chiesto in sede di approvazione della Finanziaria un incremento dei fondi destinati agli incentivi regionali".

PRECISAZIONE BNL SULLA VICENDA ALETTI.
Roma, 9 febbraio 2004. In merito alle notizie riportate dai media nazionali su vicende oggetto di indagini della procura di Busto Arsizio che hanno coinvolto il promotore finanziario di Banca Bnl Investimenti, Ernesto Aletti, e alcuni dipendenti di Bnl, si precisa quanto segue: In questa vicenda, il Gruppo Bnl, insieme ai clienti coinvolti, è parte lesa ed ha proceduto, non appena riscontrato il comportamento illecito del promotore, alla presentazione all’Autorità Giudiziaria - nel giugno 2003 - di circostanziata denuncia querela contro lo stesso e al suo licenziamento con revoca del mandato. - La Banca ha immediatamente avviato approfondite verifiche interne sulle operazioni poste in essere dal promotore, contattando tutti i clienti coinvolti per verificare la regolarità delle operazioni stesse. Ad oggi si è pervenuti al componimento delle vertenze con circa la metà dei clienti interessati dalle operazioni collegate all’attività illecita del promotore Aletti. Per quanto riguarda i dipendenti Bnl, la Banca , sulla base dei fatti finora a lei noti, ritiene di poter escludere una loro partecipazione attiva negli intenti fraudolenti posti in essere dal promotore e confida che ciò potrà essere ampiamente dimostrato in sede giudiziaria. Bnl ribadisce l’estraneità ai fatti illeciti riportati e si riserva, anche nell’interesse dei propri clienti e dipendenti, di agire in tutte le sedi più opportune per tutelare il proprio operato.

ACCORDO FRA CONGAFI INDUSTRIA E POPOLARE DI VICENZA
Vicenza, 9 febbraio 2004 - Tra Congafi Industria di Gorizia e Banca Popolare di Vicenza è stato sottoscritto in questi giorni un accordo che contempla la costituzione di un plafond di 6 milioni di euro da mettere a disposizione delle aziende associate al Consorzio a condizioni particolarmente vantaggiose. Il protocollo è stato sottoscritto da Salvatore Palermo, presidente di Congafi Industria, e da Gianfranco Corner, Capo Area Friuli Venezia Giulia della Bpvi. Grazie all’intesa raggiunta saranno disponibili nuovi interessanti mezzi finanziari per le aziende che, trovandosi proprio in questo periodo ad operare in una situazione non certo facile, possono disporre di un concreto sostegno per la soluzione di parte delle problematiche causate dalla bassa capitalizzazione e per contrastare la concorrenza sempre più marcata proveniente dal mercato globale. Le linee di credito avranno tassi indicizzati, legati all’euribor, con uno spread estremamente vantaggioso. Più in dettaglio, per i progetti di investimenti la Banca ha predisposto specifici finanziamenti chirografari e ipotecari, mentre per quanto riguarda il sostegno dei progetti di capitalizzazione viene messo a disposizione il cosiddetto prestito partecipativo, un prodotto finanziario innovativo e interessante che, dopo l’avvenuto versamento dei 3/10 da parte dei soci, consente di anticipare alle aziende il versamento dei restanti 7/10 relativi all’aumento del capitale sociale. Particolare soddisfazione per l’intesa raggiunta è stata espressa dal Presidente Palermo, mentre da parte sua il Capo Area Forner ha sottolineato il crescente impegno della Popolare di Vicenza a fianco delle imprese sia sul versante dei finanziamenti che su quello della consulenza a tutto campo.

BANCAETRURIA CONFERMA LA CRESCITA NEL 2003: MIGLIORANO GLI AGGREGATI PATRIMONIALI ED ECONOMICI
Arezzo, 9 febbraio 2004 - Il Consiglio di Amministrazione di Bancaetruria ha approvato il 4 febbraio i risultati consolidati ed individuali dell'ultimo trimestre del 2003. Per il Gruppo Etruria l'utile da attività ordinarie del trimestre raggiunge 6,3 milioni di euro, portando il dato tendenziale al 31/12/03 a 41,3 milioni di euro (+83,74% sul 31/12/02). Il margine di intermediazione nel quarto si attesta a 69,0 milioni di euro, principalmente influenzato dall'apporto positivo dei profitti da negoziazione pari a 3,6 milioni di euro, mentre il margine di interesse è pari a 35,9 milioni di euro per la crescita dei volumi di impiego. Il Risultato Lordo di Gestione nel periodo è di 22,9 milioni di euro, portando il dato di fine anno a 74,6 milioni di euro (+61,88% rispetto al 31/12/02). Tra i volumi patrimoniali rispetto al 31 dicembre dello scorso anno, si segnala la crescita degli impieghi economici a 3.365,763 milioni di euro (+2,58%) e la diminuzione della raccolta diretta 3.984,48 (-3,25%). Quest'ultimo risultato rimane influenzato dagli effetti dalla cessione di sportelli perfezionata con la Banca Popolare di Roma e dalla scelta di diminuire forme tecniche di raccolta onerosa. Prosegue la politica di rafforzamento patrimoniale con rettifiche e accantonamenti che raggiungono i 33 milioni di euro. Migliora l'indice Cost/income che passa dal 79,02 di dicembre 2002 al 69,79 di quest'anno al lordo delle rettifiche sulle immobilizzazioni. Per la Capogruppo Bancaetruria , l'utile da attività ordinarie raggiunge i 4,694 milioni di euro e proietta il dato al 31/12/03 a 33,831 milioni di euro (+49,03 sul 31/12/02). Quest'ultimo dato si discosta del 14,58% rispetto al budget (39,606 milioni di euro) a seguito soprattutto di maggiori rettifiche ed accantonamenti (31 milioni di euro), derivanti in parte dalla cessione pro soluto di crediti in sofferenza per circa 43 milioni di euro. Nel trimestre il margine di intermediazione si attesta a 62,2 milioni di euro ed il risultato lordo di gestione a 19,8 milioni di euro. Confrontando il dato tendenziale alla fine 2003 con lo stesso periodo dello scorso anno il margine di intermediazione sale a 223,1 milioni di euro (+9,63%) ed il risultato lordo di gestione raggiunge i 70,0 milioni di euro (+35,09%). Rispetto al dicembre 2002, in crescita anche la raccolta totale che raggiunge 7.119 milioni di euro (+1,18%) grazie alla crescita nel risparmio gestito a 1.341,883 milioni di euro (+24,54%), principalmente dovuta all'azione di trasformazione della raccolta indiretta da amministrata a gestita. Gli impieghi economici aumentano a 3.542,94 milioni di euro (+7,98%). I risultati del percorso di efficentamento avviato nel corso dell'anno con l'attuazione del Piano Industriale 2003-2005 sono espressi anche dal miglioramento del Roe al 5,94% (2,46% nel 2002) che supera quindi le attese di budget che indicavano un livello pari al 5,88%. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre preso atto delle dimissioni del Consigliere Renzo Baronti ed ha cooptato Enrico Fazzini.

IL CDA BENETTON ESAMINA L’ANDAMENTO DELLA GESTIONE 2003 E LE PREVISIONI 2004
Ponzano, 9 febbraio 2004 – Il Consiglio di Amministrazione di Benetton Group, riunitosi il 6 febbraio, ha esaminato le anticipazioni della chiusura dell’esercizio 2003. I dati confermano i ricavi consolidati intorno ai 1.850 milioni di euro. L’autofinanziamento per l’esercizio appena chiuso si dovrebbe attestare sui 315 milioni di euro e la posizione finanziaria netta si conferma in miglioramento a circa 500 milioni di euro. Il Cda ha quindi esaminato le tendenze dell’andamento gestionale 2004 che confermano quanto previsto nelle “Linee Guida 2003- 2007” presentate al mercato finanziario nel mese di dicembre. In un contesto economico caratterizzato da una generale prudenza dei consumi e dalla continua forza dell’euro, si prevedono per il settore abbigliamento casual ricavi in moderata crescita, con un obiettivo intorno ai 1.580 milioni di euro. I ricavi consolidati del Gruppo per il 2004, che non comprendono più l’attività relativa all’attrezzo sportivo ceduta nell’esercizio precedente, sono attesi a circa 1.800 milioni di euro. Il margine operativo del Gruppo è previsto a circa il 12,5 per cento dei ricavi consolidati. L’utile netto è previsto in crescita, a circa il 7,0 per cento dei ricavi. L’autofinanziamento per il 2004, così come la posizione finanziaria netta, sono attesi sostanzialmente stabili rispetto al 2003.

PIONEER INVESTMENTS: RACCOLTA POSITIVA NEL PRIMO MESE DEL 2004
Milano, 9 febbraio 2004 - Pioneer Investments ha realizzato in gennaio vendite nette per 348 milioni di euro. La divisione americana, con 471 milioni di euro, ha confermato il suo trend positivo di lungo termine, cosi’ come le divisioni International (ex Italia) e New Europe che hanno raccolto rispettivamente 98 e 75 milioni di euro. La raccolta dell’Italia è stata invece negativa per 295 milioni. Il patrimonio gestito ha raggiunto i 121, 2 miliardi di euro con un incremento del 1,7% da inizio anno (0,3% effetto vendite nette, 1,5% effetto mercato). Per l’Italia la raccolta netta è negativa per 295 milioni di euro. I fondi comuni (perimetro Assogestioni) hanno riportato una raccolta negativa per –301,4 milioni di euro, in un contesto stagionale peraltro tipicamente negativo per l’industria italiana (-1.828 milioni di euro). Si conferma, invece, nel mese l’andamento positivo del segmento “terze parti”. Il patrimonio gestito in Italia è stato rettificato ad inizio 2004 (+3.106 milioni di euro, pari al 2,7% del patrimonio complessivo di Pioneer) per tenere conto dell’acquisizione di Ing S.g.r.p.a., avvenuta nel mese di dicembre, e si attesta a fine gennaio a 89.332 milioni di euro. Il contributo della divisione International (ex Italia) risulta positivo per 98 milioni di euro, grazie al buon andamento delle vendite di fondi comuni nei paese di lingua tedesca e nel segmento dei fondi hedge. Il patrimonio gestito ammonta a 6.121 milioni di euro. Particolarmente positivo l’apporto della divisione nordamericana con vendite nette pari a 470,9 milioni di euro, in particolare grazie al contributo del fondo bilanciato chiuso Pioneer Tax Advantage Balanced Trust, lanciato ed interamente sottoscritto nel corso del mese. Il patrimonio di questa divisione è risultato pari a 23.074 milioni di euro, in crescita del 5,4% rispetto all’inizio dell’anno; in dollari invece nello stesso periodo ha raggiunto i 28.575 milioni. La divisione New Europe ha ottenuto flussi netti per 74,7 milioni di euro, prevalentemente in Polonia. Gennaio conferma inoltre la preferenza dei sottoscrittori nei confronti dei prodotti obbligazionari e dei fondi bilanciati. Il patrimonio della divisione ha raggiunto i 2.636,9 milioni di euro, con un incremento del 2,2% rispetto alla fine del 2003. Flussi netti positivi per 106,3 milioni di euro per Pioneer Alternative Investments (i cui dati di raccolta e di Aum sono già compresi in quelli delle diverse aree di business). Da segnalare in particolare che la divisione ha contribuito con +70 milioni di euro ai risultati di raccolta ottenuti dalla divisione International (ex Italia) e con +36 milioni a quelli dell’Italia. A fine gennaio il patrimonio complessivo in Hedge era pari a 2.590 milioni di euro.

FINMATICA:MANCATA LA CESSIONE DI FINMATICA REAL ESTATE
Milano, 9 febbraio 2004 - Il Consiglio di Amministrazione di Finmatica S.p.a., tenutosi il 6 febbraio, ha deliberato in merito al contratto di compravendita stipulato con Loop S.p.a. Per la cessione dell’intero capitale sociale di Finmatica Real Estate S.p.a. Finmatica comunica quanto segue: In Finmatica Real Estate S.p.a., a partire dal 2002, è confluito l’intero patrimonio immobiliare del Gruppo Finmatica. Il 28 dicembre 2003 era stato sottoscritto il contratto preliminare di cessione del 100% delle azioni di Finmatica Real Estate a Loop S.p.a.: in tale società Finmatica detiene una partecipazione pari al 10% del capitale sociale. Il 31 dicembre 2003 era stato sottoscritto il relativo contratto definitivo ed era stata data esecuzione allo stesso, mediante girata delle azioni e pagamento di un acconto di € 2 mln (il pagamento del saldo di € 3 mln era previsto per il 30 giugno 2004). L’efficacia della compravendita era sottoposta a numerose condizioni risolutive. L’avveramento di tali condizioni avrebbe dovuto verificarsi entro il 25 gennaio 2004. A tale data, peraltro, non tutte le predette condizioni si erano avverate, anche in conseguenza delle note vicende che hanno interessato il Gruppo Finmatica. Il contratto prevedeva espressamente che nel caso di sua risoluzione per il mancato verificarsi delle sopra citate condizioni, le parti non avrebbero avanzato pretese risarcitorie. Successivamente al 25 gennaio 2004 sono intercorsi alcuni incontri tra i legali delle parti per analizzare la situazione che si era venuta configurando, ed in data 3 febbraio 2004 Loop S.p.a. Ha fatto pervenire a Finmatica S.p.a. Una proposta di proroga del termine accompagnata da condizioni in parte nuove e modificative del preesistente contratto, tra le quali le più rilevanti sono i) l’inserimento della previsione di una responsabilità per danni a carico di Finmatica nel caso di mancata realizzazione delle condizioni, ii) l’introduzione di un diritto di recesso non adeguatamente condizionato a favore di Loop S.p.a. Fino al momento del perfezionamento delle condizioni, iii) una riduzione del prezzo della compravendita, iv) una dilazione dei termini a favore di Loop S.p.a. Per il rimborso del credito di Finmatica verso Finmatica Real Estate. Il Consiglio di Amministrazione della società, in data odierna, dopo approfondita discussione ha: i) preso atto dell’avvenuta risoluzione del contratto di vendita della partecipazione totalitaria del capitale di Finmatica Real Estate a Loop S.p.a., nonché ii) deliberato all’unanimità di non accettare la proposta di Loop, e, quindi, di non dare seguito all’operazione. Il Consiglio, peraltro, ha confermato che gli asset immobiliari devono considerarsi non strategici e come tali da destinarsi alla dismissione nell’ambito di una strategia di focalizzazione nel proprio core business. La mancata cessione della Finmatica Real Estate potrà comportare l’inclusione della stessa e delle sue partecipate nell’area di consolidamento di Finmatica S.p.a. Al 31 dicembre 2003. Al fine di considerare gli effetti sul consolidato del Gruppo Finmatica derivanti dall’inclusione dell’area real estate, sono in corso, da parte della società, in collaborazione con gli advisors, i necessari approfondimenti di natura contabile, finanziaria e patrimoniale, anche con riferimento alla definizione esatta del perimetro di consolidamento. Dalle prime evidenze emerse, sulla base delle situazioni contabili provvisorie di Finmatica Real Estate e delle sue partecipate, il valore contabile del patrimonio immobiliare nel bilancio consolidato di Finmatica Real Estate ammonta a circa € 103 mln. A fronte di questi attivi patrimoniali, sussiste un indebitamento finanziario netto verso terzi di circa € 85 mln (di cui circa € 32 mln per leasing finanziario, circa € 45 mln verso il sistema bancario e circa € 8 mln verso altri finanziatori), nonché un debito finanziario verso Finmatica S.p.a. Di circa € 15 mln. In conseguenza di quanto sopra, nell’ipotesi di consolidamento dell’area real estate e in base alle preliminari evidenze sopra richiamate, la Posizione Finanziaria Netta di Gruppo aumenterebbe di circa € 85 mln. Peraltro, al momento della dismissione degli attivi patrimoniali sopra descritti, la Posizione Finanziaria Netta diminuirebbe della più elevata somma attesa dalla vendita.

CAIRO COMMUNICATION:APPROVATA LA RELAZIONE TRIMESTRALE AL 31 DICEMBRE 2003: + 40,9 % L’EBITDA, + 38,6 % L’EBIT E + 29,6 % I RICAVI LORDI CONSOLIDATI DEL PERIODO.
Milano, 9 febbraio 2004: Il Consiglio di Amministrazione della Cairo Communication, riunitosi il 6 febbraio ha esaminato ed approvato la relazione trimestrale al 31 dicembre 2003. Nel primo trimestre 2003/2004 il margine operativo lordo consolidato (Ebitda) cresce da circa Euro 3,2 milioni del 2002/2003 a circa Euro 4,6 milioni (+ 40,9 %) e il margine operativo (Ebit) da circa Euro 1,9 milioni del 2002/2003 a circa Euro 2,6 milioni (+ 38,6 %). I ricavi lordi consolidati del trimestre crescono da circa Euro 42,5 milioni del 2002/2003 a circa Euro 55,1 milioni (+ 29,6 %) L’incremento della voce ammortamenti e accantonamenti è principalmente riconducibile all’ammortamento (Euro 0,6 milioni nel trimestre) del canone di ingresso riconosciuto a fronte del contratto di concessione pubblicitaria per l’emittente La 7. Il risultato della gestione finanziaria del trimestre ottobre-dicembre 2002, così come il risultato prima delle imposte, includevano un credito di imposta di circa Euro 1,3 milioni relativo ai dividendi erogati alla Cairo Communication S.p.a. Dalla società controllata Cairo Tv S.p.a. La posizione finanziaria netta consolidata al 31 dicembre 2003 risulta positiva e pari a circa 92 milioni di Euro (circa 104 milioni di Euro al 30 settembre 2003), dopo la distribuzione di dividendi per Euro 12,4 milioni. In accordo con la facoltà prevista dal Regolamento Consob, i prospetti contabili consolidati al 31 dicembre 2003 sono stati predisposti al lordo delle imposte e degli effetti fiscali. Nel trimestre la società controllata Cairo Editore ha confermato la scelta del Gruppo Cairo di dare un forte impulso allo sviluppo del settore editoriale. E’ stata infatti affidata a Sandro Mayer la direzione di un nuovo settimanale familiare di attualità di prossima pubblicazione. La Cairo Editore entra nel mercato dei settimanali, settore ad alta marginalità, e prosegue nella strategia di sviluppo già iniziata nel corso del 2003 con il lancio di due testate mensili di successo “For Men Magazine” e “Natural Style”. La raccolta pubblicitaria su La7 è cresciuta fortemente rispetto al 2002 ottenendo nel periodo un doppio record, sia a livello di trimestre con circa Euro 25 milioni di ricavi (+71% rispetto ai ricavi generati nel periodo analogo del 2002) che di singolo mese (novembre) con circa Euro 9 milioni di ricavi. I ricavi complessivi per La 7 nell’anno 2003 sono stati pari a circa Euro 68,5 milioni, con un.Incremento del 61%. L’andamento della raccolta pubblicitaria è in crescita anche nel trimestre gennaio -marzo 2004 con un +27 % del portafoglio ordini del trimestre per La 7, alla data del 5 febbraio 2004, rispetto alla pari data nel 2003. Nel trimestre ottobre–dicembre 2003 è proseguita anche l’attività di raccolta pubblicitaria su canali di Sky Italia e di altri editori tematici, ottenendo un buon incremento dei prezzi medi di vendita. La Cairo Tv ha promosso un arbitrato, con la nomina dell’arbitro, prof. Avv. Guido Rossi, per ottenere il riconoscimento del suo diritto all’integrale adempimento del contratto di concessione pubblicitaria esclusiva sottoscritto in data 19 maggio 1998 con Telepiù S.p.a. Il 29 gennaio 2004 si è costituito il collegio arbitrale. L’andamento della raccolta pubblicitaria del Gruppo Cairo sui canali Sky e degli altri editori tematici è in accelerazione a partire dal gennaio 2004 e alla data del 5 febbraio 2004 il portafoglio ordini relativo al trimestre gennaio-marzo 2004, pari a circa Euro 15 milioni, presenta un incremento di oltre il 10 % rispetto al portafoglio ordini in pari data l’anno precedente. Nel 2004 l’attività di raccolta pubblicitaria oltre ai canali di Sky ed ai canali Cartoon Network (che ha ottenuto nell’anno solare 2003 un incremento dei ricavi del 28,5 % rispetto all’anno precedente), Discovery Channel, Bloomberg e Cnn, si estenderà anche ai canali tematici Boomerang (canale di cartoni animati della Turner) e Discovery Civilization, Discovery Travel & Adventure e Discovery Science (per questi ultimi tre canali a partire da marzo 2004). In considerazione delle opportunità legate alla possibilità di concentrare in una unica società tutte le attività di raccolta della pubblicità su mezzi Tv (in chiaro e a pagamento), con una evidente razionalizzazione delle attività gestionali, il Consiglio di Amministrazione della Cairo Communication del 26 gennaio 2004 ha deliberato di proporre alla Assemblea dei soci un progetto di fusione per incorporazione della Cairo Tv S.p.a. In Cairo Communication stessa.

CONVEGNO CNA MILANO IMPRESE ARTIGIANE E PMI TRA STAGNAZIONE ECONOMICA E VOGLIA DI RILANCIO: GLI SCENARI, LE PROSPETTIVE
Milano, 9 febbraio 2004 - Il 2003 è stato un anno di forte ripresa dell’economia mondiale, fatta eccezione per l’Europa e per l’Italia. In particolare, la Lombardia , una delle regioni più ricche d’Italia (Pil pro capite superiore ai 26.000 € nel 2000), seconda solo al Trentino Alto Adige, e una tra le più ricche d’Europa (Pil pro capite superiore del 35% rispetto alla media europea), registra a partire dalla seconda metà degli anni Novanta un trend negativo in relazione alla crescita economica, che risulta essere inferiore alla media nazionale. Ancor più nello specifico la provincia di Milano, l’area italiana più assimilabile alle grandi regioni europee, sia per la varietà di attività che vi si svolgono, sia per il livello di benessere diffuso, zona che detiene il record del più alto livello complessivo nazionale di produttività per unità di lavoro, sembra far fatica a mantenere il ruolo trainante per lo sviluppo del Nord Italia. “A partire dagli anni Settanta, come è successo per tutti i centri urbani europei – afferma Fedele De Novellis, senior economist Ref. (Ricerche per l’economia e la finanza) - la produzione industriale pesante ha lasciato spazio al settore dei servizi e alle attività terziarie, soprattutto quelle più qualificate e a valore aggiunto. A Milano però i nuovi settori non sono stati in grado di assumere il ruolo che era stato assolto in passato dalle grandi industrie”. Oltre alla situazione economica locale non particolarmente favorevole alla categoria delle imprese artigiane e delle Pmi, è necessario riflettere anche sui problemi di finanza pubblica causati dal nuovo assetto federalista. Da un lato la riforma della finanza decentrata garantisce il principio di autonomia finanziaria e tributaria, dall’altro le recenti disposizioni legislative invertono la tendenza all’autonomia, ponendo forti vincoli alla gestione finanziaria locale e all’erogazione di servizi. “Nel caso specifico - sostiene Salvatore Parlato, senior economist Ref. - la regione Lombardia rappresenta il caso emblematico di ente potenzialmente indipendente, che meglio di altri è riuscito a smarcarsi dalle sovrapposizioni legislative nazionali ma che, tuttavia, deve fare i conti con l’incertezza venutasi a creare sul ruolo autonomo delle Regioni”. L’analisi della situazione economica lombarda e milanese proposta nel corso dei lavori ha condotto alla determinazione di un percorso che le piccole imprese locali devono intraprendere per garantire la propria sopravvivenza. I lavori hanno anche indicato gli strumenti necessari alle imprese artigiane e alle Pmi per competere nel mercato. Le strade da intraprendere interessano: il controllo dei costi, un’opportunità strategica per ottimizzare l’utilizzo delle proprie risorse; il benchmarking per individuare le migliori tecniche utilizzate da imprese simili e adattarle alla propria realtà; le reti cittadine, integrando lavori e competenze diverse, distribuite nel tessuto metropolitano, per aiutare le imprese a fornire servizi di qualità a utilizzatori intermedi o finali sempre più esigenti nella richiesta di professionalità, prestazioni e garanzie. Questi processi strategici, uniti alla necessità di consolidare i rapporti con soggetti istituzionali pubblici (Provincia, Ente Bilaterale e Banche), sono già diventati contenuto di un ulteriore momento di incontro, che Cna Milano ha organizzato per il 21 febbraio 2004, a partire dalle 9.30, c/o la Sala Consiglio – Palazzo Turati, via Meravigli 9/B, Milano.

ENI: ACCORDO QUADRO CON IL GOVERNO PORTOGHESE PER IL RIASSETTO DI GALPENERGIA L'ENI CONCENTRERÀ I PROPRI INTERESSI IN PORTOGALLO, NELL'ATTIVITÀ DEL GAS, AUMENTANDO AL 49% LA SUA PARTECIPAZIONE IN GAS DE PORTUGAL
San Donato Milanese, 9 febbraio 2004 - Il Ministro dell’ Economia Carlos Tavares, il Ministro delle Finanze Manuela Ferreira Leite e l’Amministratore Delegato dell’Eni Vittorio Mincato hanno firmato oggi a Lisbona l’accordo quadro preliminare per la riorganizzazione della società Galpenergia nell’ambito del processo di ristrutturazione del settore energetico portoghese. Eni uscirà dal settore della raffinazione e distribuzione di prodotti petroliferi vendendo la propria partecipazione a una Società di Stato portoghese e concentrerà i propri interessi in Portogallo nell’attività gas aumentando al 49% la sua partecipazione in Gas de Portugal (che oggi è posseduta indirettamente attraverso Galpenergia, della quale Eni è azionista con la quota del 33.34%). Appropriati patti di governance tra Electricidade de Portugal ( che sarà azionista di Gdp al 51%) e l’Eni assicureranno la collaborazione tra i partner e la gestione congiunta di Gas de Portugal (esclusi gli asset regolati). Questa intesa, inoltre, rafforza la strategia dell’Eni di crescita all’estero nel settore del gas. Gas de Portugal dispone di capacità di rigassificazione (circa 5 miliardi di metri cubi all’anno) presso il terminale portoghese di Sines, il più vicino punto di arrivo del gas liquefatto proveniente dalla Nigeria, e di capacità di trasporto (attualmente 3 miliardi di metri cubi all’anno) nel Gasdotto Transmagrebino proveniente dall’Algeria. Inoltre l’Eni prosegue lo sviluppo della sua attività di distribuzione di prodotti petroliferi attraverso l’Agip Espaňa. “L’accordo stipulato con il Governo portoghese e con Electricidade de Portugal mantiene l’impegno di collaborazione dell’Eni in Portogallo – ha dichiarato l’Amministratore Delegato Vittorio Mincato – e fornisce un contributo significativo al riassetto del settore energetico portoghese; esso rappresenta il rafforzamento della presenza dell’Eni nel mercato del gas naturale nella penisola iberica, in linea con la strategia di sviluppo in Europa”. Gli accordi sono soggetti all’approvazione delle competenti Autorità.

MAP: INCONTRO SULLE TARIFFE RC AUTO
Roma, 6 febbraio 2004 - Si è svolto il 5 febbraio, presso il Ministero delle attività produttive, un incontro per approfondire le tematiche della sicurezza stradale, della legalità e il problema delle tariffe Rc auto, a cui hanno partecipato il Ministro Antonio Marzano, il Sottosegretario alle Attività Produttive on.Le Mario Valducci, il Sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, on.Le Paolo Mammola, il Sottosegretario agli Interni on.Le Alfredo Mantovano, il senatore Francesco Pontone, presidente della X Commissione Attività Produttive, il direttore della Polizia stradale, dott. Domenico Mazzilli, il colonnello Angelo Agovino, responsabile dell’Arma dei carabinieri per la sicurezza stradale e i vertici dell’Ania, rappresentati dal presidente Cerchiai, dal direttore generale Giampaolo Galli e dal dott. Fusciani. Nell’occasione si è fatto il punto della situazione delle iniziative intraprese fin qui dal governo in materia di Rc auto. In particolare, si sono esaminati i primi effetti della riforma del settore, l’introduzione della patente a punti, il protocollo d’intesa fra associazioni dei consumatori e Ania, l’avvio delle grandi opere infrastrutturali e le prospettive di innovazione tecnologica: iniziative capaci di ridurre la frequenza dei sinistri e il loro costo medio. Si è constatato che secondo dati Istat, dall’entrata in vigore del protocollo d’intesa Consumatori-ania, promosso dal Ministero delle Attività Produttive, le tariffe sono rimaste sostanzialmente stabili (+0,2% da giugno a dicembre 2003) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che aveva invece registrato un incremento tariffario del 3,5%..L’ania è stata informata dell’iniziativa del governo con cui sono stati invitati gli assessori ai Trasporti di tutte le Regioni italiane a conseguire sui propri territori maggiore sicurezza stradale e contenimenti dei costi dei risarcimenti. L’ania ha espresso apprezzamento per l’iniziativa. Il governo e il sen. Pontone hanno prospettato l’opportunità di incentivare gli assicurati virtuosi, a cominciare da Napoli e dalla Regione Campania, in quanto contraddistinte da maggiori costi oltre che da maggiore sinistrosità. Al riguardo, l’Ania ha dato la propria disponibilità a sensibilizare le compagnie a tenere in particolare conto gli assicurati residenti nelle aree a più alta frequenza di sinistri che da più anni risultano collocati nella classe di massimo sconto per assenza di incidenti. Su richiesta del governo e del sen. Pontone, l’Ania ha assicurato che di fronte a una conferma della minore sinistrosità, quale risulta dai dati forniti dai Carabinieri e dalla Polizia stradale, sia pure relativi ai soli sinistri da questi rilevati, condivide l’auspicio del governo che si possano avere ripercussioni positive sulle tariffe, una volta misurato l’effettivo calo del costo dei sinistri. Il governo ha comunque prospettato all’Ania la necessità di una personalizzazione delle tariffe sulla base della patente a punti. L’ania ha informato che questa possibilità è già allo studio di varie compagnie. L’ania ha dato notizia dell’avvenuta costituzione di una Fondazione per la sicurezza stradale, come previsto dal protocollo d’intesa. Il governo ha formulato un proprio progetto, volto a introdurre l’uso di tecnologie di acquisizione e memorizzazione di eventi anomali (“clear box”), le quali possono ridurre sia la frequenza dei sinistri sia il loro costo medio. Si è convenuto con l’Ania di partire da Napoli per una prima sperimentazione. A seconda dei risultati ottenuti, potranno essere sviluppate formule tariffarie ad hoc.

RAS: SCONTO DEL 10 PER CENTO NELLA RC AUTO PER L’ASSICURATO CON PATENTE A PUNTEGGIO PIENO
Milano, 9 febbraio 2004 – Dal primo aprile Ras riconoscerà uno sconto del 10 per cento all’assicurato con patente a punteggio pieno (20 punti) che sottoscriva la formula Guida esclusiva della polizza Instrada, riservata ai veicoli condotti da una sola persona identificata in polizza. In questo modo Ras intende premiare chi dimostra di possedere uno stile di guida prudente e un profilo di automobilista virtuoso. Lo sconto del 10 per cento si somma alle agevolazioni tariffarie già previste per la formula Guida esclusiva. Già dall’ottobre 2003 con la polizza Generazione sicurezza Ras ha iniziato a offrire soluzioni alle esigenze dei più giovani (con sconti e agevolazioni ai clienti virtuosi nel passaggio dal ciclomotore, alla moto, all’auto), rispondendo all’evoluzione del mercato e alle indicazioni emerse dal protocollo d’intesa tra Governo e parti sociali sulla Rc Auto. Il prodotto Instrada è dedicato ad auto, moto e camper, e consente un’elevata personalizzazione. Oltre alla Guida esclusiva, infatti, vi sono i profili denominati Guida libera, che permette a chiunque di condurre il veicolo assicurato e Guida esperta, l’opzione per guidatori con almeno 26 anni. Agevolazioni sono inoltre previste per i nuclei familiari che assicurino due o più veicoli con questo prodotto. Vi è infine la soluzione Week-end & Vacanze, che si configura come un contratto a tempo. Sul sito www.Ras.it è possibile calcolare preventivi per la polizza Instrada Guida esclusiva e anche per tutte le altre soluzioni Instrada.

UNIVERSITÀ CATTOLICA E H&S, INSIEME PER FORMARE NUOVI CONSULENTI, PROMOTORI FINANZIARI E PRIVATE BANKER
Milano, 9 febbraio 2004 - H&s, società italiana specializzata nella progettazione e nello sviluppo di software e servizi It, collabora con l'Università Cattolica del Sacro Cuore per la seconda edizione del Master Universitario in Risparmio Gestito e Consulenza Finanziaria (Marigest), che inizierà oggi presso la sede della facoltà a Piacenza. Gli iscritti al Master, infatti, potranno valutare i vantaggi reali garantiti da Fans, soluzione innovativa sviluppata da H&s che consente la gestione dei clienti e l'accesso a dati e analisi di mercato in tempo reale, senza alcun vincolo alla rete di collocamento per cui operano. L'università Cattolica ha deciso di organizzare il Master, che durerà da febbraio a dicembre, per offrire agli operatori finanziari la possibilità di sviluppare le competenze necessarie per affrontare con successo le novità offerte dal mercato e per gestire la clientela in modo più completo e organizzato. Grazie a 340 ore complessive di formazione in aula e laboratorio, il corso mira a favorire la crescita professionale dei partecipanti grazie all'acquisizione di competenze più specifiche nell'ambito del risparmio gestito, del personal e private banking, della promozione finanziaria e della consulenza di filiale all'interno di banche e assicurazioni. "In un sistema finanziario in rapida evoluzione, per i consulenti e promotori finanziari nonché per i private banker è necessario accrescere le proprie competenze in modo strutturato ed efficace: il Master è stato creato proprio per soddisfare questa esigenza formativa" ha dichiarato il Prof. Marco Oriani, Direttore del Master. "Oltre a garantire un ordinamento didattico completo, il corso prevede anche il coinvolgimento e la collaborazione di aziende come H&s che potranno evidenziare la loro esperienza in ambito finanziario". "Siamo molto orgogliosi di poter contribuire alla formazione di giovani professionisti che opereranno nel risparmio gestito e nella promozione finanziaria e di poter dimostrare come possiamo supportarli nella loro attività" ha sottolineato Simone Ponti, Direttore Commerciale di H&s. "La collaborazione con l'Università Cattolica per un Master organizzato a Piacenza, vicino alla nostra sede, ci consente di sottolineare l'importanza che la tecnologia può avere nel rendere più efficiente l'operato dei promotori finanziari, i quali spesso non hanno la possibilità di utilizzare soluzioni innovative ed efficaci per una gestione completa dei propri clienti". H&s ha sviluppato Fans per offrire all'operatore finanziario una visione di insieme dei rapporti in corso con i diversi clienti e una situazione del mercato titoli aggiornata quotidianamente per avere sempre un'adeguata valorizzazione dei dati di portafoglio dei propri clienti. Grazie a questa soluzione, il promotore finanziario può trasferire dati e informazioni direttamente sul proprio dispositivo e coordinare il proprio portafoglio clienti e prospect in maniera del tutto indipendente dalla società per cui svolge il proprio lavoro.

AGROINDUSTRIA ITALIANA, CRISI ANNUNCIATA LA FOTOGRAFIA GIÀ DIVULGATA QUASI UN ANNO FA ALLE BANCHE DATI DEI MAGGIORI ISTITUTI DI CREDITO ITALIANI.
Forlì, 9 febbraio 2004 - La crisi dell’agroindustria italiana che negli ultimi mesi ha fatto da humus a crack eccellenti era largamente prevista e comunicata sia a livello accademico che all’interno delle banche dati degli enti economici e dei maggiori istituti di credito italiani ed europei. Lo sostiene un pool di ricercatori che fanno capo a Infomanager e a Artemis, spin off accademico del Dipartimento di Economica e Commercio dell’Università di Bologna e fornitore unico degli indici finanziari dai settori economici italiani alle principali banche europee il primo, membro di Iama- International Food and Agribusiness Management Association e di Centuria Parco Scientifico Tecnologico, specializzato nel settore agroalimentare, il secondo. Già nello scorso maggio, in uno studio elaborato da due ricercatori del gruppo, Gianluca Bagnara e Davide Stefanelli, e pubblicato in concomitanza con l’inizio attività dell’ Osservatorio economico-finanziario dell’agroindustria europea, si leggeva infatti che le imprese agroalimentari italiane erano molto più esposte al credito bancario, con debiti finanziari a breve termine pari a quasi il 70% del patrimonio netto rispetto ad una media europea del 40% e con punte drammatiche nei settori dell’olio, del pesce e della mangimistica, esposte a un indebitamento pari al 100% del loro patrimonio netto. Secondo lo studio le differenze rispetto alla media europea non sarebbero dovute tanto alle maggiori infrastrutture delle imprese italiane (il margine di struttura, cioè il capitale proprio rispetto alle immobilizzazioni, è pari allo 0.7 in Italia rispetto allo 0.8 europeo) quanto al rapporto con il mercato: i tempi di incasso infatti superano mediamente i 77 giorni in Italia rispetto ad una media europea di appena 42 giorni. Lo studio, che ha utilizzato come campione i bilanci di 5.824 aziende per 3 anni a livello europeo e 3 anni di bilanci di 3.185 a livello italiano, individua le criticità maggiori nella valutazione del rischio di impresa, al momento in cui si confronta la capacità di coprire il costo dell’indebitamento (oneri finanziari) con la redditività prodotta dalla gestione caratteristica dell’impresa (misurata dal reddito operativo). In Italia infatti gli oneri finanziari assorbirebbero quasi il doppio del reddito operativo rispetto alla media europea (76% contro il 43%). In altre parole il puro rischio finanziario non è molto più alto in Italia rispetto all’Europa, ma esplode nel momento in cui si combina con il rischio operativo (il maggior ritardo negli incassi di 35 giorni rispetto alla media europea comporta una corrosione della redditività operativa di oltre 300 milioni di Euro all’anno). In questo senso i settori più critici sono l’ortofrutta, il lattiero-caseario e la mangimistica, per i quali il reddito caratteristico è inferiore agli interessi passivi corrisposti alle banche. Di conseguenza l’adozione da parte degli istituti bancari di procedure matematiche di valutazione del rischio, non tenendo conto del diverso peso fra il rischio finanziario e quello operativo, si traduce in un maggior peso degli oneri finanziari a seguito dei più alti tassi di interesse richiesti.

UN NUOVO ACCORDO FRA BONGFENG E RENAULT TRUKS
Milano, 9 febbraio 2004 - Renault Trucks ha concluso, il 27 gennaio scorso, un accordo quadro con Dongfeng Motors in vista della costituzione di una società comune (joint venture), sulla base di una partecipazione di Renault Trucks nel capitale di Dongfeng Liuzhou Motors Co.ltd (Dflz). Dongfeng Motors Industry Investment Co., Dongfeng Motors Co. Ltd, Liuzhou Industrial Holding Co. Ltd e Renault Trucks, firmatari dell'accordo, esprimono, in questo modo, la volontà di stabilire un partenariato strategico fra Renault Trucks e il gruppo automobilistico Dongfeng. Con l'introduzione delle tecnologie e dei prodotti di Renault Trucks in Cina e attraverso il miglioramento del livello tecnologico e competitivo dei prodotti di Dflz, le parti hanno l'obiettivo d'accrescere la loro parte di mercato e la loro redditività. Il partenariato strategico, attraverso la joint venture a livello di Dflz, consentirà di gettare le basi per l'approfondimento e l'allargamento della cooperazione nei settori del marketing, degli studi, degli acquisti, della fabbricazione, della distribuzione e del post-vendita. Il gruppo automobilistico Dongfeng è uno dei tre grandi costruttori cinesi. Nel 2003, il gruppo ha realizzato 470.000 vendite, dalla vettura al camion, con una penetrazione dell'li% sul mercato cinese. In queste vendite, i veicoli di oltre le 7 tonnellate rappresentano 170.000 unità, ponendo, così, Dongfeng al primo posto fra i costruttori cinesi di camion. La cifra d'affari del gruppo Dongfeng è di 80 Miliardi di Yuans (8 Miliardi di Euro). Dflz, filiale di bongfeng Motors Co. Ltd, ha venduto più di 28.000 veicoli nel 2003, con una progressione del 27,68% in rapporto all'anno precedente, e ha registrato un risultato netto di 130 Milioni di Yuans (13 Milioni di Euro). Renault Trucks è uno dei maggiori costruttori europei. Nel 2003, cumulato a fine novembre, ha venduto 58.564 veicoli con una quota di mercato, alla stessa data, dell'11,4% nell'Europa occidentale e del 12,3% nell'Europa dell'est, oltre le 6 tonnellate. L'integrazione nel Gruppo Volvo, nel 2001, gli conferisce mezzi tecnici, industriali, finanziari e di risorse umane più importanti e più competitivi. Renault Trucks, già negli anni 60, era stato il precursore della cooperazione automobilistica con la Cina , attraverso il trasferimento di una licenza tecnologica riferita ai camions Berliet (uno dei marchi fondatori di Renault Trucks). Nell'ottobre 2002, Renault Trucks ha sottoscritto con bongfeng Motors un accordo per il trasferimento di tecnologie riguardante il motore dCi 11 Euro Iii, segnando così il primo passo verso l'apertura di relazioni di cooperazione con il gruppo cinese. La firma del presente accordo quadro promuove una cooperazione globale fra Renault Trucks e il gruppo bongfeng nell'universo del camion e getta delle solide basi sia per quanto concerne l'insediamento di Renault Trucks in Cina, che per il miglioramento tecnologico dei prodotti ed il rafforzamento della competitività del gruppo bongfeng sul mercato cinese.

E’ IL GRUPPO INSIDE OUTSIDE IL VINCITORE DEL CONCORSO INTERNAZIONALE DI PROGETTAZIONE PER IL NUOVO PARCO DEL GARIBALDI REPUBBLICA
Milano, 9 febbraio 2004 - E’ il gruppo Inside Outside, guidato da Mathias Lehner e composto da Petra Blaisse, Michael Maltzan, Mirko Zardini, Irma Boom, Piet Oudolf e Rob Kuster, il vincitore del concorso internazionale indetto lo scorso aprile dal Comune di Milano per la progettazione dei “Giardini di Porta Nuova”, ovvero il Parco di 100.000 mq attorno al quale sorgeranno la Città della Moda e il Polo Istituzionale. Nel corso della conferenza stampa svoltasi venerdi 6 a Palazzo Marino, il Vice Sindaco - assessore ai Parchi e Giardini Riccardo De Corato e l’assessore allo Sviluppo del Territorio Gianni Verga hanno comunicato che al gruppo Inside Outside verrà conferito l’incarico per la progettazione definitiva e esecutiva del Parco. Le candidature, vagliate dalla Giuria nel mese di settembre e giunte da grandi studi di architettura internazionali, sono state oltre 50. Il progetto dal titolo “ La Biblioteca degli alberi” è stato scelto dalla Giuria fra i 10 finalisti (6 stranieri e 4 italiani). La proclamazione. La Giuria , presieduta dall’arch. Stefano Boeri, ha selezionato fra i dieci finalisti il progetto del gruppo guidato da Mathias Lehner evidenziando “il carattere fondativo e originale che il progetto attribuisce allo spazio aperto del nuovo Parco. La sua forza nell’offrire alla città una risorsa inedita e di grande attrattività”. In particolare la Giuria ha apprezzato la proposta espressa dai progettisti: “un grande spazio aperto, permeabile ai suoi bordi e eterogeneo nei materiali e nelle funzioni, destinato ad ospitare una nuova grande funzione urbana –quella di una Biblioteca degli Alberi- capace di offrire a Milano (ai suoi cittadini, ai suoi visitatori) una nuova e inedita risorsa”. La riqualificazione. L’intervento previsto dall’Amministrazione Comunale mira alla creazione di nuovi giardini in un’area oggi fortemente degradata, che soddisfino le molteplici esigenze attualmente presenti e previste, costituiscano il punto di partenza per la realizzazione del programma già in atto di trasformazione di Garibaldi Repubblica e diventino un vero e proprio nuovo centro per la città e per la regione urbana, un luogo del tutto inedito per Milano, con un carattere di straordinaria innovazione e modernità a livello internazionale. Il concept progettuale. La “Biblioteca degli alberi” sarà l’elemento centrale dell’area Garibaldi Repubblica, il luogo di collegamento tra le diverse realtà della zona: il nuovo polo delle istituzioni, il quartiere Isola, la Città della Moda, Piazza della Repubblica. Il parco sarà organizzato intorno ad una trama di percorsi che si intrecciano tra loro e attraversano gruppi di alberi, spazi verdi e architetture che ospitano servizi, in molteplici itinerari dal carattere didattico, conoscitivo e visivo. Nei giardini si svolgeranno gli eventi pubblici all’aperto e le attività culturali e ludiche che coinvolgeranno una popolazione diversificata: residenti, impiegati, turisti, giovani, anziani e famiglie. Gli elementi caratterizzanti. Il progetto concepito dal gruppo posiziona nel Parco alcuni “organismi didattici e formativi destinati a fungere da luoghi di accumulo e diffusione della conoscenza, come il Museo dei Fiori e degli insetti” negli edifici ristrutturati di via De Castilla, e il “Museo della Moda e del Design” nel grande edificio a ponte su via Sassetti; immagina l’area del Garibaldi Repubblica – opportunamente attrezzata di funzioni ricreative ludiche - come un grande Campus per la città e, caratterizza come possibile fonte di un’esperienza conoscitiva individuale, la relazione ogni volta diversa e creativa tra la fitta trama dei percorsi di attraversamento (e le relative sotto-strutture), le porzioni piantumate del suolo e le “foreste circolari” che punteggiano l’intera area. “Un’altra area della città viene sottratta al degrado, rigenerata a verde, e restituita, completamente rinnovata, ai milanesi, con il coinvolgimento delle grandi risorse progettuali italiane e internazionali – ha dichiarato il Vice Sindaco e assessore ai Parchi e Giardini Riccardo De Corato - in linea con una politica del verde che mira, da un lato, al risanamento di aree dismesse e alla realizzazione di nuovi parchi e, dall’altro, alla riqualificazione dei parchi storici situati in centro come pure in periferia. Il rinnovato parco delle Cave, il parco Sempione, il Parco delle Basiliche, il neo-nato Parco Alessandrini, la prossima riqualificazione del Parco Forlanini sono solo alcuni esempi. Dal ’97 ad oggi, questa Amministrazione ha investito 129 milioni di euro – ha ricordato De Corato -, ai quali si devono aggiungere oltre 100 milioni di euro per interventi di privati a scomputo oneri di urbanizzazione, passando da 10 milioni di metri quadrati di verde agli attuali 18 milioni che allineano Milano a standard di qualità ambientali europei”. “Il nuovo parco, la Biblioteca degli alberi - ha precisato l’assessore Gianni Verga - è un’idea dalla straordinaria forza di innovazione e stimolo culturale e costituisce l’avvio del grande progetto di Garibaldi Repubblica che vede la partecipazione di un altro grande gruppo di paesaggisti e architetti al quale si affiancherà l’arch. César Pelli nel progettare l’area. Dimostra, inoltre, - ha continuato Verga - come l’Amministrazione abbia, fin dall’inizio, puntato in primo luogo sulla realizzazione di una nuova piazza verde della città, un servizio fruibile e accessibile da tutti”. Costi e tempistiche Il costo massimo di realizzazione del parco è di euro 20.000.000,00. L’intervento è autofinanziato attraverso gli oneri e le risorse finanziarie che proverranno dagli interventi urbanistici. Il progetto, che si prevede completato entro cinque anni, è stato concepito in modo da consentire fasi di attuazione progressive, con le prime realizzazioni entro due-tre anni. Il vincitore del concorso riceverà la somma di euro 61.974,83 a titolo di premio, che vale quale anticipazione del compenso professionale dovuto per la progettazione. A ciascun progettista selezionato sarà riconosciuto un rimborso spese lordo di euro 20.658,28. Alla conferenza stampa sono intervenuti il Vice Sindaco- assessore ai Parchi e Giardini Riccardo De Corato, l’assessore allo Sviluppo del Territorio Gianni Verga, l’arch. Mirko Zardini componente del gruppo vincitore, l’arch. Giovanni Oggioni direttore dell’Ufficio Concorsi di progettazione del Comune di Milano e l’arch. Giancarlo Tancredi dirigente del settore Progettazione e Pianificazione urbana e coordinatore della pianificazione dell’intero ambito Garibaldi Repubblica. La Giuria Del Concorso Presieduta dall’Arch. Stefano Boeri è composta dei seguenti membri: Dr.ssa Giovanna Giannachi; Arch. Pierluigi Nicolin; Arch. Joăo Nunes; Dr. Ippolito Pizzetti; Arch. Ermanno Ranzani; Arch.umberto Riva; Arch. Donato D’urbino; Arch. Giancarlo Tancredi; Arch. Bruno Eduardo Viganò (supplente).

OIKOS CENTRO STUDI E REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Bologna, 9 febbraio 2004 - La Regione Emilia-romagna , da sempre attenta alle politiche di tutela e riqualificazione urbana, ha negli ultimi anni delineato un nuovo quadro programmatico in materia di qualità architettonica ed edilizia, disciplina, tutela e promozione del territorio, recupero e riqualificazione urbana, politiche abitative. Nell¹ambito di tale quadro, appare di grande importanza la L.r. 16/02 ³Norme per il recupero degli edifici storico-artistici e la promozione della qualità architettonica e paesaggistica del territorio², con la quale l¹Assessore regionale alla Programmazione Territoriale, Pier Antonio Rivola ha inteso riformare la disciplina sul recupero edilizio, urbanistico e ambientale degli insediamenti storici promuovendo, nel contempo, il miglioramento della qualità architettonica e il rilancio dei valori paesaggistici. A testimonianza del consenso che la legge 16 ha ottenuto basti citare che il numero di domande presentate sul primo bando, scaduto lo scorso 24 novembre, ammonta a circa 600. Ciò dimostra l¹evidente interesse dei Comuni a realizzare la pianificazione attraverso progetti che puntino alla qualità architettonica e alla riqualificazione paesaggistica e ambientale. In questo senso risulta evidente che a fronte delle numerose richieste che sono pervenute, tutte meritevoli di attenzione e d¹interesse, la selezione, resa obbligatoria dalle risorse finanziarie, premierà i casi che rivestono maggiore emblematicità e significato. Al fine di contribuire all¹istruttoria per la selezione delle domande, che verrà operata da un nucleo di valutazione interno alla Regione, Oikos Centro Studi è stato incaricato di fornire un¹attività di consulenza istituendo una commissione tecnico-scientifica che effettuerà una prima disamina della documentazione pervenuta, esprimendo un¹opinione preliminare nel merito e individuando indicatori di qualità per interventi di recupero edilizio, di manutenzione urbana e di valorizzazione degli spazi pubblici, anche per orientare le future domande in vista dei prossimi bandi previsti. La commissione tecnico-scientifica, che ha già avviato la propria attività istruttoria, è presieduta dalla Prof. Felicia Bottino e composta dalla Prof. Luisella Gelsomino, dall¹Arch. Piero Orlandi (Regione Emilia-romagna), dal Prof. Mario Lupano, docente di Storia dell'Architettura Contemporanea, architettura del paesaggio, storia e teoria del design all¹Università degli Studi di Bologna, dalla Prof. Mili Romano, docente di Antropologia culturale all¹Accademia di Belle Arti di Bologna e dal Prof. Vittorio Savi, docente di Storia dell¹Architettura contemporanea all¹Università degli Studi di Ferrara. Infolink: www.Oikoscentrostudi.com

“LE DONNE, FORZE DI CAMBIAMENTO. UNA PROSPETTIVA MEDITERRANEA” WOMEN, AGENTS OF CHANGE. A MEDITERRANEAN PERSPECTIVE
Lugano, 9 febbraio 2004 - Una trentina di personalità del mondo politico, diplomatico, intellettuale e economico, provenienti da una quindicina di paesi, prenderanno parte all’incontro “Women, Agents of Change. A Mediterranean Perspective”, organizzato dall’Istituto Studi Mediterranei dell’Usi, che si terrà dal 13 al 15 febbraio 2004 presso l’Hotel Villa Castagnola a Lugano. I partecipanti metteranno a confronto le loro riflessioni sul ruolo delle donne nelle trasformazioni in atto all’interno delle società dell’area mediterranea. Il dibattito si articolerà attorno a tre assi tematici principali: “Donne e Politica”, “Donne, Cultura, Educazione e Scienza” e “Donne, Azienda ed Economia”. L’incontro, il primo di una serie che s’iscrive nel contesto più ampio dei convegni del Forum Mediterraneo, è cofinanziato dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione del Dipartimento federale degli affari esteri. La sua organizzazione è stata curata dall’Istituto Studi Mediterranei dell’Università della Svizzera italiana in collaborazione con l’Aspen Institute Italia. Il fine ideale del Forum Mediterraneo è quello di creare un Consiglio Mediterraneo che, sul modello del Consiglio d’Europa, promuova la conoscenza reciproca, la cooperazione e lo sviluppo nella regione mediterranea. Attraverso il Forum Mediterraneo l’Ism si propone di creare uno spazio aperto e informale di dialogo, di riflessione critica e di scambi interpersonali, partendo dalla consapevolezza che solo riconfigurando il quadro di riferimento, entro il quale vengono affrontati i problemi, sia possibile favorire il cambiamento. L’istituto Studi Mediterranei (Ism) dell’Università della Svizzera italiana si propone di sviluppare riflessioni e scambi su diversi aspetti della vita sociale, culturale e politica, mettendo in contatto mondo accademico, attori della vita politica e istituzioni attive nella politica di cooperazione allo sviluppo. L’ism dedica particolare attenzione allo studio e alla valorizzazione di forme di coesistenza pacifica e di meccanismi istituzionali capaci di promuovere il rispetto reciproco fra comunità aperte al dialogo. La scelta di Lugano e dell’Università della Svizzera italiana nasce dalla convinzione che l’esperienza svizzera nel campo dell’autonomia cantonale e della coesistenza di identità religiose e culturali diverse, la sua neutralità, la sua apertura internazionale, la sua tradizione umanitaria, rappresentino un contesto ideale per la realizzazione dei suoi obiettivi.

ALITALIA: DAL 1 MARZO ARRIVA UNA "DISTRIBUTION CHARGE"
Roma, 9 febbraio 2004 - Dal primo marzo 2004 Alitalia applicherà un "distribution charge" sull'emissione della biglietteria diretta nazionale e internazionale differenziandolo in relazione: ai canali di vendita (Ato, airport ticket office, Cto, city ticket office, Call Center e Web); ai settori di rete (domestico, Europa Comunitaria e Svizzera e resto della rete) e alla tipologia di biglietto (cartaceo e elettronico). Il provvedimento e' stato adottato per creare un valore di riferimento per il mercato che rifletta il prezzo reale della biglietteria aerea attraverso i differenti canali di distribuzione. L'iniziativa è coerente con quanto avviene nell'industria del trasporto aereo mondiale. Alitalia, avendo rilanciato i propri canali di vendita, si propone ora alla clientela con modalità semplici e dirette per l'acquisto dei propri prodotti. Tale iniziativa segue la rivisitazione del sistema tariffario del mercato domestico, che attraverso un ventaglio di proposte commerciali molto ampio offre al cliente tariffe per ogni esigenza, impostate sull'economicità a fronte di acquisiti anticipati. "L'azione ha il valore di evidenziare separatamente il costo di distribuzione dal costo di servizio di trasporto aereo ed è coerente - ha affermato Andrea Tucci responsabile vendite di Alitalia - con l'iniziativa di riduzione delle commissioni di agenzie all'1 per cento, che andrà in vigore dal prossimo primo marzo. Con il nuovo sistema il cliente avrà modo di poter scegliere, apprezzare e pagare il valore che percepisce dai diversi canali distributivi, siano essi diretti e legati al solo trasporto aereo, che quelli più personalizzati che gli agenti di fiducia, attraverso le loro professionalità, assicurano alla propria clientela nel settore dei viaggi di affari e turismo".

LUCA GUIDOTTI NUOVO RESPONSABILE COMMERCIALE PER AERADRIA SPA
Rimini, 9 febbraio 2004 - Luca Guidotti, 39 anni, milanese, sposato, 1 figlio, dal 19 gennaio 2004 è il nuovo Responsabile Commerciale di Aeradria Spa, società di gestione dell’Aeroporto Internazionale “Federico Fellini”. Dal 1989 al 1997 ha ricoperto l’incarico di Rappresentante Commerciale per Lombardia, Triveneto, Piemonte e Liguria all’interno della compagnia aerea portoghese Tap. Nel 1992 inaugura il volo trisettimanale Bologna-oporto-lisbona. Tre anni più tardi gestisce l’accordo di codeshare Tap-portugalia sulla tratta Torino-lisbona. Dal 1997 al 2000 è in Alitalia come Rappresentante della compagnia in alcune delle principali province lombarde. Qui si occupa dei rapporti con i più importanti clienti del vettore nazionale. Il passo successivo è l’ingresso nell’Area Manager di Diners Club, mentre nel 2002 viene assunto quale Sales Manager di Azzurra Air: prima per i voli di linea, in seguito anche del segmento charter.

INFERIORI ALLE ATTESE LE IMMATRICOLAZIONI DI NUOVE AUTOMOBILI IN ITALIA (+5,65%) IN GENNAIO FORTE CRESCITA DELLA VENDITA DI AUTO DIESEL (+8,37%) E NON MOLTO SODDISFACENTE LA RACCOLTA DI ORDINI (-10,39%)
Roma, 9 febbraio 2004 - In gennaio sono state immatricolate 222.400 nuove auto, secondo quanto comunicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Rispetto alla 210.509 unità del gennaio 2003 si tratta di una crescita del 5,65%. Ricordiamo che il risultato del gennaio scorso fu influenzato negativamente dall’attesa del prolungamento degli eco-incentivi, cosa poi avvenuta, la cui prima fase era terminata con il 31 dicembre 2002. “In gennaio, il mercato ha manifestato un’effervescenza inferiore a quella che ci si aspettava - ha spiegato Gianni Filipponi, Segretario Generale dell’Unrae - riflettendo anche una fase di perplessità e prudenza da parte dei consumatori, dovuta all’aspettativa di una ripresa economica che tarda a concretizzarsi e dovuta in parte anche a certi fatti del mondo finanziario che hanno suggerito attesa a chi si preparava ad un acquisto importante e comunque frutto di una scelta meditata. In ogni caso - ha concluso Filipponi - sommando le immatricolazioni del dicembre scorso a quelle di gennaio, sulla base dei nostri indici di stagionalità si proietterebbe un anno da 2.250.000/2.300.000 vendite di nuove automobili, non inferiore, quindi, al 2003” . Nel bilancio finale del mese di gennaio, elaborato dagli analisti dell’Unrae, si rileva una crescita significativa (+4,5%) delle immatricolazioni di vetture del segmento B, con una flessione dell’1,5% di quelle del segmento A e dell’1,7% di quelle del segmento C. Come noto, i tre segmenti sommati insieme costituiscono l’80% delle vendite di auto nel nostro Paese. Di notevole rilievo anche la continua crescita delle vetture dotate di motori Diesel: in gennaio hanno co-stituito il 54,73% di tutte le immatricolazioni, contro il 46,36% del gennaio 2003. La crescita della quota Diesel è stata dunque di 8,37 punti, mentre in termini assoluti le immatricolazioni di vetture a gasolio sono cresciute, mese su mese, del 25%. “Si tratta - ha commentato il Segretario Generale dell’Unrae - di un dato positivo anche sul piano ambientale, perché le vetture a gasolio - consumando di meno - riducono le emissioni di anidride carbonica, così come ci viene richiesto dal Protocollo di Kyoto”. Oltre alle immatricolazioni, è risultata minore rispetto alle attese anche la raccolta degli ordini, oggetto di uno scambio d’informazioni fra Anfia e Unrae, che si è fermata a 210.186 unità, che rispetto alle 234.552 del gennaio 2003 consolidano un non soddisfacente -10,39%. Apparentemente in forte rialzo, infine, il mercato dell’usato che ha consuntivato 360.784 passaggi nel gennaio di quest’anno, contro le 267.330 unità del gennaio 2003, con una crescita del 34,96%. Va sottolineato, però, che all’interno dei valori si ritrovano anche le minivolture, che costituiscono il passaggio dal proprietario della vettura usata al concessionario nella fase della permuta e che, quindi, non costituiscono un definitivo trasferimento della proprietà. “Abbiamo visto che gennaio ha espresso un potenziale inferiore alle aspettative - sottolinea Salvatore Pistola, Presidente dell’Unrae - e la previsione di febbraio è al momento sostanzialmente inferiore al risultato dello scorso anno. Conseguentemente, l’atteggiamento dei Costruttori e dei distributori è orientato ad una certa prudenza. Per questo, riteniamo appropriata da parte governativa, una verifica delle condizioni generali che presiedono alle dinamiche del mercato, a cominciare dagli aspetti fiscali. Questi, infatti - conclude Pistola - sono fortemente penalizzanti rispetto al resto d’Europa, soprattutto per quanto riguarda le auto aziendali e i passaggi di proprietà, limitando così la possibilità di sviluppo dell’intero mercato dell’automobile”.

PININFARINA OKUYAMA TORNA COME DIRETTORE CREATIVO
Torino, 9 Febbraio 2004: A partire dal 10 maggio 2004, Ken Okuyama assumerà il ruolo di Direttore Creativo della Pininfarina S.p.a. Alle dipendenze del Direttore Generale del Design Lorenzo Ramaciotti. Si tratta di un ritorno in azienda da parte di un designer che durante la sua permanenza in Pininfarina ha dato un importante contributo personale a numerosi progetti di grande successo.La Pininfarina considera il design una delle sue attività fondamentali, sia in termini di visibilità che di business. Per mantenere in questo contesto sempre più professionale e competitivo una leadership riconosciuta fra i designer indipendenti occorre disporre di talenti e competenze del massimo livello.Negli ultimi quattro anni, in cui ha ricoperto la posizione di Preside del corso di Transportation Design all’Art Center College of Design di Pasadena in California, uno degli istituti più prestigiosi al mondo e leader nella formazione nel campo del design, Ken Okuyama ha ampliato la sua conoscenza del mondo internazionale dell’automobile, approfondito il rapporto con una nuova generazione di designers e consolidato le sue competenze manageriali.La sua formazione internazionale e la profonda conoscenza della Pininfarina e della sua filosofia estetica garantiscono la continuità dello stile Pininfarina in un contesto che si sta globalizzando ma che rimane attento alla specificità dei caratteri estetici e della cultura.

MARIO FERRARI AMMINISTRATORE DELEGATO DORATEX SPA IMPRENDITORE DELL'ANNO
Milano, 9 febbraio 2004 - In occasione de "La giornata dell'impresa bresciana" Mario Ferrari viene insignito con il prestigioso titolo per aver dimostrato le capacità di esprimere un'"imprenditorialità virtuosa" operando con correttezza e dignità morale. L'api di Brescia che consegnerà i premi, nella persona del presidente Flavio Pasotti, dedica al rapporto etica-affari nell"A zienda Brescia" la giornata di lunedì 9 febbraio 2004, in coincidenza con l'assemblea nazionale dell'associazione. Doratex che opera nel settore tessile da diverso tempo per la produzione del marchio di maglieria Gioferrari è un esempio di come si possa navigare bene in un settore dato per morto. Un'azienda che per tutti è un esempio di credibilità in un bacino industriale fortemente minato dalla crisi contingente.

3°CONVEGNO NAZIONALE SUL CLIMA ORGANIZZATIVO DELLE AZIENDE L'EVOLUZIONE DEI BENEFIT
Milano, 9 febbraio 2004 - Il giorno 4 marzo 2004 avrà luogo il convegno annuale organizzato da Great Place to Work Institute Italia, ormai divenuto una tradizione, durante il quale verranno presentati i risultati dello ricerca e premiate le aziende qualificate fra "I 35 migliori ambienti organizzativi per cui lavorare in Italia nel 2004". Già a partire dallo scorso anno, il convegno ha assunto una fisionomia ben precisa: quella di un percorso logico che continua a studiare come la presenza di un clima di fiducia reciproca in azienda consenta alla stessa di recitare in maniera più efficace il suo ruolo di presenza responsabile nella società. Il tema di questa edizione è quello legato ai "Benefit intangibili". Alla manifestazione interverranno relatori di grande rilievo, appartenenti al mondo dell'industria, della cultura e della politica. Il convegno si terrà, come lo scorso anno, presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo, Via Romagnosi 6 - Milano, con inizio alle ore 9.00 e fine alle ore 13.00. Il tema “Evoluzione dei benefit” I benefit, gestiti tradizionalmente come elementi della retribuzione, hanno svolto l’importante funzione di consentire all’azienda di offrire ai propri dipendenti servizi di elevato livello, avvalendosi di economie di scala. La ricerca di Gpw ha messo in evidenza che le aziende sperimentano nuove forme di benefit: la loro caratteristica è di aumentare la fidelizzazione e l’attrazione dei talenti fornendo motivazioni che vanno ben oltre quella meramente economica. I benefit assumono nuove funzioni, come aiutare i dipendenti a realizzare un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata, favorire la socialità, ma anche aiutare le persone con difficoltà psicologiche legate alla vita lavorativa. Attraverso i benefit si esercita una parte importante della responsabilità sociale dell’impresa: quella verso i propri dipendenti. L’azienda prende consapevolezza delle proprie persone nella dimensione non solo professionale ma di uomini e donne a 360 gradi. Le aziende che si sono spinte più avanti su questa strada scoprono come l’attenzione estesa all’individuo abbia ritorni in termini di reputazione nel mercato del lavoro, di dedizione delle persone e qualità della prestazione professionale. Il convegno intende accrescere la conoscenza delle imprese sulle nuove prospettive dei benefit, attraverso le scoperte della ricerca e le esperienze di alcune tra le migliori aziende della classifica di Gpw. Infolink: http://www.Greatplacetowork.it

IL SEGRETARIO GENERALE DELLA CISAL FRANCESCO CAVALLAIO AUSPICA CHE VI SIA UN CHIARIMENTO DEL GOVERNO SUL CONFRONTO IN ATTO CON I SINDACATI
Padova, 9 febbraio 2004 - Partecipando a Padova, ai lavori del Congresso regionale della Cisal del Veneto, il Segretario generale della Cisal Francesco Cavallaro, parlando del confronto in atto, a livello nazionale, tra Governo e Sindacati, ha ribadito la necessità che il Governo chiarisca, al più presto, le finalità e le strategie che intende perseguire anche nell’attuale negoziato sul welfare. Infatti, da sempre la Cisal ritiene che la definizione precisa delle risorse economiche da mettere in campo, sia un elemento prioritario che, fornendo riferimenti certi per tutti, favorirebbe anche il proseguo della trattativa. Al fine di favorire questo possibile chiarimento, il Segretario generale della Cisal Francesco Cavallaro ha auspicato che proprio dal Veneto (già laboratorio di una nuova politica sindacale che guarda ai futuri rapporti con l’Est europeo) possa partire una specifica iniziativa della Cisal che, rientrando nella logica democratica di corretti rapporti istituzionali, possa diventare anche l’occasione per avere delle precise risposte da parte di autorevoli esponenti del Governo. Il Segretario regionale della Cisal del Veneto, Cav. Majer Bona, facendo proprio l’auspicio del Segretario Generale, ha confermato l’impegno, da subito, della Cisal del Veneto, ad attivarsi per la realizzazione, in tempi brevi, di uno specifico Convegno Nazionale sulle nuove Problematiche su lavoro e welfare (sede proposta: Venezia) che possa vedere tra i relatori anche la presenza di autorevoli esponenti del Ministero del Lavoro.

CONFCOOPERATIVE UMBRIA SI PREPARA AL CONGRESSO
Perugia, 9 febbraio 2004 - Confcooperative Umbria torna a congresso e lo fa con l’obiettivo non solo di rinnovare il proprio consiglio direttivo, a fronte della scadenza quadriennale del mandato, ma anche di delineare gli scenari futuri all’interno dei quali dovrà collocarsi e muoversi il movimento cooperativo regionale nella convinzione che “la cooperazione è il valore che ci fa più grandi”. E’ questo il punto di partenza attraverso il quale si snoderà mercoledì 11 p.V., con inizio alle ore 14.30 presso il Park Hotel di Ponte San Giovanni, la settima Assemblea regionale di un’associazione di imprese capace di vantare 209 cooperative aderenti, con un numero di soci che supera le 40.000 unità, oltre 1.500 dipendenti e oltre 332 milioni di euro di ricavi, cifra che va oltre il doppio se si considera la raccolta globale dei soci correntisti delle banche di credito cooperativo presenti in Umbria e affiliate a Confcooperative. “Gli anni dal 2000 al 2003 si legge in una nota di Confcooperative - sono stati impegnativi e decisivi per il futuro della cooperazione messa su un duro banco di prova dalla riforma del diritto societario. E il movimento cooperativo, anche a livello regionale, può dire di aver superato questi momenti con successo essendo riuscito a misurarsi fruttuosamente con il Governo su tutti i temi della riforma senza mortificare il ruolo e il significato della formula cooperativa. Adesso però occorre dibattere sulle conquiste ottenute, sulle questioni tuttora aperte e sul modo di prepararsi ad accogliere e vincere le sfide future”. Per questo, in un crescendo di responsabilità per tutte le articolazioni del Movimento Cooperativo, le cooperative si apprestano ad addentrarsi in quello che può essere chiamato il “terzo tempo” della cooperazione, dopo essere passate per il primo tempo in cui le ragioni della solidarietà facevano aggio sull’efficienza imprenditoriale e legittimavano un certo tasso di assistenzialismo e per il secondo tempo in cui le cooperative hanno scoperto se stesse come imprese. Il “terzo tempo” prevede una nuova sintesi tra funzione sociale e dimensione d’impresa, tra solidarietà ed efficienza, tra mutualità e sviluppo, tra la proprietà (cioè i cooperatori ) ed il manageriale; l’elaborazione di un nuovo modello valoriale che deve comprendere la nuova maturità imprenditoriale, armonizzare le grandi differenziazioni intervenute nell’albero della cooperazione. Alla convention di mercoledì interverranno numerose personalità del mondo politico, imprenditoriale e sociale dell’Umbria. A cominciare dal presidente della giunta regionale Maria Rita Lorenzetti, quello del Consiglio regionale Carlo Liviantoni ed il vice presidente Pietro Laffranco, l’Arcivescovo di Perugia e Città della Pieve Mons. Giuseppe Chiaretti, il Rettore dell’Università di Perugia Francesco Bistoni, i parlamentari Maurizio Ronconi, Marina Sereni e Pierluigi Castellani, il presidente della Commissione Statuto della Regione Fiammetta Modena, gli assessori regionali Giampiero Bocci, Ada Girolamini, Enrico Sebastiani, Edoardo Gobbini, il presidente della Provincia di Perugia Cozzari e quello di Terni Cavicchioli, gli assessori provinciali Bruscolotti e Teofrasti, quello del Comune di Perugia Cantucci, il vice sindaco di Terni Polli, i dirigenti delle centrali cooperative Legacoop, Agci e Unci, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e di quelle professionali agricole, dell’artigianato e del commercio. I lavori saranno introdotti dal presidente di Confcooperative Umbria, Andrea Fora.

PREMIO "MILANO PRODUTTIVA 2004": APERTE LE ISCRIZIONI
Milano, 9 febbraio 2004. Sono aperte le iscrizioni al premio "Milano Produttiva 2004". Il tradizionale premio della Camera di Commercio di Milano consiste nell'assegnazione di una medaglia d'oro con relativo diploma a titolo di riconoscimento per l'attività svolta con impegno nell’economia e nella società milanese. 371 i premi totali che verranno assegnati. Differenziate le scadenze di presentazione delle domande: entro venerdì 20 febbraio 2004 per concorrere alle categorie premi lavoratori e imprese; entro il 23 aprile invece per la categoria premi agli imprenditori. Il premio è un ambito riconoscimento alla trasparenza e all’onestà, verificate con severità da una commissione giudicante. La premiazione avrà luogo presso il Teatro degli Arcimboldi di Milano il 20 giugno 2004. "Il “Premio Milano Produttiva” - ha commentato Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano - giunto ormai alla sua 15° edizione, è una manifestazione di particolare rilievo per l’ente camerale, che riprende innovando la tradizione storica del premio “Fedeltà al lavoro” e testimonia l’impegno istituzionale per le piccole e medie imprese milanesi, elemento vitale dello sviluppo del Paese”. Tre le categorie che verranno premiate. 175 premi saranno assegnati ai lavoratori dipendenti che si sono distinti per diligenza e fedeltà professionale presso una stessa impresa privata o associazione rappresentativa di interessi economici, per un periodo di almeno 25 anni (ridotti a 15 per i dirigenti); 175 riconoscimenti andranno alle imprese con almeno 20 anni di ininterrotta attività, che si tratti di aziende individuali o società di persone, società di capitali, cooperative e consorzi, con la motivazione di essersi affermati per correttezza commerciale ed impegno imprenditoriale. Fino a 21 le onorificenze che saranno assegnate ad imprenditori distintisi per il rilevante contributo fornito alla crescita competitiva del sistema d'impresa milanese in ambiti significativi per lo sviluppo di questo e della cultura imprenditoriale: la selezione per questa categoria avverrà in considerazione di sette differenti aspetti: nuova imprenditoria, internazionalizzazione, innovazione, qualità del lavoro, mecenatismo e sviluppo del territorio, imprenditoria femminile e tutela dell'ambiente. Alcune caratteristiche il numero delle domande che una stessa azienda può presentare per i propri dipendenti è il 20% del numero dei premi previsti (175), al fine di consentire l'assegnazione del riconoscimento ad un più ampio numero di aziende rappresentate; per le aziende si richiedono almeno 20 anni di ininterrotta attività. Le imprese dovranno avere sede e/o unità operativa nella provincia di Milano. Per partecipare al premio le imprese devono presentare domanda - su apposito modulo in distribuzione presso la sede principale della Camera di Commercio di Milano di via Meravigli 9/b e le sue sedi decentrate - alla Camera di Commercio di Milano (Protocollo generale - Via Meravigli 9/b - 20123 Milano). Le domande di partecipazione dovranno pervenire debitamente compilate e corredate della documentazione necessaria entro e non oltre il 20 febbraio 2004 per le partecipazioni relative ai premi a lavoratori e imprese, ed entro il 23 aprile 2004 per la partecipazione ai premi per la categoria imprenditori. Per eventuali ulteriori informazioni e per avere il modulo di partecipazione on line e il bando di concorso sono disponibili sul sito della Camera di Commercio all'indirizzo http://www.Mi.camcom.it  oppure i numeri 02/8515.4593 - 4378 - 4386.

DEPURATORI, TRATTAMENTO FANGHI : DICHIARAZIONE DEL SINDACO DI MILNAO ALBERTINI
Milano, 9 febbraio 2004 - Riguardo alla nuova sfida lanciata dagli Amici della Terra sullo smaltimento dei fanghi voglio ricordare che dallo scorso 22 aprile 2003 al 31 gennaio 2004 l’impianto di Nosedo ne ha già prodotti ben 4.792.520 kg , tutti smaltiti da Amsa secondo le norme ambientali vigenti nel circuito dell’agricoltura. Per quel che riguarda il futuro, come previsto già nello studio del Piano Fanghi, presentato al Ministero dell’Ambiente alla Regione e alla Provincia di Milano, allo smaltimento in agricoltura, via via che gli impianti andranno a regime, si assocerà un processo di termovalorizzazione favorito dall’utilizzo degli impianti di essiccamento dei fanghi, il primo già pronto a Milano Sud e gli altri di prossima realizzazione a Nosedo e Peschiera, che permetteranno di produrre un combustibile con alto potere calorifico e di buona qualità. Così tornerà a vantaggio dei milanesi il calore e l’energia elettrica che scaturiranno proprio dal riciclo degli scarti tradizionalmente più problematici degli impianti di depurazione che forse non sono ancora visti come una risorsa.

PRONTA PER L'IMPLEMENTAZIONE L'INIZIATIVA GMES
Bruxelles, 9 febbraio 2004 - La Commissione ha deciso che, dopo un periodo esplorativo di 3 anni, l'iniziativa dell'Ue Gmes (Monitoraggio globale dell'ambiente e sicurezza) è pronta a fare un altro passo per divenire operativa. Il 3 febbraio è stata pubblicata una comunicazione che descriveva le lezioni chiave imparate durante la fase esplorativa e riassumeva le azioni necessarie allo scopo di stabilire entro il 2008 una capacità Gmes. 'Quando il controllo dell'informazione ha implicazioni geostrategiche, Gmes mira a fornire una capacità indipendente al servizio dei bisogni politici europei,' afferma la comunicazione. L'informazione fornita da Gmes, raccolta da sistemi d'osservazione nello spazio, nei cieli e in-situ, dovrà servire a sostenere essenzialmente gli impegni ambientali dell'Europa, come il monitoraggio dei processi atmosferici e le condizioni degli oceani e delle zone costiere. I dati aiuteranno anche a sorvegliare e predire rischi naturali e di natura tecnica, come inondazioni, incendi boschivi, monitoraggio delle chiazze di petrolio e dei ghiacci, e potrebbero essere utili in molti altri campi della politica europea che comportano un aspetto ambientale, tra cui agricoltura, pesca e politica regionale. Presentando la comunicazione il 3 febbraio, il Commissario Ue per la ricerca Philippe Busquin ha parlato dell'importante contributo che Gmes avrebbe potuto dare al momento della catastrofe della petroliera Prestige. Ricordiamo che la petroliera affondata continuava a riversare petrolio nell'oceano Atlantico al largo delle coste della Galizia spagnola, e che se si fosse tentato di spostarla si sarebbero solo peggiorate le cose. Allora non fu possibile combinare con sufficiente rapidità queste informazioni con i dati sulle maree, le previsioni del tempo e i fondali marini. Se Gmes fosse stato operativo e in grado di fornire un quadro più completo della situazione, si sarebbe potuto rimorchiare la nave in una zona in cui le fuoruscite di petrolio potessero essere tenute sotto controllo. Al livello umanitario, Gmes agevolerà le decisioni sulle priorità e la distribuzione degli aiuti, e potrà appoggiare la politica estera e di sicurezza comune dell'Ue (Pesc). Il sistema permetterà la creazione di un quadro per la raccolta, l'accesso e lo scambio d'informazioni migliorati nel contesto della prevenzione dei conflitti e gestione delle crisi. Sarà prestata un'attenzione particolare alla sorveglianza dei trattati internazionali per la non proliferazione delle armi nucleari, chimiche e biologiche, oltre al monitoraggio dei movimenti e degli stanziamenti della popolazione. La Commissione non esclude la possibilità che Gmes possa essere usato anche per scopi militari, poiché 'i bisogni d'osservazione e d'informazione associati con gli sforzi di soccorso in caso d'inondazioni, incendi boschivi, terremoti, disastri industriali o azioni terroristiche contro civili possono avere abbastanza punti in comune con le classiche operazioni di difesa'. Il vantaggio inerente per civili e militari convalida 'il doppio uso implicito o lo scenario multiuso', afferma la comunicazione. Ma da Gmes si possono ricavare molti altri vantaggi, quelli che saranno più visibili per i cittadini europei. 'Complessivamente, i costi e i vantaggi dei servizi Gmes andrebbero valutati a fronte delle spese straordinarie causate dai disastri, che sovente avvengono perché la sorveglianza è poca', afferma la Commissione. È stato valutato che una migliore comprensione delle catastrofi naturali potrebbe far risparmiare circa 370 milioni di euro all'anno, mentre la possibilità di predire, prevedere e dunque prepararsi ad una situazione potrebbe farne risparmiare anche 1.000. Anche i decessi dovuti all'inquinamento atmosferico potrebbero essere ridotti in modo significativo. Durante la fase d'implementazione, dal 2004 al 2007, la Commissione propone di concentrarsi sulla creazione di un dialogo strutturato tra utenti e fornitori, sullo sviluppo di servizi con buon rapporto costo/benefici, sulla progettazione e la realizzazione di componenti spaziali, sullo stimolo delle attività d'integrazione dell'informazione e di gestione dei dati, sullo sviluppo di una strategia di finanziamento a lungo termine. Nel 2007 l 'iniziativa entrerà nella fase operativa. La fase esplorativa ha identificato un certo numero di aree che potrebbero essere stimolanti per gli attori Gmes e, tenendole ben presenti, la Commissione descrive un certo numero di aspetti da studiare nel periodo a venire. La continuità globale, la comparabilità e l'integrazione dei dati nello spazio e in-situ, le attività di modellizzazione e l'interoperabilità dei sistemi vanno rafforzate, dichiara la comunicazione, tanto per fare un esempio. Inoltre si deve incoraggiare un quadro più accurato dell'informazione e promuovere un accesso più agevole ed economico ai dati standardizzati. La preparazione dei differenti componenti di Gmes tra il 2004 e il 2006 sarà finanziata da diverse priorità tematiche del sesto programma quadro (6Pq), ossia 'aeronautica e spazio', 'networking per la ricerca' e 'tecnologie della società dell'informazione (Tsi)', per un totale di 150 milioni di euro. L'agenzia spaziale europea fornirà 83 milioni. L'inclusione di Gmes nella lista quick start dell'Iniziativa della Commissione per la crescita potrebbe offrire anche possibilità di finanziamento da parte della Bei, la Banca europea per gli investimenti, mentre le risorse per dopo il 2007 dipendono dalle decisioni di bilancio dell'Ue. Infolink: http://europa.Eu.int/comm/space/prog/gmes/gmes_en.html

COME SCRIVERE PROPOSTE COMPETITIVE PER IL 6PQ
Bruxelles, 9 febbraio 2004 - La Hyperion Ltd ha pubblicato un manuale per i direttori della ricerca intitolato 'How to write a competitive proposal for Fp6 [the Sixth Framework Programme]'. La pubblicazione offre una panoramica della struttura del programma, del processo di valutazione seguito dalla Commissione e delle priorità di ricerca del 6Pq. Il manuale fornisce quindi informazioni pratiche su come snellire il processo di stesura delle proposte e risolvere i problemi non scientifici come la gestione del progetto e la pertinenza tecnologica, economica, sociale ed ambientale e l'impatto sulle politiche dell'Unione. Tutto questo aiuterà i ricercatori a garantire alle loro proposte le migliori probabilità di successo. Il costo del manuale, spese postali comprese, è di 130 euro. Infolink: http://www.Hyperion.ie/orderhandbook.htm

RISORSE UMANE IN AUMENTO PER LA S &T EUROPEA
Bruxelles, 9 febbraio 2004 - Il 2 aprile si svolgerà a Bruxelles una conferenza sull'aumento delle risorse umane per la scienza e la tecnologia (S&t) in Europa. Nel quadro della strategia della Commissione europea per raggiungere gli obiettivi di Lisbona e di Barcellona, nel 2003 era stato creato un gruppo indipendente ad alto livello sulle risorse umane per la S &t. La conferenza è stata indetta per presentare i risultati provvisori e le raccomandazioni del gruppo, e per discutere le conclusioni raggiunte. Philippe Busquin, Commissario europeo per la Ricerca , parteciperà alla conferenza, che tratterà in particolare: la necessità di maggiori risorse umane per lo sviluppo scientifico e tecnologico dell'Ue; la domanda e l'offerta sul mercato del lavoro nel campo delle scienze, dell'ingegneria e della tecnologia; le possibilità di carriera nella S&t; l'istruzione superiore e la formazione alla ricerca; l'insegnamento nel campo delle scienze, dell'ingegneria e della tecnologia; il contesto sociale e culturale dell'inserimento nelle carriere in scienza e tecnologia. Infolink: http://europa.Eu.int/comm/research/sciprof.html

APPUNTAMENTI CON I MASTER DELLA FONDAZIONE CUOA
Altavilla Vicentina, 9 febbraio 2004 - Nel mese di febbraio 2004 si svolgerà, in varie sedi, una serie di incontri rivolti ai neolaureati che desiderano ricevere informazioni sui Master della Fondazione Cuoa. Lo staff illustrerà i programmi di studio e approfondirà le opportunità di stage delle prossime edizioni del Master in Banca & Finanza (15 aprile 2004 - 6 maggio 2005) e del Master in Gestione Integrata d'Impresa (21 giugno 2004 - 21 luglio 2005), entrambi accreditati Asfor, e del Master in Retail Management (29 marzo - 16 dicembre 2004). Per la partecipazione ai Corsi sono disponibili numerose borse di studio e finanziamenti agevolati. Per informazioni: Segreteria Divisione Master e Giovani - Fondazione Cuoa Sig.ra Cristina Bazzan: cbazzan@cuoa.It  tel. 0444 333703, fax 0444 333990.

“A SCUOLA DI PETCARE” IMPARIAMO A CONOSCERE I NOSTRI AMICI ANIMALI UN PROGETTO EDUCATIVO PROMOSSO DA PURINA, SCIVAC E SIUA
Milano, 9 febbraio 2004 - Educare le nuove generazioni ad un rapporto consapevole con gli animali da compagnia, e diffondere il valore e l’importanza della relazione con un “pet” in particolare per i bambini: questi gli obiettivi del progetto didattico - “A Scuola di Petcare” Impariamo a conoscere i nostri amici animali. Il progetto è stato ideato e promosso da Purina, l’azienda di riferimento per il mercato dell’alimentazione e la cura degli animali domestici, Scivac (Società Culturale Italiana Veterinari Animali da Compagnia) e Siua (Scuola di Interazione Uomo-animale). Il progetto si rivolge a circa 1.000 classi di seconda, terza e quarta elementare, ovvero circa 25.000 alunni e 2.000 insegnanti di dodici regioni italiane: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino, Valle d’Aosta e Veneto. Le lezioni sono tenute da professionisti della Scuola di Interazione Uomo-animale (pedagoghi, veterinari, educatori cinofili, psicologi) in possesso del titolo di “referee di zooantropologia didattica”. Il programma didattico prevede una parte teorica ed una “interattiva” con i pet, attività ludico- espressive e laboratori didattici. Ll materiale didattico redatto dal Prof. Roberto Marchesini, etologo, direttore della Siua e coordinatore del progetto, in collaborazione con la casa editrice Giunti - specializzata nel settore scolastico - è composto da un volume per l’insegnante e un manuale per ciascuno dei bambini. Roberto Marchesini ha commentato: “Nel ciclo delle lezioni ci focalizziamo soprattutto sulla relazione del bambino con il cane e con il gatto. Evidenziamo le differenze tra questi due animali, il loro piano comportamentale, ovvero le loro diverse attitudini, e il piano relazionale, ovvero le differenti esigenze di cura, gestione e accudimento – veri e propri “incentivi” per l’ambito collaborativo del bambino che impara a “prendersi cura”, a conoscere e rispettare un altro essere”. “La collaborazione ormai decennale tra Scivac e Purina - dichiara Laura Torriani, Segretario Generale Anmvi - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani e Delegato Provinciale Scivac per Milano - si è rafforzata nel tempo e continua tuttora al servizio di coloro che amano e sono amati dagli animali. In qualità di Associazione Culturale Veterinaria (Scivac) crediamo fortemente nella necessità di sensibilizzare i bambini al rispetto, alla conoscenza e valorizzazione degli animali da compagnia all’interno del contesto familiare”. Secondo Lucio Scaratti, Regional Director South Europe di Purina: “Purina - quale azienda che guida il mercato Petcare - con questo progetto vuole impegnarsi ad accrescere il valore della relazione uomo-pet, educando le nuove generazioni al rispetto, alla comprensione e alla responsabilità verso gli animali da compagnia. Vogliamo contribuire non solo allo sviluppo del mercato Petcare ma anche alla diffusione di una cultura e di una sensibilità che riconoscano l’importante ruolo che i pet rivestono nella nostra vita”.

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