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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 20 Ottobre 2011
UE, RELAZIONE ANNUALE 2011 SULLE ATTIVITÀ DELL’OLAF: NEL 2010 LE INDAGINI DELL’OLAF HANNO CONSENTITO DI RECUPERARE 68 MILIONI DI EURO E DI INFLIGGERE CONDANNE PER UN TOTALE DI 125 ANNI DI RECLUSIONE  
 
Bruxelles, 20 ottobre 2011 - La relazione annuale dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf), pubblicata ieri, sintetizza i risultati conseguiti dall’Olaf nel 2010. Alcuni studi di casi specifici illustrano in dettaglio l´attività dell’Ufficio. Nel 2010 l’Olaf ha trattato circa 500 casi, tra i quali figurano complesse indagini esterne, delicate indagini interne e casi che hanno coinvolto più paesi, coordinati dall’Olaf. “È con immenso piacere che presento i risultati positivi conseguiti nel 2010 grazie alle nostre attività. Nell’attuale contesto economico, è più che mai importante garantire che i fondi dell’Unione europea vengano utilizzati per i fini previsti e raggiungano i beneficiari designati. Unitamente ad altri servizi della Commissione, l’Olaf intende mantenere il ritmo sostenuto della lotta contro le frodi negli Stati membri ed attuare una politica di “tolleranza zero” nei confronti della corruzione nelle istituzioni dell’Ue. Esorto gli Stati membri a intensificare i loro sforzi: è essenziale che essi collaborino e adottino provvedimenti rapidi e decisivi per recuperare il denaro dell’Ue impropriamente utilizzato e consegnare i colpevoli alla giustizia” ha dichiarato Giovanni Kessler, direttore generale dell’Olaf. Sintesi delle attività operative del 2010 Sono stati aperti 225 nuovi casi, tra indagini e casi operativi: 150 indagini interne ed esterne e 75 casi di coordinamento e assistenza. Nel corso dell’anno sono stati chiusi 189 casi, tra indagini e casi operativi. La durata media complessiva delle indagini e delle operazioni, compresa la fase di valutazione, è stata di 27,9 mesi, la più bassa degli ultimi cinque anni. Il 46% delle informazioni pervenute all’Olaf proveniva dal settore pubblico a livello di Ue e di Stati membri, il 52% dai cittadini e dal settore privato. I casi trattati dall’Olaf hanno permesso di recuperare 67,9 milioni di euro. Gli importi più elevati sono stati recuperati nel settore dei fondi strutturali (32,9 milioni di euro), seguito dall’agricoltura (11,9 milioni di euro) e dalle spese dirette (10,6 milioni di euro). Inoltre, altri 351,2 milioni di euro sono stati finora recuperati nell’ambito di casi di follow-up finanziario tuttora in corso. Nel 2010, i casi Olaf hanno consentito ai tribunali nazionali di condannare diversi truffatori a un totale di 125 anni di reclusione e comminare sanzioni pecuniarie per circa 1,47 miliardi di euro. Il testo integrale della relazione è disponibile sul sito dell´Olaf: http://ec.Europa.eu/anti_fraud/index_it.html    
   
   
IL PACCHETTO DELLA COMMISSIONE EUROPEA PER LE INFRASTRUTTURE ENERGETICHE  
 
Bruxelles, 20 ottobre 2011 - Perché abbiamo bisogno di nuovi oleodotti, gasdotti e reti elettriche? Le infrastrutture energetiche – oleodotti, gasdotti e reti elettriche – sono essenziali per il raggiungimento di tutti i nostri obiettivi in materia di clima e energia. Per poter aumentare la quota delle energie rinnovabili al 20% del consumo finale di energia entro il 2020, occorre portare ai consumatori l´energia prodotta dai parchi eolici e dalle centrali solari. Per questo, abbiamo bisogno di una rete più potente e integrata di quella attualmente esistente. Per risparmiare il 20% del consumo stimato di energia nel 2020 grazie alla tecnologia, abbiamo bisogno di reti e contatori intelligenti, che consentano agli utenti di controllare l´esatto consumo di elettricità e cambiare le proprie abitudini per risparmiare energia e denaro. Per garantire l´approvvigionamento di gas anche nell´eventualità di una crisi, è necessario diversificare le fonti e costruire nuovi gasdotti per trasportare il gas da nuove regioni direttamente in Europa. Per poter avere un mercato interno funzionante e competitivo, con prezzi equi e concorrenziali, occorrono interconnessioni tra gli Stati membri che consentano alle società di distribuzione di fornire energia in tutti gli Stati membri dell´Ue. Quanto deve investire l´Ue? Nei prossimi dieci anni occorreranno circa 200 miliardi di euro per la costruzione di gasdotti e di reti elettriche. Più precisamente, 140 miliardi di euro per sistemi di trasmissione di elettricità ad alta tensione, impianti di stoccaggio dell´energia elettrica e reti intelligenti, 70 miliardi per gasdotti, impianti di stoccaggio del gas, terminali per il gas naturale liquefatto (Gnl) e infrastrutture per il flusso inverso (perché il gas possa fluire in entrambe le direzioni), e 2,5 miliardi per infrastrutture di trasporto del biossido di carbonio Co2. Ciò significa un considerevole aumento degli attuali volumi d´investimento. Rispetto al decennio 2000-2010 si registrerebbe un incremento del 30% degli investimenti nel settore del gas e del 100% nel settore dell´elettricità. Perché l´Unione europea deve muoversi? Si prevede che gli investimenti necessari per conseguire gli obiettivi del 2020 non saranno realizzati affatto o non lo saranno in tempo, principalmente per due ragioni: 1. Occorre troppo tempo per ottenere le licenze di costruzione. Attualmente l´installazione di una linea elettrica aerea può impiegare più di dieci anni; 2. Non tutti gli investimenti richiesti sono economicamente redditizi. Alcune linee elettriche e gasdotti possono risultare non redditizi dal punto di vista commerciale in quanto il solo mercato non consente di ricavare congrui proventi dagli investimenti realizzati. C´è una grande differenza se si progetta di costruire un gasdotto in una regione in cui il consumo annuo di gas è di soli 10 miliardi di metri cubi, come ad esempio nei tre Stati baltici e in Finlandia, o in un paese come la Germania con un consumo annuo di circa 80 miliardi di metri cubi. Non solo, ma questi paesi dovrebbero collegarsi al mercato europeo dell´energia per stimolare la concorrenza, garantire prezzi equi al consumatore e fare in modo che più fornitori di gas possano intervenire in caso di crisi. In certi casi sono interessati due paesi, di cui uno sostiene i costi e l´altro incassa i benefici. Ciò avviene quando si installano compressori per far fluire il gas nei due sensi, in modo da aiutare il paese limitrofo in caso di crisi di approvvigionamento, oppure quando si costruiscono linee elettriche in un paese per sfruttare l´eccesso di energia eolica generata in un altro paese. Cosa c´è di nuovo? La Commissione propone di selezionare un certo numero di progetti "di interesse comune" che sono importanti per il conseguimento degli obiettivi energetici e climatici. I progetti che avranno ottenuto questa qualifica godranno di un duplice vantaggio: beneficeranno di una speciale procedura per la concessione delle licenze, che sarà più semplice, rapida e trasparente delle procedure normali: ciascuno Stato membro designerà un´unica autorità competente – uno "sportello unico" – incaricata di gestire l´iter di concessione della licenza dall´inizio alla fine. L´intera procedura per l´ottenimento della licenza non durerà più di tre anni; potranno beneficiare di finanziamenti dell´Ue sotto forma di sovvenzioni, obbligazioni per progetti o garanzie. Per il periodo 2014 – 2020 sono stati stanziati 9,1 miliardi di euro per infrastrutture energetiche nel quadro del Meccanismo per collegare l´Europa (Connecting Europe Facility – Cef). L´ue ha già finanziato progetti di infrastrutture nel settore dell´energia in passato? È la prima volta che l´Ue cofinanzia la costruzione di grandi infrastrutture per l´energia attingendo al proprio bilancio ordinario. Nel precedente periodo finanziario (2007-2013) l´Ue ha finanziato per lo più studi di fattibilità, per un totale di 155 milioni di euro. 3,85 miliardi di euro sono stati investiti in progetti energetici nell´ambito del Piano energetico europeo per la ripresa, adottato nel contesto della crisi economica e finanziaria. Si trattava di erogazioni straordinarie una tantum. Quali sono i criteri per la selezione dei progetti di interesse comune? Deve trattarsi di progetti efficienti sotto il profilo economico, sociale e ambientale, che coinvolgano almeno due Stati membri. A ciò si aggiungono altri criteri settoriali intesi a garantire, in particolare, che i progetti favoriscano la sicurezza degli approvvigionamenti e l´integrazione del mercato, stimolino la concorrenza, rendano il sistema più flessibile e consentano la trasmissione dell´energia generata da fonti rinnovabili verso i centri di consumo e gli impianti di stoccaggio. Come vengono selezionati i progetti di interesse comune? La selezione avviene in due fasi: 1. A livello regionale: il promotore del progetto presenta la propria proposta al gruppo regionale competente; quest´ultimo, composto di Stati membri, autorità di regolamentazione, operatori dei sistemi di trasmissione e promotori di progetti, compila una proposta di elenco di progetti; 2. A livello dell´Unione: la decisione definitiva sull´elenco dei progetti di interesse comune per l´insieme dell´Ue spetta alla Commissione. Il primo elenco verrà adottato entro il 31 luglio 2013 e in seguito sarà aggiornato ogni due anni. A quanto può ammontare il finanziamento per progetto? Il cofinanziamento dell´Ue copre fino al 50% dei costi di studi e lavori e, in circostanze eccezionali, fino all´80% se si tratta di progetti essenziali per la sicurezza degli approvvigionamenti o la solidarietà a livello regionale o unionale, ovvero di progetti che richiedono soluzioni innovative o che presentano sinergie intersettoriali. Tutti i progetti di interesse comune ottengono automaticamente un finanziamento dell´Ue? No, una volta riconosciuti come progetti di interesse comune, possono presentare domanda di finanziamento. Per avere diritto a sovvenzioni per lavori, devono dimostrare di non essere economicamente redditizi. Il fatto di essere stato selezionato come "progetto di interesse comune" non significa necessariamente che il progetto fruirà di un finanziamento dell´Ue. Nondimeno, il progetto selezionato beneficerà della procedura più spedita per l´ottenimento delle licenze e di uno specifico trattamento normativo previsto per questo tipo di progetti. Alcuni esempi di progetti cofinanziabili in futuro? L´ue potrebbe finanziare: una rete offshore nel Mare del Nord per il trasporto dell´elettricità prodotta dai parchi eolici offshore verso le grandi città; progetti innovativi per lo stoccaggio di elettricità; progetti complessi per l´adduzione del gas da nuove fonti di approvvigionamento, come la regione del Mar Caspio, verso l´Unione europea; compressori per il flusso bidirezionale del gas, che consentirebbe a due paesi di aiutarsi reciprocamente in caso di crisi di approvvigionamento. Quali sono i nuovi strumenti compresi nel portafoglio finanziario a favore dei progetti di infrastrutture per l´energia? Vi sono sia strumenti azionari (come fondi d´investimento), sia strumenti di condivisione del rischio (ad esempio mutui e garanzie e, in particolare, obbligazioni per il finanziamento di progetti), il cui effetto moltiplicatore è maggiore di quello delle sovvenzioni. Combinando varie forme di sostegno, sarà possibile offrire un aiuto finanziario che risponda alle particolari esigenze di ogni progetto. Gli strumenti di condivisione del rischio sono probabilmente più adatti per investimenti di maggiore entità finanziati a livello di progetto, come i grandi gasdotti d´importazione che richiedono la partecipazione di numerosi azionisti. I progetti innovativi ad alto rischio tecnologico, in particolare nel settore del trasporto offshore, potrebbero aver bisogno di sovvenzioni per decollare. In che misura migliorerà la procedura per la concessione delle licenze? Spesso occorrono più di dieci anni per completare un progetto di infrastruttura energetica, specialmente nel settore dell´elettricità, soprattutto per via delle lunghe e complesse procedure per l´ottenimento delle licenze, che assorbono circa i due terzi di questo tempo. I progetti di interesse europeo beneficeranno di una procedura abbreviata che non durerà più di tre anni. Inoltre i promotori dei progetti non dovranno più rivolgersi a diverse autorità per chiedere le licenze, ma vi sarà un´unica autorità competente a livello nazionale che coordinerà l´intero iter di rilascio delle licenze ed emetterà una decisione globale. Per un progetto da realizzare su scala europea, la procedura proposta implicherà un taglio delle spese amministrative del 30% circa in media per il promotore e del 45% circa per le amministrazioni nazionali. Se le licenze verranno rilasciate dopo tre anni, ciò significa che i cittadini non saranno consultati? Al contrario, le nuove regole daranno ancor più la possibilità ai cittadini di partecipare ai progetti e di far sentire la loro voce. Secondo il regolamento, i cittadini devono essere coinvolti sin dalle prime fasi dell´iter di rilascio delle licenze e in ogni caso Prima che il promotore presenti domanda formale di licenza. In questo modo le preoccupazioni dei cittadini possono ancora essere prese in considerazione nella fase di pianificazione del progetto. In molti Stati membri è invalsa la prassi di tenere la consultazione pubblica solo Dopo che il fascicolo è stato inoltrato all´autorità competente. Saranno rispettate le norme ambientali dell´Ue, in particolare la tutela dei siti Natura 2000? Le norme ambientali, in particolare quelle stabilite dalla direttiva Natura 2000, saranno pienamente rispettate e si presterà particolare attenzione all´esigenza di effettuare le opportune valutazioni d´impatto e di evitare effetti negativi sugli habitat protetti. Inoltre il nuovo sistema contribuirà a migliorare la qualità di tali valutazioni, poiché le considerazioni ambientali saranno individuate e integrate in una fase più precoce del processo grazie ad una migliore partecipazione del pubblico e delle parti interessate. In materia di salvaguardia della biodiversità e di tutela dell´ambiente si applicheranno le norme vigenti. Nel caso in cui un progetto essenziale debba essere assolutamente realizzato malgrado il suo impatto negativo su un sito, si provvederà a rilasciare l´autorizzazione al percorso meno dannoso, a verificare che non esistano percorsi alternativi e ad adottare le necessarie misure compensative come richiesto dalla direttiva Natura 2000. Qual è la tempistica per l´adozione del progetto di regolamento e per il relativo invito a presentare proposte? Il regolamento dovrebbe essere adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio entro la fine del 2012 ed entrare in vigore all´inizio del 2013. Si avrà così abbastanza tempo per compilare il primo elenco di progetti di interesse comune a livello dell´Unione, suscettibili di essere finanziati nel quadro del Cef, il quale entrerà in vigore nel 2014. Per ulteriori informazioni: http://ec.Europa.eu/energy/infrastructure/strategy/2020_en.htm    
   
   
AIUTI DI STATO: LA COMMISSIONE DEFERISCE L’ITALIA ALLA CORTE DI GIUSTIZIA PER IL MANCATO RECUPERO DI AIUTI CONCESSI AD IMPRESE DI NAVIGAZIONE IN SARDEGNA  
 
 Bruxelles, 20 ottobre 2011 - La Commissione europea ha deferito l´Italia alla Corte di giustizia dell´Unione europea per la non ottemperanza ad una decisione della Commissione del 2007 (cfr. Ip/07/1048) che dichiarava un regime di aiuti a favore delle imprese di navigazione sarde incompatibile con le norme dell´Ue in materia di aiuti di Stato. Non avendo notificato le anticipazioni concesse dalla Regione Sardegna a condizioni preferenziali, l´Italia era tenuta a recuperare la differenza tra i tassi praticati su tali anticipazioni e i tassi di mercato in vigore alla data in cui queste erano state concesse. Quattro anni più tardi ciò non è ancora avvenuto. "Gli Stati membri hanno numerose possibilità di sostenere le attività commerciali nel rispetto delle norme dell´Ue in materia di aiuti di Stato. Tuttavia, gli aiuti giudicati illegali devono essere recuperati rapidamente per ripristinare condizioni eque e preservare l´efficacia delle stesse norme", ha dichiarato Joaquín Almunia, Vicepresidente della Commissione e Commissario per la Concorrenza. Il 10 luglio 2007 la Commissione ha ordinato il recupero degli aiuti di Stato illegali e incompatibili concessi dalla Regione Sardegna a imprese di navigazione intenzionate a costruire, acquistare, trasformare, modificare o riparare navi. Il regime di aiuti prevedeva anticipazioni e locazioni finanziarie a condizioni agevolate a favore di imprese con sede legale, domicilio fiscale e porto di armamento nel territorio della regione Sardegna conferendo a tali imprese un indebito vantaggio economico rispetto ai loro concorrenti. Sulle anticipazioni era praticato un tasso di interesse tra il 3,5 e il 4,5%, notevolmente inferiore al tasso che le imprese avrebbero ottenuto se avessero contratto prestiti sul mercato. Nell´ottobre 1997 la Commissione ha adottato una prima decisione in materia di aiuti di Stato sul regime di aiuti a favore delle imprese di navigazione sarde. Nell´ottobre 2000 tale decisione è stata annullata dalla Corte di giustizia che ha giudicato insufficienti le prove dell´incidenza della misura sugli scambi tra Stati membri (cause riunite C-15/98 e C-105/99). Nel luglio 2007 la Commissione ha nuovamente adottato la decisione con una motivazione rafforzata. Questa decisione non è stata contestata. Contesto - Gli Stati membri sono tenuti a recuperare gli aiuti di Stato che la Commissione ritiene incompatibili entro il termine stabilito nella decisione della Commissione. Il rispetto del termine imposto è estremamente importante poiché eventuali ritardi nel recupero degli aiuti illegali mantengono la distorsione della concorrenza causata dagli aiuti stessi. Per questo motivo l´articolo 14 del regolamento n. 659/99 e la comunicazione sull´esecuzione delle decisioni che ingiungono di recuperare gli aiuti di Stato illegali e incompatibili (cfr. Ip/07/1609) impongono agli Stati membri di procedere senza indugio al recupero effettivo degli aiuti concessi ai beneficiari. Qualora uno Stato membro non esegua una decisione di recupero, la Commissione può deferire il caso alla Corte di giustizia in conformità dell´articolo 108, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell´Ue (Tfue), che consente alla Commissione di adire direttamente la Corte in caso di violazioni delle norme Ue in materia di aiuti di Stato. Qualora uno Stato membro non si conformi alla sentenza, la Commissione può chiedere alla Corte di giustizia di comminargli il pagamento di una penalità, ai sensi dell´articolo 260 del Tfue.  
   
   
UE; MARINI RIVENDICA FONDI STRUTTURALI ADEGUATI A POLITICHE DI COESIONE  
 
Perugia, 20 ottobre 2011 - "Il budget comunitario deve essere all´altezza degli ambiziosi obiettivi della Strategia Europa 2020, e coerente con una nuova politica di coesione rivolta a tutti i Paesi europei". E´ quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, nel corso della riunione di ieri , a Varsavia, della Commissione "Coter" del Comitato delle Regioni d´Europa, per la quale è relatrice del parere che il Comitato deve fornire alla Commissione europea relativo al Regolamento generale per i nuovi Fondi strutturali europei dopo il 2013. Illustrando le prime indicazioni alla base del parere, la presidente Marini ha sottolineato non solo "la necessità di una adeguata dotazione dei fondi che saranno destinati alle politiche di coesione", ma ha anche richiamato l´attenzione dei rappresentanti della Commissione "Coter" circa il rischio di un legame troppo stringente tra utilizzo dei fondi e Patto di stabilità interno: "le sanzioni previste per il mancato rispetto del Patto di stabilita - ha affermato la presidente - sono altra cosa, rispetto alla previsione di specifiche condizioni che devono essere rispettate per l´utilizzo dei fondi strutturali che devono essere innanzitutto mirate al miglioramento dell´efficacia delle politiche di coesione. Per questo chiederemo alla Commissione di fare maggiore chiarezza su questo punto, per evitare che un vincolo così rigido nel rispetto del Patto di stabilita si traduca in una esclusione di Regioni e territori dai benefici dei fondi strutturali". "Dobbiamo salutare con soddisfazione - ha aggiunto la presidente - la scelta della Commissione di mantenere in vita il Fondo sociale europeo, indirizzandolo in particolare verso le politiche attive per il lavoro e l´occupazione. Così come è particolarmente importante l´aver definito una concentrazione della nuova politica di coesione su tematiche al centro della Strategia Europa 2020, quali gli investimenti per ricerca ed innovazione, per aiutare le piccole e medie imprese ad elevare il loro livello di competitività, e incrementare gli investimenti destinati ad aumentare i livelli di efficienza e risparmio energetico e l´inclusione sociale in genere". La presidente ha poi sottolineato come nel parere dovrà emergere con nettezza la difesa dell´autonomia decisionale delle Regioni in materia di scelte degli assi prioritari di investimento e della ripartizione stessa dei Fondi strutturali tra il Fesr (fondo europeo di sviluppo rurale) e Fse: "tali scelte - ha affermato - devono provenire dalle autorità regionali, nel rispetto del principio di sussidiarietà. In questo senso auspichiamo che vi sia tra Commissione europea, Stati membri e Regioni una condivisione delle priorità di intervento". Dopo aver richiamato l´attenzione riguardo all´esigenza anche di una migliore integrazione dei Fondi europei, la cui gestione dovrà essere condivisa, e l´invito a prevedere forme di semplificazione sia per ciò che riguarda la gestione che i controlli, la presidente ha posto un altro tema, definendolo "centrale": il contratto di partenariato. "Deve essere assolutamente chiaro - ha affermato - che, sempre in applicazione del principio di sussidiarietà, le Regioni in quanto soggetti finanziatori ed amministratori della politica di coesione, devono essere anch´esse, insieme alla Commissione europea ed al singolo Stato membro, firmatarie di questo contratto e coinvolte in pieno nella sua elaborazione e nella sua attuazione".  
   
   
ITALIA-MALTA: POLIDORI, STRETTO COORDINAMENTO SU MADE IN  
 
 Roma, 20 ottobre 2011 – Il modello italiano delle Pmi, le attuali relazioni economiche bilaterali e lo stretto coordinamento sul progetto di regolamento sulle etichettature obbligatorie per i prodotti provenienti dai paesi terzi (il cosiddetto Made in). Sono stati questi i principali temi oggetto dell´incontro di ieri  tra il vice ministro al Commercio con l´estero, Catia Polidori, e il sottosegretario per le piccole e medie imprese del governo maltese, Jason Azzopardi. "Ho chiesto al collega Azzopardi il sostegno di Malta al progetto di regolamento europeo Made in, per l´etichettatura obbligatoria di merci che entrano nel mercato comunitario", ha dichiarato Polidori. "Ho trovato una buona apertura alle nostre tesi e auspico che presto Malta superi le ultime esitazioni e si schieri risolutamente con il crescente numero di Paesi europei a sostegno del progetto. Al tempo stesso, abbiamo sondato ulteriori spazi di collaborazione, soprattutto nel settore delle Pmi, e ci lusinga sapere come il collega maltese abbia espresso interesse a studiare quanto l’Italia sta mettendo in campo in materia, soprattutto in attuazione dello small business act: siamo pronti ad offrire ogni sostegno necessario". Nel corso dell´incontro, che si e´ svolto questo pomeriggio nella sala del governo, il viceministro Polidori ha inoltre illustrato al collega maltese in particolare il nuovo progetto di legge sulla libertà di impresa, in corso di discussione in Parlamento, il sistema delle banche cooperative e casse rurali, il funzionamento del fondo di garanzia, in un´ottica di rafforzamento delle relazioni bilaterali. Malta e´ un partner importante dell´Italia, vanta grandi realtà industriali, un fiorente settore di servizi e numerose imprese familiari. Il nostro export verso l´arcipelago maltese è in forte crescita, con un più 43 per cento toccato nel corso di quest ´anno.  
   
   
FORMIGONI: DECRETO SVILUPPO PUNTI SU ICT  
 
Milano, 20 ottobre 2011 - "Secondo il Politecnico di Milano ammonterebbero a più di 40 miliardi i risparmi che una piena adozione delle tecnologie digitali potrebbe portare complessivamente alla Pubblica Amministrazione italiana. Ci pensi bene il Governo con il decreto sviluppo: 40 miliardi di euro di risparmio sono alla nostra portata, a patto che si voglia metter mano alla riforma della pubblica amministrazione". Guarda all´attualità nazionale il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni nel corso del suo discorso di apertura a Milano della quarantottesima edizione dello Smau, il salone di macchine e attrezzature d´ufficio nato negli anni Sessanta e che presenta al mondo le innovazioni al servizio delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e della società. Riforme Senza Esborsi Per La Gente - Il mondo delle imprese e delle amministrazioni pubbliche - ha riflettuto Formigoni all´avvio dello Smau 2011 - "sta attendendo il decreto sviluppo, un´iniziativa del Governo nazionale che, dopo gli altrettanto necessari provvedimenti di messa in ordine dei conti, fornisca qualche sferzata positiva alla nostra economia". Formigoni nota come "si parli di provvedimenti a costo zero: la riforma della Pubblica Amministrazione è un provvedimento che non comporterebbe nessun esborso per il cittadino, ma permetterebbe di ricavare risorse utilizzabili per le imprese e le famiglie". Da qui il forte appello applaudito dal pubblico di Fieramilanocity: "Ci pensi bene il Governo: 40 miliardi di euro di risparmio sono alla nostra portata, a patto che si voglia metter mano alla riforma della Pubblica Amministrazione". Ripartiamo Dall´economia - Formigoni parla ai visitatori dello Smau, così come alla tavola rotonda di apertura, che ha riunito tanti amministratori della Pubblica Amministrazione, tra cui il vice presidente della Regione Andrea Gibelli. "Un momento come quello che stiamo vivendo - spiega il presidente - è l´occasione per condividere esperienze di crescita positiva e per ipotizzare insieme progetti in grado di avere effetti reali sulle nostre vite e sulla nostra economia. Il nostro Paese ha una priorità: ripartire nell´economia, dalla fiducia in noi stessi, dall´autostima e dalla capacità di tener sempre presente che il nome dell´Italia nel mondo è alto e forte più di quanto tante volte noi italiani pensiamo". E ripartire dall´economia significa, per la Regione, puntare anche sulle nuove tecnologie digitali: "L´e-government sta pervadendo ogni settore, ogni azione e ogni politica. Non a caso in Lombardia abbiamo creato un assessorato alla Semplificazione e alla Digitalizzazione, abbiamo stilato un´Agenda digitale e abbiamo compiuto grossi sforzi nei processi di dematerializzazione, di informatizzazione e di semplificazione dei procedimenti". 10 Milioni Per Ict E Banda Larga - Le istituzioni pubbliche possono essere uno stimolo potentissimo allo sviluppo del settore dell´Ict. Formigoni cita due recenti iniziative intraprese dalla Regione: il bando lanciato insieme al Ministero dell´Istruzione da 120 milioni di euro, di cui 10 riservati al settore delle nuove tecnologie e la lotta al digital divide, con un piano da 95 milioni di euro, che porterà, entro la fine del 2012, la banda larga in 707 Comuni lombardi ancora non raggiunti da un servizio all´altezza dei tempi, completando così la copertura lombarda al 100 per cento della popolazione.  
   
   
MILANO, BUSINESS FORUM ITALIA-MONGOLIA: FAVORIRE NUOVE SINERGIE CULTURALI ED ECONOMICHE"  
 
Milano, 20 ottobre 2011 - L´assessore al Lavoro del Comune di Milano Cristina Tajani ha partecipato ieri a Palazzo Mezzanotte al Business Forum Italia-mongolia, alla presenza del Presidente del Paese asiatico Tsakhiagiin Elbegdorj, in visita in Italia. Un altro incontro della business community milanese, dopo il Forum dello scorso febbraio e alla luce dell´adesione della Repubblica di Mongolia a Expo 2015. Negli ultimi anni sono stati siglati accordi di cooperazione tra importanti istituzioni culturali, quali il Teatro Accademico dell´Opera e del Balletto della Mongolia, l´Accademia del Teatro alla Scala e il Conservatorio Giuseppe Verdi, nonché il Museo di Storia Naturale della Mongolia e il Museo di Storia Naturale di Milano. Inoltre la Camera di Commercio, in collaborazione con i maggiori istituti di credito e importanti aziende milanesi, ha contribuito alla nascita del Business Council ltalia-Mongolia, presieduto da Santo Versace. Nell’incontrare il Presidente della Mongolia, l´Assessore Tajani ha dichiarato:"Questa ricchezza di relazioni favorisce lo sviluppo di ulteriori sinergie tra il nostro tessuto culturale ed economico e quello della Mongolia, con opportunità di crescita e arricchimento reciproco. La partecipazione della Mongolia a Expo 2015 sarà occasione di confronto sui temi che sono di grande interesse per i nostri Paesi, quali la tutela della biodiversità e l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali".  
   
   
FEDERALISMO: DAL GOVERNO NAZIONALE NUOVI ATTACCHI ALLA SICILIA  
 
Palermo, 20 ottobre 2011 - "Si prepara l´ennesimo attacco al Sud frutto dell´impostazione del Governo nazionale, sempre piu´ a trazione leghista. Nell´ancora misterioso decreto sullo sviluppo avanza una perequazione capovolta, finalizzata a sostenere il Nord a danno del Mezzogiorno. Infatti una norma dello schema di decreto riserva piu´ incentivi al Nord rispetto che al resto del Paese, in forza del fatto che questo gode di un minor rendimento degli impianti a causa del minor numero di ore di esposizione al sole". Cosi´ commenta l´assessore Gaetano Armao le indiscrezioni che cominciano a trapelare sulle misure che saranno predisposte dal Governo. "Ancora una volta - commenta l´assessore per l´Economia - il concetto di sviluppo che si prospetta sembra quello inteso a incentivare quanto gia´ esiste nelle zone piu´ ricche, piuttosto che sostenere quello delle aree a sviluppo ritardato, ove gli investimenti si riducono ormai ai minimi storici. Mentre si azzera la perequazione fiscale e quella infrastrutturale di un federalismo ormai ai minimi termini - aggiunge Armao - si vuole introdurre la ´perequazione del sole´. A questo delirio che condiziona le politiche di Governo, con buona pace degli esponenti politici e dei componenti dell´esecutivo siciliani, occorre opporsi. Non solo evidenziando che si tratterebbe di evidenti aiuti di Stato alle imprese, preclusi dall´Unione europea, ma chiedendo immediatamente l´applicazione di criteri analoghi per le centrali idroelettriche (perequazione dell´acqua che manca al sud) o chiedendo la liquidazione delle accise sulla raffinazione (il 41% del prodotto nazionale raffinato solo in Sicilia, piu´ il 20% in Sardegna)". "Si tratta - incalza Armao - dello stesso approccio che porta a rinvenire tutte le disfunzioni al Sud. Come nel caso della Copaff (Commissione ministeriale paritetica per il federalismo fiscale) che nei giorni scorsi ha diffuso dati sui bilanci delle regioni che, non incrociati con quelle delle funzioni che le regioni svolgono, adottano criteri di calcolo per la Sicilia che non tengono conto delle conseguenze sul piano del personale". "Gli sprechi - spiega ancora Armao - vanno eliminati, ed il Governo regionale e´ impegnato in questo senso, ma, come ha detto il Presidente della Repubblica qualche settimana fa a Palermo, non si costruisce il nuovo assetto del Paese partendo dall´assunto che ci sono aree della virtu´ ed aree della mala amministrazione" "Ho cosi´ ritenuto opportuno scrivere al Presidente della Copaff - illustra Armao - per spiegare che tra soprintendenze, musei, parchi archeologici, geni civili, uffici del lavoro, corpo forestale, uffici della motorizzazione (funzioni svolte dalla Regione, che i siciliani pagano con le loro tasse), oltre al personale che la Regione fornisce per uffici territoriali dello Stato, oltre 10.000 dipendenti sono impegnati in compiti che in Lombardia come nelle altre regioni vengono svolti dal personale statale, con uffici, beni strumentali, risorse finanziarie a carico dell´erario". Nella lettera Armao evidenzia lo sforzo che il Governo regionale ha portato avanti per riportare "la spesa corrente a quella di dieci anni prima (2001), incrementando pero´ gli investimenti, puntando al risanamento e ad una politica dei conti in regola". "Vigileremo certamente - ha concluso Armao - sui contenuti del futuro decreto, sperando che non si traducano nell´ennesimo attacco alla economia e alle casse della Sicilia, come gli ultimi provvedimenti del Governo hanno purtroppo gia´ fatto".  
   
   
SARDEGNA, CAPPELLACCI INCONTRA ISTITUTI BANCARI: "AZIONE COMUNE PER SOSTEGNO ALLE IMPRESE"  
 
Cagliari, 20 Ottobre 2011 - "Un’azione comune, di sistema per dare sostegno alle imprese sarde, per disincagliarle dalle difficoltà e rilanciare il sistema produttivo dell’Isola". E’ questa, in sintesi, la proposta formulata dal presidente Cappellacci durante l’incontro con i rappresentanti degli istituti bancari svoltosi ieri a Villa Devoto. Al vertice hanno partecipato, oltre alla Sfirs, i presidenti del Banco di Sardegna e della Banca di Credito Sardo e i rappresentanti di Unicredit, della Banca Monte dei Paschi, della Bnl, Banca di Sassari e della Banca Sella. "La Regione ha già posto in essere una serie di azioni a favore delle imprese - ha dichiarato il presidente, ricordando fra tutte il fondo di garanzia, oggi operativo anche per le garanzie dirette e per operazioni a favore della liquidità aziendale, il microcredito e la cessione dei crediti vantati dalle imprese verso la pubblica amministrazione - ma la straordinarietà della situazione impone un´azione di sistema tra le Istituzioni, il sistema bancario e quello imprenditoriale per consentire alle imprese di superare indenni la congiuntura sfavorevole e riprendere la crescita e lo sviluppo". Da parte degli istituti bancari è stato condiviso l´appello ad azioni di sistema ed è stata manifestata disponibilità a intraprendere iniziative comuni con la Regione. Le possibili modalità di intervento e gli strumenti tecnico giuridici saranno oggetto di immediato approfondimento da parte di un tavolo che sarà coordinato dalla Sfirs. Nelle prossime settimane sarà convocato un nuovo incontro per una prima valutazione dei percorsi operativi.  
   
   
CANTIERI GIOVANISÌ: PARTONO GLI INCONTRI SUL TERRITORIO  
 
Firenze, 20 ottobre 2011 – Partono in tutta la Toscana gli incontri del progetto “Giovanisì”, il programma regionale per favorire l’autonomia dei giovani. L’obiettivo degli appuntamenti, che si terranno tra ottobre e dicembre, è quello di informare gli addetti ai lavori sullo stato attuale del progetto e su quali strategie perseguire per renderlo più efficace. La proposta, che prende il nome di “Cantieri Giovanisì” è destinata agli amministratori locali, ai dirigenti delle associazioni di volontariato, di categoria, delle cooperative sociali e dei sindacati ma anche a tutti coloro che incontrano i giovani all’interno dei servizi attivi sul territorio, come ad esempio gli sportelli informativi. Il ciclo comprende anche le Officine formative, laboratori per tecnici e operatori impegnati nelle politiche giovanili e del terzo settore. Tra i protagonisti anche esperti e personaggi cari al mondo giovanile. Durante gli incontri – organizzati da Regione Toscana, Upi, Anci e Uncem – sarà possibile individuare linee di lavoro condivise, innovazioni e percorsi sperimentali. (com/mc) Ecco il calendario degli eventi dal sito www.Giovanisi.it/    
   
   
TOSCANA: VERSO UNA NUOVA LEGGE TOSCANA SULLA PARTECIPAZIONE  
 
Firenze, 20 ottobre 2011 – Una nuova legge regionale sulla partecipazione che aggiorni e renda più flessibile e attuabile un percorso di coinvolgimento dei giovani nelle decisioni pubbliche. Un percorso che dovrà prevedere, fra le altre cose, anche il voto a 16 anni per l’elezione degli organismi periferici che potranno essere istituiti dai Comuni. Lo ha annunciato l’assessore alle riforme Riccardo Nencini portando ieri il suo saluto all’iniziativa “Guardando al futuro”, promossa dal Forum dei giovani sul tema della partecipazione e ospitato dalla Regione nella sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati. “Un tema, quello della partecipazione, che è oggi più che mai attuale – ha commentato Nencini – perchè siamo, non solo in Italia ma in tutta Europa, alla fine del ciclo riassumibile con lo slogan ‘un uomo solo al comando’. Oggi la gravità della situazione impone soluzioni che non possono non passare per una nuova centralità dei luoghi decisionali pubblici e per la rivitalizzazione della partecipazione. E’ un’occasione propizia, che anche l’Italia deve cogliere al volo se vogliamo rifondare le basi della democrazia rappresentativa”. La Toscana, avverte Nencini, ci sta già lavorando. E lo farà mettendo mano ad una nuova legge. “Nel nuovo testo stiamo pensando – spiega – di consigliare ai Comuni che non sono tenuti a farlo per legge (in Toscana lo sarebbe oggi solo quello di Firenze) di dotarsi di organismi periferici a costo zero come ad esempio i portavoce di quartiere. Per questi organismi pensiamo di dare la possibilità di voto anche ai sedicenni”. Partecipazione, l’attuale legge scadrà nel 2013 La legge toscana sulla partecipazione, la n. 69 del 2007, è in vigore dal 2008 e dopo cinque anni, caso più unico che raro, cesserà di operare se non sarà formalmente riapprovata, confermata o modificata, alla luce anche di una valutazione degli effetti che ha prodotto. A prevederlo è la stessa legge, che decadrà dunque a gennaio 2013. La Toscana è stata la prima regione in Italia a legiferare sulla partecipazione. I cittadini possono essere coinvolti in processi partecipativi su interventi di grande impatto sul territorio regionale o su progetti di dimensione locale. A richiedere l’apertura di un processo possono essere oggi tanto gli enti locali quanto i cittadini che raccoglieranno le firme necessarie. Nel primo caso, quello degli interventi di grande impatto sul territorio, è prevista l’apertura di un Dibattito pubblico regionale, un po’ come accade da alcuni anni in Francia. Nel secondo caso, quello di progetti di dimensione locale, è previsto l’avvio di un processo partecipativo, la cui forma può cambiare di volta in volta. L’autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione è l’organo indipendente e al di sopra delle parti che gestisce i dibattiti pubblici sui grandi interventi e che valuta i progetti locali e li ammette al sostegno regionale. È composta da una sola persona ed è eletta dal Consiglio regionale. La discussione pubblica su un progetto non può durare più di sei mesi.  
   
   
TASSE: ABRUZZO, SOSTITUITA L´ACCISA BENZINA CON BOLLO AUTO  
 
Pescara, 20 ottobre 2011 - "Non c´è nessun nuovo debito per gli abruzzesi. Il grido di allarme del consigliere dell´Idv D´alessandro non ha ragione di esistere". L´assessore al Bilancio della Regione Carlo Masci spiega nei dettagli il problema relativo al bollo auto: "Questa addizionale sostituisce l´accisa sulla benzina adottata l´anno scorso per far fronte al debito di 360 milioni di euro, accertato nel 2009, appena insediata la Giunta Chiodi, ma relativo, sia chiaro - spiega l´assessore Carlo Masci - al triennio 2004-2005-2006. Quando ci siamo ritrovati nostro malgrado a far fronte ad una situazione debitoria di questa entità, abbiamo coperto il buco di 360 milioni con 200 mln di euro di anticipazione di cassa del Governo e 160 mln con prelievo dai Fondi Fas. La copertura di questo debito, costa alla Regione Abruzzo - prosegue l´assessore Masci - 13 mln di euro che fino all´anno scorso sono stati coperti con l´accisa sulla benzina (8 mln) e con un taglio di spese per 5 mln. Ora siccome è possibile sostituire l´accisa con un´altra entrata, noi abbiamo ritenuto più logico ed equo sostituire l´accisa sulla benzina, che gravava sugli abruzzesi in maniera indiscriminata, con l´aumento del bollo auto del 10%. Il bollo rappresenta un importo certo, cosa che non vale per la benzina, è una entrata che non crea problemi di riscossione, e soprattutto è una tassa più equa visto che si paga in base alla cilindrata dell´auto. Ribadisco - ha detto ancora l´assessore al Bilancio - che i 13 mln di mutuo derivano dal debito contratto negli anni 2004-2005-2006. Dal giorno del suo insediamento, la Giunta Chiodi non ha prodotto un euro di debito. Stiamo pagando debiti degli altri. Paghiamo debiti vecchi per non far ricadere sui nostri figli nuovi debiti. Questo debito è il frutto avvelenato della politica scellerata fatta negli anni passati. Noi ne paghiamo le conseguenze e ovviamente siamo costretti a pagare i 13 milioni di mutuo anno per non andare in default. Noi abbiamo invertito la rotta. Sfido D´alessandro a dire che oggi gli abruzzesi pagano un euro per debiti fatti dalla Giunta Chodi. Questa - ha concluso l´assessore al Bilancio Masci - è la conferma che paghiamo debiti contratti da altri".  
   
   
CENSIMENTO. MILANO UNICA CITTÀ D’ITALIA PER ACCORDI ASSISTENZA GRATUITA CON I CAF IL COMUNE MOLTIPLICA LE POSTAZIONI DI AIUTO AI CITTADINI  
 
Milano, 20 ottobre 2011 - Sono stati presentati ieri mattina presso il Comune le metodologie e i dati Istat del 15° censimento della popolazione e delle abitazioni 2011 riguardanti la città di Milano. Sono 482.388 i questionari consegnati a oggi, su un totale di 700.203; mentre 134.797 sono quelli già riconsegnati (44.255 via web; 90.108 tramite uffici postali; 434 tramite centri comunali di raccolta). Per aiutare i cittadini che ancora devono compilare il questionario, Milano è l’unica in Italia, insieme a Brescia, ad aver raggiunto accordi con i Caf Cgil, Cisl, Uil, oltre che con Acli per l’ assistenza gratuita nella compilazione e nell’invio del censimento. Importante novità anche la sede per assistenza in via Marsala 8, che si va ad aggiungere a tutte le altre postazioni già attive: Cam (Centri di Aggregazione Multifunzionale), sedi Aler, salone anagrafe di via Larga 12 e l’infobus itinerante sul territorio. “Per agevolare il più possibile i cittadini milanesi – spiega l’assessore al Decentramento e Municipalità Daniela Benelli – il Comune di Milano ha moltiplicato i punti di assistenza gratuita per la compilazione e il ritiro. La situazione, comunque, a oggi è assolutamente tranquilla e regolare e per la restituzione c´è ancora tempo fino al 20 novembre”. Dopo il 20 novembre vi sarà l’intervento dei rilevatori comunali per il recupero delle mancate risposte e per assistere eventualmente le famiglie. “È importante che tutti sappiano – tiene a precisare l’assessore Benelli – che fino al 20 novembre nessun rilevatore si presenterà nelle case dei cittadini. Il Comune manderà prima due lettere di sollecito e solo successivamente interverrà attraverso personale addetto, che, qualora possibile, prenderà un appuntamento o che comunque si farà annunciare”. Tutti gli indirizzi e gli orari si trovano sul sito del Comune o si possono chiedere telefonando allo 020202, che si aggiunge al numero verde Istat (800069701), per i cittadini di Milano, anche per la richiesta di informazioni generali sul questionario.  
   
   
FVG: TONDO, AVANTI SU RINNOVATA UNIONE RIVIGNANO-TEOR-POCENIA  
 
Udine, 20 ottobre 2011 - "Gli obiettivi e le finalità dei sindaci di Rivignano, Teor e Pocenia è decisamente in sintonia con le linee in materia di Autonomie locali dell´Amministrazione regionale, che incoraggia dunque gli enti a proseguire sulla strada di una rinnovata e potenziata Unione dei tre Comuni". Lo ha assicurato il presidente della Regione Renzo Tondo incontrando a Udine i primi cittadini dei Comuni della Bassa friulana - Mario Anzil (Rivignano), Fabrizio Mattiussi (Teor) e Danilo Bernardis (Pocenia) - che gli hanno sottoposto il progetto di rinnovo dell´Unione "Cuore dello Stella", avviata nel 2006 e dunque in scadenza nel maggio prossimo. I sindaci, che hanno reso noto al presidente anche l´esito positivo degli incontri avuti con gli assessori alle Autonomie locali, prima Federica Seganti e poi Andrea Garlatti, hanno ribadito la necessità di volere mantenere e garantire la specificità e l´identità culturale di ognuna delle tre realtà locali. "L´importante contenimento delle spese derivanti dalla condivisione di servizi e personale in caso di unione rende però il progetto certamente una priorità", hanno aggiunto i sindaci che ora avvieranno un fitto calendario di confronto con le rispettive cittadinanze.  
   
   
CON IL VOUCHER DIGITALE ENTI LOCALI PIU´ VICINI 430.000 EURO A BERGAMO,BRESCIA,CREMONA,LECCO,MANTOVA E MILANO MENO ATTESA PER LE PRATICHE E GESTIONI TRASPARENTI  
 
Milano, 20 ottobre 2011 - Nuovo successo per il ´Voucher digitale´, tramite il quale Regione Lombardia finanzia 15 progetti presentati da Unioni di Comuni, aggregazioni di Comuni fino a 50.000 abitanti e Comunità montane, che decidono di investire in progetti di informatizzazione degli uffici e dei servizi. Il decreto di assegnazione dei fondi agli enti partecipanti, già approvato, verrà pubblicato domani, giovedì 20 ottobre, sul Bollettino Ufficiale della Regione. Con questo riparto sono stati assegnati 430.574,64 euro, che portano a oltre 1,5 milioni di euro le risorse erogate con l´iniziativa del ´Voucher digitale´. "Con i voucher digitali - ha commentato l´assessore alla Semplificazione e Digitalizzazione della Regione Lombardia Carlo Maccari - abbiamo finanziato in totale 52 progetti di 387 Comuni lombardi, che devono utilizzare le risorse per l´acquisto di hardware e software o per la progettazione e realizzazione di sistemi per una migliore gestione dei documenti, dello Sportello Unico per le attività produttive (Suap), per le banche dati anagrafica, civile, territoriale e fiscale". Con questo nuovo bando sono state accettate le domande di 8 aggregazioni di Comuni, 3 Comunità montane e 4 Unioni di Comuni, delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Milano e Mantova. "Il voucher digitale - ha concluso Maccari - conferma di essere uno strumento adatto a incentivare i piccoli Comuni a unire le loro forze per offrire servizi migliori, contribuire al percorso di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e, grazie agli investimenti che rende realizzabili, aiuta a ridurre i tempi di attesa per i cittadini e più trasparenti le gestioni delle pratiche". Di seguito il riparto finanziario dei 15 progetti ammessi al finanziamento del secondo bando "Voucher digitale". Provincia di Bergamo: Comune di Calvenzano (capofila) 19.432 euro; Comunità montana Valle Brembana 21.900 euro; Unione dei Comuni di Capizzone 33.600 euro. Provincia di Brescia: Comune di Edolo (capofila) 28.000 euro; Comune di Pavone del Mella (capofila) 13.200 euro; Unione Comuni della Valsaviore 32.500 euro; Comunità montana Sebino Bresciano 50.000 euro; Comune di Lumezzane (capofila) 15.335 euro; Unione dei Comuni della Valtenesi 35.000 euro. Provincia di Cremona: Unione Comuni Palvareta Nova 35.000 euro; Comune di Crema (capofila) 28.000 euro; Provincia di Lecco: Comunità montana della Valsassina 50.000 euro. Provincia di Milano: Comune di Lacchiarella (capofila) 28.000 euro; Comune di Arconate (capofila) 12.606 euro; Provincia di Mantova: Comune di San Martino dell´argine (capofila) 28.000 euro.  
   
   
VDA: APERTO UN NUOVO BANDO PER I PROGETTI ALCOTRA ITALIA-FRANCIA  
 
Aosta, 20 ottobre 2011 - La Presidenza della Regione informa che sino al 1° marzo 2012 rimane aperto il nuovo bando per la presentazione di progetti del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-francia 2007/2013 Alcotra. Il bando è rivolto a tutte le misure previste dal Programma e, presumibilmente, sarà l´ultimo per quanto riguarda la programmazione attuale. E´ possibile, pertanto, presentare domanda di contributo pubblico per l´attuazione di progetti singoli della durata massima di due anni, secondo le modalità indicate nel bando stesso e nel Vademecum - Guida per i beneficiari. In occasione della riapertura del bando, l’Autorità di gestione organizza un seminario di informazione il 3 novembre 2011. L’evento si svolgerà a Torino nella sala conferenze della Gam, la Galleria Civica d’Arte Moderna e contemporanea - Via Magenta, 31. Per l´iscrizione è richiesta la registrazione attraverso apposita scheda, da inviare per e-mail a politichecomunitarie1415@regione.Piemonte.it . Ulteriori dettagli posso essere richiesti anche a alcotra@regione.Vda.it  , entro il 26 ottobre 2011. Contestualmente alla registrazione al seminario è, inoltre, possibile condividere la propria idea progettuale, per la ricerca di partenariato. A questo proposito la Direzione cooperazione territoriale della Presidenza della Regione è a disposizione per chiarimenti, informazioni e assistenza alla presentazione delle proposte progettuali.  
   
   
TRENTO: PROTOCOLLO TRA PROVINCIA E CONFINDUSTRIA: UN ATTO DI FIDUCIA VERSO I GIOVANI  
 
Trento, 20 ottobre 2011 - Sottoscritto ufficialmente ieri mattina il nuovo Protocollo tra Provincia autonoma di Trento e Confindustria del Trentino sui progetti per le scuole. “Un atto di fiducia nei confronti dei giovani”, hanno sostenuto il presidente Lorenzo Dellai e l’assessore all’istruzione Marta Dalmaso e Paolo Mazzalai, presidente della Confindustria del Trentino, davanti a responsabili ed operatori referenti dei progetti di partenariato scuole-imprese. Firmato dunque il nuovo Protocollo tra la Provincia e l´Associazione degli industriali della Provincia di Trento per proseguire nella realizzazione di progetti di collaborazione scuola – impresa. Al centro di tutte le dichiarazioni vengono posti i giovani, le loro difficoltà, accanto agli strumenti per dare loro una prospettiva positiva verso il futuro. “Un atto di fiducia” verso i giovani, infatti, è stato definito il Protocollo, oggi rinnovato e che è nato nel 2008, allora fortemente voluto dall´ex presidente degli Industriali trentini, Ilaria Vescovi e che, nei primi tre anni di attività, ha visto triplicare la partecipazione di scuole e aziende nei progetti in partnership. (vedi documenti allegati in pdf) “Il protocollo intende avvicinare i mondi della scuola e dell’industria, incrementandone l’interazione ed esplorando esempi concreti di imprenditorialità", ha detto l’assessore Marta Dalmaso, che ha aggiunto: "Lo scollamento tra il mondo reale e le attività scolastiche è un pericolo molto forte, rimarcato da più voci. Anche i nuovi Piani di Studio provinciali indicano in modo chiaro valori e competenze da raggiungere al termine del percorso di studi. Ho visto personalmente nei momenti in cui vengono presentati i progetti quando entusiasmo ci sia da parte degli studenti e degli insegnanti, ma anche quanta convinzione e disponibilità vi sia da parte delle imprese. L’interazione tra scuola e azienda – ha concluso Marta Dalmaso ringraziando tutti coloro che si sono adoperati per il successo della proposta -, se opportunamente valorizzata, può sensibilizzare gli studenti verso la costruzione di un personale percorso professionale orientato al lavoro autonomo e focalizzare le strategie per sostenere l’avviamento e lo sviluppo imprenditoriale.” Da parte sua, il presidente degli Industriali, Paolo Mazzalai ha parlato di “una firma che sancisce un percorso avviato da tempo, ma che vuole essere solo una tappa di un processo di avvicinamento alle nuove generazioni. Di giovani se ne parla, ma bisogna fare ancora di più”. Anticipando alcune azioni mirate della Confindustria trentina proprio in questa direzione, Mazzalai ha denunciato “una sorta di trascuratezza di questa fascia di giovani ed una serie di errori nelle scelte operate da parte delle generazioni degli adulti, che proprio sui giovani lasciano il peso maggiore della crisi: “Forse li abbiamo protetti anche troppo, però c’è stata una sorta di occupazione militare nell’occupazione del territorio, relegandoli in una crisi esistenziale, col crollo delle ideologie, meno motivazioni, meno fame e meno follia”. Ci vuole un rilancio degli interventi mirati sui giovani, “senza pensare a miracoli, ma consapevoli che ci vuole sinergia per rimediare agli errori fatti e per poter dare loro una strada sicura.” “Il valore di questo Protocollo è più grande delle pur importanti cose che contiene – ha detto il presidente Lorenzo Dellai nelle conclusioni prima della firma -. Si tratta della sottoscrizione di un impegno forte a cambiare le cose, a mettere in discussione ciò che oggi c’è, proprio perché sappiamo che se non cambierà il quadro complessivo, il Trentino rischia di mettere in discussione ciò che abbiamo costruito finora.” "Noi stiamo tentando di realizzare una transizione verso il nuovo registro imposto dalla crisi globale – ha proseguito il presidente della Provincia – e tutti siamo impegnati in questa direzione. Rispetto ai giovani, noi facciamo tante cose, dovremo farne di più, ci manca la narrazione, dobbiamo metterle insieme e dare un senso compiuto per far crescere la fiducia e far venire fuori dalle singole iniziative, la prospettiva complessiva.” In sintonia con quanto affermato dal presidente di Confindustria trentina sui giovani, Dellai ha parlato di “mutazione valoriale, di difficoltà di linguaggi comuni, da cui trae origine l’indignazione più che ragionevole: sono d’accordo che bisogna dare di più la parola ai giovani e stimolare tutta la società affinché consideri i giovani una risorsa vera e non solo da esibire nei convegni. In questo quadro – ha concluso Dellai – il Protocollo è un segnale importante dentro le nostre politiche giovanili e in quella direzione di sistema sinergico tra istruzione, università, ricerca e mondo del lavoro. Uno strumento in più che può aiutarci a superare quella visione da orticello, che ancora c’è così come, però, c’è la consapevolezza che non sia più possibile restare ancorati al sistema di prima per diventare competitivi, dentro il nuovo quadro organico imposto dalla crisi.”  
   
   
VDA: NOMINE DI COMPETENZA REGIONALE IN SCADENZA NEL PRIMO SEMESTRE DEL 2012  
 
Aosta, 20 ottobre 2011 - In applicazione della legge regionale n.11 del 1997, la Presidenza della Regione alle d’ Aosta comunica che è possibile presentare la candidatura per le cariche sotto elencate: · Cooperativa de L’enfer Soc. Coop. – 1 consigliere del Consiglio di amministrazione · Aero Club Valle d’Aosta – 1 consigliere del Consiglio direttivo · Associazione l’Arnia – 1 consigliere del Consiglio direttivo · Chatel Argent Soc. Coop. - 1 consigliere del Consiglio di amministrazione · Fromagerie Haut Val d’Ayas Soc. Coop. - 3 consiglieri del Consiglio di amministrazione · Le Lait de Pollein Soc. Coop. – 3 consiglieri del Consiglio di amministrazione · S.i.t. Vallée Soc. Cons. A.r.l.– 1 consigliere del Consiglio di amministrazione e 1 presidente del Collegio sindacale · Casinò de la Vallée Spa – 1 presidente, 1 sindaco effettivo e 1 sindaco supplente del Collegio sindacale · R.a.v. Spa - 1 presidente e 2 consiglieri del Consiglio di amministrazione · Sitrasb Spa - 1 presidente e 3 consiglieri del Consiglio di amministrazione e 1 presidente, 1 sindaco effettivo e 1 sindaco supplente del Collegio sindacale · Finaosta Spa - 1 presidente e 2 consiglieri del Consiglio di amministrazione e 1 presidente, 2 sindaci effettivi e 2 sindaci supplenti del Collegio sindacale. La documentazione e la modulistica sono a disposizione degli interessati all’Ufficio nomine della Segreteria della Giunta regionale, al quarto piano di Palazzo regionale, ad Aosta, (telefono 0165 27.38.34) e reperibili on line sul sito www.Regione.vda.it  nella sezione Amministrazione regionale>Nomine in scadenza.  
   
   
TRENTO: NETWORK DI GIOVANI PROFESSIONISTI: VENERDI´ UNA GIORNATA DI STUDIO  
 
Trento, 20 ottobre 2011 - Il Tavolo Giovani e Professioni della Provincia autonoma di Trento propone un workshop di una giornata, dal titolo “Network di giovani professionisti: un hub nel grande oceano blu” cui prenderanno parte giovani professionisti delle diverse discipline. Il workshop si terrà venerdì 21 ottobre 2011 presso la sede di Trentino Sviluppo in via Fortunato Zeni a Rovereto. Il programma prevede l´inizio lavori alle ore 9.00. Seguiranno la presentazione del vicepresidente di Trentino Sviluppo, Alessandro Garofalo e l´intervento di Domenico Fucigna di Tea Trends dal titolo “Modalità interpretative del mercato professionale - proiezione sui futuri 18 mesi”. Dopo la pausa pranzo, sempre il vicepresidente Garofalo introdurrà i lavori di gruppo. La conclusione dei lavori è prevista per le ore 17.00. A fronte di una domanda, in particolare per quanto concerne le professioni tecniche, caratterizzata da un alto livello di specializzazione, unito alla richiesta di approcci sempre più multidisciplinari, il panorama professionale giovanile soffre di una cronica parcellizzazione delle strutture, che vedono i giovani professionisti in forma per lo più individuale. In altre realtà territoriali (Francia, Scozia, Usa) si sono già realizzate "reti" di professionisti, a carattere monodisciplinare, atte a consentire la collaborazione fra professionisti e la comunicazione del sapere esperto. Un caso per certi versi analogo è la Community creata a scala nazionale da Ingegneri ed architetti. Si ipotizza dunque la necessità di una "piattaforma virtuale" all´interno della quale i giovani professionisti possano scambiare idee, mettere in gioco le proprie specifiche competenze, maturare un approccio multidisciplinare al progetto, accedere a strumenti informatici di alto livello. Il Tavolo Giovani e Professioni della Provincia autonoma di Trento propone un workshop di una giornata, dal titolo “Network di giovani professionisti: un hub nel grande oceano blu” cui prenderanno parte giovani professionisti delle diverse discipline. Obiettivo sarà il confronto fra le diverse professionalità per comprendere quali possano essere i vantaggi di una collaborazione multidisciplinare nei diversi contesti, e quali siano gli strumenti più adeguati ad incentivarla e realizzarla. Il primo obiettivo è quello della consapevolezza: ci si propone di interrogarsi, con i giovani professionisti, su quali possano essere le dinamiche e le grandi sfide professionali del prossimo futuro. Al termine di tale workshop si potrà ipotizzare uno scenario per i giovani professionisti trentini "in rete". Tale scenario verrà confrontato, in un convegno successivo, con altre realtà, già presenti in Italia,europa, Usa, al fine di comprendere punti di forza e debolezze dell´operare all´interno di un network. Al termine del workshop, dunque, ci si attende il disegno di un possibile scenario di network, (o di piattaforma, hub..) in grado di fornire opportunità reali ai giovani professionisti. Il workshop si terrà venerdì 21 ottobre 2011 presso la sede di Trentinosviluppo in via Fortunato Zeni a Rovereto. Il programma prevede l´inzio lavori alle ore 9.00. Seguiranno la presentazione del Vicepresidente di Trentinosviluppo, Alessandro Garofalo e l´intervento di Domenico Fucigna di Tea Trends dal titolo “Modalità interpretative del mercato professionale - proiezione sui futuri 18 mesi”. Dopo la pausa pranzo, sempre il vicepresidente Garofalo introdurrà i lavori di gruppo. La conclusione dei lavori è prevista per le ore 17.00. Per info info@gipro.Tn.it    
   
   
IMMIGRATI: ARS APPROVA NORMA A SOSTEGNO IMPRESE LAMPEDUSA  
 
Palermo, 20 ottobre 2011 - L´assemblea regionale siciliana ha approvato un emendamento del governo al disegno di legge su "Promozione della lingua dei segni", riguardante "l´emergenza Lampedusa". Il testo prevede che all´articolo 60 "Aiuti all´investimento" della legge regionale n. 32 del 2000 e´ aggiunto il seguente comma: "Al fine di favorire il superamento della grave situazione di emergenza economico sociale, causata dall´eccezionale afflusso di migranti provenienti dai Paesi del Nord Africa, nelle Isole di Lampedusa e Linosa (Ag), il fondo di cui al presente articolo eroghera´ altresi´ agevolazioni in favore delle piccole e medie imprese, ivi comprese le microimprese, aventi sede legale o operativa, da almeno sei mesi antecedenti al 16 giugno 2011, presso il Comune di Lampedusa e Linosa". "Con questa norma - spiega l´assessore regionale Gianmaria Sparma, che ha coordinato l´ufficio della Giunta per l´emergenza Lampedusa - i regimi di aiuto alle imprese previsti dal fondo regionale per il commercio, sono estesi alle attivita´ imprenditoriali delle isole Pelagie in grave crisi economica dal febbraio 2011 a causa dell´emergenza migranti. Voglio ringraziare, per la sensibilita´ mostrata, il presidente Lombardo, i colleghi Armao e Venturi, il presidente dell´Assemblea Cascio, i capigruppo e tutti i parlamentari regionali della deputazione di Agrigento". Con successivo decreto dell´assessore regionale delle Attivita´ produttive, si provvedera´ a definire i requisiti e le modalita´ per l´accesso a tali agevolazioni.  
   
   
QUINTA EDIZIONE PER IL PERCORSO DELLA LEGALITA’ VALLE D’AOSTA  
 
Aosta, 20 ottobre 2011 - I risultati positivi riscontrati nelle quattro passate edizioni, ci spingono a ripresentare con entusiasmo anche per l’anno scolastico 2011-2012, il progetto Percorso della legalità, frutto della collaborazione fra la Presidenza della Regione, l’Assessorato istruzione e cultura, la Presidenza del Consiglio Valle, il Sindacato autonomo di Polizia e il Comune di Aosta, al fine di favorire la maturazione democratica individuale e collettiva, un responsabile coinvolgimento nel vivere sociale, la determinazione di un nuovo rapporto tra cittadini e istituzioni attraverso la comprensione delle regole e del sistema democratico. Il progetto, destinato agli studenti delle scuole superiori, abbraccia tutto l’anno scolastico e avrà come momento culminante il Memorial Day 2012, che si terrà nel mese di maggio 2012, in ricordo delle vittime del terrorismo, della mafia, del dovere e di ogni forma di criminalità, nel corso della quale saranno presentati alcuni degli elaborati preparati dagli studenti. Dato l’ottimo riscontro conseguito gli anni precedenti, anche quest’anno saranno realizzati alcuni incontri aperti alla popolazione, ed in particolare ai genitori, al fine di estendere la conoscenza delle tematiche affrontate con gli studenti creando un fil rouge tra le diverse generazioni. «La quinta edizione di questa importante iniziativa coincide quest’anno con il ventesimo anniversario della strage di mafia che ha ferito in maniera profonda tutto il paese, quella di Capaci – dice il Presidente della Regione Augusto Rollandin -. E’ quindi sulla scia del ricordo e dell’insegnamento a non dimenticare e a non accettare la potenza brutale della criminalità che anche quest’anno riproponiamo ai nostri giovani e non solo un percorso alla scoperta di come si può e si deve essere cittadini onesti e consapevoli che è giusto lottare per la legalità». Il percorso, che prende avvio il 24 ottobre 2011 h.10.00 con lo spettacolo teatrale We Free – dipende da noi, progetto nazionale di prevenzione dalla tossicodipendenza ideato e messo in scena dai ragazzi di San Patrignano, proseguirà con una serie di incontri presso la Casa circondariale di Brissogne alla presenza di alcuni detenuti, le cui testimonianze dirette serviranno per approfondire temi come la micro-criminalità, il disagio sociale, l’emarginazione, l’abuso di sostanze alcoliche e di droghe, lo spaccio di sostanze stupefacenti. La terza tappa sarà caratterizzata da laboratori didattici presso la Cascina Caccia di San Sebastiano da Po (To), bene confiscato alla mafia e da incontri con operatori della Polizia di Stato (tra cui esperti del Reparto Cinofilo e dei reparti impegnati nei servizi di Ordine Pubblico) presso il Reparto Mobile della Polizia di Stato di Genova. Nel corso dell’intero anno scolastico le classi potranno richiedere l’intervento della Questura, della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, per ricevere approfondimenti su argomenti ritenuti di particolare interesse dagli studenti. La quinta tappa sarà caratterizzata dalla realizzazione del manifesto Memorial Day, affisso in tutte le numerose città italiane ed estere che aderiranno all’iniziativa. La manifestazione, realizzata per non dimenticare tutte le vittime del terrorismo, della mafia, del dovere e di ogni forma di criminalità, in Valle d’Aosta si terrà nel mese di maggio 2012, con l’attività In corsa per la legalità. L’intero percorso andrà a concludersi con la partecipazione di una delegazione di studenti, salvo disponibilità di posti, alla manifestazione in programma a Palermo il 23 maggio, in occasione del Xx anniversario della strage di Capaci. «La formazione della persona – dichiara l’Assessore all’istruzione e cultura, Laurent Viérin – è uno dei capisaldi didattici della scuola valdostana e il “Percorso della legalità” rappresenta uno dei progetti capaci di valorizzare le buone prassi didattiche. Si tratta quindi di una attività finalizzata alla costruzione del percorso di riflessione e di rielaborazione di ogni studente – prosegue Viérin– attraverso momenti di informazione/formazione e partecipazione in cui i ragazzi divengono protagonisti e testimonial per l’intera comunità. L’educazione alla legalità – conclude l’Assessore – comporta l’affermazione dei diritti di uguaglianza e di cittadinanza e l’assunzione della responsabilità individuale e collettiva».  
   
   
SLOVENIA, LE DONNE PAGATE QUASI QUANTO GLI UOMINI  
 
Lubiana, 20 ottobre 2011 - Gli ultimi dati forniti dall´Istituto nazionale sloveno di Statistica in merito all´andamento delle retribuzioni locali dimostrano che la differenza tra gli stipendi delle donne e quelli degli uomini avvantaggia questi ultimi. Ad ogni modo, il gap che separa i colleghi maschi dalle femmine sembra essere inferiore a quello di altri Paesi. L´istituto afferma infatti che nel 2010 lo stipendio medio delle donne è stato pari a 1.519 euro (lordi), il 96,5 per cento di quello medio degli uomini, pari a 1.574 euro.  
   
   
PARMA: L’ADOLESCENZA DEI FIGLI ADOTTIVI UN CONVEGNO AL SEMINARIO MINORE. RELATORI GLI PSICOLOGI E PSICOTERAPEUTI FRANCESCO VADILONGA E DARIA VETTORI.  
 
Parma, 20 ottobre 2011 – È dedicato a “L’adolescenza di un figlio adottivo: fra origine e appartenenza” l’incontro organizzato per sabato 22 ottobre dal Centro adozioni La Maloca con la Provincia di Parma alla sala Convegni del Seminario minore (Viale Solferino, 25). Un incontro che prova ad aprire una riflessione su un tema complesso: in un quadro come quello dell’adolescenza, già di per sé delicato (per chi la vive dal di dentro, i ragazzi, ma anche per i genitori, che li affiancano e li accompagnano nel loro percorso di crescita), l’adozione può infatti rappresentare una variabile “di peso”, tutt’altro che irrilevante. Proprio di questo si ragionerà nell’appuntamento di sabato, che vuole proporsi come occasione di confronto costruttivo per tutti coloro che hanno intrapreso o desiderano intraprendere un percorso d’adozione. L’iniziativa è promossa da La Maloca (associazione di volontariato attiva nel campo di adozioni internazionali, sostegni a distanza, progetti di cooperazione) e dalla Provincia, in collaborazione con il Gruppo tecnico provinciale adozione. La mattinata prenderà il via alle 9,15 con l’accoglienza e la registrazione dei partecipanti. Alle 9,40 la presentazione dei lavori da parte della presidente della Maloca Camilla Melegari e l’intervento di una rappresentanza del Gruppo tecnico provinciale adozione. Dalle 10 sono previste le relazioni centrali della mattinata, tenute da due esperti: Francesco Vadilonga, responsabile del Centro di terapia dell’adolescenza di Milano e co-direttore della scuola Iris (scuola quadriennale di specializzazione in psicoterapia), interverrà su “identità e origini in adolescenza”, e Daria Vettori, psicologa e psicoterapeuta, consulente di enti pubblici e privati in progetti di promozione e formazione su affido e adozione, parlerà di “Adolescenti adottivi: storia di un’esperienza di gruppo”. Intorno alle 11 l’intervento dell’assessore provinciale alle Politiche sociali Marcella Saccani. Alle 12 l’apertura della discussione. Le conclusioni sono previste intorno alle 13. L’incontro è aperto a tutti gli interessati. “Da anni la nostra associazione organizza questi incontri, che hanno lo scopo di approfondire tematiche importanti come appunto l’adolescenza di un figlio adottivo. Il confronto arricchisce e stempera paure e ansie perché alcuni problemi sono comuni a molti nuclei familiari, soprattutto quelli adottivi - spiega la presidente della Maloca Camilla Melegari -. Sempre in quest’ottica mi piace ricordare che dallo scorso aprile nella nostra sede è attivo Adopoint, un punto d’ascolto per le famiglie adottive: il servizio è gratuito e si rivolge a tutte le famiglie adottive che sentono la necessità di mettere a fuoco i problemi di carattere relazionale che si evidenziano nei momenti chiave della vita del bambino/ragazzo”. “Si dice sempre che l’adolescenza è un’età complessa, delicata. Lo è per tutti i ragazzi, per i quali proprio con l’adolescenza inizia un percorso di ulteriore crescita e anche di “trasformazione”. In questo contesto l’elemento-adozione costituisce senz’altro un fattore in più con il quale fare i conti – commenta l’assessore provinciale Marcella Saccani -. Ecco perché incontri come questo come possono essere davvero molto utili: come opportunità di confronto e di scambio, con esperti e con altri genitori adottivi”.