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Notiziario Marketpress di Venerdì 16 Aprile 2004
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LA COMMISSIONE EUROPEA LANCIA UNA CONSULTAZIONE PUBBLICA SUI PROGRAMMI DI AZIONI INNOVATIVE  
 
Bruxelles, 16 aprile 2004 - La Direzione Generale Imprese della Commissione europea sta mettendo a punto un nuovo programma di azioni innovative, e ha lanciato una consultazione pubblica per raccogliere contributi dai membri dellinnovazione in Europa. Il miglioramento della performance innovativa dellEuropa è considerata essenziale per l’incremento della competitività globale. Il programma di azione si propone di accogliere le carenze del mercato che attualmente ostacolano l’innovazione nelle aziende europee mobilitando risorse e approvando obiettivi ambiziosi in comune con gli Stati membri. La Commissione stabilisce che il piano di azione tenterà di 'posizionare l’azienda al centro della politica di innovazione' incentrandosi su questioni chiave relative al processo di innovazione all’interno delle aziende. Queste questioni comprendono il contesto normativo, la conoscenza del mercato, e le risorse finanziarie e umane che influiscono sull’innovazione. Il programma di azione riconoscerà l’importanza dell’innovazione tecnologica e non tecnologica, e terrà in conto tutta la natura dellinnovazione creando un dialogo tra tutti gli azionisti, compresi policy makers, regioni, ricercatori, società civile o aziende. La consultazione pubblica è aperta fino al 31 maggio, e la Commissione cercherà di individuare i commenti provenienti dalle parti interessate all’interno del settore pubblico e privato, amministrazioni, industria, servizi, finanza, ricerca, istruzione e società civile. Infolink: http://europa.Eu.int/comm/enterprise/innovation/consultation/index.htm  
   
   
FORUM DI POLITICA SUGLI USI INNOVATIVI DEI FONDI STRUTTURALI  
 
Bruxelles, 16 aprile 2004 - Ianis, la rete per i programmi di azioni innovative per la società dell’informazione, sta organizzando un forum politico dal titolo 'usi innovativi dei Fondi strutturali', che si terrà il 27 aprile a Parigi, Francia. Dopo la presentazione di un esperto della Commissione europea, tre regioni saranno rappresentate in una tavola rotonda che si incentrerà su quello che è stato appreso dalle Azioni innovative (cosa ha funzionato, cosa non è stato fatto e perché?) Alla tavola rotonda parteciperanno manager del programma o policy makers appartenenti alle tre regioni rappresentate. Infolink: http://www.Ianis.net/default.php?page=detail_events&idevent=511  
   
   
LA SICUREZZA ALIMENTARE NELL’UNIONE EUROPEA A 25 STATI MEMBRI: GLI ULTIMI PASSI VERSO L’ALLARGAMENTO DEL 1° MAGGIO  
 
Bruxelles, 16 aprile 2004 - I 10 nuovi Stati membri che si uniranno all’Ue il 1° maggio 2004 stanno compiendo gli ultimi passi per conformarsi alle norme europee in materia di sicurezza alimentare, ha dichiarato oggi David Byrne, commissario europeo responsabile per la salute e la tutela dei consumatori. «Sono stati realizzati enormi progressi grazie ad una stretta collaborazione tra la Commissione europea e le autorità competenti dei nuovi Stati membri». Alcuni stabilimenti del settore alimentare (stabilimenti di trasformazione, latterie e macelli) avranno bisogno di un periodo di transizione per terminare le operazioni di adeguamento. Durante questo periodo, i loro prodotti saranno venduti solamente sui mercati nazionali dei rispettivi nuovi Stati membri. L’unione a 15 ha raggiunto oggi un accordo sulla lista finale degli stabilimenti che beneficeranno di questo periodo transitorio per l’adeguamento. Inoltre, la Commissione ha presentato oggi informazioni dettagliate su 37 nuovi posti di ispezione frontalieri, situati alle nuove frontiere, che saranno attivati a partire dal 1° maggio al fine di controllare l’entrata dei prodotti veterinari provenienti dai paesi terzi. «Dopo il 1° maggio, i consumatori di tutti gli Stati membri attuali e nuovi avranno una scelta ancora più vasta di alimenti. In questi ultimi mesi, i nuovi Stati membri hanno compiuto enormi progressi nell’adeguamento della legislazione, dei sistemi e delle fabbriche di produzione di prodotti alimentari. Le regole dell’Ue in materia di sicurezza alimentare sono a questo punto attuate e i sistemi locali destinati ad assicurarne l’applicazione sono operativi. Si tratta di un risultato notevole, tenuto conto dell’alto livello degli standard europei», ha dichiarato David Byrne, commissario europeo responsabile per la salute e la tutela dei consumatori. «Comunque, i nuovi Stati membri dovranno continuare a lavorare duramente per attuare e fare applicare le leggi. I miei ispettori continueranno a controllare la situazione in loco, come accade già negli attuali Stati membri e nei paesi terzi». Legislazione in materia di sicurezza alimentare e attuazione: i lavori avanzano bene Tutti i nuovi Stati membri, entro il 1° maggio, devono rendere la regolamentazione nazionale conforme alla legislazione alimentare e veterinaria dell’Ue (capitoli 1 e 7 dei negoziati di adesione). Rimangono alcuni problemi di attuazione e la Commissione è in contatto con le autorità dei nuovi Stati membri interessati per risolverli prima dell’allargamento. I nuovi Stati membri si preparano anche ad attuare la legislazione europea in materia di sicurezza alimentare. Hanno realizzato reti nazionali di sorveglianza della sicurezza dell’alimentazione umana e animale, che saranno collegate al sistema di allerta rapida di cui dispone l’Ue in questo settore. I laboratori alimentari e veterinari sono stati migliorati, l’organizzazione dei sistemi di controllo delle derrate alimentari e degli alimenti per animali è stata razionalizzata, il controllo sugli alimenti geneticamente modificati è iniziato, gli ispettori e il personale di laboratorio è stato formato ai diversi aspetti della legislazione alimentare e, in via generale, il livello di qualità degli stabilimenti di trasformazione degli alimenti è aumentato nettamente. Periodi di transizione accordati ad alcuni stabilimenti del settore alimentare Il trattato di adesione dei nuovi Stati membri, firmato nell’aprile 2003, ha accordato dei periodi di transizione di una durata massima di tre anni per un certo numero di stabilimenti di trasformazione alimentare della Repubblica ceca, dell’Ungheria, della Lettonia, della Lituania, della Polonia e della Slovacchia che avevano scarse possibilità di adeguarsi alle norme europee entro il 1° maggio 2004. Le proposte approvate oggi dal Comitato permanente per la catena alimentare e la salute animale, che rappresenta gli Stati membri, permettono ad un ulteriore gruppo di stabilimenti polacchi, ungheresi, lettoni, lituani, maltesi, slovacchi e sloveni di beneficiare di un periodo transitorio che varia dai tre mesi fino ad un anno per terminare i lavori di adeguamento. Questo nuovo gruppo di stabilimenti rispetta tutte le regole dell’Ue in materia di igiene, ma ha ancora bisogno di tempo per conformarsi a pieno ad alti standard europei in materia. Gli Stati membri hanno anche approvato proposte per porre fine alle modalità transitorie accordate a diversi stabilimenti lettoni, lituani, ungheresi e polacchi citati nel trattato di adesione. Gli stabilimenti eliminati dalle liste si sono adeguati alle norme europee prima della fine del periodo transitorio previsto oppure hanno cessato l’attività. In totale, periodi transitori sono stati accordati a 1006 stabilimenti di trasformazione alimentare dei nuovi Stati membri, ossia circa l’8% dei 12000 stabilimenti di questi paesi. Gli stabilimenti che beneficiano di un periodo transitorio potranno proseguire la vendita di derrate alimentari nel proprio Stato membro, ma la vendita in altri Stati membri sarà vietata e una speciale etichettatura impedirà questo tipi di vendita. Nuovi posti di ispezione frontalieri Per mantenere l’elevato livello di sicurezza alimentare e salute animale nell’Ue, è necessario procedere a controlli efficaci alle sue frontiere esterne. L’importazione nell’Ue di derrate alimentari e di animali può effettuarsi unicamente attraverso posti di ispezione frontalieri (Pif) specifici, approvati dalla Commissione europea. Nel marzo scorso, la Commissione ha approvato un elenco di 22 Pif che rispondevano alle norme europee nei nuovi Stati membri[1]. L’intenzione è quella di approvare un altro elenco di Pif prima dell’allargamento, portando il numero totale di nuovi posti di ispezione a 37. Alcuni Pif italiani, austriaci e tedeschi verranno disattivati. In questi ultimi mesi i nuovi Stati membri hanno portato avanti un lavoro considerevole per realizzare le strutture e trovare le risorse umane necessarie perché nuovi Pif fossero approvati. Il lavoro va avanti, dato che alcune strutture non sono ancora ultimate. L’ufficio alimentare e veterinario della Commissione ha già effettuato numerose missione di ispezione nelle strutture proposte e controllerà altri posti frontalieri quando i lavori saranno terminati per verificarne la conformità alle norme europee. La Commissione si baserà su queste ispezioni per approvare altri Pif dopo l’adesione.  
   
   
GLI EUROPARLAMENTARI VERDI AFFRONTANO LE CAUSE SUGLI ALLARMI ALIMENTARI  
 
Dublino, 16 aprile 2004 - Il 13 aprile a Dublino è stata lanciata la campagna 'Aderisci alla rivoluzione alimentare'. Liniziativa si propone di affrontare le cause degli allarmi alimentari come la Bse, la salmonella e i residui tossici nel salmone allevato e cercare dei sistemi in grado di ridurre i livelli di obesità. Lobiettivo del programma dei Verdi sulla qualità alimentare composto da dieci punti è quello di promuovere la produzione di alimenti sani e sane abitudini alimentari in Europa. Il programma si propone di recuperare la fiducia del consumatore spiegando come l'alimento è stato prodotto. Il programma suggerisce controlli più accurati nellindustria alimentare nella analisi di additivi, coloranti e aromatizzanti. Secondo i Verdi, sebbene migliaia di questi ingredienti siano autorizzati, gli studi tossicologici delle loro potenziali complesse interazioni nei nostri organismi sono scomparsi. I dieci punti del programma inoltre impongono tutti i vantaggi fiscali per i sistemi di allevamento in batteria come le galline in batteria, da eliminare. È necessario promuovere i sistemi relativi allagricoltura organica e introdurre delle normative per favorire i piccoli allevatori e i piccoli produttori alimentari locali. La campagna si propone di evidenziare il modo in cui gli europarlamentari Verdi in Europa abbiano offerto la prospettiva migliore relativamente alla sicurezza e alla produzione di alimenti sani, delineando la loro strategia per porre fine agli allarmi alimentari dei consumatori. Leuroparlamentare irlandese Mary White ha dichiarato: 'I grandi allarmi alimentari degli ultimi anni, come la Bse, i rischi di cancro derivanti dal salmone allevato, la salmonella nelle galline e linfluenza dei polli. Tutti questi allarmi hanno indebolito la fiducia del consumatore, soprattutto per la carne e gli alimenti lavorati.' I Verdi stanno inoltre sollecitando il governo irlandese ad opporsi alla concessione dellautorizzazione per la varietà del mais geneticamente modificato, chiamato Bt 11, nel corso di un meeting dei Ministri dellagricoltura che si terrà il 26 aprile in Lussemburgo. Con il lancio della loro Dichiarazione di Dublino, I Verdi chiederanno che lIrlanda venga dichiarata free zone geneticamente modificata.  
   
   
GIORNATA DI INFORMAZIONE SUI DIRITTI DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE, ITALIA  
 
Roma, 16 aprile 2004 - Il Circe, ossia il Central Innovation Relay Centre per Lazio, Abruzzo e Sardegna, in collaborazione con la Commissione europea e il Consiglio nazionale italiano per la Ricerca, sta organizzando una giornata di informazione sui diritti della proprietà intellettuale, che avrà luogo a Roma, Italia, il 26 aprile. Il titolo è 'Investire in marchi e brevetti. Vantaggi reciproci per ricercatori e aziende', levento si propone di fornire informazioni sull’ uso strategico di brevetti per aziende, nonché informare i ricercatori sulla necessità di salvaguardare i loro diritti sulla proprietà intellettuale. Infolink: http://circe.Dcas.cnr.it/giornataiprguide/programma.asp  
   
   
UNA RELAZIONE EVIDENZIA UN NETTO DIVARIO FRA I VECCHI E I NUOVI STATI MEMBRI SUI PROGRESSI IN MERITO ALLA STRATEGIA DI LISBONA  
 
Bruxelles, 16 aprile 2004 - Una relazione della Confederazione delle Aziende Svedesi evidenzia il netto divario fra i paesi candidati e gli attuali stati membri dell'Unione Europea per quanto riguarda il rispetto degli obiettivi di Lisbona, tuttavia suggerisce che una differenza di comportamento fra i due blocchi potrebbe portare, entro il 2010, al superamento dei vecchi stati membri da parte dei nuovi. Nel 2000, i capi di stato e di governo dei paesi dell'Unione Europea si sono riuniti al fine di prendere misure atte a trasformare l'economia europea e farla divenire, entro il 2010, la più competitiva, fondandola su basi di conoscenza dinamiche. È risaputo che benché siano stati compiuti progressi in alcuni settori, l'Unione Europea nel suo insieme è ancora lontana dal raggiungere tale obiettivo. " Finché gli stati membri continueranno a trascurare le regole e le misure concordate in ambito comunitario e finché il Parlamento ed il Consiglio europei bloccheranno le proposte dell'Unione Europea, verrà meno la credibilità sulla Strategia di Lisbona ", si legge nella relazione svedese. Il documento sostiene che i paesi candidati devono percorrere molta strada prima di raggiungere gli attuali stati membri, tuttavia evidenzia che il processo di riforma si è rivelato piuttosto veloce dal momento in cui sono state avviate le negoziazioni di adesione. " Si evidenzia inoltre che i nuovi stati membri stanno prendendo sul serio la Strategia di Lisbona. Chissà, entro il 2010 potrebbero posizionarsi davanti a molti dei 15 stati membri dell'Unione Europea ", si dichiara nella relazione. La Confederazione delle Aziende Svedesi sottolinea cinque priorità commerciali chiave: il valore dell'impresa, instaurare un mercato interno efficace, competitività e meno tasse, creare un mercato del lavoro flessibile e in espansione, stimolare la ripresa strutturale e tecnologica. Per quanto riguarda l'obiettivo di stimolare la ripresa tecnologica, la relazione pone l'accento sull'estrema importanza degli investimenti nelle tecnologie delle informazioni e delle comunicazioni (Tic) nonché nella biotecnologia, e sottolinea l'importanza di un sistema funzionale e ben sviluppato di gestione dei diritti di proprietà intellettuale. " Gli stati membri che, per ragioni nazionali, stanno bloccando l'adozione di un brevetto comunitario che possa soddisfare le esigenze degli utilizzatori, fatto in se stesso competitivo in un contesto globale, devono riconsiderare le loro posizioni " dichiara la Confederazione delle Aziende Svedesi. Se non riescono ad accettare un sistema che soddisfi le esigenze concorrenziali dell'industria e dell'Unione Europea, " allora l'Europa e le sue industrie farebbero bene a non considerarli ", aggiunge. Le cifre relative all'occupazione nella produzione high-tech illustrano l'importanza dell'economia high-tech nei singoli paesi. L'irlanda si pone nettamente al vertice con quasi il 20 % di produzione industriale high-tech. Tale prospetto può essere pressoché suddiviso in due parti, con gli stati membri dell'Unione Europea al vertice ed i paesi candidati subito dietro. Tuttavia, entrambi i gruppi mostrano delle eccezioni. L'ungheria vanta un'ampia produzione industriale high-tech e si posiziona al secondo posto, subito dopo l'Irlanda, in termini di occupazione nel settore. D'altro canto, la Spagna, la Grecia e il Portogallo occupano tre delle cinque posizioni più basse. Un prospetto illustrante le richieste di brevetto all'Ufficio Brevetti Europeo nel 2001 offre un'immagine simile. La Svezia si pone al vertice, con oltre 350 richieste ogni milione di abitanti, precedendo 11 stati membri. La Slovenia supera la Spagna fra i primi paesi ad occupare le posizioni centrali, mentre la Grecia ed il Portogallo si posizionano molto più in basso. Benché nella relazione si considerino " numerose " le sfide per i paesi candidati, la Confederazione delle Aziende Svedesi è ottimistica e, tra i fattori positivi, cita il livello d'istruzione relativamente alto nella maggior parte di questi paesi. Gli ostacoli alla crescita rimangono un retaggio dei vecchi investimenti industriali, dei danni ambientali e di un'amministrazione pubblica insoddisfacente.  
   
   
PAYMENT AND SECURITIES SETTLEMENT SYSTEMS IN THE EUROPEAN UNION AND IN THE ACCESSION COUNTRIES - ADDENDA INCORPORATING 2002 FIGURES  
 
Francoforte, 16 April 2004  - The European Central Bank (Ecb) is publishing the latest addendum to the June 2001 report entitled “Payment and securities settlement systems in the European Union” (third edition) and the latest addendum to the August 2002 report entitled “Payment and securities settlement systems in the accession countries” (second edition). These publications, also known as the “Blue Books”, provide a comprehensive description of the main payment and securities clearing and settlement systems in the Member States of the European Union (Eu) and in the accession countries respectively, covering both the domestic and cross-border aspects of these systems. While the descriptive parts are updated once every few years, the statistical data are updated annually. The addenda being published today incorporate the figures for 2002. They have been prepared in association with the Eu national central banks and with the national central banks of the accession countries. The report and the addenda can be downloaded from the ECB’s website Printed versions will be available from each of the national central banks of the Eu, from the national central banks of the accession countries and from the Ecb (at the address indicated below).  
   
   
APPROVATI I REGOLAMENTI PER LE ELEZIONI EUROPEE, REGIONALI ED AMMINISTRATIVE DEL GIUGNO 2004  
 
Roma, 16 aprile 2004 - La Commissione per i servizi e i prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato oggi i tre regolamenti in materia di comunicazione politica e parità di accesso ai mezzi di informazione relativi alle campagne elettorali per le elezioni europee, regionali ed amministrative del giugno 2004. La novità principale dei tre regolamenti riguarda la disciplina dei programmi di informazione trasmessi sulle emittenti nazionali. Alle disposizioni relative alla completezza, imparzialità e pari opportunità nei notiziari, telegiornali e giornali radio, è stata introdotta infatti, in applicazione della legge 28/2000  una specifica disposizione per i programmi di approfondimento informativo, prevedendo che in tali trasmissioni sia assicurato sempre e comunque un equilibrato contraddittorio. Per le emittenti radiofoniche e televisive locali, in conformità alle disposizioni della legge 6 novembre 2003, n. 313  le disposizioni applicabili in materia di comunicazione politica e parità di accesso ai mezzi di informazione in periodo elettorale sono quelle contenute nel codice di autoregolamentazione predisposto dalle Associazioni delle emittenti stesse ed emanato con decreto del Ministro delle comunicazioni. Resta pienamente in vigore per tutti gli operatori della radiotelevisione e dell'editoria, ivi inclusa l'emittenza locale, la disciplina in materia di sondaggi politici ed elettorali. Si richiama in particolare il divieto di rendere pubblici o, comunque, di diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull'esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori nei quindici giorni precedenti la data delle votazioni. Il testo dei tre regolamenti sarà disponibile sul sito web dell'Autorità, in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, a partire da domani, giovedì 15 aprile 2004.  
   
   
OLIVETTI TECNOST VINCE COMMESSA DA 20.000 TERMINALI DI VOTO ELETTRONICO IN VENEZUELA PER LA GESTIONE DELLA SCHEDA ELETTORALE E DEL VOTO ON-LINE UTILIZZATI GIÀ DALLE PROSSIME ELEZIONI DI AGOSTO  
 
Ivrea, 16 aprile 2004 - Olivetti Tecnost, la Business Unit “Office & System Solutions” del Gruppo Telecom Italia, si è aggiudicata un’importante commessa, del valore di oltre 24 milioni di dollari, per la fornitura complessiva di 20.000 terminali di voto elettronico in Venezuela, che saranno utilizzati per la prima volta nelle elezioni del prossimo agosto. I primi 2.500 terminali saranno consegnati nel mese di aprile e la fornitura, ad opera dello stabilimento Olivetti Tecnost di Carsoli (Aq), sarà completata entro giugno, a soli 3 mesi dalla firma dell’accordo. La commessa è stata assegnata da Smartmatic, società associata in un consorzio di aziende venezuelane ed americane (Smartmatic, Cantv e Bitza) aggiudicatarie del contratto con il Governo del Venezuela. Il contratto di forniture e servizi, che supera complessivamente i 100 milioni di dollari, è stato assegnato a valle di una gara indetta tra 4 consorzi capeggiati da primarie società del settore operanti sui mercati internazionali. Olivetti Tecnost è stata scelta come partner tecnologico ed industriale per la propria consolidata competenza nei sistemi specializzati, per l’affidabilità e la capacità di gestire grandi commesse in tempi ridottissimi. Il contratto, infatti, prevede la consegna di tutti i terminali entro 3 mesi dalla firma. Un tempo brevissimo, consentito dalla possibilità di specializzare per le elezioni un terminale, il modello Mael 205, ideato lo scorso anno per automatizzare più genericamente i servizi al pubblico di grandi organizzazioni ed enti pubblici. I terminali elettorali saranno i punti periferici di un sistema che raccoglierà il voto dei cittadini e sarà in grado di fornire i risultati pochissimo tempo dopo la chiusura dei seggi elettorali. Cantv, l’operatore venezuelano di telecomunicazioni partner del consorzio, gestirà la rete di interconnessione fra i terminali e il centro nazionale di raccolta dati di Caracas. I cittadini esprimeranno il voto attraverso i terminali installati nei seggi, usando una tastiera speciale che riporta i nomi di tutti i candidati, o direttamente attraverso il video touch screen in caso di votazioni referendarie. Una scheda elettorale sarà comunque stampata e inserita dall’elettore in un’urna ed usata solo per controlli. Con questa nuova applicazione, anche le elezioni elettroniche entrano quindi nella gamma dei servizi specializzati offerti dai terminali di Olivetti Tecnost, che comprendono applicazioni tradizionali nel settore bancario, del retail e della automatizzazione di giochi a pronostico e lotterie, con una presenza consolidata in America Latina e su moltissimi altri mercati internazionali e consolidano il successo della nuova linea strategica della Società di diversificazione ed espansione commerciale.  
   
   
DATI DI SINTESI DEL CONTO DEL SETTORE STATALE – FEBBRAIO 2004  
 
Roma, 16 aprile 2004 - Il Mef comunica i dati di sintesi del conto del settore statale del mese di febbraio 2004. Fabbisogno del settore statale del mese di febbraio 2004
Milioni di euro
Formazione del fabbisogno
Entrate 23.627
Spese 31.810
di cui: spesa per interessi 6.289
Fabbisogno (-) / Disponibilità (+) -8.183
Copertura
Totale 8.183
Titoli a breve termine 3.100
Titoli a medio-lungo termine 5.336
Titoli esteri 692
Altre operazioni (1) -945
Comprendono la raccolta postale e il conto di disponibilità.
 
   
   
UNICREDIT ENTRA CON SUCCESSO SUL MERCATO UK  
 
Milano, 16 Aprile 2004 - Unicredito Italiano ha lanciato ieri sul mercato Uk un prestito obbligazionario a tasso variabile con durata 5 anni. L'ammontare dell'emissione è stato pari a 500 milioni di Gbp (equivalenti a circa 750 mln di Euro), con un'offerta destinata esclusivamente ad investitori esteri. L'emissione, curata da Deutsche Bank, Royal Bank of Scotland ed Ubm in qualità di Joint lead managers, consente ad Unicredit di accedere ad un nuovo mercato, diversificando la propria base di investitori. Il bond avente una cedola pari al tasso Gbp Libor trimestrale maggiorato di 10 punti base ed un prezzo di emissione pari a 99,985, è stato oggetto di una elevata domanda da parte degli investitori istituzionali (prevalentemente banche) con un'allocazione geografica particolarmente concentrata sul mercato Uk (79%), ed una buona adesione anche da parte di investitori dislocati in Svizzera (8%) e a Singapore (8%). Il nuovo titolo, che scadrà il 29 aprile 2009, sarà emesso nell'ambito del Programma di Euro Medium Term Notes di Unicredit e verrà quotato presso la Borsa di Lussemburgo. Il rating atteso dell'emissione è di Aa2/aa-/aa- di Moody's, Standard & Poor's e Fitch rispettivamente, conformemente ai rating di Unicredito Italiano.  
   
   
UTILE NETTO DI 9,958 MILIONI DI € NEL 2003 PER BIPIEMME GESTIONI (GRUPPO BIPIEMME – BANCA POPOLARE DI MILANO)  
 
Milano, 16 aprile 2004 - Utile netto di 9,958 milioni di euro, in leggera flessione (- 2,8%) nel 2003 per Bipiemme Gestioni, società di gestione del risparmio del Gruppo Bipiemme – Banca Popolare di Milano, che conta circa 250.000 clienti. Lo scorso anno Bipiemme Gestioni ha avuto una raccolta netta positiva nel comparto “fondi comuni” per 522 milioni di euro. Al 31 dicembre 2003 la massa gestita da Bipiemme Gestioni ammontava a 16.905,9 milioni di euro, in crescita del 6,4% rispetto al 2002. Sono questi i principali dati del bilancio 2003 approvati negli scorsi giorni dall’Assemblea della Società. La quota di mercato nei fondi comuni di diritto italiano gestiti da Bipiemme Gestioni è rimasta stabile al 2,13%. Nel 2003 Bipiemme Gestioni ha registrato ricavi (commissioni attive) per 147,3 milioni di euro rispetto ai 159,4 del 2002. La contrazione è dovuta principalmente al diverso mix caratterizzato dalla crescente presenza di fondi monetari, sui quali si è concentrata la gran parte delle sottoscrizioni 2003. La società ha continuato a portare avanti un’attenta politica di contenimento dei costi che ha permesso di conseguire un risultato operativo pari a 15,9 milioni di euro, leggermente inferiore a quello del 2002 (16,3 milioni di euro).
Dati in euro 2003 2002
Massa gestita 16905,9 milioni 15.888,2 milioni
Raccolta netta 522 milioni 297,8 milioni
Quota di mercato fondi comuni 2,13% 2,13%
Ricavi 147,3 milioni 159,4 milioni
Risultato operativo 15,9 milioni 16,3 milioni
Utile netto 9,958 milioni 10,249 milioni
Nel corso del 2003 la rete di collocatori si è ulteriormente ampliata: oltre alla Cassa di Risparmio di Alessandria, si sono aggiunte banche ed altre istituzioni finanziarie ed assicurative operanti al di fuori del gruppo, che portano a 18 i collocatori attivi al 31 dicembre 2003.
 
   
   
BANCA INTESA: L’ASSEMBLEA APPROVA IL BILANCIO 2003 A TUTTI GLI AZIONISTI DISTRIBUITE 318,5 MLN. DI AZIONI PROPRIE PER UN CONTROVALORE DI CIRCA 1 MILIARDO DI EURO  
 
Milano, 16 aprile 2004 – L’assemblea ordinaria di Banca Intesa, riunitasi ieri sotto la presidenza di Giovanni Bazoli, ha approvato il bilancio dell’esercizio 2003, che si è chiuso con un utile netto di 1.359 milioni di euro. All’assemblea è stato anche presentato il bilancio del Gruppo al 31 dicembre 2003, che ha registrato un utile netto consolidato di 1.214 milioni di euro. L’assemblea ha approvato la distribuzione di un dividendo per azione di 4,9 centesimi di euro alle azioni ordinarie in circolazione e di 6 centesimi di euro alle azioni di risparmio per un totale di 330 milioni di euro. L’assemblea ha anche approvato l’assegnazione gratuita a tutti i soci di 318.486.977 azioni ordinarie Banca Intesa in portafoglio della società (procedendo alla cessione delle residue 727.771 azioni ordinarie in portafoglio secondo quanto deliberato dall’Assemblea del 17 dicembre 2002) nella misura di due azioni ordinarie, godimento 1° gennaio 2004, ogni 41 azioni Banca Intesa ordinarie e/o di risparmio possedute, con contestuale riduzione della riserva azioni proprie in ragione di 3,18 euro per ogni azione assegnata, valore corrispondente a quello di carico unitario nel bilancio al 31 dicembre 2003. Tenendo conto di tale valore di carico (3,18 euro), l’assegnazione ai soci delle azioni proprie equivale alla distribuzione di un dividendo complessivo unitario di 20,4 centesimi di euro per le azioni ordinarie e di 21,5 centesimi di euro per quelle di risparmio (in confronto a 6,6 centesimi e 7,9 centesimi, rispettivamente, del precedente esercizio), con un pay-out complessivo di 1.343 milioni di euro, rispetto ai 434 milioni di euro del precedente esercizio. Il pagamento del dividendo e l’assegnazione delle azioni proprie avranno luogo a partire dal giorno 22 aprile 2004, con stacco cedole il 19 aprile.  
   
   
ASSEMBLEA BANCA INTESA. ASSOGESTIONI APPREZZA IL CODICE DI AUTODISCIPLINA DI BANCA INTESA E CHIEDE: DI FACILITARE LA PRESENTAZIONE DI LISTE DI MINORANZA, L’INTRODUZIONE DEL VOTO DI LISTA, LA NOMINA DI UN SINDACO DELLE MINORANZE ALLA PRESIDENZA DEL COLLEGIO SINDACALE  
 
Milano, 16 aprile 2004 - Assogestioni è intervenuta ieri con i propri rappresentanti alle prime assemblee delle società quotate appartenenti al Mib 30. Come aveva annunciato alcuni giorni fa il suo Presidente, Professor Guido Cammarano, l’Associazione del Risparmio Gestito ha acquistato quantitativi minimi di azioni delle società del Mib 30 per poter intervenire sui temi legati alla Corporate Governance. All’assemblea di Banca Intesa è intervenuto, il Professor Mario Notari che, a nome di Assogestioni, ha espresso vivo apprezzamento per l’attenzione prestata dall’istituto bancario nell’attuazione del codice di autodisciplina e, a tale proposito, ha richiesto delucidazioni sul funzionamento e sulla composizione dei comitati istituiti in seno al Consiglio d’Amministrazione. Il rappresentate di Assogestioni ha inoltre chiesto di facilitare agli azionisti di minoranza la presentazione di proprie liste attraverso la riduzione delle percentuali di possesso azionario attualmente previste. Assogestioni ha rivolto all’assemblea di Banca Intesa la richiesta di valutare l’opportunità di prevedere l’introduzione del meccanismo del voto di lista per l’elezione degli amministratori, e di riservare la nomina del presidente del collegio sindacale a un sindaco espressione delle minoranze. Il Professor Notari ha colto l’occasione per auspicare, in vista di futuri eventuali adeguamenti statutari, che venga confermato in punto di legittimazione dei soci all’intervento in assemblea il rinvio alla normativa vigente, al fine di consentire detta partecipazione senza necessità di deposito preventivo delle azioni.  
   
   
APPROVATO DALL’ASSEMBLEA DI SEAT PG IL BILANCIO AL 31 DICEMBRE 2003 APPROVATA DISTRIBUZIONE DI DIVIDENDO PARI A 0,433658 EURO PER AZIONE (PER UN AMMONTARE DI 3.578.238.127,84 EURO)  
 
Torino, 16 aprile 2004 – Si è tenuta ieri a Torino, sotto la presidenza di Enrico Giliberti, l’Assemblea di Seat Pagine Gialle, che – in parte ordinaria - ha approvato il bilancio della Capogruppo Seat Pagine Gialle S.p.a. Che, sebbene non abbia registrato utili, ha evidenziato - in uno scenario macroeconomico non favorevole - ricavi pro-forma per 1.056.630 migliaia di Euro (più 1,8 % rispetto all’esercizio pro-forma 2002). A livello consolidato, il Gruppo ha chiuso con ricavi complessivi pari a 1.450 milioni di Euro ed un margine operativo lordo proforma di 674 milioni di Euro, in crescita dell’8,7%. L’ebitda proforma ha raggiunto 602 milioni di euro (con una crescita sul 2002 dell’8,4%) e con un’incidenza sui ricavi che passa dal 38,5% al 41,5%. Positivo l’andamento sotto il profilo finanziario, con l’indebitamento finanziario netto che si è attestato a 460 milioni di Euro, in miglioramento di circa 190 milioni rispetto ai 648 milioni dell’agosto 2003, beneficiando dell’aumento del free cash flow operativo (attestatosi a 534 milioni di Euro, +22% sul 2002). L’assemblea ha quindi deliberato – su proposta del socio Sub Silver Sa e preso atto della Relazione del Consiglio di Amministrazione in merito al giudizio positivo circa la sostenibilità economica, patrimoniale e finanziaria dell’indebitamento conseguente – la distribuzione di un dividendo, da imputarsi alle riserve disponibili, di Euro 0,433658 per ciascuna azione ordinaria e di risparmio, per un importo totale di 3.578.238.127,84 euro. Al fine della distribuzione di tali riserve, Seat Pg ha aderito in data 26 marzo ai contratti di finanziamento, fino ad un importo massimo di 4.300 milioni di euro, messi a disposizione da Sub Silver Sa. Il dividendo straordinario sarà posto in pagamento a partire dal 22 aprile 2004, dietro stacco della cedola n.1 il 19 aprile 2004. L’assemblea ha inoltre approvato alcune modifiche statutarie, tra le quali, in particolare, l’estensione della delega ad aumentare il capitale sociale - attribuita al Consiglio d’Amministrazione in data 18 novembre 2003 - al fine di prevedere che la delega stessa, per una parte non superiore a circa il 10% circa delle azioni emettibili, possa essere utilizzata al servizio di piani di stock option a favore non solo di dipendenti ma anche degli amministratori delegati di Seat Pg e delle società del Gruppo. Seat Pagine Gialle S.p.a. È stata costituita in data 1° agosto 2003 a seguito della scissione parziale proporzionale di “Telecom Italia Media S.p.a.” (già Seat Pagine Gialle S.p.a), mediante la quale il complesso aziendale attivo nel mercato delle Directories (editoria telefonica, servizi di assistenza telefonica e attività di “business information”) è stato trasferito a favore della Società Beneficiaria di nuova costituzione. Il 23 dicembre 2003 è divenuta efficace l’operazione di fusione per incorporazione di Seat Pagine Gialle S.p.a. In Silver S.p.a . E – a seguire - della società così risultante in Spyglass S.p.a.. Con il perfezionamento dell’operazione, Spyglass ha assunto la denominazione di Seat Pagine Gialle S.p.a. La fusione di Seat Pagine Gialle S.p.a. Ha avuto efficacia contabile retroattiva al 1° agosto 2003. I valori economici “contabili”, sia della Capogruppo che consolidati, si riferiscono al periodo 1° agosto - 31 dicembre 2003. Per fornire una più agevole lettura delle informazioni riferite agli andamenti economici consolidati del periodo, sono stati ricostruiti i valori pro-forma per il periodo 1° gennaio - 31 dicembre 2003 e dello stesso periodo dell’esercizio precedente, come se la scissione avesse avuto effetto rispettivamente al 1° gennaio 2003 e al 1° gennaio 2002.  
   
   
ASSEMBLEA SEAT PAGINE GIALLE: ASSOGESTIONI CHIEDE A SEAT PAGINE GIALLE DI FACILITARE LA PRESENTAZIONE DI LISTE DI MINORANZA, L’INTRODUZIONE DEL VOTO DI LISTA, LA NOMINA DI UN SINDACO DELLE MINORANZE ALLA PRESIDENZA DEL COLLEGIO SINDACALE. CHIESTI CHIARIMENTI SULL’APPLICAZIONE DEL CODICE DI AUTODISCIPLINA DI SEAT PAGINE GIALLE  
 
 Milano, 16 aprile 2004 - Assogestioni è intervenuta ieri con i propri rappresentanti alle prime assemblee delle società quotate appartenenti al Mib 30. Come aveva annunciato alcuni giorni fa il suo Presidente, Professor Guido Cammarano, l’Associazione del Risparmio Gestito ha acquistato quantitativi minimi di azioni delle società del Mib 30 per poter intervenire sui temi legati alla Corporate Governance. All’assemblea di Seat Pagine Gialle ha partecipato, per conto di Assogestioni, l’Avvocato Angelo Benessia che ha richiesto delucidazioni in merito all’applicazione del codice di autodisciplina, previsto all’interno del Consiglio d’Amministrazione, con particolare riguardo al funzionamento e alla composizione del comitato per la remunerazione. Il rappresentante di Assogestioni ha chiesto di facilitare la presentazione di proprie liste agli azionisti di minoranza attraverso la riduzione delle percentuali di possesso azionario attualmente previste. Assogestioni ha rivolto all’assemblea di Seat Pagine Gialle la richiesta di valutare l’opportunità di prevedere l’introduzione del meccanismo del voto di lista per l’elezione degli amministratori, e di riservare la nomina del presidente del collegio sindacale a un sindaco espressione delle minoranze. L’ Avvocato Benessia ha auspicato, in vista di futuri eventuali adeguamenti statutari, che venga confermato in punto di legittimazione dei soci all’intervento in assemblea il rinvio alla normativa vigente, al fine di consentire detta partecipazione senza necessità di deposito preventivo delle azioni.  
   
   
ASSOCONSULENZA: RELAZIONE DEL PRESIDENTE VICENZO SCOTTI  
 
Milano, 16 aprile 2004 – “L’assemblea dei Soci per l’approvazione del Rendiconto Economico relativo al settimo esercizio archiviato il 31 dicembre ultimo scorso e del Preventivo di Spesa per l’anno in corso viene tenuta con la procedura del referendum. Il 2003 è stato contrassegnato dagli scandali finanziari di Cirio e di Parmalat che hanno investito il sistema economico ed istituzionale italiano ed hanno segnato nel profondo i singoli risparmiatori, provocando di fatto una profonda sfiducia nel sistema bancario a livello globale, ma esaltando al contempo organizzazioni professionali le cui caratteristiche principali sono improntate sulla qualità, eccellenza, disciplina, formazione, indipendenza, professionalità, visione strategica, razionalità come è il caso del Consulente di Investimento, certificato da Assoconsulenza. Il lavoro svolto dall’Associazione e dall’Organo Direttivo è stato premiato dai risultati ottenuti sia in termini di immagine che in termini economici, ed al fine di rendere ancora più interessante l’adesione di nuovi associati, nel corso di quest’anno, verranno implementate le attività di comunicazione e di formazione su tutto il territorio nazionale ed all’estero affinché Assoconsulenza risponda sempre più alle esigenze degli iscritti ed assuma una sempre maggiore visibilità ed importanza all’esterno. Ringrazio in generale per il supporto fornito, il Presidente d’Onore Ernesto Paolillo, il Presidente Anziano Piero Bassetti, il Vicepresidente Anziano Luigi Coccioli ed i due Vicepresidente Paolo Manzato ed Arturo Nattino, tutti i membri del Consiglio Direttivo e per la fiducia riposta tutti gli associati, mentre devo assolutamente riservare un sentito e particolare grazie al Segretario Generale, Stefano M. Masullo, per la responsabilità di aver fatto funzionare a pieno regime la struttura organizzativa e per i brillanti risultati ottenuti, in quanto senza la sua fondamentale ed insostituibile opera l’associazione non sarebbe nella invidiabile posizione in cui si trova attualmente”.  
   
   
L'ASSEMBLEA DI MONTE TITOLI SPA NOMINA VINCENZO PONTOLILLO CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE DELLA SOCIETÀ  
 
 Milano, 16 aprile 2004 - L'assemblea degli Azionisti di Monte Titoli Spa, riunitasi ieri, ha nominato Consigliere di Amministrazione della Società Vincenzo Pontolillo. Il Consiglio di Amministrazione di Monte Titoli Spa risulta così composto: Presidente: Angelo Tantazzi; Vice Presidente: Massimo Captano; Amministratore Delegato: Giovanni Sabatini; Consigliere: Alessandro Chieffi; Consigliere: Andrea Giochetta; Consigliere: Raffaele Jerusalmi Consigliere: Michele Monti Consigliere: Vincenzo Pontolillo; Consigliere: Renato Tarantola. Vincenzo Pontolillo è stato sino a febbraio 2004 Direttore Centrale per l'Area Banca Centrale e Mercati di Banca d'Italia.  
   
   
NUOVE EVOLUZIONI DEL MERCATO GIAPPONESE DI HANNAH CUNLIFFE – GESTORE DEL FONDO UNIDYNAMICFUND: JAPAN C  
 
Milano, 16 aprile 2004 - Dopo una partenza a febbraio all’insegna della debolezza, il mercato azionario giapponese ha inizialmente potuto recuperare solo a fatica le perdite subite, ma in seguito ha superato con uno sprint finale quota 11.000. I responsabili del recente rally sono stati i dati congiunturali superiori alle attese, grazie ai quali alla fine l’indice Nikkei ha potuto mettere a segno un progresso di ben due punti percentuali rispetto alla quotazione finale di gennaio. Mentre a breve termine vi è ancora la possibilità di ripercussioni negative sotto forma di vendite di azioni di fondi pensione e banche, giudichiamo promettenti le prospettive del mercato azionario giapponese nel medio periodo, anche grazie a un quadro macroeconomico in miglioramento. E’ infatti proprio nel periodo a medio termine che riteniamo particolarmente interessanti le prospettive del mercato azionario giapponese. La crescita della domanda interna rappresenta uno dei primi segni del miglioramento dei dati macroeconomici e questo dovrebbe fungere da stimolo per il mercato azionario. Anche sul versante societario si notano molti segnali positivi. Le ristrutturazioni in atto hanno già prodotto effetti positivi sui profitti delle varie società interesssate e gli investitori hanno reagito bene a questi nuovi sviluppi. Nell’ottica di una “Global Asset Allocation” si sono già visti buoni risultati per quanto riguarda le operazioni portate avanti dagli investitori istituzionali che dovrebbero intensificarsi nel corso dei prossimi mesi. Senza essere eccessivamente ottimisti, abbiamo comunque buone speranze per l’andamento della Borsa giapponese. Per quanto riguarda i titoli che prediligiamo, ci rivolgiamo soprattutto a quelle società che operano nel mercato interno e in particolare nel settore del retail, dell’ingegneria meccanica, dell’edilizia, della real estate e dei servizi. Siamo un po’ più scettici sull’appeal del settore delle telecomunicazioni e dell’elettronica consumer che segnano un po’ il passo. Per quanto concerne poi la composizione di un eventuale portfolio questo varia enormemente in base all’orizzonte d’investimento dell’investitore e alla sua propensione al rischio. Certamente il consiglio che diamo in ogni caso è di non costruirsi mai un portafoglio interamente azionario, ma di dedicarne sempre una parte al settore obbligazionario. Il nostro metodo di scelta dei titoli per quanto riguarda Unidynamicfund: Japan C non si discosta da quelle che sono le linee generali d’intervento dei gestori di Union Investment. Ci muoviamo infatti su un approccio di stock picking, dopo aver valutato attentamente il management e contestualizzando le strategie d’intervento aziendale nel panorama geografico e settoriale in cui operano e nel panorama generale dei mercati. Performance Unidynanicfund: Japan C: a un mese – 3,9 %; da inizio anno – 14,7 %; a un anno – 20,9 %.  
   
   
ENERTAD: IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE HA APPROVATO LA RELAZIONE TRIMESTRALE AL 31 DICEMBRE 2003  
 
Milano, 16 aprile 2004 – Il Consiglio di Amministrazione di Enertad, riunitosi sotto la Presidenza di Luigi Agarini, ha approvato i risultati relativi al quarto trimestre dell’esercizio 2003. I ricavi consolidati del periodo ottobre-dicembre 2003 sono pari a 64,300 milioni di euro con un incremento di 13,763 milioni di euro (+27% circa) rispetto all’analogo periodo dell’esercizio 2002. Relativamente al periodo gennaio-dicembre 2003 i ricavi consolidati sono pari a 238,576 milioni di Euro, evidenziando un incremento di 154,416 milioni di euro rispetto a quanto consuntivato lo scorso esercizio 2002. Il margine operativo lordo del trimestre è stato pari a 9,608 milioni di euro con un incremento di 4,037 milioni di euro (+72% circa) rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. Relativamente al periodo gennaio-dicembre 2003 il margine operativo lordo risulta essere pari a 35,536 milioni di euro, in crescita rispetto all’esercizio precedente di 25,330 milioni di euro del medesimo periodo dello scorso esercizio. Il risultato netto consolidato ante imposte del trimestre è stato pari a 956 mila euro rispetto a 1,613 milioni di euro del medesimo periodo dello scorso anno. Tale risultato di periodo risulta influenzato da maggiori ammortamenti e maggiori oneri finanziari, dovuti anche all’emissione del Prestito Obbligazionario “Enertad 2003-2006 convertibile” avvenuto nel corso del secondo semestre 2003 con cedola semestrale in scadenza al 30 novembre del medesimo esercizio. Il risultato netto consolidato ante imposte relativo al periodo gennaio-dicembre 2003 è pari a 6,919 milioni di euro, che evidenzia un trend di crescita rispetto al risultato di 6,920 milioni euro relativo al medesimo periodo dell’esercizio 2002, in quanto quest’ultimo beneficiava di proventi derivanti da operazioni di natura straordinaria per un importo di circa 6,5 milioni di euro. L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2003 ammonta a 179,187 milioni di euro, di cui senza rivalsa per 71,147 milioni di euro relativi ai project financing, dovuto sostanzialmente alle attività di investimento già programmate nel piano industriale, rispetto ai 162,769 milioni di euro al 31 dicembre 2002 e si è mantenuto sui medesimi valori del precedente trimestre. I fatti gestionali di maggior rilievo avvenuti dopo la chiusura del quarto trimestre sono stati i seguenti: Nell’ambito dell’operazione fatta oggetto del comunicato stampa emesso in data 26 marzo 2004, in data 31 marzo 2004 la società Comburo Srl, controllata dalla Eos Windenergy Srl capogruppo del settore eolico di Enertad Spa, ha acquisito da terzi il ramo d’azienda riguardante il progetto per la realizzazione di un parco eolico denominato Parco Eolico “Troia-san Vincenzo” (Puglia). In data 6 aprile 2004 è stato sottoscritto l’atto di scissione totale proporzionale della società En.hydro Spa con costituzione di due società: So.d.a.i. Italia Spa (posseduta al 51% da Enertad Spa e al 49% da Trenitalia Spa) e W.i.s.co Spa (posseduta al 51% da Enel.hydro Spa e al 49% da Trenitalia Spa). Sodai Italia Spa, oltre a garantire a Trenitalia il servizio di depurazione dei reflui delle officine ferroviarie, si concentrerà sul business dei servizi integrati per il trattamento delle acque anche per conto terzi.  
   
   
PARMALAT SPA CEDE 89,79% DI PARMALAT THAILAND LTD  
 
Collecchio (Pr), 16 aprile 2004 - Parmalat Finanziaria S.p.a., in Amministrazione Straordinaria, comunica che la controllata Parmalat S.p.a in Amministrazione Straordinaria, ottenute le previste autorizzazioni ministeriali, ha ceduto alla Campina International Holding B.v. La partecipazione, pari all’89,79% del capitale sociale, nella Parmalat Thailand Ltd. La società tailandese è stata ceduta al valore simbolico di 1 Usd e l’operazione ha comportato una minusvalenza per il Gruppo di 4,1 milioni di euro.  
   
   
INTERCONFIDI NORDEST COMPIE TRENT’ANNI LE STRATEGIE DI SVILUPPO DEL CONSORZIO, IN RELAZIONE ALLA NUOVA LEGGE SUI CONFIDI E A BASILEA 2  
 
Padova, 16 aprile 2004 - Si svolgerà lunedì 19 aprile, alle ore 17, nella sala convegni di Unindustria Padova (via E. P. Masini 2) l’Assemblea Ordinaria di Interconfidi Nordest, il consorzio di garanzia collettiva fidi di Padova. L’assemblea 2004 coincide con i trent’anni di attività del consorzio. Nato nel 1974 come Confidi Padova, Interconfidi Nordest taglia il traguardo con un bilancio estremamente positivo per numero di imprese consorziate (1.760), operatività e garanzie erogate, diversificazione delle agevolazioni e dei servizi finanziari alla piccola e media impresa - dal credito a medio-lungo termine alla finanza innovativa -. Infine, per alleanze e operazioni di sistema, come All.gar., il raggruppamento temporaneo fra i maggiori Confidi industriali del Centro-nord, di cui Interconfidi Nordest è capofila. I lavori saranno aperti dalla relazione del presidente, Lino Pasquale (30 anni di vita di Interconfidi Nordest: i traguardi raggiunti). Seguirà la relazione del direttore, Giampaolo Molon, che illustrerà i piani di sviluppo del consorzio in relazione alla nuova legge sui Confidi e Basilea 2. L’assemblea di Interconfidi Nordest nominerà il nuovo Consiglio Direttivo, che in una riunione successiva eleggerà il nuovo presidente.  
   
   
UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE: IL PRIMO TRIMESTRE 2004 SEGNA UNA STAGNAZIONE DEGLI ORDINI DI MACCHINE UTENSILI  
 
Cinisello, 16 aprile 2004 - In base ai dati elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu-sistemi Per Produrre, nel primo trimestre del 2004 la flessione degli ordini raccolti dai costruttori italiani di macchine utensili per la lavorazione del metallo, che aveva caratterizzato tutto il 2003, ha registrato una battuta d’arresto e l’indice degli ordini si è attestato a 79,1 (base 2000=100), posizionandosi così sugli stessi livelli del primo trimestre 2003, con una variazione di +0,1%. Il risultato complessivo è stato determinato dalla lieve diminuzione degli ordini raccolti sul mercato interno, che sono diminuiti dell’1,8% per un valore dell’indice pari a 67,3, frenando così il calo che, nei tre trimestri precedenti, era sempre risultato superiore al 20%. Sul fronte estero, l’indice ha, invece, registrato un lieve aumento dello 0,9%, per un valore dell’indice di 91,7. Il presidente di Ucimu-sistemi Per Produrre, Andrea Riello, ha commentato: “I risultati ottenuti sui mercati esteri riflettono, ancora una volta, la capacità dei costruttori italiani di reagire alla debolezza della domanda interna muovendosi con flessibilità e successo verso i mercati più attrattivi, tradizionali e emergenti”. In base ai dati Istat relativi al 2003, infatti, tra i mercati di sbocco tradizionali sono risultate in crescita le vendite negli Stati Uniti (+30,8%), nonostante un euro molto forte, mentre tra i mercati emergenti sono aumentate le esportazioni dirette in Cina (+32,1%), Turchia (+26,3%) e Russia (+33,3%). Il momento di difficoltà vissuto, per tutto il 2003, dall’industria italiana della macchina utensile, robot e automazione e la cautela per l’anno in corso sono testimoniati dai dati di consuntivo 2003 e previsioni 2004, elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa. La produzione italiana di macchine utensili robot e automazione ha, infatti, registrato nel 2003 una diminuzione dell’8%, attestandosi a 4.028 milioni di euro. Tale calo è dipeso dall’andamento complessivamente negativo delle esportazioni (-5,1%) e, in misura maggiore, delle consegne sul mercato interno (-10,3%). Le previsioni per il 2004 indicano una produzione in lieve crescita rispetto al 2003 (+0,5%), grazie soprattutto al recupero delle esportazioni, che dovrebbero registrare un incremento del 5,1%, mentre rimarrà ancora debole la domanda espressa dal mercato domestico (-5,5% rispetto al 2003). “Il settore della macchina utensile, robotica e automazione – ha dichiarato Andrea Riello - è indubbiamente strategico per l’industria manifatturiera italiana: a riconoscerlo, sono i numerosi governi che, nel corso degli anni, hanno preso misure volte a salvaguardarne la competitività”. “La prima leva competitiva, che oggi è necessario favorire, è quella dell’innovazione tecnologica, che sola permette ai costruttori italiani di posizionarsi nella leadership mondiale. La peculiare struttura del settore in Italia, formato da un gran numero di piccole e medie imprese, richiede che le autorità pubbliche pongano particolare attenzione al finanziamento degli incentivi all’attività di ricerca e sviluppo, particolarmente onerosa per questo tipo di realtà”. “Esiste poi un contesto economico nazionale che presenta caratteristiche di stagnazione, o addirittura di crisi, ormai da alcuni anni. Tale contesto, cui corrisponde l’invecchiamento del parco dei mezzi di produzione, porta ad una grave perdita di competitività dell’intera industria italiana, alla quale è necessario porre rimedio”. “Una misura volta a incentivare la sostituzione di macchinari obsoleti con altri tecnologicamente avanzati avrebbe effetti grandemente positivi, sia sul nostro settore, sia sull’economia nel suo complesso. Una proposta più volte avanzata è quella di liberalizzare le quote di ammortamento degli investimenti”. “Tale liberalizzazione potrebbe altresì collegarsi alla sostituzione volontaria, da parte degli utilizzatori, delle macchine utensili che, destinate alla rottamazione, renderebbero disponibile sul mercato un ingente quantitativo di rottame da utilizzare in nuova materia prima per le necessità relative alla generazione di materiali ferrosi, la cui scarsità sul mercato ha, nel recente periodo, procurato notevoli incrementi di prezzo, con grave danno alle industrie italiane tradizionalmente obbligate all’importazione di tali materiali”.  
   
   
MAP: INCONTRO SU ELECTROLUX  
 
Roma, 16 aprile 2004 - Il giorno 8 aprile 2004 si svolto presso il Ministero delle attività Produttive un incontro tra il Governo, i rappresentanti del Gruppo Electrolux Italia e le rappresentanze sindacali territoriali e aziendali. L’incontro, presieduto dai Sottosegretari On. Valducci, On. Contento e On. Sacconi, ha consentito di avviare un confronto costruttivo sul futuro degli stabilimenti produttivi italiani, con particolare attenzione agli investimenti rivolti all’innovazione dei processi e dei prodotti, alla produttività del lavoro, al confronto competitivo con i siti produttivi ubicati nell’Europa orientale. Il Governo, acquisite le indicazioni dei rappresentanti della società, resta impegnato a seguire con particolare attenzione l’evoluzione di un gruppo che rappresenta una specifica cultura industriale radicata da molti decenni in Italia. Le organizzazioni sindacali, prendendo atto delle assicurazioni di Electrolux Italia sulle prospettive occupazionali e sui piani di investimento anche in ricerca, hanno sollecitato l’azienda a proseguire in futuri incontri in confronti finalizzati a definire interventi di valorizzazione delle capacità produttive.  
   
   
INFORMATICA: STANCA, “IL PEGGIO PER L'INDUSTRIA DELL'ICT È ORMAI ALLE SPALLE”  
 
Milano, 16 aprile 2004 - “Il peggio per l’industria italiana dell’Ict è finalmente alle nostre spalle. I dati del Rapporto Smau-eito 2004, infatti, confermano che non solo negli Usa ed in Europa ma anche in Italia si notano segnali di ripresa”. Questo il commento di Lucio Stanca, Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie al check-up appena compiuto al settore dell’informatica. “Sono convinto che l’Ict ha il potenziale di continuare a crescere nel lungo periodo dalle 2 alle 3 volte rispetto all’incremento dell’economia”, ha aggiunto il ministro il quale ha poi confermato che “la politica del Governo resta quella di una forte attenzione a questo settore strategico per la competitività e lo sviluppo della nostra economia”. Soffermandosi sui dati relativi al nostro Paese emersi dal Rapporto Smau-eito 2004, Stanca ha rilevato che “è probabilmente vera l’ipotesi che la nostra ripresa quest’anno possa essere meno vivace rispetto a quella europea. Tuttavia", ha aggiunto il ministro, "non va dimenticato che l’Italia è stato l’ultimo grande Paese europeo a registrare il forte rallentamento degli ultimi anni e che, comunque, ci cono alcuni segnali sicuramente positivi che ci riguardano, come sul fronte della larga banda, della tv digitale e delle telecomunicazioni in generale”.  
   
   
PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO SMAU EITO 2004 MERCATO ICT: IL 2004 ANNO DELLA SVOLTA SI APRE LO SCENARIO DIGITALE: TV DIGITALE TERRESTRE,BANDA LARGA E CONVERGENZA I FATTORI ABILITANTI  
 
Milano, 16 aprile 2004 – Dopo un periodo di grande incertezza durato tre anni, il 2004 e ancor più il 2005 segnano finalmente una inversione di tendenza, con crescite intorno al +4% sia nelle Telecomunicazioni sia nell’It. Questo il dato rilevante che si evince dal Rapporto Smau-eito 2004, presentato oggi a Milano nel Convegno “La Tv Digitale terrestre nello scenario della convergenza digitale in Europa e in Italia” organizzato da Smau. L’inversione di tendenza parte da lontano: Stati Uniti, ovviamente, ma anche Asia (Cina e India), Paesi in cui l’uscita dal tunnel risulta evidente, con la ripresa degli investimenti in Ict correlata alla crescita produttività industriale. L’europa e soprattutto l’Italia mostrano ancora segnali deboli, pur con la prospettiva di uscita dalla crisi e rilancio grazie ai nuovi scenari consentiti dall’Allargamento europeo (con la creazione di un unico mercato di 450 milioni di persone) e ai nuovi fattori tecnologici e applicativi, in particolare: la forte diffusione di accessi a banda larga a costi decrescenti; la convergenza multi-piattaforma di canali diversi (Tv digitale terrestre, telecomunicazioni fisse e mobili, Wifi, Tv digitale via cavo, satellite e altri); lo sviluppo di una industria dei nuovi contenuti digitali; le applicazioni integrate di e-business e di e-government. Il mercato Ict in Europa, secondo Eito, cresce nel 2004 del 3,8% nelle Tlc e del 2,4% nell’It (rispettivamente +4,4% e +4,3% nel 2005). In Italia, dove la crisi è stata maggiore, la ripresa è lievemente più accentuata nelle Tlc (+3,9% nel 2004 e +4,9% nel 2005) ma è più lenta nell’It (+1,7% nel 2004 e +4,1% nel 2005). L’analisi Eito evidenzia inoltre: la continua crescita della penetrazione di Internet (in Europa, dal 49% nel 2003 al 69% nel 2007 e in Italia dal 40% al 59%); la quasi saturazione del mercato della telefonia mobile (490milioni di linee in Europa a fine 2004, contro i 180milioni degli Usa e 770milioni nelle aree emergenti); il forte successo della tecnologia Dsl (132milioni di linee al mondo nel 2006, di cui 38milioni in Europa (crescita del 40% annuo dal 2003) e 5,7milioni in Italia (rispetto agli oltre 2milioni attuali, con un incremento annuo del 56% dal 2003 al 2006). L’eito 2004 ha dedicato inoltre uno studio speciale dedicato alla convergenza e al mondo digitale che sta nascendo. L’analisi evidenzia il nuovo scenario che si sta configurando, in cui il mondo digitale cresce con ritmi esponenziali, per soddisfare esigenze latenti nel mondo consumer e in quello business. In particolare, l’Italia, secondo Eito, dispone oggi di tre forti leve per competere e sviluppare il nuovo mondo digitale della convergenza: un’altissima penetrazione e leadership tecnologica nella telefonia cellulare mobile (l’80% degli adulti italiani userà il cellulare al 2007, con predominanza –88%- delle tecnologie Gprs/edge e 3G, con penetrazione del 3G al 22%, superiore alla media europea pari al 13%); una accelerata diffusione e crescita degli accessi wireline a banda larga (in Europa, nel 2007, il 27% delle abitazioni disporrà di accesso a banda larga; in Italia il 21%, con dominanza dell’Adsl (70% Europa e 80% Italia); ma soprattutto lo sviluppo programmato della diffusione della Tv digitale terrestre, che dovrà sostituire la Tv analogica al 2006. A questo tema sono stati dedicati il Convegno Smau Eito 2004 e la sua tavola rotonda. L’avvento del digitale terrestre televisivo rappresenta un punto di discontinuità rilevante dopo decenni di Tv generalista, che spingerà la televisione verso un ampliamento dell’offerta, con numerosi canali tematici ed elementi di interattività. In tal senso l’Italia usufruirà di un ulteriore vantaggio, rispetto ad altri paesi europei, dovuto alla mancanza strutturale di una infrastruttura Tv via cavo. Il previsto programma 2006 per la sostituzione della Tv analogica porterebbe l’Italia a svolgere un ruolo di traino in Europa, così come si è verificato ed è universalmente riconosciuto per il settore della telefonia mobile. Già nel 2004, secondo Eito, la penetrazione della Tv digitale interattiva (comprensiva del satellite, cavo e terrestre) sul totale delle famiglie è in Italia del 32% rispetto al 27% della media europea; nel 2007 questo vantaggio si manterrà tale, portando l’Italia al 57% di penetrazione rispetto al 44% dell’Europa. Ma quali sono le condizioni per cui questa potenzialità tecnologia e applicativa si potrà trasformare in vantaggio evidente per il sistema-Paese? “In Italia – afferma Bruno Lamborghini, Presidente Eito e Olivetti Tecnost – il programma Dtt può rappresentare un effettivo elemento di innovazione e di nuova politica industriale e ci si augura che si traduca in realtà concreta. Ma ci sono alcuni problemi che vanno posti ed affrontati con chiarezza: definire il tipo di interattività effettiva che si potrà attuare con collegamenti a rete fissa o mobile; stabilire quale differenziazione si dovrà creare tra la Tv digitale terrestre, la pay-Tv satellitare e le trasmissioni via Adsl; e infine individuare uno sviluppo di contenuti e servizi digitali innovativi e interattivi, rispetto alla semplice trasposizione in digitale dei palinsesti analogici. Solo dopo aver attuato un modello vincente di Dtt, l’Italia potrà sperare di esportarlo nei grandi mercati dei paesi emergenti, che non dispongano di infrastrutture di rete fissa e accentuare in tal senso una propria leadership competitiva”. Antonio Emmanueli, Presidente Smau, ha aggiunto: “Il 2004 può essere considerato l'anno di svolta per l’Ict in Italia. In particolare, per la Dtt, alcune ricerche prospettano già a fine anno 2004 un installato di circa un milione di apparecchi digitali terrestri, di cui 800mila interattivi, nelle abitazioni con Tv in Italia (21 milioni). Un segnale fondamentale di propensione all’innovazione da parte degli utenti italiani, già registratosi, ad esempio, con la rapidità di sviluppo delle telecomunicazioni mobili in questi anni. L’italia è un Paese in cui l’innovazione trova rispondenza immediata presso gli utenti. E Smau è testimone puntuale di questa evoluzione, facendosi da sempre promotore del dialogo tra imprese, cittadini, utenti e Istituzioni, in uno scenario in cui la “convergenza” non sia puramente tecnologica, ma piuttosto convergenza di interessi tra fornitori e utenti, con la prospettiva della modernizzazione del Paese. Non a caso, proprio quest’anno, una delle iniziative di maggior richiamo di Smau 2004, dal 21 al 25 ottobre, sarà l’area espositiva allestita in Piazzale Italia sul tema del Digitale Terrestre, organizzata con il supporto di Fondazione Bordoni e di Satexpo.”  
   
   
MILANO CAPITALE DEL DESIGN  
 
Milano, 16 aprile 2004 - Ammontano a circa cinque miliardi di euro le esportazioni milanesi nel comparto del design e rappresentano il 14% del totale manifatturiero. Milano si conferma leader del settore, vanta, infatti, con oltre 13 mila imprese, il 37% del settore sul totale lombardo e il 6,4% sul totale italiano. Ma anche 65 mila addetti (16% del totale manifatturiero). Ma chi sono i rappresentanti del design milanese e lombardo? Sono piccole e medie imprese. Nei settori dell’arredamento (40%), dell’illuminazione (19%) e dei prodotti in metallo (19%), fortemente orientate al “settore casa” (maniglierie e rubinetterie, pentolame, posateria, accessori per la tavola). E sempre specialiste in export (52% sul totale del proprio fatturato) verso i mercati esteri (il 32% nei paesi europei e il 20% nei paesi extraeuropei). Che vantaggi offre il design? Non solo estetico (83%), ma anche di prezzo (71%), innovazione (77%), razionalizzazione del processo produttivo (66%), prestazioni tecniche del prodotto (71%), facilità di comunicare il prodotto (58%) e adattarlo al contesto socio – culturale (58%). I dati emergono da una ricerca del servizio studi della Camera di Commercio di Milano nel 2003. Se ne è parlato oggi all’incontro sul design in Camera di Commercio con Adolfo Urso, vice ministro alle Attività produttive con delega al Commercio estero. Un incontro organizzato dal Focus Design - Osservatorio sul sistema del design, promosso dalla Camera di Commercio di Milano e dal Politecnico di Milano per valorizzare l’identità cittadina e territoriale. La competitività del made in Italy punta sul design e parte proprio da Milano. Dell’osservatorio fanno parte, oltre ai promotori, l’Unione Artigiani, l’Adi (Associazione per il Disegno Industriale), la Triennale di Milano, la Federlegno, Assolombarda, la Regione Lombardia, l’Api Milano. “Il design milanese e lombardo - ha dichiarato Pier Andrea Chevallard, segretario generale della Camera di Commercio di Milano - rappresenta un elemento di eccellenza che porta le nostre imprese ad essere conosciute in tutto il mondo. Un settore sempre più importante, capace di coniugare creatività, innovazione e tecnologia, in una realtà competitiva. E il Focus Design - Osservatorio del Design, può aiutare a promuovere questo comparto. Creando un luogo di incontro e di collaborazione progettuale tra i diversi attori (imprese, istituzioni, professionisti) interessati alla promozione del design quale leva strategica dello sviluppo locale”. Le imprese del design Imprese Il design milanese con 13.281 aziende rappresenta il 36,9% del totale lombardo e il 6,4% di quello italiano. Al primo posto (18%) le industrie di legno, con oltre 2 mila imprese in valore assoluto, esclusi i mobili realizzati in paglia. Seguono le industrie tessili (14%), le imprese per la fabbricazione di articoli in cuoio e da viaggio e la fabbricazione di mobili (10%). Fabbricazione di sedie e sedili (8%). Fanalini di coda i mobili per uffici e negozi e i mobili per cucina. Addetti Gli addetti del settore del design a Milano (oltre 65 mila, calcolati in valore assoluto) rappresentano il 16% del totale del settore manifatturiero. In testa le industrie tessili, dove si concentra il 35%, al secondo posto l’abbigliamento (17%). Seguono le industrie di articoli di legno (11%), la fabbricazione di mobili (10%), gli articoli di cuoio e da viaggio (9%). Meno presenti nella fabbricazione di mobili per uffici e negozi (3%), e mobili da cucina. Import-export Milano esporta design nel mondo per un valore di oltre 5 miliardi di euro (14% del totale di export manifatturiero), in confronto a un import del 6% (3 miliardi e mezzo di euro). Sono i prodotti delle industrie tessili e dell’abbigliamento (61% del totale)a trainare le esportazioni del settore. Elevate anche le esportazioni nel design di mobili (19%), per un valore di oltre 900 milioni di euro. Seguono i prodotti in cuoio e pelle (12%), gli apparecchi di illuminazione e lampade elettriche (7%), prodotti in legno (2%). I settori. Il 40% delle imprese lavora il legno per l’arredo, il 19% opera nel settore dell’illuminazione, il 19% nella fabbricazione di prodotti in metallo, l’8% produce elettrodomestici, il 5% nell’abbigliamento, un altro 5% nei mezzi di trasporto e il 4% nelle calzature. L’81% di queste imprese produce beni finali di consumo, il 15% beni intermedi (parti di una filiera produttiva più ampia) e il 4% produce beni strumentali (beni che servono a loro volta a produrre altri beni). La ripartizione del fatturato. Il 52% del fatturato proviene dalle esportazioni (il 32% nei paesi europei e il 20% nei paesi extraeuropei), mentre il 48% dal mercato nazionale (il 4% dal quello italiano e il 4% da quello locale e regionale). Imprese e Design Il design: come lo intendono le imprese. La maggior parte delle imprese considera il design come progettazione del prodotto industriale in tutti i suoi aspetti (51% delle preferenze) oppure solo dell’aspetto formale del prodotto (48%). Per il 31% si tratta invece della progettazione degli aspetti funzionali e prestazionali del prodotto, per il 22% della progettazione dei prodotti comunicativi. Mentre per il 20% il design è la progettazione orientata al miglioramento dei processi produttivi e all’inserimento di nuove tecnologie e per il 17% prevede la partecipazione alla progettazione di strategie aziendali di medio-lungo termine, compresa la progettazione del sistema prodotto (risposta multipla). Il design: come lo usano le imprese. Il design si conferma uno strumento molto utile soprattutto per l’estetica del prodotto (83% delle risposte) e per stare al passo con le dinamiche del mercato e le tendenze dei prodotti (72%). È però anche una componente presente in tutti gli ambiti aziendali (67%) e utile alla razionalizzazione produttiva (66%) o alle tecnologie produttive (64%) (risposta multipla). Design e competitività delle imprese. Nel complesso l’86% delle imprese interpellate ritiene che il design sia un fattore importante per la propria competitività. Il contributo del design rispetto alle principali dimensioni competitive dell’azienda si fa sentire soprattutto per la capacità di generare innovazione (77%), per la sua influenza sul prezzo del prodotto (71%) e sulle sue prestazioni tecniche (71%). Un buon design inoltre aiuta a far ritenere più personalizzato il prodotto finale (67%), favorisce i tempi di sviluppo del prodotto (58%), interviene sul contenuto della comunicazione (58%) e favorisce il posizionamento del prodotto nella società e nel contesto culturale (58%). Più distaccata l’importanza del design nei confronti del grado di eco-efficienza (51%) e per il contenuto di servizio associato (43%) (risposta multipla). Il design e il suo contributo nel processo di sviluppo di nuovi prodotti Il contributo del designer nello sviluppo dei nuovi prodotti. Il contributo più importante è senz’altro quello rivestito dall’imprenditore stesso (70%). Assai importante nelle fasi di start up di un nuovo prodotto è anche la figura del designer, il più delle volte intesa come funzione esterna all’ambito aziendale (43%), piuttosto che interna (29%). Seguono in ordine di importanza l’ufficio tecnico (54% interno, 5% esterno), la funzione commerciale (43% interno, 2% esterno), la funzione marketing e quella produzione (entrambe con 36% interno, 6% esterno), il modellista (19% interno, 15% esterno), lo stampista (7% interno, 24% esterno), la funzione acquisti (28% interno), il top manager (24% interno, 1% esterno), il fornitore delle lavorazioni (4% interno, 22% esterno) e il fornitore dei materiali (1% interno, 18% esterno) (risposta multipla). Soggetti innovativi e fasi produttive. Mentre l’imprenditore è presente in modo sostanziale in ogni fase del processo di produzione (57% delle preferenze nella fase di concept; 43% nella fase di sviluppo; 43% nella fase di implementazione), il contributo maggiore del designer si ha nel concept del prodotto (30%; 17% nella fase di sviluppo e 7% in quella di implementazione). Viene invece affidata ai tecnici progettisti la fase di implementazione (29%; 24% nella fase di sviluppo e 16% in quella di concept) e ai project manager la fase di sviluppo (25%; 21% per la fase di implementazione e 15% in quella di concept). (risposta multipla).  
   
   
PRIMA RIUNIONE COMMISSIONE PERMANENTE EUROCONTROL SOTTO LA PRESIDENZA ITALIANA  
 
Roma, 16 aprile 2004 - Si è svolta a Bruxelles, lo scorso 1° aprile, la prima riunione del 2004 della Commissione Permanente di Eurocontrol, massimo organismo decisionale dell’organizzazione europea per la sicurezza della navigazione aerea che riunisce 32 Stati membri, è stata fondata nel 1960 e di cui l’Italia è parte dal 1995. Quest’anno, per la prima volta, l’Italia detiene la Presidenza della Commissione permanente di Eurocontrol, cioè l’organo di vertice, di cui il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ing. Pietro Lunardi è Presidente e l’Ing. Salvatore Sciacchitano, Vice Direttore Generale dell’Enac, è Vice Presidente. L’ing. Sciacchitano, che ha presieduto i lavori, ha sottolineato l’importanza della trasposizione nella legislazione nazionale dei requisiti relativi alla sicurezza (Esarrs), messi a punto da Eurocontrol, soprattutto alla luce dell’adesione della Comunità Europea ad Eurocontrol e della recentissima pubblicazione del regolamento sul Cielo Unico Europeo. La riunione si è focalizzata soprattutto sul piano d’azione redatto a seguito degli incidenti di Linate e del Lago di Costanza. In questo quadro, infatti, è stata esaminata anche la relazione della Commissione di valutazione delle prestazioni (Performance Review Commission) che ha il compito di formulare raccomandazioni volte ad assicurare una gestione efficace dell’Atm (Air Traffic Management) europeo attraverso un meccanismo, indipendente e trasparente, di esame delle prestazioni e di definizione degli obiettivi. Nel corso del meeting si è convenuto che, nel breve e medio termine, una delle priorità di Eurocontrol sarà costituita dalla definizione di un target di costo-efficacia per l’air traffic management. Tale obiettivo andrà perseguito continuando ad assicurare la diminuzione dei ritardi ed il rafforzamento della sicurezza, anche attraverso l’approvazione di una strategia di regolazione dei flussi di traffico aereo e della capacità, che contribuirà all’efficienza del sistema europeo nel suo complesso. L’organizzazione, infine, ha confermato il proprio impegno strategico nel contesto dei progetti Galileo e Gnss.  
   
   
L’ENAC INCONTRA LE ASSOCIAZIONI DEI PILOTI  
 
Roma, 16 aprile 2004 - Il Presidente ed il Direttore Generale dell’Ente Nazionale per l'Aviazione Civile, On. Prof. Vito Riggio e Com.te Silvano Manera, hanno incontrato ieri mattina le organizzazioni sindacali rappresentative dei piloti per discutere la proposta elaborata dall’Enac sull’innalzamento del limite di età di mantenimento in servizio dei piloti, in armonizzazione con le regole adottate dalla maggior parte dei Paesi europei. Il confronto, che fa seguito ad una prima riunione di fine marzo ed alla consegna di una bozza di documento dell’Enac, è stato sereno e serrato e supportato da uno scambio di dati ed informazioni non solo sull’argomento oggetto della riunione odierna, ma anche su altre problematiche del settore, quali i limiti dei tempi di volo e di servizio del personale navigante ed i requisiti di idoneità fisica e mentale per conseguire, mantenere e rinnovare le licenze per l’esercizio della professione. Le parti si sono trovate in accordo sul metodo seguito e concordano con il calendario prefissato che prevede di arrivare, entro giugno, ad una proposta definita di una normativa che sia comprensiva delle varie tematiche ancora aperte in ambito di impiego del personale navigante. Alcune delle rappresentanze sindacali hanno consegnato, a loro volta, dei documenti contenenti le proposte delle singole sigle. Tali documenti verranno analizzati e discussi nel corso della prossima riunione fissata per il 28 aprile. I vertici dell’Enac hanno evidenziato come la discussione sia stata proficua e sia stata condotta con serietà ed attenzione da parte di tutti i convenuti. Nel corso della riunione è stato stabilito il calendario con i prossimi appuntamenti, il primo dei quali sarà il 22 aprile per discutere dei tempi di volo e di servizio, il successivo, invece, il 28 aprile per proseguire il confronto sull’innalzamento dell’età pensionabile. Alla riunione odierna, oltre al Prof. Riggio ed al Com.te Manera, hanno partecipato il Consigliere di Amministrazione dell’Enac, Avv. Andrea Corte, una delegazione tecnica dell’Ente stesso ed i rappresentanti delle seguenti sigle sindacali: Anpac, Up, Filt Cgil Piloti, Uilt Piloti, Ugl Piloti e Fit Cisl Piloti.  
   
   
ALITALIA:DIMISSIONI DI UN AMMINISTRATORE  
 
Roma, 16 aprile 2004 - Il Consigliere di Amministrazione dell’Alitalia, dott. Roberto Palea, ha rassegnato le dimissioni dalla carica.  
   
   
MARIANGELA CASADEI NUOVA RESPONSABILE DEL TEAM FINANCE DI SPSS  
 
 Milano, 16 aprile 2004 - Spss Inc, leader nelle applicazioni per l¹analisi predittiva e il data mining ha annunciato la nomina di Mariangela Casadei a responsabile del team Finance, la divisione che segue le applicazioni analitiche nel mercato della banche, delle organizzazioni finanziarie e delle assicurazioni. 35 anni, una laurea in scienze statistiche ed economiche, Mariangela Casadei proviene da 10 anni di esperienza internazionale in Inghilterra, a Singapore e in Australia dove ha sempre lavorato nell¹ambito delle applicazioni analitiche e della business intelligence. In particolare, ha trascorso sette anni in Sas dove ha ricoperto prima il ruolo di Credit Scoring specialist ed in seguito di product manager per il Data mining e le applicazioni di Marketing Automation. Come responsabile del team Finance, Mariangela Casadei si occuperà in particolare della gestione dei contatti, delle proposte e dei progetti elaborati dal gruppo di lavoro, le cui tipiche applicazioni proposte e realizzate sono di datamining, di Crm analitico, di analisi del rischio e di credit scoring  
   
   
A BOLOGNA COLLOQUI DI PACE NELLO “SPIRITO DI GINEVRA”  
 
Bologna, 16 Aprile 2004 - Da questi convincimenti è maturato il messaggio lanciato a pochi minuti dalla conclusione della Conferenza Stampa di presentazione dei lavori “Colloqui di Pace” nello “Spirito di Ginevra”, organizzati dalla Fondazione della Scuola di Pace di Monte Sole con il contributo della Regione Emilia-romagna e della Provincia di Bologna. Ad aprire la Conferenza Stampa, tenutasi nella Sala Rossa di Palazzo Malvezzi, è stato Vittorio Prodi, Presidente della Provincia di Bologna e Presidente della Fondazione Scuola di Pace Monte Sole. Sono, successivamente, intervenuti il Vice Ministro della Pianificazione dell’Autorità Nazionale Palestinese Samih Abid, il Direttore del Centro Studi Strategici di Gaza Mohamed Hamza Morsi, il Direttore del Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente Yaniki Cingoli e il Redattore e Firmatario dell’Accordo di Ginevra Daniel Levy. E’ emerso con forza che oggi, alla luce dell’accordo unilaterale avvenuto a Washington tra il Presidente degli Stati Uniti Bush e il Premier Israeliano Ariel Sharon, che ha segnato il disimpegno laterale nei confronti della leadership palestinese, l’esigenza di un confronto reciproco volto ad introdurre un dialogo basato sulla pace, la cooperazione e la relazione di buon vicinato fra le Parti, si è fatto ancora più pressante e significativo diventando un bisogno condiviso a livello internazionale. “La pace è possibile, e se possibile è doveroso compierla e farci carico di un processo di riconciliazione” ha dichiarato Vittorio Prodi. “L’accordo di Ginevra” – ha continuato Vittorio Prodi – “offre una solida speranza per uno sviluppo al dialogo basato sul riconoscimento agli uguali diritti per i cittadini di entrambe le Parti”. “Solo così, assieme ai governi locali, nazionali, alle istituzioni europee ed internazionali, potremo interrompere” – ha concluso Prodi – “la spirale di violenza ed avviare una convivenza democratica, solidale e plurale”. Alle ore 15.30 presso il Palazzo della Cultura e dei Congressi di Bologna il Presidente Vittorio Prodi ha dato avvio ai “Colloqui di Pace”, che vedranno dialogare alcune fra le più prestigiose personalità della politica e della cultura nazionale ed internazionale. Tema del giorno sarà “La situazione locale nel Medio Oriente: Cultura, Democrazia, Sviluppo e Processo di Pace”. La seconda sessione dei lavori prevista per la giornata di domani dalle ore 10.00 alle ore 12.00 vedrà trattare il tema della differenza di cultura, “Culture differenti: ostacolo o opportunità?”. I Colloqui di Pace si concluderanno nel pomeriggio di venerdì. La terza sessione di lavori, dalle ore 14.00 alle ore 17.30, avrà come tema “Ginevra: un nuovo approccio sulla via della pace. Il ruolo dell’Unione Europea nelle crisi internazionali”.  
   
   
DALLE GANASCE ALL’AUTO AI RAPPORTI FISCALI ITALIA-USA DA OGGI IN PALAZZO VECCHIO SPECIALISTI DEI TRIBUTI A CONVEGNO  
 
Firenze, 16 aprile 2004 – Ganasce virtuali alle auto, ipoteche giudiziarie sugli immobili, contenziosi di ogni genere di tasse e imposte tra cittadini e pubbliche amministrazioni, ma anche rapporti fiscali tra Italia e Stati Uniti, considerato che dal 1998 non esiste più alcun tipo di convenzione in materia fiscale tra i due paesi. Il convegno organizzato dall’Associazione Magistrati Tributari della sezione toscana che si tiene da domani a sabato nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio (titolo: Cittadini e Giustizia Tributaria) è uno di quegli appuntamenti per specialisti che interessano però molto da vicino la totalità dei cittadini, nel senso che affrontano temi di vita quotidiana concretissimi e comuni, dalle nuove imposte (Ires) alle multe stradali, dai contributi locali fino, per investitori e aziende, alle transazioni con la prima potenza economica mondiale. “E’ sicuramente un convegno per addetti ai lavori oltre che per gli studenti di diritto tributario”, dice Giorgio Fiorenza, presidente dei magistrati tributari toscani (sono circa 200), “Parleremo di norme, regolamenti e accordi internazionali, ma ciò di cui in realtà discuteremo è del portafoglio di tutti i cittadini e del benessere della comunità in termini di maggiore civiltà giuridica”. Preceduto da un saluto del sindaco Leonardo Domenici e del presidente dell’Associazione Nazionale dei Magistrati Tributari Giacomo Caliendo, il convegno presenta un parterre di relatori preminenti: oltre a numerosi docenti universitari, Franco Carli, direttore dell’Ufficio Relazioni Internazionali del Ministero dell’Economia e Finanze, Enrico Pardi, direttore per la Toscana dell’Agenzia delle Entrate, Mario Cicala, consigliere di Cassazione, Ubaldo Nannucci, procuratore della Repubblica a Firenze, il generale Saverio Capolupo, comandante della Guardia di Finanza in Toscana, il generale Paolo Poletti, comandante del Nucleo di Polizia Tributaria del Lazio.anche gli Stati Uniti saranno rappresentati da un nome di massimo prestigio, Vincent Gambino, oggi consulente dell’ambasciata a Roma, in passato direttore in America del potente Ufficio Investigazioni Fiscali. “Con questo convegno ci poniamo tre obiettivi”, ricorda Fiorenza, “Il primo è di contribuire all’aggiornamento di magistrati tributari e professionisti. Il secondo è di mettere a confronto Italia e Stati Uniti sia in tema di filosofia del contenzioso che di organizzazione della giustizia tributaria. Il terzo è di contribuire a riattivare gli accordi fiscali con gli Usa a beneficio degli operatori di entrambi i Paesi”. C’è in realtà anche un quarto obiettivo, ovvero di sottolineare anche quanto è stato fatto in questi anni per riequilibrare i rapporti tra cittadino e pubbliche amministrazioni. Riequilibrio spesso determinato da confronti tra operatori da cui scaturiscono applicazioni più eque delle norme. Ad esempio si può portare il lavoro svolto da Alessandro Moro e Piergiorgio Basetti Sani, rispettivamente direttore generale e consigliere delegato del Cerit, il servizio riscossione tributi che opera, tra gli altri, anche per conto del Comune di Firenze. “Dopo una prima fase in cui ha seguito un criterio normativo rigido”, spiega Fiorenza, “il Cerit ha di recente avviato un programma di prevenzione dell’esazione forzosa. Ossia la precede di almeno venti giorni con una lettera di avviso. Ai titolari di cartelle esattoriali rimaste inevase spiega cioè che cosa rischiano. E’ un sistema che agevola l’utenza dando la possibilità di pagare il tributo a chi non lo avesse fatto nei termini. Agevola anche chi magari ha già pagato e per disguidi tecnici risulta ancora moroso”.  
   
   
PVC ECO-BAG PVC IMBALLATO IN PVC SACCHI PER IMBALLAGGIO IN PVC RICICLABILE AL 100%.  
 
Milano, 16 aprile 2004 - Solvin, leader europeo nel Pvc, ed Eurosak, società leader in Europa nel settore dei materiali da imballaggio, dopo positivi riscontri industriali e di impatto ambientale, hanno presentato ieri una nuovissima tipologia di imballo eco-compatibile: gli eco-bag, sacchi per imballaggio in Pvc riciclabile al 100%. Il progetto comprende l'individuazione di un'appropriata resina Pvc, la ricetta di formulazione, il processo di estrusione in bolla del film, la realizzazione dei singoli sacchi e l'impiego della tecnologia Ffs (Form, Fill, Seal). Questo nuovo tipo di sacco, integralmente in Pvc, è stato concepito per adattarsi perfettamente alle macchine imballatrici automatiche esistenti sul mercato. Il nuovo contenitore, essendo al 100% in Pvc", raggiunge un alto livello di competitività e un vantaggio eco-ambientale che progressivamente gli consentirà di sostituire gli altri materiali da imballaggio esistenti. Questa soluzione innovativa consente alle aziende del settore di sfruttare un elemento di maggiore eco-compatibilità del Pvc in relazione al riciclaggio dei materiali da imballaggio. A fine uso, infatti, i sacchi in Pvc saranno recuperati attraverso il tradizionale sistema di raccolta ma, non contenendo altri polimeri, il loro riciclaggio sarà molto più semplice. Il prodotto riciclato potrà essere usato non solo per la produzione di altri sacchi ma anche in ulteriori applicazioni (granulazione, ecc.) Solvin ed Eurosak hanno sviluppato il progetto "Pvc eco-bag" grazie alla collaborazione con la società francese di logistica, Groupe Charles Andre' (Gca), e la società Industria Resine Biccari che hanno contributo a realizzare i primi test industriali per l'avvio di questa collaborazione. Infolink: http://www.Eurosak.it  
   
   
CNEL: IN ITALIA SOLO 5 EURO PRO-CAPITE PER MIGLIORARE SICUREZZA STRADALE  
 
Roma, 16 aprile 2004 -.L’italia dedica al miglioramento della sicurezza stradale circa 5 euro pro-capite, contro i 30-40 investiti in Paesi come Francia, Regno Unito, Svezia e Finlandia. Il costo degli incidenti stradali per lo Stato, le imprese e le famiglie, nel 2002, è stato complessivamente di 34 miliardi di euro, pari a 600 pro-capite. Un onere che dovrebbe ridursi di 250 euro pro-capite in media ogni anno grazie al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano nazionale della sicurezza stradale, aumentando l’investimento da 5 a 40 euro a testa in dieci anni. Questi i dati elaborati della Consulta nazionale della sicurezza stradale, organismo operante con la responsabilità congiunta del Cnel e del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, in occasione della Giornata mondiale della sicurezza stradale promossa per domani dalle Nazioni Unite e dall’Organizzazione mondiale della sanità. Quattro i programmai attivati finora nell’ambito del Piano nazionale per la sicurezza stradale: i progetti pilota, il primo programma di attuazione, il piano Anas, il secondo programma di attuazione suddiviso in bando nazionale e ripartizione regionale. Gli investimenti complessivi superano 1 miliardo di euro, provenienti per 559 milioni da finanziamenti nazionali e per i restanti 462 da fondi regionali e locali. Ma, allo stato attuale, non esistono risorse finanziarie per il terzo programma di attuazione. Per il 2004, il Piano nazionale evidenzia un fabbisogno di 980 milioni di euro (65% a carico dello Stato e 35% a carico di regioni ed enti locali), oltre alla necessità di destinare alla sicurezza stradale spese in infrastrutture e trasporti per altri 580 milioni di euro. “Se il Piano nazionale rallentasse o si bloccasse - avverte Mario Sai, coordinatore della Consulta nazionale della sicurezza stradale - si renderebbe impossibile realizzare gli obiettivi europei del dimezzamento di morti e feriti. In una scadenza come il 7 aprile, per non cadere nella ritualità, è anche necessario ricordare che, se la sicurezza stradale deve essere un impegno e una responsabilità di tutti, istituzioni e cittadini, cioè deve essere una politica, ha bisogno, oltre che di buone intenzioni, di progetti, strumenti e risorse. Questa giornata mondiale deve ricordare a tutti, infatti, che la sicurezza stradale è una politica ordinaria, di ogni giorno, di lungo periodo”.  
   
   
16-17-18 APRILE: CONGRESSO NAZIONALE DEGLI AMICI DELLA TERRA  
 
Milano, 16  aprile 2004 - Si apre oggi, presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio di Milano in via Meravigli 12, alle ore 9.30. Nei giorni 16,17 e 18 aprile si terrà a Milano il Congresso Nazionale degli Amici della Terra, evento di rilievo nazionale interamente dedicato alle tematiche ambientali attuali, che ha luogo ogni quattro anni. Saranno coinvolte tutte le delegazioni regionali e locali di Amici della Terra, associazione presente in oltre 70 nazioni e che vanta due milioni di iscritti. Interverranno, inoltre, i rappresentanti della federazione internazionale Friends of the Earth International (Foei), l’organizzazione ambientalista più estesa al mondo di cui Amici della Terra fa parte, e numerosi soci dell’associazione (in Italia sono oltre 30.000 distribuiti tra i 100 club locali di tutte le regioni). Le tre giornate si apriranno, Venerdì 16 Aprile presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio di Milano in via Meravigli 12 dalle ore 9.30 alle ore 13.00, con un evento pubblico dal titolo “I vantaggi del teleriscaldamento”. In tale occasione saranno presentati i risultati dello studio “Quantificazione dei vantaggi di un programma di sviluppo del teleriscaldamento in Lombardia”, condotto da Amici della Terra su incarico della Regione Lombardia. L’incontro è promosso con il patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano e Camera di Commercio di Milano. Di seguito riportiamo il programma: Daranno il benvenuto: On. Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia, Dott. Massimo Sordi, vicepresidente della Camera di Commercio di Milano. Introduzione: Rosa Filippini, Presidente di Amici della Terra, Marco Roveda, Presidente di Lifegate. Presentazione dei risultati dello Studio: Ing. Pier Luigi Lombard, Direzione nazionale di Amici della Terra. Esperienze sul Territorio: i casi delle Province di Brescia e di Cremona: Ing. Renzo Capra, Presidente della Ams di Brescia, Dott. Giuseppe Tiranti, Presidente Aem di Cremona. Le testimonianze: Dott. Alberto Meomartini, Presidente Italgas S.p.a., Dott. Umberto Quadrino, Presidente Edison S.p.a.. Conclusioni: Camillo Piazza, Presidente Amici della Terra Lombardia, Maurizio Bernardo, Assessore Risorse Idriche e Servizi di Pubblica Utilità della Regione Lombardia; Tommaso Franci Assessore Ambiente Regione Toscana e Coordinatore per la Conferenza Stato Regioni per il settore dell'energia. Nel Pomeriggio alle ore 15.00, presso la stessa sala, proseguiremo con un dibattito dal titolo “Bilancio di trent’anni di ambientalismo”, in cui interverranno Gabriele Albertini, Sindaco di Milano; Mario Signorino, fondatore degli Amici della Terra e Presidente del Consiglio scientifico dell’Istituto per le scelte ambientali e tecnologiche (Isat); Carlo Ripa di Meana, Presidente del Comitato Nazionale del Paesaggio e Daniele Capezzone, Segretario di Radicali Italiani. Sabato 17 E Domenica 18, il Congresso Nazionale degli Amici della Terra proseguirà nella città di Como (loc. Tavernola), presso la struttura del Salesianum Don Bosco. Per informazioni Amici della Terra Lombardia Tel 0227201315  
   
   
CORSO BREVE DI FORMAZIONE PROMOSSO DAL DIPARTIMENTO INDACO DEL POLITECNICO DI MILANO IL COLORE NELLO SPAZIO ABITATO-LA COMPONENTE CROMATICA NEL PROGETTO DEGLI INTERNI 13 E 14 MAGGIO  
 
 Milano 16 aprile 2004 - Il colore costituisce un fattore determinante per il benessere psico-fisico di chi vive gli spazi, siano essi pubblici o privati. La componente cromatica nel progetto è un aspetto rilevante, spesso sottovalutato, se pensiamo che la maggior parte delle informazioni che riceviamo sono di tipo visivo e tra queste il colore è quella di maggiore impatto. La progettazione di uno spazio, non può quindi prescindere da quella del colore, in un sistema integrato che prende in considerazione il colore delle pareti, dei materiali, delle finiture, degli arredi. Il corso si propone di fornire una conoscenza di base che consenta di operare scelte cromatiche efficaci, da una parte fornendo spunti teorici indispensabili sul colore e la percezione e dall'altra mettendo a conoscenza della strumentazione a disposizione del color design. Docenti: Giulio Bertagna, Mario Bisson, Cristina Boeri, Lina Bonapace, Aldo Bottoli, Daniela Calabi Direttore scientifico: Prof. Alberto Seassaro, Preside Facoltà del Design. Curatori: Prof. Mario Bisson, Laboratorio Colore, Politecnico di Milano. Il corso è articolato secondo i seguenti punti: Il colore in relazione alle altre componenti progettuali; Il colore: aspetti fisiologici, psicologici, percettivi; Ergonomia dello spazio abitato; Le interazioni del colore e l'uomo; Strumenti per la progettazione del colore (sistemi cromatici e campionari colore); Un approccio metodologico al progetto del colore Casi studio. Materiale didattico: Ai partecipanti verrà consegnata una dispensa con i contenuti del corso. Verrà rilasciato attestato di partecipazione. Struttura: La durata del corso è di 16 ore distribuite su due giornate di 8 ore ciascuna, comprendenti esercitazioni e casi studio. A chi è rivolto: Il corso è rivolto ai professionisti che operano nella progettazione di interni, designer, architetti, uffici tecnici di istituzioni pubbliche. Sede: Politecnico di Milano - Dipartimento Indaco Laboratori Luce & Colore, via Durando 10, Milano Date: 13 e 14 maggio 2004 Costi: 400 euro (esente Iva) a partecipante Per informazioni & iscrizioni www.Labcolore.polimi.it  
   
   
A MARIO DRAGHI IL DIPLOMA HONORIS CAUSA MBA IN INTERNATIONAL BUSINESS  
 
Trieste, 16 aprile 2004 - Oggi alle ore 17.00, presso la sede del Mib, al Palazzo Ferdinandeo di Trieste, Mario Draghi riceverà il diploma honoris causa Mba in International Business del Mib School of Management per l’anno accademico 2003-2004. In occasione del conferimento del diploma, Draghi terrà una relazione sulla situazione attuale e sulle prospettive a medio e lungo termine dell’economia europea. A consegnare il prestigioso diploma saranno il Presidente del Mib e del Lloyd Adriatico Enrico Tomaso Cucchiani e il Direttore della scuola Vladimir Nanut. Enrico Tomaso Cucchiani siede al vertice della business school dal marzo 2003. “Professionalità, managerialità, sviluppo del capitale umano – spiega - sono driver determinanti, forse addirittura i più importanti per lo sviluppo economico del Paese. L’italia, sotto questo aspetto, deve colmare un gap di vaste proporzioni; l’incapacità di attrarre competenze e cervelli dall’estero rende il problema più acuto. All’interno di questo contesto il Mib, fabbrica di idee, di leader e laboratorio per l’intero sistema economico si caratterizza per la sua dimensione internazionale: rappresenta il punto di riferimento per le economie dei Paesi in forte crescita dell’Europa centrale e orientale che stanno per entrare nell’Unione Europea, così come per il Nord-est, la regione con il più elevato tasso di sviluppo che ha costruito il suo successo sul capitalismo familiare. Oggi queste aziende sono chiamate a fare un salto di qualità, puntando sulle competenze manageriali. L’mba in International Business costituisce la migliore risposta a queste esigenze. Infine il Mib è la Business School di riferimento per il settore assicurativo. Il Master in Insurance e Risk Management è il più ambito biglietto da visita per chi desidera sviluppare la propria carriera nel settore assicurativo”. La scuola nasce nel 1988 dalla collaborazione tra mondo accademico e sistema imprenditoriale. Il Mib School of Management è una business school con un forte orientamento internazionale, impegnata nella valorizzazione del capitale umano per lo sviluppo di una moderna cultura manageriale nelle diverse aree di attività. Fin dalla sua costituzione il Mib ha considerato l’apertura internazionale come parte integrante della propria mission. “Il Master Honoris Causa al professor Draghi è un atto che riflette la filosofia della nostra scuola e siamo molto onorati della sua presenza. La capacità di Mario Draghi di unire rigore nei conti pubblici, efficienza nella gestione, spinta verso le innovazioni e l’internazionalizzazione, coerenza nei comportamenti e forte senso di appartenenza alle Istituzioni, rappresentano il modello indiscusso per l’uomo di stato. Mario Draghi ci ha indicato un metodo per governare l’economia in condizioni precarie e complesse, infondendo fiducia in una ripresa dell’economia saldamente ancorata all’etica della responsabilità”. Mario Draghi è stato Direttore Esecutivo della Banca Mondiale, Direttore Generale del Tesoro, Presidente del Comitato Economico e Finanziario della Comunità Europea, membro del G7 Deputies e Presidente del Working Party 3 (Ocse), oltre che artefice della ridefinizione delle normative finanziarie e societarie in Italia. Attualmente è partner, Managing Director e Vice Chairman della Goldman Sachs.  
   
   
IL CUOA CONFERISCE IL MASTER HONIRIS CAUSA IN BANCA & FINANZA A GIANNI MION  
 
Altavilla Vicentina, 16 aprile 2004- Il prossimo 7 maggio, nell'ambito della cerimonia conclusiva della nona edizione del Master in Banca & Finanza, la Fondazione Cuoa del Veneto conferisce il Master Honoris Causa a Gianni Mion, Amministratore delegato di Edizione Holding. All'incontro, durante il quale il Presidente della business school Gian Carlo Ferretto consegnerà il Diploma agli allievi, interverranno anche Massimo Calearo - Presidente Gruppo Calearo, Andrea Tomat - Presidente Lotto Sport Italia spa e Giorgio Brunetti - Università Bocconi per parlare di finanza e governance per lo sviluppo d'impresa.  
   
   
IL PROGETTO MUSEOLOGICO DEL MUSEO DIOCESANO DI SANT’EUSTORGIO  
 
Lainate, 16 aprile 2004 - Oggi alle ore 16,00, presso la Sala del Levati di Villa Borromeo Visconti Litta di Lainate, il prof Paolo Biscottini, Direttore del Museo Diocesano ambrosiano, illustrerà il Progetto museologico del Museo milanese . I corsi e i master di secondo livello del Politecnico di Milano sono ormai iniziati da qualche settimana in Villa Litta a Lainate. Oltre alle lezioni teoriche di tipo classico, essi prevedono alcuni interessanti momenti di incontro aperti a tutti i cittadini quali convegni, mostre e altre iniziative: la prima si terrà venerdì 16 aprile presso la Sala del Levati (ex Sala Consiliare). In questa occasione il prof. Paolo Biscottini, Direttore del Museo Diocesano, terrà una presentazione sul tema “Il progetto Museologico del Museo Diocesano di St.eustorgio” (ved. Scheda allegata) L’incontro, aperto a cittadini, addetti ai lavori e, ovviamente, agli studenti del Politecnico, si svolge nel quadro del corso di progettazione architettonica 4 – 1a Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, tenuto dal Professore Antonio Piva.  
   
   
MANAGER DI DOMANI: APPUNTAMENTO A TORINO CON ERNST&YOUNG  
 
Torino, 16 aprile 2004 - Mercoledì 28 Aprile 2004, alle ore 15.00 presso l’aula 13 della Facoltà di Economia di Torino, l’Ufficio Job Placement organizza un incontro sull’orientamento al mondo del lavoro. Azienda ospite è Ernst&young, leader mondiale nei servizi professionali di revisione, nella consulenza fiscale e sui rischi di business, e nei servizi legali, dove consentito. Il network assiste le imprese nell’anticipare, definire e risolvere le più attuali criticità legate alla gestione del business e del rischio d’impresa e nel migliorare le performance finanziarie, grazie alla capacità di individuare soluzioni innovative. In Italia il network è presente in 17 città con circa 2.500 professionisti. Alla ricerca dell’eccellenza Il loro impegno è volto alla ricerca e fidelizzazione di brillanti e intraprendenti neo-laureati attraverso un processo di Resourcing&recruiting attento a valutare, oltre alle esperienze accademiche e professionali, la motivazione, la condivisione dei loro valori, lo spirito di iniziativa, l’attitudine ad analizzare e risolvere problemi, l’orientamento ai risultati. Le opportunità Ai giovani laureandi, Ey propone una concreta possibilità di confronto con la professione, grazie all’esperienza dello stage: gli stagiaire hanno, infatti, la possibilità di gestire, in affiancamento a professionisti esperti, ma con piena responsabilità personale, uno o più progetti operativi. Ai neolaureati di alto potenziale, Ey propone interessanti opportunità di inserimento. Per tutte le persone che entrano a far parte dell’organizzazione è previsto, infatti, un piano di orientamento finalizzato alla conoscenza del contesto organizzativo, dei ruoli, delle responsabilità, dell’offering delle diverse linee di business, dei sistemi di valutazione delle performance e delle opportunità di crescita professionale e di carriera. Se ritieni di possedere questi requisiti e intendi affrontare le sfide di un mercato sempre più competitivo invia il tuo Cv a: www.Ey.com/it/careers  Per informazioni sull’incontro rivolgersi all’ufficio Job Placement (tel. 011/6706007). Ì