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LUNEDI
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Notiziario Marketpress di
Lunedì 25 Marzo 2013 |
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L´UNIONE EUROPEA RENDE MERITO AI SUOI IMPRENDITORI E INVITA A SEGUIRE I PASSI DEI CREATORI DI SKYPE, SPOTIFY E ANGRY BIRDS — PRIMA FASE DELLA CAMPAGNA "STARTUP EUROPE" |
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Bruxelles, 25 marzo 2013 - Quasi
tutti pensano subito alla Silicon Valley negli Stati Uniti quando sentono
parlare di tecnologie e imprenditori. La Commissione europea vuole invece che i
giovani europei traggano ispirazione dagli imprenditori nostrani, in modo che
le loro idee brillanti nascano e restino in Europa.
Con l´aiuto dei creatori di
Spotify, Angry Birds, Tuenti, Skype, Seedcamp, Hackfwd, della Tech City di
Londra e di Thenextweb, la Commissione sta creando una piattaforma in cui
imprenditori di spicco potranno parlare delle loro fonti di ispirazione e delle
loro frustrazioni, richiamando l´attenzione dei giovani e dei leader europei
sul potenziale offerto da una carriera imprenditoriale.
"Gli europei devono
essere creativi e intraprendenti. È così che sono nate nell´Ue decine di
imprese tecnologiche e attive su Internet, fra le più dinamiche a livello
mondiale. Voglio che il resto del mondo lo sappia", ha dichiarato Neelie
Kroes, vicepresidente della Commissione europea. "Vorrei che i giovani
imprenditori trovassero modelli cui ispirarsi, con un vero e proprio mercato
unico digitale in cui sviluppare le loro idee".
Lo "Startupeurope
Leaders Club" costituisce la prima parte di Startup
Europe, l´iniziativa in 6 parti con cui la Commissione europea
intende accelerare lo sviluppo di "ecosistemi" locali per gli
imprenditori in Europa e agevolare la creazione di reti. L´obiettivo: aiutare
le imprese in fase di avviamento (start-up) del settore tecnologico a nascere e
crescere in Europa e a espandere le loro attività in tutto il mondo.
I membri dello Startup
Europe Leaders Club sono la prova tangibile che l´imprenditorialità nel settore
web può aprire la porta a una carriera professionale particolarmente
gratificante. Neelie Kroes ha commentato: "Queste persone non si sono
limitate alle parole, sono passate ai fatti e hanno realizzato un progetto.
Ecco perché i giovani e i leader dovrebbero ascoltarle".
Ad esempio, oggi Spotify è
disponibile in 23 paesi, mentre attraverso Skype passa un terzo delle chiamate
internazionali e Angry Birds, con gli oltre 250 milioni di utenti attivi al
mese, è più grande di Twitter. Eppure, il numero di laureati nel settore delle
Tic è in calo e la disoccupazione è in aumento. Gli imprenditori possono
aiutarci a colmare queste lacune.
I leader (qui in ordine alfabetico, la biografia
completa figura in allegato) sono:
· Zaryn
Denzel, (@Zaryn)
— nato in California, fondatore di Tuenti, il più
grande social network spagnolo "solo su invito"
· Daniel
Ek (@eldsjal) e Martin Lorentzon (@Martinlorentzon) — fondatori di Spotify, il servizio di musica streaming online
· Kaj Hed (@Roviohq)
— presidente di Rovio (Angry Birds)
· Lars
Hinrichs (@Larshinrichs) —
fondatore e amministratore delegato di Hackfwd, una società di investimento nella fase di
pre-avviamento delle start-up
· Joanna
Shields (@Techcityuk) — amministratrice delegata e presidente di Tech City Investment Organisation
· Reshma
Sohoni (@rsohoni) — partner di Seedcamp, un catalizzatore per
la prossima generazione di investitori europei
· Boris Verldhuijzen van Zanten (@Boris) — fondatore di The Next Web
· Niklas Zennström (@atomicoventures) —
co-fondatore di Skype, Kazaa,
Joltid, Joost e Atomico.
Gli
altri elementi di Startup Europe sono:
·
la partnership Startup Europe, per
mobilitare le competenze tecniche, le possibilità di tutoraggio, le tecnologie
e i servizi
·
il forum Eu Accelerators, per far
conoscere i programmi di accelerazione esistenti
·
le reti di crowdfunding
(finanziamento collettivo) dell´Ue, per collegare le attuali piattaforme di
crowdfunding, in particolare quelle
specializzate in start-up che operano sul web
·
una maggiore sensibilizzazione degli investitori in capitali di rischio alle
opportunità commerciali del web grazie alla condivisione delle esperienze
positive e alla creazione di reti
·
la promozione delle competenze legate al web:
a) ampliando
il ruolo delle piattaforme didattiche online (quali i "corsi online aperti
a tutti" o "Massive Online Open Courses") per sopperire alla
carenza di sviluppatori del web;
b) utilizzando
piattaforme per condividere e scambiare competenze tra gli imprenditori del web
su scala europea; nonché
c) esplorando
l´utilità di gemellaggi, a livello europeo, fra operatori esperti di alto
livello e giovani imprenditori, con l´intento di condividere idee ed esperienze.
Contesto
In tutto il mondo, gli
imprenditori del web hanno un impatto enorme sull´economia e sulla società. Le
start-up creano la maggior parte dei nuovi posti di lavoro e il 45% degli
europei vorrebbe lavorare in proprio, se ne avesse la possibilità.
Complessivamente, ogni anno
negli Stati Uniti le imprese in fase di avviamento creano tre milioni di posti
di lavoro durante il primo anno di attività, con un livello di dinamismo che
vorremmo vedere anche nell´Ue.
Link utili
Sito dell´Agenda digitale su Startupeurope http://ec.Europa.eu/digital-agenda/en/startup-europe-start-europe-stay-europe
Social
media: @startupEu e #Startupeurope
http://ec.Europa.eu/digital-agenda/agendadigitale
http://ec.Europa.eu/commission_2010-2014/kroes/index_en.htm Neelie Kroes
Seguite Neelie su Twitter
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AGENDA DIGITALE — LA COMMISSIONE AVVIA CONSULTAZIONI SULL’INDIPENDENZA DEI GARANTI NELLE COMUNICAZIONI E SULLA LIBERTÀ E IL PLURALISMO DEI MEDIA |
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Bruxelles, 25 marzo 2013
- La Commissione europea avvia oggi
due consultazioni pubbliche che resteranno aperte fino al 14 giugno
prossimo e che concludono formalmente il dibattito avviato con le raccomandazioni
http://ec.Europa.eu/digital-agenda/sites/digital-agenda/files/hlg%20final%20report.pdf
formulate nel gennaio 2013
dal Gruppo di alto livello sulla libertà e sul pluralismo dei mezzi di
informazione da essa costituito.
La prima
e più vasta consultazione https://ec.Europa.eu/digital-agenda/en/public-consultation-independent-report-hlg-media-freedom-and-pluralism
invita i partecipanti a
esprimersi su temi come la portata della competenza dell’Ue in fatto di
protezione della libertà dei media, i ruoli rispettivi delle autorità pubbliche
e l’autoregolamentazione o la protezione delle fonti giornalistiche in Europa.
I risultati della consultazione permetteranno alla Commissione di stabilire se
esista un ampio consenso per un intervento a livello nazionale o a livello
dell’Unione in settori disciplinati dai trattati.
La seconda
consultazione https://ec.Europa.eu/digital-agenda/en/public-consultation-independence-audiovisual-regulatory-bodies
si limita, in particolare,
alla raccomandazione del Gruppo di alto livello di garantire l’indipendenza dei
regolatori dei media audiovisivi. I media audiovisivi sono già soggetti a una
regolamentazione dell’Unione. La consultazione chiede se l’indipendenza dei regolatori
possa essere rafforzata attraverso una revisione dell’articolo 30 della
direttiva sui servizi di media audiovisivi.
La vicepresidente della
Commissione europea Neelie Kroes ha dichiarato: “Nell’unione le libertà fondamentali, come la libertà e il pluralismo
dei media, sono minacciate. Il segnale dato dal gruppo di alto livello è molto
chiaro: dobbiamo agire con fermezza per garantire la libertà e il pluralismo
dei mezzi di informazione in futuro. Il pluralismo dei media è parte integrante
della democrazia. Vi esorto quindi a partecipare alle consultazioni.”
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TUTTA LA TECNOLOGIA IN FIBRA OTTICA PER LA CASA DEL FUTURO |
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Trento, 25 marzo 2013 - Telecom
Italia, Ericsson, Alcatel-lucent e Mc-link, Engineering, Cisco e Dedagroup Ict
Network, sono le grandi realtà aziendali italiane che il 22 marzo hanno
trasformato gli appartamenti de Le Albere progettati da Renzo Piano in piccoli
laboratori del futuro. Il tutto in occasione di “Una finestra sul futuro” –
evento di punta degli Ict Days 2013 – che ha visto la partecipazione
dell’inventore del Web, Sir Tim Berners-lee. L’appuntamento nasce con
l’obiettivo di inaugurare la prima area residenziale del Trentino cablata in
fibra ottica. Dopo i distretti industriali raggiunti dalla tecnologia Ftth
(Fiber To The Home), a viaggiare a 100 Mega saranno le singole abitazioni
dell’area residenziale simbolo dello sviluppo tecnologico del Trentino. In ogni
appartamento de Le Albere è stata portata la fibra ottica andando così a
coprire l’ultimo miglio, tradizionalmente in rame. I lavori di realizzazione
dell´infrastruttura in fibra ottica e di cablaggio degli appartamenti e degli
uffici di tutto il complesso residenziale “Le Albere” e del nuovo Museo delle
Scienze (Muse) sono stati realizzati da Mc-link spa su mandato della società di
sistema Trentino Network incaricata a sua volta dalla Provincia autonoma di
Trento di realizzare una rete di comunicazione elettronica a prova di futuro e
aperta in "banda ultralarga".
Diverse le demo e i progetti all’avanguardia che sono state mostrate.
Fra questi Dedagroup Ict Network che ha proposto ai visitatori degli Ict Days
un viaggio virtuale attraverso alcune delle soluzioni ideate per guidare città
e aziende verso un nuovo modo di vivere e di lavorare. A cominciare dai servizi
di Cloud Computing che hanno consentito a una realtà come Itas, gruppo leader
del mercato assicurativo italiano, di prepararsi a migrare da inhouse a totale
esternalizzazione i 2500 utenti gestiti dai servizi It e a spostare senza
disagi la propria struttura dentro la nuova area residenziale de Le Albere. E
proprio qui i visitatori degli Ict Days potevano scoprire il ‘cloud con i piedi
per terra’ di Dedagroup, che ha permesso al Gruppo Itas di mantenere il totale
controllo di tutti i servizi esternalizzati nel data center di Dedagroup Ict
Network e di semplificare l’architettura It, aumentando le prestazioni e
migliorando la sicurezza con notevole risparmio anche sui costi energetici. Pensata
per la città e i cittadini è invece Smartparking, la soluzione per il
parcheggio intelligente che, dopo il successo ottenuto in alcune delle più
grandi metropoli Usa, come Los Angeles e New York, è proposta in Italia da
Sinergis, società del Network specializzata in sistemi informativi territoriali
e ambientali. Grazie a questa app per smartphone l’automobilista sa in anticipo
dove andare a parcheggiare e il tragitto più breve per raggiungere il posto. In
questo modo Smartparking riduce il tempo necessario per trovare parcheggio, il
consumo di carburante e la produzione di Co2, generando importanti vantaggi
anche per l’ambiente e l’ente municipale di riferimento. Per gli ospiti de Le
Albere è stata quindi predisposta una digital demo delle numerose funzionalità
di questa soluzione che, grazie ai sensori collocati nei posti auto, è in grado
di fornire informazioni costantemente aggiornate a tutti gli attori coinvolti
migliorando l’esperienza della città.
Appoggiandosi alla rete in fibra ottica di Mc-link, e sfruttando
Velocix, la sua piattaforma di distribuzione dei contenuti, Alcatel-lucent farà
invece vedere come dei contenuti video in modalità live o Video on Demand (Vod)
possano essere fruiti su un apparecchio Tv, equipaggiato con un apposito widget
integrato e, soprattutto, come sia possibile sincronizzare i diversi device
mobili presenti nell’abitazione, così da fruire dello stesso contenuto e senza
soluzione di continuità, passando da un terminale (es Tv) ad un altro (es
iPad). La dimostrazione non ha trascurato le potenzialità in termini di accesso
ai social network e i contenuti sono stati condivisi sulle più diffuse piattaforme
(es Facebook). E’ stato poi installato un centralino telefonico avanzato che
dimostrato come tale soluzione renda le comunicazioni domestiche
particolarmente performanti in contesti analoghi al complesso Le Albere, grazie
alle funzionalità di videochiamata e per la domotica.
Engineering Ingegneria Informatica ha presentato il progetto Trentour,
ovvero una delle prime esperienze concrete di realizzazione di un progetto di
ricerca e sviluppo, avviato secondo le nuove modalità di Pcp (pre-commercial
procurement) da Trentorise. Si tratta di un progetto che prevede la
realizzazione di una piattaforma di servizi per la valorizzazione dell’esperienza
turistica, che ha visto come prima realizzazione pilota la realizzazione della
app per smartphone Vivifiemme, realizzata in occasione dei recenti mondiali di
sci nordico. Sono state inoltre mostrate le diverse iniziative e progetti che
il gruppo Engineering realizza a livello nazionale ed internazionale: dalle
soluzioni per la sanità elettronica (mercato in cui Engineering è il leader
nazionale con realizzazioni di eccellenza come i sistemi di supporto
all’emergenza sanitaria 118 ed i sistemi di gestione delle prenotazioni
sanitarie - Cup con oltre 20 milioni di cittadini serviti annualmente
sull’intero territorio nazionale), alle soluzioni per la fiscalità locale, la
cittadinanza digitale, i beni culturali, l’ambiente, il turismo, l’energia, le
telecomunicazioni, la finanza e molto altro ancora. Innovazione e tecnologie al
servizio del “sistema paese” in Italia ed all’estero, realizzate anche grazie
ad una specifica business unit dedicata alla ricerca e innovazione che supporta
le strutture interne nell’esame e sperimentazione di nuovi paradigmi
tecnologici a supporto delle esigenze del cliente.
Infine Saiv, uno dei principali System Integrator italiani, in qualità
di Advanced Video Partner di Cisco Italia ha presentato il servizio di
Telepresence. Distanze che si azzerano, e persone che si avvicinano. La
tecnologia Telepresence di Cisco con Saiv rappresenta valori di scalabilità,
ottimizzazione di costi e qualità ad alta definizione.
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UNA MARATONA DI HACKER PER L’APP DELL’UNIVERSIADE |
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Trento,
25 marzo 2013 – Si è conclusa, venerdì 22 marzo, alle ore 17, la maratona tecnologica
di 48 ore che dal 20 marzo sta impegnando un gruppo di giovani informatici. Un
mix di agonismo e tecnologia con un obiettivo: dare vita ad una app per rendere
la vita più facile ad atleti, delegazioni e visitatori della Universiade
invernale Trentino 2013. Trasporti, ospitalità, eventi social: vince chi sa
sfruttare le Ict in modo più creativo ed efficiente. La maratona rientra
nell’ambito degli Ict Days a Trento.
Metti
un gruppo di giovani informatici e studenti con la passione per la tecnologia,
chiusi per 48 ore in un’aula universitaria, tra musica e panini, alle prese con
una sfida: ideare l’applicazione Smart Phone più utile e divertente per non
perdersi neanche un minuto della prossima Universiade invernale Trentino 2013.
È quello che stanno facendo – da ieri alle 17 e fino alle 17 di domani – i
ragazzi che stanno partecipando all’iniziativa “Pronti, attenti...Hackathon!”
promossa all’interno del fitto programma degli Ict days che ieri si sono aperti
presso il Polo scientifico e tecnologico sulla collina di Trento.
Una
vera e propria competizione (con premio finale, un tablet a ciascun membro del
team vincitore e la soddisfazione di veder impiegata la propria app) che li
vede impegnati su temi strategici per gestire e godersi un evento tanto
complesso e impegnativo come si annuncia la più grande manifestazione sportiva
universitaria al mondo, che il Trentino ospiterà dall’11 al 21 dicembre
prossimi. Tante le questioni su cui gli studenti sono chiamati a lavorare con
il supporto di esperti e ricercatori del settore: organizzazione
dell’ospitalità e dei trasporti dei 3000 atleti attesi da oltre 40 Paesi,
aggiornamenti in tempo reale su orari e luoghi delle gare e medagliere,
proposte per attività social ed eventi collaterali. Tutto può essere spunto per
scatenare la creatività.
L’applicazione
sarà sviluppata utilizzando l´ambiente fornito da Smart Campus, la piattaforma
che rende più facile la creazione di questo tipo di strumenti. I gruppi possono
contare su una serie di dati e informazioni già acquisite (come gli orari dei
trasporti o delle gare) e su sistemi informatici di base (per l’autenticazione,
per la sicurezza e la protezione dei dati o per la condivisione delle
informazioni) e possono quindi concentrarsi sull’aspetto più importante:
trovare un’idea nuova e vincente.
La
competizione si chiuderà domani, venerdì 22 marzo alle 17, mentre la selezione
e premiazione dei vincitori avverrà nella giornata di sabato a conclusione
degli Ict Days, presso l’aula magna del Museo delle Scienze di Trento. Novità
di questa edizione degli Ict Days (a Trento da oggi fino a sabato), proprio
questa sinergia con il grande appuntamento dell’Universiade Trentino 2013.
Promossi dall’Università di Trento (Dipartimento di Ingegneria e Scienza
dell´Informazione), da Trento Rise e dalla Fondazione Bruno Kessler, gli Ict
Days si propongono in questa quinta edizione di promuovere l’innovazione
sociale attraverso le nuove tecnologie Ict.
L’hackathon
(termine che deriva dalla fusione di “hacker” e “marathon”) organizzato
nell’ambito degli Ict Days è solo una delle tante iniziative messe in campo
dall’Universiade Trentino 2013 per mostrare come lo sport possa svolgere un
ruolo prezioso anche come stimolo all’innovazione e alla ricerca.
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SI CONCLUDE LA QUARTA EDIZIONE DI SMAU ROMA CHE HA ACCESSO I RIFLETTORI SUL MONDO DELLE STARTUP E DEI CENTRI DI RICERCA, IL VERO X FACTOR PER LE IMPRSE ITALIANE |
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Roma, 25 marzo 2013 - Si è chiusa il 21 marzo la quarta edizione di
Smau Roma registrando oltre 5.850 visitatori professionali, più di 6.350
registrati al sito di Smau. Consegnati nei due giorni 20 riconoscimenti nell’ambito dei quattro
premi in programma. L’edizione che si conclude oggi ha acceso i riflettori, attraverso la nuova area
espositiva R2b-research to Business Lazio, sul mondo della ricerca
rappresentato dalle numerose startup presenti e dai laboratori, acceleratori di
innovazione e agevolatori finanziari italiani.
Pierantonio Macola, Amministratore Delegato di Smau spiega con queste
parole l’importanza della presenza del mondo della ricerca in fiera ” E’ sempre
più evidente che per supportare la competitività delle imprese l’innovazione
diventa fondamentale. Innovazione che non è solo legata alle tecnologie
digitali ma che parte da queste per diramarsi in un articolato percorso che
attraversa il mondo del trasferimento tecnologico alle imprese, delle startup e
degli spin off universitari. E’ importante capire quanto questi mondi
racchiudano immense opportunità per le imprese che possono trovare nella creatività,
nella motivazione e nel talento delle giovani generazioni quel fattore X
fondamentale per crescere ed evolversi nella nuova dimensione globale dei
mercati. Affinché ciò avvenga è fondamentale che le imprese imparino a
considerare le startup e i laboratori e centro di ricerca come il proprio team
esteso di ricerca e sviluppo esterno a cui affidarsi per scoprire nuovi modelli
di business, idee e innovazioni per accrescere la propria competitività. Ecco
perché Smau ha voluto aggiungere alla tradizionale area espositiva dedicata
alle tecnologie digitali per il business, una nuova dimensione dedicata al
mondo della ricerca e ha creato eventi come il Premio Lamarck e lo Speed
Pitching proprio per favorire le occasioni di incontro e networking e la nascita
di nuove partnership.”
A queste parole seguono quelle di Alessio Rossi, Presidente Giovani
Imprenditori Unindustria con delega alle startup e promozione
dell’imprenditoria giovanile: “L’italia è ancora indietro rispetto ad altri
paesi in termini di investimento nel capitale intellettuale ed innovativo
apportato dalle start up. Le iniziative volte a fare emergere le realtà più
interessanti, come il Premio Lamarck, sono quindi occasioni di indubbio valore
per i giovani che vogliono fare conoscere le loro idee di business e sono alla
ricerca di potenziali investitori, in particolare nel Lazio, una delle regioni
a maggiore densità di start up. Come Unindustria stiamo avviando un programma
che prevede la creazione di un portale web in cui saranno disponibili informazioni
e assistenza gratuita per chi vuole avviare una nuova impresa, la promozione
del sistema del crowdfunding e la costituzione di una rete di professionisti a
supporto delle nuove idee imprenditoriali.”
L’edizione di quest’anno è stata anche l’occasione per condividere con
imprenditori e manager le numerose eccellenze presenti nel Centro Italia
attraverso i numerosi premi che si sono svolti nei due giorni. Ed è proprio con
il Premio Innovazione Ict che si è conclusa l’edizione di quest’anno, consegnando
un riconoscimento a 6 imprese del Centro Italia che hanno fatto crescere il
proprio business con le tecnologie digitali: Omeosalusvet, della provincia di
Frosinone, Smarthelp.it di Napoli, Arena di Macerata, Roma Tpl per un progetto
realizzato in collaborazione con Vodafone, il Ministero dell’Interno per un
progetto realizzato con Consorzio Cbi e il Comune dell’Aquila.
A commento del Premio Innovazione Ict, Augusto Coriglioni, Presidente
Information Technology di Unindustria con delega alla Ricerca e Innovazione
afferma: “L’innovazione è oggi una necessità per le aziende e per la Pubblica
Amministrazione: una leva di competitività indispensabile per affrontare le
sfide attuali e future. Bisogna diffondere una nuova cultura sulle reali
potenzialità dell’It per comprendere il valore che l’utilizzo innovativo delle
tecnologie può creare. Il Premio Innovazione Ict Lazio è un’ottima iniziativa
perché contribuisce a ribadire l’importanza
dell’innovazione per la crescita e lo sviluppo. Innovare non è semplice: bisogna crederci,
avere una strategia e la volontà di investire tempo e risorse - non solo economiche -. Per questo
occorre rispondere alla crisi con strategie collettive: non è sufficiente
l’azione della singola impresa, è necessario un sistema di norme, politiche e
infrastrutture che creino un contesto che faciliti il ‘fare innovazione’”.
La mattinata di giovedì ha visto
anche la consegna dello Smau Mob App Award il premi realizzato in
collaborazione con la School of Management Politecnico di Milano e dedicato alle applicazioni mobile che ha
visto come vincitori 5 app per la categoria consumer:“La Cucina Italiana”,
Granny and the Thief, Wicabù, Rentalapp e Lightwagon e 2 app per la categoria
business: Dcut e Xaos System. Mercoledì invece è stata la giornata dedicata
alle start up che, attraverso il premio Lamarck ha celebrato le 3 startup più
innovative dell’edizione romana di Smau: Wanderio, Buzzoole e Arianna e i quattro migliori progetti di sviluppo delle
città intelligenti tra cui il Comune di Roma, Firenze, dell’Aquila e il
progetto di Roma Tpl. Nel corso dell’evento dedicato alle città intelligenti,
Paolo Testa, Direttore di Cittalia, Centro Studi Anci, nel presentare alcuni
dati sullo stato di sviluppo delle città intelligenti ha affermato che nei
prossimi tre anni la maggior parte dei progetti che i comuni intendono avviare
in tema di smart city riguarderanno le infrastrutture per la mobilità ((46,42%)
seguiti a distanza dai progetti relativi al patrimonio immobiliare(10.4%) e al
ciclo dell’acqua (8%). Dallo studio di Anci si evince che finora le città che
hanno intrapreso un cammino “smart” sono quelle di medio-grandi dimensioni per
motivi facilmente intuibili: più risorse, presenza di soggetti economici e di
ricerca, estensione del perimetro, etc,
ma l’Italia è caratterizzata da enti locali di piccole dimensioni che
dovranno trovare un loro modello di comunità intelligente e l ’obbligo di
gestione associata delle funzioni fondamentali imposto dalla Spending Review ai
piccoli Comuni potrebbe essere un’opportunità per i territori di sviluppare il
proprio percorso “smart”.
Alla premiazione ha partecipato anche Gianni Alemanno, sindaco di Roma
Capitale che, in qualità di vincitore del Premio ha affermato ” Roma ha scelto
da tempo di avviarsi su questa strada digitale, il nostro sforzo principale è
stato quello di dare un´ infrastruttura
innovativa alla città e oggi, dopo aver raggiunto importanti obiettivi
su questo fronte, tutta la nostra
concentrazione è sullo sviluppo
di Roma come smart city” . Nel concreto, aggiunge Davide Bordoni
Assessore alle Attività Produttive di Roma Capitale “Attraverso il Consorzio
per il Distretto dell’Audiovisivo e dell’Ict e il via libera del Miur alla fase
di progettazione esecutiva per i cinque progetti Smart Cities proposti
dall’amministrazione capitolina in partenariato con aziende e università, Roma
Capitale continua il suo cammino per diventare una smart city reale, in grado
di pianificare e realizzare una strategia di lungo periodo attraverso una
governance intelligente e condivisa”.
Anche Matteo Renzi, sindaco di Firenze, premiato ieri, ha voluto
commentare il riconoscimento ricevuto “Il Comune di Firenze da tempo ormai
punta sulla strada degli Open Data: tutto trasparente, online e verificabile,
per mostrare con chiarezza tutto ai cittadini. Si tratta di una ‘rivoluzione’
destinata a cambiare le regole del gioco dell´amministrazione in Italia e su
questo occorre investire sempre di più”.
Dopo Roma, il Roadshow di Smau prosegue a Padova, il 17-18 aprile,
Torino, l’8 - 9 maggio, Bologna il 5-6 giugno, per poi tornare a Milano il
23-25 ottobre.
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INAUGURATA A POVO LA SEDE DI SEMANTIC VALLEY, IL NUOVO POLO DELLA SEMANTICA |
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Trento, 25 marzo 2015 - La sede di Semantic Valley sarà uno spazio
condiviso da aziende locali e ricercatori nel mondo della semantica. E ´ stata
inaugurata ieri nell’ambito degli Ict Days – Orizzonti 2015, dall’assessore
all’industria, artigianato e commercio Alessandro Olivi, dal vice-presidente
del Consorzio Semantic Valley, Stefano Spaggiari, dal presidente del Consorzio
dei Comuni trentini Marino Simoni, dal presidente di Trento Rise Fausto
Giunchiglia e dal Ceo di Trento Rise Paolo Traverso.
I centri di ricerca trentini si sono guadagnati, negli anni, una
posizione a livello internazionale nella semantica, la disciplina che studia
come migliorare la comprensione del linguaggio naturale, ossia umano, da parte
dei computer. Ma non sono solo i centri di ricerca a lavorare in questo campo:
le aziende del settore delle tecnologie semantiche sono sempre di più e il
Consorzio della Semantic Valley ne è un esempio: il consorzio, che il quale
intende promuovere innovazione e creatività nella società e nel mercato, è
composto da diciassette società informatiche trentine che operano nel campo
delle tecnologie semantiche.
Il consorzio è una prova dell’esistenza di un ecosistema trentino
dell’innovazione già avviato. Esistenza la cui importanza è stata sottolineata
dall’assessore all’industria, artigianato e commercio Alessandro Olivi.
"In questi anni il Trentino ha investito moltissimo nella ricerca e nei
processi di innovazione per aprirsi ed essere competitivo in un contesto
internazionale. Questi investimenti sono stati considerati importanti ma non
sempre proporzionali alle ricadute concrete sul mondo delle imprese. Ma quella
dell’interconnessione, della cultura dell’alleanza fra il mondo della ricerca,
dell’università e delle imprese è la strada obbligata per quel processo di
riqualificazione e competitività dal quale trarranno vantaggio anche i
cittadini".
Soddisfazione anche da parte del presidente di Trento Rise Fausto
Giunchiglia. "Semantic Valley è l’esempio di cosa accade quando le cose
vanno bene, bene per la mission di Trento Rise. E la nostra mission è fare
innovazione, qualcosa di nuovo che crei valore. Per l’innovazione, la ricerca
rappresenta un vantaggio competitivo, così come le imprese, il territorio e
l’utente finale. Questi connubi sono la chiave per l’innovazione, che è
altamente interdisciplinare. Ecco perché penso che questo spazio abbia un
grande valore".
Naturalmente non è un caso che proprio in Trentino venga realizzato un
centro nel quale integrare gli attori della semantica. "Si è puntato sulla
semantica perché non si può fare a meno del significato delle parole e Trento è
ormai riconosciuta a livello internazionale in questo campo – ha spiegato il
Ceo di Trento Rise Paolo Traverso – Il connubio fra ricerca e aziende è
importante, ma c’è bisogno anche del territorio, perché è proprio il contatto
col territorio abbinato alla ricerca di serie A che ci contraddistingue e che
ci ha fatto riconoscere anche all’estero, ad esempio dallo European Institute
of Innovation and Technolgoy. Proprio Trento Rise può essere un catalizzatore
verso il network internazionale dell’Eit, una rete di cui le piccole e medie
imprese hanno bisogno".
"Questo è un punto di partenza per raccogliere tutte le competenze
presenti nel territorio trentino sulla semantica. – ha dichiarato il vice-presidente
del Consorzio Semantic Valley Stefano Spaggiari – Qui non ci saranno solo le
aziende del settore, ma anche l’Università degli Studi di Trento, il Consorzio
dei Comuni trentini, Trento Rise, il mondo della ricerca. Serviva un luogo
fisico, perché è la vicinanza fra le persone a fare la differenza, a permettere
di lavorare in modo sempre più integrato e a esprimere al meglio le energie del
territorio".
Da parte sua il presidente del Consorzio dei Comuni trentini, Marino
Simoni, ha sottolineato l’importanza del fatto che la ricerca arrivi al
territorio e che i risultati del suo lavoro vengano concretizzati a favore del
tessuto produttivo e della società. "Ancora troppi non sanno
dell’esistenza di centri di eccellenza qui in Trentino, proprio per questo la
ricerca deve essere un sistema vicino alle persone, non elitario: e questo si
può realizzare attraverso il dialogo fra tutti gli attori. Ecco perché oggi
inizia un percorso importante, che però non parte da zero".
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BOLZANO: TRE MUSEI ON-LINE CON UNA NUOVA VESTE |
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Bolzano, 25 marzo 2013 - Il Museo degli usi e costumi a Teodone, il
Museo del vino a Caldaro e il Museo della caccia e della pesca Castel
Wolfsthurn a Mareta aprono la nuova stagione museale proponendo tre pagine web
completamente rinnovate, on-line da ieri: http://www.museo-etnografico.it/
http://www.wolfsthurn.it/ e http://www.museo-del-vino.it/
Compatti, accessibili e fruibili a un primo sguardo: così si presentano
i nuovi siti web, on-line da poco, del Museo provinciale degli usi e costumi a
Teodone, del Museo provinciale della caccia e della pesca Castel Wolfsthurn a
Mareta e del Museo provinciale del vino a Caldaro. I siti sono richiamabili
agli indirizzi:
http://www.Museo-etnografico.it/ http://www.Wolfsthurn.it/ e
http://www.Museo-del-vino.it/
Le pagine web, completamente rinnovate da un punto di vista grafico,
offrono le più importanti informazioni per una visita al museo ben riuscita,
oltre a segnalare proposte e manifestazioni continuamente aggiornate. Le nuove
pagine sono anche disponibili in versione mobile per smartphone e tablet.
"Sono sempre di più i visitatori che utilizzano terminali mobili
per informarsi e pianificare la propria visita al museo. Per questo, realizzare
una versione mobile dei nuovi siti ci stava particolarmente a cuore,"
spiega la direttrice dei tre musei Alexandra Untersulzner. "Chi invece
voglia andare ancora più a fondo nella conoscenza dei musei, troverà quanto
cerca nella versione completa, dove visitatrici e visitatori possono rovistare
nella banca dati degli oggetti espositivi. Di particolare interesse sono le
collezioni di fotografie storiche di Hugo Atzwanger e Erika
Groth-schmachtenberger."
Ulteriori informazioni sul Museo provinciale degli usi e costumi, sul
Museo provinciale della caccia e della pesca Castel Wolfsthurn e sul Museo
provinciale del vino sono disponibili al numero telefonico 0474 552087.
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UE: I BILANCI DELL´ISTRUZIONE SOTTO PRESSIONE NEGLI STATI MEMBRI |
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Bruxelles, 25 marzo 2013 - L´investimento nell´istruzione si è ridotto
in otto dei venticinque Stati membri esaminati in uno studio realizzato a cura della Commissione europea
sull´impatto che la crisi ha avuto sui bilanci dell´istruzione a partire dal
2010. Tagli superiori al 5% sono stati apportati in Grecia, Ungheria , Italia ,
Lituania e Portogallo, mentre in Estonia, Polonia , Spagna e Regno Unito
(Scozia) si è registrato un calo dall´1 al 5%. Cinque Stati membri però hanno
aumentato la loro spesa per l´istruzione di più dell´1%: Austria, Danimarca,
Lussemburgo, Malta e Svezia, e anche la regione germanofona del Belgio. La
Germania e i Paesi Bassi non hanno fornito dati per il periodo successivo al
2010.
Le tendenze della spesa variano in altri Stati membri, alcuni dei quali
aumentano il loro bilancio un anno e lo riducono l´anno successivo o viceversa.
Il Belgio (comunità francofona), Cipro, la Lettonia, la Finlandia, la Francia,
l´Irlanda, la Slovenia e il Regno Unito (Galles), nonché la Croazia in via di
adesione all´Unione europea, hanno aumentato il loro bilancio per l´istruzione
nel periodo 2010-2011, ma lo hanno ridotto nel 2011-2012. Il contrario è
avvenuto in Bulgaria, Repubblica ceca, Romania e Slovacchia, dove si sono
registrati tagli al bilancio dell´istruzione nel 2010-2011 ma aumenti nel
periodo successivo. La comunità fiamminga del Belgio ha mantenuto stabile il
proprio bilancio in entrambi gli anni.
"Sono tempi difficili per le finanze nazionali ma abbiamo bisogno
di un approccio coerente in tema di investimenti pubblici nell´istruzione e
nella formazione poiché questa è la chiave per il futuro dei nostri giovani e
per la ripresa di un´economia sostenibile nel lungo periodo. Se gli Stati
membri non investono adeguatamente nella modernizzazione dell´istruzione e delle
abilità ci troveremo sempre più arretrati rispetto ai nostri concorrenti
globali e avremo difficoltà ad affrontare il problema della disoccupazione
giovanile", ha affermato Androulla Vassiliou, commissario europeo
responsabile per l´istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù.
Lo studio ha analizzato i finanziamenti destinati a tutti i livelli
dell´istruzione, dal pre-primario al terziario, in 35 sistemi educativi
nazionali e regionali. Ne è emerso che, nel 2011 e 2012, gli stipendi e le
indennità degli insegnanti sono stati ridotti o congelati in 11 paesi
(Bulgaria, Croazia, Estonia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia,
Lituania, Portogallo e Spagna). La retribuzione degli insegnanti incide per più
del 70% sui bilanci dell´istruzione.
I tagli hanno anche prodotto riduzioni nel numero del personale docente
in dieci Stati (Bulgaria, Cipro, Estonia, Francia, Italia, Lettonia, Lituania,
Portogallo, Romania e Regno Unito). Oltre all´impatto della crisi, all´origine
dei tagli di personale vi è anche la riduzione del numero degli studenti. Una
nota positiva è data dal fatto che i finanziamenti per la formazione degli
insegnanti sono aumenti in diciotto paesi europei, il che rappresenta uno
sviluppo significativo considerata la correlazione tra la qualità
dell´insegnamento e i risultati degli studenti.
Nel 2011 e 2012 il sostegno pubblico ai discenti in forma di borse,
prestiti e assegni familiari non è stato ritoccato nella maggior parte dei
paesi. Otto Stati membri (Austria, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia,
Lituania, Lussemburgo e Portogallo) offrono un sostegno finanziario specifico
ai disoccupati o alle persone scarsamente qualificate affinché migliorino o
aggiornino le loro abilità. Nella maggior parte dei casi questi investimenti
sono cofinanziati dal Fondo sociale europeo.
Contesto
Lo studio, intitolato ´Funding of Education in Europe: The Impact of
the Economic Crisis´ (Finanziamento dell´istruzione in Europa: l´impatto della
crisi economica), ha esaminato in particolare:
• il contesto economico
• la spesa pubblica e
l´evoluzione dei bilanci nazionali nel campo dell´istruzione
• le tendenze per quanto
concerne il finanziamento del personale (stipendi e indennità)
• i bilanci nazionali per le
infrastrutture educative e i sistemi di sostegno
• le più recenti tendenze in
tema di finanziamento e i cambiamenti intervenuti nelle politiche nazionali per
quanto concerne il sostegno finanziario ai discenti.
L´analisi ha interessato Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro,
Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia,
Ungheria, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta,
Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia,
Spagna, Svezia, Turchia e Regno Unito. La Germania e i Paesi Bassi non hanno
fornito dati per il periodo 2010-2012. Per il Regno Unito sono disponibili dati
relativamente alla Scozia e al Galles ma non all´Inghilterra e all´Irlanda del
Nord.
Eurydice
Lo studio è stato prodotto per la Commissione dalla rete Eurydice che
consiste di 40 unità nazionali basate in 36 paesi (i 27 Stati membri dell´Ue,
Svizzera, Liechtenstein, Norvegia, e Islanda in qualità di membri
dell´Associazione europea di libero scambio (Efta), Turchia, Croazia, Serbia,
Montenegro e l´ex Repubblica iugoslava di Macedonia). Eurydice è coordinata
dall´Agenzia esecutiva per l´istruzione, gli audiovisivi e la cultura dell´Ue.
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UN´EUREGIO CHE DIA LAVORO AI GIOVANI: DAL TRENTINO IL VIA AL "FESTIVAL DELLA GIOVENTÙ" |
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Trento, 25 marzo 2013 - Quali
opportunità di lavoro può offrire l´Euregio? Ne stanno discutendo un centinaio
di giovani tra i 16 e i 19 anni frequentanti scuole superiori del Tirolo,
dell´Alto Adige e del Trentino in occasione del secondo Festival della gioventù
promosso dal Gect Euregio che ha preso ufficialmente il via ieri con un
incontro alla Villa Bortolazzi ad Acquaviva. Ad accogliere i giovani, a nome
del governo provinciale, l´assessore Ugo Rossi.
Dopo aver discusso, lo scorso anno alla prima edizione del Festival, di
"Europa e integrazione" è dunque il tema del lavoro dei giovani il
tema sul quale sono chiamati quest´anno a confrontarsi i giovani dell´Euregio.
Lo faranno nel corso di una tre giorni itinerante tra Trento, Rovereto,
Bressanone e Hall in Tirolo che offrirà spunti tematici, workshops in mini
gruppi, dibattiti con esperti nonché un ricco programma di attività collaterali
per poter far riflettere i giovani su questo importante tema che riguarda il
loro futuro.
A dare loro il benvenuto, ieri sera ad Acquaviva, sono stati
l´assessore Ugo Rossi e Graziano Molon di Trentino Sprint. Nel desolante
panorama europeo che vede in alcuni paesi, Italia in particolare, una
disoccupazione giovanile a due cifre, l´Euregione - è stato detto - riesce
ancora ad offrire opportunità di lavoro, ma per trovarle i giovani devono
essere orientati e formati su come il lavoro va cercato. Un compito, questo,
che spetta alle istituzioni pubbliche, che devono però saper ascoltare i
giovani, fare proprie le loro domande, farsi interpreti delle loro esigenze.
Ecco perchè tra gli interlocutori invitati al Festival compaiono, durante la
tappa trentina (oggi a Rovereto), Antonietta Tomasulo di Trentino Sviluppo e
Carlo Borzaga dell´Università di Trento, chiamati a parlare, confrontandosi poi
con loro, di quali progetti si dovrebbero promuovere nell´Euregio per aiutare i
giovani nella ricerca di lavoro, e di cosa dovrebbe offrire di più l´istruzione
attuale per prepararli al mondo del lavoro.
Domani a Bressanone si parlerà invece di "Prospettive di lavoro
per i giovani nell´ambito dei ‘Green jobs´" e di progetti Interreg per uno
sviluppo sostenibile, mentre sabato ad Hall in Tirolo, dopo la presentazione
degli esiti delle precedenti due giornate, si terrà la Fiera del lavoro
giovanile nell´Euregio, con i rappresentanti di alcune Agenzie del lavoro che
forniranno ai ragazzi gli strumenti pratici per cercare lavoro e con una tavola
rotonda con personalità rilevanti del mondo imprenditoriale del Tirolo.
Il Festival, quindi, vuole proporre ai ragazzi (selezionati in base al
miglior andamento scolastico) un approfondimento tecnico sul lavoro giovanile
che non escluda, però, anche degli spazi di divertimento con la visita
culturale delle tre città toccate (oggi è in programma una visita al Mart) da
un Festival che non offre solo l´occasione di uno scambio culturale e
informativo tra coetanei ma anche la possibilità di allacciare amicizie oltre
confine.
"Da molti anni non c´è più un confine al Brennero - ha esordito
l´assessore Rossi portando ieri sera il proprio saluto ai giovani del Gect
(Gruppo Europeo per la Collaborazione Transfrontaliera) Euregio - e da qualche
anno, assieme ad Alto Adige e Tirolo, la Provincia autonoma di Trento sta
portando avanti il progetto di una euroregione alpina. I nostri territori hanno
molte cose in comune, non solo la storia, e noi pensiamo che l´Euregio possa
essere uno strumento utile per i nostri giovani e per difendere gli interessi
comuni ai nostri tre territori. Come responsabili delle amministrazioni
dobbiamo mettervi nelle condizioni di utilizzare al meglio queste opportunitá.
Tutti i nostri territori devono fare di più anche per mettervi nelle condizioni
di conoscervi meglio, ad iniziare dall´apprendimento delle lingue. Queste sono
giornate che ci devono stimolare a capire quelle che sono le vostre esigenze e
le vostre speranze, affinchè queste diventino per noi un impegno. Noi politici
- ha concluso Rossi, strappando l´applauso ai giovani - abbiamo però talvolta
un punto di vista che non coincide con il vostro, aiutateci dunque a fare norme
che tengano conto anche del vostro modo di vedere le cose".
Un modo intelligente di guardare al futuro, in ogni caso, non può che
passare attraverso le lingue. Lo ha detto chiaramente, alternando italiano e
tedesco, Graziano Molon di Trentino Sprint, la struttura creata per favorire
l´internazionalizzazione delle nostre imprese: "Voi fate parte di una
generazione che dovrà essere "internazionale"; queste occasioni di
incontro sono importanti per conoscervi e per cercare di comprendere quali
possono essere le strade nuove, originali e diverse che aprono le possibilità
lavorative. Essere bilingui però non basta - ha avvertito Molon - oggi occorre
saper parlare anche in francese, spagnolo, inglese, cinese, arabo e
russo".
Ieri, per volere dell´Onu, era la "Giornata mondiale della
Felicità", se ne sono accorti in pochi ma a vedere questi giovani
dell´Euregio dei quali non si distingueva l´appartenenza territoriale -
trentini, altoatesini o tirolesi? - veniva spontaneo pensare che sì, un´Europa
felice, forse è possibile.
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TERMINATA LA CORREZIONE DELLE PROVE SCRITTE AL CONCORSO PER GLI INSEGNANTI IN TRENTINO SPERIMENTATO UN NUOVO SISTEMA DI LETTURA OTTICA DEI RISULTATI DELLE PROVE |
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Trento, 25 marzo 2013 - Conclusa
la fase delle prime correzioni delle prove scritte del concorso ordinario per
il personale docente per 93 posti su 9 classi di concorso individuate in base
al fabbisogno reale per il prossimo triennio. Martedì 26 marzo presso l’Aula A1
del Palazzo istruzione si svolgerà in seduta pubblica l’abbinamento dei
risultati alle schede dei candidati che hanno sostenuto la prova e saranno
sorteggiate le lettere per l’ordine alfabetico di svolgimento delle prove orali
e delle prove di laboratorio e pratiche.
Terminate le prime correzioni delle prove scritte del concorso pubblico
straordinario per titoli ed esami per la copertura di n. 93 cattedre per
l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente delle scuole secondarie
provinciali a carattere statale di primo e di secondo grado (deliberazione
della Giunta provinciale 5 ottobre 2012, n. 2146). Dopo aver positivamente
sperimentato un innovativo sistema di riconoscimento dei candidati tramite
lettura ottica della tessera sanitaria, che ha permesso di abbattere i tempi di
identificazione ed attesa e di garantire l’avvio delle prove subito dopo il
rilascio del plico telematico da parte del Ministero, sono ora terminati i
lavori di correzione di alcune commissioni di esame. Nell’ottica di un concorso
con la garanzia della massima trasparenza e dell’anonimato la Provincia ha
altresì sperimentato un nuovo sistema di lettura ottica dei risultati delle
prove. Dopo una prima fase di lettura in forma anonima dei codici a barre -
apposti sulle tracce risposta dagli stessi candidati - e delle correlate
votazioni riportate, si provvede in seduta pubblica, all’abbinamento delle
votazioni alle schede anagrafiche compilate dai candidati e la cui custodia è
stata affidata al Comando Carabinieri di Trento. Il 26 marzo, presso l’Aula A1
del Palazzo istruzione si svolgerà dunque, in seduta pubblica, l’abbinamento
dei risultati alle schede anagrafiche: durante le sedute saranno altresì
sorteggiate le lettere per determinare l’ordine alfabetico di svolgimento delle
prove orali e delle prove di laboratorio e pratiche.
Calendario e sedi delle operazioni sono comunque resi noti mediante
avviso sul portale tematico della scuola trentina.
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INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER "BORSE DI STUDIO INTERNAZIONALI MARIE CURIE PER RICERCATORI CHE SI RECANO ALL´ESTERO PER LO SVILUPPO DELLA CARRIERA" |
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Bruxelles, 25 marzo 2013 - La
Commissione europea ha pubblicato un invito a presentare proposte per le
"Borse di studio internazionali Marie Curie per ricercatori che si recano
all´estero per lo sviluppo della carriera".
Descritta nell´ambito del programma di lavoro "Persone" 2013,
questa iniziativa ha lo scopo di rinforzare la dimensione internazionale delle
carriere dei ricercatori europei. Fornisce loro l´opportunità di ricevere una
formazione e acquisire nuove conoscenze con un´esperienza di uno o due anni in
un´organizzazione di ricerca di alto livello in un altro paese terzo, dopo di
che questi ricercatori ritorneranno e useranno le conoscenze e le esperienze
acquisite in uno Stato membro o in un paese associato.
I singoli ricercatori, accanto alle organizzazioni che li ospitano in
uno Stato membro o in un paese associato, dovranno presentare un progetto di
formazione alla ricerca coerente per tutta la durata del contratto. La borsa di
studio dovrà essere parte di un piano di sviluppo della carriera personale
strutturato e a lungo termine che sia coerente con i risultati passati e che
definisca in modo chiaro gli obiettivi futuri del ricercatore.
Per leggere l´annuncio ufficiale dell´invito, consultare: Portale dei
partecipanti
http://ec.Europa.eu/research/participants/portal/page/call_fp7;efp7_session_id=43kprp9l0hbskfmh83rmp02flhvdgtwhggbssh1gh358vvg9v3zy!1683559056?callidentifier=fp7-people-2013-iof&specificprogram=people#wlp_call_fp7
Per vedere le richieste di partenariato per questo invito, consultare:
Servizio Partner di Cordis
https://cordis.Europa.eu/partners/web/guest/calls
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INVITO A PRESENTARE PROPOSTE PER LE "BORSE DI STUDIO INTERNAZIONALI MARIE CURIE PER RICERCATORI PROVENIENTI DALL´ESTERO (IIF)" |
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Bruxelles, 25 marzo 2013 - La
Commissione europea ha pubblicato un invito a presentare proposte per le
"Borse di studio internazionali Marie Curie per ricercatori provenienti
dall´estero (Iif)".
Questo invito a presentare proposte ha lo scopo di incoraggiare la
cooperazione dei ricercatori degli Stati membri e dei paesi associati con i
colleghi di altri paesi terzi. L´obiettivo principale è rinforzare l´eccellenza
di ricerca degli Stati membri e dei paesi associati attraverso la condivisione
del sapere con un progetto di ricerca in Europa e di sviluppare una
cooperazione di ricerca reciprocamente vantaggiosa con altri paesi terzi.
Questi progetti internazionali costituiranno nuclei per future
relazioni di ricerca a livello internazionale. Tutti i campi della ricerca di
interesse per l´Unione europea sono eleggibili per il finanziamento, ad
eccezione di quelli coperti dal Trattato Euratom.
Per leggere l´annuncio ufficiale dell´invito, consultare: Portale dei
partecipanti
http://ec.Europa.eu/research/participants/portal/page/call_fp7?callidentifier=fp7-people-2013-iif&specificprogram=people#wlp_call_fp7
Per vedere le richieste di partenariato per questo invito, consultare:
Servizio Partner di Cordis
https://cordis.Europa.eu/partners/web/guest/calls
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L’APPRENDIMENTO DEVE ESSERE ANCHE VISIBILE PER GLI ALTRI INAUGURATA PRESSO IL CENTRO FORMAZIONE INSEGNANTI DI ROVERETO L’AREA DI DOCUMENTAZIONE PEDAGOGICA |
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Trento, 25 marzo 2013 - Un passaggio importante anche verso l’avvio
concreto del nuovo Iprase, dopo la nomina del comitato tecnico-scientifico, del
presidente dello stesso e dell’imminente nomina del direttore: oggi pomeriggio,
è stata inaugurata a Palazzo Todeschi a Rovereto la prima Area di
Documentazione Pedagogica, alla presenza dell’assessore provinciale
all´istruzione allo sport, Marta
Dalmaso, di quello all’istruzione del Comune di Rovereto, Giovanna Sirotti, del
presidente del nuovo Iprase, Italo Fiorin, e di Luciano Covi, attuale direttore
del Centro Formazione Insegnanti di Rovereto. Un intero piano-terra già pronto
e arredato per accogliere la documentazione delle buone pratiche dalle scuole,
perché, come ha spiegato nella sua brillante “lezione” davanti a più di cento
insegnanti, Steve Seidel, della Harvard Graduate School of Education, è davvero
molto importante che ci sia “La visibilità dei processi di studio di
apprendimento”.
La curiosità era certamente per i locali al piano-terra di Palazzo
Todeschi, a Rovereto, dove ha già preso “corpo” la prima Area di documentazione
pedagogica in Trentino, in attesa che le scuole innanzitutto facciano riempire
gli scaffali di materiale (libri, cd, dvd e quant’altro) sulle buone pratiche
di insegnamento e apprendimento. Ma l’aspettativa maggiore degli oltre cento
insegnanti che si sono presentati puntuali all’appuntamento era per il
Seminario di studio che il centro Formazione Insegnanti ha organizzato per
affiancare l’iniziativa con Steve Seidel, direttore di Facoltà, Arts in
education, ricercatore senior, Project Zero Harvard Graduate School of
Education.
Molto seguita la sua “lezione” coinvolgente, durante la quale, per
parlare di visibilità dei processi di studio di apprendimento, ha subito
rilanciato la palla agli insegnanti partecipanti ponendoli di fronte a queste
domande secche, che ha lasciato fisse sul video per tutto il tempo: Dove
avviene l’apprendimento? Puoi vederlo? È visibile? Se si, dove e quando lo puoi
vedere? E se non è visibile, dove si verifica? E quali sono le implicazioni
rispetto alle nostre domande per l’organizzazione delle classi e delle scuole?
Domande per nulla retoriche, perché Steve Seidel ha interrotto la sua
relazione chiedendo ai presenti di andare indietro nel tempo e provare a
ricordare l’incipit del proprio apprendimento, chi ha contato nella propria
esperienza? E come? Rumore in sala e poi tante testimonianze di esperienze
anche negative con i propri insegnanti, dalle quali però sono scaturiti – per
influsso di genitori o altre coincidenze - dei percorsi comunque positivi di
apprendimento.
Quanto all’Area di documentazione pedagogica, l’assessore provinciale
all’istruzione, Marta Dalmaso, ha parlato di “momento importante preparato da
tempo perché troppe volte nelle scuole si lavora, si fanno esperienze
importanti e iniziative significative e non ne resta traccia se non nella
scuola in cui si vivono. Questo Centro di documentazione ha lo scopo di far
diventare patrimonio comune tutta questa ricchezza, conoscere, comunicare con
altri docenti, mettere in comune del materiale e rifletterci su. Pensavamo al
Centro di Rovereto come alla Casa degli insegnanti e ancora di più immaginiamo
il nuovo Iprase con questa opportunità in più per la crescita della scuola”.
Luciano Covi, direttore del Centro, ha parlato dell’Area come di “luogo
fisico e virtuale” che ha messo insieme la raccolta di materiali della
biblioteca magistrale aggiornati e arricchiti da quelli delle attività di
formazione del Centro e dell’Iprase; repertorio di materiale di buone pratiche
didattiche dalle scuole; documentazione per riflettere e migliorare
l’apprendimento, con l’obiettivo di creare delle comunità di pratiche nelle
quali i docenti possano scambiari le pratiche ma anche le proprie riflessioni
su di esse.
Giovanna Sirotti, assessore comunale all’Istruzione, ha parlato di
giornata davvero primaverile e propizia per lo sviluppo della formazione a
Rovereto e in tutta la scuola trentina, sia per l’iniziativa odierna sia per la
scelta della Provincia di unificare di nuovo la ricerca con la formazione e la
sperimentazione e lasciare la sede a Rovereto in locali storici prestigiosi.
Sulla “Casa degli insegnanti” e sull’importanza della documentazione anche
per il nuovo Iprase e di un luogo anche simbolico come l’Area di documentazione
pedagogica, ha insistito Italo Fiorin, nel suo saluto iniziale come presidente
appena nominato del comitato tecnico-scientifico dell’Iprase.
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BOLZANO: FIRMATO DALLA PROVINCIA UN PROTOCOLLO D´INTESA PER PREVENIRE L´ABBANDONO SCOLASTICO |
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Bolzano, 25 marzo 2013 -
Recentemente è stato firmato un protocollo d’intesa per prevenire l’abbandono
scolastico (drop out) nella scuola dell’obbligo che coinvolge la Provincia, la
Procura presso il Tribunale per i Minorenni ed una serie di enti e servizi che prevede
azioni programmate e condivise per evitare l’abbandono scolastico.
Già da due anni la città di Bolzano dispone di esperienze positive
operando fermamente nei confronti di alunni che frequentano la scuola in
maniera discontinua. Su iniziativa della Procura presso il Tribunale per i
Minorenni la città ha firmato un protocollo d´intesa con l´Azienda servizi
sociali di Bolzano, l´Intendenza scolastica e la Questura.
In base a questo protocollo d´intesa le scuole sul territorio di
Bolzano hanno uniformato il loro modo di procedere contro le assenze
ingiustificate dalle lezioni, ottenendo i primi risultati positivi. Sulla base
di quanto ottenuto nel capoluogo si vuole ora estendere il protocollo d´intesa
su tutto il territorio provinciale.
Per questo motivo è stato firmato recentemente un protocollo d´intesa
che mira a porre fine al fenomeno del drop out scolastico che vede l´attivo
coinvolgimento della Provincia, della Procura presso il Tribunale per i
Minorenni e di una serie di enti e servizi direttamente coinvolti in questa
problematica.
Il protocollo, che prevede azioni programmate e condivise per evitare
l´abbandono scolastico, è stato firmato, in rappresentanza dei servizi sociali,
dall´assessore alle politiche sociali Richard Theiner, da Antonella Fava,
procuratore presso il Tribunale per i Minorenni, Arno Kompatscher, presidente
del Consorzio dei Comuni, dagli intendenti scolastici Peter Höllrigl, Nicoletta
Minnei e Roland Verra, nonché dal Comandante provinciale dell´Arma dei
Carabinieri, Giuliano Polito e dal Questore di Bolzano.
Il testo del protocollo d´intesa a livello provinciale prevede chiare
procedure da seguire nei casi di minori non iscritti a scuola pur essendo in
obbligo scolastico, nel caso di frequenza discontinua delle lezioni e di
assenze per lunghi periodi.
Per le famiglie in carico al Servizio sociale la Procura presso il
Tribunale per i Minorenni valuterà caso per caso l´iter da seguire insieme con
il Servizio Sociale. Le altre famiglie verranno contattate dalla Procura presso
il Tribunale per i Minorenni stessa o dalle locali forze di Polizia.
Se la famiglia respinge la collaborazione con la scuola, il direttore
informerà il procuratore. Anche in questo caso verranno attivati il Servizio
sociale, la Procura presso il Tribunale per i Minori e le locali forze di Polizia,
contattando la famiglia ed adottando misure concrete. L´esito degli interventi
intrapresi verrà verificato regolarmente. Ogni scuola designerà un referente
che garantirà lo scambio di informazioni tra tutti gli uffici ed i servizi
coinvolti.
Oltre alle procedure stabilite nel protocollo d´intesa i rappresentanti
degli uffici, dei servizi e delle istituzioni si impegnano a promuovere azioni
programmate e condivise, tra cui anche percorsi scolastici individualizzati,
affiancamenti individualizzati e l´organizzazione di attività pomeridiane per
migliorare il rendimento scolastico e la sensibilizzazione delle famiglie.
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SORBOLO, LA BIODIVERSITÀ UNISCE LE GENERAZIONI IL VICEPRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI PARMA FERRARI INCONTRA GLI ALUNNI DELLA PRIMARIA. DONATE ALL’ORTO DELLA SCUOLA COLTIVATO DAI VOLONTARI AUSER 19 PIANTE DA FRUTTO DI ANTICHE VARIETÀ |
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Parma, 25 marzo 2013- Un amico che accompagna nella crescita, che gioca a
palla, che è felice se è utile. Sono tante le immagini dell’albero riflesse
nelle poesie e nel racconto letto oggi da alunne e alunni della 2° e 3° C della
scuola primaria di Sorbolo. L’occasione di ascoltare le loro parole si è avuta
nell’incontro promosso da Provincia, Comune e Auser al Centro civico di via
Gruppini. L’oggetto era l’albero perché la Provincia, nell’ambito della
campagna lanciata a fine anno per l’affido di piante da frutto della
biodiversità parmense, ha donato ben 19 varietà di piante di frutta
antica che saranno impiantate in quella che ormai è diventata una vera e propria
fattoria ovvero “Casa Anzolla”, gestita dai volontari Auser e divenuta aula
didattica all’aperto per i piccoli studenti.
All’incontro al Centro civico ci si chiama per nome: il sindaco è
semplicemente Angela (Zanichelli), così come Rita ( Buzzi) l’assessore comunale
alla scuola, senza la quale niente sarebbe stato possibile, e Michelina (Veroni)
la presidente dell’Auser ideatrice dell’esperienza che si sta conducendo. Con
loro gli “ospiti” il vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari
accompagnato da Lia Mofroni dell’assessorato provinciale all’Agricoltura che
racconta il progetto e Mariuccia Silva vicepresidente dell’Auser di Parma che
sottolinea il fatto che quello che si sta facendo a Sorbolo è unico.
“Siamo qui per ascoltare” dice a tutti Angela Zanichelli mentre
parla ai bambini e Ferrari ricorda che oggi, proprio oggi, “non è solo il
primo giorno di primavera ma anche la giornata internazionale delle foreste e
dell’albero”. Una coincidenza fortunata se si calcola che dopo un’ora si
andrà a Casa Anzolla dove avverrà la consegna degli alberi da frutto e si
consumerà la meravigliosa merenda preparata dai volontari dell’Auser. Prima
ancora però ci sono le letture dei bambini che declamano le loro poesie e
leggono insieme, una frase ciascuno, un racconto sull’albero. Ci sono anche le
maestre Lorenza Ramazzotti, che spiega il “miracolo” dell’Orto in cui si cresce
culturalmente insieme agli ortaggi, Dora Compagni, Franca Fraietta e Stefania
Rossi. Ci sono soprattutto i volontari dell’Auser che non smettono di darsi da
fare, di parlare con i bambini che a loro svolta non smettono di chiedere.
L’immagine finale, alla consegna delle piante, mostra l’eccezionale e
davvero poco consueto momento di grande socialità fra generazioni, una comunità
in cui quelli un po’ più grandi dedicano tempo ai piccoli insegnando loro qual è
il giusto rapporto con la terra, l’equilibrato rapporto con il cibo. E quanto
sia importante conservare ciò che si sta estinguendo come il biricoccolo, la
susina cuore, il pero virgolato, il melo ruggine, alcune delle piante da frutto
della biodiversità parmense date in affido dalla Provincia al Comune di Sorbolo
e all’Auser.
A dimora nell’Orto della scuola, queste stupende varietà continueranno la
loro vita arricchendo lo straordinario patrimonio vegetale che altrimenti
andrebbe via via perduto.
La campagna della Provincia per l’affido di piante da frutto della
biodiversità parmense
500 piante da frutto della biodiversità parmense moltiplicate dal vivaio
forestale di Ponte Scodogna e offerte in affido dalla Provincia di Parma a
scuole, enti locali, associazioni, agricoltori custodi, aziende agricole.Ha
avuto ottimi riscontri il progetto creato dall’Ente per diffondere sul
territorio varietà della biodiversità parmense al punto che non si è riusciti a
soddisfare tutte le richieste pervenute. La precedenza per la consegna
delle piante è stata data a scuole, enti e associazioni che realizzano attività
legate alla conservazione, divulgazione e valorizzazione della biodiversità in
agricoltura, e a seguire alle Amministrazioni che svolgano sempre attività di
conservazione e divulgazione e agli agricoltori custodi.
Le piante sono state consegnate a fine anno e nella gestione della
assegnazione sono state considerate le preferenze indicate in domanda. Tra le
più gettonate la ciliegia Giambella, il Biricoccolo, la mela Ruggine, la susina
Zucchella.
La Provincia ha anche messo a disposizione uno specifico incontro di
approfondimento dedicato all’impianto e coltivazione di piante da frutto della
biodiversità svoltosi presso il vivaio Scodogna. |
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BOLZANO: SEDUTA DELLA COMMISSIONE PROVINCIALE PER L´EDILIZIA SCOLASTICA |
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Bolzano, 25 marzo 2013 - La Commissione provinciale per l’edilizia scolastica, riunitasi nei
giorni scorsi, ha approvato l’esecuzione di una serie di progetti per una spesa
complessiva che supera i dieci milioni di euro.
Ammonta a 7,38 milioni di euro la spesa complessiva
messa a disposizione dalla Provincia per il finanziamento di sette progetti di
edilizia scolastica in altrettanti Comuni altoatesini.
La maggior parte di questa somma riguarda la
realizzazione nel capoluogo di due progetti riguardanti rispettivamente la sede
dell´Istituto musicale tedesco e ladino in vicolo Francescani per un
ammontare di 2,52 milioni di euro e l´acquisto di un immobile in via Bari
per la costruzione di una scuola elementare per un ammontare di 2,53 milioni di
euro.
Gli altri progetti approvati dalla Commissione per
l´edilizia scolastica riguardano la ristrutturazione degli impianti per lo
sport scolastico a Silandro (poco meno di 12 milione di euro), l´adeguamento
dell´edificio scolastico di Meltina alle nuove direttive in materia di edilizia
scolastica, l´ampliamento della mensa della scuola elementare di Bronzolo,
l´ampliamento della scuola elementare nel Comune di Perca e la ristrutturazione
della scuola elementare e della palestra a San Giacomo in Valle Aurina.
Per quanto riguarda il settore degli asili sono stati
approvati 3 progetti per circa 3 milioni di euro. Nel corso del 2013 la
Provincia stanzierà quindi 1,36 milioni di euro per l´acquisto di un
terreno in via Bari a Bolzano dove, oltre alla nuova scuola elementare, sorgerà
un nuovo asilo. È stato quindi destinato poco meno di un milione di euro per la
ristrutturazione dell´asilo di Nova Levante e 650.00 euro per il risanamento
dell´asilo di San Valentino nel Comune di Curon.
La Commissione ha inoltre approvato l´inserimento nel
programma provinciale di edilizia scolastica di alcuni progetti come, ad
esempio, la costruzione di un impianto per lo sport sul ghiaccio nel centro
scolastico di Brunico e la creazione di un asilo di lingua tedesca a Bronzolo,
nonché l´ampliamento dell´asilo di Marlengo.
La Commissione, presieduta dal presidente della
Provincia, Luis Durnwalder, è composta da Peter Höllrigl, Josef March, Johann
Parigger, Carlo Pomaro, Martin Steinmann, Arno Kompatscher ed Alexandra
Erlacher.
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AMBIENTE: LA COMMISSIONE EUROPEA PROPONE UN RICORSO CONTRO IL BELGIO PER IL MANCATO TRATTAMENTO DELLE ACQUE REFLUE URBANE |
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Bruxelles, 25 marzo 2013 - La Commissione europea è preoccupata che il
Belgio non protegge la sua popolazione dagli effetti di acque reflue urbane non
trattate. Nonostante i solleciti precedenti della Commissione, un certo numero
di città del Belgio ancora non sono conformi alle norme Ue. Lo scarico non
trattate di rifiuti urbani sono una minaccia per la salute umana e per
l´ambiente. Pertanto, su raccomandazione del commissario europeo per l´Ambiente
Janez Potočnik, la Commissione fa riferimento il Belgio alla Corte di giustizia
dell´Unione europea, al fine di incoraggiarli ad adottare un´azione più rapida
in questo settore.
Ai sensi della direttiva 1991 gli Stati membri dell´Unione europea
erano tenuti a recepire entro il 31 dicembre 2005, una raccolta delle acque
reflue urbane negli agglomerati di 2 000 a 15 000 abitanti. Essi devono inoltre
garantire che i sistemi di raccolta delle acque che entrano sono oggetto di un
trattamento "secondario" per rimuovere gli inquinanti prima dello
scarico in mare o di acqua dolce. Il c ommissione aveva sollevato la questione
del rispetto della normativa da parte del Belgio per la prima volta nel 2007 ed
è stato successivamente inviato una lettera di diffida a tale Stato membro nel
2009. Questa lettera è stata seguita nel 2011 da un parere motivato indicante
che 67 piccoli insediamenti di Vallonia e le Fiandre non sono stati ancora
collegati ad un sistema fognario adeguato e 116 piccole città in queste regioni
non hanno impianti di trattamento secondario .
D ince, la situazione è un po ´migliorata, secondo le ultime
informazioni a disposizione della c ommissione, 4 città della Regione fiamminga
e 33 città della regione della Vallonia non soddisfano i requisiti della
direttiva. T uttavia, come previsioni attuali, la conformità non sarà
completata fino al 2015, dieci anni dopo la scadenza. Questo è il motivo per il
c ommissione di cui il Belgio alla c la nostra giustizia.
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TERREMOTO/ABRUZZO: CHIODI, RICOSTRUZIONE INIZIATA DAL GIORNO DOPO NELL´INCONTRO CON BARCA AUGURA L´AVVIO NEI CENTRI STORICI |
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L´aquila, 25 marzo 2013 - "E´ un momento significativo questo per i
processi di ricostruzione ma non dimentichiamo che, di fatto, la ricostruzione
è iniziata il giorno dopo il terremoto del 6 aprile 2009". Con queste
parole il Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, è intervenuto questa
mattina all´incontro previsto all´Aquila alla presenza del Ministro per la
coesione territoriale Fabrizio Barca per suggellare l´avvio a pieno regime
della ricostruzione. "In qualità di Commissario delegato, in due anni e
mezzo di mandato, mi sono occupato del difficile compito di chiudere
l´emergenza post-sisma, di avviare la ricostruzione fuori dai centri storici e
di porre le basi a quella dei centri storici. L´impegno profuso ha consentito a
tutti coloro i quali avevano le proprie abitazioni distrutte di avere un tetto
sicuro e confortevole, agli studenti di avere spazi adeguati per tornare a
scuola nell´aquilano, agli imprenditori e ai professionisti di ricostruire le
proprie aziende e studi. Tutto ciò ha evitato, sino ad oggi, lo spopolamento
del capoluogo d´Abruzzo. Un lavoro importante per il quale devo ringraziare
Gianni Letta qui presente ? ha proseguito Chiodi - per il supporto che ci ha
dato in quegli anni, ricordando, tra i moltissimi problemi di cui si è
occupato, la vicenda della sospensione dei tributi e il ´suo´ emendamento per
abbatterne la restituzione al 40 per cento. Devo, altresì, esprimere un
riconoscimento al Ministro Barca che dall´agosto scorso sta gestendo la
complicata fase di riattribuzione delle competenze agli enti locali, che però,
mi corre l´obbligo di sottolineare, non sono mai stati emarginati nei processi
di ricostruzione. A tal fine basti pensare che il decreto Abruzzo, di quattro
anni fa, ha sempre contemplato il ruolo centrale dei comuni nella
ricostruzione, attribuendo loro la competenza esclusiva per la programmazione
urbanistica e di rilancio economico. Tuttavia, dopo otto mesi noto che la nuova
macchina amministrativo-istituzionale stenta a partire, provocando qualche segnale
di smarrimento e sfiducia nelle possibilità di ricostruire. Spero, però, che
tali difficoltà vengano presto superate grazie ad una auspicabile unità di
intenti tra i soggetti istituzionalmente competenti per i processi di
ricostruzione e rilancio dei territori colpiti dal sisma". |
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SPIAGGIAMENTI: SARÒ CONVOCATO L’OSSERVATORIO DEI CETACEI PER CAPIRE LE CAUSE |
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Firenze, 25 marzo 2013 – “Convocheremo al più presto l’Osservatorio dei
Cetacei, il soggetto istituito dalla Regione che, in caso di spiaggiamenti,
interviene attraverso l’Arpat coordinando le operazioni di recupero e che, tra
le altre cose, si occupa di coordinare gli studi e le attività presenti nel
territorio sul tema della biodiversità marina e delle iniziative per la tutela
dei cetacei. Lo scopo è fare il punto sulla situazione e individuare le cause
di queste morti anche grazie alle professionalità del mondo scientifico e
accademico toscane che ne fanno parte”.
Lo annuncia l’assessore regionale all’ambiente e all’energia Anna Rita
Bramerini all’indomani del nuovo caso di balena spiaggiata ritrovata sulla
sabbia di Rosignano Solvay.
Da gennaio a oggi si sono verificati 25 spiaggiamenti di cetacei in
Toscana, eventi che si sono concentrati nella parte più meridionale della
Toscana comprese le isole d’Elba e Pianosa. Al momento sono ancora in corso gli
esami di laboratorio sui campioni prelevati sulle stenelle morte e non si
possono quindi fare ipotesi di alcun tipo sulle cause dei decessi.
“Arpat – prosegue l’assessore – si sta preoccupando di tenere sotto
controllo la situazione coordinando i vari soggetti, Izs, Usl, Università di
Siena e Padova, che a vario titolo sono chiamati a dare il loro apporto. Un
ruolo che va a supporto della Regione e che non perde di vista il coordinamento
diretto quasi quotidiano con il Ministero dell’Ambiente”.
Tra i 25 animali registrati fino ad oggi, 19 appartengono alla specie
Stenella coeruleoalba (stenella striata), 2 sono tursiopi (Tursiops truncatus),
mentre 4 sono stati registrati come “indeterminati” a causa delle pessime
condizioni di conservazione della carcassa.
La numerosità degli eventi registrati in questo periodo in Toscana,
confermata dal fatto che analoghi spiaggiamenti stanno avvenendo lungo l’intera
costa Tirrenica, appare anomala, fanno sapere i tecnici di Arpat, pur
considerando che il maggior numero di spiaggiamenti viene di solito registrato
nel periodo invernale ed anche tenendo conto dell’efficienza raggiunta dalla
rete di monitoraggio regionale che permette di anno in anno di segnalare un
maggior numero di casi (lo scorso anno sono stati registrati 35 spiaggiamenti,
il numero più alto registrato in Toscana dal 1986).
Le analisi effettuate ad oggi su alcune stenelle spiaggiate sono da
ricondurre ad infezioni di vario tipo. Gli esami di laboratorio finora hanno
evidenziato che un animale è risultato infetto da Dolphin morbillivirus, un
agente virale responsabile di due gravi epidemie in passato nel Mediterraneo
(1990/1992 e 2006/2008) e di altri episodi analoghi nel resto del mondo.
Inoltre in due esemplari è stato isolato anche il batterio Photobacterium
damselae subsp. Damselae, responsabile di sindromi emolitiche ed emorragiche.
In generale, tutti gli animali si sono presentati fortemente
parassitati, indice di un quadro immunitario significativamente compromesso.
Tra le possibili ragioni, oltre al ruolo del Morbillivirus o di altri agenti
biologici, è in corso di valutazione analitica anche quello di agenti
inquinanti organici che si accumulano nei tessuti dei cetacei e che possono
alterarne la risposta immunitaria.
Si tende comunque ad escludere il verificarsi di un episodio di
tossicità acuta dovuta ad incidenti di origine antropica, perché allora
sarebbero state coinvolte anche altre specie, non solo mammiferi e non
essenzialmente stenelle, contemporaneamente e con tempi ridotti.
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FRANE LIGURIA, CHIESTO DALLA REGIONE LO STATO DI EMERGENZA |
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Genova, 25 Marzo 2013 - È stata firmata giovedì 21 marzo mattina dal
presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando la richiesta dello stato di
emergenza per le frane che hanno colpito tutta la regione in questi ultimi
giorni. Lo comunica l´assessore regionale all´ambiente, Renata Briano. La
lettera è stata inviata alla Protezione civile nazionale per il riconoscimento
delle criticità e dei danni che si sono abbattuti su tutte le province, anche
se in misura diversa. La richiesta va incontro anche alle esigenze espresse dal
territorio in questi giorni. Prende così il via l´iter per il riconoscimento
dello stato di emergenza da parte della protezione civile nazionale e la
possibilità di ricevere risorse per poter intervenire e mettere in sicurezza il
territorio.
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“CASE LOVARA“ A PUNTA MESCO, IL 21 MARZO FIRMATA LA DICHIARAZIONE DI INTENTI |
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Punta Mesco, Levanto (Sp). 25 marzo 2013 - Giovedì 21 marzo 2013 è stata firmata una
dichiarazione di intenti tra Regione Liguria, Parco Nazionale delle Cinque
Terre, Comune di Levanto, Comune di Monterosso al Mare e Fai – Fondo Ambiente
Italiano in relazione al progetto di recupero di “Case Lovara” a Punta Mesco
(Sp), 45 ettari di terreni con tre piccoli fabbricati rurali che il Fai ha
ricevuto in donazione nel marzo 2009.
Il Promontorio di Punta Mesco separa l’insenatura di Levanto da quella
di Monterosso, in un paesaggio straordinario con ampi scorci a picco sul mare:
aree boschive, per lo più lecceti e zone a pino d’Aleppo, si alternano a
macchia mediterranea arbustiva e a piccole porzioni di uliveto e vigneto. Un
territorio modellato nei secoli dal lavoro dell’uomo che, senza alterarne i
delicati equilibri, ne ha esaltato la bellezza: la necessità di terrazzare i
declivi per poter lavorare i terreni in forte pendenza verso il mare, ne ha
fatto uno dei più caratteristici e affascinanti paesaggi della Liguria.
Questo luogo di notevole valenza storica, culturale e paesaggistica - situato
in un’area Sic (Sito di Interesse Comunitario) del Parco Nazionale delle Cinque
Terre, nel territorio del Comune di Levanto attiguo all’Area Marina Protetta
delle Cinque Terre – richiede però oggi la riqualificazione delle aree
naturali, il recupero degli ambiti agricoli abbandonati e il restauro degli
edifici, secondo un modello di fruizione dell’area sostenibile e innovativo.
Nell’ambito degli studi propedeutici alla redazione del Piano del Parco
Nazionale delle Cinque Terre e del Piano di Gestione del Sic Punta Mesco, i
firmatari della dichiarazione di intenti hanno individuato “Case Lovara” come
sito pilota per il recupero di un insediamento agricolo rurale all’interno di
un’area Sic, per valutare le interazioni e gli impatti delle attività agricole
e rurali sull’ambiente naturale e sulla biodiversità.
Il sito “Case Lovera”, infatti, per contesto e caratteristiche risulta
particolarmente significativo per lo studio delle problematiche
paesistico-ambientali dell’area e per questo le ricerche, le verifiche e le
valutazioni ad esso riferite potranno essere proficuamente impiegate per altre
realtà simili nell’ambito del Parco.
In particolare il sito di proprietà del Fondo Ambiente Italiano è stato
individuato come modello:
· per la redazione di un progetto
sperimentale di recupero e riqualificazione colturale orientato alla
valorizzazione delle produzioni agroalimentari, al controllo dell’erosione e
alla valorizzazione della biodiversità del paesaggio rurale;
· per la verifica
dell´efficacia degli interventi, sia da un punto di vista ambientale che
economico, in un’ottica di gestione sostenibile del paesaggio.
Per perseguire questo obiettivo il Fai ha stipulato due importanti
convenzioni: una con l’Università di Firenze, Laboratorio per il Paesaggio del
Dipartimento di Gestione Sistemi Agrari, Alimentari e Forestali - Gesaaf (resp. Scientifico prof. Mauro Agnoletti)
finalizzata allo studio degli aspetti paesaggistico-ambientali e della
biodiversità e al recupero delle pratiche agro-forestali tradizionali e
un’altra con l’Università di Genova, Dipartimento di Scienze per l’Architettura
– Dsa (resp. Scientifico prof. Stefano
Musso), finalizzata al recupero conservativo dei manufatti nonché alla loro
rifunzionalizzazione nel rispetto della particolarità dei luoghi anche mediante
l’adozione di metodi a ridotto impatto ambientale.
Il documento firmato oggi sottolinea una volta di più la necessità che
la tutela del territorio passi attraverso la corretta manutenzione delle
sistemazioni agrarie tradizionali e il recupero del rapporto colture-paesaggio
mediante la conservazione delle conoscenze locali, non solo per le tecniche
colturali ma proprio per le sistemazioni del terreno e dei suoi manufatti di
servizio che, in particolare attraverso i terrazzamenti, hanno permesso nel
tempo di regolarizzare le piogge e i flussi idrogeologici.
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CAUSA DELLA COMMISSIONE EUROPEA CONTRO L´ITALIA PER TRATTAMENTO INADEGUATO DEI RIFIUTI COLLOCATI IN DISCARICA IN LAZIO |
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Bruxelles, 25 marzo 2013 - La
Commissione europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia per
non aver rispettato le prescrizioni della legislazione Ue in materia di
rifiuti. A causa di un’interpretazione restrittiva da parte delle autorità
italiane del concetto di un sufficiente trattamento dei rifiuti, la discarica
di Malagrotta a Roma e altre discariche nella regione Lazio sono riempite con
rifiuti che non hanno subito il trattamento prescritto dalla legislazione Ue.
Le discariche che operano in violazione della legislazione Ue sui rifiuti
costituiscono una grave minaccia per la salute umana e per l’ambiente. Su
raccomandazione del commissario per l’ambiente, Janez Potočnik, la Commissione
ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’Ue.
La direttiva sulle discariche di rifiuti stabilisce che i rifiuti da
collocare in discarica devono essere trattati in precedenza, ossia devono
subire alcuni "processi fisici, termici, chimici, o biologici, inclusa la
cernita, che modificano le caratteristiche dei rifiuti allo scopo di ridurne il
volume o la natura pericolosa e di facilitarne il trasporto o favorirne il
recupero".
Un’inchiesta europea ha rivelato che alcuni dei rifiuti urbani prodotti
nel Lazio non sono trattati in impianti di trattamento meccanico-biologico
(Mbt) prima della collocazione in discarica, perché il Lazio non dispone di una
capacità sufficiente in questo settore. Di conseguenza, una parte dei rifiuti
urbani collocati nella discarica di Malagrotta e in altre discariche del Lazio
non subisce il trattamento appropriato, che dovrebbe includere un´adeguata
cernita dei rifiuti in flussi di rifiuti e la stabilizzazione della loro parte
organica. Secondo le ultime informazioni fornite dalle autorità italiane, circa
735 000 tonnellate di rifiuti non subiscono il suddetto trattamento nella
provincia di Roma ogni anno oltre a 120 000 tonnellate nella vicina provincia
di Latina.
L’italia ritiene che i rifiuti collocati nelle discariche nelle
province di Latina e Roma possano essere considerati «trattati», in quanto sono
stati frantumati prima di essere interrati. Tuttavia, secondo la Commissione,
il fatto di frantumare o sminuzzare rifiuti indifferenziati prima di interrarli
non è sufficiente al fine di prevenire o ridurre, per quanto possibile, gli
effetti negativi sull’ambiente e qualunque rischio che ne derivi per la salute
umana (come richiesto sia dalla direttiva sulle discariche sia dalla direttiva
quadro sui rifiuti), il trattamento deve comprendere anche una corretta
selezione dei diversi flussi di rifiuti.
Alla luce di quanto precede, la Commissione ha inviato una lettera di
costituzione in mora in data 17 giugno 2011 e un parere motivato in data 1°
giugno 2012. Dopo aver esaminato le risposte trasmesse dalle autorità italiane,
la Commissione ha concluso che gli inadempimenti relativi al trattamento dei
rifiuti in Lazio continueranno probabilmente fino al 2015.
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VALLE D’AOSTA: PRESENTATO IL PROGETTO IO RECUPERO, E TU? IN COLLABORAZIONE CON CONAI E FIRMATI GLI ACCORDI CON I CONSORZI RICREA, COMIECO E RILEGNO |
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Aosta, 25 marzo 2013 - Nella mattinata di, giovedì 21 marzo, nella
Saletta delle manifestazioni di Palazzo Regionale, l’Assessore al territorio e
ambiente, Manuela Zublena e il responsabile dell’Area Rapporti con il
Territorio Conai, Luca Piatto, hanno presentato i contenuti del progetto Io
recupero e tu? Tutto cambia, tutto si trasforma: viaggio nel riciclo dei
rifiuti. La qualità della raccolta differenziata, il recupero dei materiali e
la prevenzione dei rifiuti sono le linee guida delle iniziative del Programma
triennale di prevenzione e riduzione dei rifiuti (2011-2013) della Regione
Autonoma Valle d’Aosta e grazie alla collaborazione con Conai (Consorzio
Nazionale Imballaggi) e tutti i Consorzi di filiera, su iniziativa
dell’Osservatorio Regionale sui Rifiuti, è stato avviato questo progetto basato
sulla tracciabilità dei propri rifiuti, per mostrare dove vanno e cosa
diventano dopo che il cittadino ha fatto la raccolta differenziata. Per
diffondere le tematiche del progetto, è prevista una campagna di comunicazione
sul territorio, che prevede la distribuzione di segnalibri, dépliant e un
opuscolo in carta riciclata, Inoltre è stato realizzato un sito web –
iorecuperetu.It - con i contenuti dell’iniziativa, una sezione con un
dizionario dei rifiuti e la mappa dei centri di conferimento comunali sul
territorio valdostano.
Poiché il progetto ha visto la collaborazione di tutti i consorzi, la
sua presentazione è stata l’occasione per la sottoscrizione degli accordi di
programma con Ricrea - Consorzio nazionale riciclo e recupero imballaggi in
acciaio, Comieco - Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a
base cellulosica e Rilegno - Consorzio nazionale per la raccolta il recupero e
il riciclaggio degli imballaggi di legno, per confermare e rafforzare la
collaborazione fra la Regione e i consorzi.
«La collaborazione con i consorzi aderenti al Conai è molto importante
per noi – ha affermato l’Assessore Zublena – infatti condividiamo gli obiettivi
di ottenere un miglioramento sempre continuo della raccolta differenziata, in
termini di quantità e di qualità, e di garantire l’informazione dei cittadini,
perché solo grazie all’impegno di ognuno, cittadini e amministrazioni, possiamo
raggiungere i nostri obiettivi per valorizzare sempre più i rifiuti,
trasformandoli in materie prime seconde.»
«Come Conai siamo qui per complimentarci con la Regione per l’attività
svolta con il progetto “Io recupero, e Tu?” –ha sottolineato Luca Piatto,
responsabile Area Rapporti col Territorio Conai-. Un progetto che è stato
portato avanti con impegno e costanza, con le risorse adeguate a realizzarlo e
concluso in tempo utile. E’ di importanza fondamentale far sapere ai cittadini
che il loro gesto quotidiano di separazione domestica dei rifiuti è l’anello di
una catena più ampia, che coinvolge istituzioni, imprese e operatori del
settore, che tutti insieme garantiscono l’avvio a riciclo dei materiali, vero
obiettivo della raccolta differenziata».
«L’accordo di Programma formalizzato oggi con la Regione rinnova una
proficua collaborazione per la raccolta e riciclo di carta e cartone che ha
portato a risultati particolarmente positivi – ha dichiarato Roberto Di
Molfetta responsabile riciclo e recupero di Comieco-. La raccolta di carta e
cartone del territorio regionale con una resa di 74 kg per abitante si pone tra
le migliori a livello nazionale. Nel 2012 rispetto all’anno precedente, si è
registrato un ulteriore incremento della raccolta dell’ 1% con 9.400 tonnellate
complessive di carta e cartone avviate a riciclo da Comieco. Si tratta di
risultato apprezzabile in un contesto di riduzione dei consumi e della
produzione di rifiuti. L’accordo di Programma punta a migliorare la logistica
per l’avvio a riciclo e ad un
coinvolgimento attivo delle famiglie e
delle utenze economiche tramite un articolato programma di interventi».
«Per Ricrea– ha sottolineato Federico Fusari, direttore dell’omonimo
consorzio- la firma di oggi è un momento molto importante che certamente
contribuirà a creare sinergia fra il nostro consorzio e la Regione, per
garantire il continuo miglioramento del percorso che porta alla valorizzazione
degli imballaggi in acciaio, verso efficienze di riciclo sempre maggiori.
Guardiamo con interesse a questo territorio sul quale riteniamo di raccogliere,
grazie all’aiuto dei suoi abitanti, quantità
non solo maggiori, ma anche qualitativamente migliori».
«Il recupero dei rifiuti legnosi in Valle d’Aosta è affidato da tempo
alla sottoscrizione di accordi condivisi con il consorzio Rilegno- ha infine
detto il direttore Marco Gasperoni-. E i risultati sono apprezzabili.
Nonostante la particolarità del territorio montano, che spesso non agevola il
corretto conferimento dei materiali, va detto che i quantitativi di rifiuti
provenienti dal bacino regionale
valdostano sono degni di nota e indicano una raccolta “matura”,
soprattutto per quel che riguarda la percentuale di imballaggio avviato a
riciclo e destinato a diventare pannello truciolare, base per la maggior parte
degli arredi di casa e uffici. Nel 2012 infatti su circa 4.000 tonnellate di
rifiuti di legno provenienti dal centro di raccolta della Val d’Aosta, oltre il
50% risultava essere di rifiuti di imballaggio. Con la sigla di questo accordo,
formalizzata oggi, ci manterremo sulla linea del buon lavoro svolto finora».
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IO RECUPERO E TU? VIAGGIO NEL RICICLO DEI RIFIUTI |
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Aosta 25 marzo 2013 - Cosa succede ai rifiuti che differenziamo? A
questa domanda cercherà di rispondere un progetto realizzato dall’Assessorato
regionale del territorio e ambiente in collaborazione con il Conai, Consorzio
Nazionale Imballaggi, e con tutti i Consorzi di filiera, per iniziativa
dell’Osservatorio regionale sui rifiuti. Una campagna di informazione tesa a
rendere conto ai cittadini di come vengono trattati i rifiuti, per mostrare
dove vanno e cosa diventano dopo che viene fatta la raccolta differenziata.
Il nome del progetto è Io Recupero, e tu? – Tutto cambia, tutto si
trasforma. Viaggio nel riciclo dei rifiuti.
Manuela Zublena, Assessore regionale al territorio e ambiente -
L’iniziativa è nata all’interno dell’Osservatorio proprio per
rispondere alla domanda che spesso ci si pone cioè dove vanno a finire i
rifiuti che correttamente separiamo. E quindi noi come osservatorio abbiamo
voluto visitare i luoghi e le tappe che fanno i nostri rifiuti nel percorso
verso la valorizzazione. Abbiamo persato di dirlo attraverso la pubblicazione
di brochure, ma anche con la documentazione disponibile sul sito, a tutti i
cittadini in modo da garantire quella tracciabilità che rende conto alla
popolazione degli sforzi che fa per differenziare e separare i rifiuti che
produce nella propria casa.
La campagna prevede una serie di azioni sul territorio. La prima e la
distribuzione di 6000 opuscoli informativi che illustrano in modo chiaro e
semplice la filiera dei rifiuti valdostani, con l’indicazione dei quantitativi
e del destino dei rifiuti, seguendone il percorso fino a che diventano materie
prime e seconde. Oltre agli opuscoli saranno distribuiti anche dei pieghevoli
informativi, che i cittadini troveranno su totem ed espositori da banco
collocati all’interno degli uffici regionali, delle Comunità montane, dei
Comuni e degli ecocentri. Un’altra iniziativa per l’educazione in materia di
raccolta differenziata e rappresentata dalle tre mostre incentrate sulla
filiera del riciclo in Valle d’Aosta, che verranno allestite all’interno di nei
centri di conferimento di Aosta, Villeneuve e Châtillon.
Tutte le informazioni relative alla campagna saranno disponibili anche
sul nuovo sito web www.Iorecuperoetu.it. Il sito nasce per fornire ai cittadini
due strumenti importanti per svolgere una corretta raccolta differenziata: un
dizionario dei rifiuti on-line e una mappa con la geolocalizzazione di tutti i
centri di conferimento comunali presenti sul territorio valdostano e relative
informazioni di dettaglio.
Paolo Piatto, Consorzio Conai -
Il Conai opera su tutto il territorio nazionale principalmente
attraverso l’accordo quadro che è uno strumento grazie al quale tutti i comuni
italiani possono sottoscrivere convenzioni con i consorzi di filiera che fanno
riferimento a Conai, conferire i materiali provenienti dalla raccolta
differenziata - materiali in alluminio acciaio carta legno plastica e vetro - e
avere dei corrispettivi che coprono i maggiori oneri per la raccolta
differenziata di questi materiali. Conai opera poi sostenendo le amministrazioni
pubbliche e qui in Valle d’Aosta abbiamo portato avanti questa iniziativa per
dimostrare ai cittadini che i materiali che loro raccolgono in forma
differenziata vengono poi effettivamente avviati a riciclo.
La presentazione del progetto e stata anche l’occasione per la
sottoscrizione degli accordi di programma con i consorzi Ricrea, Comieco e
Rilegno per confermare e rafforzare la collaborazione fra la Regione e
operatori.
Manuela Zublena, Assessore regionale al territorio e ambiente -
Innanzitutto quest’iniziativa l’abbiamo avviata proprio grazie alla
collaborazione con Conai, con cui abbiamo siglato un accordo generale proprio
per migliorare continuamente la capacità di differenziare i nostri rifiuti.
Oggi abbiamo voluto completare il percorso di firma degli accordi anche con i
Consorzi di filiera in modo da dare un ulteriore impulso al miglioramento della
raccolta differenziata.
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