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GIOVEDì

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Notiziario Marketpress di Giovedì 02 Dicembre 2004
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CONFERENZA INTERNAZIONALE SU ETICA E LEGISLAZIONE DELLA SCIENZA  
 
Bruxelles, 2 dicembre 2004 - Dal 29 maggio al 2 giugno 2005 si svolgerà ad Haifa la conferenza internazionale 'Etica e legislazione della scienza: ricerca medica e diritti umani 60 anni dopo la seconda guerra mondiale', organizzata sotto gli auspici dell'Unesco. Tra i temi trattati: storia della ricerca scientifica e degli esperimenti su esseri umani; esperimenti su esseri umani: vantaggi e svantaggi; soggetti di ricerca ed esperimenti; dichiarazione di Helsinki e ricerca scientifica; ricerca scientifica negli ultimi 60 anni: aspetti legali, etici, economici, scientifici, sociali e culturali; ricerca genetica: aspetti etici e legali; ricerca scientifica nel futuro. Infolink: http://www.Science-law-ethics.com/brochure01.pdf  
   
   
DAI COMMANDO ALLA MINI-INVASIVITA' NEL TRATTAMENTO DEI TUMORI DEL CAVO ORALE IN CONTINUO AUMENTO PER COLPA DI ALCOL E FUMO  
 
Roma, 2 dicembre 2004 - Fra i 18 e i 30 anni i tumori del cavo orale presentano un incremento del 30% (4300 nuovi casi all'anno) a causa dell'aumentato consumo di alcol e sigarette in questa fascia d'età. Lo dice uno studio appena condotto in Gran Bretagna da 200 dentisti inglesi e presentato alla Mouth Cancer Awareness Week (7-13 Novembre): una buona prevenzione con periodici check-up dal dentista (soprattutto in chi fuma o beve troppo) può ridurre la mortalità del 50-90%. Il trattamento di questi tumori è comunque migliorato, tant'è che dopo la diagnosi solo poco più del 39% dei pazienti non è sopravvissuto e tutti gli altri hanno comunque recuperato una normale qualità di vita. Delle nuove chance offerte dalle moderne terapie oncologiche parla Fausto Chiesa dell'Istituto Europeo Oncologico di Milano al Convegno Nuovi Scenari Nella Terapia Oncologica in programma il 3/12/04 al Melià Hotel Aurelia Antica di Roma. Grazie all'utilizzo del laser e a nuove tecniche come quella dei lembi rivascolarizzati, la chirurgia oncologica, una volta definita da "Commando" a causa delle ampie demolizioni del cavo orale e di quello orofaringeo, è oggi divenuta "funzionale" e, nel trattamento delle neoplasie laringee, addirittura "mini-invasiva". La chemioterapia e la radioterapia non sono più solo un'integrazione alla chirurgia, ma sono diventate un'alternativa alle metodiche cruente, capace di preservare l'organo colpito dalla neoplasia e possibilmente anche la sua funzione. Oggi i trattamenti delle neoplasie della testa e del collo sono quelli più rispettosi della funzionalità della struttura trattata e della qualità di vita del paziente, sempre più personalizzati e affidati ad una équipe che non è solo chirurgica, ma costituita da specialisti con competenze diagnostiche, terapeutiche e riabilitative diversificate.  
   
   
PRESENTATA A MILANO L’INDAGINE DI ASTRA/DEMOSKOPEA DAL TABU’ ALLA CONSAPEVOLEZZA: LE ITALIANE E L’INCONTINENZA URINARIA DA SFORZO  
 
Milano, 2 dicembre 2004 - L’incontinenza urinaria è ancora un tabù per le italiane. Più della metà delle intervistate la ritiene fonte di un disagio importante, in grado di causare gravi conseguenze psicologiche. Non solo: una donna su due sostiene che è un disturbo che fa sentire più vecchie le donne che ne soffrono, che impedisce di svolgere attività fisiche, che fa provare vergogna o, addirittura, schifo (ben il 37% delle intervistate), al punto di non parlarne né con gli amici o i familiari e neppure con il proprio medico. Sono alcuni dei dati più significativi emersi da un’indagine realizzata nel settembre 2004 da Astra/demoskopea per Lilly Italia, tramite 501 interviste telefoniche Cati su un campione rappresentativo delle donne italiane tra i 25 e i 79 anni, pari ad un universo di 20.7 milioni di adulte. La ricerca è stata presentata questa mattina a Milano, in occasione della conferenza “Dal tabù alla consapevolezza: le italiane e l’incontinenza urinaria da sforzo”. In Italia circa l’11% delle donne soffre di incontinenza urinaria da sforzo (Ius), la più diffusa incontinenza urinaria femminile, soprattutto tra i 40 e i 60 anni di età; essa consiste nel non riuscire a trattenere l’urina, quando si compiono dei movimenti che determinano una pressione intra-addominale (es. Ridere, starnutire, portare pesi, tossire). E’ buona nel complesso la conoscenza del disturbo da parte delle italiane: dall’indagine si evidenzia che tre donne su quattro dichiarano di conoscere con esattezza o almeno a grandi linee l’incontinenza urinaria da sforzo, ma una donna su tre (pari a 7.4 milioni di adulte), pur non soffrendone, si dice “preoccupata per il futuro, quando anche a me potrebbe capitare di avere questo disturbo”. Il profondo imbarazzo legato alla patologia porta da un lato a “nascondere” il problema a se stesse (43%), alle amiche e ai familiari (46%) e dall’altro addirittura anche al primo referente per la salute, cioè il proprio medico di famiglia (37%). Metà del campione lamenta nei confronti dei camici bianchi di sottovalutare troppo la patologia, a cominciare proprio dal medico di medicina generale (26%). “L’incontinenza urinaria da sforzo causa un forte impatto negativo in termini di qualità di vita” - afferma Dalila Greco, presidente della sezione milanese dell’Associazione Italiana Donne Medico - “Come ha evidenziato Enrico Finzi nella ricerca, le donne che ne soffrono percepiscono un invecchiamento precoce del proprio corpo, con una conseguente diminuzione dell’autostima, giungendo addirittura a vergognarsi di se stesse; la Ius arriva ad impedire, di fatto, il regolare svolgimento di molti degli atti quotidiani, per esempio svolgere attività fisica, fare ginnastica, addirittura riordinare la casa; per le donne c’è spesso l’obbligo di indossare assorbenti in modo regolare, di dover prevedere cambi di biancheria intima o di vestiti durante il giorno, di evitare particolari posizioni o movimenti, di dover limitare viaggi e spostamenti di piacere o di lavoro, di evitare situazioni di intimità con il partner, con tutte le conseguenze psicologiche, lavorative e sociali che ne possono conseguire”. La Ius è un fenomeno trasversale alle diverse età della donna: ben il 72% delle intervistate ne è consapevole. Una buona percentuale delle intervistate, inoltre, associa l’incontinenza urinaria da sforzo a specifici momenti della vita femminile, come la gravidanza (39%), la menopausa (35%), il dopo-parto (32%), l’essere sovrappeso (23%), l’abitudine a fumare (10%). Al di là della conoscenza del disturbo, emerge dalla ricerca un grande bisogno di informazione: ben il 54% del campione intervistato ritiene che i media possano svolgere un importante ruolo di informazione ed educazione collettiva su questo disturbo, per aiutare le donne a parlarne senza vergogna. Infine, l’esperienza personale della Ius: un’intervistata su nove, pari a circa 2.2 milioni di donne tra i 25 e i 79 anni, riconosce di aver avuto o di avere questo disturbo. “L’incontinenza urinaria da sforzo rappresenta la forma più comune di incontinenza ed è presente a tutte le età - spiega Roberto Carone, responsabile del Comitato Scientifico Fondazione Italiana Continenza - è un disturbo tipicamente femminile sia perché è legato alla variazione del quadro ormonale della donna durante le fasi della vita, sia perché gli organi pelvici delle donne sono più esposti alle conseguenze derivanti da particolari lesioni, come ad esempio la gravidanza e il parto naturale, oppure da situazioni di sovrappeso. La Ius - prosegue lo specialista - rappresenta un problema importante che compromette la qualità di vita: la donna che ne è affetta perde la sensazione di controllo del proprio corpo, manifesta una sensibile riduzione dell’autostima, si sente compromessa nei rapporti sociali e limitata nelle attività fisiche quotidiane, è influenzata negativamente nell’attività sessuale, è più isolata dal punto di vista relazionale”. A complicare la situazione la difficoltà ad “aggredire terapeuticamente” l’incontinenza urinaria da sforzo, sia per l’inadeguatezza degli strumenti terapeutici a disposizione, che per la scarsa considerazione da parte della classe medica. “L’incontinenza da sforzo ha visto finora due sole possibili strategie mirate a compensare l’alterata integrità della muscolatura perineale: una chirurgica, più o meno invasiva, ed una riabilitativa basata su esercizi di rieducazione muscolare perineale, che richiede una forte compliance da parte delle pazienti” afferma Carone. Come emerge dalle relazioni mediche presentate durante l’incontro, a queste terapie si aggiunge ora l’opzione farmacologica finora inesistente: si tratta di Duloxetina, inibitore bilanciato della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina, i due neurotrasmettitori principali regolatori dei movimenti dello sfintere uretrale, il muscolo circolare che assicura la chiusura dell’uretra; Duloxetina agisce aumentando la concentrazione dei due neurotrasmettitori, e ciò si traduce in una maggiore capacità di contrazione dello sfintere e quindi in un miglioramento della continenza; il farmaco è risultato ben tollerato e gli eventuali lievi o moderati effetti collaterali sono transitori e tendono rapidamente a risolversi. Duloxetina sarà disponibile nel nostro Paese nei primi mesi del 2005. “Obiettivo sull’incontinenza urinaria oggi è promuovere una maggiore consapevolezza nelle donne - afferma Carone, ma per fare questo è indispensabile che la donna chieda consiglio al medico e il medico sia preparato, culturalmente e psicologicamente, a far emergere la parte sommersa dell’iceberg, ad aiutare a superare il pudore legato alla comparsa di questo disturbo, a non far accettare le limitazioni imposte. E questo oggi è possibile anche grazie alle strategie a disposizione, sempre più mirate ed efficaci “ conclude. 
Abstract Prof. Roberto Carone:
“Qualsiasi involontaria perdita di urine”: questa la più recente definizione, secondo l’International Continence Society, dell’incontinenza urinaria, una patologia assai diffusa e socialmente invalidante. E’ un problema di grande impatto sociale ed economico che nelle sue varie forme colpisce oltre 200 milioni di persone nel mondo, per la gran parte (60-70%) donne. L’incontinenza urinaria emerge oggi come una patologia con una insospettata prevalenza ma anche con una sempre più diffusa richiesta di soluzioni di cura, finora poco percepita. Essa ha anche risvolti medici, sociali e relazionali tanto rilevanti quanto spesso non adeguatamente considerati. E’ da sottolineare in particolare il notevole impatto negativo sulla qualità di vita delle persone (e nei casi più gravi, come nei pazienti neurologici, anche sulla aspettativa di vita, per le gravi complicanze che può determinare) per molte delle quali l’incontinenza urinaria costituisce un problema fortemente disturbante le normali attività del lavoro e della vita quotidiana. L’incontinenza urinaria viene considerata un evento “degradante” o comunque tanto imbarazzante da non essere riferito neppure al medico di famiglia, se non in risposta a precise domande e comunque sempre con notevole difficoltà. Una distinzione cruciale è infatti quella tra pazienti incontinenti “conosciuti” dal servizio socio-sanitario (poiché seguiti dai medici di medicina generale e dagli assistenti sociali, nelle strutture sanitarie del territorio, e così via) e pazienti “sconosciuti” al servizio socio-sanitario (popolazione generale) che rappresentano sicuramente la grande maggioranza. Ci si trova quindi di fronte ad un grande iceberg la cui parte sommersa sfugge ad ogni tentativo di stima; tutte le età sono interessate seppure con frequenza crescente in relazione all’età. L’incontinenza urinaria non riguarda solo i più anziani o i non autosufficienti; purtroppo le più reticenti sono proprio le donne di giovane età, perché l’incontinenza urinaria è “uno degli ultimi tabù, duro a morire” (Oms). Le principali forme di perdita involontaria di urina, identificate in base alle diverse manifestazioni cliniche, sono: incontinenza urinaria da sforzo: consiste nella perdita involontaria di urina quando si compiono movimenti che aumentano la pressione intra-addominale, come ad esempio fare uno sforzo, portare pesi, fare attività fisica, oppure semplici gesti come uno starnuto, un colpo di tosse o una risata; incontinenza urinaria da urgenza: caratterizzata da una perdita di urina conseguente ad una improvvisa ed impellente necessità di urinare, associata spesso a pollachiuria, cioè la necessità di urinare otto o più volte al giorno e più di due durante la notte; incontinenza urinaria mista: associa i sintomi di quella da sforzo e di quella da urgenza. La prevalenza della incontinenza urinaria nella donna varia a seconda degli studi epidemiologici effettuati nel mondo. Si stima comunque che circa il 25% della popolazione femminile ne sia affetta e che il 6-10% delle donne lo sia in modo severo. I dati epidemiologici nell’uomo sono decisamente meno definiti, ma si calcola che la prevalenza del fenomeno incontinenza nell’uomo sia inferiore a quella femminile di circa la metà. L’incontinenza urinaria da sforzo In questo tipo di incontinenza si ha la perdita involontaria di urina in coincidenza con l'aumento della pressione addominale, come nel caso di sollevamento di pesi, ma anche di starnuti o colpi di tosse. In questi casi all’origine dell’incontinenza vi è in genere una lesione dell’integrità del pavimento pelvico come può accadere in conseguenza di un parto, di situazioni di tosse cronica, di interventi chirurgici, o di alterazioni dei tessuti determinata dall’età e dalla carenza ormonale post-menopausale. L'incontinenza urinaria da sforzo rappresenta il tipo più frequente e rilevante nelle donne, ancorché sottostimato rispetto alla sua verosimile entità reale. Una situazione che tra l’altro non è assolutamente tipica dell’età anziana bensì colpisce le donne a partire dalla giovane età, pur aumentando la prevalenza intorno ai 40-50 anni. La forte reticenza a parlarne - è emerso dagli studi che i due terzi delle donne affette non hanno mai consultato in proposito il loro medico di famiglia e tra quelle che lo hanno fatto una buona quota ha aspettato anche diversi anni prima di farlo – e il forte impatto negativo in termini di qualità di vita sono due elementi principali che contraddistinguono il problema. L’incontinenza da sforzo ha visto finora due sole possibili strategie mirate a compensare l’alterata integrità della muscolatura perineale: una chirurgica, più o meno invasiva, ed una riabilitativa basata su esercizi di rieducazione muscolare perineale, che richiede una forte compliance da parte delle pazienti. A queste terapie si aggiunge ora l’opzione farmacologica, finora inesistente: la duloxetina, inibitore bilanciato della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina che agisce aumentando il tono dello sfintere uretrale, determinando quindi un aumento della continenza. Incontinenza urinaria da urgenza L'incontinenza da urgenza è molto comune tra gli anziani e determina una perdita involontaria di urina che avviene subito dopo aver avvertito il bisogno “urgente” (“imperioso”), non controllabile, di urinare. Alla base può esservi un evento transitorio che agisce direttamente sulla vescica, come ad esempio un’infezione, o uno stato di “irritabilità vescicale” o alterazioni del sistema nervoso centrale o periferico. La conseguenza, in ogni caso, è il continuo comparire, sia di giorno sia di notte, di improvvisi e non controllabili stimoli alla minzione, tali da non consentire di posticipare l’atto minzionale. In questo tipo di incontinenza, in cui l’iperattività vescicale (contrazioni involontarie del muscolo della vescica, chiamato detrusore) è determinante, sono stati proposti nel tempo svariati farmaci in grado di controllare questo fenomeno, come i farmaci ad azione antimuscarinica (ossibutinina, tolderodina, trospium, solifenacina), in grado di rilassare il detrusore, ridurne le contrazioni involontarie ed aumentare la capacità della vescica. Tali farmaci associati a tecniche riabilitative sono molto spesso efficaci e soltanto in rari casi è necessario ricorrere alla terapia chirurgica. Un accenno ai costi dell’incontinenza urinaria I costi diretti e indiretti della Iu sono elevatissimi. Da numerose pubblicazioni nordamericane risulta che l’incontinenza urinaria è tra le condizioni patogene per le quali il servizio sanitario spende di più. Dalla “Stima ministeriale italiana dell’assistenza protesica erogata attraverso il nomenclatore tariffario delle protesi” si evince che l’importo per gli ausili per incontinenti rappresenta circa il 64% di tutta la spesa sostenuta dal Servizio Sanitario Nazionale per l’erogazione delle protesi. Una corretta analisi dei costi è gravata da una lunga serie di fattori implicanti una loro sottostima: la percentuale di incontinenza urinaria sommersa, specialmente nei soggetti di età inferiore ai 65 anni; le spese sostenute dal privato cittadino e non risultanti nelle spese del Ssn, per esempio per gli ausilii; la difficile quantificazione dei costi intangibili. Se consideriamo i costi diretti si può rilevare che i costi principali sono legati da un lato alle più precoci istituzionalizzazioni ed alle prolungate ospedalizzazioni, dall'altro alle conseguenze della Iu e della sua gestione ed infine ai costi per ausilii: negli Usa, la spesa totale nel ‘95 per i soli costi diretti della Iu e solo negli ultrasessantacinquenni è ammontata a 26.292 milioni di dollari (circa 40.000 miliardi di lire). A ciò si deve pertanto aggiungere tutta la componente, non totalmente nota e quindi solo parzialmente quantificabile, dei soggetti più giovani, percentuale rilevante considerato che, soprattutto nel sesso femminile, la prevalenza è alta. Non sono disponibili analoghi dati per l'Italia, ma è sufficiente ricordare che il Ssn nel ‘95 ha speso 469 miliardi in ausilii per incontinenti, di cui 322 per pannoloni e che ciò ha rappresentato il 64% dell'importo totale annuo speso per l'assistenza protesica in generale.
 
   
   
IL PRESIDENTE DI RIMINI FIERA, LORENZO CAGNONI, RIELETTO NEL BOARD OF DIRECTORS DELL'UFI STATO DI SVILUPPO E MERCATI EMERGENTI AL CENTRO DEL CONGRESSO UFI A BANGKOK  
 
Rimini 2 dicembre 2004 - Si è tenuto la scorsa settimana a Bangkok, dal 24 al 27 novembre, il 71° Congresso Ufi (The Global Association of the Exhibition Industry). A rappresentare Rimini Fiera, il Presidente Lorenzo Cagnoni e il Direttore Generale Piero Venturelli. Il Congresso, che ha avuto luogo all'interno del Biteg (Bangkok International Trade & Exhibition Centre), è stato importante occasione di discussione e verifica strategica delle principali tematiche correlate all'industria fieristica internazionale, qual è il caso dello stato di sviluppo e dei nuovi mercati emergenti con particolare riferimento a India e Cina. Nel corso del Congresso sono state inoltre rinnovate le cariche dell'Assemblea e dei Capitoli Nazionali (Europa, Asia-africa, America). Riconfermato nel Board of Directors dell'Ufi, il presidente di Rimini Fiera Spa, Lorenzo Cagnoni. Per l'Italia, sono inoltre stati eletti : il Direttore Generale Fondazione Fiera di Milano, Corrado Peraboni; il Consigliere d'Amministrazione di Verona Fiere, Camillo Cametti; e, per Bologna Fiere, Dante Stefani. Il prossimo Congresso dell'Ufi si terrà a Mosca nell'ottobre 2005. Infolink: www.Riminifiera.it  
   
   
41. 578 VISITATORI (+ 1,8%) AL SIA 2004 SI E' CONCLUSO A RIMINI FIERA IL SALONE DEI PROGETTI E DELLE TENDENZE PER L'OSPITALITA'  
 
Rimini, 2 dicembre 2004 - Si è chiuso a Rimini Fiera il 54° Salone Internazionale dell'Attrezzatura Alberghiera, inaugurato il 27 novembre scorso dal vice ministro alle attività produttive Adolfo Urso che al taglio del nastro aveva tra l'altro sottolineato la leadership dell'esposizione e la sua particolare sensibilità alla valorizzazione di due valori trainanti dell'economia italiana: ospitalità e ristorazione. "Il Sia - dice il direttore generale di Rimini Fiera, Piero Venturelli - conferma il suo ruolo di riferimento. Confrontando l'edizione appena terminata con quella di raffronto utile del 2002 per la presenza biennale dei grandi impianti per la ristorazione, i dati sono tutti di segno positivo. A partire da quelli riferiti ai visitatori: 41.578 pari al + 1,8% sul 2002. Del resto, il Sia ha intrapreso con decisione un percorso connesso al desiderio di innovazione che preme sul settore. Gli eventi che proponiamo sono la prospettiva per una filiera alle prese con un passaggio delicato e legato alle difficoltà del turismo. Voglio anche rimarcare la crescita del 19% dei visitatori esteri. E l'internazionalità del Salone si è evidenziata nello svolgersi delle iniziative programmate in collaborazione con l'Ice, con un vasto programma di coinvolgimento delle delegazioni da Singapore, Bulgaria, Spagna e Marocco. Molto apprezzato il convegno promosso sul possibile business delle imprese italiane della filiera turistica in Paesi in forte sviluppo come Croazia, Slovenia e Ungheria, organizzato nell'ambito dell'Accordo di programma tra Regione Emilia Romagna e Ice: basti pensare che sul fronte ungherese, sono attesi nei prossimi nove anni investimenti per 13 miliardi di euro in prevalenza nel settore turistico. Grande attenzione per il Iv Forum del Turismo nel Mediterraneo, promosso dalla Camera di Commercio di Rimini in collaborazione con Ice e Rimini Fiera Spa, al quale hanno partecipato delegazioni di istituzioni ed operatori provenienti da Marocco, Tunisia, Giordania, Turchia, Egitto, Siria, Croazia e Cipro, oltre naturalmente all'Italia". Patrocinato dalla Federalberghi, il Sia ha presentato 847 espositori su 95mila mq articolati in otto settori: "360° Contract"; "Spazi e Ambienti"; "Inter Decò"; "Forme e Dettagli di stile"; "Wellness & Cocooning"; "Technology & Building Automation"; "Spazio Bar"; "Foodservice Equipment". "La crescita degli espositori - aggiunge Orietta Foschi, product manager del Salone - è un segnale forte sulla bontà dei nuovi indirizzi di tendenza di questo Salone. E in fiera abbiamo colto risposte molto positive dalle aziende". E proprio sul fronte delle tendenze, l'evento 'Contrappunti', organizzato da Rimini Fiera in collaborazione con la rivista Suite, su concept dell'architetto Giuseppe Biondo, ha messo a tema su 3mila mq il nuovo rapporto tra design e progettazione per le sale ristorante, dove sono stati serviti piatti 'coerenti' con il progetto generale dell'ambiente circostante. A 'Contrappunti' hanno preso parte protagonisti del design come Aldo Cibic, Renzo Costa, Marco Lucchi, Claudio Monti e Francesco Muti, Denis Santachiara e Claudio Nardi, Antonio Montanari; e grandi chef quali Heinz Beck, Walter Bianconi, Carlo Cracco, Moreno Cedroni, Stefania Giannotti e Luca Montersino. Proprio questo è stato il 'gioco' stimolante della mostra, l'abbinamento di uno chef e di un designer, impegnati a svolgere un tema scelto in comune. Accoppiati fra loro, designer e chef ogni giorno sono stati protagonisti di personalissime performance intorno alla ritualità del cibo e a due diversi tipi di creatività. Attenzione degli operatori anche per le altre mostre in calendario: 'Effetto Luce', firmata da Brunella Viani e Idee tecnologia & futuro, 'Iconografie del relax', affidata ai progettisti dello Studio di Architettura di Daniele Menichini, 'Design Square', organizzata da Wellness Design con il patrocinio di Unai, Unione Nazionale Alberghi Italiani - Confindustria e 'Restaurant design: cultura in tavola e impresa', realizzata in collaborazione con lo Studio Mussapi (Massimo Mussapi e Cristina Corti). Sia 2004 ha ospitato la tradizionale 'Settimana del management alberghiero', una serie di approfondimenti orientati ai temi della formazione, della promozione, dell'ambiente e della sicurezza. Ricordiamo il convegno dei Giovani Albergatori - Federalberghi sul tema 'Tra crisi e sviluppo. Quale futuro per il turismo del settore alberghiero italiano?'. Il Presidente Nazionale dei Giovani Albergatori Federalberghi, Vincenzo Bianconi, ha sottolineato i quattro elementi sui quali occorrerà lavorare e investire per uscire dalla crisi del settore: infrastrutture, fiscalità, centralizzazione delle strategie e risorse umane. "Molto positivo - aggiunge Foschi - anche l'avvio della collaborazione fra il Sia ed il Gruppo Gambero Rosso. Una collaborazione che nel 2005 entrerà a pieno regime. Anticipo che la prossima edizione del Salone sarà molto più di una fiera alberghiera: non a caso abbiamo scelto l'head line 'Sia Guest'. Il Sia 2005 sarà una manifestazione espositiva dedicata a luoghi, atmosfere, tendenze, impianti e progetti, nuovi format per tutte le occasioni di incontro (hotel, luoghi di soggiorno per il relax e il business, ristoranti e locali per fast e slow food, bar, pub, luoghi di intrattenimento serale, show room, negozi e ambienti dedicati al business); sarà uno scenario multisensoriale dove eventi e performance daranno vita al più innovativo salone dell'accoglienza, che farà dell'ospite il protagonista assoluto dei luoghi del giorno e della notte a lui dedicati. In programma nel 2005 la 5a edizione di 'Nonsoloalbergo', sempre in collaborazione con "Suite", che coinvolgerà designer e progettisti di fama internazionale, e lo spazio 'Gambero Rosso' in collaborazione con il Gruppo Gambero Rosso, che metterà in scena spettacolari performance di chef di grido, lezioni di cucina, degustazioni guidate, costantemente riprese dalle troupe di Gambero Rosso Channel. Anche le aziende espositrici potranno avere parte attiva con sponsorship a questi eventi".  
   
   
ANCHE L’AUTO CHE VIAGGIA PUÒ FERMARSI LA RETE BOSCH CAR SERVICE RISOLVE I PROBLEMI RIPARAZIONI E MANUTENZIONI GARANTITE DA QUASI 1000 AUTOFFICINE IN ITALIA  
 
Bologna, 2 dicembre 2004 - Al Motor Show di Bologna sfilano davanti agli occhi auto di tutte le marche, scintillanti, meravigliose, piccole e grandi, costose o meno, che i visitatori sognano di possedere o che già scelgono per il prossimo acquisto. Con motore diesel o benzina, con sistemi di sicurezza irrinunciabili, tutte dotate di molte centraline elettroniche, spesso collegate le une alle altre, per controllare l’impianto frenante, il motormanagement, il comfort, o altro, con una miriade di diodi e di chip. Basta alzare il cofano, per rendersi conto del complesso contenuto tecnologico e della vasta quantità di componenti elettronici, che “ prestano servizio “, per capire che, quando si dovrà procedere alla manutenzione o all’eventuale riparazione, ci si dovrà necessariamente rivolgere ad un’autofficina molto specializzata, che abbia dimestichezza con queste innovazioni del Terzo Millennio, ed alla quale si possa consegnare con fiducia un bene scelto spesso con molta cura, così prezioso, ma così tecnologico, quale è l’ automobile di oggi. Del resto, oggi non si potrebbe più immaginare un’auto senza elettronica, la cui applicazione é in costante ascesa, con previsioni che segnalano un aumento dall’attuale percentuale sul valore complessivo della vettura del 25% a oltre il 35% entro il 2010. Tutti questi componenti, installati a bordo, sono molto spesso prodotti proprio da Bosch, leader delle innovazioni nel campo dell’elettronica in auto, che rifornisce tutte le Case automobilistiche del mondo (si pensa che non esista auto al mondo senza un componente Bosch). L’automobilista ha, quindi, oggi l’esigenza di recarsi presso officine dall’elevato profilo qualitativo, che non gli diranno: “Mi spiace, non siamo in grado di risolvere il suo problema“, ma che –nonostante la complessità legata all’elettronica – siano in grado di effettuare, con competenza, una ricerca veloce ed efficiente dei possibili guasti. La risposta viene da Bosch, che non è soltanto il fornitore dell’elettronica contenuta sotto il cofano, ma che è anche l’Azienda che si preoccupa di essere un valido partner per le officine in materia di assistenza. La risposta di Bosch si chiama Bosch Car Service, una rete costituita da circa 1.000 officine indipendenti e polispecializzate, presenti su tutto il territorio nazionale, e facenti parte di una rete internazionale in continua crescita. Queste autofficine sanno intervenire, con competenza e professionalità, su auto di qualsiasi marca e tipo, occupandosi di manutenzione e di riparazione della parte elettrica/elettronica, della tecnica dei freni, dell’iniezione Diesel o benzina. Ciò, anche con il supporto Bosch per quanto riguarda la formazione e la specializzazione, con accesso al know-how dell’Azienda. Non solo: grazie alla Legge Monti, l’automobilista può affidare la propria auto, per la manutenzione e per i tagliandi anche ad officine indipendenti, quali i Bosch Car Service, senza perdere la garanzia del Costruttore, perché il Tecnico Bosch dei Sistemi possiede una qualifica esclusiva, riconosciuta anche dalle Case automobilistiche. Al Motor Show di Bologna, al Padiglione 33 – stand 21  
   
   
ERIC NÈVE NOMINATO RESPONSABILE CHEVROLET EUROPE MOTORSPORTS  
 
 Roma, 2 dicembre 2004 - A partire dal 1 dicembre 2004, Eric Nève assume la carica di Motorsports Manager di Chevrolet Europe, la nuova organizzazione che si occuperà dell’importazione e della distribuzione delle automobili Chevrolet nel vecchio continente e che deriva dall’attuale infrastruttura europea di Gm Daewoo. In organico General Motors Europe dal 1993, Eric Nève ha ricoperto diversi ruoli in ambito di Public Affairs in Germania, Belgio e Svizzera. Nella sua nuova posizione, Eric, sempre dalla sede di Zurigo, riporterà ad Erhard L. Spranger, Amministratore Delegato di Chevrolet Europe. Chevrolet Europe parteciperà al Campionato Mondiale Fia Vetture Turismo (Wtcc) 2005. Per la prima volta nella sua storia, Chevrolet, il marchio del gruppo Gm più diffuso a livello globale, schiera un team ufficiale in un campionato del mondo Fia. Tre Chevrolet Lacetti saranno sviluppate, costruite e schierate nel Wtcc 2005 dalla rinomata ed esperta factory inglese Rml (Ray Mallock Limited). A partire dal prossimo gennaio 2005, Chevrolet introdurrà in Europa una nuova gamma di vetture costruite principalmente da Gm Daewoo Auto & Technology (Gm Daewoo) in Corea del Sud, una strategia commerciale già applicata con successo nel Nord e Sud America, nella regione Asia Pacifico, in Sud Africa e, più recentemente, nell’Europa centrale ed orientale. “Sono felice che Eric abbia accettato la sfida di guidare il Team Chevrolet Racing”, ha detto Erhard L. Spranger, Amministratore Delegato Chevrolet Europe. “La sua esperienza nel mondo degli sport motoristici sarà di grande aiuto e auguro a lui e al suo gruppo tanti successi in un programma che porta la tradizione sportiva Chevrolet in Europa, proprio 100 anni dopo la prima gara vinta da Louis Chevrolet”. “Quando cercavamo il modo per dimostrare che Chevrolet è oggi un marchio veramente globale, ci siamo immediatamente convinti che il Campionato Mondiale Turismo Fia era la soluzione adatta”, ha spiegato Eric Nève. “Ci consente di competere con gli stessi marchi presenti sul mercato fornendoci, al tempo stesso, tutti i più utili vantaggi dal punto di vista commerciale e di comunicazione”.  
   
   
PSA PEUGEOT CITROÉN E TOYOTA SVELANO LO STILE DELLE TRE NUOVE AUTO SVILUPPATE IN JOINT VENTURE  
 
 Milano, 2 dicembre 2004 - Psa Peugeot Citroén e Toyota Motor Corporation (Tmc) hanno annunciato ieri che, dopo tre anni di positiva collaborazione, sono prossime a finalizzare il frutto del loro programma congiunto volto a progettare, sviluppare e produrre tre inedite auto compatte per il mercato europeo. Per far conoscere lo stato di avanzamento del progetto fino a questo momento, i due Gruppi hanno deciso di svelare il design delle annunciate Peugeot 107, Toyota Aygo e Citroén C1, rendendo disponibile la prima foto ufficiale di queste nuove auto a quattro posti. Le auto verranno esposte in anteprima mondiale al Salone dell’Auto di Ginevra, a Marzo e la commercializzazione inizierà nel 2005. Sebbene condividano un gran numero di elementi, componenti e assemblaggi, Peugeot 107, Toyota Aygo e Citroén C1 hanno ognuna un proprio design esterno che esprime la personalità dei Marchi Peugeot, Citroén e Toyo ta. Tutte e tre le auto hanno una lunghezza di circa 3,4 metri, sono larghe 1,6 metri e alte 1,4 metri (i dettagli nella tabella). Equipaggiate con la più recente generazione dei motori 1.0 litri benzina e 1.4 litri diesel, queste auto compatte, parsimoniose nei consumi, presenteranno anche tecnologie di sicurezza avanzata e di protezione ambientale. Questi tre nuovi modelli offriranno un’esperienza di guida coinvolgente nell’ambiente urbano. Le auto sono progettate principalmente per i mercati europei, dove la domanda per questo tipo di vetture entry-level si prevede in crescita. Sviluppate su una piattaforma comune, tutte e tre le auto inizieranno a uscire dalla linea dell’impianto Toyota Peugeot Citroén Automobile (Tpca) a Kolín, in Repubblica Ceca, nel 2005. Lo sviluppo del veicolo e la produzione dell’impianto hanno rispettato la programmazione, annunciata da entrambe le compagnie nel Luglio 2001. L’impianto avrà una capacità produttiva annua di 300.000 unità - 200.000 per Peugeot e Citroén e 100.000 per Toyota. Si prevede che il progetto darà un forte contributo alla comunità locale in termini di occupazione diretta ed indiretta. Nell’impianto Tpca sono stati già creati 1.500 posti di lavoro, con una previsione di 1.500 ulteriori assunzioni per un totale di 3.000. L’investimento complessivo, compresi i costi di ricerca, sviluppo e avvio
Brand Lunghezza Larghezza Altezza
Peugeot 3428mm 1630mm 1470mm
Toyota 3405mm 1615mm 1465mm
Citron 3429mm 1630mm 1470mm
 
   
   
CULTURA:EVIDENZA PER GIACOMO PUCCINI LAVORI IN CORSO PER IL COMITATO OPERE ESPORTATE... ANCHE IN DIGITALE  
 
Roma, 2 dicembre 2004 - E' dicembre il mese che ricorda gli ottant'anni della morte del compositore italiano Giacomo Puccini (Lucca 1858- Bruxelles 1924) discendente da cinque generazioni di musicisti, nella cui produzione teatrale e musicale confluirono toni intimistici, ambientazioni esotiche e schietto verismo. Manon Lescaut, la Boheme, la Tosca, Madama Butterfy, la fanciulla del west, la rondine, il trittico: alcuni titoli della sua produzione che scandiscono evoluzioni e capacità artistiche di chi seppe unire metro poetico, intuito drammatico, originalità melodica e ricercatezza armonica. Sono fra pochi giorni i prossimi appuntamenti con la musica pucciniana nei luoghi della tradizione toscana (il 5 dicembre a Viareggio, il 17 dicembre nell'ospedale della Versilia, il 21 dicembre a Lucca, il 22 dicembre a Torre del Lago), uno a Roma, in alta sede istituzionale: "Il 19 dicembre al Senato, il tradizionale concerto di Natale vedrà la prima esibizione europea dell'orchestra filarmonica cinese e l'esecuzione di ben 19 arie di Giacomo Puccini, oltre a brani composti da altri grandi autori italiani", annuncio dato dal presidente del Senato Marcello Pera, durante la presentazione del comitato per le celebrazioni pucciniane 2004-2008 avvenuto questa mattina a Roma. "Il comitato, insediato a giugno 2004 e presieduto da Bruno Ermolli, ha l'obiettivo di lavorare per la diffusione dell'opera di Puccini - ha detto il ministro Giuliano Urbani illustrando l'iniziativa - pensando soprattutto alle nuove generazioni che hanno il diritto di sapere di più su questo grande compositore. Non solo. La sua conoscenza deve essere divulgata in tutto il mondo nel segno della globalizzazione della cultura. L'attività del comitato sarà aiutata dai contributi di Marcello Pera, presidente del Senato, legato a Giacomo Puccini dalla comune appartenenza alla città di Lucca, il programma è sontuoso ma non definitivo e vedrà nascere molte iniziative anche internazionali. Sono già tre i Paesi, tra cui uno extra europeo, che hanno chiesto di collaborare con il comitato". Promuovere Puccini significa promuovere l'Italia - ha proseguito il presidente del Senato- una promozione fatta con rigore scientifico ma rivolta al grande pubblico. Il programma di Torre del Lago ne è già un esempio. Puccini è anche relazioni internazionali: penso al Sud America, al Giappone e alla Cina". Fra le esecuzioni piu' recenti, infatti, anche la Turandot in Australia lo scorso novembre mentre fra gli appuntamenti prestigiosi, molti e da definire, quello della primavera prossima con Riccardo Muti a Lucca. Per le attività di questo comitato il ministero ha stanziato nel 2004 quattrocentomila euro e alcune risorse sono state utilizzate per la messa in scena della Butterfly al Teatro del Giglio, altre per la realizzazione del programma teatrale del festival di Torre del Lago, che vede appunto nei prossimi giorni di dicembre l'appuntamento nell'ospedale di Lucca, mentre non sono stati ancora approvati i finanziamenti per gli anni seguenti. "Ma sull'opera di Giacomo Puccini convergono anche altri fondi pubblici - ha spiegato il direttore generale del ministero Luciano Scala - fra cui un milione di euro stanziati per la rete digitale della musica italiana, in cui rientra la digitalizzazione del patrimonio culturale di Giacomo Puccini e Giuseppe Verdi, per la metà destinati a tre convenzioni, rispettivamente con i comuni di Parma e Lucca e la casa editrice Ricordi. E in dirittura d'arrivo (gennaio 2005) ci sono altri fondi destinati al portale delle biblioteche digitali, che verranno utilizzati anche per le attività legate le celebrazioni di Puccini".  
   
   
OMAGGIO ALLA SCALA: I DISEGNI DI SCENOGRAFIA DALLA COLLEZIONE DI RICCARDO LAMPUGNANI IN MOSTRA AL MUSEO POLDI PEZZOLI DI MILANO  
 
 Milano, 2 dicembre 2004 - Il Museo Poldi Pezzoli desidera partecipare ai festeggiamenti per la riapertura del più importante teatro del mondo, offrendo al pubblico una piccola, preziosa esposizione legata alla produzione teatrale. In mostra, da giovedì 2 dicembre 2004 a domenica 30 gennaio 2005, una scelta di ventuno scenografie, appartenenti ai secoli Xvii-xix, parte del cospicuo legato testamentario che il collezionista milanese Riccardo Lampugnani lasciò alla sua morte, avvenuta nel 1996, alla Fondazione Artistica Poldi Pezzoli. Riccardo Lampugnani, ingegnere, direttore delle Acciaierie Falck e appartenente a una nota famiglia milanese, fin dagli anni Sessanta aveva mostrato una particolare affezione nei confronti del Museo Poldi Pezzoli. Un primo dono giungeva al Museo milanese nel 1968 e, negli anni seguenti, vari altri sopraggiunsero, tra cui bellissimo l’autoritratto di Hayez con gli amici Migliara, Molteni, Pelagi e Tommaso Grossi, definito dagli specialisti per la sua importanza “uno dei dipinti manifesto della Milano romantica” . Ricco il numero di scenografie - quasi duecento - che pervengono al Poldi Pezzoli nel 1996. Lampugnani aveva raccolto le opere soprattutto dagli anni Cinquanta, con uno spirito da raccoglitore-conoscitore; spesso era solito annotare lui stesso le attribuzioni individuate o che gli fornivano gli esperti. Le scelte del collezionista nell’ambito della scenografia vertevano soprattutto sugli autori più noti, quali il geniale Filippo Juvarra, ma anche, naturalmente, i bolognesi Galli Bibiena, attivi per la maggior parte dei teatri europei, ed i piemontesi Galliari, trasferiti a Milano e qui divenuti ben presto gli scenografi più richiesti ed attivi per il Regio Ducale Teatro di Milano e, dopo l’incendio di questo, per il nuovo teatro alla Scala, inaugurato nel 1778 con “l’Europa riconosciuta” di Salieri, su scenografie proprio degli stessi Galliari. Autore raro nella raccolta Lampugnani, Juvarra è rappresentato nella mostra da una piacevole scena con statue, di ispirazione classica. Mentre dei Bibiena è esposto un arioso giardino, ravvivato da statue ed architetture. Dei Galliari, di cui si conservano vari disegni e schizzi, sono esposti degli esterni architettonici, che lasciano forse pensare all’ambientazione per un’opera teatrale di soggetto storico. Seguono le bellissime scene acquerellate di Angelo Boucheron, di Antonio Basoli, autore quest’ultimo presente nella raccolta con vari altri esempi, e di Pelagio Pelagi. Altra curiosità è costituita dalla veduta di Piazza del Plebiscito a Napoli, attribuita negli inventari a Luigi Vanvitelli, insolita nelle dimensioni, ma suggestiva nella resa attenta dei particolari. Completa infine questo percorso un cospicuo numero di scene tratte dal consueto repertorio di Carlo Vigna e di Luigi Vacca, di cui la raccolta, soprattutto nel caso del primo, detiene una significativa serie. I disegni esposti nella mostra, che è stata curata da Anna Ranzi, sono stati affidati all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze diretto da Cristina Acidini Luchinat con cui il Museo Poldi Pezzoli ha un costante rapporto di collaborazione: i numerosi problemi conservativi sono stati risolti grazie all’intervento di Maria Luisa Nussio, con la collaborazione di Donatella Pucci e degli studenti del secondo anno della Scuola di Alta Formazione. La mostra è dedicata alla riapertura del Teatro alla Scala, nel quadro dei festeggiamenti su iniziativa degli Amici della Scala.  
   
   
A COMO DOMENICA 12 DICEMBRE PETER EISENMAN ‘INCONTRA’ GIUSEPPE TERRAGNI IN UNO SPECIALE COLLOQUIO ALLA EX CASA DEL FASCIO  
 
Como, 2 dicembre 2004 - Dopo il fortunato esordio, con la conferenza di Daniel Libeskind, l’attività di Gt04 – Comitato nazionale per le celebrazioni del primo centenario della nascita di Giuseppe Terragni – propone un nuovo e importante evento con Terragni_eisenman – The Eisenman Day, dedicato all’architetto americano Peter Eisenman, il più importante studioso di Terragni - vincitore del Leone d’Oro alla carriera alla Mostra Internazionale di Architettura 2004 di Venezia - che occuperà la giornata di Domenica 12 Dicembre. Alle ore 17.30, all’Infospazio del Broletto (piazza Duomo), verrà presentato in anteprima il volume di Peter Eisenman “Giuseppe Terragni: trasformazioni, scomposizioni, critiche”, con testi di Giuseppe Terragni e Manfredo Tafuri (ed. Quodlibet, Macerata, 2004, pp. 302, 523 ill. In b/n, € 70). L’appuntamento prevede una tavola rotonda, moderata da Manuel Orazi, con Franco Purini, Pier Vittorio Aureli e Marco Biraghi, dal titolo “Terragni_eisenman”. L’evento più importante si terrà alla Casa Del Fascio, alle ore 20.30, con la Conferenza Di Peter Eisenman. Per la prima volta a Como, nel suo lungo itinerario di studi e di ricerche su Terragni iniziato nel 1961, Eisenman parlerà delle sue idee di architettura all’interno del capolavoro dell’architetto comasco. L’introduzione allo speciale ‘colloquio’ tra Peter Eisenman e Giuseppe Terragni verrà affidata a Stefano Boeri, direttore della rivista Domus. L'evento, sovrapponendo le due figure di Eisenman e Terragni in uno spazio reale dell'architettura moderna, apre uno spazio critico di interesse internazionale dal quale far emergere qualcosa su ambedue gli architetti che forse è rimasto nascosto. A seguire, si svolgerà un dibattito con Franco Purini, Pier Vittorio Aureli, Marco Biraghi e Antonino Saggio. Peter Eisenman è uno dei più importanti architetti del panorama mondiale. La sua figura è emblematica del trapasso del moderno e della sua crisi. Nato nel New Jersey nel 1932, ha visitato l’Italia per la prima volta nell’estate del 1961, periodo in cui insegnava architettura all’Università di Cambridge. Durante quel viaggio, è venuto in contatto con l’opera di Palladio, Scamozzi, Vignola, Giulio Romano, e Terragni, architetti che lo avrebbero fortemente influenzato. Il suo interesse per Terragni ha innescato un’analisi critica della Casa del Fascio e della Casa Giuliani-frigerio contenuta nel volume “Giuseppe Terragni: trasformazioni, scomposizioni, critiche” (ed. Quodlibet, Macerata, 2004). Oltre che a Cambridge, Eisenman ha insegnato a Princeton, Yale, Harvard, allo Iauv di Venezia e all’Eth di Zurigo. Con il progetto Romeo and Juliet ha ricevuto il Primo Premio alla Biennale di Architettura di Venezia nel 1985; alla Biennale del 1991 è stato uno dei due architetti selezionati a rappresentare gli Stati Uniti, mentre nella Biennale del 2004 ha vinto il Leone d’Oro alla carriera. Nel 2003 è stato scelto per ricevere la Laurea honoris causa in Architettura dall’Università di Roma, La Sapienza. Tra i suoi edifici premiati ricordiamo il Wexner Center for the Visual Arts e la Fine Arts Library della Ohio State University a Columbus, nonché l’edificio della sede centrale della Koizumi Sangyo Corporation a Tokyo, che ha ricevuto vari National Honor Awards for Design dall’American Institute of Architects. Anche il progetto di edilizia popolare al Checkpoint Charlie, lungo il Muro di Berlino, ha ricevuto un National Honor Award ed è stato riprodotto in un francobollo della Germania occidentale emesso per commemorare i 750 anni della Città di Berlino.  
   
   
CINQUE PRESEPI LOMBARDI DEL QUATTROCENTO ESPOSTI NELLA MOSTRA DAGLI SFORZA AL DESIGN AL CASTELLO SFORZESCO DI MILANO  
 
Milano, dicembre 2004 - Il Museo delle Arti Decorative del Castello Sforzesco, possiede una significativa, per rarità e qualità, collezione di sculture lignee, dal Xiii al Xvii secolo, e che ammonta a circa 200 unità. In particolare, è il Rinascimento lombardo che accoglie la selezione più significativa, con una serie di rilievi e statue intagliati e policromati. In questo àmbito spiccano cinque presepi, attualmente tutti esposti nella mostra ‘Dagli Sforza al design. Sei secoli di storia del mobile’, che ha inaugurato il rinnovato allestimento del Museo delle Arte Decorative. Tra questi, il più importante, è noto come Presepe di Trognano (1485 – 1490 ca., legno intagliato, dorato e policromato - Inv. Sculture Lignee 272) ed è opera di un maestro ancora anonimo, tra i più abili e intelligenti artisti del Rinascimento lombardo; gli altri, di varie dimensioni ma complessivamente meno sontuosi, sono stati realizzati all’interno di una stessa bottega, quella dei fratelli Giovan Pietro e Giovan Ambrogio De Donati, intagliatori milanesi che tra l’ultimo quarto del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento eseguono alcuni tra i più notevoli complessi in Lombardia, lavorando anche per la corte sforzesca. La bottega produsse un alto numero di Presepi, di varie dimensioni e con un numero variato di personaggi, molti dei quali mostrano di assumere il Presepe di Trognano come modello. Il Presepe di Trognano appartiene alle raccolte dell’Azienda Servizi alla Persona “Golgi-redaelli” di Milano che lo ha depositato presso il Museo delle Arti decorative del Castello Sforzesco. Deve il suo nome all’oratorio di San Giuseppe in Trognano - frazione del comune di Bascapè (Pv) - dove figura almeno dal 1735, ma che non costituisce il luogo d’origine del rilievo, ancora sconosciuto. Il nome di comodo del maestro cela l’identità dello scultore, un personaggio prossimo ai Fratelli De Donati, ma a essi superiore per doti e qualità, cui è attribuito un nucleo di sculture lignee, affini per epoca di esecuzione e per moduli stilistici. Il più monumentale degli altri quattro Presepi esposti (Fratelli De Donati, fine Xv secolo legno intagliato, dorato e dipinto Inv. Sculture Lignee 46) presenta una vistosa somiglianza con il Presepe di Trognano, pur distaccandosene per la mancanza di policromia. Dietro la Vergine in adorazione del Bambino, si scorgono i resti di un’architettura in cui si mescolano elementi all’antica (gli archi) ad altri più realistici (la tettoia di paglia parzialmente in rovina). A sinistra, lo sfondo è invece paesaggistico e mostra, in una scala non sempre pertinente, rocce scoscese, coperte da pochi arbusti dove pascolano alcune pecore, mentre un pastore guarda verso l’alto, là dove doveva trovarsi la riproduzione dell’Angelo che porta l’annuncio. Le imperfette condizioni di conservazione hanno portato alla perdita della policromia, realizzata secondo una preziosa e costosa tecnica tipicamente lombarda, che consiste nell’apporre una leggera stesura di lacche pigmentate sopra la foglia d’oro e nel graffiarle almeno in parte, in modo da farne affiorare la lucentezza. L’aspetto devozionale prevalente nel Presepe precedente lascia il posto, in un altro elaborato approssimativamente dello stesso periodo (1500 circa), alla sorpresa di una monumentale architettura. Il soggetto rappresenta l’adorazione del Bambino, (Bottega Fratelli De Donati, 1500 – 1510 legno intagliato, dorato e dipinto Inv. Sculture Lignee 37), il quale è umilmente steso a contatto con la terra, circondato dalla Vergine in preghiera, da tre Angeli musicanti e da San Giuseppe: questa figura è contraddistinto da una taglia più grande e da uno stile più dinamico, per cui si suppone che sia stata aggiunta dopo qualche tempo, forse in sostituzione di un’altra precedente presto deteriorata. La scena si ambienta non nella consueta capanna ma all’interno di una chiesa, sotto la cupola e davanti alla zona presbiteriale. Il tipo di architettura, rinascimentale, mostra strettissime consonanze con quanto realizzato a Milano da Donato Bramante, il grande architetto marchigiano che fece conoscere in Lombardia il Rinascimento dell’Italia centrale. Il particolare della volta a botte del presbiterio, a cassettoni e fortemente scorciata prospetticamente, è una citazione diretta dalla finta abside - soltanto dipinta, per mancanza di spazio reale - realizzata da Bramante per la chiesa di Santa Maria presso San Satiro a Milano e più volte replicata in pittura e scultura. Proviene da un gruppo più ampio il piccolo rilievo, che presenta la consueta scena della Natività ambientata con il Bambino poggiato su una misera mangiatoia e riscaldato dal bue e dall’asino, sotto una tettoia parzialmente in rovina (Bottega Fratelli De Donati, 1495 – 1500 legno intagliato, dorato e dipinto Inv. Sculture Lignee 145), secondo l’invenzione che si trova anche nel Presepe di Trognano, circondato da astanti raccolti in preghiera. Tra questi si riconoscono sulla sinistra la Vergine inginocchiata e San Pietro, mentre sulla destra i pastori sono sostituiti da tre santi, identificabili in Giovanni Battista, Domenico e Gerolamo: la loro presenza al posto degli angeli o dei pastori si spiega pensando ad una devozione particolare praticata nella chiesa in cui era collocato il complesso o da parte del committente, che attualmente ci è sconosciuto. Il quinto rilievo esposto, un Presepe assai semplificato, con il Bambino sdraiato a terra sul manto della Madre assistito solo da un Angelo ( Bottega Fratelli De Donati, 1495 circa legno intagliato, dorato e dipinto Inv. Sculture Lignee 99 – fig. 5 ), si differenzia dagli altri per le sue ridotte dimensioni; per la completezza della cornice non pare provenire da una grande ancona per un altare, ma sembra piuttosto un’opera di devozione privata. La scena, in cui largo spazio ha un paesaggio di fantasia e ancora di gusto medievale, quanto meno nell’impaccio prospettico con cui sono rese le figure e le piante, è racchiusa entro un’architettura di gusto marcatamente rinascimentale, costituita da un arco a tutto sesto tra due colonne decorate con elementi ornamentali e due capitelli fogliati, anch’essi semplificati. Inoltre il Museo può vantare anche una insolita rappresentazione dell’Annunciazione. Si tratta di una piccola edicola portatile creata per la devozione privata di un raffinato committente. Si noti l’accurato arredamento della stanza in cui si svolge il sacro evento, completa di tutti i particolari di un ambiente domestico del tempo, riprodotto in miniatura (Bottega milanese, 1500 – 1510 circa legno policromato e dorato Inv. Sculture Lignee 39). Dagli Sforza Al Design Sei secoli di storia del mobile Fino al 12 giugno 2005 Milano, Castello Sforzesco – Museo delle Arti Decorative Per informazioni: Civiche Raccolte d’Arte Applicata - ufficio mostre tel. 02 88463654 – 02 88463833 – craai.Mostre@comune.milano.it  - www.Milanocastello.it  
   
   
MOLA E IL SUO TEMPO  
 
Roma, 2 dicembre 2004 - Pittura di Figura a Roma dalla Collezione Koelliker Ariccia, Palazzo Chigi, P.zza di Corte, 14; 22 gennaio - 23 aprile 2005 La mostra "Mola e il suo tempo. Pittura di Figura a Roma dalla Collezione Koelliker" ospitata dal 22 gennaio al 23 aprile 2005 nella sontuosa cornice di Palazzo Chigi ad Ariccia, vuole mettere a fuoco la figura di Pierfrancesco Mola (1612-1666) e dell'ambiente artistico romano a lui collegato attraverso un gruppo omogeneo di dipinti facenti parte della più importante collezione privata italiana di nuova formazione, la raccolta del mecenate milanese Luigi Koelliker. L'esposizione, a cura di Francesco Petrucci, si avvale di un prestigioso Comitato scientifico composto da Andrea De Marchi, Dieter Graf, Mina Gregori, Arnaul Brejon de Lavergnée, François M. Macè de Lépinay, Gianni Papi, Francesco Petrucci, Pierre Rosenberg, Herwart Röttgen, Stella Rudolph, Claudio Strinati. Attraverso una sessantina di opere esposte, la rassegna testimonia l'estrema modernità della pittura di Pierfrancesco Mola: da una parte i maestri di Mola come Gian Lorenzo Bernini, il Cavalier d'Arpino, il Guercino; poi l'ambiente artistico romano rappresentato in mostra da opere del Lanfranco, Salvator Rosa, Carlo Maratta, Baciccio, Schonfeld, Andrea Pozzo; presenti anche varie opere di allievi del pittore e artisti influenzati dal Mola come i francesi Pierre Louis Cretey e Guglielmo Cortese, detto Il Borgognone, Giovan Battista Beinaschi e Gerolamo Troppa. Segreteria organizzativa: Palazzo Chigi in Ariccia; tel. 06/9330053; e-mail info@palazzochigiariccia.It  
   
   
MUNCH 1863 - 1944  
 
Roma, 2 dicembre 2004 - Complesso del Vittoriano, Via San Pietro in Carcere; 11 marzo 2005 - 19 giugno 2005 La mostra "Munch 1863 - 1944" ospitata al Vittoriano dall'11 marzo al 19 giugno 2005, propone un centinaio di opere di cui circa sessanta olii e una cinquantina di opere su grafica del grande maestro norvegese anticipatore dei temi dell'Espressionismo, artista dell'angoscia esistenziale moderna. Prestiti dai più noti musei internazionali e dalle più importanti sedi espositive norvegesi quali, ad esempio, la National Gallery e il Munch Museum di Oslo, il Bergen Kunstmuseum. I quadri dell'artista norvegese, riflettono non solo i drammi emotivi e spirituali di un animo fragile e tragico, ma anche un gusto legato alla società e al pubblico cui sono diretti e una relazione strettissima con la cultura letteraria e filosofica del tempo. Fortemente influenzato dalla cultura nordica di quegli anni, soprattutto letteraria e filosofica, dai drammi di Ibsen e Strindberg, alla filosofia esistenzialista di Kierkegaard e alla psicanalisi di Sigmund Freud, Munch alle figure della realtà esterna ed oggettiva, oppone le immagini della sua tormentata visione interiore, sostituendo gli aspetti concreti del mondo con gli ossessionanti fantasmi che costellano la sua complessa intimità. La mostra, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Reale Ambasciata di Norvegia, è promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, dall'Assessorato alle politiche educative e scolastiche, dall'Assessorato alla Comunicazione della Provincia di Roma, dall'Assessorato alle Politiche culturali, della Comunicazione e dei Sistemi informativi della Regione Lazio, dall'Assessorato alla Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo. L'esposizione è a cura di Øivind Storm Bjercke e si avvale di un prestigioso Comitato Scientifico composto da Erik Mørstad, Einar Petterson, Renato Barilli, Maria Teresa Benedetti. Commissario generale Claudio Strinati. Organizzazione e realizzazione: Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia. Per informazioni: tel. 06/6780664  
   
   
ORO DEI SARMATI I CAPOLAVORI DELLA STEPPA DI ASTRAKHAN  
 
 Roma, 2 dicembre 2004 - Prima Esposizione Mondiale del ritrovamento archeologico nella Regione di Astrakhan Roma - Museo Palazzo Venezia, Sale Appartamento Barbo; 15 Marzo - 29 maggio 2005 I Sarmati, Signori delle Steppe, antichi popoli vissuti duemilacinquento anni fa ai confini settentrionali del mondo ellenico-romano, nelle sconfinate terre che si estendono dal Danubio ai monti Altai, rivivono nella Mostra "Oro dei Sarmati - I Capolavori della Steppa di Astrakhan" allestita nelle Sale dell'Appartamento Barbo di Palazzo Venezia a Roma dal 15 Marzo al 29 Maggio 2005. Al centro dell'esposizione i reperti del territorio sul grande fiume Volga, oltre mille oggetti di notevole fattura e materiale pregiato, rinvenuti durante gli scavi, effettuati a partire dagli anni ottanta, nella regione di Astrakhan, che hanno portato alla luce alcune tombe dei Sarmati, abitanti del Volga fra il Vii sec. A.c. E il Iv sec. D.c. Oltre mille oggetti di arredo funerario di meravigliosa foggia, quasi tutti in oro massiccio. Foderi d'armi, gioielli e monili, bassorilievi, placche d'oro con decori animali, vasi con manici zoomorfi, ornamenti per vestiti e bordature per cavalli brillano di nuovo e tornano a dare vita agli antichi Sarmati. La Mostra nasce sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero per gli Affari Esteri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero per le Attività Produttive, la Regione Lazio, il Comune di Roma, nonchè della Comunità Europa. Organizzata in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano e i Musei nazionali storico-architettonici riuniti della Regione di Astrakhan - "Oro dei Sarmati - I Capolavori della Steppa di Astrakhan" ha l'onore di avere Mikail Gorbacev quale Presidente onorario dell'evento. Curata da Gianluca Bonora, l'esposizione si avvale di un prestigioso Comitato Scientifico composto da studiosi di fama internazionale, tra cui Slava Plakov, Ludmila Karavaieva - direttrice del museo di Astrakhan - Claudio Strinati - Soprintendente Speciale per il Polo Museale Romano. La mostra è allestita dallo scenografo Gaetano Castelli e da Franco Ferrari. Organizzazione generale: Arco - Accademia Internazionale per la Ricerca e la Diffusione della Cultura dell'Europa e dell'Asia; telefax 06/68807224 - email info@arcoaccademia.It  Per informazioni: tel. 06/68309032  
   
   
UNA HOTELS & RESORTS INAUGURA L’UNA HOTEL MALPENSA PROGETTATO DA RENZO COSTA  
 
Cerro Maggiore, 2 dicembre 2004. Aperto da pochi giorni, l’Una Hotel Malpensa di Cerro Maggiore verrà inaugurato oggi 2 dicembre 2004. Pensato e sviluppato per rispondere alle precise esigenze di una clientela business di alto livello, l’Una Hotel Malpensa si differenzia con decisione dalla comune offerta alberghiera presente nelle aree circostanti agli aeroporti. Il progetto, innovativo e avveniristico, è dell’architetto Renzo Costa che, nel pieno rispetto della filosofia di Una Hotels & Resorts, ha voluto realizzare una struttura fortemente ispirata al territorio circostante: una via di continuo transito per la presenza di importanti nodi di comunicazione sulla direttrice per l’aeroporto di Milano Malpensa e vicino al futuro polo fieristico milanese di Rho-pero. Ad ispirare il progetto, divenendone l’anima, è stato così il concetto di dinamismo, plasmato in un’architettura del movimento, e declinato in ogni spazio dell’albergo attraverso un forte richiamo a ciò che più di ogni altra cosa è in moto perpetuo: il mare con le sue onde infinite, con i suoi spazi vasti e imponenti e il concetto intrinseco di viaggio, emozione e avventura. Così, l’Una Hotel Malpensa si staglia verso il cielo con 11 piani interamente avvolti da due grandi vele argentate, asimmetriche e contrapposte, e con una grande lama rossa che dall’esterno taglia idealmente in diagonale l’intera struttura evidenziandone le zone di maggior dinamismo. Anche la pianta dell’edificio, a forma di pesce, è un chiaro richiamo al mare e al suo movimento. Energia e dinamismo animano i grandi spazi della hall, del bar e dell’ampio ristorante, disposto su due piani e aperto anche al pubblico esterno, grazie agli originali arredi dalle superfici lucenti, dalle morbide linee curve e dai toni forti del bianco ottico, del verde acido, del grigio, del rosso fuoco, disegnati appositamente per l’Una Hotel Malpensa da Renzo Costa. Forte impatto anche per le colorate lampade della reception e del bar e, naturalmente, per il sontuoso lampadario in un rivisitato stile veneziano, in vetro di Murano nero, che sovrasta e impreziosisce la grande scala del ristorante. Sempre nelle zone comuni della reception e del bar, ampie colonne richiamano la forza e l’imponenza degli alberi maestri delle navi pur apparendo movimentate nella forma dalle originali sezioni concave che le compongono e sembrando sospese sull’immenso pavimento di marmi bianchi e neri. Suggestivi ed emozionanti i due avveniristici ascensori panoramici che, salendo velocemente lungo gli 11 piani dell’albergo, regalano vedute mozzafiato. Nelle 160 camere, tutte molto spaziose, finemente arredate e dotate di ogni confort, il richiamo al mare si esprime attraverso la grande testiera del letto la cui forma riproduce una vela a trapezio, mentre i marmi che decorano i bagni sono stati intagliati riprendono il profilo sinuoso e arrotondato delle onde. I grandi volumi dinamici, il design spiccato, una tecnologia all’avanguardia, che consente la connessione ad Internet tramite Adsl/hdsl con cavo di rete e anche in modalità Wi_fi, e di un grande Centro Congressi, costituito da 3 spaziose sale riunioni, che possono ospitare fino a 140 persone, fanno dell’Una Hotel Malpensa il luogo ideale dove non solo dormire ma anche dove vivere e lavorare nel pieno rispetto della filosofia di Una Hotels & Resorts.  
   
   
SICOM – BIG APPLE ENTERTAINMENT ATTRAZIONE INTEGRALE  
 
Milano, 2 dicembre 2004 - Con questa produzione comune Sicom e Big Apple intendono dare vita ad un nuovo “format di comunicazione”, capace di conciliare e di integrare le esigenze di grandi aziende private con le aspettative delle Pubbliche Amministrazioni. Il tema dell’evento è lo Sport, e lo sci in modo particolare; a soli 2 mesi dai Mondiali di Bormio e a 14 mesi dalle Olimpiadi di Torino, Sicom e Big Apple intendono dare visibilità ad un mondo che annovera un numero consistente di appassionati e di praticanti, rendendo conciliabile questo fantastico Sport con le esigenze ed i limiti che impone una metropoli, con la speranza che tale sforzo si possa in seguito tradurre in un evento itinerante, anche in prospettiva di promozione per lo sci e per le competizioni prossime future. Fiat S-now!park si presenta dunque sul palcoscenico del mktg-event come un modello esportabile, che utilizza il linguaggio dello Sport in modo primario, ma anche della Musica e dell’Intrattenimento in genere, per rivolgersi ad un target estremamente trasversale, apolitico e generalista. Fiat S-now!park da un lato offre alla Pubblica Amministrazione la possibilità di proporsi attraverso una manifestazione di carattere fortemente sportivo, all’interno della quale si ricreano momenti educativi e propedeutici, come nel caso della Scuola di avviamento agli sport invernali, proposta alle scuole di Milano in collaborazione con l’Assessorato all’Educazione e all’Infanzia. Fiat S-now!park dall’altro lato offre alle aziende diverse opportunità commerciali, di marketing e di comunicazione, studiate dalle due agenzie per rappresentare un forma “alternativa” ai consueti canali della comunicazione. L’evento sviluppa una propria campagna promozionale sui media tradizionali ma il “contatto diretto” con il pubblico e la qualità della proposta rappresentano il vero punto di forza che offrono ai propri Clienti. Fiat S-now!park è una struttura realizzata nel pieno rispetto delle regole dello Sport: essa garantisce la sicurezza sulle piste attraverso l’uso di tutte misure imposte dai regolamenti, attraverso l’uso di materiali a norma, testati e collaudati. I fornitori delle attrezzature sportive sono riconosciuti nel mondo per essere leader, ognuno nel proprio settore.  
   
   
FIAT SNOW PARK: UN VILLAGGIO “INVERNALE” NEL CUORE DI MILANO  
 
Torino 2 dicembre 2004 - Presso l’Arena Civica, nel cuore di Milano, nasce Fiat Snow Park, il villaggio dedicato agli sport invernali in funzione dal 4 dicembre al 9 gennaio 2005. Aperto tutti i giorni, dalle 10 alle 22, l’area si propone come il punto di ritrovo per gli appassionati di queste discipline grazie ai numerosi impianti allestiti: dalla pista da sci con tre livelli di pendenza alla discesa per il “snowtubing”, dall’arena dedicata allo snowboard al tracciato per lo sci di fondo. Sport ed divertimento sono assicurati, senza contare che è possibile noleggiare tutta l’attrezzatura necessaria direttamente sul posto. Inoltre, Fiat Snow Park propone un’area d’intrattenimento davvero unica. Infatti, il pubblico può ristorarsi presso l’“Ice Bar”, un ambiente confortevole, dall’atmosfera giovane e di tendenza, magari ascoltando la musica più coinvolgente, proposta tutti i giorni dalle 15 alle 17.30, o approfittando della frizzante Happy Hour, dalle 18.30 alle 21.30. Infine, spettacoli e animazione si svolgono su un palco allestito come dimostrano i “Mercoledì da leoni”, nati all’insegna dello snowboard con gare e musica a tema, o le numerose feste organizzate in alcune date particolari: dall’inaugurazione del 4 dicembre alla festa di S. Ambrogio (7 dicembre), dall’esibizione di snowboard (16 dicembre) alle feste dedicate alle famiglie e ai bambini (25 dicembre e 6 gennaio) ai giorni di S. Stefano e Capodanno. All’ingresso del Park è allestito uno Spazio Fiat, simile a quello già ospitato presso la Rinascente di piazza Duomo a Milano, dove il pubblico può conoscere da vicino Panda, Idea e Multipla. Infatti, con il supporto di personale qualificato, è possibile apprezzare i punti di forza dei nuovi modelli e, se interessati, fissare un appuntamento con un concessionario autorizzato. Sempre nello Spazio Fiat si può prenotare un avvincente test drive a bordo della nuova Panda 4x4. Infatti, all’interno del Fiat Snow Park è stato realizzato in collaborazione con la Federazione Italiana Fuoristrada un tracciato “off road” contraddistinto da diversi fondi stradali e ostacoli tipici di queste prove. Condotte da esperti collaudatori, le vetture impegnate in questa esaltante performance sono disponibili dalle 14 alle 22, nei giorni feriali, e dalle 10 alle 22 nei festivi. È il modo migliore per apprezzare le doti della “piccola integrale” che ha dimostrato la sua stoffa di “esploratrice” affrontando senza esitazione oltre un milione di chilometri tra severi test e straordinarie imprese. Infatti, il piccolo “fuoristrada” è stato messo alla prova ai quattro angoli della Terra per valutarne robustezza, carattere e comportamento su strada, soprattutto in situazioni stradali e condizioni climatiche spesso al limite: a Nord, sulle piste ghiacciate della fredda Lapponia dove la temperatura scende a 40 gradi sotto zero. A Sud, sotto il sole torrido del Sud Africa dove l’oceano Atlantico si congiunge con l’oceano Indiano. A Ovest, lungo le irte salite della Sierra Nevada, in Spagna. A Est, infine, alle pendici del maestoso ed eterno Everest. Insomma, al Fiat Snow Park ci sono tutti gli ingredienti per vivere tante ore di spettacolo, all’insegna del divertimento e della competizione. Quindi, l’appuntamento di Milano consente ai giovani di appassionarsi al freestyle, non solo dal punto di vista sportivo ma anche come vero e proprio stile di vita ideale per dare libero sfogo alla propria creatività. Senza contare che il Fiat Snow Park rappresenta l’ennesima iniziativa nata dalla collaborazione tra Fiat e la Federazione Italiana Sport Invernali, il tutto poi all’interno di un quadro più ampio che vede Fiat in qualità di Sponsor Ufficiale dei Xx Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006. Per l’evento internazionale del 2006, tra l’altro, il brand Fiat ha unito la vocazione di un modello con lo spirito di una disciplina sportiva. Così, se Panda 4x4 rappresenta concetti come dinamismo e libertà, gli sport invernali più adatti sono il freestyle e lo snowboard; allo stesso modo, se Doblò esprime anticonformismo e funzionalità, allora è la vettura ideale per una disciplina come il bob. E con questo criterio è stata assegnata la “piccola integrale” al Fiat Freestyle Team, la squadra presentata alcuni giorni fa proprio a Milano e che vede insieme i più forti freestyler italiani di snowboard e di sci. La stessa filosofia che porterà Fiat a donare un particolare Doblò alla Federazione Giamaicana di Bob in vista dei Giochi di Torino 2006: ovviamente, la show car “veste” una livrea contraddistinta dai colori della bandiera caraibica e sarà esposta nelle prossime due settimane al Motor Show di Bologna.  
   
   
LO SCI DI FONDO ANIMA L’ALTOPIANO E… "AD ASIAGO È GIA’ NATALE" DOMENICA 5 SI FESTEGGIA ASPETTANDO LA COPPA DEL MONDO  
 
Asiago 2 dicembre 2004 - È una città vestita a festa quella che si appresta ad ospitare martedì 14 e mercoledì 15 dicembre la Coppa del Mondo di sci di fondo, per una edizione, la quinta della serie sull’Altopiano dei 7 Comuni, che si annuncia scintillante. Si sta completando l’elenco delle nazioni che saranno in gara con i propri atleti, e proprio oggi si è iscritta la forte nazionale norvegese che schiererà i titolati Hetland, Iversen, Hjelmeset, Bjerkeli e le altrettanto attese Bjoergen, Pedersen e Skofterud. Alla segreteria di gara gestita dalla Iaf di Asiago della Provincia di Vicenza sono già pervenute le adesioni di Italia, Australia, Israele, Germania, Mongolia, Ungheria, Svizzera, Polonia, Canada, Sud Africa, Grecia, Giappone, Bielorussia, Svezia, Francia, Estonia, Russia, Norvegia ed Ucraina. Per regolamento, le iscrizioni sono possibili fino a lunedì prossimo, intanto le 19 nazioni già iscritte qualificano ulteriormente un evento da sempre molto apprezzato. Quest’anno si correranno quattro gare di Coppa del Mondo, una sprint maschile e una femminile individuale e quindi la gara team sprint, sempre per maschi e femmine. Quella di martedì sarà una competizione spettacolare con 30 finalisti, una prova di collaudo per la federazione internazionale. Asiago si sta preparando con grande partecipazione per questo evento che precede di poco le festività. E così quest’anno l’iniziativa "Ad Asiago è già Natale" acquista maggior valore. Domenica 5 dicembre la qualificata "anchor-woman" Elisabetta Gardini arriverà su una troika rossa trainata da un bellissimo cavallo in piazza Ii Risorgimento, per accendere le mille luci che scintillano sul maestoso albero di Natale. Da quel momento si apriranno ufficialmente anche le porte del Natale asiaghese, quest’anno vivacizzato anche dalla Coppa del Mondo di fondo. "Ad Asiago è già Natale" è una delle attività proposte dai Commercianti di Asiago col patrocinio del Comune per animare le giornate che precedono le feste natalizie. Ci saranno intrattenimenti musicali con le bande, domenica toccherà a quella di Folgaria dare le note ad Elisabetta Gardini per l’accensione delle luci, poi si esibiranno cori musicali e inoltre ci sarà Babbo Natale che girerà sulla troika rossa. Non mancheranno degustazioni di prodotti tipici ed in particolare domenica 5 ne verrà proposta una a base di cioccolata e biscotti preparati dalla scuola alberghiera di Asiago. I negozi di Asiago, aperti come è noto 365 giorni all’anno, saranno tutti a tema natalizio. Coppa del Mondo e Natale: ad Asiago è sempre e comunque grande festa!  
   
   
UN MANTO BIANCO PER IL FONDO A LAGO DI TESERO PROBLEMI TECNICI SUL TRAMPOLINO DI PREDAZZO ANNULLATA LA COPPA DEL MONDO DI COMBINATA  
 
Trento, 2 dicembre 2004 – L’altra notte un’ulteriore nevicata sulla Val di Fiemme ha regalato 20 cm di neve naturale al paesaggio conferendo un aspetto ancora più invernale anche al centro del fondo di Lago di Tesero, dove si stanno preparando le piste per le gare di Coppa del Mondo dell’11 e 12 dicembre. Ma se a Lago di Tesero sta andando tutto secondo i programmi, purtroppo a Predazzo è successo un inconveniente allo stadio del salto. Con il peso della neve molto inzuppata, aggiunta a quella già prodotta nei giorni scorsi, i supporti in acciaio delle reti che trattengono la neve sull'atterraggio del trampolino Hs 106 si sono rotti e la massa nevosa è scivolata verso il basso. Esaminato il fatto e considerando tutti i criteri di sicurezza necessari, soprattutto per operatori ed atleti, e viste anche le previsioni del tempo che a breve termine non promettono temperature fredde, considerando anche che con queste premesse non vi sono più le condizioni ed i tempi tecnici per innevare e preparare il trampolino grande Hs 134, Nordic Ski Val di Fiemme è costretta ad Annullare le due gare di Combinata Nordica previste per i giorni 11 e 12 dicembre 2004. Vengono invece Confermate le 4 gare di Coppa del Mondo di Sci Di Fondo a Lago di Tesero sempre nei giorni 11 e 12 dicembre 2004.  
   
   
SKI-AREA VALCHIAVENNA MADESIMO (SO) : LA STAGIONE INIZIA VENERDI' 3 DICEMBRE 2004  
 
Madesimo, 2 dicembre 2004 - Venerdì 3 dicembre aprono al pubblico la nuova seggiovia a sei posti ad agganciamento automatico "Cima Sole", la seggiovia biposto "Sassoni-larici", la seggiovia quadriposto "Montalto" e la seggiovia "Arlecchino". Sabato apriranno inoltre il primo tronco della funivia "Madesimo", la funicolare sotterranea "Sky Express", che da Campodolcino porta a Motta, la seggiovia tre posti "Motta" e la seggiovia "Palù". L'apertura di questi impianti avviene grazie all'innevamento programmato, perché le precipitazioni nevose non sono state sufficienti per aprire piste dove non c'è stata la preparazione del fondo da parte dei "cannoni". Ora però nevica.  
   
   
SPORT: SOCIETA’, TERRITORIO E AZIENDE SONO I TEMI SU CUI SI SVILUPPERÀ SABATO 4 DICEMBRE AL MUSEO DEL CALCIO DI COVERCIANO IL SEMINARIO FORMATIVO ORGANIZZATO DAL CONI TOSCANA, DAL GRUPPO TOSCANO GIORNALISTI SPORTIVI USSI E DALL’ASSESSORATO ALLO SPORT DELLA REGIONE TOSCANA.  
 
 Firenze, 2 dicembre 2004 – Nel corso di una conferenza stampa svoltasi ieri mattina al Coni di Firenze è stato presentato il seminario formativo “Sport: società, territorio e aziende”, in programma sabato 4 dicembre, alle ore 9.30, presso il Museo del Calcio di Coverciano. In rappresentanza degli enti organizzatori del seminario, Ernesto Rabizzi e Franco Morabito, rispettivamente Presidente del Coni Toscana e Presidente dell’Ussi Toscana, hanno sottolineato i motivi che hanno portato alla decisione di realizzare tale seminario, primo tra i quali la crescente importanza di nuove dimensioni e di nuovi approcci per chi dirige le società sportive, in particolare il marketing e la comunicazione in relazione soprattutto ai rapporti con il territorio e con gli altri attori che operano nel loro stesso tessuto sociale ed economico. Le possibilità connesse all’utilizzo dello sport marketing, la ricerca di alleanze strategiche, la creazione di una struttura coordinata, le modalità con cui comunicare verso l’esterno, l’importanza dell’immagine nel processo di gestione e valorizzazione delle società sportive, l’approccio delle aziende nei confronti dello sport e della comunicazione: saranno questi i temi di cui sono stati chiamati a discutere alcuni tra i più autorevoli esperti a livello nazionale, da Sergio Cherubini (Università di Roma Tor Vergata) a Roberto Ghiretti (Presidente Studio Ghiretti), da Marco Brunelli (Lega Calcio e Università di San Marino e di Bologna) a Patrizia Zagnoli (Università di Firenze), da Leandro De Sanctis (Corriere dello Sport) a Giuseppe Nuti (Monte dei Paschi di Siena). A introdurre gli interventi e moderare il dibattito sarà il Presidente dell’Ussi Toscana Franco Morabito. La partecipazione al seminario è gratuita e destinata a tutti coloro che sono interessati ad acquisire informazioni e approfondimenti circa i più avanzati strumenti di lavoro nel marketing e nella comunicazione in ambito sportivo.