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Notiziario Marketpress di Giovedì 18 Gennaio 2007
 
   
  INVARIATO LŽINVESTIMENTO UE PER LA R&S

 
   
  Bruxelles, 18 gennaio 2007 - Stando ai dati preliminari di Eurostat, lŽIstituto statistico delle Comunità europee, lŽinvestimento per la ricerca e sviluppo (R&s) in Europa sembra ristagnare. Nonostante la crescita dellŽ1,5% dal 2001, nel 2005 la spesa per la R&s nellŽUe a 27 si è attestata allŽ1,84% del Pil, lo stesso valore del 2004. Analizzando i risultati preliminari è lecito chiedersi se lŽUe riuscirà, nel suo insieme, a raggiungere entro il 2010 lŽobiettivo di Barcellona di investire nella ricerca il 3% del Pil. LŽassenza di progressi fa sorgere dubbi anche sulla competitività dellŽUe rispetto ad altre economie mondiali come gli Usa e il Giappone, dove nel 2005 la R&s ha raggiunto rispettivamente il 2,68% e il 3,18% del Pil. Anche le economie emergenti si stanno adeguando; la spesa della Cina per la R&s avrebbe toccato quota 1,34% del Pil nel 2005. Alcuni Stati membri stanno però dimostrando che con la volontà i traguardi si raggiungono. Nel 2005 i migliori risultati sono stati evidenziati ancora una volta da Svezia e Finlandia, che hanno speso rispettivamente il 3,86% e il 3,48% del Pil in R&s, risultato ben superiore allŽobiettivo del 3%. Seguono a ruota Germania, Danimarca, Austria e Francia, il cui impegno per la R&s supera il 2%. In fondo alla classifica della spesa per la R&s si piazzano Stati membri come Romania, Cipro e Bulgaria, mentre alcuni nuovi ingressi nella famiglia dellŽUe hanno evidenziato impressionanti tassi di crescita della R&s in termini reali, dal +18% della Lettonia allŽ11% della Lituania. LŽobiettivo di Barcellona fissa in due terzi lŽinvestimento in R&s che dovrebbe provenire dal settore privato. Tra i vari Stati membri, il Lussemburgo ha fatto registrare la percentuale più alta, con lŽ80% dellŽinvestimento per la R&s sostenuto dalle imprese, seguito da Finlandia, Germania e Svezia, tutte ben oltre il 60%. In media nellŽUe a 27 il settore privato sovvenziona la R&s per il 55%. Seguono il settore istituzionale con il 35% e i finanziatori stranieri con lŽ8%. .  
   
 

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