Pubblicità | ARCHIVIO | FRASI IMPORTANTI | PICCOLO VOCABOLARIO
 







MARKETPRESS
  Notiziario
  Archivio
  Archivio Storico
  Visite a Marketpress
  Frasi importanti
  Piccolo vocabolario
  Programmi sul web




 


MARTEDI

PAGINA 1 PAGINA 2 PAGINA 3 PAGINA 4 PAGINA 5 PRODOTTI E NOVITA´ ALIMENTAZIONE
Notiziario Marketpress di Martedì 04 Settembre 2007
UNO STUDIO DIMOSTRA L´IMPROBABILITÀ DELLA TRASMISSIONE DEL CANCRO ATTRAVERSO TRASFUSIONI DI SANGUE  
 
 Bruxelles, 4 settembre 2007 - Ricercatori della Scuola europea di oncologia hanno concluso che è improbabile la trasmissione del cancro attraverso trasfusioni di sangue da un paziente affetto da un tumore non ancora diagnosticato. Prima che il sangue donato possa essere utilizzato per le trasfusioni, deve essere sottoposto a scrupolosi esami che confermino la totale assenza di qualunque malattia. Tuttavia, nei casi in cui il rischio di trasmissione di agenti infettivi è ben noto, è stato più complesso stabilire se malattie croniche come il cancro siano trasmissibili dal donatore al destinatario. Anche se un tumore ha dimensioni eccessivamente ridotte per essere individuato, questo avrà già diffuso milioni di cellule, che potrebbero, come qualcuno sostiene, passare a chi riceve il sangue. Un´équipe di ricercatori guidata da Gustaf Edgren ha utilizzato i dati di trasfusioni e diagnosi di cancro provenienti da Svezia e Danimarca al fine di valutare se si possa determinare un collegamento tra di essi. I ricercatori hanno creato una banca dati che hanno poi impiegato per individuare i soggetti che hanno ricevuto sangue donato da una persona cui era stato diagnosticato il cancro meno di cinque anni dopo la donazione. I ricercatori hanno quindi identificato 978 incidenze di cancro tra tutti i destinatari, ma analisi statistiche hanno dimostrato che in coloro che avevano ricevuto il sangue da soggetti cui il cancro è stato diagnosticato successivamente, la probabilità di sviluppare il tumore non era maggiore rispetto a quella di coloro che avevano ricevuto il sangue da chi non è stato colpito dalla malattia. Il rischio non dipendeva da genere, età o numero di trasfusioni ricevute. Inoltre, l´équipe non ha riscontrato alcun elemento che comprovasse un rischio maggiore nei casi di pazienti che hanno ricevuto il sangue da persone affette da quei tumori che si pensa implichino il più alto rischio di sviluppare metastasi attraverso il sangue (tumore ai polmoni, al fegato, alle ossa e al sistema nervoso centrale). I ricercatori hanno anche svolto singole verifiche al fine di accertare se i soggetti che hanno ricevuto il sangue da donatori con una anamnesi tumorale nota fossero maggiormente predisposte a sviluppare la malattia. Hanno scoperto che il tasso di cancro nei destinatari di sangue proveniente da individui precedentemente malati di tumore non era maggiore di quello riscontrato tra i riceventi da donatori senza storia di cancro. .  
   
   
LA CHIAVE PER COMBATTERE LE MALATTIE FORSE NELLE ABITUDINI SOCIALI DELLE CELLULE  
 
Manchester (Regno Unito) 4 settembre 2007 - Un´équipe di scienziati sta lavorando per cambiare le abitudini sociali delle cellule vive, nella speranza di ottenere combustibili più puliti e più verdi e contribuire a combattere malattie come il cancro e il diabete. Nell´ambito di un progetto di ricerca del valore di 26 Mio Eur, cui aderiscono sei paesi europei, il Manchester Centre for Integrative Systems Biology (Mcisb) dell´Università di Manchester avvierà una nuova ricerca in un settore emergente della scienza e dell´ingegneria, noto come la biologia dei sistemi. La biologia dei sistemi rappresenta un nuovo approccio alla bioscienza che combina teoria, modellazione e sperimentazione informatica. Anziché ricorrere al tradizionale approccio biologico dell´osservazione e della sperimentazione, la biologia dei sistemi si basa su simulazioni al computer e sulla modellazione per elaborare i risultati, progettare nuovi esperimenti più quantitativi e generare soluzioni predittive. Grazie alla biologia dei sistemi, gli scienziati hanno scoperto di recente che l´interazione fra le cellule vive può determinare se una cellula causerà il diabete o il cancro, per esempio, o contribuirà a mantenere la salute del soggetto. Adattando e modificando il modo in cui le cellule interagiscono, i ricercatori ritengono che sarebbe possibile cambiare il comportamento delle cellule vive e ridurre le possibilità del verificarsi di queste malattie. Applicando tale approccio, i ricercatori di Manchester, impegnati nel programma di ricerca europeo Systems Biology of Microorganisms (Sysmo), guideranno anche un progetto che esaminerà in quale modo il lievito usato nella produzione della birra e del pane possa essere trasformato in un efficace produttore di bioetanolo. Un altro lavoro realizzato a Manchester nell´ambito del programma Sysmo prevede l´esame dei «lactobacilli». Alcuni lactobacilli si trasformano in batteri sarcofagi o provocano malattie umane, quali l´infezione streptococcica alla gola e infiammazioni cutanee, mentre altri sono del tutto sicuri e vengono impiegati nella produzione di formaggi e yogurt. I ricercatori auspicano che il lavoro sfoci non solo in una maggiore comprensione di come reti «sbagliate» siano causa di malattie, ma anche in una produzione più efficiente e sicura di farmaci e di altri alimenti. Gli scienziati studieranno anche gli «pseudomonas», i batteri del suolo che possono provocare malattie nelle persone, ma che possono anche essere usati per degradare composti dannosi nell´ambiente, o per creare composti impiegati adesso nelle industrie chimiche. I ricercatori esamineranno anche gli organismi «termofili», che vivono naturalmente nelle sorgenti calde, ed esploreranno il modo in cui le rispettive reti consentono loro di sopravvivere a tali temperature elevate e variabili. Si spera che questa ricerca farà comprendere come far sì che gli organismi vivi possano affrontare meglio le condizioni estreme. Un altro traguardo potrebbe essere lo sviluppo di detergenti e cosmetici con ottimi rendimenti. Le attività di ricerca saranno condotte nel nuovo Manchester Interdisciplinary Biocentre (Mib), il cui valore è stimato a 56 Mio Eur, che riunirà esperti di un´ampia gamma di discipline con l´obiettivo di raccogliere le sfide più importanti della bioscienza quantitativa, interdisciplinare. Secondo il professore Hans Westerhoff, professore Astrazeneca di biologia dei sistemi e direttore del centro di formazione dottorale in biologia dei sistemi dell´Università di Manchester: «È un´occasione unica per iniziare a comprendere come la messa in rete contribuisca al funzionamento delle cellule vive all´interno e all´esterno dei nostri corpi. «Ci consente di integrare i migliori gruppi di sei paesi europei e si incentrerà su quattro aspetti concreti, l´energia, l´equilibrio malattia-beneficio, la biotecnologia bianca e la resistenza», ha dichiarato. Il programma Sysmo sta sostenendo in totale 11 progetti la cui durata prevista è di tre anni. È finanziato da Regno Unito, Austria, Germania, Paesi Bassi, Spagna e Norvegia. Per ulteriori informazioni consultare: http://www. Mcisb. Org/ http://www. Sysmo. Net/ .  
   
   
NASCE JAZZ, IL PRIMO GENE SINTETICO CONTRO LA DISTROFIA  
 
Roma, 4 settembre 2007 - Da una ricerca condotta da Istituto di biologia e patologia molecolari e Istituto di neurobiologia e medicina molecolare del Cnr, con il Regina Elena di Roma e la University of Oxford, arriva un gene regolatore costruito in laboratorio che può svolgere un ruolo fondamentale nella distrofia muscolare di Duchenne. Lo studio pubblicato su ‘Plos One’ La progettazione e costruzione, in laboratorio, di un gene regolatore-sintetico, in grado di controllare “su richiesta” l’espressione di un altro gene implicato in una patologia, rappresenta un importante e promettente strumento a disposizione delle biotecnologie, che mirano a creare nuove strategie terapeutiche per malattie genetiche e cancro. In particolare, con un “gene regolatore-sintetico” è possibile controllare l’espressione di geni detti “bersaglio”, coinvolti in diverse patologie, attivandone, attenuandone o spegnendone l’azione. A questo scopo è stato costruito un gene regolatore-sintetico, denominato “Jazz”, capace di controllare il gene dell’utrofina che può svolgere un ruolo fondamentale nella distrofia muscolare di Duchenne (Dmd), una patologia che porta alla degenerazione del tessuto muscolare in tessuto fibroso e adiposo, provocando la progressiva perdita di forza muscolare e delle abilità motorie. La ricerca è stata portata avanti da un gruppo di lavoro, costituito da ricercatori dell’Istituto di biologia e patologia molecolari (Ibpm) e dell’Istituto di neurobiologia e medicina molecolare (Inmm) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma, dell’Istituto Tumori Regina Elena di Roma, e del britannico Medical Research Council Functional Genetics Unit, University of Oxford, e pubblicata sulla rivista ‘Plos One’. “Jazz, il gene che abbiamo costruito, ha dimensioni estremamente ridotte”, spiega Claudio Passananti dell’Ibpm-cnr, “ed è un regolatore che, appropriatamente inserito nel Dna di un topo, risulta capace di aumentare in maniera specifica i livelli di espressione (cioè la capacità di attivarsi producendo proteina) del gene bersaglio dell’utrofina nel muscolo scheletrico. L’utrofina rappresenta un ‘target’ molto interessante nell´ambito della terapia genica per la distrofia muscolare di Duchenne, in quanto correlata funzionalmente alla distrofina, la cui mancanza è causa della malattia”. “Normalmente, nel muscolo l’utrofina è molto espressa alla nascita, ma poi si attenua perché parzialmente sostituita dall’attivazione del gene della distrofina. Nei pazienti con distrofia muscolare il gene dell’utrofina, pur essendo integro, è poco espresso”, spiega ancora Passananti. “Nel nostro studio, grazie al piccolo gene regolatore sintetico Jazz, abbiamo ottenuto un aumento di livelli di utrofina che si è rivelato utile a sostituire le funzioni normalmente espletate dall’enorme gene della distrofina, che si estende per ben 2. 5 megabasi di Dna nel cromosoma X”. E´ già stato dimostrato, infatti, che l´utrofina può vicariare la funzione della distrofina, migliorando la condizione di topi ‘mdx’ (affetti dalla distrofia muscolare di Duchenne). ‘Jazz’ è capace di riconoscere specificamente il gene bersaglio dell´utrofina nel tessuto muscolare del topo e di aumentarne quindi i livelli d´espressione. I topi che esprimono il gene ‘Jazz’ sono il primo modello transgenico per una proteina sintetica in grado di regolare l’espressione genica. “In futuro, si può pensare di incrociare questi topi con topi ‘mdx’”, conclude Passananti. “Tali incroci potranno fornire uno strumento per progetti di terapia genica e sistemi modello, da utilizzare per screening a tappeto di sostanze utilizzabili in farmacologia, al fine di ottenere un aumento dell´espressione dell´utrofina nel trattamento della distrofia muscolare Duchenne”. .  
   
   
BANDO DI GARA: STUDIO SULLA SORVEGLIANZA DEI COMPORTAMENTI ASSOCIATI ALL´HIV E ALLE INFEZIONI A TRASMISSIONE SESSUALE IN EUROPA  
 
 Bruxelles, 4 settembre 2007 - Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cepcm) ha pubblicato un bando di gara per uno studio sulla sorveglianza dei comportamenti associati al virus di immunodeficienza umana (Hiv) e alle malattie a trasmissione sessuale in Europa. Il Cepcm intende avvalersi dei servizi di una società, di un´organizzazione o di un consorzio per condurre un´analisi degli studi sulla sorveglianza dei comportamenti associati all´Hiv e alle infezioni a trasmissione sessuale in Europa. Lo studio deve proporre inoltre raccomandazioni su come sorvegliare effettivamente i comportamenti associati all´Hiv e alle infezioni a trasmissione sessuale negli Stati membri. Per ulteriori informazioni rivolgersi a: Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie; Procurement ; Tomtebodavägen 11°; S-171 83 Stoccolma ; Svezia ; Tel. +46 8 58 60 10 00; Fax + 468 58 60 10 01. .  
   
   
COMITATO UE RACCOMANDA L´ASSUNZIONE DI INTEGRATORI DI OMEGA-3 DURANTE LA GRAVIDANZA  
 
Bruxelles, 4 settembre 2007 - Le donne in gravidanza dovrebbero assumere ogni giorno un integratore di acidi omega-3, secondo quanto raccomandato da un comitato di consenso sostenuto dall´Ue. L´integratore aumenterebbe le probabilità di avere un figlio sano e potenzierebbe lo sviluppo del bambino. Il comitato, composto da oltre 50 esperti nutrizionisti coinvolti nei progetti «Perinatal Lipid Nutrition Group» (Perilip) e «Early Nutrition Programming» (Earnest), finanziati dall´Ue, afferma di avere scoperto che integrando la dieta con Dha le gravidanze sono più sane, i bambini presentano più facilmente un peso alla nascita nella norma e le probabilità di parto prematuro diminuiscono. Secondo la raccomandazione, appoggiata anche da sette organizzazioni scientifiche internazionali, le madri in attesa e quelle che allattano dovrebbero assumere 200 milligrammi al giorno di un tipo di acido grasso della serie omega-3 chiamato acido docoesaenoico (Dha), contenuto nel pesce grasso come il salmone e lo sgombro. L´assunzione di Dha è stata associata allo sviluppo del cervello e degli occhi. «Sulla base di analisi sistematiche delle prove disponibili, questo gruppo di esperti internazionali, sostenuto dall´Ue, è giunto all´unanime conclusione che le donne dovrebbero assumere regolarmente l´acido grasso Dha durante la gravidanza e il periodo di allattamento, in quanto questo acido ha un´enorme importanza per la salute del bambino», ha riferito al Notiziario Cordis il professor Berthold Koletzko, dell´ospedale pediatrico presso l´Università di Monaco (Germania). Il comitato ha tuttavia riscontrato che le diete delle madri occidentali tendono ad essere povere di cibi che possono fornire la dose necessaria. Gli esperti sostengono che questo può essere dovuto al limitato grado di consapevolezza sul ruolo svolto dagli omega nello sviluppo del neonato. Gli integratori Dha sembrano avere un impatto su varie affezioni e patologie. Prove recenti suggeriscono che essi possono alleviare i sintomi di disturbi quali la schizofrenia, la depressione, la dislessia e l´Alzheimer. La Food Standards Agency informa che, per le donne in gravidanza e per le donne che allattano, è generalmente prudente il consumo settimanale di due porzioni di pesce grasso di mare, necessarie per assumere la quantità raccomandata di Dha. L´agenzia informa inoltre che il Dha può essere assunto anche sotto altre forme, fra cui gli integratori. Per ulteriori informazioni visitare: http://www. Metabolic-programming. Org/ http://www. Perilip. Org/index. Html .  
   
   
NASCERÀ NEL LAZIO LA "CASA DEL SORRISO"  
 
Roma, 4 settembre 2007 - Stretta di mano fra la Regione Lazio e Operation Smile Italia, la Fondazione Onlus dedita a realizzare missioni umanitarie per correggere con interventi di chirurgia plastica gravi malformazioni facciali dei bambini del Terzo Mondo. Il protocollo d’intesa firmato oggi dal presidente Piero Marrazzo, dal presidente di Operation Smile Santo Versace insieme al Presidente del Collegio dei Consiglieri Scientifici della Fondazione Domenico Scopelliti prevede una serie di attività e collaborazioni fra la Regione e la Onlus. In particolare, l’accordo prevede la progettazione e realizzazione del progetto denominato "Smile House", ideato da Domenico Scopelliti, con il quale si propone di costruire sul territorio della Regione un Centro di Eccellenza per la diagnosi e la cura delle malformazioni cranio-maxillo-facciali, ma anche di svolgere attività di ricerca scientifica sulle nuove tecnologie chirurgiche e sulla genetica che determina questo tipo di malformazioni. Il Protocollo prevede, inoltre, l’impegno ad elaborare, sostenere e realizzare sul territorio della Regione Lazio protocolli diagnostici, terapeutici e tecniche di intervento, favorendo la multidisciplinarietà nell´ambito delle malformazioni cranio-maxillo-facciali e di tutte le patologie connesse, oltre a elaborare, sostenere e realizzare, in territorio regionale ed estero, attività e progetti di cooperazione sanitaria nei settori in cui la Fondazione opera nonché sviluppare e contribuire al progresso di iniziative nel campo della salute e dell´assistenza; organizzare e sostenere laboratori, centri di ricerca, ambulatori e ogni altra istituzione analoga, gestendo finanziamenti assegnati a progetti di ricerca. L’accordo si prefigge infine di preparare, organizzare e promuovere ogni iniziativa culturale, promozionale, ed educativa - compresa la formazione di personale medico e paramedico - atta a destare l´attenzione e il sostegno anche economico di persone, istituzioni pubbliche e private di qualsiasi genere, per le necessità e la qualità della vita di quanti siano affetti da malformazioni gravi ed invalidanti. "Subito dopo la pausa estiva - ha dichiarato il presidente Marrazzo - insieme con l´assessorato alla Sanità e l´Agenzia di sanità pubblica, ci metteremo a lavoro per individuare una struttura sul nostro territorio in grado di accogliere i piccoli pazienti". "Invito ´Operation smile´ a individuare da subito la prossima area di intervento – ha concluso Marrazzo - e propongo quella del Mediterraneo". In sette anni di attività, la onlus ha portato a termine missioni umanitarie in 25 Paesi: "Tutte in aiuto di persone che nessuno ha il coraggio di guardare in faccia se non per qualche istante - ha spiegato Santo Versace - e che non hanno una vera vita finché non vengono operati". L´auspicio del presidente del collegio dei consiglieri scientifici della fondazione, Domenico Scopelliti, è che "grazie a questo protocollo sia possibile utilizzare strutture del nostro sistema sanitario". .  
   
   
NUOVA SPERIMENTAZIONE PER SCOPRIRE LA CURA MIGLIORE PER LA MALARIA GRAVE NEI BAMBINI  
 
Bruxelles, 4 settembre 2007 - I bambini affetti da malaria grave potranno beneficiare di una nuova sperimentazione clinica intesa a confrontare l´efficacia di due metodi di cura diversi. Il Partenariato Europa-paesi in via di sviluppo per gli studi clinici (Edctp), sostenuto in parte a titolo del Sesto programma quadro dell´Ue (6°Pq), finanzia i 5,3 Mio Eur della ricerca in questione, che verrà svolta in Gabon e in Malawi. Attualmente i bambini colpiti da malaria grave vengono trattati con chinino per via endovenosa. Tuttavia, tale terapia è poco tollerata e presenta alcuni effetti collaterali. L´organizzazione mondiale della sanità già raccomanda che gli adulti in aree a bassa probabilità di trasmissione affetti da malaria grave ricevano trattamenti a base di artemisina quali l´artesunato per endovena. Ciononostante, a tutt´oggi sono scarse le informazioni riguardo all´efficacia di tali farmaci sui bambini ammalati che vivono in regioni ad alta probabilità di trasmissione, tra cui l´Africa. Il primo obiettivo dello studio è ottenere maggiori informazioni sull´efficacia, la sicurezza e la tollerabilità dell´artesunato endovenoso nei bambini affetti da malaria grave, al fine di osservare se possa sostituire il chinino. I ricercatori auspicano inoltre di riuscire a ridurre il regime delle dosi di artesunato per endovena da cinque a tre iniezioni. «Se possiamo dimostrare una migliore efficacia e/o sicurezza e tollerabilità del nuovo regime di artesunato nei bambini africani, potremmo assistere a un importante cambiamento politico nel trattamento della malaria grave», ha dichiarato il dottor J. Carl Craft, funzionario scientifico capo dell´organizzazione Medicines for Malaria Venture (Mmv), che sponsorizza la sperimentazione. «L´artesunato I. V. Ha il potenziale di salvare innumerevoli giovani vite. » «Il metodo più razionale ed efficace per combattere un problema enorme come la malaria in Africa è combinare tutte le risorse disponibili», ha aggiunto il professor Charles Mgone, direttore esecutivo dell´Edctp. «Lavorando in collaborazione con la Mmv, l´Edctp sostiene questo partenariato di scienziati europei e africani inteso a scoprire una terapia sicura, economica e accessibile per curare la malaria nei bambini. » Secondo l´Organizzazione mondiale della sanità, in Africa un bambino su cinque muore di malaria, statistica che fa di questa malattia la principale causa di morte infantile del continente. Per ulteriori informazioni consultare: http://www. Edctp. Org .  
   
   
CONGRESSO EUROPEO DI BIOTECNOLOGIA  
 
Barcellona (Spagna), 4 settembre 2007 - Dal 17 al 19 settembre a si terrà il 13° Congresso europeo di biotecnologia. La manifestazione verterà sulla simbiosi tra scienza, industria e società nel settore della biotecnologia. Nel corso della manifestazione si analizzerà il ruolo fondamentale svolto dalle scienze della vita nell´affrontare le maggiori sfide dell´umanità, si individueranno le questioni ancora irrisolte e le nuove esigenze e si procederà alla presentazione delle ultime attività in campo scientifico che affronteranno tali sfide. Altri temi trattati saranno la biotecnologia industriale, salute e medicina, la biotecnologia verde, la genomica funzionale e la biologia dei sistemi. Tra i sostenitori della manifestazione vi è anche la Commissione europea. Per ulteriori informazioni visitare: http://www. Ecb13. Eu/ .  
   
   
NUOVO CENTRO DIALISI AL SANT´EUGENIO  
 
 Roma, 4 settembre 2007 - Inaugurato al Sant’eugenio di Roma il nuovo centro di Nefrologia e Dialisi, un reparto dotato di tutte tecnologie all’avanguardia e in grado di gestire tempestivamente il trattamento dialitico dei pazienti acuti e cronici. Si tratta di una struttura dotata di 13 posti letto per dialisi ambulatoriali e altre 2 per le emergenze. "Con queste nuove realizzazioni - ha detto l´assessore alla Sanità della Regione Lazio Augusto Battaglia - il Sant´eugenio sta viaggiando verso il futuro della sanità pubblica. Un futuro dove gli ospedali diventeranno sempre più aree di alta specializzazione che opereranno in una rete territoriale con gli altri presidi sanitari´´. Queste alcune caratteristiche della nuova Unità Operativa del Sant’eugenio: materiali più tecnologici in termini di efficienza e bio-compatibilità; tecniche più sofisticate per il trattamento dell’acqua; nuove apparecchiature che consentono il controllo on line dei parametri bio fisici di ogni paziente; software moderno per la gestione delle cartelle cliniche. La Asl Roma C ha realizzato, all’interno dell’ospedale, anche un nuovo nido aziendale con 30 posti per accogliere i figli dei dipendenti. Di questi 30 posti, 6 sono per bambini che vivono nel municipio Xii. .  
   
   
CONGRESSO DI MEDICINA FISICA E RIABILITAZIONE  
 
Bruxelles, 4 settembre 2007 - Dal 14 al 17 settembre si terrà a Bucarest (Romania) il 30° Congresso nazionale annuale di medicina fisica e riabilitazione. Aperta alla partecipazione internazionale, la manifestazione sarà centrata sui seguenti argomenti: medicina fisica e riabilitazione in Europa; legislazione in materia di medicina fisica e riabilitazione; riabilitazione neurologica; osteoporosi; artrite; riabilitazione respiratoria; riabilitazione cardiovascolare; artrite reumatoide; amputazioni e riabilitazione; emofilia e riabilitazione; robotica medica/tecnologia assistiva; dolore cronico; riabilitazione nella comunità. Per ulteriori informazioni visitare: http://www. Srmfr. Ro/congres/58/congres_30_eng .  
   
   
VENDOLA FIRMA CONVENZIONE CON ENTE NAZIONALE PROTEZIONE SORDI  
 
Bari, 4 settembre 2007 - Una convenzione tra Regione Puglia e l’Ente Nazionale per la Protezione e l’Assistenza dei Sordi è stata firmata il 20 Luglio dal Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e il legale rappresentante della onlus Ferdinando Cericola. La convenzione ha come oggetto la realizzazione del cosiddetto Progetto “Servizio Ponte Regione Puglia”, un efficace e innovativo sistema di telesoccorso che permette la possibilità di interagire con il mondo esterno attraverso un dispositivo elettronico per sordi, già fornito dal Servizio Sanitario Nazionale. Il telesoccorso si attiverà attraverso un sms di emergenza da inviare ad un “Numero Unico”, che elaborerà la chiamata inoltrandola poi ai vari numeri di competenza già attivi, come il 112, 113, 115,116 e 118. Il servizio che partirà entro il prossimo 30 Novembre, verrà finanziato con fondi regionali pari a 160. 000,00 Euro. .  
   
   
MENO SALE DA CUCINA, MENO SALE LA PRESSIONE NUOVI DATI SULLE RELAZIONI TRA DIETA E IPERTENSIONE ARTERIOSA DA UNA RICERCA DELL’ISTITUTO DI SCIENZE DELL’ALIMENTAZIONE (ISA) DEL CNR E DEL DIPARTIMENTO DI MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE DELL’UNIVERSITÀ FEDERICO II DI NAPOLI  
 
Roma, 4 settembre 2007 - Meno sale (a tavola), meno sale (la pressione). La validità di questo slogan, proposto recentemente dalla Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa per sensibilizzare la popolazione ad un uso più moderato del sale da cucina, riceve in questi giorni un ulteriore sostegno scientifico dai dati di una ricerca condotta dall’Isa-cnr e dall’Università Federico Ii di Napoli, pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of Hypertension. Lo studio ha evidenziato che lo sviluppo di ipertensione arteriosa è significativamente più frequente nei pazienti con maggiore sensibilità agli effetti pressori del sale assunto con la dieta, rispetto a coloro in cui tale sensibilità è di minor grado. In particolare, a distanza di 15 anni dalla originaria valutazione della sensibilità al sale nei soggetti partecipanti allo studio, l’ipertensione arteriosa si è sviluppata nell’88% dei casi più sensibili e nel 50% di quelli restanti. La ricerca è stata realizzata nell’ambito dell’Olivetti Heart Study, uno studio longitudinale sui fattori di rischio per le malattie cardiovascolari coordinato dal professor Francesco Strazzullo del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università Federico Ii di Napoli, che ha interessato i dipendenti degli stabilimenti dell’Olivetti di Pozzuoli e Marcianise in Campania. “Nel 1987, durante uno dei periodici controlli previsti per l’Olivetti Study”, spiega Gianvincenzo Barba, ricercatore dell’Isa-cnr e primo autore dello studio, “abbiamo identificato un gruppo di partecipanti che, pur con valori ancora nella norma, mostravano una differente risposta pressoria al sale alimentare, nel senso che il passaggio dalla dieta ‘abituale’ (in Italia molto ricca in sodio, anche rispetto alla media europea) a quella iposodica era associato ad una riduzione della pressione arteriosa molto maggiore di quella osservata negli altri partecipanti. In quell’occasione rilevammo che in quegli stessi soggetti l’eliminazione urinaria del sodio alimentare in eccesso avveniva al prezzo di valori pressori più elevati e di un surplus di lavoro da parte del rene”. Recentemente, continua il ricercatore, “abbiamo avuto l’opportunità di rivisitare a distanza di circa 15 anni questi stessi individui e abbiamo evidenziato che, in assenza di variazioni dell’apporto di sodio con la dieta, la maggiore sensibilità al sodio si è tradotta nel tempo in un rischio più elevato di sviluppare ipertensione arteriosa, ovvero in una più precoce insorgenza rispetto a coloro in cui questa sensibilità è di grado minore”. “Bisogna però fare attenzione”, sottolinea Pasquale Strazzullo, “a non credere che l’eccesso di sale nella dieta sia pericoloso per alcuni ma non per altri. In realtà, il diverso grado di sodio-sensibilità influisce più che altro sui tempi di sviluppo dell’ipertensione, ma esiste una robusta documentazione scientifica sul fatto che una dieta ricca in sodio è un fattore di rischio per tutti o per la grande maggioranza di noi. L’ipertensione arteriosa è una tra le maggiori cause di morte nel nostro Paese e il contenuto di sodio nella dieta degli italiani è molte volte superiore al fabbisogno reale. Per ridurlo, è necessario contenere il più possibile l’aggiunta di sale a tavola e in cucina, ma è anche indispensabile che ne venga ridotto il contenuto nei prodotti alimentari preconfezionati”. . . .  
   
   
MARTINI: “GLI INFERMIERI STRANIERI DEL SSR DEVONO CONOSCERE PERFETTAMENTE LA NOSTRA LINGUA”.  
 
 Venezia, 4 settembre 2007 - “Gli infermieri stranieri che lavorano nei nostri ospedali non devono solamente avere un percorso formativo di eccellenza, ma devono anche parlare correttamente la nostra lingua: se non comprendono le esigenze dei pazienti, non possono infatti prendersi cura di loro“. A sostenerlo è l’assessore regionale alle politiche sanitarie, Francesca Martini, dopo aver incontrato in questi giorni i rappresentanti dei Collegi degli infermieri del Veneto. “La qualità delle sanità veneta si spiega pure con l’alta professionalità del personale infermieristico - dice l’assessore – che opera nei nostri ospedali e nelle nostre strutture socio sanitarie. Nel futuro intendo investire ancora di più nella formazione del nostro personale infermieristico e nella promozione di questo mestiere. Gli stranieri possono essere bravi dal punto di vista professionale, ma senza il supporto della lingua non assicurano quel rapporto di dialogo con i malati che giudico parte integrante del percorso terapeutico”. “La mia preoccupazione – conclude l’assessore Martini - è soprattutto per gli anziani che hanno bisogno non solo di cure mediche, ma pure di dialogo e di parole di comprensione e spesso si esprimono in lingua veneta”. .  
   
   
COSTITUITA COMMISSIONE REGIONALE VACCINI  
 
Paularo, 4 settembre 2007 - La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, ha deliberato il 31 agosto su proposta dell´assessore ala Salute e Protezione Sociale, Ezio Beltrame, la costituzione della Commissione regionale per le strategie vaccinali e la prevenzione delle patologie infettive. La Commissione sarà composta da Cesare Campello, esperto in materia di sanità pubblica ed epidemiologia; Silvio Brusaferro, esperto in materia di sanità pubblica ed epidemiologia; Alessandro Ventura, esperto in pediatria; Paolo Pecile, esperto in pediatria; Pierluigi Viale, esperto in infettivologia; Paolo Lubrano, pediatra di libera scelta; Luigi Canciani, medico di medicina generale; Dino Faraguna, direttore del dipartimento materno infantile dell´Azienda per i servizi sanitari n. 2 "Isontina"; Fulvio Zorzut, rappresentante dei dipartimenti di prevenzione dell´area vasta giuliana isontina; Tolinda Gallo, rappresentante dei dipartimenti di prevenzione dell´area vasta udinese; Emanuela Zamparo, rappresentante del dipartimento di prevenzione dell´area vasta pordenonese. Per la Regione faranno parte della Commissione il direttore del servizio Assistenza sanitaria della direzione centrale Salute e Protezione sociale e il direttore generale dell´Agenzia regionale della Sanità. .  
   
   
SALUTE, IL TAVOLO DI MONITORAGGIO PROMUOVE LA REGIONE LIGURIA  
 
 Genova, 4 settembre 2007 - La Regione Liguria è stata giudicata adempiente rispetto agli obiettivi intermedi previsti dal piano di rientro dal disavanzo e per quanto riguarda la riorganizzazione e la riqualificazione del servizio sanitario regionale. Lo ha decretato il Tavolo tecnico di monitoraggio costituito dai Ministeri della Salute e dell´Economia e delle Finanze a seguito dell´accordo sottoscritto con la Regione Liguria il 6 marzo scorso. Grazie all´esito positivo della verifica verranno sbloccate le risorse trattenute dal Governo, per un totale di 146 milioni di euro. I risultati raggiunti dalla Regione Liguria, secondo il Tavolo di monitoraggio governativo, si devono in particolare a quattro settori in cui l´assessorato alla sanità è intervenuto con esiti positivi. Avvio della prima fase di ridisegno dell´offerta ospedaliera a favore di un maggior riequilibrio sul territorio, grazie all´incremento dell´assistenza domiciliare integrata, della continuità delle cure, dei percorsi riabilitativi e della residenzialità. Particolare importanza dal Tavolo di Monitoraggio è stata data anche alla riorganizzazione della rete oncologica, e del sistema dell´emergenza. Governo del rapporto tra domanda e offerta sanitaria, attraverso la riorganizzazione del sistema di accreditamento delle strutture sanitarie e riabilitative extra-ospedaliere e delle strutture socio-sanitarie; e attuazione di azioni di contenimento dei tempi di attesa. Organizzazione dell´offerta farmaceutica, attraverso il potenziamento della distribuzione del primo ciclo dopo le dimissioni ospedaliere, incremento dell´utilizzo del farmaco generico, salvo una specifica prescrizione medica, e interventi sulla farmaceutica ospedaliera. Azioni di contenimento della spesa, attraverso l´accorpamento dei servizi in un´ottica di migliore utilizzo, rispetto dei tetti di spesa del personale, in base alla legge nazionale e riduzione della mobilità verso altre regioni mediante il miglioramento e il potenziamento dell´offerta in specifici settori. "Sono molto soddisfatto per il risultato raggiunto - spiega l´assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo- che premia l´azione condotta in questi due anni dalla Regione Liguria, non solo dal punto di vista economico, ma anche rispetto agli obiettivi qualitativi raggiunti". .  
   
   
NUOVA SPERIMENTAZIONE PER SCOPRIRE LA CURA MIGLIORE PER LA MALARIA GRAVE NEI BAMBINI  
 
Bruxelles, 4 settembre 2007 - I bambini affetti da malaria grave potranno beneficiare di una nuova sperimentazione clinica intesa a confrontare l´efficacia di due metodi di cura diversi. Il Partenariato Europa-paesi in via di sviluppo per gli studi clinici (Edctp), sostenuto in parte a titolo del Sesto programma quadro dell´Ue (6°Pq), finanzia i 5,3 Mio Eur della ricerca in questione, che verrà svolta in Gabon e in Malawi. Attualmente i bambini colpiti da malaria grave vengono trattati con chinino per via endovenosa. Tuttavia, tale terapia è poco tollerata e presenta alcuni effetti collaterali. L´organizzazione mondiale della sanità già raccomanda che gli adulti in aree a bassa probabilità di trasmissione affetti da malaria grave ricevano trattamenti a base di artemisina quali l´artesunato per endovena. Ciononostante, a tutt´oggi sono scarse le informazioni riguardo all´efficacia di tali farmaci sui bambini ammalati che vivono in regioni ad alta probabilità di trasmissione, tra cui l´Africa. Il primo obiettivo dello studio è ottenere maggiori informazioni sull´efficacia, la sicurezza e la tollerabilità dell´artesunato endovenoso nei bambini affetti da malaria grave, al fine di osservare se possa sostituire il chinino. I ricercatori auspicano inoltre di riuscire a ridurre il regime delle dosi di artesunato per endovena da cinque a tre iniezioni. «Se possiamo dimostrare una migliore efficacia e/o sicurezza e tollerabilità del nuovo regime di artesunato nei bambini africani, potremmo assistere a un importante cambiamento politico nel trattamento della malaria grave», ha dichiarato il dottor J. Carl Craft, funzionario scientifico capo dell´organizzazione Medicines for Malaria Venture (Mmv), che sponsorizza la sperimentazione. «L´artesunato I. V. Ha il potenziale di salvare innumerevoli giovani vite. » «Il metodo più razionale ed efficace per combattere un problema enorme come la malaria in Africa è combinare tutte le risorse disponibili», ha aggiunto il professor Charles Mgone, direttore esecutivo dell´Edctp. «Lavorando in collaborazione con la Mmv, l´Edctp sostiene questo partenariato di scienziati europei e africani inteso a scoprire una terapia sicura, economica e accessibile per curare la malaria nei bambini. » Secondo l´Organizzazione mondiale della sanità, in Africa un bambino su cinque muore di malaria, statistica che fa di questa malattia la principale causa di morte infantile del continente. Per ulteriori informazioni consultare: http://www. Edctp. Org .  
   
   
CITTA´ DELLA SALUTE E DELLA SCIENZA DI NOVARA PRESENTATE LE LINEE GUIDA PER IL PROGETTO  
 
 Torino, 4 settembre 2007 - «La Regione Piemonte attribuisce alla Città della salute e della scienza di Novara un valore che va ben oltre la costruzione di un nuovo insediamento ospedaliero. Il nostro intento, infatti, è quello di dotare l’area nord-orientale del Piemonte di un polo di eccellenza, strategico per il contenimento della mobilità passiva verso la Lombardia e contemporaneamente in grado di funzionare da volano per l’economia dell’intero territorio». Ad affermarlo è stato il 16 luglio l’assessore alla ricerca e innovazione, Andrea Bairati, a Novara per presentare prima ai primari e caposala del «Maggiore della Carità», quindi ai sindacati e infine agli organi di informazione il documento preliminare alla progettazione dell’opera. «Al termine di sei mesi di intenso e accurato lavoro - ha spiegato Bairati - siamo finalmente giunti alla fine della fase di stesura delle linee guida del progetto, nonché all’individuazione dello strumento finanziario più adatto alla sua realizzazione. Si tratta del leasing immobiliare, una procedura messa a disposizione dall’ultima legge finanziaria, che saremo tra i primi a utilizzare in Italia e che presenta notevoli vantaggi. Il primo è quello di garantire un flusso costante di risorse, fondamentale per assicurare tempi rapidi di costruzione, che stimiamo intorno ai quattro-cinque anni. In secondo luogo, con l’adozione di questa formula, il pagamento delle rate da parte dell’Azienda sanitaria scatterà a partire dalla consegna dell’opera. Ciò significa che le operazioni di valorizzazione e vendita del patrimonio immobiliare dell’Aso, che rappresentano una delle principali fonti di copertura dell’intervento, potranno essere condotte gradualmente, perseguendo l’obiettivo della massima redditività. Il resto del finanziamento verrà assicurato dalla Regione, con il ricorso sia a fondi propri sia agli stanziamenti messi a disposizione del Ministero della salute per edilizia sanitaria. In tutto, si prevede un investimento di 350 milioni di euro». La Città della salute e della scienza di Novara sorgerà nell’area di piazza d’Armi, andando ad occupare un’area complessiva di circa 330 mila metri quadrati. La superficie del nuovo ospedale sarà di circa 140. 000 metri quadri, con uno sviluppo prevalentemente in orizzontale - quattro piani fuori terra - in modo da fondersi armonicamente nell’ambito del Parco della Battaglia in cui è inserito e con il vicino contesto urbanizzato. «L’edificio - ha aggiunto il direttore generale dell’Aso «Maggiore della Carità», Claudio Macchi - si articolerà in strutture modulari ripetitive di 22-24 posti letto, equamente suddivise in ampie camere da due e da un letto, differenziate per tre grandi aree: medica, chirurgica e materno-infantile. La dotazione complessiva di posti letto è stata contenuta in circa 650, privilegiando la superficie dei servizi di diagnosi e cura e incrementando la degenza intensiva e semintensiva, in modo da raggiungere una maggiore attività che poggi soprattutto sull’efficienza e sulla tecnologia e non su un mero ampliamento dell’attività alberghiera». «Con la creazione del nuovo ospedale novarese - ha concluso il rettore dell’Università del Piemonte orientale, Paolo Garbarino - sarà ancora più evidente e attiva la compartecipazione e la corresponsabilità dell’Università con l’Azienda ospedaliera, in un processo di reciproca integrazione delle rispettive competenze. La Facoltà di Medicina e Chirurgia ha compiti di formazione a tutto campo: prepara sia i medici, sia gli infermieri, sia tutte le altre professionalità sanitarie del futuro. È perciò essenziale che questa formazione avvenga in stretta connessione con l’attività assistenziale. Il nuovo ospedale sarà, in questa prospettiva, un “ospedale di insegnamento”. Dal punto di vista aziendale non ci sarà più distinzione tra reparti ospedalieri e reparti universitari. La gestione di tutti i Dipartimenti sarà equamente condivisa. Questo tipo di organizzazione, d’altronde, è prevista dal disegno di legge Mussi-turco sugli ospedali universitari. Tutti gli ospedali in cui esiste una Facoltà di Medicina dovranno diventare aziende integrate. Questo avverrà anche a Novara, in un percorso giuridico-organizzativo destinato ad accompagnare e a sostenere la costruzione del nuovo ospedale, che trarrà le sue caratteristiche essenziali proprio da questa nuova impostazione». .  
   
   
ANCHE SUL MERCATO ITALIANO LA FORMULAZIONE DA 5MG DI OSSICODONE A RILASCIO CONTROLLATO UNA NUOVA ARMA CONTRO IL DOLORE MODERATO-SEVERO ANCHE PER I PAZIENTI OPPIOIDI-NAIVE O INTOLLERANTI AI FANS  
 
Milano, 4 settembre 2007 - E’ in commercio da pochi giorni anche in Italia la formulazione da 5 mg di ossicodone a rilascio controllato (Cr), oppioide semisintetico efficace nella cura del dolore moderato-severo. Il nuovo dosaggio, finalmente disponibile anche nel nostro Paese, è impiegato già da diversi anni in altre realtà europee, dove supporta efficacemente i malati con dolore post-operatorio, neuropatico, viscerale e osteoarticolare. Tradizionalmente il dolore in tali pazienti viene affrontato tramite l’utilizzo dei Fans, i farmaci antinfiammatori non steroidei, e dei Coxib, particolarmente efficaci nel ridurre flogosi e dolore, ma spesso accompagnati da una importante tossicità a livello gastrointestinale e renale o addirittura cardiovascolare. Anche le recenti Note Aifa diramate dal Ministero della Salute evidenziano come utilizzando Fans non selettivi e Coxib “il rischio di ospedalizzazione per una complicanza grave e potenzialmente fatale è stimato fra l’1 e il 2% per anno, incidenza che aumenta nei soggetti a rischio”. L’ossicodone Cr 5 mg, grazie all’effetto analgesico rapido che consente di valutarne in breve tempo risposte ed efficacia, è indicato anche nei pazienti senza precedente assunzione di oppioidi, oltreché in quelli precedentemente trattati con Fans con dolore non controllato. Ossicodone Cr 5 mg facilita l’impostazione del trattamento con oppioidi, per raggiungere in modo semplice la titolazione più adeguata. La scelta di passare direttamente dal farmaco del primo gradino della scala Oms (Fans, Coxib) ad un oppioide forte consente inoltre, come supportato da diversi studi, un migliore controllo del dolore e di conseguenza un notevole risparmio anche economico, visto che i farmaci del secondo gradino sono spesso costosi. .  
   
   
HOLDING SANITA’ E SERVIZI ACQUISTA IL 100% DEL GRUPPO S. STEFANO I SOCI DI S. STEFANO SOTTOSCRIVONO L’11,5% DEL CAPITALE DI HSS  
 
 Milano, 4 settembre 2007 - A seguito del closing dell’operazione annunciata il 15 giugno scorso, Holding Sanita’ E Servizi (Hss), gruppo controllato da Cir e operante nel settore della Sanità, ha acquistato il 100% di S. Stefano Spa, società controllante le attività del Gruppo S. Stefano, leader nella regione Marche nella riabilitazione ospedaliera ed extra-ospedaliera. Il Gruppo S. Stefano opera da oltre 40 anni e ha recentemente ampliato il proprio ambito di attività alle residenze per anziani non autosufficienti. Oggi gestisce un totale di circa 730 posti letto e nel 2006 ha realizzato un fatturato consolidato di circa 71 milioni di euro, con un Ebitda di 10,2 milioni di euro. Il valore complessivo della transazione (enterprise value) ammonta a circa 100 milioni di euro, mentre l’esborso per l’acquisto delle azioni (equity value) ammonta a circa 62 milioni di euro, che sono stati finanziati con mezzi propri per 38 milioni e con indebitamento bancario per i residui 25 milioni. L’operazione permette al Gruppo Hss di rafforzare significativamente la presenza nel settore della riabilitazione e di raggiungere, in soli quattro anni di attività, un fatturato complessivo a regime su base annua di circa 215 milioni di euro, con un totale di 4. 500 posti letto gestiti nel complesso delle proprie attività, che comprendono, oltre alla riabilitazione, i servizi ospedalieri, le residenze per anziani e le residenze psichiatriche. All’atto della cessione, gli azionisti del Gruppo S. Stefano, per tramite della società S. Stefano Partecipazioni s. S. , hanno sottoscritto un aumento di capitale di Hss per un importo di 21,1 milioni di euro, acquisendo una partecipazione in Hss pari all’ 11,5%. Mario Ferraresi, Presidente di S. Stefano Spa, assumerà la carica di Vice Presidente di Hss. Piero Micossi, Amministratore Delegato di Holding Sanita’ E Servizi, ha dichiarato: “L’acquisizione del Gruppo S. Stefano rappresenta per Hss un passo decisivo nella propria strategia di crescita sul mercato italiano nella gestione dei servizi di riabilitazione”. .  
   
   
LOTTA AL FUMO: L’ITALIA FA SCUOLA ALL’EUROPA IL PROF. FERRARI: “I CARDIOLOGI HANNO OTTENUTO UNA RISOLUZIONE DALL’UNIONE EUROPEA CHE CHIEDE AI GOVERNI DI ADOTTARE UNA LEGGE COME LA NOSTRA, UN ESEMPIO PER TUTTI.”  
 
 Vienna, 4 settembre – L’italia diventa il modello di riferimento in Europa per la lotta alle “bionde”. Con una riduzione dei fumatori del 15% circa infatti, la legge che ha introdotto severe restrizioni al consumo di sigarette nei luoghi pubblici, si è già dimostrata un successo. Per questo la Società Europea di Cardiologia (Esc) ha chiesto ufficialmente che la nostra legislazione venga applicata anche negli altri Paesi europei. “Come presidente eletto dell’Esc, mi trovo in una posizione molto felice, perché essere italiano vuol dire in questo caso rappresentare una nazione all’avanguardia – spiega il prof. Roberto Ferrari, Direttore della Clinica di Cardiologia dell´Azienda Ospedaliera Universitaria S. Anna di Ferrara e primo italiano a ricoprire questa prestigiosa carica -. La nostra società scientifica interferisce sempre più con l’Unione Europea per portare avanti iniziative politiche che possano ridurre la importanza delle malattie cardiovascolari nel nostro continente. Ne è un esempio la risoluzione recentemente approvata dal Parlamento Europeo, fortemente sollecitata dalla nostra Società scientifica, che richiama l’attenzione della commissione ma anche dei singoli stati membri sulle iniziative necessarie per contrastare le malattie cardiovascolari. La lotta al fumo è una delle priorità, ma elementi altrettanto importanti sono favorire una corretta alimentazione e l’attività fisica. Anche in questo, il nostro Paese, culla della dieta mediterranea, può portare un esempio da valorizzare”. Nel luglio scorso il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione contro le malattie cardiovascolari, che chiede ai governi di adottare una legge antifumo come la nostra. Un testo in cui si legge chiaramente l’impronta della Società Europea di Cardiologia: un documento che prende atto di come le malattie cardiovascolari siano attualmente il maggior killer in Europa e che propone interventi per limitarle e prevenirle, anche con delle leggi antifumo. “ In Italia – commenta il prof. Ferrari – siamo intervenuti già due anni fa, con una legge molto positiva, che mostra fin d’ora i suoi effetti. Mentre, ad esempio, in Francia e Germania il numero di fumatori è stabile o in aumento, in Italia si è ridotto del 18-14% con una conseguente diretta diminuzione delle malattie cardiovascolari. Di questo – aggiunge il prof. Ferrari - dobbiamo ringraziare la lungimiranza dell’allora Ministro Sirchia che ha senza dubbio anticipato i tempi, ma anche la serietà e il senso civico degli italiani che hanno fin da subito applicato la legge in maniera rigorosa. Questo fa sì che oggi l’ Italia sia vista dalle altre nazioni come un esempio nella lotta al fumo”. In base alle statistiche europee sulle malattie cardiovascolari per il 2005, queste patologie rappresentano la principale causa di morte per gli uomini e le donne nell´Unione europea, provocando circa la metà di tutti i decessi, con una percentuale pari al 42%. Le donne sono più esposte degli uomini alla morte per ictus o attacco cardiaco ma spesso non vengono diagnosticate e curate in modo adeguato. Nel nostro Paese ogni anno circa 240. 000 persone muoiono per malattie cardiovascolari, che rappresentano in Italia la prima causa di morte e sono responsabili di oltre 4 decessi su 10 (il 44% del totale). “Per cercare di ridurre questi numeri, che parlano da soli, oltre alla lotta al fumo è fondamentale intervenire sugli altri fattori di rischio ma anche sviluppare e attuare strategie di promozione e prevenzione della salute del nostro cuore- aggiunge il prof. Ferrari -. È fondamentale ad esempio identificare precocemente i gruppi ad alto rischio e promuovere fin dalla più giovane età campagne educazionali rivolte a promuovere un corretto stile di vita”. Sotto controllo in primo luogo l’alimentazione. “I benefici della dieta mediterranea - conclude il prof. Ferrari – sono ampiamente noti e dimostrati, sia per la prevenzione delle patologie cardiovascolari che in campo oncologico. Anche sotto questo profilo quindi il nostro Paese offre un modello da imitare per conservare una buona salute”. .  
   
   
SIMPOSIO INTERNAZIONALE SULLA GENOMICA ANIMALE AL SERVIZIO DELLA SALUTE DEGLI ANIMALI  
 
Parigi (Francia), 3 settembre 2007 - Dal 23 al 25 ottobre a si terrà un simposio internazionale sulla genomica animale al servizio della salute degli animali. Il simposio verterà sui seguenti temi: risultati ottenuti dal genoma umano; stato della ricerca in tema di genoma e salute animale; progetti di ricerca che sfruttano la genomica animale per comprendere determinate zoonosi, la predisposizione alle malattie, aspetti peculiari della salute animale particolarmente positivi e nuovi strumenti di prevenzione e controllo delle zoonosi. - necessità urgenti e applicazioni future nell´ambito della salute animale - prossime tappe per l´industria e nel campo della ricerca. Alla manifestazione partecipa anche la Rete di eccellenza «Eadgene» finanziata dall´Unione europea. Tra gli oratori del simposio figurano illustri accademici ed esponenti del settore provenienti da tutta Europa e non solo. Per ulteriori informazioni visitare: http://www. Ars. Usda. Gov. /meetings/agah2007/ .  
   
   
GRUPPO FIERA MILANO FA IL PUNTO SUI RISULTATI DEL 2007 E DA’ IL VIA LIBERA PER UN ACCORDO CON FIERA ROMA PER UNA NUOVA MOSTRA  
 
 Milano, 2007. Il Consiglio di Amministrazione di Fiera Milano Spa, riunitosi lo scorso 13 luglio sotto la presidenza di Michele Perini, ha preso visione, tra l’altro, della previsione aggiornata relativa all’esercizio 1° gennaio - 31 dicembre 2007 e di un progetto di accordo con Fiera Roma. Previsione Aggiornata Esercizio 2007. Rispetto alle stime per l’anno in corso, contenute nel Piano Industriale approvato dal Cda nel marzo 2007, la previsione aggiornata, nonostante una riduzione dei metri quadrati espositivi occupati, evidenzia un miglioramento della redditività della capogruppo Fiera Milano Spa ad una velocità superiore rispetto alle attese espresse nel Piano. Ciò per effetto sia di una significativa azione di riduzione dei costi di funzionamento - in particolare personale, assistenza e manutenzioni - sia della riduzione degli ammortamenti - grazie ad una revisione del piano di investimenti al fine di avviare le sole opere indispensabili - sia di un incremento dei fatturati da vendita di servizi ad organizzatori ed espositori. Tale miglioramento, tuttavia, consente di compensare solo parzialmente le maggiori perdite attese in alcune società del Gruppo organizzatrici di eventi, anche in relazione al lancio di nuove manifestazioni o all’annullamento di mostre. Sono state quindi avviate o accelerate ulteriori azioni di recupero di profittabilità, in parte già previste in occasione dell’elaborazione del Piano Industriale, che consentono di confermare, ad oggi, per l’esercizio 2007, un Margine Operativo Lordo (Mol) consolidato in sostanziale pareggio. Progetto Di Accordo Con Fiera Roma. Il Cda ha inoltre approvato un progetto di accordo con Fiera Roma, dando mandato all’amministratore delegato di procedere alla sottoscrizione di una lettera d’intenti. Il progetto riguarda l’organizzazione nel quartiere espositivo della capitale di una nuova manifestazione professionale con cadenza annuale dedicata alla casa, che debutterebbe il prossimo giugno con un obiettivo per il primo anno di circa 18. 000 metri quadrati espositivi. Si tratta di un evento strettamente riservato agli operatori del comparto, per la cui gestione Fiera Milano prevede di costituire un’apposita società, partecipata al 50% da Fiera Roma. La pariteticità troverà puntuale applicazione anche nella composizione degli organi statutari e nella distribuzione delle cariche gestionali. “Si tratta di un’iniziativa importante, la prima collaborazione operativa tra le due Fiere nazionali” osserva l’amministratore delegato di Fiera Milano Spa, Claudio Artusi. “Anche in un mercato ormai fortemente concorrenziale qual è quello fieristico è possibile - e anzi conveniente - ricercare occasioni per lavorare insieme. I tempi del resto sono ormai maturi per passare dalla contrapposizione ad un intelligente mix di competizione e cooperazione. E’ questo il modello con cui l’Italia può vincere la sfida internazionale delle fiere e che dobbiamo cominciare a rodare sul nostro mercato domestico. In questo caso abbiamo messo a fattor comune la nostra ampia conoscenza del settore e le potenzialità del nuovo, dinamico centro fieristico di Roma. E chi ne guadagna è il mercato, che potrà contare su una promozione ancor più capillare ed efficace di prodotti di eccellenza del made in Italy”. .  
   
   
LEONARDO DIPINGEVA COSÌ LA FISICA DEGLI ACCELERATORI SVELA LE TECNICA DEL GENIO DEL RINASCIMENTO. GLI STUDI SONO STATI PRESENTATI A FIRENZE AL CONGRESSO ECAART 2007  
 
Firenze 4 settembre 2007 - Leonardo non creava i colori sulla tavolozza ma li riproduceva direttamente sul dipinto, mediante strati sottilissimi di tonalità diverse che l´osservatore vedeva come colore finito. Di questa particolare tecnica, cifra stilistica del genio da Vinci, finora si sapeva per averla letta nei suoi numerosi manoscritti. Adesso invece è stato possibile averne la prova empirica in un dipinto di Leonardo, la ´Madonna dei Fusi´, grazie a studi che hanno utilizzato fasci di particelle atomiche. La scoperta è stata presentata alla nona edizione di Ecaart 2007, conferenza internazionale sulle applicazioni degli acceleratori di particelle che si svolge a Firenze dal ieri al 7 settembre con la partecipazione dei maggiori specialisti di oltre 30 paesi. La tecnica pittorica di Leonardo è stata studiata per oltre tre mesi dall´Opificio delle pietre dure di Firenze, punto di riferimento nazionale per il restauro, e dal Labec, il laboratorio di tecniche nucleari per i beni culturali che fa capo all´Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e che opera presso il Polo scientifico di Sesto Fiorentino, organizzatore dei Ecaart. "Abbiano studiato - spiega Cecilia Frosinini, storica dell´arte e responsabile del settore restauro dei dipinti dell´Opificio - in particolare il disegno preparatorio del dipinto ma anche la stratificazione dei pigmenti di colore attraverso analisi assolutamente non invasive per non intaccare minimamente un´opera così preziosa e delicata, sottoponendo il dipinto, tra l´altro, a fasci di subparticelle atomiche". Il risultato, appunto, è la conferma di come Leonardo impastava il colore che desiderava, non sulla tavolozza ma direttamente sulla tela, in modo che fosse l´occhio dell´osservatore a combinare la mistura finale. I beni culturali, spiegano gli organizzatori di Ecaart, sono uno dei settori che dagli acceleratori hanno tratto maggiori benefici. Con il loro Tandem (una modernissima macchina da 3 milioni di volt costata 4 milioni di euro) i ricercatori del Labec sono in grado di scoprire gli elementi chimici di pigmenti, leghe metalliche, inchiostri antichi, offrendo così non solo indispensabili informazioni al mondo del restauro, ma anche responsi spesso determinanti per accertare l´autenticità di un´opera. Tra le più note studiate al polo scientifico fiorentino, oltre alla ´Madonna dei Fusi´, anche il ´Ritratto di ignoto´ di Antonello da Messina, la ´Croce di Rosano´ e i manoscritti di Galileo. .  
   
   
BURRI OPERE 1949-1994 LA MISURA DELL’´EQUILIBRIO 8 SETTEMBRE - 2– DICEMBRE FONDAZIONE MAGNANI ROCCA PARMA, MAMIANO DI TRAVERSATOLO  
 
 Parma, 4 settembre 2007 - La presenza nella collezione permanente della Fondazione Magnani Rocca di due opere di Alberto Burri (Città di Castello 1915 – Nizza 1995) costituisce lo spunto per l’organizzazione, dall’8 settembre al 2 dicembre 2007, di un’iniziativa espositiva che renda omaggio a Burri attraverso una mostra antologica dal titolo “Burri opere 1949-1994. La misura dell’equilibrio”, organizzata in collaborazione con la Fondazione Palazzo Albizzini “Collezione Burri” di Città di Castello (Pg). E’ noto che una sera di aprile del 1960 il pensiero di Luigi Magnani ondeggiava tra la soddisfazione per l’acquisto di un Sacco di Burri del 1954 e il timore di “scandalizzare” Giorgio Morandi che sarebbe venuto in visita a Mamiano il giorno successivo, e quasi arrivò a pensare di toglierlo dal muro per nasconderlo al pittore; alla fine il Sacco rimase dove si trovava, e Morandi, di fronte all’opera, si complimentò con Magnani, evidenziando con grande sensibilità e senso critico una caratteristica che non era ancora tra quelle più riconosciute all’opera di questo grande maestro, il massimo rigore progettuale e spaziale. A conferma di tale rapporto di stima reciproca si affianca al Sacco del 1954 una piccola splendida Combustione donata da Burri a Magnani nel 1961. La mostra si snoda attraverso le sale espositive della Fondazione Magnani Rocca con un percorso emblematico di tutta l’articolata vicenda artistica di Burri. Le opere presenti sono esemplari scelti nell’osservanza del principio più volte ribadito da Burri stesso, secondo cui “il mio primo quadro è uguale all’ultimo”; le opere trovano collocazione nello spazio secondo un allestimento in relazione ad esso, altro principio caro al Maestro. L’arco cronologico copre tutta l’attività di Burri coi primi esperimenti dell’artista sulla materia, le mescolanze di colore a olio e sabbia o pietra pomice o altri frammenti di minerali, tese a creare una miscela densa e spessa, che si raggruma sulla tela e rifiuta l’appiattimento sul supporto. Anche quest’ultimo, d’altra parte, diventa presto oggetto di un’ulteriore innovativa ricerca che darà origine alle serie celebri dei Gobbi, opere in cui strutture metalliche (o, come nell’unico caso del primo “Gobbo” del 1950, con un ramo d’albero) premono dal retro sul tessuto della tela dando luogo a estroflessioni, prominenze, deformazioni. Da supporto neutro e vincolante, la tela diviene in tal modo un elemento attivo, sinergicamente partecipe del processo creativo. E’ a partire dagli inizi degli anni cinquanta che Burri comincia a realizzare i Sacchi, presentati in numerose mostre, personali e collettive, in Europa e in America, cui fanno seguito, negli ambiti di sperimentazione del Maestro, i Legni, le Combustioni, i Ferri. Nel decennio successivo le Plastiche diventano i materiali protagonisti delle sue opere. Dalla fine degli anni sessanta l’artista crea i Cretti, ottenuti con un impasto di caolino e vinavil e, a partire dalla metà degli anni settanta, i Cellotex, pannelli di compressi lignei per uso industriale, variamente sfogliati e dipinti. In mostra, fra l’altro, è presente l’importante Grande nero cellotex M2 del 1975, appartenente alle collezioni del Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Università degli Studi di Parma. Nel 1981 Burri dona una ricca selezione di opere che verranno collocate nel palazzo Albizzini di Città di Castello, sede della Fondazione da lui voluta e attualmente presieduta da Maurizio Calvesi. La mostra, a cura di Bruno Corà e coordinata da Chiara Sarteanesi per la Fondazione Burri, mette in risalto, accanto alle opere di grande formato, altri aspetti particolari della produzione di Burri, come libri d’artista in edizione limitata e opere di piccolo formato, che rispecchiano mirabilmente gli aspetti dell’arte del Maestro nell’equilibrio delle composizioni e della materia cromatica. .  
   
   
A LANGHIRANO (PARMA) DALL´8 AL 30 SETTEMBRE 2007 UNA MOSTRA RIVELA UNA TEMATICA NUOVA NELLA PITTURA DI GOLIARDO PADOVA (1909-1979)  
 
 Langhirano (Parma), 4 settembre 2007 - Dall´8 al 30 settembre 2007 è in programma a Langhirano (Parma) la mostra L´appennino Di Un Uomo Di Fiume, le montagne emiliane di Goliardo Padova, curata da Tiziana Cordani e Mauro Furia, che rivelerà, attraverso l´esposizione di cinquanta opere, un versante tematico nuovo all´interno della sua vasta produzione, gran parte della quale è dedicata al paesaggio. Sin dal 1928, anno nel quale fu eseguita la prima opera presente in mostra, l´attenzione dell´artista per il paesaggio di monte va ad integrare il percorso che lo vede protagonista e che si aggira attorno alle vedute del fiume, il Po di Casalmaggiore con le sue anse, le sue lanche, la sua popolazione di uomini, alberi, animali. "Uomo del fiume, Goliardo Padova, - sottolinea Tiziana Cordani - lascia il territorio cremonese che gli aveva dato i natali per stabilirsi a Parma e trascorrere lunghi periodi sull´Appennino parmense; si trasforma in uomo di monte e, cosa speciale e che denota la sua straordinaria sensibilità, si impossessa delle coordinate spirituali che connotano la terra dell´Appennino e le interpreta con la stessa genuinità, poesia e completezza utilizzata in passato per farsi cantore appassionato e visionario del Po". Organizzata per gruppi tematici omogenei (i paesaggi montani, spesso osservati nel loro mutare stagionale, gli abitanti silenziosi della montagna: uccelli, fiori, piante,. ), la mostra evidenzia la forte sensibilità di Padova verso la natura e i suoi protagonisti, sottolineando la drammaticità del loro sopravvivere in un ambiente spesso sottoposto alle manomissioni dell´uomo. Il perpetuarsi dei cicli naturali, di cui l´artista osserva le manifestazioni, costituisce il patrimonio più prezioso di visioni e di immagini entro le quali il linguaggio preciso e forte, la spessa e aggrovigliata materia condensano, in grumi e in segni penetranti, tutto un processo di riflessione e di interpretazione lirica che domina l´oggettività sino a condurla ad espressioni intensamente partecipate. Le cinquanta opere (dipinti ad olio, tempere e pastelli) coprono un arco temporale che arriva sino al 1975 e raccontano le caratteristiche di una pittura raffinata e complessa come quella di Goliardo Padova, figura di punta del movimento chiarista, creatore di un "naturalismo padano" che riprende le tracce del "naturalismo informale", capace, successivamente, di mutare il corso della propria arte, distaccandosi da un discorso legato al Chiarismo, per fare propria una poetica dell´Informale, e in cui l´impasto cromatico si intesse di una tonalità più complessa. L´esposizione è accompagnata da un catalogo edito da Tecnografica Parma, con testi di Tiziana Cordani e Mauro Furia. Interventi critici di Lucia Fornari Schianchi, Gloria Bianchino, Marzio Dall´acqua, Francesco Barocelli. La mostra, promossa dal Comune di Langhirano, ha ricevuto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico, e Etnoantropologico di Parma e Piacenza; Regione Emilia Romagna; Provincia di Parma; Comunità Montana Appennino Parma Est; Accademia Nazionale di Belle Arti di Parma; Pinacoteca Civica G. Stuard di Parma - Musei Civici di San Paolo; Istituto Statale d´Arte Paolo Toschi di Parma; Fondazione Cariparma. Main sponsor: Unicredit Xelion Banca; Lampogas Emiliana. Sponsor tecnici: Unipol Assicurazioni Istituto di Vigilanza Riuniti d´Italia I. V. R. I. Parma; Gazzetta di Parma; Tv Parma; Parma Turismi; Consorzio del Prosciutto di Parma. Organizzazione e allestimento: C. S. S. C. C: - Ufficio Tecnico Comune di Langhirano. Goliardo Padova nasce a Casalmaggiore (Cremona) nel 1909. Studia all´ Istituto d´Arte di Parma (allievo di Guido Marussig). Si diploma all´Accademia di Brera, dove apprende, per la decorazione e la grafica, gli insegnamenti di Palanti, che gli imprimerà una matrice secondo-futurista, avvertibile però solo nella sua produzione grafica. Nella pittura, Aldo Carpi gli insegnò a tenersi lontano dal realismo e da ogni tentazione formalistica. Così già nel ´31 lo vediamo aderire al Chiarismo ed alle lezioni di Edoardo Persico, con gli amici Del Bon, Lilloni, De Rocchi e Spilimbergo. Dal 1934, a 25 anni, è assistente di Marussig a Brera, dove insegna composizione decorativa e grafica pubblicitaria alla Scuola Superiore per gli Artefici. La cattedra gli verrà confermata fino al 1947. Oltre alla pittura si dedica alla grafica, realizza manifesti e campagne pubblicitarie (Campari, Fratelli Branca, . ). Verso la fine degli anni ´30 abbandona i toni chiari e rende la sua tavolozza più densa avvicinandosi a Corrente. Partecipa alla prima mostra del Gruppo alla Permanente (marzo 1939). Sarà poi valido collaboratore dello stesso Ente per diversi anni. Con lui vi sono giovani appena usciti da Brera, come Cassinari e Morlotti, ma anche meno giovani come Lucio Fontana, Sassu, Birolli, Manzù, Badodi e altri. Partecipa al "Premio Bergamo" dal 1939 al 1941. Gli anni ´40 si aprono sul fosco scenario della guerra, in cui l´Italia sta per entrare. Ben presto, però, Goliardo Padova sarà chiamato alla triste realtà da una serie di sanzioni nei suoi confronti, dovute al suo cognome, di origine ebraica. L´ 8 settembre del ´43 è in Francia e i tedeschi lo deportano in Germania, nel campo di concentramento politico di Karlsruhe. Quando, fuggito dal Lager, torna a piedi dalla Germania pesa 37 chili e dentro ha una grande desolazione che si esprime in una pittura tormentata, drammatica. Per gravi motivi di salute deve rifiutare di riprendere l´insegnamento a Brera. Si ritira a Casalmaggiore chiudendosi in se stesso e non parlando più attraverso la pittura, che abbandona nel ´47, limitandosi ad insegnare nella locale scuola media. Il silenzio si protrae fino al 1955, quando riprende a dipingere (inizialmente solo a tempera) anche grazie all´amicizia disinteressata di personalità del mondo della cultura, dell´arte e della poesia, quali in particolare Francesco Arcangeli, Attilio Bertolucci, Roberto Tassi, Pietro Bianchi, Mina Gregori, Arturo Carlo Quintavalle, Giorgio Cusatelli, Piero Del Giudice, Elda Fezzi, Giuseppe Tonna. Nel ´57 riprende a dipingere anche ad olio. Parallelamente all´attività pittorica prosegue quella espositiva, così ogni anno mostre personali permettono un aggiornamento critico nell´itinerario dell´artista: Modena, nel Palazzo dei Musei, Ferrara, Cremona, Torino, oltre ovviamente a Parma hanno ospitato negli anni sessanta rassegne di Goliardo Padova. Nel ´68 viene invitato al Museo Civico di Bologna per la Mostra sull´ "Arte Contemporanea in Emilia". Sue opere si trovano alla Pinacoteca di Parma, al Museo Civico di Cremona, al Centro Studi Archivio della Comunicazione di Parma, al Museo della Permanente di Milano, nella Raccolta Bertarelli al Castello Sforzesco di Milano. E´ importante notare come la sua pittura, nata sotto il segno del Chiarismo, lo avvicini ora all´Informale, nella linea del grande precursore Claude Monet, facendone un lontano, autentico erede dei maestri del post-impressionismo. Nel 1961 si trasferisce a Parma e, poco dopo, acquista una casa a Tizzano sull´Appennino. Scompare a Parma nel 1979. Nel 1989 gli viene dedicata una grande antologica al Palazzo della Pilotta di Parma, curata da Quintavalle e da Vanja Strukelj. Nel 1994 Roberto Tassi e Claudio Zambianchi curano un´antologica al Palazzo della Permanente di Milano. Altre antologiche sono state allestite nel 1999 a Casalmaggiore, nel 2000 a Casa Sperlari di Cremona, nel 2003 alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza. Nel 2006, Retrospettiva in Palazzo della Pilotta a Parma a cura di Gloria Bianchino e A. Carlo Quintavalle. Mostra "Semeghini e il Chiarismo" fra Milano e Mantova - Fruttiere di Palazzo Te - Mantova (a cura di F. Butturini, R. Margonari, E. Pontiggia ). Retrospettiva alla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, a cura di Gloria Bianchino e A. Carlo Quintavalle. .  
   
   
1/9 UNOSUNOVE ARTE CONTEMPORANEA PRESENTA LA MOSTRA IS PLEASED TO ANNOUNCE THE EXHIBITION GORDON CHEUNG -GOD IS ON OUR SIDEA  
 
 Roma, 4 settembre 2007 - In occasione della prima mostra personale italiana di opere su tela il giovane artista anglo-cinese Gordon Cheung invita lo spettatore ad entrare in uno spazio mitologico: rocce psichedeliche, crateri da cui nasce una natura paradossale e rovine di mondi indecifrabili quasi sempre avvolti o sormontati da una forma circolare che si impone con l’idea di rassicurarci un poco, rotonda come un’aura spirituale. Il tutto dentro un abbacinante scenario post - test nucleari. La sua tecnica mista si appropria delle litografie di John Martin disegnate per la versione originale del Paradiso Perduto di John Milton: una serie di 24 tele in cui le illustrazioni del poema vengono rivedute e corrette, contraffatte in technicolor, sbalzate dall’uso di spray, inchiostro e acrilico usato come se fosse olio, a segnalarci che il deturpamento della natura che ci circonda è cosi esteso da proiettarci in un processo irreversibile. Spiega l’artista: “Sentivo di poter ri-tradurre le illustrazioni di John Martin all’interno di un contesto contemporaneo. La perdita di contatto con la Natura e la Terra e l’idea che il Paradiso sia definitvamente perduto è un concetto con il quale tutti noi possiamo rapportarci”. Gordon Cheung prepara ogni singola tela con un background di colonnine dei numeri di borsa tagliate dal Financial Times, quotidiano inglese da sempre puntuale nel riferire lo stato del mondo economico e peraltro molto stimato e temuto nelle recensioni delle arti in generale. Preparata la base con l’ottima carta inglese l’artista sovrascrive il fondo con calibrata quantità di spray di cui prepara minuziosamente le sfumature di colore peraltro inesistenti in commercio. Le colonne di titoli azionari sono per Gordon Cheung la metafora diretta della realtà contemporanea: rappresentano un mondo fantastico nel quale gli investitori inseguono promesse di ricchezza istantanea, una realtà virtuale in cui degli instabili numeri condizionano le nostre vite. Nato a Londra nel 1975, Gordon Cheung si è laureato presso il Royal College of Art ed ha proseguito i suoi studi al Central Saint Martins College of Art and Design. Vincitore del Jerwwod Prize nel 2004 e finalista al Decibel Award 2006, è già presente in numerose collezioni pubbliche e private. Tra le più recenti mostre personali ricordiamo“Heart of Darkness”, Thomas Cohn Gallery, San Paolo, Brasile e “Paradise Lost”, Laing Art Gallery, Newcastle, Uk. La mostra proseguirà fino al giorno 10 novembre 2007 .  
   
   
PRESENTATO A ROMA ´MARCHE MUSICA PER IL MONDO ´ M3´ POLO LIRICO SINFONICO REGIONALE  
 
 Ancona, 4 settembre 2007 - M3 ´ Marche Musica per il Mondo si fa conoscere a livello nazionale. Dopo la firma del protocollo d´intesa, lo scorso 26 giugno, ad Ancona, nella sede della Regione Marche, che ne ha sancito ufficialmente la nascita, il Polo lirico sinfonico regionale, frutto della collaborazione tra Associazione Sferisterio di Macerata, Fondazione Teatro delle Muse di Ancona e Form ´ Fondazione Orchestra Regionale delle Marche, e` stato presentato questo pomeriggio, ai parlamentari marchigiani, nella sede romana della Regione Marche. Presente, il 20 luglio come in occasione della firma del protocollo d´intesa, l´assessore regionale alla Cultura, Luigi Minardi, che ha ribadito l´importanza di simili iniziative. ´Queste aggregazioni tra soggetti culturali rappresentano ormai un fenomeno strategico nel territorio regionale. La Regione Marche guarda con molto interesse alla nascita di queste nuove realta`. Abbiamo apprezzato anche il caso del Circuito del Jazz o del Polo della lirica che ha riunito i teatri della Fortuna di Fano, Pergolesi di Jesi, dell´Aquila di Fermo e Ventidio Basso di Ascoli Piceno, per un´attivita` comune. Si tratta di una aggregazione di estrema importanza capace di avere piu` produzioni di un ente lirico nazionale anche se ottiene dallo Stato un quarto dei finanziamenti del piu` piccolo ente lirico. Cio` che stiamo facendo nel settore dello spettacolo dal vivo e le sue potenzialita` e i suoi controsensi abbiamo voluto portarli a conoscenza di tutti i nostri parlamentari´. Erano presenti a Roma, in rappresentanza dei soggetti partecipanti a M3, il sindaco di Ancona, Fabio Sturani, quale presidente della Fondazione Teatro delle Muse, il sindaco di Macerata, Giorgio Meschini, in qualita` di presidente dell´Associazione Sferisterio, e Renato Pasqualetti, presidente della Form. ´Marche Musica per il Mondo ´ M3´ e` un polo produttivo che avra` il vantaggio di contenere i costi di produzione, di proporre una stagione piu` lunga, un cartellone piu` ricco e, quindi, iniziative di elevata qualita`, di favorire nuove opportunita` lavorative e di garantire i rapporti di lavoro avviati. .  
   
   
“ARIA”. XX FESTIVAL DELLE VILLE VILLE DELLE LUCCHESIA  
 
 Lucca, 4 settembre 2007 - Al via la ventesima edizione del “Festival delle Ville”, ampia rassegna ospitata per tutto il mese di settembre nella storica cornice delle Ville della Lucchesia, magnifiche dimore tutte ancora “vive” in quanto abitate, vissute ed amate dai loro proprietari. Ad aprire le danze sarà Maria Luisa Borsi che, il 4 settembre nel suggestivo scenario della seicentesca Limonaia e del Teatro di Verzura di Villa Grabau di San Pancrazio, eseguirà le più belle arie d’opera e romanze d’amore, accompagnata al pianoforte dal maestro Bruno Canino. Il concerto sarà seguito da un pranzo a lume di candela nei saloni affrescati con i celebri trompe l’oeil. La magica aria del settembre lucchese traghetterà poi i visitatori a Villa Torrigiani di Camigliano. L’otto settembre dopo aver ammirato il magnifico parco con il ninfeo e i fantasiosi giochi d’acqua, capolavoro del grande Le Notre, e il Giardino di Flora, si entrerà in villa dove, nel seicentesco salone degli affreschi, Philippe Daverio parlerà di “Amori celebri nel mondo dell’Arte, della Musica e del Teatro”. Tra gli ospiti della serata, Walfredo Toscanini e Simonetta Puccini. Poi tutti in un’altra ala della dimora dove sarà allestita una mostra (a cura di Sotheby’s) di fotografie, ricordi, abiti di Maria Callas. Il tutto sotto la brezza dell’ “Aria di Musica e Teatro”. Notte delle stelle quella del 15 a Villa Lazzareschi di Camigliano. Nelle radure del parco, lontani da fonti luminose che non siano quelle naturali, tutti con il naso all’insù per ammirare la bellezza della volta celeste. Curiosità, suggestioni ed assistenza verranno assicurati dai soci dell’Istituto Ricerche Fotometriche. All’insegna dell’Aria di Scienza e Mistero. Giovedì 20, “Aria di Storia di Ville” a Villa Reale di Marlia. In questa che fu residenza della Principessa di Lucca e Piombino Elisa Bonaparte Baciocchi, verrà presentato il volume “Le Ville Regine dell’Antica Repubblica di Lucca”, autore il Marchese Gerardo Mansi. Occasione per ammirare il Salone affrescato a monocromi neoclassici e per inoltrarsi lungo il Viale delle Camelie, scoprire il giardino seicentesco con il teatro di Verzura o il Giardino del Novecento progettato da Jaques Greber con i boschi, il ruscello, la lago. Sabato 22 a Villa Mazzarosa di Segromigno in Monte, verrà assegnato il Premio Nazionale di Poesia “Città di Capannori”, terza edizione. Seguirà una serata di musica e poesia. Chiusura di riflessione quella prevista il 30 settembre a Villa Mansi di Segromigno in Monte. Il programma prevede la presentazione dello studio-progetto sul Sistema delle Ville, a cura della Scuola Alti studi Imt, e la consegna del Premio Nazionale Ville Lucchesi a dedicato a Marino Salom e riservato alla migliore tesi di laurea sul restauro di una Dimora o Giardino Storico, presente Vittorio Sgarbi. Per chi vuole distrarsi, niente di meglio che una passeggiata nel parco dello Juvarra, con i quattro settori a trapezio, i due giardini, il prato, le scuderie, o l’ammirare i magnifici saloni affrescati. Venti di cultura ma anche aria come spazio da solcare. Magari in mongolfiera o parapendio o aerostato. Capannori, nel cui comune sorgono alcune delle più belle ville, sta adoperandosi per divenire la “capitale italiana del volo libero” e, annualmente, riunisce molti dei più esperti piloti di mongolfiere e palloni a gas. Il tutto in ricordo dell’impresa di Vincenzo Lunardi, pioniere lucchese del volo in aerostato, che a Londra, il 15 settembre 1784, strabiliò il mondo e suscitò l’ammirazione persino dei fratelli Montgolfier. Senza voler emulare Lunardi, lasciarsi portare dal vento sopra i parchi ed i giardini della Lucchesia è impresa che, se non resterà negli annali della storia del volo, resterà tra i più bei ricordi del magico settembre del “Festival delle Ville”. Il “Festival delle Ville” è promosso ed organizzato dalla Associazione Ville e Palazzi Lucchesi presieduta da Laura Mansi Salom e dall’Amministrazione Comunale di Capannori. .  
   
   
BERGAMO: “THE WORLD OF PERCUSSION AND DANCE”  
 
 Bergamo, 4 settembre 2007 - Mercoledì 5 settembre proseguono gli spettacoli di Notti di Luce 2007 con l’esibizione del gruppo artistico Ensemble Odwalla che porta in scena lo show The world of percussion and dance. Nato nel gennaio ´89, Odwalla è una formazione di soli strumenti a percussione. Dotato di grande impatto sonoro e fascino della vasta gamma di strumenti impiegati, il gruppo è indirizzato verso un discorso di ricerca che affronti qualsiasi forma musicale, dal jazz all´Africa, ma anche alla danza e alla musica contemporanea, e che ha nell´equilibrio fra improvvisazione e scrittura il principale interesse del progetto. Gruppo di sole percussioni unico in Italia, attorno al nucleo storico composto da Massimo Barbiero, ideatore a fine anni Ottanta del singolare organico. La formazione, figlia del linguaggio jazzistico quanto di quello di svariate altre latitudini musicali, alterna momenti di maggior fragranza anche melodica ruotanti attorno a vibrafono (Cigna) e marimba (Barbiero) con autentiche esplosioni percussive durante le quali, accanto ai due batteristi (Quagliotti e Stefano Bertoli) e al “tuttofare” Stracuzzi, sono letteralmente incandescenti i tamburi dei due senegalesi Dudù Kwateh, per il resto manipolatore degli “attrezzi” più disparati e aromatici, e Lamine Sow, partner, fra gli altri, del grande Archie Shepp. In questi momenti, particolarmente apprezzati dal pubblico per il loro impatto autenticamente fisico, al gruppo si uniscono le danzatrici - l’effervescente danzatrice Cristiana Celadon e Cristina Ruberto, di formazione più schiettamente contemporanea. Il gruppo ha inciso 5 Cd e un Dvd, sempre recensiti dalla stampa specializzata (Europa, Usa, Giappone) riscuotendo un notevole interesse da parte della critica. Nel corso degli anni, Odwalla ha tenuto concerti in rassegne, festival e club in Italia e in Europa ospitando nelle sue file musicisti importanti come Mino Cinelu, Billy Cobham Lamine Sow, Callixto Oviedo, Peppe Consolmagno e Doussu Tourrè, Stefano Bertoli Alex Rolle e Doudù Kwateh. Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21 al Quadriportico del Sentierone anche in caso di pioggia. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti. Si ricorda che da lunedì 27 agosto è in corso presso il Convento dei Padri Cappuccini (Via Cappuccini) e il Cdpm (via Spaventa 38) dalle ore 15. 30 alle 19, la prevendita dei biglietti per il recital di Antonella Ruggiero “Sacrarmonia” che avrà luogo venerdì 7 settembre al Teatro Donizetti. Il costo del biglietto è di € 10 (posto unico, non numerato). L’incasso sarà devoluto interamente alla Mensa dei Poveri dei Padri Cappuccini. Per ulteriori informazioni consultare il sito www. Nottidiluce. Com .  
   
   
37° RALLY DI NUOVA ZELANDA (31 AGOSTO – 02 SETTEMBRE 2007) UNA BAGARRE DA ANTOLOGIA PER SÉBASTIEN LOEB E CITROëN  
 
Hamilton, 4 settembre 2007 - Al termine di un intenso ed eccezionale duello durato tre giorni, Sébastien Loeb, Daniel Elena e la loro Citroën C4 Wrc terminano a soli 3 decimi di secondo dal vincitore nella 37ª edizione del Rally di Nuova Zelanda. Con la seconda vettura del team Citroën Sport, la gara accorta e piena di insegnamenti di Dani Sordo/marc Martí, si è conclusa in sesta posizione. Lo scenario conclusivo del rally di Nuova Zelanda è stata la magnifica regione di Raglan, sulle coste del Mar di Tasman. Una serie di tre speciali, che include la celeberrima Whaanga Coast, da percorrere in due riprese, con 93 km cronometrati. I 3,14 km dell´ultimissimo passaggio nella super speciale erano destinati a chiudere la contesa e si preannunciavano decisivi. La pioggia caduta durante la notte, la possibilità che il terreno si asciugasse e le avverse condizioni meteorologiche annunciate da Météo France Sports, uno dei partner tecnici di Citroën Sport, hanno reso la scelta dei pneumatici per questa domenica un vero incubo. Equipaggiato di gomme Bfgoodrich "soft" identiche a quelle di Marcus Grönholm, il team Citroën si è lanciato nella bagarre "armato" di un vantaggio di 1s7. Un soffio ! Al termine della prima tranche, Sébastien e Daniel tornavano al punto d’assistenza di Raglan in testa alla gara, con uno scarto passato a 2s9. « La giornata non è iniziata molto bene », spiega Seb. « Nella prova d’apertura (Ps12), l´aderenza era inesistente, e ho faticato non poco a trovare il ritmo giusto. Marcus è passato di nuovo davanti per un decimo di secondo. In seguito è andata meglio. Mi sono impegnato, e ho sfruttato l’efficienza della mia Citroën C4 Wrc per attaccare al massimo, segnare due migliori tempi (Ps13/14) e tornare in testa. Con meno di tre secondi di margine, la conclusione della tappa si preannunciava intensa. » Quando questa previsione sembrava avverarsi, ecco riapparire il rompicapo della scelta dei pneumatici per lo sprint finale. Il team del Doppio Chevron si lanciava con gomme un po’ più dure di quelle del rivale. Sébastien affrontava il pomeriggio combattuto tra la voglia di conservare la posizione e la volontà di non fare errori. « Anche se a più riprese abbiamo giocato alla pari con Marcus », analizza Seb, « abbiamo concesso tempo ad ogni speciale. Per ben due volte ha iniziato a piovere proprio nel momento della partenza… è la gara. Ho realmente provato ad attaccare forte, sapendo bene che nell’ottica del Campionato ´Piloti´, gli otto punti di un secondo posto erano meglio di niente. » Sulla linea di partenza della super speciale, l´ultima Ps, Seb contava sette decimi di secondo di ritardo. Sotto gli occhi di tutto il team Citroën Sport, che tratteneva il respiro e sperava, Seb, Daniel e la Citroën C4 hanno fatto un lavoro perfetto, riuscendo però a colmare solo in parte lo scarto…quattro decimi. « Ci mancano solo quattro altri decimi per vincere. E’ esasperante ! Ma ci conforta esserci battuti durante tutto il rally per vincere, e questo ci motiva per il seguito della stagione. » « Sulla carta » spiega Guy Fréquelin, « questo rally si annunciava difficile per il team Citroën Sport. Sébastien e Daniel avevano partecipato solo alle ricognizioni del 2006, molte delle speciali erano nuove, e le avrebbero scoperte solo in gara; la nostra C4 calcava il terreno per la prima volta e Dani aveva partecipato una sola volta ! Ci preparavamo a vivere un week-end molto stressate… e lo è stato oltre il previsto! La scelta dei pneumatici è stata determinante nei tre giorni. Grazie al lavoro di tutto il team Citroën Sport e al supporto impeccabile del nostro partner Bfgoodrich, abbiamo sempre optato per gomme leggermente diverse da quelle del nostro avversario, e questo ci ha spesso avvantaggiato. Sébastien e Daniel hanno realizzato una bellissima gara. Manca solo qualche frazione di secondo e un po’ di fortuna, perchè a due riprese (Ps15 e 16) sono stati gli unici a lanciarsi sotto la pioggia. Dani Sordo ha continuato ad imparare su questo terreno veloce, che richiede molta esperienza, approfondendo in particolare la conoscenza della C4 e delle sue regolazioni, che gli sarà molto utile in seguito… » .  
   
   
IL CIGLIONE MALPENSA INCORONA NUOVE STELLE CON LA REGIA DEL MOTOCLUB MV GALLARATE. NEL TROFEO ITALIA MX2 TRIS D’ASSI CON LUPINO, D’ANGELO E BERTUGLI, MENTRE NELLA MX1 APPLAUSI A CASUCCI, TORSIELLO E RIZZARDI. NEL CAMPIONATO ITALIANO FEMMINILE OVAZIONI A MICHELLE INDERMAUR E CHIARA FONTANESI.  
 
Cardano Al Campo, 4 settembre 2007 - Sono nate tante nuove stelle nel firmamento del motocross che oggi hanno divertito il pubblico accorso in buon numero al Ciglione di Malpensa, nelle gare a cura del Motoclub Mv Gallarate presieduto da Angelo Verona. Nel contesto del Campionato Italiano Femminile si è imposta una brillante e giovanissima amazzone di soli 13 anni, un autentico fenomeno. Si tratta di Chiara Fontanesi, classe 1994, parmense, grinta da vendere e vincitrice ieri di gara 2 della tappa tricolore dopo aver ceduto di pochi secondi in gara 1 agli assalti della più esperta 17. Enne svizzera tedesca, Michelle Intermaur. E proprio il duello tra l’elvetica e l’emiliana ha tenuto banco, con un tifo affettuoso a bordo pista tra le protagoniste di una nuova specialità che sta facendo breccia nel panorama dell’Offroad a due ruote. La Fontanesi, categoria femminile del minicross su Ktm, ha sfidato senza timori reverenziali in gara2 la più muscolosa elvetica su Yamaha. La Intermaur, in seguito alle ottime prove di ieri al Ciglione, consolida il vantaggio nel tricolore su Gloria Decarli (Honda), quarta ieri. Terza Stefania Padrini su Kawasaki. Ieri hanno guadagnato 50 punti Intermaur, Silvia Santagà 42, Stefania Padrini 40, Gloria Decarli 38, Eleonora Rivetti 38 e Barbara Bettinelli 30. Tra le ragazze del minicross applausi per Chiara Fontanesi (50 punti), ma anche per Floriana Parrini 44 punti e per una “bimba” di Gallarate che ha intenerito la folla per età, talento e resistenza fisica: si tratta di Elisa Bellinato, 12. Enne in sella ad una Honda, con cui ha conquistato 40 punti. Al Ciglione della Malpensa hanno entusiasmato i protagonisti del Trofeo Italia. In classe Mx2, Under 21, due varesini su tutti a riscuotere ovazioni. Si tratta del vincitore Alessandro D’angelo di Vergiate (500 punti nel risultato di giornata, vincitore) e di Mattia Ferri di Casale Litta (380 punti ieri, secondo). Entrambi hanno corso su Honda targata dal motoclub Cairatese, che ha trionfato per l’ennesima volta nella classifica a squadre. Terzo è giunto Fabio Maggiore (330), quarto Luca Fontanesi (270), quinto Danilo Musso (260). In Mx2 Elite il marchigiano Alessandro Lupino (Yamaha) non ha avuto rivali: ha realizzato bottino pieno con 500 punti, con due vittorie di manche. Secondo Matteo Aperio (Suzuki, 420 punti), terzo Simone Baima Besquet (Suzuki, 310), seguito da Luca Derosa (Honda, 280). In Over 21 Davide Bertugli (Yamaha) ha preceduto Ubaldo Di Domenicantonio (Ktm) e Ivan Bedetti (Kawa). In classe Mx1 - Elite, Marco Casucci (Ktm) su tutti con due vittorie di manche, seguito da Giovanni Sommaruga (Honda, 380), Paolo Schneider (Honda,300). In classe Mx1-under 21, Fabio Torsiello (Honda) ha dominato la scena in gara 1 e 2, precedendo Alex Fossi (Yamaha) e Danny Gambarotti (Kawa). In Mx1-over 21 è Daniel Rizzardi (Honda) a conquistare 460 punti, proprio come Alex Girelli (Suzuki): i due si sono divisi le due manche, 3° Matteo Ferrari (Honda, 290), 4° Luca Pirovano (Honda, 290). Nel Minicross Interregionale brillanti individualità di Davide Bonini (Honda) vincitore in gara 1 tra gli Junior davanti a Erison Lagarem (Suzuki) e Mario Bertocchi (Honda). Poi il forte Lagaren è stato più veloce di tutti in gara2. Ottimi Gianluca Deghi (Ktm) e Mirko Mainardi (Honda) del motoclub Cairatese. In gara1 Senior è Mirko Mercandino (Suzuki) ad aver preceduto Andrea Winkler (Ktm) e Ivan Sonzogni (Honda). .