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Notiziario Marketpress di Lunedì 11 Ottobre 2010
 
   
  TRENTO: APPROVATE LE LINEE GUIDA PER LE UTILIZZAZIONI IDRICHE

 
   
  Trento, 11 ottobre 2010 - Sono circa 5.000 le derivazioni presenti sul territorio trentino che vanno adeguate al Piano di Utilizzazione delle Acque Pubbliche ed al Piano di Tutela delle Acque. La delibera della Giunta dell’ 8 ottobre, proposta dal vicepresidente e assessore all´ambiente, lavori pubblici e trasporti Alberto Pacher, mette ordine nel sistema, tracciando una procedura univoca per adeguare tutte le utilizzazioni idriche. Si inizierà dalle derivazioni più grandi, che sono meno del 10% del totale ma riguardano circa l’80 % dell´acqua prelevata, per poi passare ai piccoli fruitori. Un anno è il termine per fissare il cronoprogramma degli interventi necessari all´adeguamento, dieci sono invece gli anni massimi a disposizione per trasformare gli impianti alla normativa di riferimento. Il Piano generale di Utilizzazione delle acque pubbliche rappresenta lo strumento con il quale la Provincia programma, in modo integrato, l’utilizzazione delle acque per i diversi usi e la sistematica regolazione dei corsi d’acqua, con particolare riguardo alla difesa del suolo. Il Piano di Tutela delle Acque definisce invece il programma delle misure necessarie alla salvaguardia ed al miglioramento delle caratteristiche qualitative delle acque. Entrambi i piani prevedono, nel comparto delle derivazioni idriche, specifiche discipline che vengono applicate a tutte le nuove utilizzazioni. Ma per quanto riguarda quelle utilizzazioni che erano già in atto prima della data di entrata in vigore di questi due piani, l’adeguamento a tali discipline deve avvenire in occasione del rinnovo o della proroga della durata del titolo a derivare oppure, per quanto riguarda il rilascio del deflusso minimo vitale nei corsi d´acqua (oggi attuato solo nelle grandi derivazioni idroelettriche), a partire dal 2017. Con la delibera approvata dalla Giunta in data odierna, vengono fissate le linee guida destinate a fornire ai soggetti interessati degli standard di uniformità e delle indicazioni operative per ottimizzare le attività da svolgere e poter predisporre in maniera chiara ed ordinata la documentazione necessaria, ai fini di quanto stabilito dalle disposizioni normative che regolano il rinnovo e la proroga della durata delle utilizzazioni in atto. Sono, infatti, oltre 5.000 le derivazioni concesse dalla Provincia per uso potabile, irriguo, idroelettrico, zootecnico, per piscicolture e per innevamento, ma anche per uso industriale e per altri scopi. Il riordino partirà dalle concessioni più grandi, ovvero superiori alla portata di 50 litri al secondo; si tratta di circa 120 titoli a derivare riconosciuti ai sensi della legge provinciale n. 10 del 1998 e di riconoscimenti di antico diritto, individuati come utilizzazioni prioritarie, da adeguare appunto in questa prima fase. Inoltre il riordino riguarda circa 150 concessioni che sono ancora senza il rinnovo del titolo a derivare. I titolari delle derivazioni avranno un anno di tempo per presentare un check up, ovvero per evidenziare gli interventi necessari per l´aggiornamento dell´impianto agli standard dei Piani provinciali. L’adeguamento ai citati piani dovrà avvenire poi in modo graduale, con l’obiettivo di raggiungere la piena conformità entro il 31/12/2018 o comunque entro un massimo di dieci anni dal momento del rinnovo. Il secondo step riguarderà le utilizzazioni idriche minori; mentre per quelle di modesta entità, inferiori alla soglia di 0,5 litri al secondo, verrà prevista una procedura semplificata. Queste ultime in Trentino sono circa 7.500 e riguardano soprattutto le fontanelle delle case di montagna e l’irrigazione di piccoli appezzamenti. Infine la parte potabile: per le utilizzazioni a scopo potabile pubblico, che riguardano tutti i maggiori acquedotti pubblici del Trentino, è in fase conclusiva la stesura delle Linee guida specifiche, che introdurranno un opportuno raccordo con i Piani di autocontrollo (Pac) delle acque destinate al consumo umano, gestiti dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari.  
   
 

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