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Notiziario Marketpress di Mercoledì 19 Novembre 2008
 
   
  I FONDI EUROPEI DEVONO SERVIRE DA VOLANO PER RENDER PIU’ COMPETITIVA L’ECONOMIA VENETA

 
   
   Treviso, 19 novembre 2008 - La Commissione europea ha confermato proprio in queste settimane la straordinaria eccellenza dell’esperienza veneta nel campo dell’utilizzo dei fondi strutturali, il 110 per cento. Il Veneto, e più in generale il Nord Est, sono stati indicati come i migliori laboratori d’idee e davvero all’avanguardia per affrontare le moderne esigenze dettate dalla globalizzazione e della competizione internazionale, oltre che dalla crisi finanziaria mondiale che stiamo vivendo. Lo ha ricordato stamattina nella sede della Camera di commercio di Treviso, l’assessore all’Economia, Vendemiano Sartor, in un incontro con il mondo economico della Marca. “Per sviluppare ancora di più le potenzialità produttive del territorio - ha riferito l’assessore - si deve oggi puntare sulla collaborazione fra centri di ricerca, università e mondo produttivo, attraverso i distretti industriali, finanziando e ulteriormente potenziando la ricerca tecnologica. Va, inoltre, incentivata la promozione di energia alternativa, rinnovabile e sostenibile e va stimolata la costruzione di reti di trasporto e di telecomunicazione. Va, infine, ricordato che solo agendo in sinergia e in rete si possono raggiungere preziosi traguardi. ” La programmazione dei prossimi anni del Fondo europeo per lo sviluppo regionale ha individuato proprio nell’innovazione e nell’economia della conoscenza, nell’energia e nell’ambiente, nella valorizzazione del territorio, nell’accesso ai servizi di trasporto e di telecomunicazioni, nella cooperazione territoriale, gli assi prioritari di intervento e di azione. “Lo Stato italiano - ha spiegato l’assessore - ha scelto di inquadrare i fondi strutturali all’interno di una progettazione unitaria delle politiche di sviluppo che comprende anche i Fondi per le aree sottoutilizzate e le eventuali progettualità di settore: così l’impianto gestionale regionale, incardinato nel Piano veneto di sviluppo, assume sia maggiore omogeneità che migliore coordinamento. ” La programmazione 2007 - 2013 non è priva di criticità: il principale problema è di sicuro il patto di stabilità che oggi limita e vincola fortemente le possibilità di spesa della Regione e degli enti pubblici beneficiari dei finanziamenti. “La finanziaria 2008 del Governo - ha detto l’assessore - dovrebbe finalmente escludere i fondi europei dal patto di stabilità che potranno così essere, davvero, un volano per l’economia veneta in una congiuntura economica e finanziaria globale complessa. ” L’aumento delle attività e degli adempimenti in materia di programmazione, gestione, comunicazione, monitoraggio, controllo e valutazione comporta purtroppo un impegno notevole di risorse, in particolare di risorse umane qualificate: su questo si dovrà quanto prima intervenire in nome della semplificazione della burocrazia e della snellezza delle procedure. A conclusione, ecco alcuni dati: il Programma operativo regionale ha una dotazione finanziaria di 453 Meuro; il Fondo sociale europeo ha a disposizione 717 Meuro; il Piano di sviluppo rurale può contare su 915 Meuro. .  
   
 

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