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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 24 Maggio 2012
CHIRURGIA DEL FUTURO: AL POLICLINICO DI MILANO IL PRIMO INTERVENTO “INTELLIGENTE” E SU MISURA PER IL MAL DI SCHIENA  
 
 Milano, 24 maggio 2012 – Si è svolto il 17 maggio, presso la Fondazione Ca’ Granda Ospedale Policlinico di Milano, un avveniristico intervento chirurgico alla colonna vertebrale, il primo condotto in Italia con l’ausilio di un software che permette di eseguire correzioni assolutamente personalizzate e tailor-made. Avvalendosi dell’innovativo Sistema Css messo a punto dall’azienda tedesca spontech, il dottor Pietro Scarone, Dirigente medico dell’Unità Operativa di Neurochirurgia della struttura milanese, ha infatti potuto calcolare in fase preoperatoria gli specifici parametri spino-pelvici del paziente, realizzando poi un’operazione che ne rispettasse la peculiare geometria spinale. Il caso era quello di un uomo di 70 anni affetto da discopatia lombare aggravata da instabilità vertebrale su base artrosico-degenerativa, che lo ha portato progressivamente ad avere dolore sia alla schiena che alla gamba (lombo-sciatalgia), con impossibilità a deambulare. Sono oltre 15 milioni gli italiani che soffrono di dolore lombare; alla base del problema spesso vi è una degenerazione dei dischi intervertebrali (2 pazienti su 3 tra quanti hanno mal di schiena e consultano ripetutamente uno specialista). La perdita di spessore dei dischi e il venir meno della loro funzione di “cuscinetto” tra le vertebre può portare queste ultime ad avvicinarsi al punto da comprimere le radici nervose adiacenti. Questo spiega l’insorgenza della sensazione dolorosa che, in alcuni casi, può rendere necessaria un’operazione chirurgica, volta a ripristinare il giusto spazio tra le vertebre. In questi casi l’intervento solitamente eseguito consiste nell’inserimento di un distanziatore impiantabile. Tuttavia, se quest’ultimo non rispetta la curvatura originaria della colonna, i dischi adiacenti a quello in cui è avvenuta l’operazione possono andare incontro a un sovraccarico e, col tempo, degenerare. “Grazie a questo nuovo sistema, è per la prima volta possibile calcolare la dimensione e l’angolo che il distanziatore o la cage deve avere, affinché vengano rispettate le caratteristiche anatomiche del singolo paziente”, afferma Scarone. “Ogni individuo sviluppa propri specifici equilibri della colonna vertebrale e del bacino, in parte congeniti, legati alla conformazione, in parte modificati dallo stile di vita e dalle posture che si assumono. Questi equilibri possono essere descritti da parametri precisi, i cosiddetti parametri spino-pelvici, che sono la fotografia della colonna di ciascuno e influenzano l’andamento di un’eventuale discopatia. Il software utilizzato tiene conto di questi parametri e ci dice quale lunghezza, quale spessore e inclinazione deve avere il dispositivo da impiantare. Questo può, da un lato, evitare la malattia discale nei segmenti adiacenti, dall’altro favorire una migliore fusione tra le vertebre a livello della cage, che è l’obiettivo dell’intervento. L´operazione di ieri è perfettamente riuscita: abbiamo impiantato una cage tra la 4a e la 5a vertebra lombare, che ha permesso un ottimale recupero dell’altezza dello spazio discale e della lordosi lombare. Il paziente ha superato l´intervento senza alcun problema”. Con il nuovo Sistema Css sono già stati realizzati circa 50 interventi dagli ottimi risultati, in oltre 10 cliniche universitarie in Germania, ed è stato avviato uno studio clinico presso l’Università di Magonza. Dal febbraio 2012 spontech è attiva anche nel nostro Paese con un distributore ufficiale, la Neuromedical di Salsomaggiore Terme, e in questi giorni è presente al Xxxv Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Vertebrale (Gis), in corso a Roma. Quello con la Fondazione Ca’ Granda Ospedale Policlinico di Milano è il primo accordo di collaborazione stipulato con una struttura sanitaria italiana. “Siamo molto lieti del progetto avviato con un istituto prestigioso come il Policlinico di Milano”, afferma Thomas Fischer, Ceo della società tedesca spontech. “Dopo aver lavorato negli ultimi anni con opinion leader di fama internazionale, dalla lunga esperienza nell’ambito della chirurgia vertebrale, ci auguriamo di poter continuare il cammino intrapreso avvalendoci della preziosa collaborazione dei clinici italiani, per contribuire, anche in questo Paese, alla cura delle patologie degenerative della colonna vertebrale”. Il Sistema Css si compone di Verta-plan, Verta-connect e Verta-control. Verta-plan è il software che, in fase pre-operatoria, esegue la misurazione dei corpi vertebrali e degli spazi intervertebrali, elabora i parametri motori del paziente e fornisce al chirurgo l’indicazione del dispositivo impiantabile più adatto al caso specifico. Inoltre, supporta il chirurgo durante l’intervento e permette di valutarne gli effetti su tutto il profilo spinale. A partire dal prossimo mese di luglio sarà disponibile una nuova versione del software, che permetterà al chirurgo di analizzare e intervenire non solo sul tratto lombare della schiena, ma su tutto il rachide, dal cranio fino al bacino. Verta-connect è un dispositivo impiantabile che funge da distanziatore, ripristinando tra le vertebre la giusta inclinazione. L’inserter Verta-control è invece uno strumento sulla cui superficie è riportata una scala che permette al chirurgo di controllare esattamente la profondità di inserimento del distanziatore all’interno dello spazio intervertebrale.  
   
   
EMILIA ROMAGNA: RIPARTO FONDO SANITARIO 2012  
 
Bologna, 24 maggio 2012 - La Giunta regionale dell’Emilia-romagna ha approvato la delibera di programmazione e finanziamento del Servizio sanitario regionale per il 2012: ammontano complessivamente a 7.999,081 milioni le risorse a disposizione; di questi 7.849,081 sono la quota parte dell’Emilia-romagna del riparto del Fondo sanitario nazionale (secondo l’accordo condiviso tra le Regioni ma non ancora approvato dalla Conferenza Stato-regioni), 150 milioni provengono direttamente dal bilancio della Regione Emilia-romagna. “L’obiettivo, anche per il 2012, a conferma del positivo trend degli anni precedenti, e pur in una situazione molto difficile riguardo al finanziamento, è l’equilibrio di bilancio a livello regionale e a livello delle Aziende sanitarie, mantenendo il buon livello dei servizi ed anzi, perseguendo il loro sviluppo, con i bisogni dei cittadini al centro dell’attenzione”, ha detto l’assessore alle politiche per la salute Carlo Lusenti illustrando la situazione finanziaria in cui si trova la sanità dell’Emilia-romagna. “Il Fondo sanitario – ha spiegato Lusenti - ha un incremento rispetto al 2011 del 2%. In realtà, l’incremento è pari a zero. Nel 2012, infatti, la normativa nazionale prevede l’obbligo di copertura di tutte le quote di ammortamento di competenza dell’anno, relative agli investimenti in strutture e tecnologie realizzati dalle Aziende Sanitarie, che per la nostra Regione sono circa 160 milioni di euro”. Dunque, in sostanza, nel 2012 le risorse disponibili sono a crescita zero rispetto a un 2011 "che ha avuto lo stesso andamento”: tutto questo a fronte di un incremento di costi inevitabile, ad esempio per beni e servizi (farmaci, materiale sanitario, servizi di lavanderia, pulizia, utenze ), che è pari al 3,5% annuo in tutto il Paese. La Regione, inoltre, a fronte del totale azzeramento del Fondo nazionale per la non autosufficienza nel 2012, ha stanziato risorse aggiuntive per il Fondo regionale per la non autosufficienza, che ammonta complessivamente a 445,6 milioni, di cui 135 sono da bilancio regionale. Rispetto poi ai tempi di pagamento ai fornitori di beni e servizi alle Aziende sanitarie, Lusenti ha detto che “il miglioramento di questi tempi rappresenta una priorità”. Per questo le Aziende sanitarie sono tenute ad utilizzare risorse aziendali. Il tema delle risorse, per Lusenti, è comunque ineludibile ed è da affrontare nell’ambito della discussione sul nuovo Patto per la salute da sottoscrivere tra Governo e Regioni. “Consideriamo che a seguito delle manovre del Governo Berlusconi nel 2010 e nel 2011 al Servizio Sanitario Nazionale mancano 17 miliardi nel triennio 2012-2014, che si traducono in meno 1,5 miliardi per l’Emilia-romagna. Tutte le Regioni - ha detto Lusenti - giudicano la condizione delle risorse insostenibile a fronte della insopprimibile esigenza di garantire l’esigibilità dei Livelli Essenziali di Assistenza a tutti i cittadini e pongono l’urgenza di rivedere, in sede di discussione sul nuovo Patto per la salute, le risorse nel triennio 2012-2014 e di comprendervi anche le risorse per investimenti strutturali e tecnologici poiché senza innovazione la sanità pubblica non può reggere”. Il riparto delle risorse 2012 - Dello stanziamento complessivo (7.999,081 milioni), al finanziamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (i servizi per la tutela, la cura e il recupero della salute garantiti a tutte le persone) sono destinati 7.458,045 milioni. Le risorse sono suddivise in parte tra le Aziende Usl secondo criteri espliciti e predefiniti ( in prevalenza sulla base della numerosità della popolazione al 1° gennaio 2011, ponderata tenendo conto delle caratteristiche socio-demografiche, di bisogno sanitario e di assistenza) ed in parte: per il finanziamento a servizi aggiuntivi rispetto ai Livelli Essenziali di Assistenza nazionali (come ad esempio prestazioni odontoiatriche, certificazioni sportive, interventi per lavoratori colpiti dalla crisi economica, erogazione di farmaci per persone in difficoltà economica), per il finanziamento del sistema integrato Servizio sanitario-Università, per la realizzazione di progetti e funzioni sovra-aziendali, per il contenimento delle liste d’attesa, per la qualificazione dell’attività di eccellenza dell’assistenza ospedaliera, e a garanzia dell’equilibrio economico-finanziario. E’ stata prevista una linea di finanziamento dedicata ai fattori della coagulazione del sangue per il trattamento di pazienti emofilici per 24,7 milioni e un accantonamento di 120 milioni da ripartire a fine anno per la piena copertura degli ammortamenti. Alle Aziende Usl le risorse sono così assegnate: Piacenza 484,432 milioni; Parma 699,163 milioni; Reggio Emilia 799,419 milioni; Modena 1.083,884 milioni; Bologna 1.418,557 milioni; Imola 213,825 milioni; Ferrara 619,853 milioni; Ravenna 642,641 milioni; Forlì 318,260 milioni; Cesena 327,664 milioni; Rimini 502,582 milioni. Assegnati direttamente alle Aziende Ospedaliere, Ospedaliero-universitarie e Istituto Ortopedico Rizzoli 99,393 milioni che si aggiungono alle risorse che le Aziende Usl riconoscono alle stesse Aziende Ospedaliere e Ospedaliero-universitarie sulla base degli accordi per la fornitura di prestazioni a favore dei cittadini residenti. Gli obiettivi di salute - Gi obiettivi sono fissati per tutte le Aziende sanitarie e quindi per l’insieme del Servizio sanitario regionale in una logica di rete, di cooperazione e di omogeneità di offerta e di accesso in tutto il territorio. Eccone alcuni. Nell’ambito di tutti i processi di cura, con attenzione particolare alle situazioni più fragili, si richiede di strutturare competenze e strumenti per l’ascolto dei problemi, la comprensione, la comunicazione rispettosa ed efficace. Dovrà essere assicurata la presa in carico delle persone vittime di maltrattamento e abuso (donne e bambini). Dovranno essere adottati interventi per la sicurezza delle cure e il risarcimento dei danni. Particolare attenzione si richiede, ad esempio, per la sicurezza dei percorsi pre e post operatori (delibera di Giunta regionale 1706/2009) e per il rischio infettivo. Dovrà essere assicurata la partecipazione ai programmi di innovazione e ricerca per il miglioramento continuo dei servizi. E’ richiesto l’ulteriore sviluppo del programma regionale di realizzazione delle Case della salute (che riuniscono in un solo luogo i servizi per bisogni che non necessitano di ricovero). Un’attenzione particolare viene richiesta riguardo ai percorsi di presa in carico di persone con patologie croniche (in particolare diabete e scompenso cardiaco). Si richiede di attuare i programmi aziendali per garantire le prestazioni specialistiche (visite ed esami) nei tempi previsti dalla normativa. Per l’assistenza farmaceutica si dovrà lavorare per l’appropriatezza prescrittiva e per favorire l’uso dei farmaci con brevetto scaduto (farmaci generici).  
   
   
SLA, FORMIGONI: FINO A 2500 EURO AL MESE PER CURE A CASA  
 
Milano, 24 maggio 2012 - "I malati di sclerosi laterale amiotrofica (Sla) o di altra patologia dei motoneuroni potranno ricevere un contributo mensile aggiuntivo di 1.500 o 2.000 euro - a seconda della gravità del caso e delle necessità di cura - oltre ai 500 euro già garantiti dal 2008 per l´assistenza domiciliare. L´assegno mensile potrà così essere di 2.000 o 2.500 euro e servirà a garantire adeguata assistenza a quelle persone per le quali il progredire della malattia ha causato un deficit grave o completo delle capacità funzionali (respirazione, nutrizione, comunicazione, motricità)". Centro Nemo - Lo ha annunciato il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione e alla successiva inaugurazione dei nuovi spazi (1.000 metri quadri) del Centro Clinico Nemo di Niguarda insieme ad Alberto Fontana (presidente Fondazione Serena Onlus), Luca Cordero di Montezemolo (presidente Fondazione Telethon), Pasquale Cannatelli (direttore generale Niguarda) e Mario Melazzini (direttore scientifico del Centro Clinico Nemo). Programma Regionale - Questi contributi aggiuntivi sono la principale novità contenuta nel ´Programma esecutivo di interventi regionali in tema di Sclerosi laterale amiotrofica e altre malattie del motoneurone´, approvato dalla Giunta regionale nei giorni scorsi, su proposta dell´assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale, Giulio Boscagli. Grazie ai finanziamenti del Fondo nazionale per le non autosufficienze - per la Lombardia si tratta di 15.490.000 euro - "sarà dunque possibile - ha spiegato Formigoni - migliorare e potenziare l´assistenza per questi malati". Oltre ai contributi in più per le cure domiciliari svolte dagli assistenti familiari o dalle famiglie stesse, finanziati con 12.835.100 euro, Regione Lombardia ha deciso di realizzate altre tre azioni. Tre Azioni - "La prima - ha aggiunto il presidente - finanziata con 2,5 milioni, riguarda il potenziamento in termini qualitativi e quantitativi del percorsi di assistenza a domicilio: lo scopo è migliorare il raccordo con i medici o gli ospedali di riferimento per comprendere e affrontare meglio i bisogni delle persone". Previsti anche percorsi di formazione per gli operatori dell´assistenza domiciliare. Il secondo intervento, a carico del bilancio regionale e quindi non finanziato con il Fondo nazionale, è invece dedicato a potenziare i ricoveri di sollievo per i malati e per chi li accudisce (i cosiddetti ´caregiver´). Verrà offerta la possibilità di accoglienza temporanea in strutture con caratteristiche di tipo alberghiero, ma con la sicurezza di essere assistiti da personale qualificato. Anche questa particolare opportunità è riservata ai pazienti con deficit grave o completo delle capacità funzionali. Infine, l´1 per cento della quota lombarda del Fondo (154.900 euro) verrà utilizzato per promuovere e sostenere attività di ricerca riguardo i modelli assistenziali utili a prevenire le complicanze e migliorare la qualità della vita. Interventi Già Realizzati - "Il Programma varato dalla Giunta - ha commentato l´assessore Boscagli - si inserisce in un contesto, che ha già visto diversi interventi di Regione Lombardia per la cura e l´assistenza dei malati di Sla o di altre patologie dei motoneuroni. Dal 2008 viene garantito ai malati assistiti in casa un assegno mensile di 500 euro e la possibilità di ricoveri di sollievo in Residenze sanitario assistenziali (Rsa) o Residenze per persone con disabilità (Rsd) e, dal 2009, viene garantita la completa gratuità del ricovero permanente in queste stesse strutture. Grazie a questi interventi, attualmente vengono assistite a domicilio 431 persone, mentre altre 50 sono ricoverate in Rsa o Rsd". Raddoppiano Spazi, Piu´ Cure Per Bambini - Il Centro Clinico Nemo oggi ha a disposizione altri 1000 mq, che di fatto ne raddoppiano dimensioni e funzionalità, con particolare riferimento ai pazienti pediatrici che potranno godere di spazi interamente dedicati. "Si tratta - ha detto ancora Formigoni - di una struttura unica nel suo genere in Italia e che in brevissimo tempo ha saputo porsi come il punto di riferimento in assoluto per le malattie genetiche correlate". E´ dotata di 20 posti letto più 4 di day hospital, con un´utenza di circa 1200 persone all´anno. Complessivamente ha offerto più di 6000 prestazioni in quattro anni di effettiva attività, con una domanda in forte crescita costituita per ben il 30 per cento da pazienti extra-regione. Fiore All´occhiello - "Questo Centro - ha sottolineato Formigoni - rappresenta oggi, a distanza di qualche anno dalla sua piena operatività, un vero e proprio fiore all´occhiello del nostro Sistema sanitario, oltre che un modello virtuoso di collaborazione pubblico/privato. Sottolineo con piacere come questa esperienza abbia fatto da apripista ad altri Centri analoghi, che sono stati successivamente aperti da Fondazione Serena, a cui fa capo Nemo, in altre regioni d´Italia". "Grazie al vostro lavoro - ha aggiunto il presidente, rivolgendosi ai responsabili e al personale - in breve tempo Nemo ha saputo proporsi come un vero e proprio modello per la presa in carico di pazienti con malattie complesse e gravemente invalidanti". Esso rappresenta "un esempio sia rispetto alla qualità dei percorsi di cura, che alla capacità di mantenere costi diagnostici sensibilmente inferiori alla media". A Pieno Titolo Nel Sistema Sanitario - "Nel 2013 - ha concluso Formigoni - terminata la prevista fase di sperimentazione gestionale (2007-12), il Centro, con i suoi posti letto e le attività relative, entrerà a far parte a tutti gli effetti del Sistema sanitario regionale".  
   
   
GENOVA: IL CENTRO DEL GASLINI PUNTO DI RIFERIMENTO CONTRO L’OBESITÀ’  
 
Genova, 24 Maggio 2012. “Il centro contro l’obesità del Gaslini è un’eccellenza a livello nazionale e visti i risultati deve continuare la sua opera, garantendo il servizio ai bambini che presentano problematiche di sovrappeso”. Lo ha detto ieri l’assessore regionale alla salute Claudio Montaldo in occasione dell’appello lanciato dall’associazione di genitori Ob-1 che si batte per la prevenzione dell’obesità in età infantile. “Il centro del Gaslini - ha continuato Montaldo – sta dando un contributo a centinaia di famiglie e dovrà continuare a farlo mettendosi in rete con tutte le realtà presenti sul territorio. L’obiettivo infatti è quello di avere strutture che possano da un lato offrire consulenza e dall’altro affrontare le problematiche attraverso un centro di specializzazione elevata”. Il centro del Gaslini nato nel 1999 all’interno della clinica pediatrica effettua in media 380 visite ambulatoriali l’anno e 375 ricoveri. L’età media dei pazienti alla prima osservazione è di 10 anni. A testimonianza che la consultazione presso il centro risulta tardiva. Nel 13% dei casi la consultazione al centro viene richiesta dal pediatra curante, nel 68,5% dai genitori, nel 10,5% dai medici specialisti e nell’8% da conoscenti o attraverso Internet. Il 46% dei pazienti che arrivano al centro presenta altre problematiche come ipertensione, sindrome metabolica, complicazioni ortopediche, difficoltà psico-sociali. Il 30% dei pazienti effettua un programma di trattamento multidimensionale di gruppo o individuale sviluppato nell’ambito delle attività dell’Istituto Gaslini. Dai dati ricavati dal programma Okkio alla salute ammontano a circa 21.000 i bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni in sovrappeso e obesi in Liguria di questi gli obesi sarebbero circa 6.000. Tra questi emergono i bambini delle classi sociali a minor reddito e i figli di immigrati di etnie sudamericane e asiatiche. L’obiettivo dell’associazione Ob-1 è quello di sostenere le famiglie nel compito di prevenire e curare l’eccesso di peso nei bambini e promuovere azioni contro le abitudini negative, i pregiudizi o le immagini stereotipate. “Chiediamo ai media – ha spiegato questa mattina Cristina Santonocito presidente dell’associazione – di non rappresentare i bambini in sovrappeso seduti a tavola che mangiano, ma di evitare le discriminazioni fotografandoli ad esempio quando giocano o sono in movimento e contemporaneamente alla scuola di educarli ad una maggiore consapevolezza. Serve inoltre coinvolgere i produttori e le industrie per diffondere prodotti sani e avviare campagne contro il cibo spazzatura”.  
   
   
SALUTE, ACCORDO REGIONE LAZIO - FEDERALBERGHI LAZIO PER AMBULATORI MED  
 
 Roma, 24 maggio 2012 - Diffondere presso tutte le strutture alberghiere del Lazio le informazioni e i riferimenti del progetto regionale sperimentale “Percorso Veloce Codici Bianchi e Verdi Ambulatori Med” in modo da offrire a turisti, italiani e stranieri, un servizio in più, efficace ed efficiente, di assistenza sanitaria. Questo l’obiettivo dell’accordo raggiunto tra l’assessorato alla Salute della Regione Lazio e Federalberghi Lazio che prevede l’attivazione di una capillare campagna di informazione e sensibilizzazione indirizzata a tutti i cosiddetti “residenti temporanei” del Lazio. Un’iniziativa che evidenzia in maniera ancora più forte e netta l’anima stessa del progetto e i suoi punti di forza, in primis il numero unico regionale. Con questo servizio aggiuntivo, infatti, la centrale operativa del Forlanini confermerà il proprio ruolo cruciale nell’ambito dell’assistenza ai codici minori, rispondendo on call agli utenti ed aiutandoli ad intraprendere il “percorso” più idoneo, più appropriato e più veloce da seguire per ricevere assistenza, indicando in base alle necessità l’Unità di Cure Primarie geograficamente più vicina o l’ambulatorio Med attivo nel Pronto Soccorso più vicino. “Sinergie come questa – dichiara la presidente Renata Polverini - rappresentano un valore aggiunto non solo per il sistema sanitario regionale ma anche per quello turistico, uno dei volani dell’economia regionale. Il Progetto Ambulatori Med sta ottenendo un grande successo, e molte regioni stanno seguendo il nostro esempio. Una realtà importante come Federalberghi ha voluto cogliere le potenzialità di questo progetto e ha messo a disposizione la propria rete di strutture per offrire un servizio aggiuntivo ai tanti turisti che tutto l’anno vengono nel Lazio e che ora, in caso di necessità, avranno una risposta rapida e appropriata”.  
   
   
TOSCANA, ROSSI: “CHIEDO PREMIALITÀ PER CHI PRESENTA BILANCI DELLE ASL CERTIFICATI”  
 
Firenze 24 maggio 2012 - “Noi abbiamo scoperto l’ammanco, in fase di certificazione del bilancio, e io personalmente l’ho denunciato alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti. Un caso unico”. Lo ha ripetuto il presidente Enrico Rossi, rispondendo alle domande della stampa circa la vicenda della Asl di Massa-carrara e gli arresti degli ex direttori dell’Azienda sanitaria avvenuti ieri. Il presidente ha anche affermato di aver valutato a suo tempo la posizione e l’eventuale richiesta di dimissioni all’ex direttore generale Alessandro Scarafuggi, passato dalla Asl apuana a quella di Pistoia: “A Pistoia Scarafuggi ha avuto un contratto nuovo – ha spiegato – Abbiamo verificato che un eventuale contenzioso avrebbe procurato danno alle casse regionali. Attendiamo le carte dalla Procura”. Il presidente Rossi ha nuovamente avanzato alcune richieste a livello nazionale. “Quando ho proposto che la certificazione di bilancio per le Asl diventasse norma nazionale – ha proseguito il presidente – il ministro Passera mi disse: “Hai ragione”. E allora ripeto: chiedo che nella nuova legge di regolazione della spesa sanitaria il governo scriva che tutti i bilanci devono essere certificati, come lo sono i nostri. Chiedo anche una premialità per chi presenta i bilanci certificati e chiedo che si inserisca nella norma che i responsabili politici della sanità che individueranno un buco di bilancio dovranno fare quello che ho fatto io, denunciare il fatto alla Procura e alla Corte dei conti. C’è già scritto nel codice? Certe cose è bene ripeterle”. “Per quanto ci riguarda – ha concluso il presidente - il bilancio della sanità toscana è sano, il conto finanziario ha passato tutti gli esami del governo, il conto economico delle singole aziende vede qualche difficoltà solo in tre casi su 19, e del tutto sostenibili dal sistema, che è sano e in pareggio”.  
   
   
"CONFERENZA FINALE SYNBIOSIS - MASSIMIZZARE LE SINERGIE PER LA RICERCA BIOTECH IN EUROPA CENTRALE"  
 
Bruxelles, 24 maggio 2012 - Il 29 maggio 2012 si terrà a Bruxelles, in Belgio, "Conferenza finale Synbiosis - massimizzare le sinergie per la ricerca biotech in Europa centrale" (Synbiosis final conference- Maximising synergies for central European biotech research). Il progetto Synbiosis ("Maximising synergies for central European biotech infrastructures"), sostenuto dall´Ue, riunisce due cluster europei orientati alla ricerca nel campo delle biotecnologie/scienze della vita e Tic. Le due regioni partner - Moravia meridionale (Repubblica ceca) e Friuli Venezia Giulia (Italia) - condividono l´interesse di sviluppare infrastrutture di ricerca specializzate in linea con il paradigma europeo "specializzazione intelligente". La conferenza illustrerà in dettaglio i risultati del progetto, compresa l´attuale cooperazione tra università, consorzi di ricerca e imprese. Metterà inoltre in evidenza le migliori pratiche testate nelle regioni partner Synbiosis che sono applicabili anche in altri contesti europei. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.Synbiosis.org/finalconference    
   
   
TOSCANA: UN BILANCIO POSITIVO GRAZIE AL LAVORO DI PROFESSIONISTI DI VALORE  
 
Firenze, 23 maggio 2012 – “Lascio con un po’ di emozione. Sono orgogliosa di aver conosciuto e lavorato in questi due anni con professionisti, servitori dello Stato, di grande valore. E ringrazio anche tutti i cittadini che ho avuto modo di conoscere in questo periodo”. Nel corso della conferenza stampa in cui annuncia le sue dimissioni, Daniela Scaramuccia traccia anche un bilancio, elencando alcune delle iniziative condotte a termine in questi due anni. Trasporto sanitario. “Da qualche giorno abbiamo chiuso la questione dei trasporti sanitari – ha detto l’assessore – Nel 2010 la legge regionale era stata approvata in accordo con tutto il mondo del volontariato; proprio pochi giorni fa’ gli uffici della Commissione europea ci hanno informato dell’archiviazione della procedura di infrazione europea contro la Toscana”. Donazioni e trapianti. “Anche il Report 2011 conferma il ruolo di leader della Toscana in questo settore: nella nostra regione, i tempi di attesa per un trapianto sono inferiori rispetto alla media nazionale, grazie ad un sistema ad alta efficienza e ad un tasso di donazione – 75,1 donatori segnalati per milione di abitanti – più che doppio della media nazionale”. Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale 2012-2015. “Approvato poco prima di Natale 2011 dalla giunta, disegna gli obiettivi e le strategie che guideranno le politiche sanitarie e sociali della Regione. Per la prima volta è integrato, sanitario e sociale insieme. Ed è stato costruito in modo partecipato, attraverso una fase di ascolto che ha coinvolto migliaia di cittadini, professionisti, operatori, amministratori”. Carta Sanitaria Elettronica. “La sua diffusione sta procedendo speditamente. Solo nell’ultimo mese si è registrato un incremento di 40.000 attivazioni, anche grazie all’accordo con le farmacie, che ringrazio per la disponibilità”. Operations management. “La Toscana è la prima Regione ad averlo avviato in sanità. E’ un approccio innovativo, che consente di sburocratizzare il percorso dei pazienti in ospedale migliorando la qualità dei servizi. Il progetto, è operativo nelle Asl 10 di Firenze, 2 di Lucca, 4 di Prato, nell’azienda ospedaliero- universitaria di Pisa, e verrà progressivamente esteso a tutte le aziende toscane”. Salute in carcere. “In questi due anni abbiamo messo a punto tante iniziative per garantire ai detenuti gli stessi diritti di salute dei cittadini liberi. Interventi per prevenire il suicidio, assistenza psicologica, telemedicina e telediagnostica, sanificazione dei letti, messa a norma degli impianti nei locali sanitari, iniziative specifiche per la salute dei minori in istituto. Ultimo a partire, in ordine di tempo, pochi giorni fa’, un corso destinato agli operatori, sia sanitari che penitenziari”. Codice Rosa. “E´ stato premiato proprio pochi giorni fa’ a Roma, al Forum della Pubblica amministrazione. E´ un percorso speciale per le vittime di violenza che arrivano al pronto soccorso: donne, ma anche bambini, anziani, omosessuali, immigrati. Una task force interistituzionale, composta da operatori sanitari, forze dell’ordine e polizia giudiziaria, in grado di agire in sinergia e intervenire con professionalità e tempestività nei casi di violenza su vittime appartenenti alle fasce più deboli della popolazione. Per ora in funzione in cinque pronto soccorso, dovrebbe progressivamente estendersi a tutti i pronto soccorso toscani”. Protocollo con i Nas. “Per intensificare i rapporti Regione-nas e collaborare in maniera sempre più stretta e strutturata per gestire al meglio tutte le attività connesse con la tutela della salute e aumentare di fatto la salvaguardia della salute e della sicurezza dei cittadini su tutto il territorio regionale”. Bilanci. “Abbiamo chiuso in pareggio il 2009, nonostante Massa, e il 2010, e un mese fa’ abbiamo superato con successo le verifiche ministeriali per il 2011. I bilanci di 14 aziende su 16 sono stati positivamente certificati, e confidiamo che con l’esercizio 2012 anche le due aziende restanti completeranno il percorso di certificazione. Questo è stato possibile, nonostante il taglio dei trasferimenti, grazie ad una politica di rigore che ha consentito di ridurre i costi di produzione senza tagliare i servizi”.  
   
   
SANITA´ IN ABRUZZO: CHIODI, OCULISTICA ECCELLENZA COME CARDIOCHIRURGIE  
 
Pescara, 24 maggio 2012 - "La Regione da tempo sta dotando il sistema sanitario abruzzese di tecnologie ed apparecchiature all´avanguardia nazionale ed europea che consentono di eseguire interventi di precisione sempre più sofisticati ma soprattutto sempre più in grado di ridurre i tempi di recupero dei pazienti e conseguentemente di abbassare il tasso di ospedalizzazione". Lo ha ribadito il presidente della Regione e Commissario straordinario per la Sanità nel commentare l´ennesimo brillante risultato conseguito dall´equipe del dal professor Leonardo Mastropasqua, direttore della clinica oftalmologica dell´ospedale di Chieti, che, grazie all´ausilio della robotica, è in grado di eseguire con il laser interventi per la rimozione della cataratta, ormai uno delle operazioni chirurgiche più diffuse in campo oftalmologico. "L´eccellente casistica fatta registrare dalla struttura diretta dal professor Mastropasqua, che effettua almeno tremila interventi l´anno, - ha rimarcato Chiodi - la consacra come centro d´eccellenza di rilievo internazionale. Si tratta di una delle punte di diamante della nostra sanità che, al di là di quello che possono ritenere i vari detrattori, sta migliorando considerevolmente i suoi standard". Secondo il presidente della Regione, "continuare ad investire su tecnologie e professionalità mediche ed infermieristiche deve essere il leit-motiv mentre si sta già ponendo riparo ad alcune disfunzioni organizzative del sistema sanitario che non nascono certo oggi ma sono figlie di oltre venti anni di malasanità regionale. La verità - ha aggiunto Chiodi - è che fa più rumore il servizio di una popolare trasmissione televisiva che i tanti successi conseguiti dalle nostre eccellenze come le due cardiochirurgie di Teramo e Chieti che sono rispettivamente al primo ed quarto posto in Italia per esiti legati ad interventi di by-pass coronarico anche se una problematica importante come quella delle liste di attesa non si può certo ignorare ed infatti ci si sta lavorando insieme alle Asl per ridurne l´impatto negativo. Ma è altrettanto vero - ha sottolineato - che recentemente abbiamo potenziato le tecnologie diagnostiche di diverse strutture ospedaliere, così come abbiamo installato moderne apparecchiature per la risonanza magnetica, acceleratori lineari di ultima generazione come quello inaugurato recentemente a L´aquila e nuove sale operatorie in diversi ospedali pubblici. Interventi per diverse decine di milioni di euro che ovviamente non consentiranno di risolvere i problemi dall´oggi al domani ma, una volata completata l´opera di risanamento economico e finanziario, di guardare con fiducia al prossimo futuro".  
   
   
COMMISSIONE REGIONALE LIGURIA AIDS: NO ALL´USO DI FARMACI ANTIRETROVIRALI IN SOGGETTI SANI  
 
Genova, 24 Maggio 2012 - Sconsigliato l´uso di farmaci antiretrovirali in soggetti sani per la prevenzione dell´infezione da Hiv. È stata la commissione regionale Aids costituita da infettivologi ad esprimersi in tal senso nel corso di una riunione convocata a seguito della recente notizia dell´uso di farmaci antiretrovirali per prevenire l´infezione da Hiv. Secondo la commissione regionale l´uso di farmaci antiretrovirali come il tenofovir e l´emtricitabina ha dimostrato, negli studi effettuati, la capacità di prevenire il contagio solo in una percentuale tra il 40 e il 70% dei soggetti. La terapia preventiva anti-Hiv non protegge da tutte le altre infezioni a trasmissione sessuale e l´uso prolungato di antiretrovirali può favorire resistenze farmacologiche, determinando una ridotta potenza dei farmaci che sono fondamentali nella terapia dell´infezione e della malattia. La commissione stabilisce inoltre che i pazienti in cura possono avere talvolta effetti tossici, ma tale possibilità non è accettabile su soggetti sani e conclude sostenendo la necessità di mantenere alta attenzione sul rischio di contagio di tutte le malattie trasmesse per via sessuale e sulla validità del preservativo.  
   
   
DISABILI IN SICILIA: LOMBARDO FIRMA DECRETO PER RIMODULAZIONE FNPS  
 
Palermo, 24 maggio 2012 - Quasi 8 milioni di euro sono stati destinati dal Governo regionale in favore dei Comuni per il pagamento delle rette dovute alle Comunita´ alloggio ed alle Case famiglia per disabili psichici. Il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha firmato il decreto che approva la rimodulazione dell´utilizzo del Fondo nazionale Politiche sociali, programma 2010 - 2012, di cui alla delibera della giunta regionale n 74 del 12 marzo 2012. Oggi le Comunita´ alloggio ricoprono un importante ruolo in quanto unica tipologia di sevizio abilitata all´accoglienza dei disabili psichici, sia per l´organizzazione a dimensione familiare sia per la presenza di profili professionali adeguati che possono dare attuazione al programma terapeutico disposto dal Dipartimento di salute mentale dell´A.s.p di competenza. Si tratta esattamente di 7 milioni e 981 mila euro che saranno assegnati ai Comuni dell´Isola per il pagamento delle rette dovute alle Comunita´ alloggio e Case famiglia per disabili psichici. Il decreto sara´ pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.  
   
   
IL COF LANZO HOSPITAL ADERISCE ALLA 18A GIORNATA DEL RESPIRO  
 
Porlezza, 24 maggio 2012 - Il Cof Lanzo Hospital di Lanzo d’Intelvi in collaborazione con il Comune di Porlezza, la Croce azzurra e la onlus Pre.di.care aderisce alla 18a Giornata nazionale del Respiro per la conoscenza e la prevenzione delle malattie polmonari. All’iniziativa che si tiene sabato 26 maggio a Porlezza sul lungolago Matteotti, dalle 10.00 alle 16.00, interviene il dr. Mario Bocchia, medico specialista responsabile della sezione di Pneumologia del Cof Lanzo Hospital (Clinica ortopedica e fisiatrica a Lanzo d’Intelvi accreditata con il Servizio sanitario nazionale) con un’equipe di infermieri e fisioterapisti. Le persone interessate potranno ricevere informazioni sulle malattie respiratorie ed eseguire gratuitamente la spirometria (test di funzionalità respiratoria). La manifestazione si svolgerà anche in caso di pioggia. Prevenzione e conoscenza delle malattie respiratorie - La Giornata del Respiro intende sensibilizzare la popolazione sulle malattie polmonari croniche e i fattori di rischio correlati, quali il fumo di tabacco e l’inquinamento ambientale. Le patologie dell’apparato respiratorio rappresentano una delle più frequenti cause di malattia, invalidità e morte, in Italia ed in Europa, che secondo le previsioni dell´Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sono destinate ad aumentare nei prossimi vent´anni. Tra queste la broncopatia cronica ostruttiva(Bpco) rappresenta uno dei maggiori problemi sanitari , si prevede che entro il 2020 diventi la terza causa di morte e la quinta causa di disabilità nel mondo. Alcuni dati significativi Fumo Di Sigarette: 11 Milioni Fumatori Attivi In Italia; 9 Milioni Ex Fumatori In Italia; 1 Miliardo Di Fumatori Nel Mondo. Il 70-80 % Della Bronchite Cronica E’ Fumo Correlata; Il 25 % Dei Fumatori Non Sviluppa La Bronchite Cronica; In Europa Il 5% Della Popolazione Soffre Di Bpco; Costo Annuale : 6 Miliardi Di Euro In Italia; Sopravvivenza Dei Fumatori < 6 Anni Rispetto Ai Non Fumatori. Che cosa è la riabilitazione respiratoria - La riabilitazione respiratoria in un "intervento multidisciplinare, basato sulle evidenze e indirizzato al paziente affetto da malattia respiratoria cronica sintomatico e con limitazioni funzionali". La riabilitazione respiratoria promuove la conoscenza della malattia, favorisce la capacità di affrontare le attività della vita quotidiana, tende a ridurre i sintomi e la disabilità dovuta alla patologia. A quali pazienti si rivolge la riabilitazione respiratoria - A persone con differenti malattie dell´apparato respiratorio quali la bronchite cronica ostruttiva, l´asma cronico, le bronchiectasie, le deformità del torace, le malattie neuro-muscolari e non solo. Gli studi documentano l´efficacia del trattamento riabilitativo in chi soffre di una malattia molto diffusa chiamata broncopatia cronica ostruttiva che è in aumento in tutto il mondo ed è causata dall’esposizione ambientale e dall´abitudine al fumo. Questo disturbo è caratterizzato da una condizione di persistente infiammazione delle vie respiratorie che comporta una progressiva difficoltà nell´espellere l´aria dai polmoni che, per cosi dire, rimane intrappolata nelle parti più periferiche. L´incompleto svuotamento dei polmoni determina la comparsa della mancanza di fiato(dispnea) che costituisce il sintomo maggiormente invalidante favorendo la progressiva riduzione dell´attività motoria ed innescando un circolo vizioso con conseguente grave limitazione nella conduzione della vita quotidiana. Come si svolge un programma di riabilitazione respiratoria - Il programma presuppone una attenta valutazione delle condizioni generali del paziente del suo stato psichico, della funzionalità respiratoria, di quella muscolo - scheletrica e richiede la considerazione di eventuali malattie associate (obesità, magrezza, diabete, cardiopatia, ecc. ) e del grado di disabilità che le disfunzioni comportano nell´ambito familiare e sociale. Questa valutazione, che vede impegnati pneumologi, fisiatri, nutrizionisti, psicologi, terapisti della riabilitazione e occupazionali, infermieri e assistenti sociali, permette di formulare il piano riabilitativo individuale con l´attivazione dei vari interventi come quello psicologico, nutrizionale, farmacologico e fisiochinesiterapico che risulta graduato con la gravità della malattia e le caratteristiche di ciascun paziente. A titolo di esempio si valuterà l´indicazione all´uso del supplemento di ossigeno o quello di una protesi ventilatoria; nel paziente stabilizzato si prevedono esercizi di allenamento muscolare per gli arti superiori e inferiori oltre che più specifici esercizi respiratori vedendo impegnati i pazienti ricoverati in attività singole o di gruppo della durata di 15 - 20 minuti più volte nell´arco della giornata per almeno tre settimane. Capacità respiratoria e qualità della vita del paziente - La riabilitazione respiratoria è risultata in grado di modificare non tanto la capacità respiratoria quanto di migliorare la qualità di vita del paziente ed in particolare di aumentare la tolleranza allo sforzo e la capacità di "gestire" la malattia stessa; l´attività educazionale, favorendo un cambiamento dello stile di vita, l´addestramento all´impiego dei farmaci per via inalatoria o all´uso dell´ossigeno nelle diverse condizioni possono permettere di ridurre le riacutizzazioni nella Bpco e con esse il declino della funzione respiratoria. Lo studio dell´attività respiratoria durante il sonno può consentire di evidenziare disturbi che aggravano le condizioni dei pazienti con bronchite cronica quali la sindrome delle apnee notturne; l´eventuale correzione di questo disturbo migliora sensibilmente l´ossigenazione dell´organismo durante il sonno e , ristabilendo un sonno adeguato, lo stato di vigilanza durante il giorno I risultati raggiunti dalle cure riabilitative sulla tolleranza allo sforzo declinano generalmente nell´arco di un anno dopo il periodo di ricovero per cui possono essere previsti ulteriori interventi in relazione all´andamento della malattia. Importanza della riabilitazione respiratoria nella prevenzione - La riabilitazione respiratoria accompagna le persone con Bpco nelle varie fasi della malattia in un percorso che vede impegnate figure professionali e strutture diverse con interventi differenziati nella fase acuta e di diagnosi (Rianimazioni, Unità Operative Pneumologiche, Medicina Interna), in quella subacuta (per esempio con svezzamento da protesi ventilatorie, cannule tracheali ecc.) e di stabilizzazione. La riabilitazione respiratoria si colloca pertanto come un nodo della rete di interventi che vanno dalla fase acuta, a quella di stabilizzazione sino al riaffidamento al medico di medicina generale. L´attività della medicina riabilitativa è in continua evoluzione: la Regione Lombardia ha affidato ad alcuni centri di riabilitazione un servizio di telemedicina rivolta ai pazienti più complessi e a persone residenti in aree di difficile accesso alle strutture sanitarie. I dati relativi alle condizioni del paziente e al grado di ossigenazione del sangue, trasmessi per via telematica dal domicilio del malato, consentono di intervenire rapidamente nel modo più appropriato.  
   
   
SMOG E ALLERGIE: CONSULTI GRATUITI PER I BAMBINI  
 
Milano, 24 maggio 2012 – Una ricerca del Centro Diagnostico Italiano di Milano condotta su 855 milanesi rivela che il Phleum pratense, una graminacea più conosciuta come “coda di topo”, è la sostanza a cui sono maggiormente allergici gli abitanti del capoluogo lombardo: a questa pianta, infatti, è sensibile il 69% degli oltre 450.000 allergici di Milano. La coda di topo è, quindi, uno dei principali fattori responsabili delle allergie che, insieme allo smog, sono alla base dell’asma allergica, patologia che oggi colpisce in Italia 6,1% dei ragazzi con meno di 15 anni. Per aiutare mamme e bambini ad affrontare preparati la fioritura di questa e altre piante e favorire la diagnosi precoce e la prevenzione dell’asma, il Centro Diagnostico Italiano organizza venerdì 25 maggio consulti pneumologici pediatrici gratuiti. Per i casi in cui sarà ritenuto necessario dallo specialista, sarà effettuato, sempre gratuitamente, anche l’esame spirometrico, cioè un test in grado di misurare la capacità di aria inalata dai nostri polmoni e misurare l’efficienza della respirazione. Inoltre, per fare fronte a episodi acuti di questa e altre patologie nei bambini, il Cdi ha recentemente attivato un servizio di visite domiciliari per tutto territorio di Milano e Segrate che garantisce la visita entro un massimo di 24 ore. * Fonte: Global Initiative for Asthma 2011 e Comune di Milano. Sottolinea il dottor Sergio Arrigoni, responsabile del servizio di Pediatria del Centro Diagnostico Italiano: “Negli ultimi venti anni, la percentuale dei bambini allergici è molto aumentata, passando dal 7% al 25%: tra le principali cause vi è paradossalmente un ulteriore innalzamento delle condizioni di vita. Residenza in città, famiglie poco numerose e mancanza di contatto con fattori naturali (come per esempio gli animali, anche domestici) hanno alterato il sistema immunitario di questi bambini. L’inquinamento atmosferico, inoltre, ha contribuito ad aggravare questa situazione.” I consulti saranno effettuati nel corso della giornata nelle sedi del Centro Diagnostico Italiano a Milano in via Saint Bon 20 e presso il Portello (via Grosotto 7). Per partecipare è necessario prenotare, dal lunedì al venerdì, al numero telefonico 02 48317540 (dalle 9 alle 17) o 02 48317718 (dalle 14 alle 17). L’iniziativa del Cdi si svolgerà in occasione della Giornata nazionale del respiro, prevista per il 26 maggio e promossa da Associazione scientifica Interdisciplinare per lo studio delle Malattie Respiratorie (Aimar), Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (Aipo), Società Italiana di Medicina Respiratoria (Simer) e Società Italiana di Medicina Generale (Simg). Inoltre, in concomitanza con l’evento, si svolgerà presso il Cdi il convegno di aggiornamento per medici di medicina generale e specialisti “Asma bronchiale: non solo allergia”. Isac Test e allergeni più diffusi Utilizzando l’Isac test (Immuno Solid-phase Allergen Chip), un innovativo test molecolare che attraverso un semplice prelievo del sangue è in grado di individuare la sensibilità di una persona a ben 112 allergeni, il Centro Diagnostico Italiano ha individuato, nel corso di uno studio su 855 pazienti dal 2010 al 2011, quali sono le sostanze a cui sono più allergici i milanesi. Al primo posto le graminacee (coda di topo con il 69,1% e erba canina con il 54,6%) seguite da betulla (45,4%), pesca (33,6%), ambrosia (32,5%) e nocciolo (31,3%). Oltre a betulla e nocciolo, sono numerosi gli alberi a cui sono sensibili i cittadini del capoluogo lombardo: olivo (30,7%), ontano (29%), cipresso (19,3%) e platano (11,0%). Sempre diffuse, inoltre, le allergie più conosciute: gatto (27,8%), cane (7,4%) e acari della polvere (26,8%). Il servizio di pediatria, anche domiciliare, del Centro Diagnostico Italiano La pediatria del Cdi, che si avvale della collaborazione di 5 professionisti, effettua, oltre alle visite pediatriche generali presso le sedi di via Saint Bon, largo Augusto, largo Cairoli e il Portello, anche visite a indirizzo broncopneumologico (infezioni respiratorie ricorrenti, asma bronchiale, rinocongiuntivite allergica) presso le sedi di largo Cairoli e Portello e a indirizzo auxoendocrinologico (disturbi della crescita, problemi ormonali, sovrappeso) in via Saint Bon e largo Augusto. Recentemente è stato inaugurato il servizio di pediatria domiciliare.  
   
   
EVENTO DI MEDIAZIONE SU SALUTE E BIOTECNOLOGIE  
 
 Roma, 24 maggio 2012 - Il 13 giugno 2012 si terrà a Roma, in Italia, un evento di mediazione su salute e biotecnologie (Health + Biotech 2012 Brokerage event). La conferenza è organizzata dall´Agenzia italiana per la promozione della ricerca europea (Apre). Sarà illustrato il programma di lavoro 2013 del tema "Salute" del Settimo programma quadro (7° Pq) che sarà pubblicato il 13 giugno 2012. Il programma consisterà in sessioni plenarie e numerosi workshop paralleli sulla partecipazione all´invito a presentare proposte Fp7-health-2013. I partecipanti avranno anche la possibilità di scambiare informazioni e di creare contatti durante una sessione speciale in cui saranno presenti diversi fornitori di servizi. L´evento riunirà le parti interessate pubbliche e private del settore della ricerca, autorità regionali e Enterprise Europe Network. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www.B2match.eu/health2012/    
   
   
INNOVABILIA, IL BILANCIO DELLA SECONDA EDIZIONE  
 
Bari, 24 maggio 2012 - Quasi quattromila persone hanno partecipato nei giorni scorsi a Foggia alla seconda edizione di Innovabilia, il Festival delle innovazioni per le diverse abilità e la qualità della vita, organizzato dall´Assessorato al Welfare della Regione Puglia e dall´Arti, l´Agenzia regionale per la tecnologia e l´innovazione, in collaborazione con l´Assessorato regionale allo Sviluppo economico. Con oltre quaranta eventi tra convegni, workshop e spettacoli e più di cinquanta espositori su una superficie di circa diecimila metri quadri, nel quartiere fieristico, la tre giorni di Innovabilia si conferma l´appuntamento di settore più prestigioso nel Sud Italia. “Zero barriere, pari opportunità” è stato lo slogan di questa edizione che ha proposto un ricco calendario di appuntamenti culturali: laboratori teatrali, proiezioni cinematografiche e la mostra Diverso Design sugli “oggetti diversamente utili ad alta sensibilità tecnologica”, a cura di Daniele Trevisi e Gianfranco Pagnelli. In collaborazione con Apulia Film Commission e Ufficio scolastico regionale è stato organizzato un videocontest per le scuole sui temi dell’inclusione sociale con la partecipazione del filmaker Alessio Giannone, alias Pinuccio. Al primo posto si è classificato l´Istituto di Istruzione superiore Bottazzi di Casarano con il video “Il lupo con le orecchie lunghe”; al secondo posto il Liceo linguistico e tecnico economico Marco Polo di Bari con “Schoolnet to fly”; medaglia di bronzo, invece, per l´Istituto tecnico economico statale Dell´olio di Bisceglie con il video “Il paradosso dell´integrazione: l´inclusione inversa". “Innovabilia - ha sottolineato l´assessore al Welfare, Elena Gentile - è stato un importante momento di confronto e approfondimento sulle nuove tecnologie al servizio di persone non autosufficienti, anziani o diversamente abili che siano: l´Assessorato vuole facilitare il loro accesso agli strumenti per l’inclusione sociale e l’autonomia nella vita quotidiana. Abbiamo accolto in pieno - ha proseguito - l’opportunità offerta dalla diffusione della domotica sociale. In questo modo diventa possibile investire nella promozione di una cultura nuova, sostenere una domanda potenziale ancora in larga parte latente, orientare e fornire assistenza alle famiglie e ai soggetti gestori di strutture sociosanitarie, i principali acquirenti di soluzioni domotiche, affinché possano far parte di un progetto di vita e di un progetto di presa in carico per persone non autosufficienti”. Per la presidente dell´Arti, Giuliana Trisorio Liuzzi, “la Puglia sociale, anche attraverso Innovabilia, ha riportato una nota di merito significativa. Non solo perché ha saputo dimostrare concretamente quanto l´impiego di tecnologie innovative contribuisca a migliorare la qualità della vita di persone a cui le diversa abilità limitano l´autonomia e l´inclusione sociale; ma anche perché ha dimostrato, proprio attraverso la kermesse foggiana, l´importanza del potenziamento delle reti tra chi inventa, chi utilizza, chi produce e chi sostiene il mercato delle innovazioni a vantaggio di persone con diversa abilità anche temporanea”.  
   
   
PAZIENTI CON BPCO: I DATI DI FASE III RELATIVI A NVA237 MOSTRANO UN MIGLIORAMENTO RAPIDO E PROLUNGATO DELLA FUNZIONALITÀ POLMONARE E DELLA SINTOMATOLOGIA NELL´ARCO DI UN ANNO  
 
Basilea, 24 maggio 2012 – I risultati dello studio pivotale di fase Iii Glow2 dimostrano che la monosomministrazione giornaliera di 50 mcg di Nva237 (glicopirronio bromuro) è superiore al placebo nel migliorare la funzionalità polmonare, la sintomatologia e la qualità di vita, e nel ridurre le riacutizzazion nel periodo di un anno1,2,3. I dati saranno presentati in occasione della Conferenza Internazionale dell´American Thoracic Society (Ats) dal 18 al 23 maggio 2012 negli Stati Uniti, a San Francisco in California. “I risultati dello studio Glow2 sottolineano le potenzialità di Nva237 in monosomministrazione giornaliera nell´aiutare i pazienti a gestire i sintomi della Bpco e a migliorare la loro qualità di vita,” dichiara Tim Wright, Direttore dello Sviluppo di Novartis "Novartis si impegna a soddisfare le esigenze irrisolte dei pazienti affetti da Bpco sviluppando farmaci e dispositivi medici innovativi, e i risultati di Glow2 dimostrano che Nva237 potrebbe essere il secondo trattamento innovativo del portafoglio Novartis dedicato alla patologia." Lo studio Glow2 ha raggiunto l´endpoint primario dimostrando che Nva237 ha fornito una broncodilatazione per 24 ore superiore al placebo a 12 settimane, misurata in base al Fev1 alla 24° ora (97 mL; p<0,001)1. Nello stesso punto temporale, il Fev1 per il tiotropio in aperto era di 83 mL rispetto al placebo (p<0,001)1. Inoltre, Nva237 ha dimostrato un´efficacia simile al tiotropio in aperto (Spiriva Handihaler[1]/18 mcg) nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) di grado moderato-grave1. Nva237 ha dimostrato anche una rapida insorgenza d´azione (entro cinque minuti alla prima dose) e ha mantenuto la broncodilatazione per 24 ore nell´arco delle 52 settimane1. Al Giorno 1, alla Settimana 26 e alla Settimana 52 dello studio Glow2, Nva237 ha dimostrato di aver significativamente migliorato la funzionalità polmonare (misurata in base al Fev1) rispetto al placebo (tutti p<0,001)1 e i risultati sono stati simili a quelli osservati con il tiotropio in aperto1. Al Giorno 1 e alla Settimana 12, 26 e 52, l´area sotto la curva (Auc) del Fev1 per le ore 0-4, 0-12, 12-24 e 0-24 relative a Nva237 era superiore a quella del placebo (p<0,05) e numericamente maggiore di quella del tiotropio in aperto1. Lo studio ha inoltre dimostrato che, rispetto al placebo, Nva237 ha migliorato i sintomi della Bpco e la qualità di vita, riducendo le riacutizzazioni2,3. In confronto al placebo, Nva237 ha ridotto in modo significativo la dispnea (misurato attraverso il Transition Dyspnea Index, o Tdi, p=0,002), ha migliorato la qualità di vita correlata alla salute (misurata mediante il St George’s Respiratory Questionnaire, o Sgrq, p<0,001), ha diminuito l´uso dei farmaci di soccorso (p=0,039) e ha aumentato la percentuale di giorni senza sintomi giornalieri (p<0,05), nell´arco di 52 settimane2. Per quanto la sintomatologia e la qualità di vita, i risultati sono stati numericamente simili a quelli riscontrati con il tiotropio in aperto, nello stesso arco di tempo2. Nva237 ha anche prolungato in maniera significativa il tempo alla prima riacutizzazione e ha ridotto in modo significativo il tasso delle riacutizzazioni moderate/gravi nei confronti del placebo in 52 settimane (p=0,001); tali effetti si sono dimostrati simili a quelli del tiotropio in aperto (p=0,001)3. Per l´intero corso dello studio Glow2, Nva237 è stato ben tollerato con un´incidenza di eventi avversi simile a quella del placebo e del tiotropio in aperto3. Gli eventi avversi gravi sono stati riportati meno frequentemente con Nva237 (12,6%), rispetto al placebo (15,4%) o al tiotropio in aperto (15,0%)3. Glow2 era uno studio in doppio cieco, a gruppi paralleli, controllato verso placebo della durata di 52 settimane a cui hanno partecipato 1.066 pazienti, per valutare l´efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di Nva237 in soggetti con Bpco. I pazienti sono stati randomizzati a tre bracci di trattamento e hanno ricevuto Nva237 50 mcg in monosomministrazione giornaliera, oppure placebo (doppio cieco) o tiotropio in aperto 18 mcg una volta al giorno. Inoltre, ai pazienti era consentito ricorrere alla terapia di background e di farmaci al bisogno per la Bpco1,2,3. Aggiornamento dello studio clinico di fase Ii - Sono stati recentemente sottomessi per la pubblicazione i risultati dello studio A2208 di fase Ii su Nva237. Questo studio, che ha messo a confronto la monosomministrazione giornaliera con la bisomministrazione giornaliera di Nva237, ha raggiunto l´endpoint primario dimostrando che tutti i trattamenti (12,5 mcg, 25 mcg e 50 mcg somministrati una o due volte al giorno e 100 mcg somministrati una volta al giorno) hanno fornito una broncodilatazione statisticamente significativa nel corso della giornata (misurata in base al Fev1 al Giorno 28) nei pazienti con Bpco da moderata a grave, rispetto al placebo5. Le differenze a livello di funzionalità polmonare (misurata in base all´Auc0-24h del Fev1) tra una singola dose giornaliera di Nva237 e la stessa quantità totale di farmaco somministrata in due volte, erano minime e non rilevanti dal punto di vista clinico5. Tuttavia, è noto che la monosomministrazione giornaliera ha la potenzialità di migliorare l´aderenza del paziente6, un´importante considerazione nella scelta della posologia ottimale per un nuovo broncodilatatore. Nel corso dello studio, Nva237 ha dimostrato un profilo di sicurezza complessivamente favorevole ed è stato ben tollerato in confronto al placebo5. I risultati dello studio A2208 sono in linea con le precedenti sperimentazioni su Nva237 e supportano la monosomministrazione giornaliera di 50 mcg di Nva237 nei pazienti con Bpco da moderata a grave Nva237 - Seebri Breezhaler (glicopirronio bromuro/Nva237) è un antimuscarinico a lunga durata d´azione (Lama) sperimentale, sviluppato come terapia di mantenimento inalatoria in monosomministrazione giornaliera per il trattamento della Bpco. Nva237 è destinato a essere uno dei tre farmaci innovativi del portafoglio Novartis per la Bpco da somministrarsi mediante l´inalatore a polvere secca monodose Breezhaler, insieme a Onbrez Breezhaler (indacaterolo) e al farmaco sperimentale Qva149 (indacaterolo 110 mcg/glicopirronio bromuro 50 mcg). I dati di fase Iii degli studi Glow 1, 2 e 3 dimostrano che Nva237 aumenta la funzionalità polmonare dei pazienti in un periodo di 24 ore, rispetto al placebo, con una rapida insorgenza d´azione alla prima dose, oltre a migliorare la resistenza all´esercizio fisico1,2,3,7,8. Il glicopirronio bromuro è stato concesso in licenza a Novartis nell´aprile del 2005 da Vectura e dal partner di co-sviluppo Sosei. È stato sottoposto all´approvazione delle autorità normative europee nel terzo trimestre del 2011 e a quelle giapponesi nel quarto trimestre dello stesso anno; l´invio della richiesta di approvazione alle autorità statunitensi è prevista per l´inizio del 2014. L’impegno di Novartis per la Bpco - Novartis si impegna a soddisfare le esigenze irrisolte dei pazienti affetti da Bpco e a migliorare la loro qualità di vita, sviluppando farmaci e dispositivi medici innovativi. Onbrez Breezhaler (indacaterolo maleato) è l´unico trattamento per la Bpco in grado di offrire una broncodilatazione significativa per 24 ore unitamente a una rapida insorgenza d´azione alla prima dose e ha dimostrato di migliorare significativamente i sintomi, specialmente l´affanno9. Nel marzo del 2012, Novartis ha lanciato negli Stati Uniti la dose monogiornaliera da 75 mcg con il nome commerciale Arcapta Neohaler. In Giappone, è disponibile anche nella formulazione da 150 mcg con il nome commerciale Onbrez Inhalation Capsules. Tutti i primi quattro studi di fase Iii di Novartis su Qva149 per il trattamento della Bpco hanno raggiunto i rispettivi endpoint primari10,11,12,13. I risultati degli studi Shine, Bright, Enlighten e Illuminate, componenti chiave del programma Ignite, dimostrano le potenzialità di Qva149 nel trattamento della Bpco10,11,12,13. Che cos’è la Bpco - La Bpco è una patologia progressiva, associata al fumo di tabacco, all´inquinamento atmosferico o all´esposizione professionale, che causa ostruzione del flusso d´aria nei polmoni, con conseguenti attacchi debilitanti di affanno. Si stima che colpisca 210 milioni di persone in tutto il mondo11 e, secondo le proiezioni, sarà la terza causa di morte entro il 20208. Pur essendo spesso considerata una patologia che affligge gli anziani, si stima che il 50% dei pazienti siano tra i 50 e i 65 anni d’età, il che significa che metà della popolazione affetta da Bpco vengono colpiti da questa patologia nel picco massimo della capacità produttiva e delle responsabilità familiari.  
   
   
TRENTO: CURE PALLIATIVE E GINECOLOGIA: NOMINATI I DIRETTORI  
 
Trento, 24 maggio 2012 - Il direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, Luciano Flor, ha nominato due nuovi direttori. Si tratta di Gino Gobber, nominato direttore dell’unità operativa cure palliative del distretto centro nord e di Bruna Zeni, nominata alla guida dell’unità operativa di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Cavalese. Dal mese di maggio, inoltre, vi è stato un avvicendamento alla guida dei dipartimenti laboratorio e servizi, cardiovascolare e cure primarie. I due nuovi direttori di unità operativa sono stati scelti, sulla base di una rosa di candidati idonei, selezionati da apposite commissioni, in virtù della loro esperienza professionale e delle competenze organizzative e gestionali maturate. Gli incarichi di direttore avranno durata quinquennale. Ecco i curriculum. Gino Gobber è nato a Canal San Bovo il 26 dicembre 1959. Si è laureato in medicina e chirurgia all’Università di Padova. Si è specializzato in anestesia e rianimazione e successivamente in tossicologia medica all’Università di Padova, in fisiopatologia e terapia del dolore a Verona e in medicina legale e delle assicurazioni a Trieste. Ha conseguito il master di Ii livello in medicina palliativa all’Università di Verona. Ha svolto l’attività professionale nella disciplina «anestesia e rianimazione» perfezionandosi in terapia del dolore e cure palliative. Lavora dall’aprile 1990 all’Azienda Ulss 2 di Feltre dove, dal luglio 1999, svolge attività di assistenza a pazienti terminali a domicilio e in hospice. Ha ricoperto vari incarichi di responsabilità in ambito gestionale e professionale. Bruna Zeni è nata a Trento il 18 giugno 1952. Si è laureata in medicina e chirurgia all’Università di Padova e si è specializzata in ostetricia e ginecologia all’Università di Parma. Ha svolto la propria attività professionale nella disciplina «ostetricia e ginecologia» lavorando inizialmente all’ospedale di Tione - Usl del Comprensorio delle Giudicarie e da novembre 1982 all’ospedale di Trento. Ha ricoperto gli incarichi di responsabile delle strutture semplici «Endoscopia ginecologica – Laparoscopia isteroscopia» da luglio 1999 a fine 2004, «Oncologia ginecologica» dal 2005 a giugno 2009 e «Ginecologia» da luglio 2009 a tutt’oggi. Dal 1 luglio al 15 novembre 2010 ha ricoperto l’incarico di direttore facente funzioni dell’ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Trento. Inoltre sono stati nominati due direttori di dipartimento ospedaliero: si tratta di Patrizio Caciagli, direttore dell’unità operativa di patologia clinica dell’ospedale di Trento, nominato alla guida del dipartimento laboratorio e servizi dopo il pensionamento di Lino Bazzanella e di Filippo Sogaro, direttore dell’unità operativa di chirurgia vascolare dell’ospedale di Trento, nominato a capo del dipartimento cardio-vascolare in seguito al pensionamento di Giuseppe Vergara. Infine, Giovanni Menegoni, direttore dell’unità operativa di cure primarie del distretto est, è stato nominato alla guida del dipartimento territoriale di cure primarie in sostituzione di Enrico Nava incaricato della direzione del distretto centro nord.  
   
   
SCONFIGGERE GLI ATTACCHI DI PANICO SI PUÒ!  
 
Como, 24 maggio 2012 - Liberarsi dai disturbi di panico si può. E’ quanto è emerso dal convegno “La marcia del panico” che si è lunedì sera presso l’Auditorium della Biblioteca di Como. L’incontro, organizzato da Foripsi Onlus attraverso il progetto Fidans, ha visto protagonisti i medici e gli psicologi di Villa San Benedetto Menni di Albese con Cassano (Co). Disturbo che colpisce circa 3-4 milioni di persone, influenzandone negativamente la qualità della vita e la libertà di movimento, il panico colpisce soprattutto le donne in misura minore – la metà – gli uomini. Esordisce prevalentemente in età giovanile ma se curato con correttezza consente di restituire la piena libertà e autonomia nel 90% dei casi. Durante il convegno sono stati affrontati alcuni temi innovativi sul disturbo di panico. Il Prof. Giampaolo Perna, direttore scientifico e primario del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche di Villa San Benedetto e professore presso le Università di Miami (Usa) e Maastricht (Olanda) – nonché uno dei massimi esperti mondiali sul disturbo di panico - ha sottolineato come troppo spesso vi sia una scarsa attenzione al fenomeno dell’attacco di panico limitandone l’identificazione alla comparsa dell’attacco pieno e violento. «Possono essere identificati quattro livelli differenti di panico – spiega il Prof. Perna - Il livello più eclatante è quello dell’attacco di panico completo che si manifesta con terrore e multipli sintomi fisici, il secondo livello è la comparsa di una forte sensazione di disagio con pochi sintomi (es. Forte tachicardia), il terzo, spessissimo non riconosciuto, è una sorta di aborto di attacco durante il quale la persona sente che la crisi sta partendo ma senza alcuna manifestazione fisica; infine esiste una condizione pre-panico che si caratterizza per sensazioni di malessere fisico che coinvolgono soprattutto la respirazione, il cuore e il sistema dell’equilibrio. Compito del clinico - continua Perna - è quello di individuare tutti questi fenomeni e impostare un trattamento capace di farli scomparire del tutto. La persistenza anche solo dell’ombra del panico non permetterà alla persona di riprendersi la libertà persa con la comparsa dei primi attacchi». La Dott.ssa Tatiana Torti, psicologa psicoterapeuta cognitivo comportamentale di Villa San Benedetto Menni, nel corso del suo intervento ha evidenziato come «La psicoterapia cognitivo comportamentale è la psicoterapia scelta per questi pazienti. Oggi questa psicoterapia si avvale di tecniche innovative come l’esposizione enterocettiva, che consiste nell’affrontare gradualmente le sensazioni fisiche che fanno paura, la realtà virtuale e le tecniche di rilassamento e mindfulness che permettono di affrontare le situazioni temute riducendo la tensione - conclude la Dr.ssa Torti - In futuro saranno in arrivo sia farmaci in grado di potenziare l’efficacia della psicoterapia cognitivo comportamentale che l’uso della terapia via internet, che ha ampie dimostrazioni di efficacia». «I pazienti che hanno l’esperienza dell’attacco di panico - sottolinea la Dr.ssa Giovanna Vanni, supervisore del servizio di psicoterapia e psicologia di Villa San Benedetto Menni - spesso sviluppano una dipendenza da una persona di fiducia. E’ importante, una volta bloccati gli attacchi di panico, aiutare la persona a superare questa dipendenza e ritrovare anche una sua autonomia relazionale». Le conclusioni del convegno sono state affidate al Prof. Perna che ha sottolineato come troppo spesso le persone con attacchi di panico si trascinino cronicamente le conseguenze di questo disturbo - fobie, ansie e depressioni – perché mal diagnosticate e mal curate. «L’applicazione di strategie terapeutiche senza alcun fondamento scientifico, l’uso di terapie farmacologiche inadeguate e psicoterapie inefficaci condannano il paziente a vivere nella gabbia del panico e dell’agorafobia per anni anche decenni – sottolinea il professore - Il disturbo di panico, è un disturbo tanto terribile nell’esperienza del paziente, quanto curabile al 100%. Basta affidarsi a ciò che la scienza dimostra e avere un po’ di pazienza». Dopo aver affrontato il tema del panico, i medici di Villa San Benedetto Menni torneranno a parlare di ansia, panico e di piccole paure nel corso di tre incontri che si svolgeranno rispettivamente in giugno a Roma e a Cusano Milanino e a Mariano Comense in luglio. Villa San Benedetto Menni – Nata con l’obiettivo di sostenere la persona affetta da disturbi e patologie psichiatriche in tutte le sue necessità, Villa San Benedetto Menni di Albese con Cassano (Co) fa parte della Congregazione delle Suore Ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù fondata nel 1881 da San Benedetto Menni. Una struttura dedita al pazienze dotata di 240 posti letto, servizi, ambulatori. Tra i servizi offerti spiccano la Residenza Socio Assistenziale per anziani (Rsa) con un Nucleo Alzheimer e un Nucleo Comi dedicato ai pazienti in stato vegetativo, la Residenza Sanitaria per persone con Disabilità (Rsd) ed il Centro Diurno Psichiatrico. Un punto di riferimento importante per il territorio lombardo reso unico grazie all’impegno e alla dedizione dei professionisti che vi lavorano. Www.albese.ospedaliere.it  www.Fidans.it    
   
   
"LA SALUTE NON CONOSCE CONFINI" CAMPAGNA D’INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE SU HIV E ALTRE PATOLOGIE VIRALI CRONICHE NEGLI ISTITUTI PENITENZIARI HA VISTO COINVOLTI 20 ISTITUTI PENITENZIARI IN 11 REGIONI ITALIANE  
 
Roma, 24 maggio 2012 – Presentati i primi risultati della Campagna di Informazione sulle patologie virali croniche all’interno degli Istituti Penitenziari Italiani, promossa dalla Simit (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), dalla Simspe (Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria), Nps Italia Onlus (Network Persone Sieropositive) e l’Associazione Donne in rete Onlus e, patrocinata dal Ministero della Giustizia e dal Ministero della Salute. La vera novità è stata l’introduzione del peer educator (un rappresentante Nps): tutore alla pari con credibilità e competenza, passato attraverso le stesse esperienze, che ha parlato la stessa lingua e che è stato in grado di comprendere i loro problemi, effettuando 32 incontri nei 20 Istituti penitenziari con 1.546 detenuti. I dati elaborati ad oggi si riferiscono ai primi 9 Istituti Penitenziari, che hanno coinvolto 4.072 detenuti, con una età media di 46 anni ed una percentuale femminile del 4,7%. L’82,8% dei detenuti era italiano e l’83,6% ha dichiarato di non essere tossicodipendente. Dai risultati è emerso che il comportamento a maggior rischio per Hiv e Hcv è considerato la tossicodipendenza rispettivamente per il 67% e il 53% degli intervistati, mentre per l’Hbv è l’eterosessualità il comportamento ritenuto più a rischio dal 48% dei detenuti. Il progetto è nato con l’obiettivo di scoprire a quanto ammonti il numero dei ‘sommersi’, cioè di coloro che non sanno di essere malati, perché la presa di coscienza è fondamentale e viene prima di tutto il resto. All’interno delle carceri, è stato distribuito del materiale informativo in diverse lingue, così da poter informare i detenuti ed incentivarli a fare il test per l’Hiv e le epatiti. “Il Progetto nasce dall’esigenza di aumentare la conoscenza e l’importanza dello screening delle malattie infettive all’interno del ‘sommerso’ delle Carceri e, proprio per questo, si è pensato di usare un metodo nuovo: cioè una persona che abbia avuto esperienza nel carcere, che parlasse lo stesso linguaggio e che potesse capire più facilmente le esigenze dei detenuti. Abbiamo fatto numerose riunioni nelle Carceri e l’affluenza è stata davvero entusiasmante e l’interesse è stato enorme. I risultati sono ottimali e speriamo però che il Progetto continui altrimenti rischiamo di non avere risultati definitivi.” Ha detto Evangelista Sagnelli, Past President Simit. “L’iniziativa si pone correttamente nella logica di assicurare il pieno diritto alla salute di tutti i cittadini, soprattutto oggi che sono disponibili molti farmaci efficaci per la cura di numerose patologie virali croniche” Ha aggiunto Orlando Armignacco, Presidente Simit. “Oggi il Progetto è in itinere, ma il primo obiettivo appare ragionevolmente già raggiunto: ben 1.546 persone detenute sulle oltre 4.000 presenti sono state direttamente raggiunte dalle informazioni fornite dal Peer-educator esterno di Nps e sono state sensibilizzate a trasmettere le stesse informazioni ai propri compagni qualora le ritenessero condivisibili. A conferma di questo, il tasso di esecuzione dei test di screening nei 9 Istituti che ad oggi hanno reso disponibili i risultati, sono passati per quanto riguarda Hiv dal 11,1% pre-intervento al 56% attuale. Da ultimo desidero sottolineare che dai soli dati parziali al momento disponibili, già 130 persone detenute hanno avuto modo di prendere coscienza di una patologia attiva prima non nota. Tutto questo grazie all´azione proposta da questo progetto con il concerto dei diversi attori che vi partecipano”. Ha spiegato Sergio Babudieri, Presidente Simspe. “Nps Italia Onlus da sempre è per garantire il diritto alla diagnosi ed alla cura, i risultati del progetto “La salute non conosce confini” non fanno altro che rafforzare la nostra linea, anche con la crisi economica non si può non curare le persone che sono in carcere, in quanto ospiti dello stato, e quindi, non perdono i diritti alla cura”. Ha affermato Rosaria Iardino, Presidente Onorario Nps Italia Onlus e Presidente Donne in rete Onlus “Siamo convinti che anche gli operatori penitenziari (direttori, educatori, agenti di polizia penitenziaria) coinvolti nella presa in carico delle persone detenute necessitano di competenze specifiche che tengano conto dei determinanti sociali e culturali delle malattie infettive in carcere e, della necessità d´integrazione fra i ruoli delle diverse figure professionali e con gli operatori del servizio sanitario nazionale, per garantire l´efficacia di un così importante intervento di salute pubblica”. Ha sottolineato Giulio Starnini, Responsabile Progetto "La Salute non conosce confini" Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento - Dipartimento Amministrazione Penitenziaria. “I fattori implicati nella diffusione nelle carceri italiane delle infezioni virali croniche trasmissibili sono molteplici e di diversa natura. La Direzione Generale dei detenuti e del trattamento ha sempre manifestato la massima attenzione a tali fenomeni attraverso la massima collaborazione istituzionale con gli organi e le istituzioni preposte, le associazioni scientifiche e del privato sociale”. Ha concluso Roberto Calogero Piscitello, Direttore Generale dei Detenuti e del Trattamento - Dipartimento Amministrazione Penitenziaria.  
   
   
FVG, SALUTE: CONTRIBUTO PER CURE TERMALI E SOGGIORNI TERAPEUTICI  
 
Trieste, 24 maggio 2012 - La Giunta regionale, su proposta del presidente Renzo Tondo, ha fissato ieri i parametri 2012 per la concessione del contributo per cure climatiche, termali e soggiorni terapeutici previsto dalla legge regionale 25/2001 che disciplina l´assistenza sanitaria integrativa per mutilati ed invalidi di guerra, per cause di guerra e di servizio. Il contributo giornaliero a favore degli aventi titolo viene stabilito in un importo massimo fino a 45,52 euro (risultante dall´importo riconosciuto per l´anno 2011 di euro 44,85 aumentato del tasso di inflazione programmata per l´anno 2012, pari all´1,5 per cento). Il contributo giornaliero a favore degli aventi titolo che necessitano dell´accompagnatore viene stabilito in un importo massimo fino 91,06 euro (cifra che deriva dall´importo riconosciuto per l´anno 2011 di euro 89,72, aumentato del tasso di inflazione 2012).  
   
   
OLODATEROLO, IL BRONCODILATATORE IN MONO SOMMINISTRAZIONE GIORNALIERA PER LA BPCO DI BOEHRINGER INGELHEIM, HA COMPLETATO CON SUCCESSO IL PROGRAMMA DI STUDI CLINICI DI FASE II  
 
 Ingelheim, Germania, 24 maggio, 2012 – I risultati presentati oggi in occasione del Congresso Annuale 2012 dell’American Thoracic Society completano il quadro del programma di studi clinici di Fase Ii su olodaterolo come monoterapia della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (Bpco). Lo studio di Fase Ii, a cui i risultati si riferiscono, ha valutato l’efficacia di olodaterolo in monosomministrazione giornaliera e in somministrazione due volte/die con l’inalatore Respimat Soft Mist (Smi). Olodaterolo è un ß2-agonista a lunga durata d’azione (Laba) in mono somministrazione giornaliera, che Boehringer Ingelheim sta sviluppando come terapia di mantenimento della Bpco in associazione a tiotropio. La monoterapia (olodaterolo) e la terapia d’associazione a dose fissa (Fdc) di olodaterolo & tiotropio vengono sviluppate per essere somministrate con l’inalatore Respimat Smi. L’efficacia di olodaterolo come broncodilatatore in unica somministrazione giornaliera è stata valutata in un vasto programma di studi clinici di Fase Ii, in cui questo farmaco sperimentale ha dimostrato di migliorare in maniera significativa la funzionalità respiratoria per almeno 24 ore in pazienti affetti da Bpco. , Anche gli studi di Fase Iii sono ormai completati e i risultati verranno presentati in occasione di futuri congressi medici. Gli ultimi risultati presentati relativi a uno studio cross-over di Fase Ii, randomizzato, in doppio cieco, hanno dimostrato un miglioramento statisticamente significativo della funzionalità respiratoria (Fev1) per almeno 24 ore, con olodaterolo in monosomministrazione giornaliera (Qd) al dosaggio di 5 µg, rispetto a quanto osservato con olodaterolo in monosomministrazione giornaliera al dosaggio di 10 µg. Complessivamente, la monosomministrazione giornaliera (Qd) di 5 µg di olodaterolo si è mostrata superiore, nell’arco di 24 ore, sia al dosaggio in monosomministrazione di 10 µg sia al dosaggio di 2 µg due volte/die. Questi risultati sono confrontabili con quelli rilevati in precedenti studi di Fase Ii, che hanno dimostrato che olodaterolo a tutti i dosaggi ha realizzato una broncodilatazione (Fev1), per 24 ore, significativamente superiore rispetto a placebo.1,2 Olodaterolo è stato ben tollerato a tutti i dosaggi oggetto di studio, senza che sia stata rilevata alcuna correlazione fra il dosaggio totale giornaliero e l’incidenza complessiva di eventi avversi.1,2,3 Il Professor Guy Joos, che dirige il dipartimento di Malattie Respiratorie dell’Ospedale Universitario di Gand, Belgio, coordinatore dello studio, ha dichiarato: “In questo studio, olodaterolo ha dimostrato di essere un Laba in monosomministrazione giornaliera, capace di indurre una broncodilatazione di 24 ore nei pazienti con Bpco. I rilevanti risultati d’efficacia ottenuti nel programma di studi di Fase Ii con un basso dosaggio di 5µg (Qd) e il favorevole profilo di sicurezza osservati, sono molto promettenti”. Tiotropio, il farmaco che in futuro sarà associato a olodaterolo, è un anticolinergico a lunga durata d’azione (antagonista muscarinico a lunga durata d’azione - Lama), che realizza una broncodilatazione di 24 ore. Tiotropio è un farmaco impiegato per la terapia della Bpco, commercializzato con il marchio Spiriva. Spiriva Handihaler è la terapia di gestione della Bpco più studiata e più prescritta al mondo.25 Il Professor Klaus Dugi, Corporate Senior Vice President Medicine di Boehringer Ingelheim, ha dichiarato “Boehringer Ingelheim è impegnata a far progredire la ricerca e le terapie per le malattie respiratorie. Il nostro obiettivo finale è mettere a disposizione di medici e pazienti un’associazione Laba/lama a dose fissa, estremamente efficace in monosomministrazione giornaliera, con un pratico dispositivo di somministrazione, l’inalatore Respimat Soft Mist. Siamo in prima fila in questo impegno, lo dimostra il fatto che siamo l’azienda che ha sviluppato tiotropio e lo ha reso disponibile ai pazienti di tutto il mondo”. Respimat Soft Mist Inhaler (Smi) è un inalatore di nuova generazione con un meccanismo di somministrazione unico. Il dispositivo, infatti, eroga una fine nebulizzazione (Soft Mist) , che ha una lunga durata, consente una facile inalazione e una distribuzione uniforme ed ottimale del farmaco nei polmoni , . Respimat Smi è l’inalatore preferito dai pazienti fra quelli disponibili in commercio. , , Sulla scorta dei risultati promettenti ottenuti da olodaterolo, Boehringer Ingelheim sta valutando l’efficacia dell’associazione tiotropio & olodaterolo in dose fissa in monosomministrazione giornaliera nel programma di studi di Fase Iii Tovito. Il programma Tovito comprende diversi studi, che potranno fornire evidenze importanti a sostegno della capacità di tiotropio & olodaterolo di migliorare la qualità di vita dei pazienti, oltre a realizzare una broncodilatazione ottimale. La Bpco - La Broncopneumopatia Cronica ostruttiva (Bpco) è una delle principali cause di mortalità e invalidità nel mondo con significative ripercussioni fisiche ed emotive per chi ne soffre. Con il progredire della malattia, la dispnea peggiora e il deterioramento progressivo della funzionalità respiratoria diventa invalidante. Chi soffre di Bpco vive frustrazione, isolamento, depressione e paura.14, Secondo le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sono più di 21 milioni le persone che convivono con la malattia. Chi soffre di Bpco ha spesso serie patologie concomitanti, quali cardiopatie, diabete, osteoporosi e depressione – e questo complica ulteriormente il trattamento della patologia. Per il suo carattere cronico e i suoi sintomi invalidanti la Bpco costituisce un impegno gravoso anche per familiari e amici. Per favorire una ripresa più rapida dopo una riacutizzazione e migliorare la qualità di vita dei pazienti, è importante che la diagnosi e l’intervento con farmaci adeguati siano precoci. Olodaterolo è un ß2–agonista a lunga durata d’azione (Laba) in monosomministrazione giornaliera, che Boehringer Ingelheim ha creato e sviluppato come associazione ideale a tiotropio, per pazienti con Bpco. Ad oggi, l’efficacia di olodaterolo come broncodilatatore in monosomministrazione giornaliera è stata dimostrata in studi clinici in cui olodaterolo ha determinato un miglioramento significativo della funzionalità respiratoria per almeno 24 ore in pazienti affetti da Bpco. Boehringer Ingelheim sta attualmente valutando l’efficacia della terapia che associa tiotropio e olodaterolo a dose fissa in unica somministrazione giornaliera nel programma di studi di Fase Iii Tovito. Il programma Tovito comprende diversi studi che potranno fornire prove importanti a sostegno della capacità di olodaterolo di migliorare la vita dei pazienti oltre a realizzare una broncodilatazione ottimale. Tiotropio (Spiriva) è un anticolinergico, a lunga durata d’azione, ed è il primo farmaco della sua classe terapeutica a determinare miglioramenti significativi e sostenuti della funzionalità respiratoria in monosomministrazione giornaliera. Tiotropio ha un impatto favorevole sul decorso clinico della Bpco, contribuendo a cambiare il modo con cui i pazienti convivono con questa malattia. , Agisce dilatando le vie aeree ristrette, mantenendole pervie per 24 ore. Tiotropio svolge un’azione mirata su un meccanismo dominante reversibile della Bpco – la broncocostrizione colinergica (chiusura delle vie aeree) – e ha dimostrato di indurre una broncodilatazione (apertura delle vie aeree) significativa e sostenuta, oltre a ridurre l’iperinsufflazione , (air trapping o intrappolamento d’aria). Tiotropio 18 µg somministrato con Handihaler ha dimostrato di essere superiore a salmeterolo 50 µg somministrato tramite l’inalatore spray predosato (Mdi) con propellente a idrofluoroalcano (Hfa), nel ridurre il rischio di riacutizzazioni della Bpco24. Boehringer Ingelheim commercializza tiotropio con il marchio Spiriva dal 2002 (10 anni). L’inalatore Respimat Soft Mist Inhaler - Sviluppato da Boehringer Ingelheim, Respimat Soft Mist Inhaler (Smi) è un inalatore di nuova generazione senza propellente con un meccanismo di somministrazione unico, che produce una fine nebulizzazione (Soft Mist) che si muove lentamente e dura a lungo, consentendo una facile inalazione del farmaco (non richiede, infatti, che il paziente aspiri con forza). Il farmaco – che si deposita meno in bocca e in gola - ha, così, una distribuzione ottimale nei polmoni., Respimat Smi è l’inalatore preferito dai pazienti fra quelli disponibili in commercio.  
   
   
DROGA: ITALIANI AL PRIMO POSTO IN EUROPA PER CONSUMO DI CANNABIS NELL’ULTIMO ANNO. IL TREND DELL’ITALIA DAL 2001 AL 2008 È QUELLO CHE HA SEGNATO IL MASSIMO INCREMENTO IN EUROPA, DAL 9,2% AL 20,3%, OVVERO UN AUMENTO DEI CONSUMATORI DI CANNABIS DELL’11,1% IN MENO DI DIECI ANNI.  
 
 Lecce, 23 maggio 2012 - Ancora una volta l’Italia nelle posizioni d’avanguardia nelle graduatorie negative a livello internazionale. Un’altra conferma in tal senso viene dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda) che ha preso in esame la popolazione compresa nella fascia che va dai 15 ai 64 anni. Pensate che nella speciale classifica abbiamo la medaglia d’oro in Europa per consumo di cannabis nell’ultimo anno(14,3%); siamo al secondo posto (6,9%), dopo la Spagna (7,6%) per uso della canapa nell’ultimo mese; mentre il 32%, quindi circa un terzo della popolazione ha consumato cannabis almeno una volta nella vita piazzandoci così al terzo posto dopo la Danimarca (32,5%) e la Spagna (32,1%). Tutte cifre che nelle singole classifiche (+7,6%, +3,3%, +8,8%) ci pongono ben al di sopra delle rispettive medie europee, un primato che condividiamo solo con la Spagna. Altissimo anche il consumo di droghe pesanti. Si pensi che l’Italia è puntualmente al terzo posto per utilizzo nell’ultimo mese (0,7% della popolazione analizzata; +0,2 rispetto alla media europea) di cocaina, nella fascia 15-64, nell’ultimo anno (2,1%; +0,9%) e nella classifica di chi ha provato la polvere bianca almeno una volta (7%; +2,7%). Meno utilizzate le droghe sintetiche quali anfetamine ed ecstasy con percentuali al di sotto della media europea: gli italiani tra i 15 e i 64 anni che hanno fatto uso di queste sostanze nell’ultimo mese sono lo 0,3%; quelli che le hanno usate nell’ultimo anno sono l’1,1%; quelli che le hanno provate almeno una volta nella vita sono il 6,2%.. La cosa che fa più preoccupare è il trend negativo vissuto dall’Italia dal 2001 al 2008 che ha segnato aumenti da capogiro, dal 9,2% al 20,3%, che segnano il massimo incremento a livello europeo, ovvero un aumento dei consumatori di cannabis dell’11,1% in meno di dieci anni. Preoccupante anche il numero dei giovani e giovanissimi italiani (15-34) che hanno fatto uso di cocaina nell’ultimo anno, dal 1990 al 2010 se si guarda alla media europea, è preoccupante: dal 2001 al 2005 i consumatori di polvere bianca sono cresciuti dell’1,5% mentre solo dal 2005 al 2008 c’è stato un leggero trend inverso con un decremento dello 0,3%. Secondo Giovanni D’agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, alla luce di numeri così alti, sul consumo di cannabis e cocaina non è semplice ipotizzare soluzioni rapide ed efficaci che riducano in maniera drastica i consumi di sostanze stupefacenti. A tal proposito è interessante il rapporto 2011 della Commissione globale per le politiche sulla droga, di cui fanno parte Kofi Annan e numerosi ex capi di Stato, che ha esortato i governi a prendere in considerazione la via della legalizzazione delle droghe leggere al fine di colpire efficacemente la criminalità organizzata e costituire un’ingente fonte di liquidità per le casse dello Stato. Addirittura una ricerca dell’Università La Sapienza di Roma da parte del prof. Marco Rossi ha calcolato che con provvedimenti di tal tipo si potrebbero recuperare 5,5 miliardi di euro all’anno rivenienti dalla tassazione sulla vendita della sola cannabis. Per i proibizionisti, ovviamente la liberalizzazione è da ripudiare per una serie di motivazioni anche condivisibili tra cui il rischio di un aumento ancor più marcato dell’uso di droghe. In tal senso però sono scarsi i dati scientifici a supporto dell’una o dell’altra tesi. Per la verità il Portogallo a partire dal 2001 ha legalizzato il consumo delle droghe ed in particolare di quelle leggere con la conseguenza accertata di un drastico calo nell’utilizzo proprio della cannabis.  
   
   
GIBELLI: WELFARE E AMBIENTE COMPETITIVI  
 
Milano, 24 maggio 2012 "Dobbiamo trattenere in Lombardia ciò che per questa regione è irrinunciabile per il suo sviluppo economico, perché deve restare leader nella produzione. E lo possiamo fare anche con strumenti come questo bando di responsabilità sociale per la competitività di impresa". Lo ha detto Andrea Gibelli, vice presidente e assessore all´Industria e Artigianato di Regione Lombardia, nel corso della presentazione del Bando ´Responsabilità sociale per la competitività di impresa´, presentato nella Sala Gonfalone di Palazzo Pirelli a Milano, in videoconferenza con tutte le altre sedi territoriali. Le Finalità Del Bando - Il Bando, che ha una dotazione di 850.000 euro, si articola su questi punti. Riconosce la dimensione strategica della responsabilità sociale come strumento competitivo, coniugando sviluppo a valore sociale. E´ istituito per: integrare obiettivi economici con quelli sociali; utilizzare la responsabilità come strumenti di valore sia interno che esterno all´azienda; aumentare la consapevolezza dell´impresa come attore sociale sul territorio di appartenenza; valorizzare il comportamento dell´azienda nella prevenzione e nella gestione di crisi su temi come la riqualificazione e il reimpiego dei propri lavoratori; promuovere lo sviluppo nella realizzazione di pratiche aziendali, che generino ricadute positive di natura economica; favorire l´impegno delle Pmi nello sviluppo del territorio lombardo. Unire Responsabilità A Competitività - Il vice presidente Gibelli, aprendo i lavori, ha sottolineato con forza come il "Bando leghi il tema della responsabilità di azienda a quello della competitività". "Questi due temi sono inseriti nello strumento che stiamo presentando in maniera simbiotica. Del resto - ha continuato Gibelli - Regione Lombardia ha accettato il tema forte della competitività, costruendo questo bando". "Dopotutto - ha detto ancora il vice presidente - tanti dei nostri imprenditori hanno sottolineato come quello della competitività sia un capitolo importante, soprattutto rispetto a quella che viene esercitata da altri Paesi con fortissimo dumping sociale". Si Guarda A Sostenibilità Ambientale - "Altro cardine del Bando - ha voluto aggiungere l´assessore all´Industria - è quello legato alla sostenibilità ambientale: questo è assolutamente imprescindibile rispetto anche allo sviluppo dell´economia lombarda che continua a rimanere leader e che ha avuto nel capitolo ´export´ un deciso incremento nel corso del 2010". Tutela Sanitaria E Di Welfare Ai Dipendenti - Concludendo il suo intervento, Gibelli ha voluto sottolineare, ancora una volta, le tre grandi aree tematiche del bando. "Si parte - ha detto - con la tutela dei dipendenti, che nell´azienda lombarda sono la vera risorsa. Una tutela che si esplicita in termini di salvaguardia della salute, ma anche come riqualificazione durante le crisi. E ancora: la salvaguardia delle cosiddette ´forniture locali´ alle imprese e il mantenimento dell´economia e dei posti di lavoro, soprattutto per evitare gli effetti negativi della delocalizzazione. E, infine, la sostenibilità ambientale".  
   
   
APRE ´REATECH´, PRIMA FIERA DEDICATA AI DISABILI  
 
Milano, 24 maggio 2012 - Una fiera per coniugare disabilità e qualità della vita con tre parole cardini: accessibilità, inclusione e autonomia. Tutto questo è ´Reatech´, la prima fiera italiana dedicata alla disabilità, che si svolgerà negli spazi della Fiera di Rho (Mi) dal 24 al 27 maggio e che sarà dedicata a domotica, mobilità, sport e attrezzature sperimentali. Alla manifestazione - presentata in una conferenza stampa, cui è intervenuto anche l´assessore regionale alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale Giulio Boscagli - parteciperanno 165 espositori e si terranno oltre 60 convegni. "Questa manifestazione - ha detto l´assessore Boscagli - è importantissima, perché rappresenta in sé una novità e ricopre un´importanza culturale straordinaria. Per la prima volta, infatti, si incontrano imprese che si occupano di disabilità con il mondo dell´associazionismo: un segnale concreto del fatto che il welfare coinvolge tutti, non solo una piccola parte della società". Azioni Della Regione - "Nell´ultimo anno - ha spiegato Boscagli - abbiamo adottato un Piano di Azione Regionale, per le politiche a favore delle persone con disabilità, che mira a integrare le diverse azioni esistenti e a dare un quadro unitario delle opportunità presenti nella nostra regione. La brochure con cui abbiamo presentato il Piano si intitola ´Liberi di essere´: questo è infatti l´obiettivo verso il quale arrivare quando si parla di politiche a favore delle persone con disabilità. I progressi tecnologici possono venire in aiuto per raggiungere questo fine ma da soli non bastano, occorre coinvolgere in questo cammino le istituzioni, il mondo accademico, le associazioni, facendo di questa fiera un vero e proprio evento finalizzato a favorire quel cambiamento culturale necessario per giungere a una piena inclusione sociale delle persone con disabilità". Lombardia Prima In Italia - "Con questo Piano - ha sottolineato l´assessore - la Lombardia è la prima Regione in Italia a dare concretezza a quanto previsto dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Al Par hanno contribuito in modo sinergico tutte le Direzioni generali di Regione Lombardia. L´orizzonte temporale di attuazione è ampio, decennale, diverse cose, però, sono già in corso o in via di attuazione, come il tentativo di avere, in ogni provincia, almeno un ospedale con percorso dedicato alle persone con disabilità, in maniera da esportare in tutto il territorio l´esperienza del Dama (Assistenza medica avanzata per disabili) dell´Ospedale San Paolo di Milano. Un altro progetto in corso di attuazione riguarda il potenziamento della Carta regionale dei servizi (Crs), su cui sarà possibile integrare i dati quantitativi e qualitativi relativi alle diverse disabilità. Questo favorirà una migliore conoscenza del numero e delle caratteristiche delle persone con disabilità presenti in Lombardia e faciliterà l´accesso a servizi e agevolazioni". Alla fiera di Rho sarà presente uno stand dell´Assessorato regionale alla Famiglia, che ospiterà uno spazio dedicato alla Crs.  
   
   
L’ENAC PRESENTE AL REATECH ITALIA 2012 CON UN PROPRIO STAND: INIZIATIVE E INFORMAZIONI PER LE PERSONE CON DISABILITÀ E A MOBILITÀ RIDOTTA NEL TRASPORTO AEREO  
 
 Roma, 24 maggio 2012 - L’enac, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, rende noto che da domani, 24 maggio fino al 27 maggio, sarà presente con un proprio stand a Milano, alla fiera evento Reatech Italia 2012, soluzioni per l´accessibilità, l´inclusione e l´autonomia. All’inaugurazione dello spazio espositivo parteciperanno il Direttore Generale dell’Enac, Alessio Quaranta, e il Direttore Centrale Coordinamento Aeroporti, Daniele G. Carrabba. L’enac, organismo responsabile della corretta applicazione del Regolamento comunitario n. 1107 del 2006 relativo ai diritti dei passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta che ha anche il potere di irrogare sanzioni pecuniarie nei confronti dei soggetti inadempienti, nel corso degli ultimi anni ha dato vita a numerosi progetti, in applicazione e a supporto delle normative comunitarie sul trasporto aereo per le persone diversamente abili. Tra le varie iniziative ricordiamo, a titolo di esempio, la Carta dei Diritti del Passeggero in caratteri braille per non vedenti; la Safety Briefing Card - informazioni di sicurezza per il passeggero - in caratteri braille e con figure a leggibilità tattile per non vedenti e secondo i requisiti di leggibilità e contrasto di colori per ipovedenti, realizzata in inglese e italiano e adottata dall’Alitalia a bordo degli aeromobili di corto e medio raggio; le giornate dedicate all’informazione in collaborazione con Ecc Net, la rete europea di tutela dei consumatori per le controversie transfrontaliere; una sezione sul proprio portale - www.Enac.gov.it - dedicata ai diritti dei passeggeri con disabilità, in cui è disponibile un modulo on-line per l’invio di eventuali reclami. Si evidenzia che il portale, sin dal 2008, è stato realizzato nel pieno rispetto dei requisiti di accessibilità agli strumenti informatici da parte delle persone con disabilità, così come stabilito dalla legge n. 4 del 2004. Relativamente alla partecipazione a Reatech Italia 2012, l’Enac mette a disposizione dei visitatori materiale utile ad accrescere la consapevolezza dei propri diritti di passeggeri aerei. I visitatori potranno trovare, tra l’altro: Opuscoli “Conosci i tuoi Diritti”; Vi edizione della Carta dei Diritti del Passeggero; Carta dei Diritti in caratteri braille; Safety Briefing Card in braille e a contrasto di colori; Elenco degli organismi europei responsabili dell’applicazione del Regolamento comunitario n. 1107/2006 e altro ancora. Uno schermo riprodurrà a ciclo continuo video informativi dedicati ai diritti dei passeggeri. Sarà inoltre installato un totem interattivo con modalità touch screen, che anticipa i contenuti del progetto nazionale “Volare informati” che verrà attivato nei prossimi mesi in vari scali, attraverso il quale i visitatori potranno accedere alle informazioni di maggior interesse, tra le quali le attività dell’Ente, la black list europea, gli articoli consentiti a bordo, gli aeroporti italiani, le tutele previste in caso di disservizi nel trasporto aereo e, in particolare, un focus dedicato ai passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta. Inoltre, da domani, 24 maggio 2012, sulla home page del portale Enac – www.Enac.gov.it - verrà attivata una nuova area dedicata alla campagna informativa dell’Ente denominata “Mobilità nella disabilità”. L’iniziativa “Mobilità nella disabilità”, che verrà ripresa anche da vettori, gestori nazionali e associazioni, è finalizzata alla diffusione delle informazioni sull’assistenza gratuita che gli operatori del settore devono garantire per rispondere alle esigenze specifiche delle persone con disabilità, a mobilità ridotta o anziani che devono poter utilizzare il mezzo aereo senza discriminazioni e senza costi aggiuntivi. Si ricorda, infine, che in occasione delle Paralimpiadi 2012, l’Enac è impegnato nel coordinamento preventivo delle proprie direzioni territoriali, per pianificare l’impatto dell’evento sull’intera operatività aeroportuale.  
   
   
CULTURA. INAUGURATA A MILANO ALLA ROTONDA DI VIA BESANA LA MOSTRA DI SAFET ZEC  
 
 Milano, 24 maggio 2012 - La Rotonda di via Besana accoglie per la prima volta a Milano, dal 24 maggio al 15 luglio 2012, le opere del grande artista bosniaco Safet Zec nella mostra “Safet Zec. Capolavori senza tempo”. Promossa dal Comune di Milano - Cultura, Moda, Design e Rotonda di via Besana, in collaborazione con A.m.i.c.i. Associazione Milanese Incontro Cultura Immagine, e curata dallo storico dell’arte Stefano Zuffi, l’esposizione presenta oltre cinquanta capolavori pittorici e venti opere su carta di Safet Zec, considerato dalla critica internazionale artista di straordinarie qualità per la forza e l’intensità espressiva della sua pittura, unita alla maestria della tecnica incisoria, che lo colloca tra i grandi maestri della calcografia. In concomitanza con la visita del Santo Padre a Milano per il Vii Incontro Mondiale delle Famiglie, dal 30 maggio al 3 giugno, l’ingresso alla mostra sarà gratuito. “Il percorso umano e artistico di Zec - afferma il curatore Stefano Zuffi - si è sviluppato lungo l’Adriatico: prima sulla sponda dei Balcani, poi a Venezia. Non è solo un tragitto attraverso la geografia, ma anche attraverso la storia: quella delle vicende individuali, lungo i decenni con cui si è chiuso il Novecento e si è aperto il nuovo millennio; e quella di secoli di arte, profondamente amata e intensamente rivissuta nello stile di Zec.” La mostra si snoda su due binari paralleli, uno cronologico, per consentire all’osservatore di comprendere l’evoluzione dell’artista bosniaco attraverso le tappe della sua biografia e uno tematico, che rappresenta e identifica con chiarezza le capacità espressive della sua arte in continua evoluzione. Così, negli spazi possenti e suggestivi della Rotonda di via Besana, il percorso della mostra si compone in un emozionante itinerario antologico che permette al visitatore, non solo di ammirare le singole opere, ma di arrivare a comprendere l’intimità artistica di Zec, attraverso un viaggio narrativo costruito con sapienza. L’itinerario espositivo si apre con Il tempo dei sogni, lavori degli anni Settanta dove, accanto a vedute di interni famigliari, giardini sereni, case in riva al mare, ricorrono gli alberi, grandi, vigorosi, immense chiome di assoluta bellezza che “però, stanno per trasformarsi in un turbine, in una tempesta”, come rivela la seconda sezione della mostra,Dai Balcani alla Serenissima, con opere realizzate negli anni Novanta, gli anni della guerra nella ex Jugoslavia, che colpisce con particolare drammaticità e violenza Sarajevo, la città di Safet Zec. Una tragedia che Zec esprime con intensa e profonda umanità in abbracci estremi, mani a coprire volti lacerati, disperati, lacrime pietrificate, braccia tese fino allo spasimo. Si prosegue con Il sapore della vita, dove si ritrovano gli oggetti più semplici, oggetti della vita quotidiana, dai quali Zec riparte con grande sensibilità. Tavoli, piatti, credenze, sedie e i pani. Forme di pane di straordinaria bellezza materiale e spirituale, sulle quali Zec si sofferma, indugia, ricercandone la poesia. Nella successiva, Il mestiere della pittura, colori, pennelli, barattoli, tavolozze, stracci, tele esprimono la fedeltà di Zec al “mestiere” del pittore. La sezione Presenze/assenze presenta opere recenti di Zec, in cui l’artista medita sulla sottile ambiguità dell’opera d’arte, al tempo stesso oggetto concreto e immagine di una realtà “altra”, in un gioco di verità e di evocazione in cui si muovono figure senza volto, gabbie vuote, vesti e panni abbandonati su una sedia o su un tavolo, letti sfatti, in una pagina di profonda intensità e lirica bellezza. Una sezione dedicata alla grafica, curata da Lorenza Salamon, testimonia la grandezza di un maestro della calcografia, arte quasi abbandonata dagli artisti contemporanei, che Zec ha iniziato a utilizzare giovanissimo, accanto alla pittura e al disegno, diventandone uno dei massimi esponenti. Un lavoro imponente, non solo per il numero di lastre realizzate, ma anche per la dimensione di molte di esse, che spesso superano il metro di base. Le incisioni esposte utilizzano differenti tecniche: dall’acquaforte alla cera molle, dalla punta secca all’acquatinta. Il percorso della mostra si conclude con uno spazio dedicato al video realizzato a corredo dell’esposizione da Gorcin Zec, figlio dell’artista e regista, dove è ambientata la prodigiosa grande tela “Sedie”.