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Notiziario Marketpress di Mercoledì 19 Novembre 2008
 
   
  LAVORO: RAFFORZARE ED ESTENDERE GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN PIEMONTE BRESSO E MIGLIASSO SCRIVONO AL GOVERNO

 
   
  Torino, 19 novembre 2008 - La Presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, e l’Assessore al Welfare Teresa Angela Migliasso, chiedono al Governo di rafforzare gli ammortizzatori sociali e di estenderli ai lavoratori precari. La richiesta è oggetto di una lettera firmata dalla Presidente Bresso e dall’Assessore Migliasso e indirizzata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al Ministro del lavoro Maurizio Sacconi. “In attesa della tanto attesa e necessaria riforma a livello nazionale – spiega la Presidente Bresso - chiediamo al Governo di estendere la cassa integrazione, l’indennità per disoccupazione e l’indennità di mobilità a tutti quei lavoratori che non possono usufruirne perché non ne hanno diritto. Mi riferisco ai lavoratori temporanei, a tempo determinato, a chi opera in aziende con meno di 15 dipendenti, a tutti coloro che non hanno ammortizzatori sociali e sono i primi che rischiano di essere espulsi in casi di riduzione del personale. ” “Crediamo – aggiunge Bresso - che sia uno degli interventi urgenti da fare in questo periodo di crisi. Negli ultimi anni la maggior parte dei lavoratori è stata assunta con queste modalità e per loro non c’è tutela. Da tempo, personalmente, chiedo di accompagnare alla flessibilità uno stato sociale adeguato, come accade nei Paesi del nord Europa. E, comunque, occorre provvedere tempestivamente in questa fase così critica per salvaguardare anche e soprattutto i diritti di tutte le persone che si trovano ad essere più esposte ai rischi della perdita del lavoro”. Sulla base di un’analisi dell’attuale congiuntura sociale ed economica, si legge nella lettera, “è necessario provvedere ad un ampliamento degli interventi di natura difensiva per evitare un drammatico avvitamento della situazione, che potrebbe tradursi in un effettivo tracollo occupazionale in tempi relativamente brevi. ” “In un mercato dove gli inserimenti al lavoro sono per gran parte di carattere temporaneo – si osserva - la mancata conferma di posizioni di lavoro a termine e il non rinnovo di contratti in scadenza comportano una sensibile flessione degli addetti, specie nel settore industriale, che utilizza in modo assai rilevante il contratto di somministrazione ed altre forme flessibili di impiego, con la conseguente crescita di quel segmento di disoccupazione meno protetto da forme di tutela contro la perdita del reddito di base. Si tratta di una crisi con caratteristiche diverse da quella degli anni scorsi che richiede una risposta decisa e compatta. ” Per questo, proseguono Bresso e Migliasso, “è necessario un allargamento dell’ombrello protettivo assicurato dagli ammortizzatori sociali “standard”, al servizio delle aziende cassaintegrabili mediante: Ø il raddoppio delle settimane di Cig ordinaria utilizzabili dalle imprese, da 52 a 104; Ø la possibilità di proroga a 24 mesi dei trattamenti di Cig Straordinaria per crisi aziendale giunti ad esaurimento, inteso che tale opportunità è già prevista nel caso di Cigs per cessazione di attività. ” “Inoltre – aggiungono - occorre riconsiderare il sistema delle deroghe finora in uso, ampliandolo a sostegno di quell’area di disoccupazione di cui si diceva prima legata alla crescita degli elementi di precarietà dell’impiego. ” “Accanto alla Cigs – prosegue la lettera - si ritiene importante allargare la deroga ai trattamenti di indennità di disoccupazione a favore delle lavoratrici e dei lavoratori precari lasciati a casa al termine del periodo contrattuale previsto, siano essi interinali, tempi determinati o quant’altro; un dato significativo è rappresentato dagli oltre 3000 lavoratori assunti con contratti di lavoro interinale che non sono stati confermati o il cui contratto di lavoro è stato risolto anticipatamente dalle aziende utilizzatrici. ” “E’ necessario pertanto – si conclude - che le risorse, oggi appositamente previste nel disegno di Legge Finanziaria (600 milioni di euro) vengano incrementate in maniera significativa e assegnate in misura adeguata alla Regione. ” .  
   
 

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